martedì 19 febbraio 2013

"RAGAZZONE", IL NUOVO LIBRO DI DANIELA ROSSI


Altro che mezza età:oggi noi cinquantenni sembriamo delle ragazzine...o quasi! Siamo più attive, curate e desiderose 
di metterci in gioco,siamo giovani nel corpo e nella testa.
Anche senza somigliare per forza a ...Sharon Stone o Monica Bellucci.

Ed ecco, in uscita, il nuovo libro della scrittrice DANIELA ROSSI,  che parla un pò di noi ,Ragazzone...








Psicologa, giornalista e scrittrice. Ha collaborato con quotidiani e periodici.  Tra i suoi romanzi “Il merlo indiano” (Aragno 2007), “Il sacerdote e il kamikaze” (Salerno 2008) e “Il mondo delle cose senza nome” (Bompiani 2010) vincitore del Premio Anima per la Letteratura, tradotto in varie lingue, da cui sono stati tratti l’omonimo spettacolo teatrale prodotto dal teatro dell’Opera di Roma e il film per la RAI “Tutti i rumori del mondo” interpretato da Elena Sofia Ricci e Gioele Dix.


 LE RAGAZZONE – Vivere con stile dopo i 50 anni (Red@zione Ed. 2013)



In questo libro presento 39 ritratti di donne. Bizzarre signore over 50, come lo sono io, che non demordono di fronte all’età che avanza. Ognuna è diversa ma nel cercare di divertirsi, imparare e amare ancora, le accomuna una comica tendenza all’eccesso. Il racconto dei loro espedienti per vivere, se non più come ragazze, almeno come Ragazzone, ha sfumature che vanno dalla tenerezza alla comicità: le urla nel sesso,(nota di A.M: e qua penso a Enzo e all'ultimo suo scritto ) la voglia di impegno politico, le invidie, i tatuaggi, gli interessi intellettuali, le vicende erotiche, le donne di destra e quelle di sinistra, la palestrata, l’animalista, la viaggiatrice, la madre tardiva e molte altre sono raccontate con ironia e affetto. Ogni ritratto si conclude con un suggerimento e nell’ultimo capitolo ho proposto un test-concorso per assegnare il ruolo vacante di Quarantesima Ragazzona.  Questo libro è pensato per le cinquantenni che intendono mantenersi in forma e sono consapevoli delle proprie possibilità. Donne che vogliono vivere intensamente, mettersi in gioco, sentirsi apprezzate, essere amate. Rappresenta anche un invito a restare in equilibrio, a mantenere una sana autostima. Ci sono atteggiamenti che ogni donna   dovrebbe evitare per rendere merito al proprio passato e vivere pienamente il presente. Le caricature di Ragazzone che esagerano possono sciogliere in un sorriso i più comuni timori e fragilità. Perché ogni donna, leggendo, tiri un sospiro di sollievo pensando : “io non sono e non diventerò mai così”!  Chi volesse conoscere le 39 Ragazzone richiedendo il libro on line può rivolgersi al sito dell’editore: www.e-redazione.it   . Buona lettura!
Daniela


Annamaria... a dopo

GIA' LETTI MA SEMPRE GODIBILI...





Avere cinquanta anni oggi ,rispetto alle nostre mamme ,c’è una grande differenza in quanto
una volta succedeva solo alle streghe ,si fa per dire,di conservare parte della loro bellezza e carica erotica anche in età avanzata, mentre alle donne ‘buone’, come ad esempio le mamme e le nonne, non restava che rassegnarsi all’invecchiamento e all’emarginazione dalla vita sociale.

Di una donna infatti ciò che più contava erano bellezza e capacità di procreare: perse entrambe queste caratteristiche, alla donna non rimaneva più nulla.
La tipica cinquantenne, fino a una cinquantina di anni fa, era una signora in genere sovrappeso, con i capelli bianchi, vestita in modo dimesso, che indossava vestiti e gioielli completamente demodé, legati al periodo della sua giovinezza.
La cinquantenne declinava sempre i suoi tempi al passato ed i discorsi che faceva, pur rispecchiando un’antica cultura e saggezza popolare, erano in genere inadeguati ai tempi ed incapaci di rappresentare la realtà in tutte le sue sfaccettature.
Cosa è cambiato da allora? Molto, per non dire tutto.
La prima cosa che salta agli occhi è l’aspetto. Le cinquantenni di oggi sono(siamo) quasi tutte belle, come delle ragazze un po’ invecchiate, che esibiscono le poche rughe con vezzosa disinvoltura. E, se una volta a cinquant’anni le donne cominciavano a prepararsi al definitivo congedo dalla vita, intensificando le preghiere e le frequentazioni dei riti religiosi, le cinquantenni di oggi appaiono perfettamente immerse nel loro presente, permettendosi perfino di fare dei progetti di lungo termine. Le donne, del resto, dicono che in media arrivano all’età 83 anni, e dunque a cinquanta anni hanno ancora più di tre decenni davanti a sé per cambiare molte cose della propria vita che non le soddisfano più (fra cui, sempre più spesso, il partner).
Molto, in questa rivoluzione del costume è dovuto ai progressi della medicina: la maggiore igiene, il controllo dell’alimentazione, la prevenzione, le cure, sicuramente aiutano il corpo a mantenersi sano. Per gli aspetti estetici basti pensare al ricorso ormai generalizzato ai centri di bellezza, palestre o anche solo ai comuni parrucchieri , estetisti.,o semplicemente ricorrendo alla vasta gamma di prodotti di cosmesi (Una volta le donne di cinquant’anni, anche potendoselo permettere, evitavano di curare troppo il proprio corpo, per non sentirsi inadeguate al ruolo sociale che veniva loro attribuito e per evitare di sentirsi giudicare, specialmente dai più giovani, come delle persone frivolee leggere, che non a quello, più rispettabile, di nonna e madre).
Poi c’è stata l’entrata massiccia delle donne nel mondo del lavoro: anche se i tassi di disoccupazione femminili sono sempre più alti rispetto a quelli maschili, anche se le donne, a parità di occupazione, guadagnano meno degli uomini, la possibilità di poter contare su un lavoro retribuito ha permesso anche alle rappresentanti del sesso femminile di poter svolgere un ruolo attivo nella società, ottenendo il diritto di partecipazione, di voto, di guadagno autonomo.
Ma quello che più di tutto ha contribuito a modificare le cose è certamente il livello di istruzione femminile,rispetto a 50 fa e ovviamente più il livello di istruzione è alto e più una donna è sicura di se
______________
A queste considerazioni aggiungo alcuni dati che emergono da una ricerca  denominata ‘Donne a 50 anni e sentimenti’, realizzata su un campione di 700 italiane tra i 46 e i 59 anni nel corso del 2008.
Al primo posto l’amore: il 61% delle cinquantenni intervistate afferma che i sentimenti sono molto importanti, e per il 33% lo sono abbastanza. Il 94% del campione è attento rispetto alla propria sfera emotiva, convinto nell’80% dei casi di vivere l’amore e la coppia in modo più consapevole di quando aveva 30 anni. Per il 68% delle intervistate, poi, l’amore diventa meno passionale ma più profondo, fondato su affetto e stima reciproca, sempre più consolidato nel tempo, rafforzato da un lungo percorso di vita. E una cospicua minoranza (40%) si sente ancora affascinante e seducente.
Per l’85% delle cinquantenni amare significa rimanere con il proprio compagno. Ma l’amore va vissuto sempre con la stessa intensità e passione, come a 20 anni, per il 58% del campione. Il 31% ammette di tradire il proprio partner: ciò significa che tre donne su dieci si sono concesse qualche scappatella.

Figli. Il 90% delle cinquantenni italiane ha dei figli, e il 71% dedica loro molta attenzione. Il 28% però dichiara scarsa o nessuna attenzione verso i figli ormai cresciuti, confermando il desiderio di maggiore autonomia delle donne ma anche il fatto che i figli delle cinquantenni di oggi sono più indipendenti. Solo il 13% delle cinquantenni non è felice che i figli lascino la casa. Infine, solo il 25% considera amicale il rapporto con i propri figli.
Divorzio. Il 47% delle cinquantenni afferma che il divorzio è una brutta esperienza che lascia il segno, ma solo il 10% lo considera quale la fine di un periodo della vita. Anche una separazione può essere vista non più soltanto come un evento catastrofico, ma come una liberazione da un rapporto sbagliato (il 32% delle intervistate la pensa così).
Scelta del partner. Se il 22% delle cinquantenni non ha un uomo dei sogni, il 20% è sensibile al fascino degli intellettuali. Nella classifica del principe azzurro perfetto seguono gli imprenditori e gli uomini d’affari (17%), e gli attori del cinema americano (14%), mentre in coda troviamo i politici (solo il 3% delle donne li sogna come uomini ideali) e i nobili ‘doc’ (3%).
Aspetto e salute. Il 70% delle cinquantenni teme le malattie: la rigidità’ motoria e il timore della metamorfosi progressiva delle forme del corpo appaiono come il maggior motivo di allarme. Il 17% ha paura della solitudine, mentre invecchiare spaventa solo il 6%. Il 75% delle intervistate privilegia il proprio benessere psicologico, senza comunque ignorare lo stile di vita, una corretta alimentazione e una sana attività sportiva coniugate con l’attenzione alla cura estetica del corpo. Condurre uno stile di vita sano (42% delle preferenze) e avere una sana alimentazione (35%) sono due aspetti complementari. Discorso a parte per l’attività fisica e sportiva: solo il 26% non ci rinuncia.
Da una ricerca per l”Osservatorio Differently ‘Ri-scoprirsi donna a 50 anni’ (promosso da Lancaster), realizzata nel corso del 2008

Annamaria... a dopo

lunedì 18 febbraio 2013

ESSERE FASHION SENZA INQUINARE E' POSSIBILE...




Il nostro guardaroba potrebbe nascondere un piccolo sporco segreto.




La denuncia, pubblicata nel rapporto internazionale “Toxic Threads – The Fashion Big Stitch-Up”, che Greenpeace ha lanciato qualche mese fa  da Pechino, con una sfilata shock svela i risultati di un’indagine internazionale sui capi d’abbigliamento di 20 catene di moda famose nel mondo. 





Sostanze chimiche pericolose (alchilfenoli, ftalati e nonilfenoli etossilati) che possono alterare il sistema ormonale dell’uomo o che, se rilasciate nell’ambiente, possono diventare cancerogene.





Le analisi chimiche eseguite da Greenpeace su 141 articoli dei 20 principali brand di moda (Benetton, Jack & Jones, Only, Vero Moda, Blažek, C & A, Diesel, Esprit, Gap, Armani, H & M, Zara, Levi, Victoria ‘s Secret, Mango, Marks & Spencer, Metersbonwe, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Vancl) dimostrano  il collegamento tra gli impianti di produzione tessile – principali responsabili dell’avvelenamento dei corsi d’acqua – e la presenza di sostanze chimiche pericolose nei prodotti finali.


Greenpeace, la sfilata contro gli abiti tossici | © Mark RALSTON / Getty Images

Alchilfenoli, ftalati e nonilfenoli etossilati. Sono le sostanze trovate da Greenpeace nei vestiti. 

“Vendendo prodotti contaminati da sostanze chimiche pericolose, le marche più famose del fashion ci stanno trasformando in vittime inconsapevoli della moda che inquina. Le sostanze trovate da Greenpeace, infatti, contribuiscono all’inquinamento dei corsi d’acqua in tutto il mondo, sia durante la produzione che nel lavaggio domestico” – spiega Li Yifang, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Asia orientale.

Per ogni marca, uno o più articoli analizzati contengono NPE (composti nonilfenoloetossilati) che possono rilasciare i corrispondenti nonilfenoli, pericolosi perché in grado di alterare il sistema ormonale dell’uomo.

I livelli più alti, superiori a 1ppm, sono stati trovati per i marchi ZARA, Metersbonwe, Levi’s, C & A, Mango, Calvin Klein, Jack & Jones e Marks & Spencer (M & S).



Per ZARA, inoltre, quattro dei capi analizzati risultano contaminati da alti livelli di ftalati tossici, e altri due presentano tracce di un’ammina cancerogena derivante dai coloranti azoici.

“In qualità di più grande rivenditore al mondo di abbigliamento, ZARA deve adottare con urgenza un piano ambizioso e trasparente per eliminare le sostanze tossiche dalle sue filiere di produzione” – afferma Martin Hojsik, coordinatore della campagna Detox di Greenpeace International.

Per convincere l’azienda spagnola a ripulire la filiera produttiva, Greenpeace lancia oggi una petizione a livello mondiale su www.greenpeace.org/italy/zara

I capi d’abbigliamento analizzati sono stati prodotti soprattutto nel Sud del mondo con fibre artificiali e naturali.

Essi comprendono jeans, pantaloni, t-shirt, abiti e biancheria intima disegnati per uomini, donne e bambini.

I processi di produzione del settore mondiale del tessile utilizzano sostanze chimiche pericolose che viaggiano nei prodotti tessili dai siti di produzione a quelli di consumo.




Greenpeace chiede ai marchi dell’abbigliamento di impegnarsi ad azzerare l’utilizzo di tutte le sostanze chimiche pericolose entro il 2020 – come già hanno fatto alcuni importanti marchi tra cui H&M e M&S – e di imporre ai loro fornitori di rivelare alle comunità locali i valori di tutte le sostanze chimiche tossiche rilasciate nelle acque dai loro impianti.




E’ importante sottolineare che per i livelli di sostanze chimiche trovati nei vestiti non è noto se costituiscano un rischio diretto per la salute di chi li indossa. Quando vengono rilasciate nell’ambiente, però, queste sostanze possono avere effetti pericolosi sulla nostra salute e di altri organismi. Per risolvere il problema, le grandi aziende della moda devono eliminare completamente queste sostanze dai tessuti e trovare delle alternative sicure per produrre i propri capi d’abbigliamento.


Quanto vi ho riportato era notizia di qualche mese fa. Ad oggi sembra che qualcosa si stia facendo...





Infatti, Zara e Benetton hanno aderito alla campagna Detox di Greenpeace, impegnandosi a “ripulire” entro il 2020 i suoi vestiti dalle pericolose sostanze tossiche utilizzate da molti brand mondiali. E il loro impegno si aggiunge a quello sottoscritto da notissimi marchi come , Mango, Esprit e Levi's.



Nonostante questa importante vittoria, ancora alcuni grandi nomi dello street fahion, come GAP, G-Star Raw e Calvin Klein, sono restii ad aderire a questa campagna. “Nessuno li ha avvisati che la trasparenza sulla pratiche di produzione e una moda libera da sostanze tossiche è la vera tendenza per il 2013? O semplicemente non gliene importa?” ha ribattuto Greenpeace.
Proprio per sensibilizzare tutti sull’importanza di chiedere ed ottenere impegni certi anche da questi brand, l’associazione ambientalista ha realizzato questo video che vi  invito a guardare









Annamaria... a dopo

UNA RICETTA AL VOLO...

Devo consolarmi con il cibo...
dedico questa ricetta all'amico Enzo e al suo inseparabile gemello Ducky che, dopo una breve chiacchiarata, hanno deciso di andare in "pensione"... Ora, che avranno molto tempo libero, inserirò qualche ricetta in piu'. Ma chi dei due cucinerà ?...mahhh (fatemi sapere!)




Formaggetti caldi al pepe

Formaggetti caldi al pepe

Ingredienti per 4 persone:


4 formaggi tomini piemontesi (4 etti in totale), 2 etti di lattughino, 20 cipolline borettane sott'olio, 4 pomodori maturi da insalata, origano secco, foglioline di basilico, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, pepe, sale. 


Preparazione:
Affettare i pomodori dopo averli lavati, e disporli in quattro piatti piani. Profumarli con e foglie di basilico e una presa di origano.
Distribuire accanto il lattughino e condire il tutto con un filo di olio e un pizzico di sale, aggiungere poi le cipolline sgocciolate.
Scaldare bene una piastra o una padella antiaderente e quando ben calda metterci i formaggetti e abbassare la fiamma. Dopo qualche minuto girarli con una paletta o con due forchette, cercando di lasciarli interi.
Trasferirli nei piatti e servire subito, con un poco di pepe nero macinato al momento. 



Annamaria...a dopo

domenica 17 febbraio 2013

ANNAMARI' , vengo con questa mia addirti . .

MARIA




  Pausa ad libitum . .
 .
Poche righe senza inutili giri di parole,  per salutare i lettori e dare loro appuntamento a presto.                                                                                                                                                           Lascio alla cara Annamaria alcune pagine che ho già preparato e  che avrà modo di proporvi prossimamente.                                                                                                                                  Terrò aggiornata solo la rubrica "Vedremo un film”,  per informarvi sulle pellicole in uscita settimanalmente.                                                                                                                                                Penso di ritornare con voi in tempi brevi, ma sono certa che i collaboratori di questo Spazio Aperto non faranno assolutamente sentire la mancanza dei miei interventi.          
                                                                                     Un gran saluto a tutti e

arrivederci da . . . Mina, ops da Maria !





DOPO IL PAPA... ANCHE MARIA ...MA LA SUA SARA' SOLO UNA PAUSA A...VOLONTA' A DISCREZIONE, A LIBERTA' DI SCELTA.


TORNA PRESTO....  








!!!!!!!!!!!!!!

Annamaria... a dopo

HO VISTO UN FILM . . .


Venuto al mondo
                                                                                                                         
Regia:Sergio Castellitto
Genere:Drammatico
Interpreti: Penelope Cruz, Emile Hirsch, Pietro Castellitto, Mira Furlan, Adnan Haskovic          
Soggetto:dal romanzo di Margaret Mazzantini
Sceneggiatura:Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto
Paese:Italia, Spagna, Croazia 2012
Produzione:Medusa Film, Picomedia, Alien Produzioni, Telecinco Cinema, Mod
Producciones, Ziva Produkcija 
Distribuzione:Medusa Film
Durata:127 minuti circa

Le vicende di Gemma e di suo figlio Pietro, del fotografo Diego e del poeta bosniaco Gojko, si intrecciano sullo sfondo della Sarajevo di oggi e quella della guerra dei Balcani. Un amore appassionato e la disperata ricerca di un figlio si alternano alla spensieratezza di una gioventù piena di ideali e agli orrori di una guerra che ha lacerato molte vite, tra cui quelle dei protagonisti stessi . . .

                   Piace . . . non piace . . .
                             
                                            
Ho visto altri film tratti da romanzi di M. Mazzantini, e anche stavolta sarei pronta a rivederlo. E’ difficile restare indifferenti alla prosa della scrittrice, lasciandosi trascinare e travolgere dal suo gusto forte e dalle emozioni suscitate dalle trasposizioni cinematografiche firmate dal consorte, S. Castellitto. Si tratta di una straziante storia d’amore e di uno struggente desiderio di maternità, sullo sfondo della tragedia di Sarajevo. L’impianto è melodrammatico, gli interpreti si calano con calore nei personaggi, risultando talvolta esageratamente esaltati. Penelope Cruz, in un personaggio sensibile e mutevole, emana sempre un gran fascino; regge bene il confronto il giovane Pietro Castellitto, figlio d’arte, nei panni di Pietro, trascinato dalla madre a Serajevo, con il rimpianto, da ragazzetto cresciuto nella bambagia, di aver dovuto rinunciare alla vacanza con gli amici in Sardegna. Castellitto riserva per sé una piccola ma efficace parte del carabiniere, solido rifugio per una donna ed un bambino incontrati nella tragedia. Non è un film “perfetto”, così come capita quando si affronta la sceneggiatura di un romanzo; si avvertono note eccessivamente “strillate”, pur riconoscendo l’impegno produttivo e la regia eccellente.




Buona visione, ma anche

 buon ascolto, da . . . Maria !

sabato 16 febbraio 2013

Oscar Pistorius da “Blade runner” a “Blade gunner”.






Reeva Steenkamp. modella tra le 100 donne più sexy del mondo,mai avrebbe pensato che l’alba del suo San Valentino non l’avrebbe mai vista. Il fidanzato Oscar Pistorius, l’unico uomo al mondo ad aver partecipato senza gambe a un’Olimpiade per normodotati, le ha sparato 4 volte con la pistola 9 millimetri che amava tenere spesso sul comodino accanto al letto. Almeno così la pensa la polizia di Pretoria, la capitale del Sudafrica dove Pistorius vive in una delle tantissime ville super blindate avvolte in metri e metri di filo spinato. Blade Runner, così è stato ribattezzato Pistorius da quando, grazie alle nuove protesi in carbonio, ha cominciato a volare sulle piste di atletica leggera di tutto il mondo, si è subito giustificato dicendo di aver sparato dopo aver sentito alcuni rumori in casa in piena notte. «Pensavo fosse un ladro», le sue parole, sconvolto.



Invece era Reeva. Un proiettile l’ha colpita alla testa, l’altro alla mano, altri due spari sono andati a vuoto. A inguaiare Pistorius, fino a ieri la faccia pulita dello sport, i vicini che raccontano di aver sentito sentito urla e «rumori di liti» prima degli spari. La polizia, che ha ufficialmente accusato l’atleta di «omicidio», al momento esclude l’ipotesi della presunta rapina e anzi si dichiara «stupita si parli di ladri» e soprattutto si oppone alla cauzione. Pistorius ha trascorso la notte in carcere e in mattinata sarà interrogato.



La Nike ha immediatamente ritirato la pubblicità con lo slogan «come un proiettile»: la sua immagine mentre corre più veloce del colpo di pistola oggi suona da fotografia di un tragico destino. 
Si indaga sulle cause della sparatoria: secondo alcune fonti Pistorius sarebbe stato completamente fuori di sé dopo una giornata di violente discussioni, forse accecato dalla gelosia. Già l’estate scorsa al ritorno dall’Olimpiade di Londra, il 26enne atleta, dopo aver scoperto d’essere stato tradito, pare avesse promesso di «spezzare le gambe» all’uomo protagonista della vicenda. Le minacce erano divenute così intense che nei suoi confronti era scattata l’accusa di diffamazione. Pistorius avrebbe continuato nel tempo a scagliarsi contro Marc Batchelor, presentatore televisivo amico del presunto amante della ragazza. Nel 2009 aveva già passato una notte in carcere per aver colpito con una porta una donna durante una festa in casa sua. In quell'occasione passò soltanto una notte in prigione poi fu rilasciato. La famiglia e gli amici definirono l'episodio un incidente e alla fine tutte le accuse caddero.
Quel sorriso e quella faccia da bravo ragazzo, che spesso si allenava tra il Friuli e la Toscana, nascondono davvero un campione dall’animo tormentato?


Il cuore e la testa devono

 funzionare con e senza

le gambe.

Ennesimo femminicidio . Questa volta la vittima oltre ad essere giovanissima era anche una bellissima fotomodella. Mi ha scioccata uno dei suoi ultimi commenti che accompagnavano un suo post riferito alla violenza sulle donne: 

«Mi sono svegliata in una casa felice e sicura questa mattina. Non tutti possono».

Pistorius Poteva essere d' esempio e un mito per tante persone...

La personalità umana è incredibile : a volte ti permette di oltrepassare qualsiasi ostacolo e a volte permette simili barbarie.
Comunque sia se è colpevole(come evidenziano fatti e testimonianze) deve pagare come le persone normali e senza sconti di pena. Caso molto simile a quello di OJ Simpson... e non dico altro, per il momento.



Annamaria... a dopo

venerdì 15 febbraio 2013

GLI ULTIMI CORIANDOLI


P r i m a  c h e  C a r n e v a l e  f i n i s c a . . .

Eccomi ancora a voi per qualche altra nota sul Carnevale, che per tutti sta per concludersi, tranne che per pochi fortunati (?) che se lo godranno ancora qualche giorno.
Mi riferisco a quei cittadini “lumbard” che festeggiano il Carnevale Ambrosiano.

Dove si osserva il rito ambrosiano, ovvero nella maggior parte delle chiese dell'arcidiocesi di Milano e in alcune delle diocesi vicine, la Quaresima inizia con la prima domenica di Quaresima; l'ultimo giorno di carnevale è il sabato, 4 giorni dopo rispetto al martedì in cui termina dove si osserva il rito veneziano.
 La tradizione vuole che il vescovo sant'Ambrogio fosse impegnato in un pellegrinaggio e avesse annunciato il proprio ritorno per carnevale, per celebrare i primi riti della Quaresima in città. La popolazione di Milano lo aspettò prolungando il carnevale sino al suo arrivo, posticipando il rito delle Ceneri che nell'arcidiocesi milanese si svolge la prima domenica di Quaresima.
In realtà la differenza è dovuta al fatto che anticamente la Quaresima iniziava dappertutto di domenica, i giorni dal mercoledì delle Ceneri alla domenica successiva furono introdotti nel rito romano per portare a quaranta i giorni di digiuno effettivo, tenendo conto che le domeniche non erano mai stati giorni di digiuno.
Questo carnevale, con il nome di “carnevalone”, è presente con diverse tradizioni anche in altre parti dell'Italia.
La maschera più importante del carnevale milanese è quella di Meneghino, un servo spiritoso e buono che si burla dei difetti dei suoi servitori.

Il Carnevale di Milano è molto famoso per la sua storia, il programma sarà ricco di mostre, eventi, concerti e locali fino al martedì grasso. Il giovedì, sabato e la domenica saranno pieni di eventi diurni e notturni.
L’evento più importante è sicuramente il corteo serale che viene organizzato in Piazza Duomo e dintorni e a seguire uno spettacolo pieno di energia e divertimento, una tradizione che si ripete ogni anno.
Inoltre sarà possibile ammirare tanti carri allegorici che rievocano il Carnevale Brasiliano, e i diversi costumi che caratterizzano il Carnevale Ambrosiano 2013 a Milano.
Molti bambini potranno divertirsi ammirando le meravigliose maschere di Pantalone, Gianduja, Colombina, Arlecchino, Balanzone.


Gli eventi principali si svolgeranno la giornata del Sabato Grasso, esattamente il 16 febbraio 2013. Saranno numerose le iniziative sparse per la città e ogni zona avrà la possibilità di seguire, presso le piazze principali, oltre quella del Duomo, piazza San Carlo, Piazza San Fedele, Piazza Scala e Piazza Fontana, eventi, momenti di svago, per festeggiare tutti insieme, grandi e piccini, il Carnevale Ambrosiano 2013 di Milano, dal 12 al 16 Febbraio.
In effetti tantissimi quartieri della metropoli si trasformeranno in palchi che ospiteranno manifestazioni legate alle animazioni, alle giocolerie, alle clownerie, con danze e varie attrazioni.
In particolare, dal 13 al 16 febbraio si svolgerà anche il Milano Clown Festival, ci sarà la sfilata dei degli oratori della diocesi di Milano e la passerella delle maschere tradizionali milanesi.

 E prima di ridimensionare le nostre libagioni, in sintonia con il periodo quaresimale, ho piacere di darvi ancora dei gustosi suggerimenti, che comunque non sono particolarmente complessi.
Un occhio particolare ai dolci del periodo, che fanno felici grandi e piccini e anche . . . “mature adolescenti”, come me !

Farfalle con prosciutto e piselli
Ingredienti : 400 g di pasta tipo farfalle - 1 confezione di pasta sfoglia già pronta -150 g di piselli sgusciati o surgelati - 100 g di prosciutto cotto a striscioline - 120 g di funghi puliti e tagliati a fettine - 50 g di burro - 1 bicchiere di brodo - 1 cipolla, 2 cucchiai di panna liquida - formaggio parmigiano – sale – pepe - noce moscata (facoltativo).
Preparazione : stendete la sfoglia in una tortiera con bordi bassi, punzecchiate la pasta sul fondo, coprite con della carta da forno e cospargete con dei fagioli secchi. Infornate a 180°C per circa 20-25 minuti : cottura ultimata, tenete da parte.
Tritate la cipolla: rosolatela con il burro ed aggiungete il prosciutto, mescolate e fate insaporire brevemente.  Aggiungete i piselli, bagnateli col brodo e portateli a cottura aggiungendo eventualmente altro liquido se dovessero asciugare troppo.  Aggiungete i funghi e proseguite la cottura per 6 minuti, regolando di sale e pepe (potete aggiungere anche noce moscata se ne amate l'aroma).
Nel frattempo cuocete le farfalle al dente, scolatele e saltatele in padella col condimento e due cucchiai di panna.  Versate la pasta condita nella "crostata" bianca preparata precedentemente, spolverate di parmigiano e servite.
Nota : non esagerate con la panna che, oltre ad appesantire il piatto dal punto di vista calorico, tende ad appiattire il gusto molto delicato del condimento.

Carre' di maiale al'ananas
Ingredienti : 1 carrè di maiale, ananas fresco a fette, 80 g di burro, 80 g di olio, 2 cucchiai di pangrattato, erbe aromatiche per arrosto, 1/2 cucchiaino di pepe, sale.
Preparazione : tagliare il carrè di maiale a fette sottili, senza però staccarle dall'osso.
Unite burro, erbe aromatiche, pepe e pangrattato. Disponete in una pirofila antiaderente il maiale, cospargetelo con questa salsa, inserite tra una fetta e l'altra, una fetta di ananas, aggiungete l'olio e cuocete in forno preriscaldato a 200°C per circa un'ora fino a che si presenta ben dorato.
NOTE: durante la cottura se necessario aggiungete un po' di succo di ananas.

Tartellette al parmigiano
Ingredienti per 4 persone : 2 confezioni di pasta brisè surgelata e scongelata - 6 uova – sale - 12 cucchiai di panna - 200 g di parmigiano grattugiato.
Con due confezioni di pasta surgelata e scongelata rivestite degli stampini da tartelletta ovali e rotondi. In una ciotola sbattete le uova con una grossa presa di sale, la panna e il parmigiano grattugiato.  Lavorate il composto per qualche istante, poi versatelo nelle formine, riempiendo per 3/4  le tartellette.  Spolverizzate su ciascuna ancora un po' di formaggio grattugiato e mettete in forno caldo a 180°C per circa 20 minuti.  Sformate le tartellette con delicatezza e servitele preferibilmente calde. Nota : volendo semplificare, potete usare le cartellette di sfoglia già pronte. Dopo averle farcite, basteranno pochi minuti in forno a 150°C , giusto per far cuocere le uova.

Per il dessert potete spaziare tra le tante specialità di dolci tipicamente carnevaleschi. Ve ne propongo alcuni, forse meno “famosi”, ma sicuramente eccellenti.

Buon divertimento con gusto e con una versione particolare di uno dei pezzi più conosciuti dedicati al Carnevale !

Potete fondere frutta e dolce, preparando . . .
Tortelli di marmellata
Ingredienti 4 persone : 550 g di farina bianca - 500 g di marmellata di amarene ben soda - 250 g di zucchero semolato - 150 g di burro – liquore - 3 uova - 1 bustina di vanillina - 1 limone - zucchero a velo - 1 bustina di lievito in polvere - burro e farina per la placca.
Preparazione : mescolate sulla spianatoia la farina, la scorza grattugiata del limone, lo zucchero semolato, la vanillina e il lievito in polvere; poi fate la fontana, rompetevi in mezzo le uova, unite il burro un poco ammorbidito a pezzetti e 3 cucchiaiate di liquore.
Impastate  gli ingredienti aggiungendo, se la pasta fosse troppo soda, poco vino bianco.
Lavoratela energicamente per qualche minuto, poi con il matterello stendetela dello spessore di circa 1/2 cm; ponete ad una estremità, a circa 5 cm dal bordo, dei mucchietti di marmellata distanziati tra loro di circa 5 cm, ripiegate la pasta rimasta libera sulla marmellata e con le dita premetela bene tutt'intorno affinchè cuocendo il ripieno non esca. Con un tagliapasta dentellato ritagliate i tortelli, fino ad esaurimento della pasta, ottenendo tante mezzelune.
Sistemate i tortelli su una o due placche del forno imburrate e spolverizzate con farina bianca; metteteli in forno già caldo a 190°C per circa 20 minuti.
Tolti dal forno, lasciateli raffreddare, spolverizzateli con lo zucchero a velo e serviteli.

Stoccafusi
Ingredienti e dosi per 6 persone : 400 g di zucchero semolato - 400 g di farina bianca - 25 g di olio d'oliva - 5 uova - 2 cucchiai di liquore a piacere - 1/2 limone - burro
Preparazione : versate le uova intere in una terrina, unite 370 g di zucchero e sbattetele energicamente, poi aggiungete l'olio e il liquore, un po' di scorza di limone grattugiata e la farina necessaria perché la pasta riesca piuttosto leggera.
Lavorate bene gli ingredienti e ricavate da questo impasto tante pallottoline grosse poco più di una ciliegia. Sistematele sulla placca del forno bene imburrata, spolverizzatele con il restante zucchero e mettetele in forno a 150°C  per circa mezz'ora.
Potete anche friggerle in strutto bollente e spolverizzarle poi con zucchero a velo: chiaramente sono più impegnative  per la digestione!
Nota : questi dolcetti di carnevale sono una specialità di Macerata.
Girandole bicolori
Ingredienti per 4 persone : 500 g di farina - 2 bustine di vanillina - 300 g di burro - 200 g di zucchero - 50 g di cacao - 4 uova.
Preparazione : mescolate 500 g di farina con 2 bustine di vanillina, poi setacciate la farina e dividetela in due parti uguali.  Incorporate a ciascuna parte 150 g di burro morbido a pezzetti, 100 g di zucchero, poi solo a una porzione unite 50 g di cacao.
Impastate gli ingredienti fino ad ottenere due composti granulosi, a cui farete una cavità al centro. Sgusciate nel mezzo di ciascuno 2 uova e impastate di nuovo rapidamente, unendo, se occorre, un po' di acqua gelata, per ottenere dei composti omogenei che manipolerete a panetto.  Avvolgeteli in una pellicola e metteteli in frigo per un'ora.
Stendete poi i due impasti in due rettangoli della stessa dimensione, sovrapponendo quello scuro al rettangolo chiaro.  Avvolgete la pasta abbastanza strettamente, fino a formare un cilindro che metterete in frigorifero per qualche ora.  
Poi tagliatelo a rondelle di mezzo cm di spessore che disporrete sulla placca del forno caldo a 160°C  per circa 10-15 minuti. Servitele fredde.

Tartufi bianchi
Ingredienti : 100 g di burro - 100 g di panna - 250 g di cioccolato fondente bianco - 80 g di gherigli di noci - 125 g di cocco grattugiato.
Preparazione : lavorate il burro sino a renderlo un composto cremoso.  In una casseruola portate la panna ad ebollizione ed aggiungete il cioccolato bianco mescolando finchè sarà completamente fuso.  Lasciate raffreddare.  Incorporate le noci che avrete tritato finemente e, appena il composto tenderà a rapprendersi, unite il burro lavorando.
A questo punto sistemate la crema in frigorifero e raggiunta una certa consistenza ricavate delle palline grosse come una noce aiutandovi con un cucchiaio, passatele nel cocco grattugiato, disponetele negli appositi “pirottini” e conservate in ambiente fresco.

Frittelle di riso e mele
Ingredienti 4 persone : 250 g di riso lessato nel latte zuccherato - 2 uova - 50 g di zucchero - un paio di mele - 1 bicchierino di rhum - 1 limone - olio per friggere – sale.
Preparazione : la sera precedente alla preparazione, fate bollire il latte con un pizzico di sale, quindi unite il riso e la scorza degli agrumi grattugiata; fate cuocere a fuoco lento per 30 minuti circa.  Levate dal fuoco, fate raffreddare e mettete in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.
Mettete il riso in una terrina ed unitevi le uova sbattute con lo zucchero, unite un bicchierino di rhum, amalgamate con cura.  Pelate le mele, tagliate la dadini e irroratele con il succo del limone.  Scolatele ed unitele al riso mescolando delicatamente.  Formate delle crocchette che friggerete in abbondante olio bollente e che metterete a scolare su carta assorbente da cucina. Servitele cosparse di zucchero a velo, sia calde che fredde.


Buon divertimento con gusto


Maria... a dopo