sabato 19 ottobre 2013

NONNA LEA : NON E' MAI TROPPO TARDI













Un esempio per tutte le persone della terza e quarta età 





UTE-Paderno DugnanoConcorso Nazionale3°Premio Diploma/argentoNonni amorosi





Ho avuto l'onore di conoscere questa Grande Donna  in occasione del premio "Nonni amorosi" dove Lea Ralli ha riscosso molto successo con i suoi racconti e la sua grande simpatia. E' una "regina" del web.  Per lei e' stato amore a prima vista... 


Lea Mina Ralli
Fin da giovanissima ha iniziato a scrivere poesie, canzoni, aforismi e racconti e
i suoi libri in lingua e in dialetto romano sono divenuti 76 che sono stati tutti pubblicati online nei suoi siti Web e sui giornali in Rete a cui collabora da molti anni,
nonostante le cure della sua famiglia numerosa ed esuberante, Nonna Lea, nome d’arte con cui è meglio conosciuta, non ha mai smesso di porre in poesia personaggi e avvenimenti dedicando gratuitamente su richiesta poesie personalizzate.Fra gli
oltre trenta premi ricevuti, vi sono quelli del Comune di Roma:
Campidoglio d’argento 1999 per la Poesia Romana e quelli per l’Arte bianca e per la Creatività dell’Anziano 2000 e 2001 per la produzione Pro-Ecologia di bambole e oggettistica con la plastica morbida. con “Caro diario” fi gura nel volume “Roma:
Un capitale di ricordi” e nei volumi patrocinati dalla Biblioteca della Camera dei Deputati vi è presente con la poesia “La Fonte del Fico in Sabina” e nel libro “Viaggi di Autore” col racconto
“Visitando le isole greche” ora, novantaduenne, Lea Mina Ralli, ha ancora una mente prolifi ca, tante idee da realizzare e presta la sua collaborazione a svariati giornali cartacei romani.

Potte visitare sempre il mio sito a questo link: nonnalea 

Prefazione di Nonna Lea prima di introdurre una prima poesia


CON VOI E PER VOI

Qualcuno ricorderà un Programma bisettimanale con questo titolo in una delle prime “Radio Private”a modulazione di frequenza che era creata e presentata da certa Nonna Lea.

Questo accadeva negli anni ottanta ed ora in piena era informatica sono tornata come autrice nel presente Sito per presentarecon molta umiltà poesie e  racconti,fiabe e canzoni dedicate, come allora, a chi ha tempo  e voglia di seguirmi.

Per chi ancora non lo sa eccomi con nome e cognome : Lea Ralli  vedova Mina e pluribisnonna.

Le mie attitudini  non sono  così straordinarie da essere messe in vista giacché sono comuni a  tante donne.

Più significativo sapere che dopo i settantacinque anni, trovato finalmente il tempo  per trasformarmi  in universitaria della terza età, ho realizzate le mie aspirazioni ed conseguite molte lauree per avere la possibilità di esprimere al meglio   quelle capacità di cui la natura mi ha dotata.
Avendo anche acquisite le dottrine informatiche ho pensato che i nuovi mezzi  sono i più idonei per raggiungere vecchi e nuovi estimatori ai quali presentare tutta la mia produzione .

mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-weight: normal"> Con voi e per voi, dunque, in questo Salotto, oppure nell’Angolo romano o in quello dei Racconti.

mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-bidi-font-weight: normal">Per chi preferisce la collaborazione on line, vi è l’invito a Tempi nostri e alla  Palestra della terza età.

L’unico ostacolo per fare ciò che piace veramente è la pigrizia che bisogna essere pronti a scacciare, ricercando la fiducia nelle proprie capacità.

Posso  quindi testimoniare che il famoso detto:  "Non è mai troppo tardi” risponde a verità spronando  tutti gli anziani a scuotersi dal torpore che viene dal credersi  finiti e inutili.

Mai come nella terza e quarta età, con le varie esperienze acquisite, sia pure attraverso sbagli e delusioni , si è capaci di dimostrare che la vita è bella e degna di essere vissuta.



I MIEI 90 ANNI

Sono giunta ai novant'anni
Ricordando molti affanni.
Se potessi vorrei avere Le mie dolci e sane aurore
Che mi davano l'ardire
Di giurare sull'amore
Ma la vita non m'ha date
Quelle cose che ho sognate
Che ho rincorse ed ho sperate
Troppo presto rimpiazzate
Da esigenze familiari
Che mi han preso come fari
Sono ancora quì a sognare
E continuo a sperare
Che i miei figli, i soli Amori,
Dalla vita abbiano allori.
E vedere i discendenti
Sani, liberi e contenti
In un mondo più sereno
Ripulito dal veleno. 
Solo questo appagherebbe
Quel desio che troverebbe
Il perché di questo andare
Fatto sol per rinunziare.  

Anche un desiderio involo
E lo chiedo senza duolo
D'aver sempre e solamente 

Tanta gioia nella mente
Che mi sappia consolare
Nei futuri anni a venire  

 E ringrazio assai di  cuore Chi mi ha dato tanti auguri
Perché pure questo è Amore.

Lea Mina Ralli
( Nonna Lea)




A presto, Nonna Lea, con i tuoi racconti, le poesie e tanto tanto altro...




Annamaria... a dopo

CORSO SEMISERIO DI EROTISMO E SESSUALITA’ n°18


Un po' di svago e serenità con questa simpatica lezione-sceneggiata, scritta, diretta e interpretata da Enzo & company..........



“La Parola Erotica”



Dott. Professore Rafele Stokafis, responsabile del Reparto sessuologia e andrologia dell’Ospedale San Gustavo di Napoli.
Corsisti:
-Ducky e Annamaria – detta OB: coniugi

-Enzo e Annamaria – detta AM2: coniugi

Nella Sala Conferenze del 2° piano dell’Ospedale i quattro corsisti sono seduti nei rispettivi banchi.
                                
Ore 19.00

OB   Finalmente riprendiamo il corso, Duc.  Siamo qui di nuovo stasera. E’ bello stare di nuovo insieme, però  mi dispiace che il nostro Prof Kemal, sta veramente male. Dicono che è scivolato giù per le scale di casa.

DUCKY     Anche a me.  Corre voce che aveva litigato con la moglie,  è uscito sbattendo la porta…e…”ha pigliato ‘e lisce” ed ha ruzzolato per le scale…in altre parole…”è scapezzato”.

AM2         Noi ci ridiamo sopra, ma non sta bene. Speriamo che si rimetta presto. 

ENZO       Non stiamo mica ridendo. Comunque, fra poco conosceremo il nuovo professore.


(Il professore  fa il suo ingresso con una borsa  e dei libri in mano. Saluta tutti con una stretta di mano e poi si sistema in cattedra.)


 IL PROF  E’ bene che mi presenti. Signori, Stokafis…Rafele Stokafis.


OB           (i corsisti bofonchiano) Oh,  per favore… ssst… un momento, .non ho capito bene…stokafisso? Mi scusi, dottò,  nel senso che sarà fisso fino alla fine del corso? oppure…

IL PROF   Sono “fisso” fino alla fine del corso e mi chiamo Stokafis…capisco.

OB           Non Stoccafisso, ma Stokafis, professò…il nome…se uno non lo sente bene, può fare confusione.

IL PROF   Signora Annamaria, è Stokafis con la cappa, non quella del camino, ma quella dell’alfabeto.  Mia madre si innamorò di un bell’uomo  americano di Brooklyn. Il mio papà ,  appassionato della cultura giapponese, ed essendo un karateka, volle portare mia madre in luna di miele a Kamakura . Là sono stato concepito; lui voleva chiamarmi Ralph e mia madre Rafele, vinse mia madre. Ed eccomi qua. Chiudiamo la parentesi personale e diamo il via alla, mi pare, la 18^ lezione.

AM2         Dottore Stokafis, nel dialetto nostrano, Kamakura ha un significato diverso…

IL PROF   Lo so, spero, parlando con rispetto, che voi donne ve la “curate” costantemente.

ENZO       Mia moglie AM2 ne ha giudiziosa  cura.  Dottò, noi siamo tutti pronti.

IL PROF   Molto bene. Tratteremo della  “parola”, intesa come dialogo…

AM2         Qua ti voglio…OB, vuoi vedere che il professore ce l’avrà con noi donne?

OB           Non cominciamo….e ascoltiamo il professore. Prego, Dottò!

IL PROF   Come ho già detto, la “parola” intesa come dialogo, come discorso, come tono ha un proprio fascino erotico, conosciuto fin dall’alba dell’umanità, al punto che tutte le religioni si sono avvalse di questo mezzo per ammaliare il popolo.

OB           E’ quello che ha fatto il mio Duc con me,  mi ha ammaliato come ha detto lei, preciso preciso.

DUCKY     OB, ti prego, i fatti nostri teniamoli per noi. Ok?

IL PROF   Prego, quieti…lasciatemi continuare. Dovete sapere che tramite la parola si convince, si esalta, si erotizza una persona…

AM2         Ecco ecco, si erotizza, eccolo qua, prufessò,  e’ lui che mi ha erotizzato  in una giornata di un’estate calda; però …e non vi dico come…

ENZO       Dottò, non la rimproverate…Annamaria cioè AM2 ,  perché mi fa tenerezza, è fatta così…impulsiva…spontanea. Ora…seguiamo la lezione.

IL PROF   …si erotizza una persona, ma la si può anche deprimere, inibire e anche moralmente…e non è un’esagerazione, uccidere. Tutti i grandi oratori esercitano un’intensa suggestione, perché sanno impostare la voce, il discorso, le idee. Non a caso leggiamo nel Vangelo che in principio era il verbo…

DUCKY     OB,  tu con i verbi…non hai tanta domestichezza eh?

OB           Bello mio, e tu non fai una bella figura con questa tua “domestichezza”…testa d’uovo, si dice dimestichezza!

DUCKY     L’ho fatto apposta per vedere se eri attenta.

IL PROF   Signori, per favore…che facciamo cabaret?!  Proseguo. Il “verbo” – e non quello grammaticale -  Il verbo è la “PAROLA”. La parola è anche una chiave che apre purtroppo la camera del SuperIo…

AM2         Dottò, nà piccola e breve spiegazione ce la potete dare?, grazie.

IL PROF   Giusto. E’ il nostro inconscio, è la parte interiore di ognuno di noi che giudica, controlla, critica,  a volte troppo esigente, troppo severo troppo punitivo. E’ un concetto non proprio facile da comprendere, ma credo di avervi dato una idea, almeno credo.

OB           Così ce l’hai questo inconscio…a volte duro…esigente… controlli…eh!?

IL PROF   Dovete sapere che molte persone, per lo più di sesso femminile, s’innamorano non tanto di un determinato uomo, ma della “parola”, della sua espressione, dei suoi concetti, per cui si potrebbe dire che l’intellettuale…

AM2         Non per presunzione…come mio marito Enzo…

DUCKY     Eh, ti pareva se non si vantava il suo maritino!

IL PROF   …per cui, ripeto, si potrebbe dire che l’intellettuale ha una marcia in più per ammaliare una donna. “L’oratore”, cioè la persona fornita di particolari doti,  parlando,   riesce molto efficace  nel suo intendimento.

OB           Sembra il mio Duckino. Che belle espressioni.

AM2         Veramente pare  più  il mio Enzo che il tuo Duchino.

IL PROF   Ancora, prego…seguitemi.  L’oratore, diciamo chiaramente, il LUI,  grazie alle sue parole, magnifica il discorso, perché  sa colorarle con i toni giusti: è trascinatore di folle, quando alla parola aggiunge l’azione, più o meno delittuosa, Hitler, Mussolini, Giulio Cesare e tanti altri dominatori nulla sarebbero stati se non avessero avuto il magico dono della parola coinvolgente, che conferiva loro carisma.
La parola diventa  parolaccia o parolina nell’intimità degli amanti, riuscendo ad accendere ancora di più la “fiaccolata libidica e sentimentale”.

OB           DUCKY, hai sentito….mi devi spesso  accendere “la fiaccolata” che mi fa stare così bene…poi ne riparleremo stasera.

AM2         OB, mica solamente a te…magari fiaccolate meno frequenti, che durano di più e con tanti sospiri, lamenti…

ENZO       E meno male, ci mancherebbe pure che ti lamentassi…e ricordati che non devo fare “tutto io”.

IL PROF   …Ssst…posso proseguire?  Mettetevi bene in mente che la “parola”,  specialmente sussurrata, può e deve essere “un preliminare obbligatorio assieme allo sguardo”; la parola può essere allusivamente sessuale, buttata lì quasi per caso. Anche l’allusione, come il doppio senso, accende la libido.

OB           Duchino, tesoro mio, chedè sta libido?

DUCKY     Zitta, picceré, te lo dirò a casa….stanotte!

IL PROF   ….ma la parola soprattutto conquista la donna che che è la culla dei sentimenti.

ENZO       Io là ti metterei in una culla, ti cullerei, poi ti prenderei, ti adagerei e poi…passerei all’accensione della tua “fiaccolata libidica.

AM2         Non aspetto altro…accendimi sempre…(sottovoce) la “fiaccola”.

IL PROF   Ci sono uomini che ne fanno abuso, ma altrettante donne riescono a capire la strategia e a non farsi “accendere”. Insomma, che vi piaccia o no, il sesso ha la sua parte nella comunicazione. È che le strutture cerebrali degli uomini e delle donne sono diverse e ciò influisce direttamente su come si comportano.

DUCKY     Prufessò, ci fate un esempio? Grazie!

IL PROF   Certo! Negli uomini le aree della parola e della vista appaiono meno collegate tra di loro, mentre  in voi donne vi è una maggiore capacità di integrare le informazioni visibili e verbali. Chiarisco: significa che gli uomini sono migliori nel concentrarsi sul particolare, mentre voi donne riuscite maggiormente a cogliere una visione d’insieme.
Negli uomini i centri dell’aggressività tendono a essere più attivi, mentre nelle donne  sono i centri emotivi  ad  avere più influenza. Ciò rende gli uomini più competitivi e le donne più collaborative quando comunicano.

DUCKY     Noi aggressivi e loro più emotive. Esatto?

IL PROF   Sì, in linea generale, chiaramente. Ed ancora, gli uomini e le donne percepiscono e ricevono i messaggi in modo diverso. Per esempio,  la semplice frase “Mi dispiace” pronunciata da un uomo, in genere significa “È colpa mia e me ne assumo la responsabilità”.  Ma le stesse parole dette da una donna di solito  esprimono simpatia e indicano dispiacere per ciò che è accaduto. Quindi se una donna dice “Mi dispiace” a un uomo quando sente una storia dolorosa, l’uomo sarà spesso portato a credere di essere esente da ogni colpa.
Cercare di comunicare, e mi avvio a concludere, adeguatamente è una specie di lotteria; siate consapevoli che ogni persona assorbe, immagazzina ed elabora i messaggi in modo personale in base alle loro preferenze individuali.
Comunicare fa muovere le cose, ma raramente la gente si prende la briga di esprimersi adeguatamente. Molto spesso è il modo in cui le cose vengono espresse.

OB   Vero, dottò, siamo tutti d’accordo, credo.

ENZO       Sì, d’accordissimo! Continui, prof Stokafis.

IL PROF   Piccola parentesi: il vostro aspetto che sia curato; il vostro linguaggio può distorcere il messaggio e offendere. Il nostro stato emotivo  filtra le informazioni: ne trattiene alcune ed elimina le altre. Una parola o una frase ricevuta o trasmessa viene trattata in modo diverso a seconda che ci sentiamo molto nervosi o tranquilli e distaccati.

OB   Eh sì, quando mi vengono i cinque minuti, Duckino non mi deve sussurrare nulla e…

DUCKY     …e non ti devo sfiorare nemmeno con un dito,,,amici miei…Ob..è un tipo incazzoso…forse perché saltiamo una fiaccolata libidica, come dice il professore…e lei diventa nervosetta.

IL PROF   il tono della voce , il modo di dire sono più importanti di cosa dite. Mi spiego in modo più chiaro. La voce è un mezzo potente per guadagnarsi l’attenzione della gente e creare un’atmosfera che incoraggi gli altri, e soprattutto il vostro partner, ad ascoltare. Per favore, state attenti a quello che ora vi dico.
-      Altezza e tono. La voce bassa dà l’impressione di gravità e tende a essere presa più seriamente. Una voce acuta o stridente fa pensare che la persona abbia perso il controllo, perciò scegliete il livello più  basso e utilizzatelo finché non vi divenga naturale.
-      Il ritmo della voce. Se il vostro ritmo è troppo veloce, il vostro partner e la gente non hanno il tempo di assorbire quello che state dicendo; se è troppo lento apparirete noiosi.
-      L’enfasi. Date un’inflessione a certe determinate parole per dare loro importanza, ma senza esagerare.
E per ultimo, al telefono, dove non si viene visti, due cose possono aiutare a fare un uso migliore della propria voce. Stare in piedi, in quanto raddrizza il corpo facilitando la respirazione e migliorando la chiarezza della voce.  Sorridere, in quanto solleva i muscoli attorno alle corde vocali rendendo la voce  calda e amichevole e se siete bravi…anche struggente.
 Siamo giunti alla fine. Cercate di ricordare e mettere in pratica quanto vi ho detto: ne ricaverete molti più piaceri ed emozioni.
Vi saluto tutti e ci rivediamo la prossima settimana.

ENZO   Duc, OB, AM2…offro io un bel salto in pizzeria….anzi no…una pasticceria… che dite?

In coro tutti e tre : la migliore, quella centrale…c’è tutto il meglio dei dolci napoletani: babà, santarose, sfogliatelle…e poi se le nostre dame…ci stanno…a casa una fiaccolata “festiva”.

OB       Approvato all’umanità.

DUCKY OB, marò… si dice all’unanimità.


Risata generale.

ENZO



giovedì 17 ottobre 2013

CEDERE IL POSTO A UNA DONNA INCINTA NON E' SESSISMO MA BUONA EDUCAZIONE

Ministra incinta lasciata in piedi alla Camera, scoppia la polemica in Gb


In nome del progresso si vorrebbe giustificare e plaudire l’indifferenza verso chi potrebbe avere qualche problema oggettivo in più. La gravidanza non è una malattia, ma una pancia pesa parecchio, e questo è un dato assolutamente naturale, tanto quanto inconfutabile! Se poi la signora non ha avuto alcun problema, meglio per lei. Ma i suoi colleghi (uomini, donne e chi li giustifica) comunque hanno fatto una pessima figura!




Il caso- Jo Swinson,ministra per le Pari Opportunità britannico, durante una seduta della House of Commons, è rimasta all'impiedi per oltre trenta minuti al settimo mese di gravidanza, senza che nessuno dei deputati presenti le cedesse il posto. Né lei l’ha chiesto.
Se da un lato colpisce la maleducazione dei presenti, dall’altro fanno pensare le parole pronunciate da fonti vicine al ministro.
“E’ sessista pensare che Swinson non sia in grado di stare in piedi. Non è un’invalida, è incinta”.
Jo Swinson è una donna giovane, ha 33 anni. Ed è una grande sostenitrice dei diritti delle donne. Ma è pur sempre una donna incinta e come tale sarebbe giusto che non stesse in piedi per un lungo periodo.
Questo è ciò che pensa anche James Forsyth, political editor dello Spectator, che su Twitter ha scritto:
(E’ abbastanza notevole che nessuno abbia offerto a Jo Swinson, che è incinta al settimo mese, un posto a sedere. Sono abbastanza colpito da così poca decenza)
Difficile non dare torto a Forsyth. Ma c’è chi la pensa diversamente. E questo qualcuno, che sarebbe una fonte vicina al ministro, ha spiegato al Daily Mail:
“Il ministro non pensava che fosse un problema. Se avesse voluto sedersi lo avrebbe detto. Lei è perfettamente in grado di svolgere le sue funzioni di ministro – come camminare – mentre è incinta”.
La fonte ha continuato il suo racconto “Il ministro è arrivata dieci minuti di ritardo, ed è per questo che è rimasta in piedi a destra in fondo ”
In effetti nella foto pubblicata dal Daily Mail  la si vede in piedi, tranquilla. “Stava parlando con un collega , e lei era perfettamente felice in piedi”.

Per il momento la diretta interessata non ha commentato ma l’episodio ha aperto il dibattito in Gran Bretagna. E su Twitter è partito l’hashtag #seatgate
La domanda è questa:
“davvero offrire il posto a sedere a una donna incinta è sessista? E davvero è un modo per farla sentire malata e inadeguata?”
C’è chi sostiene, insomma, che sia meglio aspettare che sia la diretta interessata a chiederlo se ne ha bisogno.
Ma c’è chi pensa invece che si tratti semplicemente di buona educazione… 
Cosi' come la penso io.


Annamaria...a dopo


PAESE CHE VAI...PISELLO CHE TROVI.




In aumento le richieste di correzione dei genitali 



Non sono piu' solo le ragazze a essere condizionate dalle maggiorate, ora i ragazzi chiedono al chirurgo di 'correggere' i loro genitali.Ma e' disturbo psichico, da esperti progetto educazione a scuola.


La pornografia su internet provoca un nuovo disturbo psicologico: la dismorfofobia. I giovani reputano i propri genitali inadeguati perche' si confrontano con modelli oversize.

E' quanto e' emerso durante la presentazione del Convegno nazionale della Societa' italiana di urologia. Gli esperti auspicano una corretta educazione, a partire dalla scuola.

Sotto è possibile vedere la tabella con i valori statistici relativi alle normali dimensioni del pene e della sua circonferenza.

Ed ora vi propongo la classifica per paesi stilata da un sito che mette gli italiani...udite udite, pardon,... leggete leggete... al secondo posto per lunghezza del pene, mentre finiscono in fondo alla classifica i brasiliani, cubani, egiziani e sudafricani.



E’ uno di quei giorni in cui qualcuno decide di diffondere una classifica di quelle su cui è divertente perdere tempo, curiose da commentare con gli amici, utili, insomma, per intrattenerci per un po’.
Nello specifico si tratta della classifica su quali popoli possano vantare i peni più lunghi, informazioni che, se ritenute abbastanza credibili, potrebbero per alcuni diventare un criterio di scelta su dove passare il prossimo ponte di festività.
Secondo il sito ManHunt a detenere il record della lunghezza sarebbero i danesi con un pene medio di 19,2 cm. Seguono, appunto, gli italiani con una lunghezza media pari a 19 cm a pari merito con gli svedesi. Poi è il turno degli australiani e degli olandesi, che si attestano entrambi sui 18,8.
Prima di scatenarvi nelle conferme e nelle smentite in base alla vostra esperienza personale, vale la pena di incrociare questi dati con quelli di un’altra classifica stilata sempre da ManHunt, quella dei paesi con maggiore presenza di attivi e passivi. Indovinate un po’? La Danimarca sarebbe, in assoluto, la nazione con più passivi, seguita nell’ordine da Taiwan, Malesia, Russia, Indonesia, Cina e Germania.



Il maggior numero di attivi, invece, sarebbero in Costa Rica e, a seguire, in Venezuela, a Cuba, Panama, Repubblica Dominicana, Colombia e Portogallo. I commenti li lascio a voi, naturalmente, e nel frattempo vediamo come continua la classifica della lunghezza del pene.

Al sesto posto troviamo i belgi, con 18,75 cm seguiti dagli inglesi con qualche millimetro in meno e dagli svizzeri a pari merito con gli statunitensi e greci con 18,71 cm. Bisogna scendere ancora più giù per trovare i popoli che nell’immaginario collettivo sono considerati tra i più dotati: gli spagnoli sono sedicesimi, i cubani diciottesimi, i brasiliani ventesimi, seguiti da egiziani e sudafricani e poi questi. Ultimi in classifica i malesiani con soli 15,4 cm.
Quanto pensate siano credibili questi numeri?

La tabella sottostante raccoglie i dati ritenuti reali e come vedete le differenze sono evidenti.
Si evidenzia una media di 15,2cm di lunghezza per 12,7cm di circonferenza


Misure medie REALI del pene e la sua circonferenza

Ed ora qualche suggerimento ,dagli  esperti, per sviluppare il pene in maniera ottimale . Per farlo è necessario capire ,in primis, il modo in cui viene allargato: le cellule del corpora cavernosa di cui è formato il pene si riempiono di sangue in fase di erezione; il pene raggiunge la massima erezione quando è pieno.

Le teorie circa lo sviluppo del pene sono molteplici e tutte sono d’accordo nel considerare che il pene dell’uomo è molto lontano dal suo massimo grado di espansione. Le cellule da cui è formato il membro vanno allenate in modo da elasticizzarle ed ingrossarle, al fine di aumentarne la capacità di riempimento. Un maggior afflusso di sangue nel pene ne aumenta di conseguenza le dimensioni.

Tre esercizi per sviluppare il pene:
 i movimenti del sangue

Gli esercizi per sviluppare il pene puntano allo sviluppo dei suoi tessuti interni, nonché ad aumentare l’afflusso del sangue che li attraversa così da espandere la loro capacità e il loro volume. Per tale motivo in fase di esercizi e quando si è sul punto di mungere o piegare il pene occorre concentrarsi sul movimento sanguineo. Non bisogna preoccuparsi di espandere e stirare la pelle, a meno che non si abbiano problemi di circoncisione.

Tre esercizi per sviluppare il pene: 
fattori esterni

L’ingrandimento naturale del membro è un processo che consta di diverse tappe, influenzate da una serie di condizionamenti. Alcuni dei fattori più importanti sono l’alimentazione e l’esercizio fisico, al pari del movimento del sangue. Più il corpo è forte, in salute, sano, più la circolazione sanguigna aumenterà con facilità. Molti sono i medicinali che la favoriscono.

Tre esercizi per sviluppare il pene: 
l’atteggiamento mentale


Nel programma di penis – enlargment due sono i fattori fondamentali: la costanza e la pazienza. I risultati non si vedono in un tempo prestabilito. Possono essere notati dopo qualche giorno, oppure dopo qualche mese. L’importante è non demoralizzarsi, restando sereni e positivi. Conta moltissimo, inoltre, la perseveranza: 20 minuti di allenamento al giorno sono obbligatori per farcela.



Dal film "La cosa piu' dolce". Questa scena (spiritosa) vista da sola non potrà essere capita , ma in tutto il film ci calza a pennello.


Annamaria... a dopo

VEDREMO UN FILM...



“Io ho bisogno di credere che qualcosa di


 straordinario sia possibile”.

Dal film "A Beautiful Mind"






Eccoci in pieno ottobre, in attesa di quelle belle giornate con il cielo color arancio che distribuisce una luce calda e sensuale a tutte le cose.

                                                                     
E quando tutto imbrunisce per la sera imminente, forza, con me, a guardare un gran bel film!

                                                   
                                                                                       

Da giovedì 17 ottobre potrete scegliere tra queste 

pellicole . . .





The Chronicles of Riddick  




                                                                                                           Una clamorosa occasione mancata e la riconferma che, senza idee in testa, nonostante le buone intenzioni non si va da nessuna parte

Regia di David Twohy. Con Vin DieselColm FeoreThandie NewtonJudi DenchKarl Urban
Genere  Fantascienza  -  U.S.A. 2004  -  Durata 119 minuti circa.

A certi registi bisognerebbe imporre con la forza di non girare film con budget superiori a dieci milioni di dollari, visto che, nel momento in cui si trovano ad avere a disposizione più denaro, hanno la spiacevole tendenza a sprecarlo miseramente. Questo è il caso di David Twohy, già autore del meraviglioso Pitch Black (di cui Riddick riesce ad essere contemporaneamente sequel e prequel), pellicola che lanciò Vin Diesel nel dorato mondo dello star system. Purtroppo, meglio dirlo subito e levarsi il pensiero, di Pitch Black, del suo fascino visivo e della sua atmosfera rarefatta ed opprimente, non è rimasto nulla.



Cattivissimo Me 2


Gru e i Minion tornano di nuovo sul grande schermo

Regia di Pierre CoffinChris Renaud. Con Steve CarellJason SegelMoises AriasElsie FisherDana Gaier
Genere  Animazione  -  U.S.A. 2013  -  Durata 98 minuti circa.

Il produttore Chris Meledandri continua ad essere il Re Mida dell'animazione: c'è proprio lui, infatti, dietro la realizzazione del secondo, attesissimo capitolo delle avventure di Gru e dei suoi scagnozzi Minion in Cattivissimo Me 2. Oltre al sequel, lo studio di animazione ha sviluppato anche due cortometraggi incentrati sui diabolici e divertenti esserini gialli. La regia è stata affidata a Pierre Coffin e Chris Renaud, già fautori del noto successo del primo film.




Il cacciatore di donne



Un serial killer nei boschi

Regia di Scott Walker. Con Nicolas CageJohn CusackRadha MitchellJodi Lyn O'KeefeVanessa Hudgens
Genere  Drammatico  -  U.S.A. 2012  - Durata 105 minuti circa.

Ispirato a una storia vera, quella di Robert Hansen, apparentemente un normale padre di famiglia, ma che nel corso di dodici anni ha rapito ventiquattro donne, che poi ha 'cacciato' e ucciso nei boschi come fossero delle prede.





Giovani ribelli – Kill Your Darlings




Regia di John Krokidas. Con Daniel RadcliffeDane DeHaanMichael C. HallBen FosterJack Huston
Genere  Biografico  -  U.S.A. 2013  -  Durata 143 minuti circa.

La vera storia mai raccontata di quattro giovani studenti della Columbia University che ispirati dall'esempio di Walt Whitman e della "setta dei poeti estinti" sfidarono le rigide regole della più potente Università Americana, finendo per diventare a loro volta ispirazione per le generazioni successive.




Il paradiso degli orchi


Dal romanzo di Daniel Pennac

Regia di Nicolas Bary. Con Bérénice BejoEmir KusturicaLudovic BerthillotRaphaël Personnaz
Genere  Drammatico  -  Francia  2013.

Benjamin Malaussène è un capro espiatorio: un uomo pagato per prendersi la responsabilità di qualunque guasto di qualunque oggetto venduto ai Grandi Magazzini. Ogni volta che viene chiamato all'Ufficio Reclami deve ripetere la stessa partitura: impietosire a tal punto l'acquirente da costringerlo a ritirare il reclamo. Proprio dopo aver concluso una sua performance, nei Grandi Magazzini scoppia una bomba: un boato, delle urla, poi il silenzio. Una sola vittima: un uomo dilaniato, ritrovato con la patta aperta.




Jobs


La giovinezza del fondatore di Apple

Regia di Joshua Michael Stern. Con Ashton KutcherDermot MulroneyJames WoodsLukas HaasMatthew Modine
Genere  Biografico  -  U.S.A.  2013.

Ashton Kutcher è il protagonista di Jobs, film indipendente, diretto da Joshua Michael Stern e scritto da Matt Whiteley, che racconta la vita del guru della Apple concentrandosi soprattutto sul periodo della giovinezza, quando visse una fase hippie, prima di diventare uno dei maggiori innovatori dell'industria informatica del ventunesimo secolo.




Grand Piano


Un thriller ambientato nel mondo della musica classica

Regia di Eugenio Mira. Con John CusackElijah WoodTamsin EgertonKerry BishéDee Wallace
Genere  Thriller  -  Spagna  2013.

La storia è incentrata su un ex concertista che soffre della paura del palcoscenico, e che decide di tornare a esibirsi dopo una pausa di cinque anni. Quando sta per cominciare a suonare si accorge che qualcuno ha scritto una nota minacciosa sullo spartito - obbligandolo a suonare il miglior concerto della sua vita se vuole salvare la sua vita e quella di sua moglie.



The Fifth Estate


L'uomo che ha sacrificato la propria libertà per informare il mondo

Regia di Bill Condon. Con Benedict CumberbatchDaniel BrühlStanley TucciLaura LinneyCarice van Houten
Genere Thriller, produzione USA, 2013.

La Dreamworks è in cerca di uno sceneggiatore che adatti i due libri su Wikileaks di cui ha comprato i diritti: "Inside WikiLeaks: My Time with Julian Assange at the World's Most Dangerous Website" dell'ex impiegato di WikiLeaks Daniel Domscheit-Berg, e "WikiLeaks: Inside Julian Assange's War on Secrecy" di David Leigh e Luke Harding, giornalisti del Guardian. Bill Condon è in trattative come probabile regista del film . . .


Oh Boy, 24 ore a Berlino



La riflessione di un giovane uomo alla soglia dei trent'anni

Regia di Jan Ole Gerster. Con Tom SchillingInga BirkenfeldMartin BrambachMichael GwisdekMarc Hosemann
Genere  Commedia  -  Germania  2012  -  Durata 83 minuti circa.

Niko si avvicina ai trent'anni e di recente ha lasciato l'università. Vive alla giornata, vagando insonne per le strade della sua città, Berlino, osservando le persone intorno a lui e i modi in cui gestiscono le loro esistenze. Ma un giorno tutto cambia, e Niko è costretto ad affrontare le conseguenze della sua passiva inerzia. La fidanzata lo lascia, il padre gli taglia i viveri, e uno psichiatra gli diagnostica uno "squilibrio emotivo". Nel frattempo, il nuovo vicino di casa cerca di stringere conoscenza, mentre una bella ragazza, emersa dal passato di Niko, lo pone di fronte alle ferite che egli le ha inflitto. Ma tutto ciò che Niko vuole è un caffè. E intanto domanda: "Sai come ci si sente quando le persone intorno a te sembrano comportarsi stranamente? E più ci pensi, più capisci che la stranezza non sta negli altri, ma in te?".



Una piccola impresa meridionale



Regia di Rocco Papaleo. Con Rocco PapaleoRiccardo ScamarcioBarbora BobulovaGiuliana LojodiceSarah Felberbaum.
Genere  Commedia  -  Italia  2012.

Un ex prete, don Costantino, viene confinato dalla madre, mamma Stella, in un vecchio faro dismesso, lontano da occhi indiscreti, per evitare che in paese sappiano che si è spretato. Mamma Stella, infatti, ha già un altro scandalo da affrontare: sua figlia Rosa Maria ha lasciato il marito, Arturo, ed è scappata con un misterioso amante. Il vecchio faro in disuso, che appartiene alla famiglia di Costantino e che dovrebbe garantirgli un isolamento, comincia ad attirare personaggi bizzarri, trasformandosi via via in un refugium peccatorum. Dopo l'ex prete arriva una ex prostituta, Magnolia. Poi il cognato cornuto, Arturo. Infine una stravagante ditta di ristrutturazioni chiamata per riparare il tetto del faro. Una commedia di equivoci e colpi di scena che conquisterà gli spettatori dal primo istante. La piccola impresa meridionale è nel miracolo che si compie: la riparazione di un edificio, infatti, può diventare l'inizio di una ricostruzione più profonda.





. . . e da martedì 22 ottobre . . .



Venus and Serena



Documentario su due tenniste sorelle ma rivali

Regia di Maiken BairdMichelle Major.  Con Billie Jean KingJohn McEnroeRichard WilliamsAnna WintourSerena Williams.
Genere   Documentario  –  U.S.A.  2013.

Da Maiken Baird e Michelle Major, un documentario sulle due tenniste, sorelle ma rivali, ammirate ma anche molto invidiate. Simboli del tennis femminile dell'ultimo decennio.




Buona visione a tutti da . . . Maria !