martedì 26 novembre 2013

ALTRE CULTURE, ALTRI PARADISI


Ogni popolo riflette, nella sua cultura, il proprio Paradiso”

DUCKY              Enzo,  concludiamo la rassegna sul Paradiso?

ENZO                  Certo,  non bisogna lasciare le cose a metà.
  Però dobbiamo fare un discorso più ampio: dagli Aborigeni ai Buddisti.

DUCKY              Però, discorso sempre profondo eh?

ENZO                  …le disquisizioni io le faccio per bene.

DUCKY              Mai dubitato!

ENZO  Devi      Devi sapere, caro psicolabile, che fin dai tempi più remoti gli uomini hanno immaginato la possibilità di una vita piacevole dopo la morte.
Ogni popolo riflette nella propria idea di paradiso le caratteristiche della propria cultura: ecco quindi, che secondo gli Aborigeni australiani in Paradiso si trovano capanne comode e accoglienti e terreni ricchi di selvaggina da cacciatore,  mentre per i Romani i beati si dedicano alla palestra e alla musica.

DUCKY              …estetici e sensoriali questi Romani.

ENZO                  Nella mitologia greca il luogo dove dimorano le anime di coloro che sono stati amati dagli dei…

DUCKY              …cioè i saggi e gli eroi…

ENZO                  Vedo che un po’ di cultura non ti manca.

DUCKY              Grazie, troppo buono, la mia cultura non potrà mai arrivare alla tua.



ENZO                  …dicevo che il luogo  dove dimorano le anime “buone e amate” è i Campi Elisi, un immenso campo fiorito dove si può svolgere il passatempo preferito in vita…

DUCKY              …cioè le donne!

ENZO                  …non fare il cretino con le tue  stupide “uscite”; semmai  è il tuo passatempo preferito. Per tua cultura il mio passatempo preferito è la ricerca della  “donna” , quella delle donne è una tua prerogativa.  E ora chiudiamo  qui il discorso. Ok?

DUCKY              …sono tuo fratello! a me lo puoi dire….”ma l’hai trovata questa donna si o no!?

ENZO                  Scegli tra la padella e un calcio nel sedere…?

DUCKY              Dai, smettila tu,,, volevo solo stuzzicarti un po’.

ENZO                  Muto!  Nella mitologia germanica, invece, i combattenti morti gloriosamente in battaglia verranno serviti a tavola da fanciulle guerriere, le Valchirie, nel Walhalla,  un palazzo sorvegliato da lupi e aquile dove i guerrieri banchetteranno con carne di cinghiale in compagnia di Odino, il dio della guerra e della vittoria.  Per i Celti, invece, ci si ritrova su un’isola dell’Atlantico, Il Tir Na Nog, dove non si invecchia mai.

DUCKY              Questa è una cosa buona…oh finalmente un posticino senza né ospedali e né cliniche.

ENZO                  Che centrano ora gli ospedali e le cliniche…sentiamo!

DUCKY              E’ perché ho un mal di schiena che ogni tanto mi rompe l’anima dei mortacci suoi…ecco perché!

ENZO                  Su questo ti dò ragione perché quel mal di schiena  rompe i co… anche a me.  Proseguiamo. Nelle dottrine buddiste e induiste non esiste il concetto di  Paradiso, derivato dalle tre religioni monoteiste – cioè con un solo Dio - : Ebraismo, Cristianesimo e Islam;  i Buddisti e gli Induisti credono nella reincarnazione continua dell’anima che, in base alle azioni compiute nella vita terrena, si reincarna in un altro essere umano, in un animale o in un insetto.

DUCKY              Si reincarnano?! Oh marò,  solo a pensarci mi sento  strano.

ENZO                  Probabilmente  la tua anima si reincarnerebbe  in un asino o in un mulo, testardo come sei.

DUCKY              …e tu in uno scarafone…ma di quelli grossi… ecco….uno scarafone tutto scombinato, così gli altri scarafoni ti isolano e non ti danno retta.

ENZO                  Finiamola ok?  Anche se oggi associamo il concetto di paradiso alla religione e all’Aldilà, in origine esprimeva una realtà molto concreta; il termine pairidaeza, infatti, in persiano significa “giardino recintato” e indicava lo spazio chiuso riservato al sovrano e alla sua corte. I “paradisi” si diffusero nell’impero persiano ma anche in India e in Asia. In seguito il termine  “pairidaeza”,  traslato in greco come “paradeisos”, venne utilizzato dai traduttori greci per parlare del giardino dell’Eden biblico: l’uso concreto del termine si fuse con quello religioso che diventò preponderante.

DUCKY              Bravo, profondo e  dettagliato ma sempre “scombinato”.

ENZO                  Poi  c’è la visione ebraica.  Per gli Ebrei, però,  il Paradiso non è più un semplice giardino di piante e animali, ma  è il giardino di Dio, preparato da Dio per l’uomo all’inizio della Creazione. Il Paradiso ebraico, infatti, è il giardino dell’Eden, sulla cui localizzazione nessuno sa bene dove  sia: nell’odierno Irak? In Africa? In Libano? Secondo altre correnti dell’ebraismo, tuttavia, non si può sapere cosa succede dopo la morte e, pertanto, non c’è certezza che i giusti siano destinati al Paradiso. A differenza del cristianesimo, infatti, la religione ebraica è più concentrata sulla vita terrena e permette che vi siano diverse idee sull’Aldilà. Il concetto di Paradiso cristiano ha la sua origine in quello giudaico poiché si ricollega all’idea del giardino dell’Eden, come spiega il professor  Giuseppe Visonà, ordinario di Storia della teologia presso l’Università Cattolica di Milano.

DUCKY              Insomma, “stu paraviso” rassomiglia quasi sempre a un giardino!

ENZO                  Così sembra, comunque…ottima constatazione!  E ci risiamo con il “giardino”, Duc. Nel cristianesimo il giardino dell’Eden delle Genesi  diventa il paradiso ultraterreno destinato ai giusti: il Paradiso cristiano, quindi, si ispira al bellissimo Paradiso terrestre degli Ebrei, che a sua volta si rifaceva e si rifà ai veri e propri giardini persiani.

DUCKY              Che cultura, sei formidabile;  meriti un complimento:  in questo momento  mi sembri meno scombinato.

ENZO                  Tu invece mi sembri SEMPRE  un disturbato psichico…ah ah ah! Lasciami concludere.  Le analogie con l’Antico Testamento, però,  non finiscono qui: Cristo, infatti è definito da San Paolo, il nuovo Adamo, l’antico abitante del giardino dell’Eden cacciato da Dio per aver mangiato il frutto proibito.

DUCKY              …Adamo…lo stupidone!

ENZO                  E Gesù riapre le porte del Paradiso concedendo agli uomini di tornarci dopo la morte. Infatti, è lo stesso Gesù  a promettere il Paradiso, quando  lo garantisce a uno dei due malfattori  condannati alla crocifissione insieme a lui, il “buon ladrone”:  “In verità io ti dico: oggi sarai con me ne paradiso”.

DUCKY              Questo nell’Antico Testamento!

ENZO                  Esatto! Nel  Nuovo Testamento, conclude quindi il professor Visonà,  “il Paradiso riassume le speranze future, è il  punto d’arrivo della creazione e della storia, il luogo del compimento del destino dei  beati, la sede del godimento della beatitudine eterno presso Dio”.



Enzo

Fonte: Airone

lunedì 25 novembre 2013

CONSIGLI UTILI







Qualsiasi tipo di pasta si manterrà al dente se aggiungerete un pezzetto di burro nell’acqua di cottura.

-Con l’aggiunta di due cucchiaini di crema di riso il minestrone o il passato di verdure sarà più denso e cremoso.

-Per ottenere un risotto super, qualunque sia la ricetta ultimate la cottura con l’aggiunta di un bicchiere di latte.

-Quando cucinate la carne alla griglia ricordatevi di infilare nella brace qualche foglia di alloro. In questo modo la carne prenderà un profumo e un gusto particolari.

-Il basilico ama la luce del sole, ma patisce il grande caldo come pure il vento e il gelo.

            -Il prezzemolo preferisce la penombra e un terreno umido.

            -Il rosmarino predilige il sole e preferisce essere appoggiato a un muro.

            -L’erba cipollina vuole l’ombra ma cresce comunque anche al sole.

            -Dall’uva bianca, precedentemente sbucciata, si ricava un succo che risulta essere un ottimo tonico, in grado di attenuare anche le lentiggini.




            Per togliere le macchie di ruggine su cotone e seta, cospargete le macchie di sale fino e limone, quindi risciacquate subito. Sulla lana, smacchiate con acqua e ammoniaca.

            Per togliere le macchie di penna biro su cotone e lana, pulite con una pezzuola imbevuta di alcool ed etere in parti uguali, senza strofinare.

            Per togliere le macchie di bruciature da ferro da stiro su cotone e lana, pulite con acqua ossigenata pura o diluita, eventualmente mescolata a qualche goccia di ammoniaca.

            Per le macchie di fango sia sul cotone che sulla lana, spruzzate acqua ed ammoniaca su una spazzola e pulite energicamente. Sulla pelle, eliminate il grosso con un spazzola e poi con una normale gomma per matita.

            Per le macchie di sangue su cotone e lana, smacchiate con acqua fredda e ammonica, ed, eventualmente, aggiungete qualche goccia di acqua ossigenata.

            Per eliminare quella fastidiosa sensazione di formicolio alle mani  o ai piedi, causata da una posizione prolungata e poco comoda, provate a toccare un oggetto di ferro per qualche secondo.

            Un antico rimedio contro il mal di gola: mescolate in una tazza da caffè due cucchiai di miele, un cucchiaio di olio d’oliva ed un cucchiaio di succo di limone. Prendete un cucchiaino del composto ottenuto tre volte al giorno, per tre o quattro giorni. Il mal di gola passerà.


            Volete allungare i jeans ma non sapete come far scomparire il segno biancastro dell’orlo? Ecco il trucco: tamponate il punto della piega precedente con una certa energia, servendovi di una spazzola bagnata di inchiostro blu diluito in un poco d’acqua.

            Se avete l’abitudine di fare in casa bevande liquorose, al momento di allungarne la base dovete preparare lo sciroppo con acqua e zucchero. Sappiate che c’è un metodo semplice per capire quando lo sciroppo è al punto giusto di cottura. Immergete nella pentola una schiumarola ed estraetela: lo sciroppo è pronto quando scende non più a gocce ma facendo il filo.

            Annamaria2
            

VENEZUELA : NICOLAS MADURO ANTICIPA IL NATALE




Chissà se anche a Letta verrà in mente un'idea simile per tenerci buoni... 




Decretati due mesi di clima natalizio. In Venezuela parte l'operazione felicità per combattere l'inflazione galoppante e la criminalità: ¨Il Natale anticipato è la migliore ricetta contro la violenza¨ dichiara il presidente Maduro e pagherà le tredicesime prima del tempo. A tempo per le elezioni comunali di dicembre.


In Venezuela è già Natale. Così l’ha decretato il presidente Nicolás Maduro (che, per casualità, si chiama come Santa Claus) che dal primo novembre ha augurato la Navidad temprana (il Natale anticipato) a tutti i venezuelani.

Maduro insiste sull’allegria e la letizia del suo popolo dopo aver stabilito il mese scorso il vice-ministero della Felicità, il cui nome a dire il vero è un poco più complesso ed impegnativo: vice-ministero della Suprema Felicità Sociale del popolo. Un dipartimento che ha attirato le burle dell’opposizione, ma che si propone compiti ben seri, dall’aiuto alle persone ammalate al benessere dei bambini. D’altronde non è la felicità uno dei beni supremi a cui ambisce l’essere umano?

Il Venezuela, in effetti, ha bisogno di felicità. Il processo di transizione da Chávez a Maduro non è stato e non è facile, ma è nella vita quotidiana che i venezuelani hanno bisogno di pace. La crisi economica ha colpito duro, con un’inflazione galoppante e prezzi nei negozi che fanno presagire un futuro poco roseo. La capitale del paese, poi, Caracas è una delle più pericolose d’America e a poco sono servite sinora le misure, come quella di mandare l’esercito in strada, di fronte alla poca efficacia della polizia –spesso tacciata di collusione con la delinquenza- per arginare la criminalità.  

Più di cento omicidi per ogni 100.000 abitanti nell’area metropolitana –cifra che si abbassa a 45 nel resto del Paese-: l’insicurezza che colpisce nel profondo ha tolto ai venezuelani proprio quella felicità che hanno sempre ostentato. Il governo cerca di camuffare la questione, ma è indubbio che questo è uno dei nodi che non riesce a sciogliere la Repubblica bolivariana. Anzi, come un triste segnale, la tassa di criminalità ha cominciato ad aumentare a dismisura proprio con l’instaurazione del chavismo nell’ambito governativo. La criminalità quindi come problema di Stato, di strutture e di uomini che nemmeno il piano Gran Misión A Toda Vida Venezuela, voluto da Chávez prima della sua morte, è riuscito finora a scalfire. Anche in quel caso il programma, diviso in sei aree di intervento, prevedeva come scopo ultimo il benessere del popolo. Ma, se i dati sulla delinquenza sono quelli che sono, dobbiamo percepire l’ondata delinquenziale con un dato di fatto, ossia che i venezuelani delle barriadas continuano ad essere poveri nonostante la campagna di politiche sociali del governo che, come stanno le cose, sanno molto a fallimento.

Maduro insiste sulla felicità e fa bene. Uno Stato che pensa alla felicità dei propri cittadini come fine ultimo del proprio ruolo non deve far ridere, ma deve far riflettere di come in Europa siamo ben poco allineati con questo tipo di pensiero. Calcare la mano, però, diventa esercizio di sagacità ed in questo il presidente venezuelano non è certo uno sprovveduto: ¨Il Natale anticipato è la migliore vaccinazione contro qualsiasi tipo di violenza¨ sono state le sue parole, mentre annunciava il pagamento delle tredicesime degli impegati pubblici per questo mese di novembre. Un record per il Venezuela. Ah, anche perché la prima settimana di dicembre sono previste le elezioni comunali. 

ElDorado

Annamaria...a dopo


domenica 24 novembre 2013

BUONA DOMENICA...




Si ride, si piange








Dice il Saggio:


non importa quante volte cadi ma 

quante volte

cadi e ti rialzi.








Siamo quasi alla fine di  novembre. Il freddo è arrivato e da lunedi' si prevede aria gelida in tutta Italia. E se vi proponessi un argomento    "caldo e piccantino"...?



Sesso al telefono

 . . .Enzo non la prenderà bene perchè lui si ritiene, e lo è , l'esperto in materia di sesso in questo blog.
Pero' ,stamane, in macchina, ascoltando la mia radio preferita ,  le speaker mi hanno fatto sorridere  trattando l'argomento in maniera simpatica , tra il serio e il faceto. E in questa domenica , la prima invernale, ve ne parlo perchè, effettivamente, questa pratica sembra che abbia messo piede in modo allarmante. Detto dagli esperti. Ma tanti lo difendono apertamente.



Infatti secondo una nota rivista americana “il sesso al telefono ha preso il posto delle lettere d’amore come mezzo di comunicazione preferito da due innamorati che vivono distanti”.
Infatti capita a tutte le coppie, prima o poi, di trovarsi a dire cose eccitanti al telefono e di finire a fare del vero e proprio sesso telefonico. Ma per chi è un pò timido, questo può rivelarsi più imbarazzante che piacevole, ecco allora qualche piccolo consiglio per come, quando e perchè farlo.

La ragione del perchè è molto semplice: per cambiare. Siamo esseri curiosi e pensanti, per questo alimentare le fantasie con qualcosa di diverso risulta eccitante. Inoltre, se ci troviamo distanti per qualche tempo dal partner può aiutare a mantenere vivo il desiderio sessuale.

Come farlo? Innanzitutto, dicono sempre gli esperti , non dirgli che vuoi fare del sesso. Potrebbe creare pressione, mentre una voce sussurrata può fare arrivare al punto ,senza che la cosa sia forzata. Si comincia, quindi, ad abbassare il tono della voce, e presto vi ritroverete entrambi a sussurrare cose che di sicuro non vorreste fare sentire agli altri.



Io penso che 
-se lo consideriamo un preliminare del sesso reale
-Se è utilizzato in extremis...perchè non ci si puo' vedere.... per lavoro ....trasferimento o altro
-se si riesce a viverlo con quella sintonia della stessa intesa che c'è nella coppia...
-se ci si sente complici abbastanza...
è una pratica accettabile.

Annamaria...


sabato 23 novembre 2013

STRANO MA VERO! 4


Che ne dite di svelare ancora

 qualche curiosità?










Energie alternative per vivere green: ricaricare il cellulare col respiro.

Per qualcuno è il peggior incubo che si possa immaginare: il cellulare scarico !
Nel 2011 un giovane designer brasiliano, Joao Paulo Lammoglia, ha ideato un gadget particolare, dal design innovativo, che sembra molto utile in tempi di crisi e smartphones.
L’oggetto si chiama Aire, un carica batterie per smartphone. 
Questo dispositivo ha un cavo come tutti, con un attacco per il cellulare, e all’altro capo è collegata una mascherina, che serve a sfruttare il proprio respiro per ricaricare il telefono : la mascherina può essere indossata la notte, quando si dorme, e nel frattempo si ricarica il telefonino.
Tramite delle minuscole turbine eoliche consente di trasformare il respiro in energia elettrica, e consentire la ricarica del proprio smartphone.
Più il respiro è profondo più energia si produce; viene da chiedere: “Ma chi russa ricarica di più o di meno il proprio smartphone”?




L’idea è piaciuta alla giuria del Red Dot Award che l’ha premiato per l’originalità: sfruttare energie rinnovabili, nel rispetto dell’ambiente è geniale e merita un premio. 
Tuttavia, nonostante la sua potenziale rivoluzionaria portata, Aire non ha ancora un finanziatore !




Simpatiche proprietà della lingua italiana : i palindromi

Il palindromo (dal greco antico, col significato "che può essere percorso in entrambi i sensi") è una sequenza di caratteri che, letta a rovescio, rimane identica.




               
Secondo una leggenda l'inventore e il primo virtuoso del genere sarebbe stato il poeta greco Sotade, vissuto ad Alessandria d'Egitto nel III secolo.                                                                                                                                      
Qualche esempio ?   
Provare per credere !                                                                                                                             
I TOPI NON AVEVANO NIPOTI
                                                                                              
AMO RIDERE DI ROMA





Se dovete ridipingere le pareti della camera da letto . . . 

E’ bene tenere presente che i colori delle parete negli ambienti dove viviamo hanno una certa influenza sul nostro stato d’animo e anche sulle nostre . . . prestazioni. La camera da letto non fa eccezione !                                                                                                    
Studi in materia hanno dato questi risultati :                                                          assolutamente no al VERDE, troppo rilassante, poco stimolante.                                         
Non ne parliamo dell’ AZZURRO  :  concilia il sonno, per cui performances sessuali solo nei sogni!                                                                                                                          
Decisamente si al  CARAMELLO  :  questo colore accende la passione nella vita intima, consentendo notti, ma anche giorni, di “fuego”!!!




Meno sesso per gli uomini che lavano i piatti

Una ricerca Usa afferma che i mariti che lavano i piatti in casa fanno meno sesso : ma anche non aiutare la propria moglie nuoce all'intimità.                                                                      
Il nodo pare essere a quale tipo di lavori domestici si dedichi l'uomo. 
Si parla tanto della parità tra i sessi, che gli uomini devono aiutare in casa,e poi, sul più bello, arriva la ricerca Usa che butta all'aria tutto.
Praticamente gli sposi in cui il maschio di casa non si impegna in faccende domestiche di tipo tradizionalmente femminile hanno rapporti in media più o meno una volta a settimana. Molto meno per le coppie in cui l'uomo “aiuta la moglie” in cucina e simili: l'intimità in questi casi scatterebbe non più di 3 volte al mese.
Secondo il rapporto dipende dal tipo di lavori domestici a cui si dedica l'uomo : se il marito fa i classici lavoretti maschili come cambiare l'olio alla macchina, riparare lo scooter, gonfiare le gomme della bicicletta, sostituire le lampadine fulminate e sturare il lavandino, tutto bene, sesso a gonfie vele. Ma se il maschio spolvera, passa il mocho per terra o lava i piatti, il sesso va nettamente peggio.
 I ricercatori affermano : “Il lavoro casalingo è fortemente associato all'identità sessuale e ciò influenza la sessualità, l'attrazione, l'eccitazione anche all'interno di un matrimonio”.
E’ comunque emerso che anche se l'uomo non dà alcun aiuto in casa, i rapporti sessuali ne soffrono: la chiave di successo per fare tanto sesso, secondo lo studio, sarebbe la partecipazione di entrambi i coniugi alla conduzione domestica, secondo una chiara divisione dei ruoli.                                                                                                                                
 Insomma, come sempre, chi non lavora (in casa) non fa l'amore.






Riporto una storiella nata dopo aver appreso questa notizia.

Un marito ha fatto leggere la ricerca alla moglie che spesso e volentieri gli fa lavare i piatti.                                                                                                                                                       
“Visto? Mi sembra che lo studio abbia ragione!”, le ha detto.                                                       
Risposta: “Allora ti aspetto con un cacciavite in mano . . . Ti spiego io perché quelli che non lavano fanno più sesso: perché usano la lavastoviglie, salvando così una buona mezz'ora ogni sera”. Touché!


Maria...a dopo

venerdì 22 novembre 2013

ALLUVIONE SARDEGNA



Si dovrebbero  piangere in silenzio le sedici vittime innocenti del ciclone, e risparmiare fiato  Ma in silenzio non si può più stare. ... non si può stare zitti ascoltando la favoletta della malasorte, dell'evento straordinario e imprevedibile, qualcosa che accade una volta ogni millennio. Tutti gli anni un pezzo di territorio italiano frana o affonda. Oggi è successo alla Sardegna, ieri alla Liguria. Domani a chi? Perché vorremmo sentire parlare sempre meno di protezione civile e sempre più di prevenzione civile. La cura del territorio è anche cura delle persone, ma chi ci amministra spesso finge di ignorarlo. I fondi stanziati dal governo per la messa in sicurezza del nostro territorio sono ridicolmente esigui. E capita pure, guarda caso proprio in Sardegna, che quando ci sono vengano dirottati dalla Regione verso altri capitoli di spesa. Perché le polemiche del giorno dopo sul tempismo dell'allarme non hanno senso. E sono ingiuste nei confronti degli uomini della protezione civile, gente generosa, abituata a farsi in quattro per aiutare. Senza coordinamento tra protezione civile ed enti locali, Regione in primis, qualsiasi allarme, anche il più tempestivo e dettagliato, è solo un pezzo di carta.

FRANCO GABRIELLI

Vogliamo dare la colpa a Gabrielli se la Sardegna è tra le sei regioni che non hanno ancora avviato i Cdf (Centri Funzionali Decentrati), gli organismi destinati a coordinare i soccorsi in caso di bisogno? O se il 40 per cento dei comuni sardi non ha un piano di emergenza, lo strumento che permette di gestire l'allerta meteo predisponendo aree di evacuazione, vie di fuga e presidi di sicurezza dei fiumi? Eppure sarebbe obbligatorio dal 1970.
Basta lacrime di coccodrillo. Non è solo colpa del destino cinico e baro se è proprio Olbia la città martire di questa catastrofe. La città è stata oggetto, negli ultimi anni, di una «urbanizzazione incontrollata». Un modo elegante e delicato per spiegare il decennio di edificazioni selvagge avvenute quando in municipio sedeva il sindaco Nizzi. Con ventitrè nuovi quartieri e diciassette piani di risanamento per legalizzare ciò che era nato abusivo.
Perché sarebbe bello che oggi Cappellacci decidesse di sospendere il tour per promuovere il suo Piano paesaggistico, e aprisse invece un confronto serio con tutte quelle voci critiche – a partire dagli ambientalisti per arrivare al ministero – che da mesi denunciano il rischio che, dietro alle nuove norme, si nasconda un allentamento dei vincoli di tutela del territorio sardo, ed il sostanziale via libera ad una nuova, l'ennesima, colata di cemento. Un passo indietro per riflettere, non sarebbe una sconfitta.

La doverosa ricerca delle responsabilità non deve fermarsi al geometra di turno, al piccolo funzionario, all'ultimo subappaltatore. E che ancora una volta la passino liscia gli intoccabili di sempre, il Grande Partito Sardo del Mattone, quello dell'edilizia a tutti i costi, ovunque e comunque. Quell'intreccio ben cementato – è proprio il caso di dirlo – tra affari, politica e massoneria che in questo caso la Sardegna conosce e subisce da troppo tempo.



COSI GIUSTO PER RICORDARLO
Notizia del mese di agosto 2013, pochi mesi fa...

SARDEGNA: Ecco come sperpera i soldi pubblici Cappellacci: pubblicità istituzionale.
Pero', per la Corte dei Conti,  Cappellacci  – secondo il dirigente della Corte Stefano Deliperi – “ha revocato fondi per 1,5 milioni destinati a interventi a difesa del suolo e contro il dissesto idrogeologico”.


UGO CAPPELLACCI

Nonostante la Sardegna registri un tasso di disoccupazione più alto di 6 punti percentuali rispetto al dato nazionale (18,6% contro 12,1%), e un calo di 43mila unità lavorative solo durante lo scorso anno, la Regione non bada a spese per quanto riguarda la pubblicità. È dell'8 agosto, infatti, una delibera della giunta presieduta dal governatore Ugo Cappellacci, Pdl in carica dal 2009, che stanzia 136mila euro con Iva esclusa "a favore della Società Visibilia Srl" di Daniela Santanchè, concessionaria pubblicitaria che 'creerà' "sette inserti interamente dedicati alla Sardegna" da pubblicare sul quotidiano 'il Giornale'.



 "Il progetto editoriale - si legge ancora sulla delibera - è dedicato alle azioni che hanno connotato l'attività istituzionale della Regione nei diversi settori strategici. Nell'ambito degli inserti saranno sviluppati i temi del turismo, dell'ambiente, dei trasporti, dell'economia, della sanità, dell'innovazione tecnologica, dell'agricoltura e della zona franca".


MICHELA MURGIA

Un operazione per la verità non nuova, quella del presidente della Regione, sempre molto attento e propenso a spendere e spandere per quanto riguarda la 'comunicazione': già nel 2011 i fondi per la pubblicità istituzionale, inizialmente fissati in 3milioni e 856mila euro, avevano avuto un significativo aumento di all'incirca 3milioni, mentre l'anno scorso fu aspra la polemica tra Cappellacci e la scrittrice Michela Murgia, candidata alle regionali, riguardo lo stanziamento di 796mila euro che vennero divisi tra una trentina di società, compresa quella della 'pitonessa' del Pdl.

Anche in occasione della delibera di poche settimane fa non sono mancati i botta e risposta, e in prima linea a mettere in dubbio l'utilità del nuovo ingente utilizzo di soldi pubblici si è schierato il vicepresidente Pd del Consiglio regionale Mario Bruno che su Facebook scrive:" Nell'approvare lo stanziamento di 136 mila euro (iva esclusa) a Il Giornale, per sette inserti "interamente dedicati alla Sardegna nell'ambito dei quali saranno sviluppati i temi del turismo, dell'ambiente, dei trasporti, dell'economia, della sanità, dell'innovazione digitale, dell'agricoltura e della zona franca", la Giunta ha tenuto conto "del qualificato livello e dell'ampia diffusione nazionale, sia in edicola che attraverso web, del predetto organo di stampa, nonché della qualità della proposta sopra illustrata, quale efficace strumento di divulgazione e valorizzazione della Sardegna e del suo sistema territoriale e produttivo". Due riflessioni: quale ricaduta dovrebbe portare la pubblicazione su quel quotidiano di questi inserti di propaganda, quali effetti concreti sul turismo o sul lavoro? E perché proprio al giornale della famiglia Berlusconi?". Piccata la risposta di Alessandro Serra, portavoce del governatore:"La nostra campagna 'Sardegna è tutta un'altra storia' è stata pubblicata su l'Espresso, La Repubblica, Il Sole 24Ore, persino su Tiscali. Si polemizza solo perché questa volta lavoriamo con il Giornale: questo è un atteggiamento bifronte". Ma nonostante i battibecchi della politica, ci sono effettivamente dei punti poco chiari rispetto a questa operazione: stando a quanto riporta Sardiniapost, il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, ha una buona tiratura in Lombardia dove sicuramente gli inserti saranno seguiti, rischiando però di 'tagliare fuori' una grossa fetta di cittadini dalla campagna pubblicitaria. Inoltre molti dubbi sorgono anche sulla scelta di tempo della pubblicazione che avverrà "tra settembre e ottobre", periodo non propriamente vacanziero per una regione come la Sardegna.



Notizia di questi giorni

LA CEMENTIFICAZIONE DI OLBIA...

DURANTE IL MANDATO DEL MEDICO DELLA MAMMA (SETTIMO NIZZI) DEL berlusconi" DAL 97 AL 2007, BEN 23 QUARTIERI
SETTIMO NIZZI


Olbia indifesa dopo dieci di cementificazione sotto la guida di Settimo Nizzi, fedelissimo del Cav



Ponti distrutti, strade allagate, voragini. La provincia di Olbia è stata tra le più colpite dalla potenza distruttiva del ciclone Cleopatra. Ma il volto del suo territorio aveva già cominciato a cambiare molto prima, almeno quindici anni fa. Una trasformazione, di cui parla oggi Il Sole 24 ore, coincisa con l’ascesa di Settimo Nizzi, “uno dei tanti medici di Silvio Berlusconi che accorre una notte a Villa Certosa per visitare mamma rosa, oggi coordinatore Pdl in Sardegna e fedelissimo del Cavaliere.

Inizia così la sua inarrestabile carriera da sindaco, i dieci anni (1997-2007) dei ventitré quartieri che sorgono dal nulla e diciassette piani di risanamento. Un’ipertrofia lapidea che come il ciclone Cleopatra spazza via leggi e regolamenti. I piani regolatori abortiscono sistematicamente sul nascere. Pittulongu, un pregiato tratto di costa fino ad allora popolato da nasse reti e barche di pescatori, è l’oggetto concupiscente dei vip che sbarcano nel Continente. Un’incontinenza cementizia che spinge un magistrato a mettere sotto sequestro in intero quartiere e arginare la marea montante di 270 licenze edilizie.

La carta che Nizzi può giocare, spiega il quotidiano, è la perequazione. La possibilità cioè di scambiare terreni dell’entroterra con altri più ambiti.

Nizzi governa a colpi di varianti, regolamenti ad hoc e ordinanze su misura. Sui rii che sfociano nello stagno di Pittulongu si costruiscono magioni con i prati inglesi difesi da possenti mura di cinta. Il resto della città segue il medesimo andazzo. Si costruisce abusivamente a Putzolu, Santa Mariedda, Baratta. I 2700 olbiesi che a ogni elezione comunale lo votano sentitamente ringraziano. La disinvoltura del sindaco di Olbia è senza argini come l’oceano d’acqua che ha sommerso questo antico borgo sul mare che volle farsi metropoli.

La Regione in relatà ha fatto di più. Dal 27 febbraio 2004 non passa mese nel quale la Protezione civile non solleciti la Sardegna a istituire il Centro funzionale che oltre a elaborare i bollettini meteo sia in grado di valutare gli effetti al suo di cataclismi come quello dell’altra notte.


Entro il 2014 la Regione ha promesso di istituire questa struttura. Nell’attesa, come è avvenuto in questi dieci anni, sarà la Protezione Civile a supplire. Anche se, spiega l’ingegner Silvano Meroi, direttore del servizio rischi idrogeologici e antropici della Protezione Civile, basterebbe davvero poco: “Sono sufficienti 22 uomini per monitorare la situazione nelle 24 ore. Le attrezzature non costano nulla”.
-basta casta-Globalist-la nuova Sardegna



Per finire, mi associo a quanto detto dallo scrittore MAURO CORONA a Radio 24 "La Zanzara" riguardo alla "generosità" di Briatore: adesso che il Billionaire è in decadenza lo mette a disposizione degli sfollati dell’alluvione. Ma che bel gesto pubblicitario, è solo marketing““Metta a disposizione una trentina di milioni per rifarsi la casa . Gioca col pretesto dei morti”. “Dov’era prima per la Sardegna?  Dove ha portato posti di lavoro? Ma per piacere. Allora regali il Billionaire che facciano una stalla per mettere le greggi. Lo dia ai pastori sardi, così fanno la mungitura e il formaggio”.

Annamaria... a dopo