mercoledì 23 maggio 2012

A CHI LO DO?...IL 5X1000!?


 Nel modello per la dichiarazione dei redditi (CUD, 730 o UNICO) troviamo uno spazio dedicato alla “SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”.
Compilarlo è semplice , basta  inserire il nome ,con relativo codice fiscale, la nostra firma ed è fatta.




Quante sono le associazioni no profit e Onlus,? E quante sono le aziende che offrono consulenze per costituirne una e, poi, ottenere le sovvenzioni? Impossibile censirle e a dirlo sono quegli organi che dovrebbero "mapparle". Possono essere mappate solo quelle costituite "ufficialmente" quindi quelle di cui se ne ha traccia. Delle altre invece, che sono diverse decine di migliaia, nulla è dato sapere.
Il sito  www.nonprofit.viainternet.org/ offre una panoramica, seppur parziale, della situazione in Italia e, a leggerlo, è davvero impressionante e si capisce perché, oggi, l'associazionismo no profit e Onlus sia diventato un vero e proprio business in grado di muovere diverse centinaia di milioni di euro ogni anno. Non c'è settore nel quale non sia presente l'associazionismo no profit, tutti, ma proprio tutti, sono "conquistati". 
Eccovi, pari pari, un commento di Enrico Crespi, su un argomento che ci interessa un pò tutti: le associazioni Onlus, le associazioni 'benefiche', quelle "no profit" e chi più ne ha più ne metta.


In Italia è difficile, se non addirittura impossibile, sapere quante sono e ancora più difficile conoscere i loro bilanci. Gran parte di esse sono dei carrozzoni magnasoldi tanto che, nell'anno di grazia 2009, c'è stata la corsa alla Onlus non per perseguire obiettivi nobili ma per "creare" poltrone, poltroncine e poltronacce e ottenere contributi, finanziamenti e sovvenzioni d'ogni tipo.


Una "corsa" tanto proficua che sono nate addirittura aziende "ad hoc" per la gestione e la cura dell'immagine. Che tradotto vuol dire creare eventi e/o manifestazioni per raccogliere fondi appellandosi alla generosità e facendo leva sui sentimenti. Fondi che, detratte le "spese", quasi sempre gonfiate, diventano "fondini" di caffè. Tant'é!


Impossibile quantificare quanto costano le Onlus al cittadino - comunque siamo su cifre da capogiro - come pure è impossibile sapere, in concreto, cosa hanno fatto, cosa fanno e come spendono i quattrini pubblici e privati. La cosa che più indigna è la totale indifferenza, e in alcuni casi addirittura compiacenza, delle stesse "categorie" per le quali si costituiscono questi carrozzoni. Categorie che ogni anno, puntuali come gli orologi svizzeri, lamentano tagli e/o scarsi finanziamenti. Il "modus vivendi", lo "status quo", è lo stesso del figlio che s'incaz... con lo stato perché il sussidio di disoccupazione che dà al padre - che lo spende per andare a mign... - è insufficiente.


BASTEREBBE POCO: I BILANCI DELLE ONLUS 


Basterebbe poco, a una ONLUS\ONG, per fare un bilancio trasparente e tacitare le critiche montanti sull’efficacia e serietà di queste organizzazioni. Basterebbe scrivere e dettagliare quanto entra, quanto è speso in Italia (per amministrazione, personale, spese generali, comunicazione, convegni e meetings, attività varie, viaggi su e giù), quanto è speso dalle strutture nei paesi sostenuti per le stesse cose, quanto arriva veramente ai beneficiari diretti, dettagliando come questi soldi sono stati utilizzati.


Nessuno lo fa, anzi, negli ultimi anni, è cresciuta la nebbia fatta da certificazioni di bilancio, maquillage dei fundraisers (che guadagnano sui soldi che dovrebbero procurare), comunicatori vari, report fotografici (bilanci sociali). L’impressione è che questa nebbia (costosa e inutile) serva a nascondere alcune cose semplici cioè che gran parte dei soldi donati se li beve (o magna) la struttura in Italia e gli italiani che lavorano nei Paesi sostenuti. Su quanto valgono le certificazioni ci sarebbe da aprire un capitolo (specie visto il loro passato nel profit) tanto che, nel settore privato, sono considerate un male necessario, un elemento del marketing aziendale, o buoni suggeritori per nascondere le magagne dei bilanci. E’ difficile che chi paga i controllori possa essere controllato.


Il quotidiano il Giornale ha tentato un inchiesta sulle ONLUS ma si è fermato all’apparenza, forse non voleva pestare i piedi a qualcuno. Qualcun altro, nel passato, aveva segnalato che i cooperanti dovevano versare una mazzetta (sottratta dai propri stipendi) all’organizzazione, ed è noto che fra il 10 e il 20% dei soldi impegnati per un progetto finanziato dai donatori istituzionali finisce nelle casse della ONG che se lo accaparra; più un altro 30-40% per le spese di gestione del progetto stesso.


Il grande trucco, segnala Max e i suoi amici analisti da Londra, sta nell’imputare spese di gestione italiane fra i fondi destinati ai beneficiari. E da qui partono, alcune stranezze. Tanti bilanci, in realtà, non lo sono in senso tecnico, ma solo una stentata sintesi; pressochè inutile, per comprendere il reale utilizzo dei fondi. Action Aid, AMREF (fra le poche in crescita d’entrate +6%) sono un esempio di questo stile essenziale; Intervita, parla di Conti Chiari (come le banche!) e pubblica quattro numeri. Save the Children Italia e Pangea ONLUS sono rimasti al 2007. Note segnalate da Londra: meno i bilanci sono trasparenti più crescono le spese di comunicazione e marketing e abbondano le certificazioni.


Altro elemento comune nei bilanci ONLUS\ONG è la loro somiglianza, come allocazione di fondi, a quelli di una holding dove i soldi sono tenuti ben stretti. Nei bilanci di molte ONLUS, BOT, CCT, Fondi d’investimento, conti correnti bancari (le cosiddette disponibilità liquide, che tanto liquide visto la forma d’investimento non sono) bloccano una buona parte di fondi destinati ai beneficiari. (30% delle entrate per Terre des Hommes; 20% CCS Italia).


Poche finiscono in passivo, fra queste c’è, ovviamente, CCS Italia (- euro 100.621) esempio globale di malagestio, ripianato con fondi risalenti alle precedenti gestioni; l’ASVI ha un risultato operativo negativo (circa euro 700.000) ripianato da non meglio precisati proventi straordinari


L’ Ai.Bi (Amici dei bambini) ha il bilancio più trasparente, fra quelli visionati, e, infatti, non ha certificazioni di qualità o finti auditors. Leggendo il bilancio dell’Ai.Bi emerge, correttamente, quello che le altre ONLUS vogliono nascondere cioè che almeno il 60% dei soldi donati finisce nella gestione della struttura italiana (+ un altro 25-30% in quella estera). Per struttura intendiamo affitti, stipendi, viaggi, macchine, workshops, spese generali (consulenze, avvocati, fundraisers, etc.). L’Ai.Bi, seriamente, dichiara che quasi 3 milioni di euro sono utilizzati per pagare il personale (in Italia e all’estero), euro 804.256 per comunicazione, euro 1.100.000 per spese generali (entrate, in calo di circa il 10% a euro 7.755.000).


Come detto, su queste spese, la maggioranza delle altre organizzazioni fa la furba. Le spese di gestione (in Italia o per italiani) sono, nella norma, messe sotto il grande e indefinito tappeto della voce “spese per progetti” come Terre des Hommes, (in calo marginale d’entrate); “oneri per programmi nel sud del mondo” come Action Aid, (in crescita del 5%). Nessuno si prende la briga di specificare come questi soldi siano spesi, quanto per la struttura nel Paese, macchine e benzina, stipendi per i funzionari locali, etc.


Casi misteriosi sono Intersos che dichiara nel suo bilancio sociale di disporre di 94 “operatori umanitari” e 1400 operatori locali ma sbatte tutte le spese (ad occhio e croce euro 10.000.000) negli “oneri per progetti e attività” senza specificare i costi del personale (e quelle di gestione). A qualcuno, forse, farebbe piacere sapere quanto dei 15 milioni di euro incassati (e detratte le spese dichiarate di struttura in Italia: euro 1.500.000) quanto in realtà arriva ai beneficiari finali.


Cadiamo nel ridicolo con CCS Italia in cui i costi di personale sono stati dimezzati dal 2007 al 2008 (passando da 304.000 a 172.095) mentre nella realtà sono fortemente aumentati, portando in deficit l’associazione. Per rimanere su questi, le maestranze sono un battaglione (in proporzione al fatturato) cioè 1 dirigente (euro 90.000 lordi annui con benefits, 2 impiegati a euro 140.000 con benefits, 5 impiegati più sfigati per euro 200.000, 2 apprendisti (euro 30.000); più 17 operatori con contratto a progetto (circa euro 450.000 lordi e con benefits). Infine spariti nelle voci progetti anche un centinaio di operatori locali. Più 5 membri del consiglio eirettivo, con qualche benefits e magari consulenze pagate.


Gli operatori locali, sui quali giungono voci pessime, guadagnano mediamente quanto il presidente della repubblica del loro paese (fra i 1200 e i 1500 euro mensili) per cui stimiamo una spesa complessiva di euro 90.000 (per stare bassi). Poi aggiungiamo un po’ di consulenti, spariti fra spese generali e di comunicazione (altri euro 50.000). Qualche legale\socio a parcella salata (altri euro 80.000). Anche qui le spese generali sono passate da euro 186.1389 a euro 107.398 (dal 2007 al 2008), guarda caso. In sintesi, le spese superano il 70% delle entrate. 
Dove hanno nascosto gran parte di queste spese? Semplice come è costume nel settore, nella voce “Uscite per Progetti”.


L’ingenuo sostenitore dice, ma che bravi, hanno dato più soldi ai bambini sostenuti ma, in realtà, se li sono spese per mantenere (e bene) un grosso e inutile manipolo di italiani (vista la qualità e quantità delle attività, fa anche rima). Se buttiamo dentro tutte le spese per mantenere il carrozzone (cioè loro stessi) accade che, come nella maggioranza delle ONLUS\ONG, è già un miracolo che su euro 100 versati ne arrivino 20 ai beneficiari sotto forma di progetti, magari qualche visita dentistica o Child Club. Qui si dovrebbe aprire il triste capitolo relativo alla qualità della spesa.


Fanno pena, poi, le giustificazioni per gabbare i lettori. Sempre dal CCS Italia leggiamo, con sconforto: il risultato negativo “è dipeso esclusivamente dalle maggiori risorse destinate ai progetti” o “la significativa differenza rispetto all’esercizio precedente è dovuta a una più attenta attribuzione dei costi di pertinenza ai progetti”. Anche l’Avvocato Azzeccagarbugli ( per rimanere fra i dirigenti dell’associazione) si sentirebbe preso per il culo.


Per finire la carrellata, segnala l’attento Max, le multinazionali dell’assistenza (Action Aid, Save The Children, TDH) hanno la vita semplificata perchè infilano tutto nella voce “programmi del network internazionale” o capitoli analoghi, ovviamente nessuno sà come vengono spesi.




 Il 5x1000 puoi darlo ad un sacco di enti, purché si siano iscritti a questo sistema. Per esempio mi pare che ci sia l'ente per la ricerca sul cancro, il wwf, l'associazione orfani carabinieri, emergency, al commercio equo e solidale, e una marea di altri enti, anche piccolissimi. Per esempio è iscritta una piccola associazione di familiari di bambini autistici che ha sede vicino casa mia, ma ovviamente glielo dà solo chi li conosce. C'è anche la FAO, ne sono sicura.
Per quanto riguarda l'8x1000, se non indichi nessuno, non va automaticamente alla chiesa, come molti dicono, bensì viene ripartito tra tutti i beneficiari (stato, chiesa, comunità ebraiche, etc.) sulla base delle percentuali delle preferenze espresse dagli altri.


Dimenticavo: il 5x1000, invece, se non lo dai a nessuno, non va a nessuno, va allo Stato come le normali tasse.




Sapevate che le famose onlus tengono un registro delle persone che aiutano perché, per ognuno di essi, riceveranno dallo Stato un rimborso pari a qualche decina di euro al giorno? Un povero che si rivolge agli enti benefici viene a costare, allo Stato, qualcosa come 30 euro al giorno ... In pratica i poveri sono un business.


link utile:


http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/portal/entrate/home




Per concludere: le Onlus farlocche finiscono per danneggiare quelle, benemerite...  nel senso che si acchiappano quelle risorse che, invece, dovrebbero essere date ad associazioni ben accreditate.




Annamaria... a dopo






MALINCONIA



Questi versi di Mimma esprimono il dolore, il dispiacere che trascina con se' un evento catastrofico, come il sisma che ha colpito le terre dell'Emilia Romagna .
Il  bilancio è di 7 vittime e numerosi sfollati. Abbiamo visto che state reagendo con forza e determinazione cosa in cui voi storicamente siete maestri.
CORAGGIO, AMICI EMILIANI.





UNA STRANA MALINCONIA
MI AVVOLGE QUESTA NOTTE,
LE STELLE SONO SCOMPARSE,
E' UN TRISTE PRESAGGIO MI AVVOLGE,
I PENSIERI SI ACCAVALLANO,
IL FREDDO E INTORNO A ME,
TREMO,


NO, NN SONO IO CHE TREMO,
E LA TERRA CHE SI RIBELLA,
ANCHE IL CIELO PIANGE,
POCHI ATTIMI E TUTTO FINISCE,


C'E' TANTA POLVERE, NON RIESCO A RESPIRARE,
ANCHE GLI OCCHI BRUCIANO,
ALBEGGIA,


ORA CIO' CHE VEDO INTORNO A ME
SONO SOLO MACERIE.
ANCHE LA TERRA TREMA,MA NON PER IL FREDDO.


MIMMA





PENSIERO DI OGGI


Pensiero positivo di oggi

Meteo italia Oggi

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjoY1cNt9Wc7VffdV9gwtZFqHE9HtgDiT-kAPAxhDWmqMyOqtnvQtQBFksqkjwxM27wzQFnkwvrcMXYIomoCwHyIe1Kl9F5PeeobCjPcyPQHjg5frSXDa83mGS3kESZbbEzofOVJjMFme7m/s200/positivit%25C3%25A0.jpg



Ogni giorno apprendo qualcosa di nuovo e interessante: quando non so cosa fare mi dedico a qualche progetto bello e divertente... Mi piace imparare e scoprire nuove cose













78° anniversario della nascita di Robert Moog.




 Moog è stato un ingegnere elettronico e pioniere della musica elettronica. Negli anni ’60 ,del secolo scorso, inventò i primi sintetizzatori musicali elettronici basati sulle sonorità del mitico Theremin, il più antico strumento elettronico conosciuto. Questi oggetti, che portano il suo nome, sono in vendita ancora oggi. L’azienda, che porta anch’essa il suo nome, si chiama Moog Music ed è attiva tutt’oggi.
Il Doodle di oggi fa ampio sfoggio delle tecnologie moderne del web e propone un sintetizzatore Moog perfettamente funzionante in ogni sua parte. Potete quindi sbizzarrirvi a creare dei pezzi musicali ad hoc.






Annamaria... a dopo

NON SOLO SCUOLA



PROF.SSA  MARIA

Sono orgogliosa e felice di mostrarvi un video realizzato dagli alunni dell'istituto alberghiero "R. Virtuoso" di Salerno, dove insegno da alcuni anni. Orgogliosa poichè  mi sento partecipe dei risultati conseguiti da alunni che ho avuto il piacere di seguire nei primi anni del loro percorso scolastico. Felice nel vedere sui loro visi la soddisfazione di aver realizzato un progetto interessante e divertente, guidati dalla perizia e dall'entusiasmo dei docenti che li hanno seguiti in questa simpatica avventura.
La trasmissione sul canale 146 del digitale terrestre è stata effettuata martedì 22 maggio, ma si potràvisionare andando sul sito

Mi perdonate questo moto di orgoglio?  Ma . . . gli alunni , in fondo , sò tutti  . . . piezz' e core ! ma pure di fegato . . . ( te lo fanno fare a pezzi!!! ) ah ah ah


 PROF.SSA  MARIA... a dopo 

martedì 22 maggio 2012

AMICI... DI LETTO








E' da un po' di tempo che si sente parlare, e va di moda,   della figura del "trombamico".... parliamone anche noi, ma senza scandalismi! In fondo le origini di questo "personaggio" sono antiche, nell'ambito della coppia...






Il 2012 è ufficialmente nominato l’anno degli amici di letto. Questa tendenza, sempre più diffusa nelle società occidentali (ovviamente Stati Uniti in testa), è stata infatti celebrata attraverso due film di Hollywood, ovvero Amici, amanti e… con Natalie Portman e Ashton Kutcher  e Amici di letto: Istruzioni per l’uso con Mila Kunis e Justin Timberlake . E’ il momento giusto quindi per chiedersi se e in che misura sia possibile una situazione del genere.
Ovvero, il sottotitolo potrebbe essere “come diventare il perfetto trombamico evitando ogni tipo di imbarazzo e coinvolgimento”. In realtà non esistono regole precise, sia perché si tratta di una materia relativamente nuova (per dirne una, non ci sono manuali sull’argomento), sia perché quello dei rapporti tra amore e amicizia è un campo minato dove le regole spesso saltano in aria.
Questo non vuol dire che diventare trombamici sia impossibile, ma solo che la percentuale di successo non potrà mai essere del 100%, e spesso bisogna riflettere bene prima di imbarcarsi in un’avventura di solo sesso con una ragazza, soprattutto se si conosce da te e c’è un rapporto stretto.
Esistono infatti due tipologie di amici di letto: da un lato due persone che si conoscono da tempo, sono attratti fisicamente ma non intendono costruire nulla di serio, e dall’altro due persone che si sono conosciute da poco e vogliono divertirsi vedendo poi cosa ne esce fuori. Entrambi i tipi prospettano dei rischi: nel primo caso si rischia di rovinare l’amicizia, nel secondo si rischia di innamorarsi davvero.
Insomma, spesso vi troverete davanti a due alternative: impegnarvi seriamente o fuggire. Pur non essendo un campo sicuro, quello dell’amicizia di letto è comunque un’alternativa valida e piena di soddisfazioni. Basta prendere alcune precauzioni, che possiamo riassumere nella frase “mente e cuore vuoti, letto pieno”. Lasciare il cuore fuori dalla porta è l’unica chiave del successo.
Vediamo quindi quali possono essere alcuni tratti distintivi di un trombamico di successo:
1) Non essere geloso, il che significa che condivide se necessario la sua amica con altri uomini (non intendo tutti nello stesso letto, non temete);
2) Possibilmente cercare di avere più di una trombamica, per evitare quel rapporto esclusivo che potrebbe trasformarsi pericolosamente in altro;
3) I rapporti devono limitarsi alla camera da letto: non ha senso che invitiate a cena o al cinema la vostra trombamica, a meno che non siate in cerca di guai;
4) Limitare più possibile le uscite in pubblico, perché non volete che gli altri vi vedano come una coppia, e soprattutto da un’amica di letto non cercate certo i problemi che portano le ragazze (avete presente il temibile shopping di coppia?);
5) Mantenere i propri spazi, evitando quindi di far lasciare alla trombamica i suoi oggetti in giro per casa vostra (e allo stesso tempo non lasciate voi i vostri da lei), per quanto possibile cercando anche di non risvegliarvi insieme nello stesso letto la mattina. Per la serie: una volta tanto meglio il motel;
6) Non conoscere i suoi amici o i suoi familiari: questa ovviamente è la base. Se non fate parte dello stesso gruppo, evitate di conoscere i suoi amici, e guardate come la peste alla possibilità di conoscere qualche suo familiare, che automaticamente vi identificherebbe come fidanzato;
7) Non andare in vacanza con la trombamica: la trombamica a fine rapporto va lasciata a casa, perché, ricordatelo, essere amici di letto può essere un’esperienza bellissima e liberatoria, ma può anche trasformarsi nel vostro incubo peggiore (soprattutto se ne avete più di una).
 Fonte qnm.it










Annamaria... a dopo







PENSIERO DI OGGI


PENSIERO POSITIVO DI OGGI 





Con un po' di determinazione e buona volontà sono in grado di apportare dei cambiamenti positivi nella mia vita





Maria ci dice che...
Curiosando in rete, una mia alunna ha ritrovato e mi ha inviato queste frasi che, pur essendo passato marzo, mese dedicato alla Donna, ho il piacere di proporvi . . .
Lo sai che esistono 3 miliardi di donne che non assomigliano a super modelle?
E solo otto lo sono.
Lo sapevi che Marilyn Monroe indossava la taglia 46?
Se Barbie fosse una donna vera, sarebbe costretta a camminare a quattro zampe per via delle sue proporzioni!
La donna 'media' pesa 66 kg. ed indossa una taglia compresa tra la 44 e la 46.
Una donna su quattro fra i 20 e i 25 anni soffre di disordini dell'alimentazione.
Le modelle sulle riviste sono PETTINATE - NON Perfette!!
Uno studio psicologico del 1995 ha dimostrato che 3 minuti trascorsi a guardare una rivista di moda provoca nel 70% delle donne una sensazione di depressione, di colpa e di VERGOGNA!
Le modelle di 20 anni pesano l' 8% in meno della donna 'media'.                                                                        Oggi
 pesano il 23% in meno......

. . . e non poteva mancare un pensiero rivolto alla mamma, la donna più importante della nostra vita terrena . . .
                                                                                                                                                                    ALL'ETA’ DI 4 ANNI YMia mamma sa fare tutto!
A   8 ANNI
YMia mamma sa tutto! Proprio tutto!
A 12 ANNI
YMia mamma non sa veramente proprio tutto.
A 14 ANNI
YNaturalmente, mamma non lo sa, neppure questo!
A 16 ANNI
YMamma? E' una fuori moda senza speranza.
A 18 ANNI
YQuella vecchia donna? ? fuori tempo!
A 25 ANNI
YBeh, potrebbe sapere qual cosina al riguardo.
A 35 ANNI
YPrima di decidere, sentiamo l'opinione di mamma.
A 45 ANNI
YMi chiedo che cosa ne avrebbe pensato mamma al riguardo?
A 65 ANNI
YVorrei poterne parlare con mamma...






Si ride, si piange








Annamaria... a dopo

lunedì 21 maggio 2012

LA SINDROME DEL MERAVIGLIOSO



Cipriano Pagano. Autoritratto

CIPRIANO


 Questo pezzo che andrete a leggere è un 

autoritratto che Cipriano dedica a tutti gli

 "amici" incontrati in Eldy


Da ragazzo mi sentivo inutile. Gironzolavo a vuoto. Avevo la sensazione di essere trattato dai grandi come un intralcio, come un peso inutilizzabile, sgraziato, sempre tra i piedi. E sì che avevo una gran voglia d’essere messo alla prova. Appena ho potuto, poi, alla prova mi ci sono messo da solo. In questo senso credo che mi metterò in croce sino all’ultimo dei giorni. Peccato che chi ha la sfortuna di vivere a lungo con me, lamenta che sono uno che non si da tregua, che non dà tregua! Moglie e figli , poverini si considerano vittime del mio “rigore”, della voglia di fare, strafare e ricreare, che a detta loro rompe, non fa respirare, non è riposante. E devono pur averla qualche ragione se godo fama di “difficile”. Per la verità da sempre mi spazientisce l’infingardaggine, l’enorme quantità di tempo che prendono gli altri per fare delle cose da compiersi con buona lena in quattro e quattr’otto. I pigri dicono che io non sono normale, che ho la classica marcia in più. Ammetto che l’ignavo mi dà sui nervi perché di solito lo è pure negli affetti, pure verso se stesso. Parlo dell’abitudinario, è ovvio, di chi rifiuta il suo apporto alla società, non di chi soffre e non parla e se ne sta da solo e non prende parte alla vita di gruppo. Sono fuggito e tornato da Gomorra dove la terra da un momento all’altro può prendere fuoco come un fiammifero, per mia scelta, quasi per un richiamo atavico nell’acquitrinosa valle dei Mazzoni. La grande città indifferente mi annoia, E’qui che la lotta per la sopravvivenza è cruenta, è qui che ci si sente vivi col pericolo incombente. Fremiamo all’acume che svela le miserie di cui siamo intrisi. Invece le parole dei fannulloni sono baciate da labbra svogliate, da voce appena dette, impigrite, imbavagliate dal torpore, dal calduccio dell’alcova. La vita finora è trascorsa nella tensione fra un traguardo e l’altro che mi davo da solo. Non ho avuto tempo di annoiarmi e già questo mi sembra un buon risultato. E, anche se non lo ammetteranno mai, credo che con questo rompiballe i miei non avranno avuto tempo di annoiarsi neanche loro. Mea culpa! Ma a voi forse ne recito solo una parte l’altra la confesserò al Padreterno: Amarezze? Tante. Soddisfazioni? Qualcuna. Tutto sta a recepirle nel loro significato profondo e sapersene accontentare. Altrettanto complicato fu ricondurre all’ovile coniugale la pecorella ( si fa per dire) cui occorse fuorviarsi per riadeguarsi a siffatta eccezionalità (me). Momenti così ti ripagano di una vita. Risvegliano in te la sindrome del meraviglioso. La dimensione da perseguire, nonostante le premesse raggelanti, la felicità di cui si assaporano sprazzi illuminati a lampi. L’armonia, distaccarsi da sé, non prendersi sul serio anzi giocare sul serio con il serio. Rifuggire l’ingiustizia e l’aggressività e tutto quanto vi è di basso, piccolo e meschino. E se proprio vi punge vaghezza di felicità a tutti i costi, lasciate ad altri le complicazioni del meraviglioso …Datevi ai bagordi


CIPRIANO PAGANO



Salute: italiani nel tunnel della crisi, si sentono minacciati dai politici

E' di stamattina la notizia che a Brescia un uomo ha ucciso i suoi due figlioletti di 4 anni e di 14 mesi, lanciandoli dal balcone della sua abitazione. Il tutto è avvenuto in seguito ad un litigio dell’uomo con la moglie. Dopo la tragedia l’uomo si è tolto la vita.
L’appartamento dal cui balcone sono stati gettati i bambini si trova al sesto piano.  Anche l’uomo si è lanciato. Sembra che abbia compiuto il folle gesto a causa di problemi economici piuttosto complessi da risolvere, visto che, da ciò che è emerso, l’uomo ha perso il lavoro qualche tempo fa.
Sia il padre che i due figli sono caduti sulle automobili parcheggiate nel giardino interno dell’abitazione. L’uomo è morto immediatamente, i bambini invece sono deceduti, dopo essere stati trasportati all’Ospedale.
Prima di lanciarsi nel vuoto, l’uomo avrebbe tentato di uccidere anche la moglie. 
Il fatto è accaduto alla periferia sud, un quartiere in cui vivono soprattutto operai che negli ultimi tempi sono rimasti senza occupazione.



Ecco, amici, quello che emerge da uno studio recente
 dell'Eurodap, "Associazione europea disturbi da attacchi di
 panico," su come gli italiani stanno vivendo questo lungo periodo di crisi...un quadro veramente disarmante






(Adnkronos Salute) - Gli italiani si sentono minacciati dai politici. Hanno paura, non vedono vie di uscita alla crisi, si sentono braccati. La risposta a questa realtà non può essere che depressione e rabbia inconsulta. Lo stress e l'ansia dilagano. "Delle 500 persone, tra i 18 e i 65 ani di età, che hanno preso parte al  sondaggio, l'80 % si è detto preoccupatissimo per l'attuale situazione di crisi che sta vivendo l'Italia - afferma Paola Vinciguerra, psicologa, psicoterapeuta, presidente Eurodap – Tra le persone c'è paura, rabbia e in molti casi anche sensi di colpa. I pensieri che costruiamo in questa situazione di allarme, difficilmente potranno essere positivi quando non abbiamo più la speranza. Chi ci guida, il politico, viene percepito come nemico e non come un protettore e il futuro può essere unicamente minaccioso. La volontà di miglioramento, d'impegno che sarebbe necessaria in questo momento per trovare alternative e soluzioni, è completamente annullata dalla paura, dall'ansia e dalla depressione".Solo 3 persone su 10, infatti, credono che inventare qualcosa di diverso sarebbe utile a superare questo brutto momento che sta vivendo l'economia. Due su dieci sperano che il Governo possa trovare soluzioni, mentre il resto, purtroppo la maggioranza, non vede possibilità di individuare vie d'uscita per superare questo momento così difficile."La situazione psico-sociale che il sondaggio rileva deve far riflettere - dice l'esperta - soprattutto i politici, perché uno Stato costituito da cittadini impauriti, depressi, chiusi ed arrabbiati, che vivono la quotidiana sensazione di minaccia, senza più nessuno entusiasmo, senza speranza, è uno Stato paralizzato, che non avrà risorse ed energie per poter far fronte alle difficoltà".Dal sondaggio emerge inoltre che il 60% delle persone si sente minacciato e aggredito dalle decisioni quotidiane prese dal Governo. Solo il 30% si dice tranquillo e si sente protetto dai politici che stanno cercando di rimettere l'Italia in moto.Alla domanda 'Cosa vorresti che il Governo facesse per favorire la ripresa del nostro Paese?' le persone sono andate sul concreto: "Il 40% non accetta nel modo più assoluto che il Governo con nuove tasse metta mano sulla casa di proprietà che la maggior parte delle persone ha costruito con grandi sacrifici – spiega la Vinciguerra - Il 30 % vorrebbe che il Governo aiutasse le persone ad orientarsi in nuove alternative e l'altro 30% che supportasse psicologicamente tutti quelli che si sentono abbattuti e in pericolo". Secondo la psicoterapeuta "la richiesta che emerge dal sondaggio è di essere accompagnati, stimolati. I cittadini chiedono che venga prospettata loro una strada che li motivi e che ridoni la speranza".


Annamaria... a dopo






domenica 20 maggio 2012

Mo te lo spiego a papà- di Francesco Uccello



Mo te lo spiego a papà alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi cosa è successo 


MELISSA


Ecco come Francesco spiega ai suoi bambini la strage di Brindisi... dove MELISSA , 16 anni , è stata strappata alla vita.



"Papà, ma cosa è successo?"


"E' scoppiata una bomba".


"Wàààà, una bomba gigante".


"Daiii Ben Ten".


"Aspettate sto vedendo una cosa importantissima".


"Papà, ma quella è una scuola?"


"Si, una scuola come la tua, però lì ci vanno quelli più grandi".


"Ma poi ci vado pure io quando mi faccio grande?"


"Si si ".

"Ma perché c'è la polizia?"


"Perché è scoppiata una bomba veramente e per adesso una ragazzina è morta e altri sono feriti".


"Uuuu e chi è stato?"


"Non si sa, ma sicuramente delle persone molto cattive che vogliono mettere paura a tutti".


"Papà, ma i cattivi non sono andati a scuola?"


"Si sono andati, ma non hanno capito niente e hanno preferito un'altra scuola".


"Perché quante scuole ci sono?"


"Di due tipi. Ci sono le scuole dove alleni la mente, impari la storia del tuo paese, conosci un sacco di gente e diventi GRANDE e poi ci sono le scuole dove invece alleni la mente a trovare il modo per fregare gli altri e controllarli, dove pensi che la violenza sia l'unico modo per comunicare con gli altri e dove impari che la vita non ha valore".


"E che si diventa?"


Pezzi di merda!!! 


"Si diventa dei farabutti che bisogna sconfiggere".


"E come li sconfiggiamo?"


"Non lo so a papà uffaaaa".


"Io lo so. Li dobbiamo far andare a quella scuola dei GRANDI".


"Si hai ragione, ma il problema è che ce ne sono sempre di meno".


"E noi le costruiamo".


"Si, amore mio le dobbiamo costruire. Dobbiamo costruire scuole fortissime così non le possono distruggere".


"Papà guaddaaa piange".


"Si a papà, sono i genitori e i fratelli di Melissa, la ragazzina che mentre stava andando a scuola è stata colpita dalla bomba insieme con le sue amiche".


"Ma tu li conosci?"


"No, non li ho mai visti, ma sono dispiaciuto tantissimo perché sarebbe potuto capitare anche a noi e poi perché Melissa avrebbe potuto costruire una scuola fortissima ed invece non ha avuto il tempo".


"Allora le dobbiamo costruire subito queste scuole".


"Si, non c'è più tempo. Non possiamo rimandare a domani, dobbiamo farlo ora senza parlare troppo, senza delega, mettendoci la faccia, ma non quella di culo".


"Papaaaaa, non si diceeee".


"Scusa hai ragione, non si dice". Ma quando ci vò ci vò.


"Papà, io voglio andare alla scuola dei grandi".


Va bene, ma speriamo che se un giorno debba accadere qualcosa tu decida di fare filone, di bigiare, di saltare la scuola...perché si fa sempre in tempo a recuperare un giorno o un anno scolastico...ma una vita no.


FRANCESCO UCCELLO




PRIMA COMUNIONE poesia di MIMMA




Mimma , con questa poesia, vuole fare una dedica a tutti i bambini ,ma eventualmente anche alle persone di età più matura, che si accostano per la prima volta al sacramento dell'Eucarestia.
Per i cristiani l'Eucarestia è il sacramento istituito da Gesù la vigilia della sua passione e morte, durante l'Ultima Cena.
Il termine deriva dal greco (eucharisto=rendimento di grazie).
Gesù, nell'Ultima Cena, distribuì ai suoi discepoli il pane e il vino come suo corpo e suo sangue, offerti come sacrificio per la salvezza degli uomini, incaricandoli di fare lo stesso in sua memoria.
La Chiesa dunque, fin dalla sua origine, celebra l'atto sacramentale dell'Eucarestia come uno degli impegni lasciatogli da Gesù.
La prima Comunione viene solitamente preceduta da un itinerario di catechesi volto a portare la persona alla consapevolezza del gesto sacramentale che sta per vivere.




SEMINASCOSTA DIETRO LA 
COLONNA DELLA GRANDE CHIESA,
CON LO SGUARDO SCRUTO FRA LA GENTE,
CERCANDO DI VEDERE I VOSTRI VOLTI.
UNA LUNGA FILA DI BIMBI ENTRA,
CON UN CANDIDO GIGLIO FRA LE MANI
LE FANCIULLE VESTITE DI BIANCO
SEMBRANO PICCOLE SPOSE,
I FANCIULLI CON COMPLETINO BLU
SEMBRANO PICCOLI OMETTI,
TUTTI SI ALZANO PER VEDERLI,
ED IO , NON VEDO NULLA.
I MIEI OCCHI STANCHI E PIENI DI LACRIME
INVANO CERCANO IL VOSTRO VISO.
QUASI NON ASCOLTO CIO' CHE DICONO,
VORREI CHE TUTTO FINISSE IN FRETTA,
E RESTO LI,
SEMINASCOSTA DIETRO LA COLONNA
DELLA GRANDE CHIESA.


I FANCIULLI IN COPPIA ARRIVANO SULL'ALTARE,
PER DONARE A DIO IL FIORE DELLA LORO PUREZZA,
POI SI VOLTANO VERSO I PRESENTI,
ECCO ORA VI VEDO,
PICCOLE CREATURE CHE AVETE RUBATO LA MIA VITA,
IL MIO CUORE SEMBRA IMPAZZIRE,
LA MIA VOCE VORREBBE URLARE,
SONO QUI, SONO QUI MI VEDETE?
I VOSTRI OCCHI SCRUTANO LA FOLLA,
CERCATE ME? SONO QUI!
NO! NON CERCATE ME,
NON POTETE VEDERMI,
NON SAPETE CHE SONO QUI PERCHE'
SONO SEMINASCOSTA DIETRO LA COLONNA
DELLA GRANDE CHIESA.


        MIMMA





NON SOLO SULLE PUNTE



    CANTICA 2 – PURGATORIO




In chiusura della seconda edizione del Festival Internazionale della Danza 2012, e dopo il grande successo di pubblico e critica, Emiliano Pellisari chiude la sua trilogia dedicata alla Divina Commedia con Paradiso, l’ultimo atto della straordinaria sfida della danza alle leggi della fisica, con quadri che narrano l’opera dantesca.





E’ la parte dell’opera dantesca più poetica, proposta con suggestive coreografie che avvincono il pubblico col loro forte impatto visivo ed emozionale;  in scena, i danzatori acrobati di Emiliano Pellissari utilizzano complesse macchine teatrali di origine barocca.                                                                                                                        Paradiso si presenta come uno spazio astratto, fatto di luce e di colori, dove corpi angelici si librano nell’aria come sfere trasparenti, angeli moderni si materializzano e tutto assume un equilibrio, a simboleggiare l’ordine divino, come in un’istallazione o sculture moderne in movimento.
In Paradiso si dissolve la fisica della realtà e la scena appare come un sogno ad occhi aperti, dove i ballerini interpretano dei veri e propri quadri viventi che forniscono una chiave di lettura per la filosofia di Dante. Tutto assume un equilibrio, a simboleggiare l’ordine divino, ricreando una scenografia magica e surreale, eterea e impalpabile.




La trilogia sulla Divina Commedia ideata da Emiliano Pellisari che con i primi spettacoli ('Inferno' e 'Cantica II' - Purgatorio) ha stupito e meravigliato negli ultimi tre anni il pubblico di tutta Italia. Lo spettacolo, dopo un anno e mezzo di preparazione, viene rappresentato al Teatro Olimpico di Roma, da giovedì 12 fino a domenica 22 aprile.
'Paradiso' e' formato da tredici quadri, tredici idee originali che sapranno ancora una volta portare con la mente lo spettatore ai confini della pura astrazione.




INFERNO

Lo stesso Pellisari spiega : “Se in Inferno i corpi nudi dei danzatori sono stati i protagonisti e in Cantica II i costumi e le attrezzerie di scena hanno offerto la chiave simbolica per interpretare il pensiero dantesco, in Paradiso sono veri e propri quadri viventi ispirati alla pittura contemporanea a fornire la chiave interpretativa della filosofia di Dante. 

PURGATORIO



Nel Paradiso i non-luoghi e i non-personaggi, spazi eterei ed essenze luminose, offrono un codice spazio-temporale astratto che forse soltanto la forza concettuale dell'arte contemporanea può rappresentare”.
I pianeti, che nella cosmologia di Dante sono elementi strutturanti del Paradiso, in quanto i cieli in cui sono collocati rappresentano i luoghi dell'ascesa verso l'Empireo, sono rappresentati attraverso enormi sfere in cui si intravedono solo le teste sospese dei danzatori, a simboleggiare le intelligenze motrici della cosmologia dantesca, come in una magia surrealista; il celebre Angelo di Dalì si materializza sul palcoscenico e misteriosamente dai cassetti che ne costituiscono il corpo si levano altri angeli; una stanza magica fatta di oggetti e corpi nudi si crea davanti agli occhi degli spettatori, acquistando via via un ordine che simboleggia l'ordine divino che regge tutte le cose.


PARADISO


Gli straordinari danzatori sono : Mariana Porceddu, Patrizio Di Diodato, Chiara Verdecchia, Valeria Carrassa, Maria Chiara Di Niccola, Carim Di Castro
Fa da sfondo al mondo astratto del Paradiso la musica classica contemporanea ed elettronica avantgarde tratta dalle suggestioni dei più famosi autori moderni: György Ligeti, Terry Riley, Alva Noto, Philip Glass, John Cage, Luigi Nono, Luciano Berio, Pietro Grossi, Salvatore Sciarrino, Karlheinz Stockhausen, Arnold Schoenberg, Giacinto Scelsi, Brian Eno, Kraftwerk, Autechre, Steve Reich.

In occasione della prima replica dello spettacolo Emiliano Pellisari riceverà l’Onorificenza della Società Dante Alighieri per il lavoro compiuto a favore della diffusione dell’opera del Sommo Poeta. 

 MARIA... a dopo