sabato 22 gennaio 2011

Le riflessioni di CIPRIANO - " 50. MA NON LI DIMOSTRA"


50, ma non li dimostra



Alzi la mano chi da ragazzino almeno una volta
non ha aperto con frenesia una bustina delle
figurine di calciatori Panini, sperando di trovare
quella mancante. E quanti a scuola, durante
l’intervallo, non ha scambiato i doppioni in quella
specie di rituale che è il “ce l’ho, mi manca”…
La Panini celebra il primo mezzo secolo di
questa collezione, e tutti noi li dedichiamo
ai fratelli Panini ad Arrigo Feltrami che ci hanno
lasciato, e a tutti coloro che hanno costruito e
consolidato il mito dell’album dei calciatori.
Chi non ha mai fatto la raccolta delle figurine
Panini? Chi non ha giocato, chi non ha scambiato
i doppioni o aperto le bustine trattenendo il fiato e
sperando di trovare la figurina mancante …
Intere generazioni di ragazzini (ma anche di
adulti dal cuore di fanciullo), hanno fatto degli
album colorati e delle figurine di calciatori una
vera cascata di emozioni, in ricordo della loro
adolescenza.

Merito dei fratelli Panini (Giuseppe, Benito,
Umberto, Franco e Cosimo), che alla fine degli
anni cinquanta crearono dal nulla una attività di
distribuzione di bustine con all’interno figurine
(allora molto arrangiate) dei calciatori della serie A.
Il successo fu clamoroso: l’attività si ampliò
e le figurine e gli album anno dopo anno,
divennero sempre più completi e di ottima fattura.
Ma era l’atmosfera che si creava (ed ancora si crea)
Intorno a questi quadratini dei nostri amici
calciatori, che ci faceva vivere ore o anche solo
minuti di limpido divertimento, difficilmente altrove
riscontrabile.
Da Schiaffi no, Bolchi, Rivera, Mazzola, passando
per Zoff e Maradona fino ad i nostri Cassano e
Cavani e molte decine di migliaia ancora, serie B
e serie C comprese.
I Panini hanno conquistato il cuore di milioni di
bambini e non, tappezzandolo con una marea di
cartoncini colorati in cui l’epopea del calcio, con i
suoi eroi e le sue vittime sportive, i suoi trionfi e le
sue cadute, ha sempre celebrato ogni anno, con
immutata freschezza, i suoi rituali di una
spettacolare favola nella vita di tutti quella che
volevano viverla. I riti erano all’inizio impastati dal
dolcissimo odore della candida colla “coccoina”,
o di quella nauseante fatta in casa con acqua calda
e farina, per chi voleva risparmiare le cento lire.
Sono passati però gli anni; i cari fratelli Panini ad
uno ad uno ci hanno lasciato, e con essi anche il
mitico Arrigo Beltrami, curatore del celebre
Almanacco; la società è passata di mano seppur
mantenendo il mitico marchio.
Dopo il commiato dei fondatori è svanito forse un
incantesimo, ma è rimasto per sempre quel segreto,
quella magia che è lo stupore forse ingenuo ma
irripetibile delle prime bustine aperte, degli scambi,
delle interminabili partite con il palmo della mano
che animavano strade e cortili, cose se fossero
per sempre restati imprigionati in quei primi album,
tra le maglie ed i sorrisi dei tanti eroi della domenica
che sarà difficile dimenticare. Rimangono forse
ancora le emozioni legate all’apertura di una nuova
bustina, in una partita ancora tanto desiderata,
seppur in un calcio moderno così brutalmente
violentato dalle modernità e dalle televisioni.
Nonostante queste offese, rimane ancora immutata
l’attesa di una vittoria a lungo sperata, in un
frammento forse ancora intatto dell’entusiasmo
di questa loro fanciullezza, e di quella nostra
ormai lontana.
Care figurine, auguri per altri 50 ed altri 50
anni ancora …

Cipriano

Le riflessioni di CIPRIANO - "NESSUN UOMO E' UN'ISOLA" -




Nessun uomo è un isola
Il tutto mi scaturisce dal vedere ormai vieppiù il proprio
simile, nonostante esso viva nel secondo millennio, quello
dell’ipertecnologia, delle conoscenze, delle comunicazioni,
sostanzialmente sempre più solo e palesemente sfiduciato,
fatalista quando non pessimista sul proprio ed altrui destino.
L’individuo di oggi si rifugia ormai quotidianamente nel
personale egoismo, nascondendosi nel singolo fortino
piuttosto che nel proprio orticello, staccando il cervello
dal resto del corpo, molto probabilmente perché non vede
come possa effettivamente essere parte attiva e positiva
della propria felicità e padrone della propria vita, al netto
delle improvvise avversità sulle quali il solo “fato” è unico
e semplice responsabile.
Pare fuori da qualsiasi logica fare paragoni con anni o
epoche passate, conosciute solo dai libri o testimonianze
lasciate, ma a guardarsi intorno non c’è da essere
particolarmente allegri, e lo dice una persona che
tendenzialmente è portato all’ottimismo.

La società attuale si nutre quasi esclusivamente del
personalismo e della cultura del proprio interesse, avendo
ben poco a cuore quello del prossimo; le cause degli
egoismi risiedono nel progressivo e martellante esempio
che tutti gli apparati comunicativi ci hanno imposto e da chi
manovra le fila dell’amministrazione della cosa pubblica,
facendoci alimentare quotidianamente di falsi miti, dove
l’apparire sovrasta l’essere, il denaro diventa il solo
emblema della felicità e della propria potenza.
Chi suda “la pagnotta” si sente sempre più il “fesso del
villaggio” quando vede i tanti furbastri che si arricchiscono
senza scrupoli alla faccia e sulle spalle degli uomini
semplici, quelli per cui alcuni valori contano ancora.
Basta in questi giorni guardarsi intorno e divertirsi, (si fa
per dire), con tutte le notiziole a suon di “Bunga-Bunga”;
fuori da considerazioni politiche rimane la certezza che
intorno a noi gira un mondo fatto anche di situazioni da
Basso Impero o se volete di Vassallaggio Medioevale,
in cui c’è una massa che lavora e suda in un clima di
asservimento psicologico, ed una minoranza di eletti
che accumula denari e poteri, che usa e spende a
proprio insindacabile piacere.
Noi osserviamo e autolesionisticamente ci divertiamo a
vedere lo spettacolo, come spettatori in un teatro comico
o di rivista. Come se quello che ci accade intorno non ci
riguardi mai personalmente ma fa parte solo del “Presepe”
quotidiano; credo che un minimo di dignità dovrebbe
scuoterci e farci svegliare dall’oblio in cui siamo precipitati,
deponendo quella rassegnazione e quel qualunquismo
che fa solo gli interessi di quelli che ci preferiscono
sordi e ciechi.
Basta solo vedere come in questi giorni, per stare dietro
queste squallide storie che purtroppo molti tollerano, si
sono dimenticati del militare ucciso in Afghanistan, che
fine ha fatto l’immondizia a Napoli, i malati ricoverati sui
tavoli per mancanza di posti, il federalismo, i problemi del
lavoro, così giusto per dire le prime cose che mi passano
per la testa.
Ma è la nostra solitudine intellettuale che ci fa sembrare
questa realtà solo degli incidenti di percorso e le
quotidiane vessazioni, delle inevitabili questioni secondarie
a cui è bene assuefarci.

D’altronde ve ne state accorgendo tutti di come sia facile
prendere l’abitudine al cancro, alla distruzione dell’ambiente,
alle corruzioni ed alle prevaricazioni del potente di turno.
Siamo diventati ognuno come una isoletta sperduta nel
Pacifico; qualcuno tempo fa ebbe a dire: ”No, io non ci stò!”,
ma la rivolta delle coscienze io non l’ha ancora vista.
Ma che volete farci: il Napoli sta lottando per lo scudetto,
si devono programmare le ferie di agosto e Concettina a
maggio si deve fare la Prima Comunione
…Ripassate un’altro giorno.


cipriano

POETANDO... POETANDO - LORENZO -




Vuoto è il cielo,
c’è il sole, dovrebbe esserci,
ma sembra notte.
Attorno a me non ci sono forme
ma sagome scure:
uomini e donne, animali, piante, fiori,
tutto scomparso,non c’è nulla di nulla.
Il mio sguardo si fissa nel vuoto artificiale,
lo giro a 360 gradi ma non percepisco alcunché.
Ripiego in me stesso e la sensazione di vuoto,
di buio si accentua, accompagnandosi
ad un senso di impotenza e di angoscia.
Eppure anelo a risollevarmi, a scoprire
qualcosa di positivo, che mi restituisca
la perduta serenità.
Qualcuno/a mi può aiutare? Lo/a ringrazierò,
gli/le sarò grato per sempre, gli/le sarò amico,
integrerò le sue forze, sarò il suo servo fedele.
Guardo al cielo, innalzo le braccia in segno
di abbandono e di preghiera.
Amavo, amo, ma adesso il mio cielo è buio.
La mia speranza non ha risposta. Ma non voglio
cedere alla disperazione, alla rassegnazione.


Lorenzo

DA AIR - SOFFIO DI PRIMAVERA





Sei apparsa all'improvviso
nei giorni grigi della solitudine
notti infinite senza tempo

sei entrata nel mio cuore
attraverso una ferita
portando un dolce tepore
nell'anima mia
attenuandone ogni dolore

un soffio di primavera
penetrante raggio di sole
colmi le giornate vuote
fino al giunger della sera

come in un sogno appari
tendo le mie mani
come petali di rose
sfiorando dolcemente
il tuo dolcissimo viso

emozioni meravigliose
sensazioni che s'intrecciano
come in un danzar di note

emozioni vecchie dimenticate
musica celeste soave
nel mio cuore rinnovate

il tuo splendido sorriso
in due occhi intensi e profondi
specchio dell'anima tua

anima sofferente
in un mantello
di nebbia avvolgente

solo un soffio di primavera
con i colori della vita
non farà finir questa dolce
meravigliosa partita
AIR (VINCENZO)

Ho visto un film : MASCHI CONTRO FEMMINE - di MARIA


La mia fame di cinema non si esaurisce...dieta si, ma solo a tavola...                          Addirittura siederò in platea, senza pop corn...magari con un sacchetto di fettine di mela secche, vi assicuro, contrariamente a quello che potete pensare, uno snack dietetico davvero sfizioso.

Ho visto un film… MASCHI CONTRO FEMMINE

            
Regia   :   Fausto Brizzi                                                                                                                     I nterpreti   : Nicolas Vaporidis, Paola Cortellesi, Fabio De Luigi, Giuseppe Morrone,  Paolo                     Ruffini, Carla Signoris, Chiara Francini,  Giorgia Wurth, Sarah  Felberbaum, Lucia Ocone, Francesco Pannofino, Alessandro Preziosi, Claudio Bisio, Nancy Brilli, Luciana Litizzetto, Emilio Solfrizzi Sceneggiatura  :  Fausto Brizzi                                                                                                            Genere   :  Commedia                                                                                                                     Distribuzione   :   01 Distribution                                                                                                           Nazione   :   Italia 2010

Maschi contro Femmine è una commedia che ruota intorno al tema del conflitto tra uomini e donne: una giovane coppia alle prese con il primo figlio, che ha comportato la sospensione delle interazioni sessuali; due vicini di casa, diversi come il giorno e la notte;  un’impiegata tradita dal marito che rivive in un nuovo rapporto sentimentale; due migliori amici che condividono uno sgangherato appartamento, lei lesbica,  lui etero,  impegnati nella conquista della stessa ragazza. Nelle rocambolesche avventure quotidiane dei protagonisti, incontriamo personaggi vari ed unici nel loro genere: un chirurgo plastico, un benzinaio divertente e un po' volgare ed una dottoressa decisamente anticonvenzionale.

 
Piace o …non piace…

 
   Buon cinema di crisi, per accontentare chi, in questi  tempi di mestizia, chiede il divertimento disimpegnato,  il consumo che sazia senza imbarazzare lo stomaco. Il regista ha compreso che il  pubblico chiede film a sketches nostrani, che i grandi mattatori, capaci di reggere un intero film , non ci sono più. Allora assegnare a ciascuno una porzione di pellicola, con battute e dialoghi frizzanti e frasi costruite apposta per certi attori, diventa la formula più appropriata per servire un prodotto appetibile, al quale si può comunque riconoscere una perfetta sceneggiatura.

   

   Il film è ispirato al libro firmato a quattro mani da Brizzi e dalla scrittrice Pulsatilla e prelude ad un secondo capitolo, Femmine contro maschi, che mostrerà il punto di vista femminile. E’ un film corale, molto studiato negli incroci narrativi, che stimola spesso la risata. Una commedia ben studiata, un collage  di passioni litigarelle tra uomini e donne,  con qualche guizzo cinematografico nelle scene ambientate al Polo Sud ed in quelle girate al largo di Ancona.


 
Sono  nelle  sale  21 GENNAIO 2011



Vallanzasca – Gli angeli del male .

    Film molto atteso e discusso, racconta la storia del  “ boss della Comasina “, famoso per aver terrorizzato Milano negli anni ’70. Interpretato da Kim Rossi Stuart,  si avvale della regia di Michele Placido .                                                                                                                          
Immaturi 


di Paolo Genovese, racconta le sfortunate vicende di un gruppo di 38enni che si vedrà forzatamente riunito per ripassare l’esame della maturità. Nel cast cast Ambra Angiolini , Luca Bizzarri , Raoul Bova , Anita Caprioli , Barbara Bobulova , Ricky Memphis e Paolo Kessisoglu  

.

Qualunquemente di

Giulio Manfredonia con Antonio Albanese , Sergio Rubini , Lorenza Indovina , Nicola Rignanese e Davide Giordano . Cetto La Qualunque, latitante in esilio all’estero, torna in Italia dove si scontrerà con un ‘ondata di legalità a cui dovrà riabituarsi, creando situazioni paradossali.



Segui il tuo cuore . 
 
  E’la storia di Charlie,  interpretato da Zac Efron, guardiano di un cimitero dove è sepolto il fratello morto in un incidente di macchina. Charlie sceglie questo lavoro per poter rimanere accanto al fratellino ma il suo universo verrà sconvolto dalla bellissima Tess, interpretata da Amanda Crew. Tra gli altri interpreti Ray Liotta , Kim Basinger e Donal Logue .



Nawal – La donna che canta.

  E’ un film di Denis Villeneuve che arriva dal Canada e distribuito da Lucky Red.  Racconta le atrocità della guerra del Libano vista attraverso gli occhi dei due figli di Nawal. Dopo la sua morte, la donna lascia due lettere ai figli in cui rivela l’esistenza di un fratello e un padre. Da lì, la figlia inizierà a scavare nel passato della madre



Per i più piccoli e gli amanti dei cartoni, Animals United 3D distribuito da Moviemax
  
. Due amici, Billy il lemure e Socrates il leone , partono alla ricerca dell’acqua non essendoci stata l’annuale piena, affrontando deliziose avventure.



                 Buona    visione    da           Maria e Annamaria ...

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venerdì 21 gennaio 2011

Donne alla gogna nelle pubblicità

Dal lato B per vendere moto. Alle ginocchia per far comperare vodka. Spot e manifesti che usano le donne. Un sito pubblica il catalogo dei peggiori del mondo

Vorrebbero essere irriverenti e provocatori, ma in realtà risultano soltanto volgari e sessisti. Sono quegli spot che da anni inondano tv e riviste e che hanno sempre le stesse protagoniste: belle donne, spesso nude e sottomesse, usate per promuovere i prodotti più disparati. Il sitoweb francese Minutebuzz dedica un lungo reportage alle pubblicità che mercificano il corpo delle donne e stila la classifica degli spot più sessisti della storia.
DONNE E MOTORI – La prima réclame segnalata dal sitoweb francese è stata promossa dall’Aprilia in Spagna. Coniugare donne e motori è una tecnica antica che sembra non passare mai di moda. In questo caso l’azienda italiana aveva deciso di ridurre la taglia delle sue moto e così di seguito anche quella dei sellini. La “grande svolta” è stata raccontata nel seguente modo in un manifesto: Primo piano del lato B di una donna, nuda. Alle sue spalle un uomo in procinto di misurare “quella parte”. Lo slogan è eloquente: «Da oggi taglie più piccole».

CRAVATTE A DOPPIO SENSO - Dalle moto allo stile, il cattivo gusto non cambia. I grandi magazzini britannici Harvey Nichols, per esempio, si sono promossi così. Sul cartellone promozionale compaiono due assi cartesiani: utilizzati per dimostrare “scientificamente” la (antica) teoria secondo cui le donne per apparire belle devono imparare a soffrire. «Solo indossando tacchi molto alti -dichiara lo spot – le donne potranno conquistare uomini belli. Invece indossando scarpe basse o pantofole, riusciranno a sedurre solo uomini brutti e grassi». La terza pubblicità in rassegna è molto violenta. Per promuovere i capi del nuovo negozio nel quartiere Nolita a New York, la griffe Duncan Quinn ha concepito uno spot dove si vede un uomo che strangola una donna con una cravatta del marchio americano.

IL PIACERE DELLA VODKA E’ MASO - In rassegna anche uno spot poco riuscito della Bmw. Lo scopo era quello di promuovere auto di seconda mano della nota casa automobilistica tedesca. Sul manifesto appare una ragazza molto carina e lo slogan: «Una Bmw di seconda mano è come una bella donna. Tu sai che non sei il primo, ma comunque provi piacere». Il catalogo di minutebuzz prosegue con lo spot che reclamizza la bevanda ceca Fernet Stock: un uomo stanco di ascoltare la fidanzata, apre il tappo che si trova sulle spalle della ragazza. Morale: la sgonfia come fosse un palloncino. La pubblità della Vodka bulgara Flirt appare ancora più volgare: la donna protagonista è palesemente raffigurata come oggetto sessuale, felicemente sottomessa e soddisfatta. Sul manifesto una bella ragazza, raffigurata con le ginocchia ferite. E lo spot recita: «Donne, il vostro uomo vi costringe a inginocchiarvi? Riportate al vostro rivenditore una cassa di bottiglie vuote di Vodka Flirt e vi regaleremo delle ginocchiere, così la prossima volta che vi chinate, non vi farete del male».

LE BIONDE - Anche chi diffonde cultura non è esente da spot sessisti. È il caso di Tzomet Sefarim, una delle più grandi librerie israeliane. Per promuovere la giornata della lettura, qualche anno fa ideò questo spot: «Oggi tutti possono leggere. Anche le bionde». Continuando tra gli “orrori” della pubblicità segue quella di una birra a basso contenuto alcolico. La rappresenta una ragazzina con un grosso seno. Il messaggio non è chiarissimo ma perentorio: «Con un così basso contenuto alcolico, domani non potrai trovare scuse».

DOPPI SENSI - Più esplicita è la pubblicità di Imedeen, marchio svedese che vende “nutri-cosmetici”, integratori alimentari la cui finalità è migliorare l’estetica fisica. Come al solito la protagonista è una bella ragazza. Sul manifesto campeggia lo slogan a effetto: «Il segreto della mia bellissima pelle? Io ingoio». Maligno anche se meno volgare, l’uso del corpo femminile sull’edizione tedesca di Men’s Health, una delle riviste maschili più famose al mondo. Qui la donna in questione è fotografata in palestra, dichiaratamente distrutta dall’attività fisica. A commento la didascalia avverte: «Se lei fa dello sport, è solo per piacere a voi, uomini». Donne calpestate in nome del commercio. Dacrom, marchio di un filato ottenuto da polimeri che lo rendono resistente all’umidità, va ben oltre la metafora. Nella sua pubblicità mette una donna che non ha neppure più il corpo. È direttamente una pelle-tappeto, modello tigre appiattita sul pavimento. femminile solo per la testa di donna su cui poggiano piedi e calzoni maschile. Il pay-off recita: «È piacevole avere una donna in casa».

Fonte - Corsera -

  Penso che le cattive pubblicità si puniscono da sole quando il prodotto non vende. Io sono molto autoironica ma quando si esagera... sono ben poche le reclame  con i maschi che fanno lo zerbino per avere una caramella da una donna o  che fanno il maggiordomo, sempre di una donna, con il solo grembiulino addosso.


Annamaria... a dopo

STAMINALI PER SCONFIGGERE LA CALVIZIE



LE STAMINALI POSSONO RISOLVERE
IL PROBLEMA CALVIZIE

 Una  notizia che da speranza ad alcuni miei amici "pelatini"
Una cura definitiva per la calvizie. Non è un’utopia! Secondo gli studiosi tedeschi il segreto per bloccare la caduta dei capelli è nascosto nelle cellule staminali, sempre più al centro della...










Una cura definitiva per la calvizie. Non è un’utopia, ma il progetto di un gruppo di scienziati della Technical University di Berlino. Secondo gli studiosi tedeschi il segreto per bloccare la caduta dei capelli, un problema che spesso è fonte di numerosi disturbi psicologici, è nascosto nelle cellule staminali, sempre più al centro della ricerca scientifica negli ultimi anni. All’Istituto per la tecnologia della capitale teutonica gli esperimenti sono appena cominciati, ma c’è grande fiducia sull’esito finale. Gli studiosi hanno utilizzato le cellule prelevate da alcuni animali per ricostruire i follicoli piliferi negli essere umani e i primi risultati ottenuti sono piuttosto incoraggianti: nel giro di un anno le staminali dovrebbero essere in grado di assolvere la funzione voluta. Successivamente si potrà procedere alla seconda fase dei test.
«La nostra ricerca – ha spiegato il professor Roland Lauster, responsabile dello studio, sulle pagine del quotidiano britannico Daily Express – è il primo passo verso una cura definitiva per l’80 per cento delle persone che soffrono di calvizie». Dati e numeri importanti per gli scienziati tedeschi, che hanno ricevuto persino la benedizione degli animalisti, per una volta felici perché la creazione dei follicoli dei capelli in laboratorio potrebbe evitare il ripetersi di «dolorosi e ingiustificati» test sugli esseri viventi. Ma quanto bisognerà attendere per trovare in commercio l’attesa cura? «Siamo a buon punto – ha proseguito il professor Lauster – ma nelle nostre previsioni ci vorranno circa cinque anni per la diffusione del trattamento per la ricrescita dei follicoli piliferi».






Annamaria... a dopo

LE OVAIE ALLUNGANO LA VITA DELLE DONNE


La rimozione delle ovaie compromette l’aspettativa di vita delle donne. La notizia arriva da un gruppo di ricercatori che ha effettuato uno studio molto interessante. Inaspettati i risultati ottenuti...


La rimozione delle ovaie compromette l’aspettativa di vita delle donne. La notizia arriva dal Gerald P. Murphy Cancer Foundation di West Lafayette, nello stato americano dell’Indiana, dove un gruppo di ricercatori ha effettuato uno studio molto interessante. Diretti e coordinati dal dottor David J. Waters, gli scienziati hanno analizzato le reazioni di ben 29 mila pazienti all’intervento di isterectomia – appunto la rimozione delle ovaie – cui sono state sottoposte per curare o prevenire diverse patologie (in particolare il cancro ovarico o una malattia uterina benigna). Inaspettati i risultati ottenuti: nelle donne operate prima dei 50 anni d’età i ricercatori americani hanno riscontrato una decisa riduzione dell’aspettativa di vita legata a un aumento della mortalità per altre cause.
I dati raccolti – recentemente pubblicati sulla rivista scientifica “Aging Cell” – hanno indotto gli studiosi a lanciare un monito: nonostante l’isterectomia venga oggi eseguita come procedura standard anche per la prevenzione delle patologie benigne dell’utero, i provati malevoli effetti sulla longevità delle donne sconsigliano un suo utilizzo aprioristico. Prima di effettuare un intervento, quindi, bisogna valutarne bene la necessità. Del resto, come ha spiegato il professor Waters, anche tra i mammiferi animali la rimozione delle ovaie compromette l’aspettativa di vita. Prova ne siano i dati raccolti sulla storia clinica, l’età e le cause di morte di ben 119 cani di sesso femminile, in particolare Rottweiler: l’isterectomia eseguita nei primi quattro di vita ha inciso molto negativamente sulla salute e la longevità degli animali.



Annamaria... a dopo

giovedì 20 gennaio 2011

FREDDO E ANZIANI : È PIÙ PERICOLOSO DEL CALDO


ALLARME FREDDO, PER GLI ANZIANI È PIÙ PERICOLOSO DEL CALDOPer gli anziani il freddo è più pericoloso del caldo. L’abbassamento delle temperature incide in modo preoccupante sul tasso di mortalità. In particolare, per ogni grado inferiore alla media stagionale...


Per gli anziani il freddo è più pericoloso del caldo. «Secondo i dati a nostra disposizione – ha spiegato Niccolò Marchionni, presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg)– l’abbassamento delle temperature incide in modo preoccupante sul tasso di mortalità. Più precisamente, per ogni grado inferiore alla media stagionale il numero dei decessi aumenta del 6-10 per cento, mentre quello dei ricoveri per malattie cardiovascolari o respiratorie cresce addirittura del 25-30 per cento». Dati allarmanti se confrontati con quelli estivi. «Diversi studi italiani e internazionali – ha proseguito Marchionni – hanno confermato l’effetto-killer del gelo, molto più pericoloso dell’afa: in estate, infatti, per ogni grado superiore alla temperatura media stagionale il tasso di mortalità tra gli over 65 aumenta “soltanto” del 3 per cento».
Come si spiegano questi dati? Negli anziani il freddo può innanzitutto essere letale perché responsabile dell’innalzamento della pressione arteriosa, fenomeno già notevolmente diffuso in questa fetta di popolazione, con nefaste conseguenze sull’attività cardiaca. «Circa il 60-70 per cento degli over 75 – ha osservato Marchionni – soffre di ipertensione e affronta il problema in modo sbagliato o, peggio, non se ne preoccupa affatto. Questo spiega l’aumento di infarti e ictus». In secondo luogo il freddo porta bronchiti e influenze stagionali, pericolose «soprattutto negli anziani perché soggetti più deboli: per questo raccomandiamo sempre l’adesione alla campagna vaccinale». Infine, durante l’inverno «abbiamo riscontrato un forte incremento del numero delle cadute – ha concluso il presidente della Sigg – in particolar modo nelle regioni del Nord per colpa del ghiaccio e del vento. Un pericolo ulteriore per la salute degli anziani».

Annamaria... a dopo

Come scoprire le bugie - indizio 11 - da ENZO... e non solo!



INDIZIO 11

   Nello stesso modo in cui vi allontanate da qualcuno che vi minaccia fisicamente, la persona che si trova in uno stato di svantaggio psicologico si sposta o  si allontana dal suo accusatore.

   Quando esprimete con passione le vostre idee, vi avvicinate al vostro interlocutore nel tentativo di convincerlo. Al contrario, il bugiardo esita a muoversi in direzione della fonte di minaccia, anzi, evita proprio di starle di fronte. Si volta di lato o in direzione opposta e di rado le sta davanti. Inoltre, stare a faccia a  faccia è tipico dell’individuo che cerca di confutare (oontrobattere  o  contestare) un’affermazione falsa. E questo non avviene quando c’è inganno.

   Cercate anche d’individuare un movimento in direzione dell’uscita. Sentendosi a disagio, è probabile che il bugiardo volga il busto verso l’uscita o addirittura vi si diriga. Se in piedi, può volgere le spalle al muro. Sapersi esposto psicologicamente fa sì che cerchi un rifugio fisico. Inoltre, sentendosi vittima di un agguato verbale, cioè minacciato, vorrà accertarsi di riuscire a vedere che cosa lo aspetta. La persona  sicura di sé e a proprio agio, invece,  non ha alcun timore di occupare una posizione centrale.

ENZO



LA CONSUETA RUBRICA 
SI RIDE E SI PIANGE


CHIUDIAMO CON UN VIDEO SEGNALATO DA UN'AMICA NAPOLETANA... SI RIDE

Sei Napoletano se riesci a fare battute anche in situazioni drammatiche
Sei Napoletano se sei fiero di esserlo come TOTO',CARUSO E MASSIMO TROISI e tanti altri che hanno mostrato la bellezza della napoletanità al mondo intero.
Sei Napoletano se hai sempre la risposta pronta per ogni danno che hai fatto
Sei Napoletano se apprezzi la buona tavola
Sei Napoletano se la domenica mangi alle 15.00 e finisci il giorno dopo
Sei Napoletano se quando giochi a tombola al primo numero dici ambo!
Sei Napoletano se al vigile che ti ferma senza cintura dici "DOTTO' MA STEV METTENN PROPRIO MO"
Sei Napoletano se almeno una volta nella vita sei stato raccomandato!!!
Sei Napoletano se non rispetti mai la fila
Sei Napoletano se prima di sapere di che argomento si tratta dici "ma io nun sacce nient''
Sei Napoletano se quando non ti viene un termine in italiano e lo sbagli, poi ti giustifichi dicendo che volevi dirlo in dialetto

IL FONDAMENTALISTA NAPOLETANO- Simone Schettino-



Annamaria... a dopo