martedì 29 dicembre 2009

L'ANNO CHE VERRA'

Basta con gli auguri fatti sapendo che non si realizzeranno!

 

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Cari amici del blog, vi anticipo i miei auguri per il nuovo anno associandomi a questa riflessione prelevata dal web. Secondo me andrebbe indirizzata a tutte quelle persone potenti e non ,che potrebbero fare di più.

L'inizio di un nuovo anno fa nascere di solito negli umani la voglia di fare bilanci e di formulare auguri. Purtroppo molto spesso questa voglia si risolve in una serie di considerazioni banali e di auguri foderati di retorica. Su tutti trionfano gli auguri di serenità e di felicità, e l'augurio collettivo che il nuovo anno sia l'anno decisivo per la pace nel mondo. Ciò che non viene mai specificato è con quali mezzi questi auguri così "sentiti" potrebbero mai tramutarsi in realtà.
Volete un 2010 davvero sereno e felice per tutti? Bene, allora invece di intasare televisioni, giornali, telefonini, caselle di posta elettronica e siti web di ciarpame mieloso, fate in modo che i precari non siano più tali, che i mutui non dissanguino le famiglie, che i giovani abbiano qualche prospettiva di futuro che valga più della droga e dell'alcool di cui s'imbottiscono fino a morirne. Chi non paga le tasse, le paghi.


Chi vive di truffe e rapine, cambi mestiere. Chi sfrutta i propri dipendenti, cominci a evitare di far loro firmare la lettera di licenziamento insieme a quella di assunzione e smetta di passare loro un mensile che è solo la metà di quanto figura sul cedolino dello stipendio. Solo allora gli auguri di serenità e di felicità suoneranno un po' meno falsi e un po' meno irreali.
Volete la pace nel mondo? La volete veramente? Cominciate a lottare quotidianamente contro la potentissima lobby dei venditori di armi, create movimenti d'opinione che boicottino i governi dittatoriali, la corruzioneignoranza e la povertà con ogni mezzo noto e, se non basta, inventatene di migliori. Risolvete il problema dell'energia e della carenza di petrolio. Altrimenti sono solo vuote parole, come sapeva bene lo sceneggiatore di quel film con Sandra Bullock, in cui tutte le miss di un famoso concorso di bellezza rispondevano invariabilmente, una volta intervistate, che il loro grande, unico desiderio era la pace nel mondo.

Sono davvero stanco della vuota retorica che si ripete immutata ad ogni fine d'anno. Sono stanco di vedere telegiornali e varietà che sparano oroscopi a raffica senza spiegare alla gente che si tratta di vaneggiamentiastrologhi che si arricchiscono ai danni della credulità popolare e che in una società intellettualmente più matura sarebbero mandati a lavorare in miniera privi di alcun fondamento scientifico. Sono stanco di vedere (possibilmente quelle della Cina o della Russia, dove le esplosioni di grisù sono più frequenti).
Sono stanco degli imbecilli che festeggiano l'arrivo del nuovo anno sparando petardi che sono autentiche bombe, in grado di far tremare i vetri delle case e di scuotere il sistema nervoso di uomini e animali. Soprattutto non provo nessuna compassione, quando sento il bilancio di dita e mani amputate di uomini adulti, che ogni primo gennaio il telegiornale sciorina come un bollettino di guerra. Fatti salvi i bambini e i ragazzini (criminale chi gli vende gli armamenti!), sono contento che ai tanti maggiorenni, mutilati dai petardi da loro stessi esplosi, restino infiniti giorni nel corso dei quali riflettere sul fatto se provocare esplosioni sia poi vero divertimento.
Sono stanco degli spettacoli televisivi di fine d'anno, con un presentatore infreddolito, giunto finalmente alla mezzanotte, che fa il conto alla rovescia ostentando una felicità studiata, mentre tutto l'armamentario di ballerini, cantanti e figuranti fa il solito insopportabile trenino, storpiando le solite canzoni brasiliane, in un tripudio di coriandoli e luci stroboscopiche. Sono stanco di ascoltare i soliti cantanti che intonano, o stonano, le solite canzoni di sempre. E a proposito: qualcuno sa spiegarmi come mai Orietta Berti, che era già una cantante affermata quando io ero un bambino molto piccolo, ora che vado verso i quarantaquattro anni sembra molto più giovane di me? Sono io che sto invecchiando male? Che mistero e che mistificazioni si celano oltre le telecamere?



Caro amico del web,  ti chiedi come mai Orietta Berti la trovi sempre più giovane?..CHIRURGIA PLASTICA..fa parte del progresso .. e lo sai !Buon Anno anche a te!

ANNAMARIA...a dopo

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RELAZIONI AMOROSE SUL POSTO DI LAVORO..

Brad Pitt e Angelina Jolie sul set, il presidente Kennedy e Jacky durante un'intervista, Britney Spears e Justin Timberlake durante uno show... Anche le coppie famose si sono formate al lavoro!
Ma non c'è bisogno di essere una star per conoscere i brividi di una liaison in ufficio. Secondo uno studio condotto dal sito di offerte di lavoro Monster, un Europeo su due avrebbe avuto una storia con un(a) collega!
Di buone ragioni che ci spingono a fare il salto ce ne sono, e tante! Ma non dimentichamo i  rischi da considerare prima di lasciarci andare sulla fotocopiatrice con il vicino d'ufficio! 


Leggiamo le spiegazioni dello specialista e scopriamo cosa è successo a ..Carla  e Stefano , colleghi innamorati.

L'incontro




Incontro in ufficio, testimonianza, coppia al lavoro
Carla (33 anni) e Stefano (35 anni) lavorano per una grande compagnia di assicurazioni e sono insieme da due anni. Si sono incontrati al lavoro. Uno sguardo alla loro storia. 


L'incontro
Carla: "Ci eravamo visti varie volte per lavoro e ci chiamavamo regolarmente per motivi professionali. Andavamo d'accordo, ma niente di più. Poi mi sono ritrovata a lavorare nel reparto di Stefano e in collaborazione diretta con lui, che diventava quindi il mio capo. Le mie colleghe mi hanno fatto notare che non era niente male, ma non ci ho fatto caso... all'inizio!"


Il colpo di fulmine




seduzione al lavoro, sedurre un collega in ufficio
Carla: "Non c'è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Ma ho cominciato ben presto a rendermi conto che stava succedendo qualcosa di speciale. Non mi dava fastidio, ma non mi sembrava normale. Ci punzecchiavamo, scherzavamo e cercavo dei pretesti per passare più tempo con lui."


Stefano: "Lavorando in coppia, eravamo tutto il tempo da soli. Questo ci ha avvicinati. Ma non ho voluto insistere, ero un po' sulle spine per colpa della mia posizione rispetto a lei. Avevo paura che mi accusasse di molestie sessuali! Ma dopo sei mesi, subito prima di una serata organizzata dall'azienda, non abbiamo resistito più!"


La reazione degli altri




Relazioni amorose in ufficio, lo sguardo degli altri
'Stefano: "E' stato in quel momento che siamo stati poco furbi e ancora meno discreti... Dei colleghi si sono resi conto, durante quella famosa serata aziendale, che non eravamo più semplici collaboratori! Alcuni pettegolezzi hanno cominciato a circolare. Il nostro capo è venuto a parlarcene senza rimproverarci nulla. In compenso, era chiaro che il lavoro non doveva risentirne e bisognava assolutamente evitare che alcuni pensassero che Carla beneficiava di favoritismi da parte mia."


Carla: "La nostra storia ha suscitato alcuni pettegolezzi perché certi colleghi si divertivano a entrare nel nostro ufficio senza bussare, sperando sicuramente di sorprenderci in flagrante delitto di intimità! Che delusione per loro…"


Separazione vita privata/
vita professionale




Vie privée et vie professionnelle
Carla: "All'inizio parlavamo sempre di lavoro... abbiamo fatto fatica a smettere. E poi, non appena c'era un disaccordo su una pratica, le discussioni potevano diventare più animose del normale. Abbiamo dovuto imparare a ricostruire la nostra relazione al di fuori del contesto lavorativo."


Stefano: "In effetti, ognuno di noi ha dovuto trovare i propri punti di riferimento quando siamo andati a vivere insieme. Ci conoscevamo solo sul lavoro. Non sapevamo come potesse essere l'altro allo 'stato brado', nella sua vita privata. Abbiamo parlato a lungo, ci siamo fatti tante domande per conoscerci meglio."




Cos'è successo poi




Relazione con un collega, amore e lavoro, futuro
Carla: "Alla fine ho cambiato servizio ma in modo progressivo. Lavoriamo ancora insieme ma non c'è più nessun legame gerarchico tra di noi. Ormai la frontiera tra lavoro e casa è molto più netta."








perchè succede


Che bello andare a lavorare!

 
Felici al lavoro, il piacere di andare in ufficio
Ho voglia di andare a lavorare!
Chi l'avrebbe mai detto? La sveglia suona alle 6 del mattino, quando fuori fa ancora buio e piove, ci svegliamo col sorriso sulle labbra e saltiamo dal letto impazienti di andare a lavorare come bambine la mattina di Natale. Mentre prima contavamo i giorni che ci separavano dal week end, ora ci sorprendiamo a temere il fine settimana, che ci separerà del nostro flirt... 


Mi faccio bella tutti i giorni
Ancor più incredibile, abbiamo voglia di fare gli straordinari e troviamo scuse fasulle per restare più a lungo in ufficio. Senza dimenticare il guardaroba da sabato sera, sfoggiato sin dal lunedi' mattina. Ma che succede? E' quel che si chiama l'effetto "amante in ufficio"!  


Il capo è felice!
Che sia il tuo fidanzato attuale o una potenziale preda, il collega che ti piace diventa un vero e proprio motore. E' una delle principali ragioni del tuo sorriso, mentre vai a lavorare. Insomma, l'ufficio è diventaro un luogo di appuntamenti quasi quotidiani. E, a parte voi due, chi altri ne è felice? Il capo! Non ti è mai visto cosi' positiva e grintosa.


Un'esperienza in comune

 
Ambizione, emulazione, motivazione e lavoro
A forza di passare in media 220 giorni all'anno al lavoro è logico che questo venga considerato come un delle priorità della propria esistenza.


La dimensione affettiva
Per alcuni, l'ufficio diventa una succursale di casa propria. Vi si installano foto, piante, vestiti di ricambio, la propria tazza preferita, bustine di tè, cd da ascoltare mentre si lavora... I colleghi diventano amici e spesso si conclude la giornata andando a bere qualcosa con loro.
E' normale, in fondo sono tante le cose in comune: lo stesso capo, gli stessi problemi, gli stessi colleghi rompiscatole, le stesse rivendicazioni e le stesse pratiche, lo stesso stress e gli stessi orari di lavoro impossibili... Insomma, ci si capisce e si puo' parlare senza dover spiegare la situazione dal principio per commentare quel che è successo oggi in ufficio! 


Associarsi e... capirsi
Tutto cio' è ancora più vero per un uomo e una donna che cominciano una relazione intima. Lavorando per la stessa impresa, i i punti in comune aumentano e diminuiscono i rischi di incomprensioni reciproche. Ciascuno capisce meglio gli obblighi professionali dell'altro e li rispetta. O meglio ancora, li incoraggia. E non esitano a chiudersi in un ufficio a spremersi le meningi fino all'alba per perfezionare un dossier, finire una presentazione in powerpoint o trovare la soluzione a un problema. In questo modo condividono tutto, e non solo il lavoro.


Il fascino del proibito

 
Proibito ed eccitazione, lavoro, ufficio
Una relazione eccitante
Un corpo a corpo nell'armadio della cancelleria, un bacio rubato in ascensore, una carezza veloce sulla fotocopiatrice, una pausa pranzo nell'hotel di fronte all'ufficio... Tutti cliché che rendono la prospettiva di una liaison in ufficio ancora più eccitante. L'esaltazione aumenta quando la storia riguarda due persone dello stesso servizio, o quando ci sono rapporti gerarchici ben determinati tra i due piccioncini. Si cade allora in piena fantasia erotica: il capo con la segretaria, la donna d'affari super sexy e l'uomo che lava i vetri del palazzo...


La foga è al culmine quando ci si rotola sulla moquette con il proprio nemico numero uno: il colega che ha avuto una promozione al posto nostro, l'avvocato della parte avversa.. come nei film! Abbiamo l'impressione di trasgredire a un divieto (vero e proprio afrodisiaco) mentre in realtà divieto non c'è! Nessuna legge o regolamento vieta una relazione intima tra due collaboratori. Quindi brividi garantiti e nessun rischio...a livello legale, almeno!


Voci di corridoio...

 
Voci di corridoio, pettegolezzi, chiacchiere in ufficio
Voci di corridoio
Come tutti sanno, le notizie vanno veloci in ufficio e la macchinetta del caffé è spesso il quartiere generale dei pettegolezzi. Non farti illusioni, la tua scappatella nell'ascensore bloccato con il nuovo stagista o il bacio
scambiato con il capo nel parcheggio non sono sfuggiti al radar dei pettegolezzi. E molto presto, si comincerà a parlare di te...



E le loro conseguenze
Se sai affrontare la situazione e ti senti abbastanza forte da ignorare le voci sul tuo conto, benissimo. Ma preparati al peggio. Non solo la tua relazione verrà resa nota a tutte l'azienda, ma verrà messa a nudo, analizzata e deformata. E' possibile che tutto questo abbia delle conseguenze sulla tua reputazione e sulla tua vita sentimentale. Senza parlare del fatto che anche le tue competenze professionali saranno messe in discussione. 

Le malelingue non si faranno scrupoli a dire di te che sei il classico caso di "promozione da camera". Non è giusto, ma cosi' è la vita. Ma non ti preoccupare, tra qualche settimana ci sarà qualche altro malcapitato al centro dei loro pettegolezzi!




La perdità di credibilità professionale

 
Credibilità professionale, relazioni con un collega
Come abbiamo già detto, nessun testo di legge vieta le relazioni tra colleghi. In compenso, è possibile licenziare un impiegato se viene provato che la sua relazione nuoce al lavoro che svolge. Ma se queste relazioni non sono ufficialmente proibite, sono viste raramente di buon occhio dalla direzione e dai colleghi. I capi possono temere che la coppia sia meno produttiva, che la loro intimità influisca sul lavoro e deconcentri i due protagonisti e gli altri impiegati.


Una situazione complessa
Se i due innamorati hanno un legame gerarchico, la situazione puo' diventare ancor più complessa. La direzione puo' pensare che il "superiore" approfitti della situazione.  L'espressione "molestie sessuali" verrà presto evocata e la denuncia della "vittima" in caso di rottura, temuta. La persona della coppia dal grado più elevato verrà sospettato di scarsa obiettività e le eventuali promozioni del(la) suo/a subalterno/a-amante considerate a lungo dalle Risorse Umane e dagli altri impiegati.


Ma perché mi spostano di reparto?!
Accade quindi abbastanza spesso che i Romeo e Giulietta che lavoraro nello stesso ufficio vengano spostati in due reparti diversi. Per evitare questo tipo di problemi, la discrezione è altamente raccomandata ai lavoratori innamorati, cosi' come una grande professionalità, per evitare di mostrare il fianco alle critiche e alle proteste.



Un equilibrio delicato
da trovare

 
Relazione sentimentale al lavoro, frequentare un collega
Evito le trappole
Se è molto piacevole raccontare la sera al proprio uomo gli ultimi pettegolezzi in ufficio, è meglio non lasciarsi intrappolare in una relazione nella quale tutto gira attorno al lavoro. Il partner ha una personalità, dei gusti e delle abitudini che esulano dal contesto lavorativo.



Scoprilo sotto un altro angolo quando passate insieme il week-end: non pensavi che dietro il signor amministratore delegato sempre in giacca a cravatta e dalla parlantina sciolta si nascondesse un aficionado del calzino col buco, della musica tecno a tutto volume e della zombie-attitude davanti a una partita di calcio! Lo shock puo' essere fatale e portarti a realizzare che, all'infuori del lavoro, non avete molto in comune... 


Separare i due universi
Afficnhé la coppia sopravviva, è indispensabile lasciare i problemi e le preoccupazioni legate all'ufficio al di fuori delle mura domestiche. Sarebbe un peccato che le tue serata al lume di candela si trasformassero in una sfilza di recriminazioni sul caso Pincopallino! E viceversa, la tua credibilità preofessionale potrebbe subire un duro colpo in caso di crisi isterica causa tavoletta del water non abbassata! Senza dimenticare il rischio di una certa tensione dovuta alla rivalità nel caso di una promozione, un trasferimento o un aumento di stipendio. In tutti questi casi non è facile perdonare il proprio rivale e fargli i complimenti per un posto che si voleva per sé.




Le difficoltà in caso
di rottura

 
Rottura relazione con un collega, in ufficio, collega e ex
Già alla base, non è facile superare una separazione in amore, ma immagina quanto è dura se incontri ogni giorno nel corridoio l'imbecille che ti ha lasciata o il poveretto che hai mollato! La relazione è finita ma è difficile farsene una ragione se devi sopportare tutti i giorni di averlo davanti agli occhi, lui e i suoi sguardi supplicanti, le sue frasette sarcastiche o, ancora peggio, le sue nuove conquiste! Non solo la guarigione sarà più lenta ma sarà anche dolorosa e difficile.


Gestire la separazione
E anche se riesci a far finta di nulla in ufficio, le malelingue non esiteranno a dare la colpa di ogni minima mancanza o errore alla recente rottura. E se lavori nello stesso servizio del tuo ex, l'atmosfera non sarà più la stessa e ogni minimo conflitto potrà degenerare, puoi scommetterci! Forse è il caso di fare un pensierino su un eventuale trasferimento, di piano, di incarico o addirittura di lavoro.


Cosa dicono gli altri
Di colpo, ti ritrovi nei panni di una star la cui vita viene esposta ai quattro venti. Tutti avrenno qualcosa da dire sulla faccenda: "L'avevo detto io! Adesso vedremo se continuerà ad avere aumenti di stipendio e promozioni…".
Quindi attenzione: pensa a queste dolorose conseguenze, prima di fare un bocca a bocca al contabile dell'ufficio accanto! Anche se è super sexy!


Lo specialista: un parere neutrale



Incontri più facili

 
Loïc Roche
Dottore in psicologia e professore di management, Loïc Roche ci aiuta a capire meglio i meccanismi dell'amore al lavoro.


E' suo parere che sul luogo di lavoro ci vogliano solo 4 mesi, in media, per trovare un partner sessuale. Mentre nella vita extralavorativa, i mesi diventano 6 o 12. Come si spiega? 
Affinché un incontro avvenga, ce ne deve essere l'opportunità. Nella vita di tutti i giorni si fanno pochi nuovi incontri. Si vedono sempre le stesse persone. Il lavoro, invece, èun luogo molto propizio. Vi incontriamo tante persone diverse. Persone che conosciamo da anni o nuovi arrivati. E' stato calcolato che per trovare un partner sul posto di lavore ci vuole la metà o un terzo del tempo che al di fuori di questo.  


Come si spiega che "più si occupa un posto importante, più si seduce in basso"? E' un'affermazione che vale per entrambi i sessi? 
Il potere esercita un fascino non da poco. E' una specie di "afrodisiaco". Uno studio americano dimostra che su due donne che hanno avuto una relazioni in ufficio, almeno una l'ha vissuta con il suo capo. E, se questo accade per i manager e le donne a loro subordinate, la stessa cosa avviene tra una donna gerarchicamente superiore e un uomo ai suoi ordini.
Ancora più curioso è il fatto che sembra che nelle persone che ricoprono ruoli importanti, l'attrazione funzioni in senso inverso e cioè verso il "basso" della gerarchia. Tra le coppie "atipiche" troviamo quella del direttore generale con la centralinista. O della capa servizio con l'operaio.


Esistono settori professionali nei quali le occasioni di avere una relazione sono più numerose? 
Se mettiamo fuori gioco lo show business e i media (in misura minore) - che battono tutti i record - ci sono vari ambienti lavorativi che "favoriscono" più di altri le relazioni intime. Tra questi troviamo il settore medico. Dato che lavorare tutti i giorni in mezzo alla malattia e la morte non è cosa da nulla e spinge le persone ad avvicinarsi e stringere legami più forti per resistere alla pressione imposta da questo mestiere. Poi troviamo tutte le imprese innovative, che riuniscono persone molto motivate e che condividono una stessa passione, una passione che tende a straripare e a "contagiare" le persone circostanti.


Come spiega l'aumento delle relazioni sul lavoro? In parte con il livello sempre più alto di stress e di pressione sul posto di lavoro e in parte con la sempre maggiore asetticità delle relazioni umane sul lavoro (ci si parla tramite email, c'è poco rispetto reciproco). Per uomini e donne, sviluppare relazioni forti, soprattutto intime, è un modo per ricostruire il lato umano dell'ufficio.






Il luogo privilegiato
dell'adulterio

 
Adulterio al lavoro, tradire con un collega
Secondo lei, una persona avrà in media un nuovo partner sessuale scelto nel proprio ambiente di lavoro ogni sette anni.
Questo numero ricorda la famosa crisi del settimo anno di ogni coppia... Secondo i suoi studi, il lavoro è il contesto privilegiato dell'adulterio? 

La routine, la voglia di guardarsi intorno... tutto cio' porta ciascuno di noi, un giorno - tranne alcune eccezioni - ad avere voglia di tradire il proprio partner. Ma bisogna che l'occasione si presenti se vogliamo concretizzare questo desiderio. Per fare questo, ci sono tre luoghi principali: Internet, le vacanze (e le serate fuori) e... il lavoro!  


E' al lavoro che si passa la maggior parte del proprio tempo, si deve fare attenzione all'abbigliamento, a come ci si presenta, a quel che si dice e al modo in cui lo si dice... Perché ogni giorno si incontrano tante persone e volti nuovi. Il lavoro è un luogo privilegiato in cui si ha voglia di stabilire sempre più relazioni personali.


fonte-al femminile





E tu, potresti prenderti una cotta per un collega? 

http://digilander.libero.it/woman660/blog/PC.gif







Dedico questo articolo a S. e V. ....23 anni d'amore?...
Lui (ormai in pensione) recentemente le ha inviato questa mail :



Ciao,
potevo dimenticarmi di questo giorno? Certo che no! Non l'ho fatto
neanche l'anno scorso anche se non sono riuscito a sentirti;da 23 anni
ti sono vicino e lo sai e quindi ti faccio un grande augurio di BUON
COMPLEANNO,goditi la festa e se puoi ricordati di chi ti vuol bene
rispondendo a questa mia mail.
Ti abbraccio.
Ciao
S.


e lei ha risposto (ancora al lavoro)
Grazie 1000, sono contenta che tu mi abbia scritto, non dimentico mai le
persone care.
V

http://www.catalist.it/CLIP-ART/punto-interrogativo-thumb5370343.jpg 

ANNAMARIA...a dopo









Loituma - Ieva's polka, Ievan Polkka good sound

QUESTA CANZONE HA AVUTO MOLTO SUCCESSO IN INTERNET. MOLTO CARINA..!in questo video ballata da stanlio e ollio, più sotto l'originale cantata dal gruppo e altre versioni








l'originale..per te, Viviana





Per i bimbi ..e per me





nei cartoni,ballata






ANNAMARIA ...a dopo

lunedì 28 dicembre 2009

DISPIRAZIONI scritto da S.MIGLIORE

Riflessioni poetiche del nostro amico ToTò


http://byfiles.storage.live.com/y1pxZJw7wJC_Bndc1XcIa94G-088AWTgn1HQAHWyiP-ngiAsKWeHE27X4BGo_ln9RVJb35iwfPjIsY
DISPIRAZIONI
L’amuri
nun s’addumanna
quannu c’è
e nun si po’ aviri
e ‘nà cunnanna.



http://euhefe.homestead.com/files/cefalea.jpg

traduzione

DISPERAZIONE
L’amore
Non si domanda
Quando c’è
E non si può avere
È una condanna


totò











CENONE S. SILVESTRO


http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2008/01/zampone_520.jpg

Ultim'ora

Capodanno: 117 euro a famiglia per il cenone

ROMA - Centodiciassette euro sara', secondo un sondaggio Confesercenti-Swg, la spesa media delle famiglie italiane per il cenone di Capodanno. Mentre cresce il numero di chi passera' il veglione di fine 2009 in vacanza in Italia o all'estero: saranno in 12 milioni e mezzo (10% rispetto al 7% del 2008). Secondo il sondaggio in casa, o presso amici e parenti, restera' il 79%. ''Per il cenone di San Silvestro il 43% di famiglie spendera' fino a 75 euro, il 31% fino a 125 euro, il 20% fino a 250 euro. La stima media sara' di una spesa attorno ai 117 euro (il 15% in piu' del 2008)''. Il 4% del campione - spiega Confesercenti - dichiara che trascorrera' le ultime ore del 2009 al ristorante, il 3% in discoteca. Ma c'e' anche un 3% che dichiara di non prevedere festeggiamenti a causa della mancanza di soldi (era il 4% nel 2008). Per chi ha scelto la vacanza fuori le mura di casa (sono il 3% in piu' del 2008) il soggiorno in Italia o all'estero sara' di sei giorni in media: un turista su 5 puntera' su mete europee con in testa Spagna, Austria, Francia e Germania, mentre il grosso dei vacanzieri si muovera' per l'Italia. Privilegiando Trentino-Alto Adige, Piemonte, Lombardia e Veneto.
http://milano.blogosfere.it/images/fuochi.jpg La spesa media si attestera' attorno ai 683 euro a persona. Citta' d'arte e montagna - secondo il sodaggio - la faranno da padrone.(ANSA)


ANNAMARIA...a dopo

Un social network per i tradimenti





È boom (anche) tra gli italiani

Centomila iscrizioni in due settimane per il sito dedicato
a chi cerca una relazione extraconiugale


L'home page di Gleeden
L'home page di Gleeden
MILANO – In poco più di due settimane, già 100.000 membri: è boom di iscritti per Gleeden, sito dedicato agli incontri extraconiugali. Il sito, lanciato dalla società americana BlackDivine, è attivo in 158 Paesi. La "palma" degli infedeli spetta ai francesi (62.000 iscritti), seguiti da italiani e belgi.

AAA TRADIMENTO CERCASI - Un occhio ai profili, un altro alle statistiche e l'identikit del traditore-tipo è presto fatto. È uomo (come il 68% degli aderenti), ha 39 anni (l’età media registrata), una buona posizione sociale (il 34% si presenta come quadro). Molti anche i medici, che rappresentano il 17%. Le donne, invece, sono ancora minoritarie: per loro, l'età media è di 34 anni. Al sito, dedicato a chi cerca una relazione extraconiugale, possono iscriversi anche i single. Che però non paiono molto interessati alla novità: solo il 13% degli utenti dichiara di non essere in coppia.

ANONIMATO? NON SEMPRE - «Il tradimento riguarda tutte le persone e tutte le coppie, ma resta ancora un argomento tabù. Il segreto del nostro successo è aver portato questo tabù alla luce del sole», spiega Teddy Truchot, direttore di BlackDivine, in un'intervista al quotidiano francese
Le Parisien. Ogni giorno il sito riceve circa 1.500 nuove domande di iscrizione, qualche centinaio di mail di incoraggiamento e, almeno fino ad oggi, nessuna di protesta. Molti cercano l'anonimato, si presentano con foto tagliate o sfocate. Altri invece non hanno di queste remore: «Molte persone sposate si dicono che di certo il loro partner non sarà iscritto al sito. Poi ci sono quelli che, d'accordo con il proprio compagno, cercano una terza persona per vivacizzare la loro vita di coppia».

MASSIMA DISCREZIONE - Vista la peculiarità del servizio che offre, Gleeden ha rafforzato i controlli per proteggere i membri dalle infiltrazioni esterne. E creato uno speciale pulsante, chiamato Stop!, che permette di disconnettersi in tutta fretta nel caso di arrivo inaspettato del legittimo consorte.


fonte : corriere.it

ahhh la rete, i social network; guardate questo video

domenica 27 dicembre 2009

AUTOSTOP..racconto scritto da Paolo (seconda parte)



Amici , vi lascio alla lettura della seconda parte del racconto scritto per noi dal caro amico Paolo.
La prima parte del racconto è stato pubblicato il 15/12..buona lettura!!.


https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjG1ZDjshqxHqRPehPi96mPuZ_qRG5x85COT0g2hYQwBtHmGGwggrxlONa-G5M2xo-JzHqgzyjfqEQAbAUlsRzHHFT8t0_dnj8weNIzCopfwM_de_IwRnAPaCEV7HkQ0zPVSyydMAANPsvl/s320/autostop.jpg



http://lh4.ggpht.com/__WQpr7FJtfY/SY8qUNlM4UI/AAAAAAAAGM4/fjeSv-8Xt2Y/DSCF2971.JPG
(La sorpresa)



I negozi in via Maqueda somigliano a quelli in via Sarpi a Milano, vecchi negozi
gestiti da gente nuova che varcate le frontiere con la speranza nel cuore e il futuro tra
le mani, ha portato in queste vie un pezzo del loro mondo, del loro colore.
Passiamo sotto un arco che da accesso ad un cortile dove, non lo diresti mai, ci sono
delle piccole vetrine che sembrano uscite da un buco nel tempo.
Una di queste espone gocce di vetro, vecchi lampadari, vecchi orologi, vecchi specchi
incorniciati nel legno. O sono antichi? Non sai quanto in via Maqueda sia vecchio e
quanto sia antico vista l'apparente incuria di case e palazzi.
Mi chiedo se il treno del giubileo abbia saltato delle fermate. A Palermo, e in questa
via secolare, di sicuro la fermata è stata facoltativa. Nessuno ha pigiato il campanello
di stop.
Nel negozio entriamo spingendo una porta di vetro, incornicita in un metallo colorato
di verde. Il proprietario ci accoglie con una cordialità misurata. Ha una barbetta che
copre appena il mento e baffi canditdi. Porta piccoli occhiali tondi, scivolanti sulla
punta del naso. A Saro stringe la mano con calore, si conoscono da tanto tempo e,
quando vengo presentato, l'espressione inizialmente diffidente, con cui mi aveva
radiografato, sembra attenuarsi.
La mia attenzione è attratta da un orologio che sa di antico. Mi soffermo a guardarlo
nei particolari, ascoltandone il ticchettio. E' un orologio da tavolo, o meglio da comò,
la scatola che lo contiene è in un legno appena venato.
Nel frattempo Saro sta confabulando con il negoziante. Nel guardarli noto che a loro
volta mi guardano e direi quasi che stanno parlando di me. Sorrido ed ecco che mi
vengono vicino.
“Le interessa quest'orologio?”. Il cenno positivo della mia testa invoglia il
commerciante a fornirmi informazioni sull'oggetto a cui sono interessato.
E' un orologio inglese dell'inizio del secolo scorso, mi fa sentire il suono che produce
allo scoccar delle ore, un suono profondo, armonico, come se a produrlo non fosse
una sola lamina ma tre, come in un accordo di pianoforte.
M'informo sul prezzo. I 130 € che chiede non sono molti e a mio parere l'orologio,
uno modello Westmnister, credo li valga tutti. Saro tace, il suo silenzio invoglia il
negoziante ad abbassare il prezzo, 120 € che pago volentieri.
Nel confezionarlo in una scatola di cartone, aggiungendo pezzi di carta di giornale
appallottolati per riempir gli spazi vuoti, mi raccomanda di dare sempre la carica alle
due molle del meccanismo, almeno ogni due giorni e comunque di stare attento a che
non si fermi per più di otto ore. Comincio ad aver dubbi sul funzionamento e quasi mi
leggesse nel pensiero mi accenna a cose strane che potrebbero accadere se
l'eventualità dovesse verificarsi.
Quasi sorrido al pensiero di quello che mi dice.
Se l'orologio si ferma ore, si ferma anche il tempo e il giorno dopo ieri non sarà l'oggi
che è arrivato. Sarà ancora il giorno prima o due o tre, in rapporto al tempo di blocco
e partire dall'ultima volta che è stato rimesso in funzione.
L'idea mi piace. L'espressione probabilmente traspare dal mio viso. Saro fa “non
dimenticare di dare la corda, non è un caso che stai portando via quell'orologio”.


Prendo il mio pacco, stringo la mano al venditore e con Saro usciamo in strada.
Odori di roba da mangiare sollecitano il palato attraverso il naso. Vista l'ora, quasi
mezzogiorno, è naturale. D'intesa entriamo in un ristorantino affollato da giovani
colorati nei vestiti e nei volti.
Alla giovane cameriera che prima ci aveva indicato il tavolo a cui accomodarci,
ordiniamo due pizze, una Norma per me e una Margherita per Saro, accompagnate da
due birre, che i dietologi sconsigliano, ma il palato non disdegna.
Al secondo boccone il telefonino trilla. “Pronto si, dimmi... come cancellato? Han
cancellato tutti i voli della Myair? Fammi sapere... Ho capito hai già prenotato un
volo per dopodomani. Ma non potrò venirti a prendere, ho un appuntamento dal
magnifico che ho fissato un mese fa. D'accordo ti organizzi da solo. Ciao.”
Spiego a Saro l'accaduto, mi ricorda i suoi lunghi viaggi in treno nel breve periodo
che era stato in continente.
Allora si scendeva a Villa S.Giovanni, si traghettava portandosi appresso le valigie a
braccia, tra la pensilina del treno e l'imbarcadero del traghetto, o aiutati da un
facchino. Tragitto invertito per passare dal traghetto al treno.
Oggi i traghetti caricano treni interi in meno di mezz'ora. Facchini e lustrascarpe sono
stati cancellati.
Ricordo quando si bigiava a scuola e si saliva sul ferry boat senza pagare il biglietto.
In che modo? Si saliva su un treno diretto al “continente” nella stazione di Messina,
poi una volta che il treno era sul traghetto, dove nessuno ha mai controllato i
documenti di viaggio dei passeggeri scesi dai vagoni, si scendeva per passeggiare sul
ponte del traghetto. (L'altro, ponte, di cui da anni si vendono le cartoline, dopo mezzo
secolo resta di carta e, come i draghi cinesi che ingoiano i passanti al loro passare,
ingurgita soldi alimentando sogni).
In primavera, a bordo dell'imbarcazione, ci si gustava il primo calore del sole e il
dolce sapore del mare, nella traversata. Dopo aver trascorso a girovagare la mattinata
a Villa S.Giovanni, si saliva su un treno diretto in Sicilia e il gioco era fatto.
Aera un modo per trascorrere una piacevole mattinata a basso costo, al riparo dagli
occhi di conoscenti che avrebbero potuto raccontare la cosa ai genitori ignari.




 (Il ritorno)
Ripenso a quanto detto dal commerciante e a quanto aggiunto da Saro dopo a
proposito dell'orologio. Ne vorrei parlare mentre siamo ancora a tavola, ma lui
svicola il discorso, si guarda in giro per il locale come a farmi capire che i tavolini
sono troppo vicini gli uni agli altri.
Allora dico “Che facciamo? Torniamo a S.Maso?”
“Facciamo due passi, aiutano a digerire”, mi risponde.
Pagato il conto alla cameriera a cui ho lasciato il resto come mancia, che lei ricambia
con un sorriso scalda cuore, usciamo in strada. Io con il mio pacco infilato in una
borsa di plastica ricuperata al ristorante, Saro con le mani dietro la schiena a
testimoniare la soddisfazione per il pranzo, ma vuote dei documenti che sperava gli
risolvessero un problema.
Non abbiamo bevuto il caffè di rito e, vista la calura, entriamo in un bar. Ci sediamo
ad un tavolino isolato.
Prima di ordinare stabilisce che a pagare stavolta tocca a lui, non vive a scrocco.
Appoggiandogli una mano sulla spalla, lo rassicuro che non l'ho nemmeno pensato,
anzi gli son grato per le cose che mi racconta.
“Dunque” dico “quest'orologio ferma il tempo? Non si ferma lui, ovvero non smette
di misurare?
Sorridendo mi fa “Un metro cosa misura? Una lunghezza. Quando metti via il metro
la lunghezza che fa si allunga? Si accorcia?”
“Ma dai Saro, una lunghezza non è come il tempo, una lunghezza è stabile e
altrettanto il metro.”
“Ecco è questo il punto, l'orologio misura in movimento, deve muoversi al ritmo del
tempo, se l'orologio si ferma, il tempo finisce per diventare come un disco in cui la
puntina legge sempre lo stesso solco. Alla ripartenza riparte dal punto in cui è stato
attivato l'ultima volta il meccanismo.”
Incredibile quest'idea nella bocca di un pastore contadino.
“Allora tutti gli orologi del mondo cosa misurano se il tempo è fermo?”
Ride, “nessuno degli orologi del mondo è quest'orologio, questo funziona così. Vuoi
far la prova?”
Pagato il barista, e ritrovata l'auto senza l'aiuto della mappa, ci si avvia verso S,Maso,
Dopo una decina di chilometri in autostrada dico “in questo momento l'orologio è
fermo, il biglietto che ho ritirato al casello indica le 15,07, se all'uscita saranno
ancora le 15,07 dovrò pagare una multa per eccesso di velocità?”
“Non è così che funziona. E poi non è ancora tuo, la cosa vale solo dopo la tua
personale prima ricarica o la tua personale messa in funzione.”
Come entro in casa mia moglie non vedendo il nipote che doveva tornare con me,
chiede ragguagli anche se qualcosa già sa. Le spiego l'accaduto, sa già tutto per aver
parlato con la sorella e con il nipote. Mi chiedo a cosa sia servita la mia versione.
Ha già provveduto a dare indicazioni per cercare di recuperare i soldi del biglietto.
Ormai siamo clienti fissi all'Adiconsum. Da un po di tempo ci sembra di vivere tra
soprusi discriminatori e piccole truffe legalizzate in nome del libero mercato.
Quando lo sguardo va al pacchetto poggiato sul tavolo in cucina chiede “cos'hai
comprato? Scommetto un orologio”.
“Che? E tu come fai a saperlo?”
“Mi sembri Houke, il Capitano Uncino di Peter Pan, quando ti piace un orologio lo
porti a casa. Che vuoi fermare il tempo per paura d'invecchiare? Attento ai
coccodrilli”
“Bhè in questa casa non c'è ne sono, ne coccodrilli ne orologi”.
“Ci sono, ci sono. Coccodrilli no, ma orologi si. Uno è di la sul televisore, uno dentro
la vetrina, uno in cucina. Questo dove lo metti?”
“Aspetta a vederlo, poi mi dirai tu.”
Così dicendo inizio a spacchettarlo. Lo metto diritto sul tavolo. Apro il portello
posteriore e visto che le molle sono state caricate da poco, mi limito a toccare il
piccolo pendolino interno, lasciandolo oscillare.
Poi apro il l'antina in vetro e prima di regolare l'ora mi fermo sulla tacca delle 17,00 e
il suono del big ben si diffonde nella stanza.
Concordando con me sulla pienezza del suono, appena sente quanto l'ho pagato
aggiunge “e pretendi che funzioni perfettamente con quel prezzo lì? Povero Pà
quanto sei credulone, basta che una cosa costi poco e te la porti a casa”.
“Poco 240.000 lire?”
“Ohè la lira ormai esiste solo per te e quello lì al governo quando annuncia degli
stanziamenti di spesa. Euro, ragazzo, euro. Forse si e no 120.000 lire, sei proprio un
affarista”.
Ecco, devo ricordarmi di dar sempre la corda per evitare il ripetersi di certi momenti.




PAOLO






















































TEST : COME SARA' IL TUO CAPODANNO?


Ci avvicianiamo al capodanno, una festa dove pare obbligatorio stare in mezzo a tanta gente, ridere e fare un po’ i giullari..  È una ricorrenza sforzata o è bello prepararsi, farsi belli, e, almeno per una sera, uscire lasciando i pensieri a casa? Il bacio sotto il vischio, i botti, sono da attendere, da accettare o da subire? Ovviamente non esiste una risposta esatta; si tratta di un mix di sensazioni, di sentimenti, di desideri che si alimentano tutto l’anno o che sorgono spontanei pochi momenti prima dello scoccare della mezzanotte. Che ci sia molto o poco da festeggiare, non dipende solo dagli avvenimenti mondiali, dipende anche e soprattutto da noi. È vero che Lucio Dalla canta “l’anno che verrà tra un anno finirà” però sta a noi riempire i giorni del calendario con le nostre azioni, le nostre emozioni, insomma con la nostra vita. Ecco allora che la festa di capodanno può essere vissuta come meglio si crede, senza obblighi né divieti. Nessuno ci obbliga o ci vieta di comprare il biglietto di una lotteria, eppure il farlo ci permette di sognare e sognando si può iniziare a progettare. E tu come vorresti trascorrere il capodanno?

Test: Anno nuovo, vita nuova?


1) Dove vorrebbe abitare un pupazzo di neve?
a) tra la neve
b) al caldo, senza sciogliersi
c) in un altro pianeta

2) Un laureato ha di fronte:
a) una vita da precario
b) fatiche e successi
c) discrete possibilità

3) Anno nuovo:
a) prudenza
b) ti butti
c) sarà quel che sarà

4) Queste feste ti hanno lasciato qualche chilo di troppo:
a) prenoti una beauty farm
b) da lunedì a dieta
c) vai bene anche così

5) A capodanno vorresti stare da solo:
a) esci per paura di deprimerti
b) esci per evitare commenti dei conoscenti
c) stai in casa da solo

6) Il numero 3:
a) è il numero perfetto
b) viene dopo il 2
c) viene prima del 4

7) Le renne di Babbo Natale sono felici perché:
a) lavorano un solo giorno l’anno
b) sono gli animali più veloci del mondo
c) hanno un capo buono

8) Un cenone è super quando:
a) impieghi due giorni a prepararlo
b) impieghi due giorni a digerirlo
c) è originale 

9) Pensa a te e all’acqua. Hai immaginato:
a) di bere
b) di nuotare
c) a te sotto la pioggia, con l’ombrello

10) Chi fa un regalo:
a) è più felice di chi lo riceve
b) è stanco per lo shopping
c) se ne aspetta uno in cambio

11) Un capodanno senza neve:
a) si può sperare in una Befana nevosa
b) sembra una coca cola svanita
c) è meno scivoloso

12) Un amico ti ha fatto un torto gravissimo; al brindisi pensi:
a) a tutto meno che a lui
b) a lui; che l’anno nuovo gli porti… non propriamente cose bellissime
c) a lui; che l’anno nuovo gli porti saggezza

13) Basta il pensiero?
a) penso di sì
b) penso di no
c) non pensarci neanche!

14) Brindi in bicchieri:
a) di plastica; sono più pratici
b) del servizio bello; è un’occasione speciale
c) qualsiasi; l’importante è quello che c’è dentro

15) Preferisci passare il tuo compleanno:
a) in casa con la famiglia
b) in un locale con gli amici
c) come capita

PUNTEGGIO
Domanda A B C
Domanda
A
B
C
1)
1
3
2
2)
2
3
1
3)
1
2
3
4)
2
1
3
5)
2
1
3
6)
1
3
2
7)
3
2
1
8)
1
3
2
9)
1
3
2
10)
1
2
3
11)
3
1
2
12)
1
2
3
13)
3
2
1
14)
2
1
3
15)
1
2
3
SPIEGAZIONE
DA 45 A 36 PUNTI:
FESTA ADEGUATA
Se c’è una festa vi partecipi, se non c’è stai bene ugualmente. Sai adattarti alle varie occasione: alle serate frizzanti, sei spumeggiante anche tu; a quelle più tranquille, chiacchieri piacevolmente con poche persone o sai goderti un buon libro con un po’ di musica di sottofondo se le circostanze, cercate o subite, hanno fatto sì che tu sia da solo sul divano di casa tua. Il tuo non è opportunismo; è il credere che quando si sta bene con se stessi, si possa star bene in qualunque posto

DA 36 A 25 PUNTI:
FESTA ANTICONFORMISTA
Anticonformista puoi esserlo sia aderendo o addirittura organizzando feste dove tutto è a sorpresa, fuori delle regole, sia rifiutandoti di partecipare a qualsiasi veglione perché è la festa di capodanno in sé che è troppo ovvia per te. Può essere stressante un capodanno con brindisi tintinnanti, ma può esserlo altrettanto il cercare di evitarli a tutti i costi. Prova a cogliere queste occasioni per quelle che sono: non devi dimostrare niente a nessuno, neanche a te.

DA 24 A 15 PUNTI:
FESTA TRADIZIONALE
Sei in trepidante attesa delle feste “classiche”; le prepari, le pregusti, ti lasci prendere dai ricordi e pensi che l’atmosfera di queste occasioni sia unica e irripetibile. Tutti gli anni ricalchi i punti fondamentali: allegria per capodanno, sorprese a Pasqua, regalo per gli anniversari. A volte rimani deluso perché gli altri non sentono come te l’atmosfera appropriata alla data sul calendario. Nessuno vuole toglierti la gioia di queste feste, ma non pensi che anche gli altri giorni dell’anno possano riservarti occasioni speciali anche se impreviste o proprio perché impreviste, ancora più speciali?





ANNAMARIA...a dopo