mercoledì 22 ottobre 2014

RESPONSABILITA’ DELLA MAGISTRATURA “SOLO IN RARISSIMI CASI”: E SCOPPIA LA RIVOLTA





Tre emendamenti che di fatto rivoluzionano il testo base che era stato adottato in commissione Giustizia del Senato il 23 dicembre scorso. Li presenta il ministro Guardasigilli Andrea Orlando al ddl sulla responsabilità civile dei magistrati scatenando la protesta di Ncd, FI e di Enrico Buemi (Psi) che minaccia addirittura di dimettersi da relatore. In sostanza, spiega Lucio Malan (FI), «il governo vuole riproporre con i suoi tre emendamenti, per ora annunciati a voce, il suo testo», presentato a settembre. Ma in questo provvedimento, sottolinea Giacomo Caliendo (FI), si prevede la responsabilità civile dei magistrati solo in «rarissimi casi», perlopiù per negligenza grave e travisamento grave del fatto. Un’impostazione ben diversa da quella data da Buemi al testo base con il quale si prevede la responsabilità delle toghe anche nel caso in cui si discostino dalle sentenze delle Sezioni Unite della Cassazione senza darne adeguata motivazione. «Affermeremo la linea del nostro testo di legge - assicura Orlando - all’interno del quale c’è un equilibrio che migliora l’attuale normativa». Le tre proposte di modifica annunciate in commissione da Orlando, e considerate come una «riformulazione» dal governo, sono state invece ritenute dalla commissione Giustizia, di fatto, come dei nuovi emendamenti. E per questo si è dato tempo fino a giovedì per subemendarli. «È chiaro che su questa posizione del governo - osserva il senatore di Ncd Carlo Giovanardi - si dovrà aprire una riflessione». Mentre Forza Italia annuncia battaglia. «Il governo vuole che i magistrati possano fare ciò che vogliono», insiste Malan e «ovviamente noi non siamo d’accordo». Giudizio positivo, invece, dal Pd che con il capogruppo in commissione Giuseppe Lumia osserva come la proposta di Orlando «tuteli realmente i cittadini» senza innescare l’ennesimo conflitto con la magistratura.



Non  si smentiscono mai. Il medico pietoso fa la piaga “fetente”, nel senso che,  non si vuole riformare la Giustizia e allora, Lettori, chiedetevi perché; o non si può e siamo portati al sorriso a denti stretti, o non si vuole fare una riforma perché? La domanda è legittima e allora provate a unire le mani a pugno, unite poi i due indici distesi.  Chi è portato a “peccare” e ha la coscienza sporca, cerca di inimicarsi il prete.  Ero convinto che gli Alieni scendessero dai dischi volanti, invece no, scendono e salgono dalle poltrone e non intendono “disturbare  troppo  con una riforma che attribuisca la giusta  e dovuta responsabilità a tante “intemperanze” di tanti magistrati.



ENZO


By Il corriere della Sera







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