venerdì 4 febbraio 2011

dedica di Cipriano e sua figlia a Imperia - TI VOGLIAMO BENE TANTISSIMO



Le allieve erano tante barbie
che sfilavano felici tra i banchi dell’aula
a raccogliere, coi loro corpi snelli, consensi
e applausi e occhiate di fuoco
da tutti  i maschi della scuola.
Ero felice di frequentare l’istituto
ed ero anche contenta del mio corpo.
Ma poi diverse mie compagne di studio
puntarono il dito sul mio corpo cicciottello
sottolineando  come  potevo migliorarlo.
Anzi, tutta la mia  aula sollecitò
con un programma  alla mano, un fai da te,
che ci sarei riuscita. Perfino quelli delle terze
e delle quarti e quinte si associarono
e tutti a incoraggiarmi per  essere
bella e attraente come una velina.
In fondo cosa significava mangiare di meno?
Imparai a staccarmi dal cibo,
a disprezzarlo come una malattia.
Mi  ripetevo: ”Ci vuole un bel corpo
per farti voler bene, solo un bel corpo;
solo il bel corpo vale  e nient’altro”.
Così la pelle mi divenne sulle ossa come una petella
e il mio  corpo un tiro a segno di diete da bancone.
Il cibo ambivalente mi doleva gli occhi,
e il cuore, agitato da una furia nuova,
batteva strade dove l’abisso e il cielo
si incontravano con mani disperate.
Colsi la scuola impreparata e assente
perfino il giornale locale non ebbe spazio per me.
Ma straordinaria fu la processione
verso il mio banco vuoto per lasciare un ricordo.
E tutti sfilarono depositando qualcosa:
chi un candido fiore reciso,
chi la bandiera della mia squadra del cuore,
chi una lettera con parole profonde
…Su un drappo rosa dove avevano scritto:
”Ti vogliamo bene tantissimo”.




CIPRIANO
Questa poesia è dedicata a Imperia
amica di mia figlia, venuta a mancare a novembre scorso


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