sabato 11 maggio 2013

FESTA DELLA MAMMA







“Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto, in quel buio, s’è acceso un lampo di certezza: sì, c’eri. Esistevi. Mi si è fermato il cuore”.

“Essere mamma non è un mestiere.
Non è nemmeno un dovere.
E’ solo un diritto fra tanti diritti.”
Oriana Fallaci





La festa della mamma è una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo. Celebrata in onore della figura di madre, della maternità e dell'influenza sociale delle madri. 


In Italia viene festeggiata la seconda domenica di maggio.
Non esiste un unico giorno dell'anno in grado di accomunare tutti gli stati in cui l'evento è festeggiato.Ecco di seguito un breve cenno storico sull'origine della festa.


 La Festa della mamma  nacque negli Stati Uniti e fu ufficializzata nel 1914 dal presidente americano Woodrow Wilson, con la delibera del Congresso di festeggiarla la seconda domenica di maggio. Ma fu molto prima e precisamente nel maggio del 1870 che Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista, propose di fatto l'istituzione del Mother's Day for Peace (Giornata della madre per la pace), come momento di riflessione contro la guerra, ma non fu ,di fatto, un successo.Piu' avanti, nel 1908 ,fu Anna Jarvis 


a riattivarla in onore di sua madre, una attivista a favore della pace, celebrando la festa moderna Mother's Day (Giornata della madre)La celebrazione di Jarvis diventò molto popolare e fu ufficializzata nel 1914 dal presidente Woodrow Wilson.


In Italia è stata introdotta negli anni cinquanta da Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera (la cui idea maturò insieme a Giacomo Pallanca, presidente dell'Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia), su iniziativa del quale venne celebrata a Bordighera la seconda domenica di maggio del 1956 (al Teatro Zeni e successivamente al Palazzo del Parco), e da don Otello Migliosi in Umbria, a Tordibetto di Assisi, nel 1957.[1] Da allora, ogni anno, la parrocchia di Tordibetto celebra ufficialmente la Festa con importanti manifestazioni a carattere religioso e culturale. Il 18 dicembre 1958 Raul Zaccari - insieme ai senatori Bellisario, Baldini, Restagno, Piasenti, Benedetti e Zannini - presentò al Senato della Repubblica un disegno di legge tendente ad ottenere l'istituzione della festa della mamma. 
Con l'andare del tempo questa festività , purtroppo,si è evoluta in una festa commerciale.




Di seguito vi riporto un prospetto con le date di alcune Nazioni in cui è festeggiata.


 Seconda domenica di febbraio: Norvegia

8 marzo: Bulgaria, Romania, Serbia, Slovenia.
quarta domenica di quaresima: Irlanda, Regno Unito.

21 marzo (primo giorno di primavera): Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Kuwait, Libano, Siria.


prima domenica di maggio: Lituania, Portogallo, Spagna, Ungheria.

8 maggio: Corea del Sud.



10 maggio: India, Messico, Pakistan.
seconda domenica di maggio: Italia, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Cuba, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Hong Kong, Giappone, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Perù, Filippine, Singapore, Sudafrica, Svizzera, Turchia, Stati Uniti, Venezuela.

26 maggio: Polonia.

ultima domenica di maggio: Francia, Haiti, Repubblica Dominicana, Svezia.

12 agosto: Thailandia.
ultima domenica di novembre: Russia.

22 dicembre: Indonesia.






E da una recente statistica sembra proprio che Finlandia e Svezia sono i paesi ideali per le mamme e l'Italia al 17esimo posto
Le condizioni peggiori si ritrovano nell'Africa sub-sahariana, regione di cui una donna su 30 continua a morire per cause legate a gravidanza


A rivelarlo è il 14esimo "Rapporto di Save the Children" sullo Stato delle madri nel mondo, che colloca al primo posto Finlandia, Svezia e Norvegia in una classifica in cui l'Italia appare al 17esimo posto. L'analisi, realizzata in occasione della Festa della mamma e compiuta su 176 Paesi, si basa su cinque fattori: salute materna e rischio di morte per parto, benessere dei bambini e tasso di mortalita' entro i 5 anni, grado di istruzione, condizioni economiche e Pil procapite, infine partecipazione politica delle donne al governo.
Le condizioni peggiori per mamme e figli si ritrovano nell'Africa sub-sahariana, regione di cui fanno parte gli ultimi dieci Paesi della classifica, e dove in media una donna su 30 continua a morire per cause legate a gravidanza o parto cosi' come un milione di neonati non sopravvive alle prime 24 ore. L'Italia, al 17esimo posto, registra livelli alti sia per quanto riguarda il tasso di mortalita' femminile per cause legate a gravidanze e parto (1 ogni 20.300) che quello di mortalita' infantile (3,7 ogni 1000 nati vivi), attestandosi in alto anche nell'ambito dell'istruzione, pari a 16 anni di formazione scolastica. Numeri che tuttavia non nascondono la scarsa percentuale media di partecipazione politica delle donne italiane (20,6%) che, nonostante l'incremento registrato nelle ultime elezioni, posizionano il Bel Paese distante anche da Paesi quali Angola (38%), Afghanistan (27%) e Mozambico (39%).
Salta all'occhio nel rapporto il 30esimo posto occupato nella classifica generale dagli Usa per lo stato di benessere delle mamme e dei loro figli: tra i paesi industrializzati, gli Stati Uniti addirittura guidano la triste classifica per mortalita' dei neonati, con piu' di 11.000 bambini americani che ogni anno non sopravvivono al loro primo giorno di vita. Sebbene dal 1990 il tasso di mortalita' dei bambini entro i 5 anni di vita e la mortalita' delle mamme siano calati rispettivamente del 40% e 50%- Ogni giorno nel mondo 800 donne muoiono ancora per cause legate alla gravidanza o al parto, mentre sono quasi 7 milioni i bambini che muoiono prima di compiere 5 anni, di cui 3 milioni non superano il mese di vita. E tutto questo avviene per cause che si possono prevenire e curare, come infezioni, prematurita', complicazioni da parto. La quasi totalita' delle morti di neonati e delle loro mamme (rispettivamente il 98 e il 99%) si verifica nei Paesi in via di sviluppo, dove e' fatale la mancanza di servizi sanitari di base e di assistenza prima, durante e dopo il parto.
"Alla base del problema c'e' la persistente differenza tra la salute nei Paesi piu' ricchi e in quelli piu' poveri", ha commentato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children. "E' evidente - continua - che dove le madri sono piu' forti dal punto di vista fisico, finanziario e sociale, i figli hanno piu' probabilita' di sopravvivenza". Alla vigilia della Festa della Mamma, Save the Children ha lanciato un appello, con Paola Cortellesi come testimonial, affinche' questa diventi un'occasione per sostenere gli interventi a favore della salute materno-infantile dell'organizzazione nei paesi maggiormente in difficolta'.

(Affaritaliani.it)


Annamaria... a dopo

I SALUMI SONO PERICOLOSI PER LA SALUTE





Fate attenzione  ai salumi.


Il consiglio arriva dall'università di Zurigo, dove un gruppo di ricercatori ha testato gli effetti di un'alimentazione “troppo ricca” di prosciutti, salsicce e insaccati simili, sulla salute di oltre mezzo milione di cittadini europei. Più precisamente, per tredici anni gli studiosi svizzeri hanno seguito con attenzione volontari di età compresa tra i 35 e i 70 anni: una lunga e approfondita indagine tesa a raccogliere una gran mole di dati sull'alimentazione e in particolare sul consumo di carne rossa (bovino, suino, equino e ovino), bianca (pollame in genere, ma anche anatra e coniglio) e lavorata (prosciutti, salami, salsicce, pancetta e tutti gli insaccati). 
I risultati dello studio – pubblicati sulla versione online della rivista medico-scientifica “BMC Medicine” – sono chiari e indicativi: mangiare con regolarità insaccati, e più in generale carni lavorate, aumenta in modo significativo i problemi cardiovascolari e allo stesso tempo il rischio di sviluppare altre pericolose patologie. Secondo i dati raccolti dai ricercatori dell'università di Zurigo nel lungo periodo d'osservazione (durante il quale gli scienziati hanno registrato oltre 5.500 decessi per malattie cardiache e quasi 10 mila per cancro), mangiare 160 grammi di carne lavorata al giorno aumenta dell'11 per cento il rischio di sviluppare un tumore e addirittura del 72 per cento il pericolo di incorrere in problemi cardiovascolari. Una percentuale da allarme rosso: meglio, dunque, non esagerare con i salumi.

Annamaria... a dopo

venerdì 10 maggio 2013

LE RANE NASCONDONO IMPORTANTI PROPRIETA' CURATIVE





 La notizia arriva dalla Russia, più precisamente dal Dipartimento di Chimica Organica dell’Università Statale di Mosca, dove i ricercatori guidati dal dottor Albert T. Lebedev hanno scovato negli anfibi alcune sconosciute e interessanti sostanze antibatteriche. Partendo da un'abitudine diffusa nell'ex paese sovietico – la conservazione del latte nel liquido estratto dalla rana bruna – i ricercatori hanno indagato sulle proprietà degli anfibi ricavandone risultati sorprendenti. Per la precisione, nei test condotti in laboratorio attraverso una tecnica particolare gli scienziati russi hanno individuato 76 sostanze dal potenziale antibatterico e medicinale, alcune delle quali attive per esempio contro la salmonella e lo stafilococco, due pericolosi agenti patogeni. 
La scoperta effettuata dai ricercatori dell'Università Statale di Mosca – pubblicata sulla rivista scientifica “ACS Journal of Proteome Research” – è molto importante, anche in relazione all'abuso e alla conseguente diminuita efficacia degli attuali antibiotici. Nello spiegare i risultati ottenuti nei test effettuati sugli anfibi, il dottor Lebedev ha messo in evidenza come le rane – vivendo in ambienti umidi, pieni di batteri e organismi potenzialmente patogeni – producano in modo naturale attraverso la pelle le suddette sostanze antimicrobiche. «Questi peptidi – ha osservato il responsabile dello studio russo – potrebbero essere potenzialmente utili per la prevenzione delle infezioni da batteri patogeni e ceppi resistenti agli antibiotici. E tra l'altro la loro azione può spiegare l’esperienza tradizionale delle popolazioni rurali».
Una buona notizia in attesa di nuovi riscontri!

Annamaria... a dopo

giovedì 9 maggio 2013

NON SOLO CINEMA...



Vincenzo Salemme             ☻ IL DIAVOLO CUSTODE ☻




Non è la prima volta che ho assistito ad uno spettacolo di Salemme, uno dei più scoppiettanti interpreti dello spettacolo italiano.                                                                                                        La sua creatività è “evasa” dallo schermo cinematografico conquistando il palcoscenico teatrale, dove da alcuni anni mette in scena testi scritti e diretti da lui stesso.                                                                                                        L’ultimo impegno si intitola  “Il Diavolo Custode”  ed è quello a cui ho assistito in questi giorni, vi assicuro con gran divertimento, ma anche con molti spunti di riflessione sulla natura umana.                                                                                                                        Secondo il “diavolo” Salemme, lo spettacolo dovrebbe far venire voglia di parlare di più con noi stessi, con il diavolo che è in tutti noi, senza averne paura.                                                                                                                     Se quel diavolo è in noi, forse è solo un povero diavolo che non può certo farci del male, ma potrebbe darci una seconda possibilità.                                                                                            Ci lamentiamo spesso con l’universo intero e con la vita che sono stati troppo crudeli con noi, che ci hanno tarpato le ali, che ci hanno spezzato i sogni.                                                                                                                         E allora immaginiamo che un giorno il nostro “diavolo custode”salga sulla terra e venga a dirci : -Vuoi tornare a nascere e ricominciare daccapo? La vuoi una seconda possibilità? Ma sei sicuro che ne valga la pena? Ce la farai a fare di meglio? –                                                                                                          Questo è il tipo di domande che Salemme si è fatto insieme al pubblico, coinvolgendo gli spettatori, ridendo un po’, senza cattiveria e senza paura, su noi stessi.                                                                                                                     Un cast di interpreti calati nei vari personaggi con convinzione, a cominciare da Nicola Acunzo, l’aiutante “diavoletto” catanzarese,  esilarante per immagine e linguaggio dialettale praticamente indecifrabile !




Si può vivere onestamente ed essere felici? Il dubbio che pone Salemme è di quelli davvero intricati, l’eccesso di onestà porta spesso a vivere male anziché bene.                                                                                                               Ne sa qualcosa Gustavo, il protagonista della commedia; ha un piccolo bar, una moglie e una figlia diventate due estranee ed un fratello un po’ troppo impiccione, è travolto dalla crisi e rischia di perdere il bar e la casa, eppure non riesce ad essere disonesto : secondo la moglie ha “il brutto vizio di emettere scontrini”.                                                                                Gustavo è talmente depresso che sta pensando seriamente a compiere “l’insano gesto”, quand' ecco che nella sua vita piomba quel “diavolo” di Salemme, con la solita ironia travolgente : lo scopo del “diavolo custode” è quello di insinuare il dubbio, di far uscire Gustavo fuori dagli schemi, di metterlo di fronte alla realtà di una moglie diventata un’estranea, di dargli insomma una seconda chance per vivere diversamente.                                                                                    Coinvolgendo il pubblico testimone, Salemme confeziona uno spettacolo divertente basato sul meccanismo della psicanalisi, che l’attore stesso frequenta da 5 anni : ognuno di noi ha una parte violenta e segreta che stenta ad accettare, che rivela la fragilità dell’animo umano.                                                                                               Vincenzo Salemme, dunque, non si limita a distendersi sul lettino dello strizzacervelli ma ha scritto un testo sull' argomento mettendolo in scena come una sorta di training autogeno in forma teatrale.                                                                                                       La soluzione sta in noi e non fuori di noi e in ciò risiede l' importanza della psicoanalisi. Stiamo sempre a combattere contro un fantomatico nemico esterno, senza capire che il nemico è dentro di noi: conosci te stesso, questo è il nocciolo del problema!                                                                                                 Non tentiamo però solo di imparare a conviverci, bisogna sforzarsi di superare il problema, tramutandolo in un valore aggiunto.                                                                                L' uomo moderno soffre prima di tutto di solitudine e di un horror vacui che lo spinge non a "vivere" il suo tempo, bensì ad "occupare" il tempo : oggigiorno, campiamo il doppio dei nostri nonni, ma "viviamo" la metà degli anni, perché non sfruttiamo al meglio le nostre risorse e potenzialità.



E come avviene ormai da quando sono iniziate le repliche, gli spettatori escono dal teatro divertiti, nonostante i richiami alla introspezione.                                                             Un pieno delle gag più effervescenti dell’attore napoletano che fanno scaturire la risata sana e immediata, una sorta di antidoto per allontanare, almeno temporaneamente, i pensieri grigi.                                                                                                                                            E poi il consueto lungo monologo conclusivo in cui, tolta la maschera del personaggio, Salemme mantiene solo quella dell’attore in grado, però, di mandare messaggi profondi: dall’incapacità delle persone di godere del momento perché continuamente prese dalle ansie e dalla preoccupazioni, alla perdita dei valori più semplici, ma anche un lungo viaggio tra le differenze che ci sono tra l’universo femminile e quello maschile, il tutto sempre al confine tra ciò che è scritto nel copione e la sua meravigliosa arte improvvisativa.



Come assaggio vi propongo un brevissimo video, girato ad Altomonte (Cosenza), sede di rassegne teatrali di grande prestigio . . .




Buon divertimento a tutti da . . . Maria ! 




IL LINGUAGGIO DELLA MENZOGNA “3”



              
C’è una menzogna che non si riesce a digerire: 
   “quando si scopre di essere stati  traditi!”   


DUCKY    In materia di coppia, qual è secondo te, la bugia più grossa?

ENZO L’infedeltà, il tradimento. C’è una menzogna che non si riesce proprio a digerire: quando si scopre di essere stati traditi. Venire a sapere che il partner ha una relazione o ha fatto sesso con qualcun altro è un colpo basso per chi ha una storia sentimentale, ma, dice M. Pacori, quello che risulta ancora più difficile da accettare sono le menzogne legate all’infedeltà. Studiosi hanno appurato che dal 30% al 60% gli uomini hanno avuto una relazione extraconiugale…

DUCKY    …gli uomini…e le Ciucciottine?

ENZO …poco meno infedeli le donne: hanno tradito in una misura tra il 20%  e il 50%. Nemmeno i personaggi pubblici sono stinchi di santo: esempi sono i presidenti americani: Roosvelt, Kennedy, Clinton, il principe Carlo d’Inghilterra e la principessa Diana, Martin Luther King.
Una relazione di coppia si basa su un patto di rispetto, di fedeltà: cioè “stipulano” un patto di buona condotta e quindi confidano che il compagno o la compagna faccia o non faccia un certo tipo di cose. Il nostro Pacori afferma che “quando un partner delude le attese o viola le regole,  si genera un momento critico nel rapporto, il compagno tradito rimane scioccato.

DUCKY    E’ così, è proprio così…un grosso guaio…un dramma! Non ti fermare!

ENZO Bene, andiamo nello specifico…mettiamo il dito nella piaga.

DUCKY    Il peccato è spiacevole però interessante.

ENZO gli psicologi David Buss e Todd Shackelford hanno constatato e schematizzato tre tipi di infedeltà. Un’ infedeltà affettiva,  una sessuale e una infedeltà comunicativa



DUCKY    …tre articoli diversi, prima, seconda e terza scelta…
o come i tagli della carne. Tu dove ti collochi? Quale taglio preferisci?

ENZO Duc, non farmi perdere la pazienza…stavolta non prendo le padelle, userò il matterello…ma non te do in testa ma in quel posto lì…così ti trasformo in una “voce bianca”….l’infedeltà sessuale si riferisce a esperienze vissute con estranei: i sondaggi dimostrano che una percentuale tra il 20 e il 40% di chi vive un rapporto di coppia ha fatto sesso con persone diverse dal partner, e più spesso sono i maschietti a tradire.

DUCKY    Chi cerca un’avventura sessuale in genere lo fa perché si sente incompreso, frustrato nella relazione e vuole sentirsi desiderato (può accadere nel caso della crisi di mezz’età) oppure prova un senso di rivalsa nei confronti del partner. Dico bene, prof? E il tradimento affettivo?

ENZO Il tradimento affettivo comporto invece un coinvolgimento emotivo con una terza persona: le attenzioni, le premure, il sentimento, l’affetto sono diretti verso un’altra persona. In questo caso il primato spetta alle donne.

DUCKY    Chiarisci, Enzo…abbiamo gli occhi delle Ciucciottine puntati verso di noi e su quello che andiamo a rivelare.

ENZO Figurati, spiego. Il motivo principale, quello più importante, è l’insoddisfazione nel rapporto e la necessità di trovare conforto e affetto in qualcuno.



DUCKY Ovvio e conseguenziale.

ENZO Un terzo tipo di infedeltà è detta “comunicativa”…

DUCKY    …cioè uno dei due partner dichiara all’altro “Senti, moglie, in data odierna io ti comunico  che ho un’amante!?

ENZO Ti pareva se non te ne uscivi con una delle tue battute .
L’infedelta’ comunicativa si realizza quando qualcuno (lui o lei) si mostra interessato a far ingelosire il partner…per gelosia, dispetto o vendetta.

DUCKY    E’ capitato anche a te…se non vado errato, caro gemello e tu ti sei inca…incavolato parecchio…tempo fa eh eh, gelosone di Duckino tuo. Su confessi…o ti vai a “comunicare”

ENZO …io, prima o poi ti mando a Zelig con un bubbone in fronte, ma che dico…due bubboni…ora muto…ti voglio muto e attento perché ti parlo delle corna on line, ovvero il tradimento on line.

DUCKY    …Mmm…

ENZO Benché le relazioni e le esperienze siano virtiali, sembra che non differiscano dai loro corrispondenti reali: tu sai cosa sono i cyber sex e i rapporti sentimentali in rete.

DUCKY    ….eh:  i cacciatori di sesso in rete. I rapporti, nonostante avvengano in Internet, queste esperienze sono caratterizzate dallo stesso grado di segretezza  delle loro versioni più tradizionali; inoltre, il partner le vive come se fossero reali, come se il compagno o la compagna avesse una doppia vita: procurano lo stesso trauma  di un tradimento “in carne e ossa”.


DUCKY    Prof, ma come fa un Lui o una Lei a capire che l’altro (o l’altra) sta  tradendo?

ENZO Mo’ hai dato prova di perspicacia, bravo…accade raramente…ma ti accade. Indizi, caro gemello, in-di-zi!

DUCKY    E che aspetti? Vai… che Le Ciucciottine e i Maschietti sono in ansia di sapere.

ENZO I ricercatori Park, Levine, Mc Cormack e altri hanno scoperto i modi più comuni attraverso i quali le persone scoprono le menzogne:
-   
s   soffiate di amici,
-   le tracce lasciate involontariamente e per puro caso;
-   cambiamento delle abitudini o dei programmi per un imprevisto o una dimenticanza. In questo modo, una moglie può tornare a casa in un orario insolito perché ha dimenticato il portafoglio, un documento, ecc. e sorprende il marito a letto con un’altra donna.

Altre analisi hanno appurato ha appurato altri numerosi segni di infedeltà: alcuni si sono rivelati validi nel distinguere il tradimento sessuale da quello emotivo: per esempio, il disinteresse a letto è più facilmente legato all’adulterio sessuale, mentre un rapporto frustrante, contrastato e stanco è più spesso legato segno di un’infedeltà affettiva. Uomini e donne, inoltre, si sono dimostrati più abili a riconoscere gli indizi di tradimento manifestati dal sesso opposto rispetto a quelli prodoti dal proprio sesso…

DUCKY        …e le Ciucciottine?

ENZO Le femminucce hanno dato prova di avere “più fiuto” rispetto ai maschietti, è come se avessero un’antenna più potente rispetto ai maschietti. Stai attento, Duc, finora abbiamo parlato di indizi, ora si va più nel concreto cioè trattiamo “prove importanti”.

DUCKY    Hai ragione, Prof!, on dobbiamo fare solo o poca teoria, trattiamo cose concrete, cioè, come tu le chiami: prove concrete.

ENZO Prima però vai fare il caffè...dopo “toccheremo il nervo”  ai protagonisti della coppia.

DUCKY    Yes Sir, gli ordini sono ordini…scusa il caffè lo vuoi in tazza?

ENZO No…mettilo pure in un calice d’argento e non dimenticare la cannuccia…sciagurato e comico…strano, chissà perché non riesco ad arrabbiarmi.

DUCKY    Su brontolone….vado a fare il caffè…intanto tu fai tre minuti di meditazione yoga..eh…
Il caffè tira su e rilassa i due gemelli,  Enzo-lo-scombinato e Ducky-lo-psicolabile.

ENZO Passiamo agli indizi veri e propri,  i più validi sono i seguenti, e tu, Duc, memorizzali:
-   prove indiziarie di tipo fisico: gli abiti del partner lasciano la scia di un profumo insolito;
-   o vi siano rimasti bloccati capelli di colore e lunghezza diversi da quelli dei due componenti della coppia;
-   macchie sul colletto o sulla patta dei pantaloni,
-   segni di graffi o ecchimosi sul corpo,
-   una certa fretta di portare una giacca o una camicia in lavanderia può essere sospetta;
-   segni di disordine, come una chioma;
-   bottoni allacciati nell’asola sbagliata o mancanti;
-   cinture infilate al contrario;
-   un eccesso di pieghe in una gonna, una camicia, una maglia o un paio di pantaloni;

DUCKY    Madonna santa, sei un meticoloso…noi uomini dobbiamo fare attenzione a tutta sta lista?

ENZO Distrattone…guarda che questo elenco è diretto a entrambi i sessi cioè a Ciucciotti e Ciucciottine. Lasciami proseguire, ora con l’elenco:
-  sparizione inspiegabile di abiti, slip o altri capi di abbigliamento può essere indizio di un tradimento sessuale;
-  ricevute di un ristorante;
-  i ticket di un parcheggio o dell’autostrada, un chilometraggio troppo alto per gli spostamenti che il partner- uomo o donna – sostiene di aver fatto;
-   chiamate telefoniche (in genere sul cellulare) a ore insolite o chiuse immediatamente; un solo squillo del cellulare;
-  un eccessivo scambio di sms;
-   buttare frequenti occhiate al telefonino o tenerlo sempre con sé;
-   andare in bagno con il cellulare in tasca;
-   togliere la suoneria, eccetera;
-   anche l’uso di internet può dare adito a sospetti: come consultare ripetutamente la posta elettronica o cogliere ogni pretesto per andare a leggere i messaggi in Facebook;
-   o passare troppo tempo in rete, specie nelle ore notturne, in questo caso, potrebbe trattarsi di “cybertradimento”
-   l’auto del partner è insolitamente sporca di fango, si trova nel cruscotto un biglietto dell’autostrada per una destinazione ignota, gli abiti appaiono stropicciati e i capelli arruffati.

(pausa)

DUCKY    Perché ti sei fermato, Enzo?

ENZO L’elenco è lungo…non credere che finisca qui…si possono commettere tanti errori che tu non hai idea. Perciò ci fermiamo qui. Spero che quello che ho elencato dia parecchio da riflettere ai LUI e alle LEI.

DUCKY    Caspita, è come se avessimo creato “La scientifica dell’amore”.

ENZO La prossima volta tratteremo le discordanze, i comportamenti insoliti  e gli impegni imprevisti e improbabili.

DUCKY    …appunto dico…abbiamo creato “la scientifica dell’amore”.  Enzo, fratello-gemello, io mi faccio la croce con la mano sinistra… fattela pure tu e tocca ferro!

ENZO Sìii, mi tocco, faccio gli scongiuri e tocco pure ‘o cuorno!

ENZO
Bibliografia:
Il Linguaggio della menzogna
Marco Pacori


GLI OGGETTI PERDUTI NELLA MEMORIA N 3



E’ trascorso poco tempo da quando  ho decantato un oggetto  ‘superato’  persino nella sua terra natia : la vecchia macchinetta napoletana per il caffè.                                                                                          
Eppure sul caffè e sugli strumenti ad esso legati si potrebbero scrivere pagine e pagine. Stavolta , sempre pescando nel passato, voglio rammentarvene due :                                        
                     
il MACINACAFFE’  A  MANOVELLA 
         



   e  il
TOSTA CAFFE’

                         
Ogni amante del caffè preferirebbe il caffè macinato al momento, non importa di che tipo sia. C'è qualcosa di speciale e meraviglioso nell'aroma che si sprigiona,  che fa sorridere di piacere ciascuno di noi, come accadrebbe aggirandosi fra le botteghe di caffè.
                                                                         
Per godere di questo particolare sapore di caffè macinato, ciascuno di noi dovrebbe avere in casa un Macina Caffè : purtroppo sono finiti i tempi di quelle vecchie scatolette di legno con sopra una manovella da girare.                                                                                                                              
Oggi un macinino da caffè può costare centinaia di euro o anche di più.  
                                                                                                                                                     
Ai tempi in cui si era ben lontani dal trovare nei negozi le confezioni ermetiche sottovuoto, il caffè si comprava in grani in drogheria e lo si macinava a mano: attività generalmente riservata ai ragazzini i quali, ben felici di rendersi utili (allora !!), si sedevano in un cantuccio, il macinino stretto tra le ginocchia, e giravano compunti la manovella, aspirando voluttuosamente l'aroma  . . . 
                                                                                                                                                                              
Le prime importazioni di caffè nell'Europa del XVI secolo, implicarono l'esigenza di creare uno strumento che potesse macinarne i semi, conservandone l'aroma originale.                                                                                                          Divenne subito chiaro che i macinaspezie andavano parzialmente adattati, ma poi abbandonati perché corrosivi ; per macinare il caffè, il primo metodo conosciuto fu l'utilizzo di una malta con semi tostati.
                                                                                                                                                    
I primi prototipi di macinacaffè apparvero contemporaneamente in Europa e Turchia nel XVII secolo; in Turchia, i macinatori erano costituiti da un cilindro di rame o di ottone. Intagliati o decorati con pietre preziose, erano dotati di un meccanismo composto da un pozzo verticale che azionava una ghiera zigrinata, spesso con un manico pieghevole che si inseriva nella parte superiore del macinatore.
                                                                                                                                  Il paese europeo dove maggiormente si diffuse questo strumento, fu la Francia, anche se il primo vero modello di macinino fu costruito da un fabbro inglese nel 1799; successivamente, ebbe una grande diffusione negli Stati Uniti dove, nel 1818, fu depositato il brevetto del primo macinacaffè a muro.                                                                                                                   
Dopo la Rivoluzione industriale, la produzione del macinacaffè non fu più attività artigianale, e nacquero diverse imprese nel settore.


                                                                                                                   
Tanti i modelli di macinacaffè, dal più semplice, come quello che ricordo si usava a casa mia, a quelli più elaborati, di fattura e materiali più pregiati, appannaggio delle famiglie più aristocratiche ! 

Una buona tazza di caffè andrebbe  preparata utilizzando del caffè macinato pochi minuti prima e non importa che tipo di chicco di caffè venga utilizzato, sia che si tratti di un mix esotico o di Vaniglia Francese o di una miscela Colombiana.                                                                                                      
Il motivo per cui il caffè ha un gusto migliore quando è appena stato macinato, è che entro due minuti, come sostengono gli esperti, i chicchi di caffè subiscono un processo di ossidazione, che nei circoli di caffè viene denominato 'raffermamento', che è quello che altera il sapore stesso.                                                                                                                                                        
Molti esperti concordano anche sul fatto che, tanto minore è il tempo trascorso dalla macinatura alla preparazione, tanto maggiore è il piacere che proveremo nel degustare l'aroma del caffè.
Abituati come siamo a convivere con le moderne diavolerie tecnologiche, ci sorprendiamo nel rivedere oggetti che fino a qualche decennio fa erano d'uso comune e che oggi possono sembrare solo pezzi di antiquariato, che neanche abbiamo mai immaginato potessero trovarsi nelle nostre case.                                                                 
E’ il caso del  TOSTACAFFÈ 


     
                                                                                                                                                           
La massiccia emigrazione verso il nuovo continente nel periodo tra le due guerre, ha fatto sì che quasi tutte le famiglie avessero qualche parente americano, che spesso portava o inviava in Italia sacchetti di caffè grezzo, che veniva tostato in casa, con l'uso di un cilindro posto su un supporto ed esposto alla fiamma della carbonella accesa, oppure con un supporto semplificato sulle prime cucine a gas. Ne esisteva anche un tipo verticale, una sorta di padella chiusa con una maniglia per agitare il caffè all'interno. 
Per ora mi fermo qui . . .ma rovisterò ancora tra i miei e gli altrui ricordi, alla ricerca di nostalgiche emozioni !
tazze 38
A presto amici e  . . . pigliatev  ‘na tazzulella ‘e cafè con Maria !