sabato 24 luglio 2010

CORSO DI ITALIANO - corso semiserio -.Docente : ENZO


Lezione n.5                     
                                              lezione n.1 in data 14-06-2010  
                                     lezione n.2 in data 22-06-2010

                               lezione n. 3 in data 29-06-2010
                                              Lezione n.. 4 in data  5-07-2010

La PUNTEGGIATURA

Il punto

Nei telegrammi  avrete notato che ogni tanto nel testo viene inserita una paroletta di origine inglese, ma ormai universalmente nota: stop.  Tutti sappiamo, anche perché rientra nella segnaletica stradale, che questa paroletta indica che bisogna fermarsi. Nella lettura del telegramma  fermarsi significa:

-       che un concetto è stato svolto;
-       che un periodo del discorso è concluso.

Quello stop corrisponde al segno che in grammatica si definisce punto fermo, o semplicemente  punto (.).
Osserviamo, per esempio, un brano d’uno scrittore del nostro secolo, Alfredo Panzini:
                        Mattino di primavera. Sedile dei giardini pubblici al margine del laghetto romantico dove vanno a spasso le oche bianche.
                        Dolce silenzio. Dolce sole. Cespugli di serenelle spandono il loro odorino amaro. Romeo e Giulietta siedono sul sedile. Romeo ricama in silenzio, col bastoncello, segni sconsolati sopra i sassolini. Giulietta si asciuga col fazzolettino una lacrima.

L’uso del punto, se anche non può essere altrettanto personale quanto quello della virgola, tuttavia non è uniforme nei vari autori: c’è chi si accontenta della virgola dove un altro metterebbe il punto, e c’è chi si rifugia in uno degli altri segni, in particolare il punto e virgola, del quale parleremo più avanti.

Il punto serve anche nelle abbreviazioni. Ricordiamo, per esempio:

on.      = onorevole              spett.              = spettabile
n.        = numero                             ecc.                 =  eccetera
avv.    = avvocato                           masch.           =  maschile
dott.    = dottore                               femm. =  femminile
ing.     = ingegnere             pres.               = presente
sost.    = sostantivo             fut.                 = fururo
agg.    = aggettivo                          fr.                    = francese
sign.   = signore                              ingl.               = inglese
egr.     = egregio                              ted.                 = tedesco

ATTENZIONE:
            Nelle iscrizioni, nei titoli dei libri, dei giornali, eccetera, nelle didascalie brevi (cioè non consistenti in una vera e propria frase) delle illustrazioni, per ragioni estetiche normalmente il punto NON si segna.



Il punto e virgola

Una via di mezzo tra il punto e la virgola è il segno detti punto e virgoletta


IL PUNTO E VIRGOLA

L’unica via di mezzo tra il punto e la virgola è il segno detto  punto e virgola (;): è un segno di interpunzione che non tutti sanno adoperare a dovere, anzi ci sono molti che non lo adoperano affatto perché non ne conoscono l’uso. Eppure è un segno che opportunamente collocato dà al suo discorso particolare forza ed evidenza.
Esso serve infatti a indicare un distacco maggiore di quello segnato dalla virgola, ma minore di quello segnato dal punto fermo; più precisamente serve a staccare i diversi elementi di uno stesso periodo senza tuttavia interromperne l’unità.
Fate bene attenzione a questo periodo dello scrittore Massimo Bontempelli, dove i successivi elementi del periodo, pur rimanendo collegati insieme, sono nettamente separati l’uno dall’altro:

Posò il libro senza chiuderlo; si alzò, tirò giù la sacca e se la mise accanto, ne tolse un astuccio e una scatola di fiammiferi e dall’astuccio una sigaretta: appoggiò sigaretta astuccio e scatola sul libro aperto.

Avrete osservato quanta sapiente distribuzione di pause, ora più lunghe (punti e virgola) ora più corte (virgole), in questo unico periodo: ne risulta un’immagine viva e immediata.
Un altro esempio:

Domani partiremo per Venezia; appena giunti prenderemo una gondola e ci recheremo in piazza San Marco; il resto del programma lo stabiliremo là per là.



I DUE PUNTI:

Anche i due punti (:) segnano naturalmente una pausa tra l’uno e l’altro membro di un periodo.  Ma che pausa? Il punto e virgola, lo abbiamo visto, indica una pausa un po’ più lunga della virgola; i due punti invece non sono né una pausa più lunga né una pausa pù corta,  ma piuttosto una pausa tutta particolare che puo essere ora più lunga ora più breve, ma sempre con caratteri propri.
La sua funzione più comune è quella di introdurre un discorso altrui; rappresenta cioè la pausa che uno fa quando nel racconto riferisce parole testuali di un’altra persona:

La donna allora risponse: “Sta bene, verrò da te, il mese prossimo.

Oppure si usa anche  per introdurre un’elencazione di persone o di cose:

Abbiamo ricevuto la seguente merce: due casse di vino bianco; tre casse di vino rosso; cinque fusti di olio di oliva.

Enzo

 Annamaria... a dopo

1 commento:

  1. Gradevole e "leggera" questa lezione. E siamo già arrivati alla quinta puntata. Bene, anzi benissimo, Enzo.

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