giovedì 26 maggio 2011

L'GGETTO DEL DESIDERIO- di LORENZO -

Caro Lorenzo, non è che io non voglia pubblicare i tuoi articoli. Però si evince chiaramente ,dai pezzi che mi mandi ,la tua tendenza pruriginosa fine a se stessa . Gradirei che ogni tanto cambiassi argomento. D'acchito ti associo a mister "bunqa bunqa". Non offenderti per queste mie considerazioni cosi come io non  me la prendo vedendomi recapitare manoscritti che poco hanno a che fare con la nostra linea editoriale. Pubblico l'ultimo pezzo che  hai mandato in quanto in questo blog non ci sono censure di sorta se non quelle dettate dal buon senso . Gli argomenti sulle donne sono svariati ...non esiste solo la "patata".


Ci fu un periodo, quando eravamo ragazzi, ma cresciutelli, che la chiamavamo “l’oggetto del desiderio”, o “lo scrigno nascosto”. Eravamo tutti maschi, quelli del nostro gruppo, non avevamo sorelle e sentivamo le prime pulsioni sessuali. Era logico che fosse “lei” il nostro oggetto del desiderio. Non ne avevamo viste e le sognavamo.
Ma il desiderio era rispettoso, quasi timoroso. Se faccio un raffronto fra il modo di fare e pensare dei ragazzi di oggi e quelli del mio passato lontano, riconosco che c’è un abisso. Oggi non ci sono aloni di mistero, sensi di insicurezza. Anche perché i segni distintivi di “quella cosa” sono palesi a tutti: l’hanno vista, toccata, talvolta incontrata. E’ tutto conosciuto, anche grazie alle forme più o meno efficaci di educazione sessuale. Noi ragazzi di allora semplicemente la sognavamo non sapendo come fosse fatta.
Ma il mistero non diminuiva il rispetto, l’ignoranza non diminuiva il desiderio, anzi l’acuiva. Ho detto che il nostro gruppo non aveva sorelle. Non fu sempre così: ad un certo punto si aggregò uno che una sorella l’aveva. E fu subito il più ammirato.
Potevano circolare barzellette, storielle più o meno piccanti. Ma rimaneva l’ammirazione, l’immaginazione, il desiderio. Qualcuno, anche fra noi, ci chiamava “arrapati”, “fissati”. Ma di che? Di un’immagine fantastica, di un sogno, di un desiderio senza volto?
E ridevamo di quelle storie che facevano circolare: ad esempio, che quella cosa avesse i “denti”. Questa storia dei denti, prima di diventare materia di riflessione anche scientifica, fu una nostra consuetudine di ragionamento: non poteva essere sennò, si diceva, chi ci sarebbe andato con il rischio di essere addentato e tranciato? E poi, poteva mai succedere che una cosa che immaginavamo così bella e importante, il buon Dio l’avesse fatta a dispetto?
Insomma, si chiacchierava e chiacchierava. E ci si divertiva pure. Come quella volta che uno di noi inventò una storia, attribuendola al solito Pierino, che aveva portato la sua gatta in classe (abitando vicinissimo alla scuola), e inevitabilmente l’aveva persa. Si avvicina un compagno e gli dice: “ Ho visto la tua gatta, è fra le gambe della maestra”. E Pierino si avvicina furtivo alla cattedra, si abbassa, guarda e dice: “No, non è la mia gatta. Essa ha la bocca orizzontale e quella fra le gambe della maestra ce l’ha verticale”.
Riguardo a questo tradizionale oggetto del desiderio mi si presenta questo tipo di ricordi. E’ come se scoprissi un lembo della mia giovinezza e ritornassi per un attimo lo stupido ragazzo che ero.

Lorenzo
 ridiamoci su!
Annamaria... a dopo

3 commenti:

  1. Ma no, ma no. "Tendenza pruriginosa fine a se stessa". "Associazione a Mister Bunga bunga". "Manoscritti che poco hanno a che fare con la linea editoriale". Troppa grazia, grazie. Mandavo qui pezzi per me divertenti in quanto ho sempre ammirato la vostra apertura mentale dissacrante e non perbenista. Mi devo ricredere ma certamente non offendermi.

    RispondiElimina
  2. Ah, quanto alla "patata", nessun problema. Chi mi conosce sa che non sono un fissato e che rispetto, amo e ammiro il variegato, importante, sensibile, intelligente mondo femminile in tutte le sue manifestazioni. Questa è davvero un'accusa immeritata.

    RispondiElimina
  3. Lorè, nessuna accusa! E' solo dare una spiegazione del perchè non pubblico certi pezzi. Grazie per il nuovo articolo che mi hai mandato e che si discosta dalla...patata.Ci tengo a chiarire che non siamo bigotti , abbiamo trattato anche temi molto delicati, grazie a Enzo, riguardanti il sesso. Però concedimi di dire che ci sono modi e modi di raccontare,documentare, spiegare argomenti "delicati" come appunto la sfera amorosa-sessuale.

    RispondiElimina