martedì 16 ottobre 2012

Chi dice . . . MATA HARI . . .







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Chi dice . . . MATA   HARI . . .



                                                                                                       

Era il 15 0ttobre 1917, un lunedì, come quest’anno . . . veniva eseguita la condanna alla pena capitale per fucilazione di una donna, la spia tra le più note, Mata Hari.

Ballerina esotica e cortigiana, fu arrestata dai francesi e giustiziata durante la prima guerra mondiale: dopo la sua morte, il suo nome divenne sinonimo di spionaggio.
Mata Hari nasce il 7 agosto 1876 come Margaretha Geertruida Zelle a Leeuwarden, nei Paesi Bassi; prima di quattro figli, ha un padre cappellaio benestante.
 A soli sei anni, Margaretha fa già parlare di se la città, viaggiando in una carrozza trainata da capre che il padre le aveva dato. Margaretha, carnagione bruna, capelli e occhi neri la si differenzia dalla norma dei suoi conterranei olandesi; frequenta una scuola prestigiosa, dove si distingue per l’esuberanza e per indossare spesso vestiti appariscenti.                                               
Ben presto però la famiglia va in bancarotta: tutto cambia drasticamente, con la separazione dei genitori e la successiva morte della madre.
Margaretha, quindicenne, va a Sneek affidata al suo padrino che la iscrive ad una scuola di Leida che forma insegnanti per la scuola materna, per assicurarle una occupazione.                            

Sembra che le eccessive attenzioni, se non proprio le molestie, del direttore della scuola, spingano il suo padrino a toglierla dalla scuola, mandandola da uno zio a L'Aja.
Ha appena 18 anni quando, dopo aver risposto ad una inserzione, si fidanza e poi si sposa con un ufficiale di 38 anni, in congedo a casa dalla Indie Orientali Olandesi : in effetti  l’annuncio sul giornale non è altro che uno scherzo fatto al signor Rudolph  MacLeod, malato di diabete e reumatismi.
Inizialmente stabilitisi ad Amsterdam, trascorrono gran parte della loro vita coniugale nei tropici, dove nascono i loro due figli. La vita dura,                                                                                                      senza gli agi della modernità, la gelosia e  l’abuso di alcool del marito, provocano litigi che rendono poco sereno il rapporto coniugale. La situazione si aggrava quando muore avvelenata (situazione poco chiara) il piccolo figliolo; per allontanarsi dai luoghi della tragedia, la famiglia rientra in Olanda : dopo poco la coppia si separa e Margaretha , perso anche l’affido della figliolette, si trasferisce prima a L’Aja e poi a Parigi, per un nuovo inizio.                                                                                                                          Senza più un marito e senza soldi, usa le esperienze in Indonesia per creare un personaggio : come moglie del comandante, ha avuto il compito di fare gli onori di casa agli altri ufficiali, uno dei quali l’ha fatta assistere all’interno di un tempio ad una danza locale, affascinante per la novità esotica delle musiche e delle movenze, che ella prova anche ad imitare.                                                                                                                          

 Dopovari tentativi per “sbarcare il lunario”, forse anche ricorrendo alla prostituzione, fa il suo debutto in un salone di danza e istantaneamente è il successo : indossa gioielli e abiti molto succinti, profuma di essenze orientali, parla di tanto in tanto in malese, balla in modo seducente.



                                                                                                                                                    Presenta la sua danza come quella delle sacerdotesse del dio orientale Shiva, che mimano un approccio amoroso verso la divinità, fino a spogliarsi, un velo dopo l'altro, del tutto, o quasi.                                                                                                                                      La “danzatrice venuta dall'Oriente” diventa Mata Hari, dal malese "l'occhio del giorno" (il sole), che racconta ai giornalisti  storie romanzate, nelle quali è una principessa giavanese, figlia di un barone : si circonda del mistero che diventerà l’essenza del suo personaggio.                                                                                                                                       Balla in sale private e poi in grandi teatri, in balletti e opere liriche, viene invitata in ambienti prestigiosi, Olympia, Moulin Rouge, Trocadéro, Café des Nations, e viaggia molto;  ha un gran numero di amanti,spesso militari di vari paesi, disposti a fornire il suo sostegno finanziario in cambio della sua compagnia.
                                                                                                                Alla fine del 1911 raggiunge il vertice del riconoscimento artistico esibendosi al Teatro alla Scala di Milano, definita “. . .  una donna eccezionale, dall'eleganza perfetta e con un senso poetico innato; inoltre, sa ciò che vuole e sa come ottenerlo. Ella così fa della propria danza una sicura opera d'arte . . .” 



                                                                                                                                             In Spagna, mettendo per un momento da parte la danza orientale, si trasforma in gitana :  un torero, innamorato di lei, si fa uccidere nell'arena, disperato per non essere stato corrisposto !                                                                                                                                 Uomini di valore, aristocratici, artisti, politici, sono ammaliati da questa donna che conosce bene l’arte della seduzione, amplificata dal suo fascino esotico : venendo incontro alla fantasia, ingenua e torbida, offre ai suoi spettatori quanto essi si attendono dalla sua danza, il fascino proibito dell'erotismo e la purezza dell'ascesi, conciliando la mite saggezza di Buddha con ipotetici riti sanguinari di terribili dee indù !
                                                                                             Il suo nome viene accostato a quello delle maggiori vedettes del passato, come Lola Montez, e del tempo, come la Bella Otero, Cléo de Mérode e Isadora Duncan : le definizioni sono lusinghiere :                                                                                                                               “. . . la donna che è lei stessa danza . . .”                                                                                                                  “. . . colei che riesce a dare il senso più profondo e struggente dell’anima indiana . . .”                             

Durante la prima guerra mondiale, il suo frequente viaggiare attraverso i confini internazionali e le sue compagnie varie spingono diversi paesi a chiedersi se è una spia o anche un agente doppiogiochista.



        
                                                                                                                                                                                   In effetti, intrattenendosi con i suoi generosi  “ammiratori”, rappresenta una preziosa fonte di informazioni, ora per l’una ora per l’altra nazione.                                                                                                                                               Soprattutto i francesi sono convinti che si tratta di una spia e l'arrestano il 13 febbraio 1917.                                                                                                                                                                   Dopo un breve processo davanti a un tribunale militare, a porte chiuse, è condannata a morte per fucilazione; l’ultima speranza rappresentata dalla domanda di grazia al Presidente della Repubblica, non la salva.
Vestita come sempre elegantemente, indossando  guanti ed  un cappello di paglia di Firenze, dopo aver scritto tre lettere, che tuttavia la direzione del carcere non spedì mai, indirizzate alla figlia Jeanne Louise, all’ambasciatore d’Olanda e al capitano Masslov, suo unico vero amore che l’ha ripudiata pubblicamente.


                   
                                                      
Quando, rifiutata la benda e salutato il plotone di esecuzione con cortesi cenni del capo, cade sotto l’unico colpo al cuore, Mata Hari ha da pochi mesi compiuto 41 anni..                                  Nessuno reclama il corpo che viene trasportato all'Istituto di medicina legale di Parigi, viene sezionato e sepolto in una fossa comune : la testa viene trafugata negli anni cinquanta, in circostanze mai chiarite, per servire forse come estrema e macabra reliquia.
Sulla intrigante figura di Mata Hari sono stati girarte delle pellicole cinematografiche : nel 1927, nel 1931, con la splendida Greta Garbo, e nel 1985; in essi luci ed ombre.


                                                                       
Nonostante non sempre le vicende di questa donna risultino sufficientemente approfondite, risalta l’atmosfera affascinante del periodo storico, la Belle Epoque.


 Greta Garbo                                                                    
Ho scoperto anche una canzone, di una interprete norvegese, dedicata alla spia che più di altre è rimasta nell’immaginario collettivo !


. . . e mi raccomando . . . mantenete il segreto . . . ! ! !



Maria...a dopo

Figli contesi dai genitori separati: dobbiamo fermare questa carneficina



E' il momento di dire basta a una delle più insopportabili violenze inflitte ai minori, quella delle separazioni conflittuali. Cominciamo dai numeri: un matrimonio su tre fallisce. Il numero dei minori coinvolti da queste separazioni o divorzi ha superato i 100mila (in Italia) nel 2009 e ogni anno aumenta insieme all’aumento dei fallimenti familiari. Metà di questi bambini sono contesi. “Usati come fossero oggetti da espropriare o peggio bottino di guerra”, ha dichiarato la presidente della Camera minorile di Firenze, l’avvocato Elena Zazzeri . E i danni subiti dai bambini sono certificati dalle migliaia di perizie psicologiche depositate in tribunale e nell’aumento vertiginoso delle richieste di psicoterapia infantile.
Un’emergenza sociale. Una carneficina i cui effetti si vedono ovunque – nelle scuole, nelle comunità di recupero, nello smarrimento di tanti giovani – e di cui noi adulti dobbiamo farci carico. “La cosa che non riesco ad accettare – dice Elena Zazzeri – è che le persone facciano un figlio e che dopo poco tempo diventino i peggiori nemici l’uno dell’altro, come se diventare genitori non fosse una responsabilità che ti cambia la vita e che ti impone di mettere il bambino al primo posto”. Ma di fronte a questo campo di battaglia anche lo Stato, dice la presidente della camera minorile, è insufficiente. 
“Il bambino deve essere riconosciuto come soggetto di diritti e doveri, e dunque deve essere difeso da un avvocato terzo, quando ci sono i conflitti. E gli psicologi, gli assistenti sociali, anche i giudici che si occupano di queste separazioni devono essere formate e preparate”. 







Notizie di oggi



Bimbo rapito dal padre telefona
ai carabinieri: aiutatemi. Preso l'uomo.



A Sassoferrato un uomo di 51 anni picchia la moglie e porta via da casa il figlio di dieci anni. Il bimbo chiama i carabinieri e fa arrestare il padre..Il bimbo ha implorato i militari di arrivare subito perchè la madre,un'extracomunitaria di 45 anni, era stata aggredita dal padre, anch’egli extracomunitario. L'uomo, pur non essendo formalmente separato, già da qualche mese viveva fuori casa, in un appartamento nello stesso centro del fabrianese. I carabinieri sono arrivati sul posto in pochi minuti e hanno trovato la donna a piedi scalzi che lamentava essere stata aggredita e picchiata dal marito, aggiungendo che l’uomo aveva portato con sè il figlio di 10 anni.

Immediatamente partivano le richerche dell'uomo e del bambino, che i militari individuavano nel centro abitato di Sassoferrato dopo circa un’ora. 
Alla vista dei militari, il minore si è rasserenato, tanto che in caserma incominciava a riferire quanto accaduto poco prima alla mamma. Così, raccontava che il padre, poco prima, dopo aver sfondato la porta a calci, aveva picchiato la donna più volte sino a procurarle lesioni refertate con 10 giorni di prognosi dal pronto soccorso dell’ospedale di Fabriano.

Ricevuta la denuncia della donna, i militari lo arrestavano per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violazione di domicilio, trattenendolo nelle camere di sicurezza della caserma. Oggi il processo per direttissima.





Altro caso di oggi

15/10/2012 

Sfonda la porta di casa della ex e la picchia, trascinandola in bagno per i capelli: la salvano i carabinieri. Il figlio della donna ha assistito alla scena violenta .


RAVENNA - I Carabinieri  di Cervia-Milano Marittima hanno arrestato, durante il pomeriggio di domenica un 58 enne cervese ritenuto responsabile di atti persecutori commessi in danno della propria ex convivente, una trentenne commessa di una boutique di Milano Marittima. La donna non aveva mai sporto denuncia prima d’ora ma era dallo scorso mese di maggio che i rapporti tra i due, dopo una relazione durata oltre quattro anni, si erano incrinati. La donna, madre di un bimbo avuto in una precedente relazione, era tornata a vivere a Milano Marittima da sua madre ma fin da subito l’uomo aveva dato segno della propria insofferenza, appostandosi di fronte al negozio della vittima, all’inizio e al termine del lavoro, implorando perdono per i passati tradimenti e facendole sapere di essere intenzionato a togliersi la vita pur di non rinunciare a lei. 

Ogni tentativo della donna, nei mesi successivi alla separazione, di contrarre nuove amicizie, aveva dato luogo a comportamenti persecutori da parte del 58 enne verso chiunque si palesasse come possibile amante, anche se, da parte della vittima, non era mai stato colto un vero e proprio pericolo per la propria incolumità. Poi, ad agosto, una prima ascesa dei livelli di aggressività da parte dell’uomo il quale, in preda ad una crisi di gelosia, si era presentato in spiaggia, dove la donna aveva portato il proprio figlio per giocare, e lì si era impossessato del suo telefonino; da allora gli atti persecutori, consistiti in insulti e minacce, si erano estesi ad amici e conoscenti della vittima, senza tuttavia concretizzarsi mai in violenze. 

Infine l’episodio di ieri pomeriggio, quando il cervese si è presentato a casa della sua ex: dopo essere entrato nell’appartamento dove la donna si trovava in compagnia del figlio, l’uomo ha avuto un primo impeto d’ira che lo ha indotto ad insultarla pesantemente e a lasciare, in un primo momento, l’abitazione; ripresentatosi pochi minuti dopo, la donna non ha inteso in alcun modo consentire all’uomo di entrare in casa ed è a quel punto che sono iniziate le violenze. 

L'uomo sopraffatto dalla rabbia ha abbattuto, scardinandola, la porta di casa; neanche il tempo di chiamare aiuto e la donna si è ritrovata tra le mani del suo aggressore che l’ha trascinata per i capelli nella stanza da bagno e l’ha ulteriormente percossa, cingendole con forza il collo e minacciandola di morte, probabilmente al fine di farsi consegnare il codice pin del telefonino; le grida di aiuto, della donna e del figlio hanno consentito di attirare l’attenzione dei passanti che hanno allertato i Carabinieri. Immediato l’intervento di due pattuglie della Compagnia di Cervia – Milano Marittima, celeri a bloccare l’uomo e a condurlo in caserma. Condotto in serata in carcere, dove attualmente di trova ora dovrà rispondere di atti persecutori e di una lunga serie di ulteriori reati tra cui, non si esclude, il tentativo di omicidio.

 E veniamo al caso del bambino di 10 anni di Cittadella (Padova) prelevato a scuola dalla polizia per essere consegnato al padre, che ha fatto tanto clamore.



Tanto che c'è stata addirittura un'interrogazione parlamentare e su disposizione del capo della polizia Manganelli, è stata avviata un'ispezione interna.

Il questore di Padova, Vincenzo Montemagno, come si legge sul Corriere, ha però parlato di "vicenda spettacolarizzata":

"È stata una spettacolarizzazione messa in atto dai familiari materni in una vicenda complessa . L'operato è stato quello giusto nell'interesse del bambino. Tutti, tranne chi stava operando ha voluto esasperare questa situazione"

Alla madre è decaduta la patria potestà da 5 anni e sarebbe stato il papà del piccolo a chiedere aiuto ad un agente per prenderlo, visto che si divincolava, e farlo salire in auto.

Intanto l'uomo ha spiegato all'Ansa:

"(la Corte d'appello di Venezia ndr) ha emesso un provvedimento grave che ha portato alla decisione di far decadere la patria potestà della madre e il motivo di ciò è consistito nell'aver attuato un ostruzionismo strenuo che ha impedito la frequentazione tra me e mio figlio. Per cui, di fatto, il bambino non l'ho più visto. Anche perché il comportamento della madre e dei suoi familiari ha cagionato al bambino una psicopatologia secondo la quale mio figlio è esposto ad un rischio altissimo di patire dei disturbi mentali nel corso dell'evoluzione"

E ha sottolineato:

"Ho salvato mio figlio e inevitabilmente i momenti difficili sono stati tantissimi. Io per primo avverto una pesantezza però ho la consapevolezza di fare il bene di mio figlio. Penso come padre di aver diritto a frequentarlo come mio figlio, ancor prima, ha diritto di frequentare me e quindi di avere un padre. Io e la mia famiglia siamo stati totalmente eliminati dalla vita di mio figlio per periodi lunghissimi. È una situazione drammatica che non auguro a nessun figlio e a nessun padre e per la corretta evoluzione di un bambino penso si debba mantenere dei rapporti significativi con entrambi i rami parentali. O bisogna lasciare crescere il figlio, sono solo orfano del padre, ma educato all'odio del padre?"



Il video choc del bambino prelevato a forza dalla polizia da una scuola nel padovano, è ormai uno dei più visti su internet. Le polemiche che accompagnano l'azione dei poliziotti - in esecuzione di un ordine del giudice per affidare il piccolo esclusivamente al padre e condurlo in una casa famiglia, fioccano.



Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha chiesto chiarimenti al capo della polizia Antonio Manganelli: "Quelle immagini hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. Comportamenti del genere meritano una spiegazione ed eventuali provvedimenti".

Su disposizione di Manganelli, la polizia ha iniziato un'ispezione interna. Il filmato integrale è a disposizione dell'attività giudiziaria per l'attività della competenza della stessa.

Gianfranco Fini, presidente della Camera, ha chiesto al governo di riferire quanto prima in Aula, viste le numerose interrogazioni parlamentari presentate da numerosi gruppi. La Questura di Padova, da parte sua, ha rimandato al mittente le accuse: "Il video è parziale e non si vede che uno dei due uomini che trascinano via il piccolo è suo padre. Se la famiglia materna non avesse ripreso il tutto con una telecamera, avrebbe sicuramente fatto il bene del bambino". E ancora: "Il pediatra ha visitato il bimbo. Sta bene, è sereno e gioca".

Marina Zanon, dirigente scolastica, ha invece ammesso di essere rimasta "turbata": "Ho visto successivamente le immagini in tv e ho pianto perché penso alla situazione drammatica in cui si trova il piccolo". Da registrare, poi, l'intervento di Stefano Pedica (Idv): "Il bambino è stato trattato peggio di Totò Riina. Avrà quel trauma per tutta la vita. Questi poliziotti dovranno pagare. Anche loro avranno dei figli: dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e chiedere immediatamente scusa".



Ho versato qualche lacrima e mi si stringeva il cuore guardando il video . Mi allibisce che un povero bambino indifeso venga trattato come un delinquente anche da parte del padre, trascinandolo con forza violenta. I bambini vanno difesi e soprattutto ascoltati ! I bambini di queste tre storie porteranno i segni per tutta la vita, dal trauma causato dai genitori. E, mi auguro che dopo aver diffuso questo video laddove i poliziotti ,senza un briciolo di umanità, hanno prelevato con la forza brutale il bimbo a scuola, tanti genitori padri e madri non  si sentano autorizzati a farlo da soli ,come dimostrano le due vicende successe proprio tra ieri e oggi.
E' stata commessa una grave violenza fisica e psicologica su un bambino che non ha nessuna  colpa ...chi pagherà per tutto questo? Per adesso solo il piccolo!

Annamaria...a dopo



lunedì 15 ottobre 2012

INTERVISTA A…



Enzo mi ha proposto una serie di domande e, oltre  me, sono coinvolte anche le  nostre amiche Maria e Annamaria2. Per dare un'immagine piu' veritiera di noi stesse?? Noooo... è Ducky che è un gran curiosone! Ad ogni modo abbiamo risposto con la massima sincerità. A queste prime dieci domande ne seguiranno altre.(82!). Se vi va leggeteci e poi provate a rispondere pure voi ...





INTERVISTA A…ANNAMARIA2,  MARIA E ANNAMARIA


ANNAMARIA2


MARIA



ANNAMARIA

Volete dare un’immagine più veritiera di voi stessi?
Rispondete alle seguenti  10  domande. 
di Enzo



1-Quale periodo della tua vita rivivresti, e quale no?


R-ANNAMARIA 2-
Il periodo degli studi, con i compagni, gli amici, la spensieratezza, l’allegria. Il resto della vita non lo rivivrei.

R-MARIA-Ogni periodo della mia vita ha avuto
      elementi positivi...il dolore ne ha fatto parte,
      ma è  inevitabile.

R-ANNAMARIA- Tutti i momenti che mi hanno dato emozioni e felicità.



2-La mente è come un paracadute, funziona solo se è aperta.         Concordi con questa definizione?

R-ANNAMARIA 2- 
Concordo pienamente.

R-MARIA-  Si

R-ANNAMARIA-
Certamente, anche perchè si rischia di...sfracellarsi. Una mente         aperta permette di affrontare la vita con equilibrio e         disponilità verso gli altri.




03 Esiste un inizio e una fine per vivere le magie dell’Amore?
        
R-ANNAMARIA 2:Per una storia d’amore esiste sempre un inizio, ma può avvenire a qualsiasi età.

R-MARIA:Assolutamente no

R-ANNAMARIA: Le magie dell'amore cosi come iniziano possono anche sfumare...magicamente...




04 Non riesco a mantenere la calma quando…

R-ANNAMARIA 2-Quando scopro le bugie , ma anche quando non  ricevo spiegazioni per atteggiamenti .

R-MARIA-...quando mi accorgo che mi si mente.

R-ANNAMARIA-Quando mi rendo conto che mi si dicono bugie...specialmente dalle persone care.
        


05 Sai dove sta andando la tua vita?

R-ANNAMARIA 2:Verso il traguardo finale.

R-MARIA:No, ma tento di indirizzarla verso
           i miei obiettivi preferiti.

R-ANNAMARIA:Non posso prevedere il futuro. Sono ad un bivio... ma sono serena e ottimista come sempre.

     

06 Le discussioni più dure sono quelle con gli altri o quelle con te stessa?

R-ANNAMARIA 2:Sono sempre quelle con me stessa (nei momenti più duri  della vita).

R-MARIA:     Raramente con me stessa.

R-ANNAMARIA: Con gli altri. Le discussioni con me stessa mi                      aiutano a non ripetere gli stessi errori.

      

07 Vorresti ricominciare, ma qualcosa ti frena?

R-ANNAMARIA 2:Vorresti ricominciare ma qualcosa ti frena?

R-MARIA:Ricominciare cosa?

R-ANNAMARIA: Ricominciare cosa? Se ti riferisci al mio vissuto, si. I dolori, i piaceri, le difficoltà  ci formano. 
        



08 Ti senti inerme o pensi che una situazione ti stia sfuggendo         di mano?

R-ANNAMARIA2:Io mi sento sempre inerme di fronte al destino, poiché è lui che decide tutto.

R-MARIA-:Non tutto si può controllare.

R-ANNAMARIA:No, sono fatalista e se una cosa mi sfugge di mano, penso che doveva andare cosi.

 


09 Una persona è scortese con te apparentemente senza motivo. Come reagisci?

R-ANNAMARIA 2:La perdono e la ignoro.

R-MARIA:Se tengo alla persona, chiedo spiegazioni.

R-ANNAMARIA:Prima cerco di capire perchè, ma se mi rendo conto che una persona mi è ostile e scortese, senza dare una motivazione, lascio perdere senza reazioni particolari.
       


10 Ottimisti e pessimisti: chi se la cava meglio?

R-ANNAMARIA2:(Annamaria non ha risposto. Dimenticanza sicuramente! Ma, conoscendola, rispondo io per lei: Ottimisti.)

R-MARIA: Ottimisti

R-ANNAMARIA: Sicuramente gli ottimisti!!!...come me!




Alla prossima intervista!

sabato 13 ottobre 2012

PENSIERO POSITIVO DI OGGI




Sii pronto ad accettare i cambiamenti, non opporre rifiuti drastici, la vita potrebbe avere svolte inattese, e dietro l'angolo potrebbero esserci gioie che neppure immagini.







HAIKU di LORENZO

‎     ‎‎(faccia di bronzo: Schettino)

è licenziato
protesta e rivendica
anima santa

Che ha fatto di male se non sbagliare una manovra?












La vignetta di Giannelli - Dal Corriere della Sera







Provocazione





80enne nuda in pubblicità ed è subito scandalo!

Hanno ancora utilizzato un corpo per vendere qualcosa che non ha niente a che vedere col prodotto. 
Siamo ormai così abituati a vedere avvenenti  giovani donne senza veli ,o quasi ,nei cartelloni pubblicitari che spesso ci troviamo a passare davanti a questi senza neanche degnarli di uno sguardo ma quando ad essere raffigurato  ,in una pubblicità, è il corpo nudo di una donna non più giovanissima, cosa succede?  

SCANDALO!

Si suol dire che la donna è come il vino poiché invecchiando migliora, ed è infatti una casa produttrice di vino che ha avuto la trovata di associare al suo prodotto, il Barolo, il corpo nudo di un’ottantenne utilizzando  il messaggio “Barolo, nient’altro“.




Sul web ci sono  pareri contrastanti in merito, c’è chi definisce questa pubblicità orrenda definendola squallida e umiliante per le donne, c’è chi invece la definisce una trovata straordinaria ma solo perché a questa donna viene associata il vino che grazie a lei viene rappresentato come un prodotto vecchio, vero ed essenziale.

Una pubblicità del genere esce completamente fuori dagli schemi comuni: niente tette al vento, labbra turgide, seni rifatti e scoperti e corpi perfetti bensì una donna un po’ in là con gli anni rappresentata  per quello che è: reale, vera e sincera nei suoi difetti, con il suo sguardo vissuto, le sue rughe serene, la pelle avvizzita con una bellezza che il tempo le ha modificato , con un solo difetto:lo sguardo triste e malinconico.



Purtroppo  questa è la rappresentazione dell’ennesima donna oggetto, in quanto a questa donna viene associato un prodotto. Il suo corpo perciò è strumentalizzato, mercificato e sessualizzato e sono perciò concorde con chi dice che questa è una pubblicità umiliante per le donne, le quali  per l’ennesima volta vengono utilizzate come oggetti e strumenti di marketing in un contesto dove il corpo nudo di una donna ben poco c’entra.

Però questa donna fa scalpore e ha destato scandalo più di tante altre!

 Il motivo? E' una signora 80enne!  che nell’immaginario comune è vista come la buona nonnina che lavora a maglia, magari un po’ rimbambita che ti chiede di ripetere le frasi perché non ci sente bene!

È quindi un’eresia vederla al di fuori del contesto domestico non attorniata da nipoti come una qualunque altra brava donna di 80 anni! Purtroppo in molte proteste che si sono levate dal web si nota una sottile ipocrisia, perché se la donna rappresentata nella pubblicità in questione è stata usata lo è stata come tante altre donne  presenti in una buona parte di pubblicità che tutti i giorni ci vengono propinate! Perché l’utilizzo di quest’ultime viene spesso visto come ironico mentre la nonnina in questione è scandalosa? Forse perché non rispecchia i canoni di bellezza che ormai sono diventati leggi non scritte...






Ora vi lascio alla visione di un video scherzoso e divertente che spero non scandalizzi. Dedicato a LUI , GESU'!






Annamaria...a lunedi!