giovedì 30 giugno 2011

LA MIA CASA VOLA...

“La mia casa vola, cammina e ruota su se stessa. Il Sole è costretto a seguirmi”


Il signor Annunzio Lagomarsini, di Castelnuovo Magra, in Lunigiana, voleva vedere il Tirreno: così ha montato una villetta di 110 metri quadrati disposti su due piani, con due ampi terrazzi, su un incredibile marchingegno: se l’è costruita da solo,adoperando materiali di scarto; dispone di tutti i comfort, pesa 115 tonnellate e in pochi minuti un motore a scoppio la alza fino a 22 metri. Davanti, il panorama è da incanto: Marina di Carrara e il Tirreno. «Ho continuato a costruire fino a quando non ho scorto il mare. A quel punto mi sono fermato; se non fossero bastati 22 metri di altezza, sarei andato ancora più su». Anche sul retro la vista è stupenda: il borgo medievale di Castelnuovo Magra con le Alpi Apuane a far da sfondo. Solo sul lato destro lo sguardo stringe il cuore: il cimitero comunale dell’Angelo. Ma il proprietario della dimora non ne è affatto turbato, neanche per il fatto che il 25 marzo ha compiuto 79.

Nonostante l’aspetto florido, Annunzio Lagomarsini dice d’aver avuto «tutti i mali del mondo: tumore, infarto, quattro bypass coronarici, endoarteriectomia della carotide destra, occlusione inoperabile della carotide sinistra, protesi al ginocchio sinistro, cataratta, sordità». Questo già basterebbe a rendere unica al mondo la sua casa, costruita fra un ricovero ospedaliero e l’altro. Osservando le mani del pensionato con le dita più storte e nodose dei rami di un carpino, forse deformate dall’artrite reumatoide, si scopre un altro elemento di eccezionalità: sono così dal 1968, quando fra le tante disgrazie, gli è anche scoppiata in faccia una caldaia e per le gravi ustioni è rimasto otto giorni tra la vita e la morte. Lavorare con quelle mani rattrappite è stata una tortura supplementare. Del resto nemmeno il fuoco poteva fermare il fervore creativo di Lagomarsini. Ma non finisce qui: mentre stava facendo una saldatura, a cavalcioni della ringhiera, gli è schizzata una scheggia incandescente dentro un occhio. L’Archimede della Lunigiana. per non lasciar cadere il profilato nel vuoto, ha atteso che finisse il bruciore che gli ha danneggiato mezza pupilla, provocando una riduzione della vista.
Un monumento alla volontà, ecco che cos’è la «casa volante», come viene chiamata dalla gente del posto… ma anche all’ingegno umano.

In circa 45 minuti, ruota su stessa di 360 gradi: un edificio girevole c’è anche a Marcellise (Verona), la Villa Girasole progettata dall’ingegnere Angelo Invernizzi negli anni Trenta. Ma l’abitazione di Lagomarsini, concepita con criteri antisismici per rimanere sempre sollevata di 4 metri dalla crosta terrestre, non si limita a inseguire il sole, spinta da un motore a scoppio da 20 cavalli. Fa molto di più: - in meno di 10 minuti si eleva da terra di altri 5 metri, che sommati ai suoi 13 portano l’altezza della veranda superiore a oltre una ventina di metri, circa la metà della Torre di Pisa; - s’inclina di 45 gradi, cinque in più dell’adrenalinico Blue Tornado di Gardaland; - si muove avanti e indietro di 12 metri su un binario; - siccome il suo ideatore dispone di altri tratti di rotaia, alcuni dei quali curvi, in teoria si potrebbe farla uscire dal prato verde sul quale è provvisoriamente parcheggiata e, a tappe di 12 metri, portarla da un’altra parte. Il quadro comandi? Dieci pulsanti per farla salire, due per farla girare, due per farla camminare.
Durante il saliscendi o la rotazione, gli abitanti non s’accorgono di nulla; a decollo ultimato, non una bottiglia rovesciata; stoviglie in perfetto ordine nella credenza.
I 43 gradini per arrivare dal suolo all’ingresso sono disposti lungo scale telescopiche che in parte si richiudono all’atterraggio: «Come ponti levatoi. A prova di ladri». La villetta è ben arredata, ha i muri veri, è dotata di acqua corrente, gas, elettrodomestici, videocitofono, telefono e ogni altra comodità, a cominciare da bagno con doccia, lavabo, wc e bidet. L’unica cosa che non ha potuto mettere sono i termosifoni: si riscalda con i radiatori elettrici. E’ ben coibentata: i muri sono spessi 17 centimetri, formati da due file di forati, una esterna e una interna, con un’intercapedine di poliuretano espanso.
Ma la casa va considerata unica al mondo per un altro motivo: Lagomarsini se l’è costruita interamente da solo, inclusi i listelli di legno dell’elegante parquet e il letto in ferro battuto con i pomoli d’ottone. Sette anni di accanito lavoro, con materiale di scarto recuperato dai rottamai; putrelle, pistoni, centraline, compressori e almeno 3.000 bulloni recuperati presso cantieri navali, industrie meccaniche, robivecchi, altrimenti sarebbe costata più di un miliardo: con quello che si trova nelle discariche si potrebbero costruire cattedrali, ma la gente non se ne rende conto. Le spese più grosse sono state per 12 valvole idrauliche, 300.000 lire l’una, e per 23 travi di ferro che servivano su misura. Il signor Annunzio dice che in genere va ad occhio: chiude le palpebre e vede l’oggetto già finito, senza bisogno di metterlo sulla carta e poi … lavoro di tornio, fresa, trapano, saldatore e taglierina per adattarlo al disegno stampato in testa. Tutto senza progetto : neanche alla Facoltà di Ingegneria dell’Universitàdi Pisa sono riusciti a capire come ha fatto. Per il brevetto servono i disegni: un docente dell’Università si era presentato con due laureandi per cercare di tradurre in un progetto quello che era uscito dalla sua testa. Dopo un paio di giorni gli studenti hanno gettato la spugna: “Professore, ma se rimaniamo qua a fare tutti i calcoli, alla laurea quando ci arriviamo?”. Più rivisti! Anche il figlio laureato in ingegneria meccanica, accetta di far dormire in questa casa i suoi bambini, ma lui c’è entrato dopo un anno e soltanto per una volta: non riesce a capire come faccia a star su, gli pare impossibile che gli unici calcoli siano consistiti nelle prove di resistenza eseguiti sui singoli pezzi.
Il pensionato di Castelnuovo Magra non s’è limitato a costruire solo quella. Ha anche creato, molto prima che venissero inventate le pale eoliche, un complicato sistema di rotori che catturano l’energia del vento e la immagazzinano sotto forma di aria compressa; e poi un macchinario che sforna caldarroste; e anche, essendo d’animo sensibile, una giostra formata da 160 storni meccanici che svolazzano, planano, becchettano nel prato; si è pure dedicato alla costruzione di un suo sosia in acciaio inossidabile, ritraendosi allo specchio con la stessa tecnica del Caravaggio, “ne è uscito un robot con una radio nella pancia, che muove gli arti, si toglie deferente il berretto e offre dolciumi alle signore” il commento del signor Annunzio.
Gli unici studi : terza media, seguita da tre anni di corso per diventare motorista navale. E’ stato imbarcato su mercantili, sommergibili, ha lavorato come muratore,autista di camion, manovale, fino a divenire piccolo imprenditore edile. Nel corso degli anni ha costruito 12 case ma, appena le finiva, si presentava qualcuno a chiedere se gliele vendeva: a quel punto l’impresario edile prevaleva sul marito. La più bella l’aveva costruita a Fosdinovo, con una spettacolare piscina a sbalzo lunga 18 metri, aggrappata alla montagna.
Nessuna licenza edilizia?
Nessuna! Denunciato per abusivismo dal Comune, si difese da solo in Pretura, finchè ottenne la chiusura del fascicolo a suo carico: “Per noi la casa non esiste”, anche se sono andati a vederla architetti dal Giappone, dalla Francia, dalla Svizzera. Nessuna iscrizione al catasto: chi lo accatasta un immobile che si muove? Niente Ici o bollo come le roulotte: non si sa che cos’è, non sanno come chiamarla. Quindi, nel dubbio, è esentasse.
Riguardo le norme di sicurezza: non è possibile mettere a norma un manufatto anormale! Comunque sicura è sicura, perché la signora Lagomarsini tiene le pentole sul fuoco e continua a cucinare persino mentre la casa si sta alzando o abbassando.
Immaginate i vostri sogni da bambini… e non solo! Nessuno di voi ha mai desiderato di essere sulle nuvole: che bello dormire lassù dondolati dal vento!




MARIA... a dopo

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