giovedì 18 novembre 2010

Meteo... e non solo




Cari amici, mi prendo qualche giorno di pausa ...a prestissimo!!!!








si ride, si piange







riflessioni

Non tutto è perduto

Un ragazzo di 10 anni, decise di imparare il judo nonostante il fatto che
avesse perso il suo braccio sinistro in un devastante incidente di auto.
Il ragazzo iniziò a prendere lezioni con un vecchio Maestro giapponese di
judo. Il ragazzo procedeva bene e quindi non riusciva a capire perché,
dopo tre mesi di insegnamento, il maestro gli aveva insegnato solo una
mossa.

"Maestro," disse alla fine il ragazzo, "non dovrei imparare altre mosse?"
"Questa è l’unica mossa che conosci, ma è anche l’unica mossa che hai
bisogno di conoscere” rispose il Maestro. Il ragazzo non aveva compreso
bene, ma rispettava il suo Maestro quindi non chiese altre spiegazioni e
continuò ad allenarsi.

Diversi mesi dopo, il Maestro portò il ragazzo alla sua prima gara.
Sorprendendo se stesso, il ragazzo poté facilmente vincere i primi due
match. Il terzo match si dimostrò più difficoltoso, ma dopo un po’ di
tempo il suo oppositore divenne impaziente e caricò più duro; il ragazzo
continuò ad usare la sua unica mossa e vinse la gara. Ancora sorpreso dal
suo successo, il ragazzo arrivò fino alle finali. Questa volta l’oppositore
era più grosso, più forte e con più esperienza. Per un pò il ragazzo parve
soccombere. Preoccupato che potesse farsi male, l’arbitro chiese un
time-out. Stava per fermare la gara quando il Maestro intervenne.

"No," insistette il Maestro, "lasciamolo continuare." Molto presto l’oppositore
fece uno sbaglio critico: abbassò la guardia. Istantaneamente il ragazzo
usò la sua mossa e lo mise al tappeto. Il ragazzo aveva vinto il match e
la gara.

Era il campione. Sulla strada verso casa, il ragazzo e il Maestro
ripercorsero ogni mossa di ogni match. Il ragazzo trovò il coraggio di
chiedere quello che aveva in mente. "Maestro, come ho fatto a vincere la
gara con una mossa soltanto?"

"Hai vinto per due motivi," rispose il Maestro. "Prima di tutto, hai
padroneggiato una delle mosse più difficili di tutto il judo. Secondo poi,
l’unica difesa conosciuta per il tuo oppositore era quella di afferrare il
tuo braccio sinistro." Il più grande punto di debolezza del ragazzo era
diventato il suo più grande punto di forza.

"A volte sentiamo di avere dei punti di debolezza e ne diamo la colpa a
Dio, alle circostanze e a noi stessi ma non ci rendiamo mai conto che la
nostra debolezza può diventare un giorno la nostra forza. Ognuno di noi è
speciale e importante, quindi non pensiamo mai di avere punti di debolezza,
non pensiamo mai all’orgoglio o al dolore, viviamo solo la nostra vita appieno
tirandone fuori il meglio!"

A presto NATALINAAAAAAA
;Annamaria... a dopo

martedì 16 novembre 2010

IL DOLORE - di Salvatore MIGLIORE

  Totò ci fa sapere che questa poesia l'ha scritta nel lontano 1967
Il dolore amico mio
È dire a un bambino che piange
Perché vuole sua madre
“tua madre non c’è.”


Il dolore amico mio
è strappare una mamma
un bambino che soffre
e che sta per morire.


Il dolore amico mio
È dire a una donna
“ti amo” amarla…..
e poi dirle “non t’amo.”


Il dolore amico mio
È amare una donna
Che non riesci a capire
Perché ancora bambina.


Il dolore amico mio
Ti lascia solo
Parli e nessuno ti ascolta
Ascolti e nessuno ti parla.

Perché amico mio

Mi chiedi cos’è il dolore ?


La vita che nasce la vita che muore ?
Perché lo chiedi a me ?


Anch’io sono nato e devo morire
Anch’io devo soffrire.
Il dolore amico mio


Non è qualcosa della tua vita.

 
Il dolore ……………… E' LA VITA.
TOTO'
Senza dolore esisteremmo e basta, ma per vivere e' necessario conoscere il vero valore di ogni respiro, di ogni persona che incontriamo lungo il nostro cammino e, solo nel momento in cui si soffre, si apprezza realmente cio' che fa parte del nostro quotidiano.

Annamaria... a dopo

Meteo... e non solo

si ride, si piange






LE DUE RANE


Un gruppo di rane stavano viaggiando attraverso la foresta quando due di loro caddero dentro una buca profonda. Quando le altre rane videro quanto era profonda la buca, suggerirono a quelle finite lì dentro che erano spacciate.

Le due rane ignorarono i commenti e cercarono di saltare fuori dalla buca con tutte le loro forze. Le compagne nel bosco continuavano a dire loro che era inutile tentare di saltar fuori, perché tanto erano spacciate. Alla fine, una delle due rane si rassegnò alle predizioni delle compagne e smise di cercare di uscire. Estenuata, morì.

L’altra rana continuò a saltare più forte che poteva. Ancora una volta, la folla di rane alla cima della buca gridava di rassegnarsi, smettere di soffrire e lasciarsi morire. La rana saltò con ancora maggior forza e alla fine ce la fece ad uscire.

Quando fu fuori, le altre rane le chiesero, “Ma non hai sentito quello che ti gridavamo?”. La rana spiegò loro che era sorda. Pensava che le sue compagne, per tutto il tempo, la stessero incoraggiando.



La storia ci insegna due lezioni:

1. C’è potere di vita e di morte in ciò che diciamo. Una parola incoraggiante a chi sta perdendo la speranza può aiutarlo a tirare avanti e continuare a lottare.

2. Una parola distruttiva a chi sta perdendo la speranza può essere quello che serve per farlo definitivamente arrendere.




da Rivelazioni

DIO!...DIO?...DIO!?...DOV’E?

Chi ti ha creato?
Mi ha creato Dio.
Chi è Dio?
Dio è l' essere perfettissimo, creatore e Signore del cielo e della terra.
Dov' è Dio?
In cielo in terra e in ogni luogo.


Così  ci insegnavano quando ero piccola e di conseguenza, pensavo io, quelli che ci credono sono creazionisti.

la parola a ducky e ..Enzo 

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEizagPJku3hkchTQWGRMUcXel_P2mNgNhPINDbZbXxL8_h0nH0tD0HKzJIQPSGSrslOm7GpZK_8iDjBLA5AhNh92gyH3w_VhqHz7GEvbt2JSx-VBt8jMnACzdZ-Vf_UZ0cspKAhXXM0tqF7/s400/images.jpeg




(parte seconda) - prima parte pubblicata il 10-11-2010

Enzo:         Ciao, Ducky, puntuale come sempre.
Ducky:       Siamo puntuali .
Enzo:         Siamo puntuali.
Ducky:       Entriamo o ti va di fare due passi?
Enzo:         No, preferisco prendere il caffè subito...il nostro solito                            tavolo è libero.
Ducky:       Bene, ordina…e stamattina offri tu!

I due fratelli-gemelli si accomodano al “loro” solito tavolo.



Enzo: Allora, parlavamo di S. Agostino…


Ducky: Il male, dicevamo, in sé non esiste, dice S. Agostino; secondo lui, il male è assenza di bene. il male è un puro non-essere, pensa al buio non ha una realtà sostanziale, ma compare….


Enzo: …quando manca la luce!


Ducky: esiste solo in via negativa, come assenza di luce…bravo, sussurratore!


Enzo: Come hai detto?


Ducky: Eh, mi viene da ridere….ho detto sussurratore…


Enzo: Come ti viene, Duc?


Ducky: Non fare il finto tonto…sai benissimo perché!


Enzo: Se lo dici tu…


Ducky: Sì, lo dico proprio io…ti conosco…per me sei un libro aperto.


Enzo: Mbè, io potrei dire altrettanto di te…torniamo in noi con l’argomento principe.


Ducky: Dio, spiega Baruck Spinoza, è in tutto ciò che esiste, natura e Dio sono una cosa sola. E’ un ordine che pervade ogni cosa. Secondo questo filosofo non e’ concepibile un Dio di creazione; lui non lo concepisce in termini antropologici, insomma nessuna immagine…o Ente particolare…tranne la Natura…insomma l’Universo esistente: ciò implica di di conseguenza la negazione della creazione del mondo da parte di Dio.


Enzo: Lui l’ha visto così il suo Dio



Ducky: Ma non tutti vedono un Dio; anzi, come sai, ci sono i miscredenti: tipo Jean Meslier, un ateo feroce.


Enzo: E chi sarebbe?


Ducky: Chi sarebbe!? Un parroco francese!


Enzo: Ed era parroco!? Bell’esemplare di parroco.


Ducky: Sì, un parroco francese, materialista e ateo; nel suo testa mento si scaglia contro la religione cristiana. Era sacerdote in un paesino di campagna; un giorno litigò con un nobile feudatario, e non potendo avere ragione, decise di uccidersi lasciandosi morire di fame, non prima di aver fatto testamento e, proprio in esso, descrisse la sua dottrina atea e materialistica.


Enzo: Insomma, se parliamo di Dio, il pensiero va subito e inevitabilmente alla creazione dell’Universo?


Ducky: La nostra astronoma, Margherita Hack non fa riferimento a un Dio; lei dice che più che un Nulla c’era il Vuoto, insomma un vuoto particolare come lo intendono i fisici.
Lei parla di scontro di particelle negative e positive.


Enzo: Ducky, discorso difficile, molto difficile. Io mi domando da dove verrebbero fuori queste particelle…e questo cavolo di Big Bang?


Ducky: La Hack spiega che l’universo si sia potuto originare dal nulla “senza violare le leggi della Natura.”


Enzo: Insomma, non Dio, e niente Grande Babbo.


Ducky: Tieni presente che è il punto di vista della scienza, in particolare dei fisici e astronomi. Dal punto di vista biologico la ricerca non fornisce risposte decisive. Si parla del brodo primordiale. Si è calcolato che le probabilità che si formi per caso una singola molecola proteica sono 1 su 10.243. E’ come se un gran numero di dadi fossero stati lanciati miliardi e miliardi di volte fino a fare una lunga serie di 6.


Enzo: E’ probabile che una cellula si sia evoluta, Charles Darwin così afferma.


Ducky: Dopo anni di feroci controversie oggi la Chiesa accetta la teoria dell’evoluzione…


Enzo: …cioè è tutta un’ evoluzione e allora Dio che ruolo avrebbe

avuto o ha?


Ducky: Calma, non ti infervorare…i processi evolutivi avrebbero Dio come “progettista”: senza di Lui, parlando con rispetto…nessuna evoluzione!


Enzo: Insomma, “la sapienza provvidente del Creatore, che sostiene amorevolmente l’esistenza di questi processi.


Ducky: Bravo e complimenti al sussurratore: hai inteso bene, Scienza e Fede a braccetto.


Enzo: Grazie, troppo buono…”golden tongue”. Basta per oggi, andiamo a sussurrare ai paccheri al sugo…E’ l’una.


Ducky: Gnorsì.



ENZO

(Fine della parte seconda)


Annamaria... a dopo

Le notizie segnalate da CATERINA

 
Un governo in bolletta dà più soldi alla scuola privata



Sulla legge di Stabilità torna a parlare il Quirinale. Stavolta per rintuzzare le recriminazioni avanzate da Maurizio Gasparri. «Facile esternare, più difficile governare i conti e tenere ferma la spesa», aveva detto il senatore del Pdl. «Il Presidente della repubblica non ha mai sostenuto che “non bisogna fare tagli” alla spesa pubblica», -ha ribattuto il Colle in una nota. Giorgio Napolitano in realtà, aprlando l’altroieri a Padova, aveva messo l’accento su un altro tema, di fatto decisivo per il «gioco» della politica: cioè il «vuoto di riflessione e di confronto sulla questione cruciale: quella delle scelte da compiere e delle priorità da osservare nella destinazione delle risorse pubbliche».

TAGLI SU I PIU' DEBOLI
Proprio sulle priorità da seguire si è scatenata infatti la bagarre politica nel primo giorno di voto in commissione Bilancio alla Camera. Nella nottata il governo ha depositato la destinazione dettagliata del fondo da 800 milioni, che altrimenti avrebbe rischiato l’inammissibilità. dalla lista delle voci è emerso che alla scuola paritaria sono destinati 245 milioni, quasi il doppio dell’anno in corso (130 milioni), mentre al 5 per mille andranno appena 100 milioni, quattro volte meno di quanto stanziato nell’anno in corso. Il tutto dopo aver sostanzialmente azzerato tutti i fondi destinati al sociale che avevano creato i governi di centrosinistra. Un taglio di oltre l’80% nel giro di un paio d’anni. Queste le priorità del centrodestra: fare cassa facendo pagare solo i più deboli. Dopo le tariffe dei treni, oggi arriva la sforbiciata all’associazionismo. A questo si aggiungono i pesanti tagli alla sanità, che restano una spada di Damocle sui servizi alle famiglie, nonostante lo stanziamento per eliminare (solo per qualche mese) il ticket sulla diagnostica. Insomma, i più deboli dovranno vedersela da sé per trasporti, servizi, aiuti. Lo Stato se ne va. «Con i tagli al 5 per mille il governo ha messo un altro tassello nella sua strategia di togliere a chi ha più bisogno - ha attaccato ieri Rosy Bindi - stanziare solo 100 milioni è offensivo perché nessuna associazione potrà portare avanti i progetti di stampo sociale o di ricerca condotti in questi anni e nessuno di conseguenza potrà beneficiarne. Con l'elemosina non si può parlare di sussidiarietà».

Lo Stato se ne va anche dall’istruzione. Aiuta le scuole private, mentre le pubbliche hanno subito già una «cura dimagrante» di 8 miliardi in tre anni, con la cancellazione di 140mila posti. per non parlare del pannicello caldo concesso all’Università (800 milioni), che ancora registra un taglio di qualche centinaio di milioni. «Il governo in agonia completa l’opera di demolizione dell’istruzione pubblica», commenta Mimmo Pantaleo, Flc-Cgil. «Gelmini pensa di salvarsi l’anima, ma dimentica la scuola pubblica», aggiunge Francesca Puglisi del Pd.

Intanto il voto in Commissione inizia con un brivido. Mpa e Fli insistono per distribuire i Fas per il trasporto pubblico locale con la specifica dell’85% di risorse a Sud (come prevede la legge). Il relatore in extremis recupera la formulazione, per evitare che il governo vada sotto. Il voto continua senza troppi incidenti (passa lo stanziamento da 100 milioni per l’editoria) fino alle 21, quando al commissione è riconvocata fino a tarda sera. Si riparte dal patto di stabilità, terreno minato visto che Comuni e Regioni sono rimasti a secco. Quanto alle altre voci del fondo da 800 milioni di euro, oltre alle scuole private e al 5 per mille, ci sono anche 375 milioni per interventi di carattere sociale che coprono impegni dello stato a banche e fondi internazionali, gratuità parziale dei libri di testo scolastici (quelli per le elementari), lavori socialmente utili.


Annamaria... a dopo

lunedì 15 novembre 2010

SOSPIRI D'ANIME - di ANNAMARIA C.-


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Due rosse lingue di fuoco
che allo stesso tronco avvinte
si avvicinano, e baciandosi
formano una sola fiamma;

due note di un violino
s’incontrano nello spazio
e armoniose si abbracciano

due onde che insieme giungono
per morire sulla spiaggia,
e a rompersi s’incoronano
in un’aureola argentata;

due spirali di vapore
che dal lago si sollevano,
e unendosi nel cielo formano
una nuvola bianca;


due idee che all’unisono sbocciano, 

due baci che a un tempo schioccano,


due echi che si confondono…


tutto ciò sono le nostre due anime.





Annamaria C.

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...due corpi che si fondono in una sola anima: una  sfumatura  bella e intensa dell'amore.
Anche in un piccolo e semplice incrocio di sguardi avviene questo Miracolo. Purtroppo, oggi, solo poche coppie  vive questa meravigliosa esperienza..ti dedico una canzone."Due Anime"



Annamaria... a dopo

Meteo... e ..solo meteo ,oggi.


Le riflessioni di CIPRIANO : PER QUALCHE DOLLARO IN PIU'






Talvolta leggendo certe notizie ci si può
limitare ad un’amara seppur allegra risata,
altre volte il cervello, forse in comunione
con la propria coscienza, rifiuta un giudizio
troppo da macchietta di puro stampo qualunquista.
E’ certo che il mondo da millenni va così, ma
è pur vero che la morale in paesi moderni e
liberi dovrebbe, a rigor di logica, essere
presente proporzionalmente in maggior quantità,
credendo ormai fermamente di non essere più
medioevali sudditi del principe di turno.
La notizia è di quelle presenti purtroppo
quotidianamente in decine di casi, tragicomica
nei suoi risvolti morali: un uomo, identificato
come Stanely Wright, 49enne di Dayton, Ohio,
stava derubando un negozio di vestiti, ma
prima di uscire si era fermato a lasciare il suo
curriculum e compilare una richiesta di lavoro.
L’uomo, evidentemente male in arnese, aveva
deciso di farsi gratis un guardaroba e si era
messo addosso magliette e pantaloni del
negozio senza naturalmente pagare, ma prima
di darsela a gambe aveva poi pensato bene
(sperando forse in un futuro migliore), di riempire
un modulo presente alle casse per una eventuale
assunzione. Gesto di un deficiente direte voi,
ma in verità con il suo gesto Wright voleva forse
dimostrare che rubava per necessità, anche se
non lo aiuterà certo né a passarla liscia riguardo
il furto, né ad ottenere il lavoro che forse desiderava.
Naturalmente avendo scrupolosamente compilato
il curriculum, è stato immediatamente identificato
ed arrestato per il reato commesso. “Dura lex,
sed lex” e fin qui nulla da dire; chi sgarra paga.
Con questo abbiamo messo a posto la coscienza?
Ma manco per niente, ed è inutile quando non
ossessivamente ripetitivo farvi notare come tutto
intorno a noi una robusta e ben più potente quantità
di furbi e disonesti, fa allegramente il proprio comodo
alla faccia della “Legge uguale per tutti”.
Partendo dal presupposto che nessun uomo ha
strutturalmente in odio il denaro ed il potere, e che
l’unico che se ne liberò per soccorrere i diseredati,
lo fecero santo (San Francesco), possiamo però
affermare, senza tema di smentite, che si può
tranquillamente misurare l’onestà di un uomo
esclusivamente dal suo comportamento con il denaro.
Pochi ormai si fanno scrupolo dell’onestà ed urlare
nauseati ai tanti che rubano a man bassa, quando
anche si scopre che chi ha il compito di giudicare
le controversie, soprattutto quelle miliardarie fra
miliardari, non si fa scrupolo se arrotonda con
qualche “entrata extra ” e rimpingua il proprio conto
in banca.
In tal modo la Mafia, la Camorra, la Sacra corona
unita, la ‘ndrangheta e la delinquenza comune,
proliferano e la fanno da padroni per impossessarsi
dei fiumi di denaro che vengono messi a disposizione.
Purtroppo, e lo vediamo quotidianamente tutti,
viviamo una stagione di immoralità diffusa dove è
difficile incontrare uomini che siano insensibili alle
lusinghe che il denaro è in grado di fornire a chi
lo maneggia. Se ne approfitta e se ne appropria
con gran disinvoltura, incapaci di resistere al
fascino di quelle colorate banconote che possono
aggiungere alla nostra ambizione (lavorativa, politica
o sociale) anche gli agi della ricchezza e del piacere.
È un andazzo comune, un sistema sempre più
collaudato: si ruba, ma usiamo il termine “si integra”
come usava dire il grande Totò, a tutti i livelli.
E naturalmente si finge di cascare dalle nuvole
quando si scopre la malversazione, il peculato,
la concussione, la bancarotta dell’imprenditore,
dell’amministratore pubblico, del politico che si è
appropriato del denaro che doveva solo amministrare.
Con quale faccia poi possiamo far finta di
meravigliarci quando le Mafie, Camorre, Sacre corone
unite la ‘ndrangheta e tutte le delinquenze comuni,
sorgono e uccidono per impossessarsi delle
montagne di soldi che possono afferrare.
Il tempio della Finanza, la Borsa, è spesso ricettacolo
di disonestà miliardarie delle quali le vittime sono
o lo Stato improvvido o il privato che ambisce ad
arricchirsi a spese dei tanti improvvidi gonzi.
Ed è così che la nostra gioventù impara come sia
proficuo fare ricorso a certi trucchi e giochetti,
figli di una protetta politica. E la politica diviene di
conseguenza un mestiere ben remunerato, con
tutti gli annessi e connessi, come eccellente optional
da saper furbamente scegliere a tempo debito.
Qualcuno adesso dirà che il mio è qualunquismo
intellettuale.
Non replico e lascio a voi tutte le conclusioni,
facendo fede della vostra intelligenza.

Cipriano

Annamaria... a dopo

domenica 14 novembre 2010

METEO...e non solo - relax









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 DONNE INTELLIGENTI


Un mattino un uomo torna dopo molte ore di pesca e decide di fare un sonnellino.
Anche se non pratica del lago, la moglie decide di uscire in barca.
Accende il motore e si spinge ad una piccola distanza: spegne, butta l'ancora, e si mette a leggere il suo libro.

Arriva una Guardia Forestale in barca, si avvicina e le dice:
"Buongiorno, Signora. Cosa sta facendo?"
"Sto leggendo un libro" risponde lei (pensando: "non è forse ovvio?!?").

"Lei si trova in una Zona di Pesca Vietata," le dice.
"Mi dispiace, agente, ma non sto pescando. Sto leggendo".

"Sì, ma ha tutta l'attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento. Devo portarla con me e fare rapporto".
"Se lo fa, agente, dovrò denunciarla per molestia sessuale" dice la donna.

"Ma se non l'ho nemmeno toccata!" dice la Guardia Forestale.
"Questo è vero, ma possiede tutta l'attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento."

“Le auguro buona giornata signora" e la guardia se ne va.


MORALE:

Mai discutere con una donna che legge, è probabile che sappia anche pensare.


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