giovedì 18 settembre 2014

GIANNINA CALISSANO,L'APPELLO DI UNA MAMMA



"All'assassino di mia figlia Stella non deve esser concesso il patteggiamento"


Giannina scrive al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere giustizia in nome della figlioletta, uccisa a 8 anni da un pirata della strada. L'uomo sta patteggiando una pena di 4 anni.




Firma la petizione

https://www.change.org/p/all-assassino-di-mia-figlia-stella-non-deve-esser-concesso-il-patteggiamento?

L'uomo drogato, alcolizzato e senza patente che con una macchina rubata uccise mia figlia sta patteggiando per quattro anni di pena detentiva. Dopo appena sei mesi di carcere, costui è agli arresti domiciliari a Desio, libero di muoversi.

Il 26 dicembre dello scorso anno, io e la mia famiglia fummo vittime di un terribile incidente sulla via Nettunense, nel tratto che attraversa il comune di Aprilia. Con un sorpasso azzardato un uomo invadeva la corsia opposta centrando in pieno la Fiat Panda dove ci trovavamo. Stella Manzi, la mia bambina, è morta pochi giorni dopo e aveva otto anni. Probabilmente il suo carnefice se la caverà con pochi mesi di detenzione e questa è un'ingiustizia troppo grande da dover sopportare.

Una giurisprudenza più completa è necessaria: nel caso di incidenti mortali, con i colpevoli poi risultati ubriachi o drogati per i parametri dei test, non esiste un solo caso in Italia in cui l'accusa di omicidio volontario sia rimasta in piedi. Nel caso di omicidio colposo le pene sono lievissime.

L'allora Ministro Cancellieri mi promise che avrebbe portato in Consiglio dei Ministri un pacchetto di norme sulla giustizia contenente anche l'introduzione del reato di omicidio stradale, al fine di colpire gli autori di questi gravi reati. All’introduzione della norma per il reato di omicidio stradale è stato dato anche il primo sì in Commissione alla Camera nel mese di luglio. 

Eppure il 17 settembre 2014, il giudice si pronuncerà in merito alla richiesta di patteggiamento da parte dell'assassino. Il mio dolore potrebbe venire notevolmente amplificato. 

Faccio questo appello pubblico affinchè l'assassino di mia figlia non possa patteggiare e affinchè venga al più presto introdotto il reato di omicidio stradale. Non si devono più verificare morti assurde come quella di mia figlia Stella.




Aggiornamento - 17/09/2014-


Bicchiere mezzo pieno!
Da Giannina Calissano

"Oggi abbiamo vinto la battaglia affinché non fosse accolta supinamente la richiesta di patteggiamento! 
Il PM ha eccepito che il calcolo della pena non avesse tenuto conto delle aggravanti. 
Sarà rimandato tutto al 20 novembre, ma tutto andrà riesaminato. 
Per ora il colpevole se ne sta comodamente agli arresti domiciliari. 
Non è dunque finita, la nostra protesta continua. 
Grazie ancora a tutti del sostegno!


Se uno è drogato , ubriaco e guida, uccide volontariamente e non può essere concesso nessuno sconto, anzi è un aggravante della posizione!

Annamaria...a dopo

venerdì 12 settembre 2014

OBAMA, COME USARE PAROLE VIOLENTE SENZA SPAVENTARE GLI ELETTORI




Leggete queste parole: “Li colpiremo ovunque. Li distruggeremo. Non c’è alcun rifugio sicuro per chi minaccia l’America”. Obama spiega schematicamente la strategia per “degradare e alla fine distruggere” l’Isis, che definisce “un cancro”, con un’azione “sistematica” di “bombardamenti massicci senza sosta”.

E allora? E’ la strategia di Obama direte. Certo, ma facciamo un piccolo esercizio: provate a sostituire mentalmente la faccia di Obama con quella di Assad o di Hitler.

La scena è questa: il dittatore è infuriato e urla a squarciagola da venti minuti, agitando ritmicamente le braccia nell’aria e battendo i pugni stretti sul leggìo quando, con gli occhi rovesciati all’insù, prende un respiro e annuncia: “li colpiremo, li degraderemo, li distruggeremo, li bombarderemo sistematicamente!”

La sensazione che provate deve essere diversa da prima. La simpatia che sentite per questo leader non è esattamente la stessa che provate per Obama. Eppure hanno detto testualmente le stesse parole. 

Ma perché allora Obama non ci spaventa? È un fattore di comunicazione. Altri leader, anche in Italia, hanno spaventato la popolazione per molto meno, perfino con delle battute umoristiche.



Ciò che uno dice: il contenuto, il testo del discorso, non conta quasi nulla sull’impatto emotivo e dunque sulle sensazioni che proviamo (7%). Ciò che influisce su queste è il modo in cui qualcosa viene detto: il tono della voce, l’espressione del volto e i gesti. Per questo anche un invito a cena, se fatto da un uomo con lo sguardo di Hannibal Lecter, ci spaventa più di una dichiarazione di guerra fatta da Obama.

È nella comunicazione non verbale la chiave. Se le parole dure vengono da una persona che usa un linguaggio del corpo e un tono della voce moderati non solo non spaventeranno il suo popolo, ma la loro efficacia sarà maggiore.

Pensiamo a Papa Francesco, estensione del santo timore (un timore reverenziale che incute rispetto ma non paura) di Dio: i suoi attacchi più forti, come quelli contro i corrotti o i fabbricanti di armi che “dovranno rendere conto a Dio”, o contro i pedofili che è come se facessero “messe nere” e coi quali userà “il bastone”, oppure contro i mafiosi che ha scomunicato. Avete in mente l’immagine di una faccia deformata dalla rabbia, con lo sguardo indemoniato? No, se pensiamo a Papa Francesco vediamo un’immagine opposta, gioiosa, solare. Per questo, come per Obama, quando Francesco fa il duro è più efficace. Un tuono si sente più forte in una giornata serena.

Data la foga, per non ferire accidentalmente anche l’elettorato del proprio Paese, le parole devono essere dure, ma ragionate. Per esempio Obama nel discorso che stiamo analizzando usa numerose volte la parola “distruggere” per descrivere l’azione che propone contro l’Isis, ma mai la parola guerra. Parlare di guerra al popolo americano, dopo le ferite dell’Afghanistan e il fallimento in Iraq spaventerebbe la nazione. Per rassicurarla, il presidente punta proprio sulla memoria, su questo ricordo, dicendo che “a differenza di 13 anni fa l’America non sarà trascinata in una nuovo conflitto come in Iraq o in Afghanistan. Non saranno coinvolte truppe americane sul suolo straniero».

È un trucco semantico -come quelli ai quali siamo abituati in Italia-, si cambia la parola per non evocare il concetto poco gradito. Non si chiama guerra e non ci saranno le truppe americane, ma allo stesso tempo Obama ha annunciato l’invio a Baghdad di altri 475 soldati, che insieme ai consiglieri militari già inviati nelle scorse settimane faranno salire la presenza armata degli Usa in Iraq a circa 1.600 unità.

Dal discorso di Obama vediamo che è possibile essere severi contro gli avversari ed efficaci nelle condanne, senza spaventare coloro che non sono l’obiettivo del nostro attacco. È una comunicazione intelligente, che colpisce in modo preciso -come dovrebbero fare le bombe intelligenti, per restare in tema di guerre americane-, che fa passare non per Hitler o Stalin, ma da eroi positivi, nonostante le parole violente.
Marco Venturini( Esperto e consulente in comunicazione)




Ottimo articolo preso da "IFQ".
Prima o poi bisognerà fare un'elenco di tutte quelle personalità (politici, attori, scrittori ed "intellettuali" a vario titolo) che nel 2008 salutarono l'elezione di Obama come l'arrivo di un'era di "pace e prosperità", manco fossimo in Star Trek.
Intensa campagna di incessanti bombardamenti, così, come ogni buon presidente americano, anche "Bombama" avrà sulla coscienza la sua bella dose di vittime "colpevoli" di nient'altro che essere nate nel posto sbagliato professando la religione sbagliata.
L'America, il "faro" della Democrazia e della Libertà?
Obama, pensavo fosse più pacifico ed invece non è tanto distante dal guerrafondaio Bush. 
Al Qaeda e Bin laden, Yalebani, Saddam, Assad, Isis, sono tutti spauracchi per spaventare il popolo che crede a tutto...ma tirando le somme ,prove che Al Qaeda fossero un così grave pericolo non ne sono mai state prodotte e cosi vale per gli altri presunti pericoli pubblici.
Ora credete veramente che l'Isis sia veramente questo  pericolo mortale per l'occidente? 
Obama e Bush sono le facce della stessa medaglia, sono l'espressione di quel sistema di potere che vive e campa sulla paura, sul terrore, sulla guerra.
Quali promesse ha mantenuto il nobel per la pace? Ha chiuso Guantanamo? 
Putin è certamente un dittatore ma almeno non va a rompere in casa di altri, cercando di strappare paesi strategici per la Nato fomentando disordini di piazza....

Annamaria... a dopo


mercoledì 10 settembre 2014

LA VIOLENZA DOMESTICA COSTA PIU' DELLE GUERRE

Leggendo questo articolo del Corriere.it,  si apprende che dobbiamo essere meno violenti per un problema economico. Mi domando che pensieri sperano di suscitare con questi conti... tipo "ti ammazzerei, ma visto che la cosa costa alla comunità circa 9 milioni di dollari ... ecco faccio così, ti sequestro e chiedo un riscatto alla società ... mi danno 2 milioni di dollari e siamo tutti contenti".
Certo che pensare di educarci al rispetto reciproco parlando di soldi sarà un successone ... come è stato fino ad oggi, per altro ...




Le Nazioni Unite: si muore di più per «assalti» tra le pareti di casa che sui campi di battaglia. Lo studio: la violenza globale «costa» 9,5 trilioni
Fonte- Corriere.it

Otto trilioni di dollari: un numero con dodici zeri. Tanto costa, nel mondo, la violenza domestica. Lo scrivono in uno studio corposo due ricercatori dell’università di Oxford e di Stanford: Anke Hoeffler e James Fearon. Donne, uomini, adolescenti e bambini: lo studio analizza i costi diretti (beni e servizi per il trattamento e la prevenzione della violenza), oltre a quelli non monetari (dolore e sofferenze), all’impatto dei moltiplicatori economici e sociali (dai contraccolpi sul mercato del lavoro a quelli sulle relazioni interpersonali).

La somma - il numero delle vittime e i costi per l’economia mondiale - è impressionante: la violenza domestica - soprattutto contro donne e bambini - uccide più delle guerre e «costa» ottomila miliardi di dollari l’anno.

I costi
Lo studio si conclude con un appello alle Nazioni Unite perché vengano dirottate più energie e strategie verso forme di abuso che solitamente ricevono molta meno attenzione dei conflitti armati - dalla Siria all’Ucraina - pur avendo un impatto più devastante. 
Il calcolo è che per ogni morto su un campo di battaglia, almeno nove periscono in «dispute interpersonali», come sottolineano Hoeffler e Fearon. Che quantificano anche il costo «assoluto» della violenza: 9,5 trilioni di dollari l’anno. Una voce ricavata principalmente dai mancati guadagni e che corrisponde all’11,2% del prodotto interno lordo globale. Cifre da paura, che è difficile verificare. Ma che traducono in moneta sonante altri, attualissimi numeri: a partire dai 170 miliardi di dollari l’anno bruciati per i costi - diretti e indiretti - delle guerre civili. Anche la voce «omicidi» ha un suo cartellino del prezzo: 650 milioni di dollari l’anno.

Consensus
Bjorn Lomborg, direttore del Consensus Center di Copenhagen, che ha commissionato lo studio, afferma che «il problema è sottovalutato, un po’ come gli incidenti d’auto rispetto ai disastri aerei: nonostante i primi provochino molti più decessi, ad attirare maggiormente l’attenzione sono i secondi. 
«Messe insieme le cifre, l’importante è ora non fermarsi a considerarne la portata, ma muoversi per trovare delle soluzioni efficaci», ha commentato Lomborg. 
Il Centro, dove lavorano più di cinquanta economisti, inclusi tre vincitori di Premi Nobel, produce analisi e strategie per combattere minacce globali come i cambiamenti climatici e la malaria. Lo studio sulla violenza domestica ha come obiettivo quello di aiutare le Nazioni Unite a fissare le priorità per il 2030, dopo che saranno state affrontate quelle del 2000-2015, che includono uil controllo della povertà e il miglioramento delle risorse idriche. I nuovi obiettivi mirano a fermare metodi educativi basati sulle percosse, e la violenza contro le donne a casa.

Quanto vale una vita
Le stime si ancorano a qualche dato made in Usa: il costo medio di un omicidio è fissato in 9,1 milioni di dollari, inclusi i mancati guadagni e i costi per il sistema giudiziario. Per altri Paesi, lo studio estrapola i costi basandosi sul Pil: una vita in un Paese dove il Prodotto interno lordo pro capite è un decimo di quello americano viene fissato in 910mila dollari. E, proseguendo nell’analisi, per ogni manifestazione di violenza contro una donna o un bambino, che non ne procuri la morte, viene fissato un costo di 95mila dollari. Ferite, abusi, percosse su minori - e relativi costi medici - pesano per l’1,9% sul Pil delle nazioni più ricche e fino al 19% su quello dei Paesi dell’Africa subsahariana.

Gli studi
Altri studi hanno provato a stimare i costi del fenomeno: in Canada, uno studio che ha stimato i costi della violenza contro le donne nel più ampio contesto della violenza sia dentro che fuori l’ambiente domestico, conclude che lo Stato spende più di un miliardo di dollari canadesi all’anno per i «servizi» accessori: interventi della polizia, il sistema di giustizia penale, assistenza psicologica e formazione. Per gli Stati Uniti, un altro studio stima i costi tra 5 e 10 miliardi di dollari all’anno. Entrambi i lavori si riferiscono solamente ai costi per i servizi diretti e non tengono conto del costo umano della violenza. Nel 1993, la Banca Mondiale ha stimato che nei paesi industrializzati il costo della violenza e degli stupri in ambito domestico in termini di salute corrispondeva a quasi uno dei cinque anni di vita «calcolati in base all’incidenza di mortalità e morbilità» perduti dalle donne di età tra i 15 e i 44 anni. E nei paesi in via di sviluppo, sarebbero riconducibili alla violenza domestica, a seconda della regione, dal 5 al 16 per cento degli anni di vita in salute perduti dalle donne in età riproduttiva.

Annamaria...a dopo

lunedì 8 settembre 2014

RENZI, QUANDO PARTE LA CAMPAGNA : UN GELATO PER TUTTI?...














Renzi: "No a lezioni da tecnici della prima Repubblica"
Il premier, nel suo intervento alla Festa nazionale dell’Unità a Bologna attacca gli "esperti, cresciuti all’ombra della prima repubblica, che non hanno anticipato la crisi e ora ci spiegano che gli 80 euro sono un errore. Non accettiamo lezioni". E poi: "Sulle riforme non mollo di mezzo centimetro "

Noi la cambiamo l’Italia, a testa alta, non guardiamo in faccia a nessuno. La riforme non sono, come ha sostenuto qualcuno, inutili, insignificanti, anzi uno scandalo, noi portiamo avanti, sia pure con modifiche, la legge elettorale e la riforma costituzionale, dimostriamo che la politica sa decidere", ha concluso il premier.





"Non mollo"... "Non accetto lezioni"... "Non accetto critiche... "Non accetto ricatti"... "Faremo le riforme a ogni costo"... "Solo noi possiamo cambiare l'Europa"... "La ripresa è vicino"... "Andremo avanti come treni"... quante parole per dire alla fine che in 7 mesi non ha fatto NIENTE!




RENZI e MENZOGNA sono due sinonimi:
- Renzi alla presentazione del DEF: "PIL a + 0,8% entro l'anno spero di essere smentito positivamente"... siamo in recessione.
- Renzi il 15 maggio: "Subito 15 mila assunzione nella PA"... non si sono mai viste e non se ne parla più.
- Renzi il 23 maggio:" dal 2015 gli 80 euro anche a pensionati e partite IVA".. non garantisce più.
- Renzi il 23 luglio: "Dal 1° settembre stanzieremo 43 miliardi per i cantieri"... ne ha stanziati 3.
- Renzi il 1° agosto: "Italiani andate in vacanza sereni, da settembre ci sarà una grande ripresa col botto"... siamo in deflazione.
- Renzi il 21 agosto: "Il blocco salariale è solo una chiacchiera estiva"... confermato il blocco salariale anche nel 2015.
- Renzi il 24 agosto: "Il 29 agosto vi stupiremo con la riforma della scuola"... la riforma della scuola non è stata neanche presentata.
- Renzi il 28 agosto: "Assumeremo 100 mila insegnanti precari"... ma se non avete i soldi neanche per rinnovare i contratti!






Renzi la "sinistra" che blocca i salari dei lavoratori mentre aumenta le spese militari.... La "sinistra" che definisce "ricatto" il diritto allo sciopero previsto dall'articolo 40 della Costituzione Italiana.... Una "sinistra" che ricorda il ventennio...mah...

Annamaria... a dopo

venerdì 5 settembre 2014

"GRAZIE PER QUESTO MOMENTO", IL LIBRO DI VALERIE TRIERWEILER




Per chi non frequenta la politica francese e i suoi salotti, è difficile capire quale sia il fascino segreto di François Hollande. Questa frase oggi e' circolata nei vari notiziari. Eppure il fresco sessantenne capo dell'Eliseo, continua a infrangere cuori o a rimanere al centro della vita di donne sicuramente più intriganti di lui. "Grazie per questo momento" è il libro uscito in Francia e definito shock, dell'ex première dame, Valérie Trierweiler, 49. La giornalista politica, (Paris match) un tempo dedita a cronache interessanti, venne lasciata "a mezzo stampa" dopo nove anni di amore e diciotto mesi trascorsi proprio all'Eliseo, quando fu resa pubblica la relazione di Hollande con l'attrice Julie Gayet, 42, lo scorso gennaio. Lo scoop era stato del settimanale Closer che perso la causa con Julie Gayet. I due responsabili della pubblicazione sono stati condannati ad una multa di 3.000 euro ciascuno, il cui pagamento è al momento sospeso.



Lo stesso tipo di condanna, ma di 1.000 euro, è stata inflitta a Viers, che ha ammesso di aver pedinato l’attrice, ma sostiene di non essere l’autore degli scatti in questione. Nel libro scritto in gran segreto, pubblicato in Germania e di cui il presidente ha saputo due giorni prima del lancio, lei racconta così: "La notizia di Julie Gayet è il primo titolo dei notiziari del mattino. Io crollo, non ce la faccio a sentire, mi precipito in bagno. Afferro il sacchetto di plastica con i sonniferi... François mi segue e tenta di strapparmi il sacchetto. Non volevo vivere quelle ore, volevo dormire". Il quotidiano Le Parisien sostiene ora che il presidente è sconvolto per queste pagine e lo stato d'animo è descritto da uno stretto collaboratore di Hollande. 

La Trierweiler descrive anche i momenti in cui, giorni dopo quelle drammatiche ore, tentò di salvare il rapporto con Hollande: «non ci riusciremo, non potrai mai perdonarmi», le dice il presidente. Poi, poco a poco, le rivela le dimensioni della sua relazione segreta con la Gayet. Prima parla di un mese, poi la verità si fa strada: «passiamo a tre mesi, poi sei, poi nove, alla fine un anno».

Otto mesi dopo l’affaire sentimentale che ha scosso il Paese, con la Francia in salita, la crisi di governo, il rientro dalle vacanze più difficile degli ultimi anni e le previsioni nere degli economisti, nessuno si aspettava questa nuova tegola. «L’Eliseo non era al corrente», ha fatto sapere oggi il palazzo presidenziale quando si è diffusa la notizia del libro di Valérie.

Trecentoventi pagine scritte nel più stretto riserbo, che Paris Match descrive oggi come «un grido d’amore e una lenta discesa agli inferi. Un tuffo nell’intimità di una coppia. Due personaggi e nient’altro: Valérie e Francois».

Ferita e umiliata, Valérie non perdona: «tutto quello che scrivo è vero. All’Eliseo mi sentivo talvolta come un’inviata impegnata in un reportage. E la menzogna mi ha procurato troppo dolore per avvalermene anch’io».




Mi vien da pensare due cose e cioè che anche il popolo francese riesce a  rendersi ridicolo, Sarkozy e Hollande solo per citare gli ultimi due sciagurati che poco hanno da invidiare ai nostri campioni del calibro di Berlusconi e Renzi.



La seconda è che per essermi immersa (leggermente) nell'intimità
di coppia io , su face-book, rischio una denuncia . Mentre Valèrie ha scritto e pubblicato  liberamente un libro e in piu' le rende economicamente...come dite?... Ahhh ...vero, io sono  "la dernière dame dans ma maison"......e vabbè! :-)

Annamaria... a dopo


mercoledì 3 settembre 2014

L'AMORE AI TEMPI DELLA CRISI.




Periodo nero per l'economia, ma anche per i sentimenti.Vanity fair ha chiesto all'analista junghiano se c'è un legame. E lui ci ha illuminato anche sul perchè scegliamo l'uomo sbagliato, e come si riconosce l'amore vero da quello passeggero.


L'insicurezza economica, lavorativa, politica, potrebbe essere la causa scatenante di altre tipologie di insicurezze, come quella sentimentale. Mancano i punti di riferimento certi, e questo fa vacillare dei paradigmi culturali fortemente radicati nella nostra educazione.


A dare uno spiraglio di luce sul tema c'è Vincenzo Tallarico, analista junghiano e insegnante di meditazione buddhista tibetana, che l'anno scorso ha tenuto ,a Milano, 4 incontri sul tema «Gli equivoci dell'amore. Come, quando e perché mi ami?».


Vincenzo Tallarico

E' stato chiesto al Professor Tallarico-

Come l’economia, sembra che siano in crisi anche i sentimenti: c’è un legame? 
«Oggi mancano le certezze: di potersi acquistare una casa, di mantenere dei figli, di avere una vita sicura. O semplicemente di essere spensierati, di godersi la vita. Questa diffusa insicurezza, che permea soprattutto l’esistenza dei giovani, porta a una mancanza di speranza. Ecco allora che nell’altro, nel partner, quando lo troviamo, cerchiamo un appiglio per difenderci dalla depressione e dalla tristezza e quindi lo investiamo di attese eccessive, taumaturgiche: deve essere una sorta di scudo contro i problemi. Non è detto che ciò che proiettiamo ci renda felici, ci completi e ci maturi».


Nonostante le insicurezze aumentino il matrimonio non è più un punto fisso: un fenomeno culturale o il legame sentimentale è diventato un ostacolo anziché un porto sicuro? 
«Oggi il legame sentimentale risente di quanto è accaduto negli ultimi vent’anni, durante i quali ci siamo abituati alla normalità della corruzione, all’evasione fiscale, alla mercificazione del corpo femminile: basta osservare quanto siano aumentati i femminicidi e come nessuno si scandalizzi più se su internet molte giovani donne esaltano la loro vita da escort. Stiamo traversando una profonda crisi etica, per cui ciò che conta è possedere oggetti: l’ultimo smartphone, l’abito griffato, l’auto che fa status, la bella barca... Una crisi di valori e nessuna evoluzione interiore. Questi modelli "usa e getta" si sono trasferiti anche ai sentimenti, anche al matrimonio».

Quante volte ci si innamora nella vita? 
«Non è importante quante volte, ma come. Quando ci si innamora e desideriamo una persona, senza rendercene conto seguiamo dei modelli inconsci, che dipendono dal nostro passato, da come siamo cresciuti. Molto spesso questi modelli sono sbagliati».

Diciamo che ci innamoriamo spesso delle persone sbagliate: perché? 
«Non è detto che le persone di cui ci innamoriamo siano non adatte a noi o non degne d’amore. Possono essere i modelli che noi inconsciamente interpretiamo a farle scappare, a distruggere un rapporto che avrebbe potuto essere positivo: è anche questo il tema dei miei seminari. Cosa si sviluppa dentro di noi quando amiamo: senso del possesso o voglia di fuga? Gelosia o rispetto? Assumo la parte della vittima o del carnefice? Sviluppo una dipendenza eccessiva e soffoco chi amo? In base a chi siamo, l’amore ci può migliorare o distruggere. Capire chi siamo può permetterci di amare in modo maturo e consapevole, indipendentemente dall’età».

C’è un modo per riconoscere un amore passeggero intenso da un amore “vero”? 
«In un amore maturo cerchiamo unione, completezza, cerchiamo quello che ci manca. Una ricerca che richiede tempo, desiderio, una sorta di aspirazione a trascendere il nostro io limitato. Oggi ci si incontra sul web, si chatta, ci si dipinge come non siamo. O si va nei locali, luoghi che certo non invogliano a una conoscenza autentica dell’altro».

In periodi come questo, c’è un modo per accogliere il cambiamento in modo positivo? 
«In questo momento storico è necessario, ai fini di una buona armonizzazione della vita economica e della vita affettiva, una sempre maggiore intelligenza emozionale, che già veniva raccomandata dalle più antiche scuole filosofiche sia in Oriente, sia in Occidente. Oggi è più che mai necessaria anche una dietetica emozionale che, similmente a quella alimentare, sceglie la qualità e la quantità necessarie delle emozioni utili al benessere interiore e all’ottenimento di relazioni soddisfacenti. In questo modo si impara a distinguere le emozioni negative e disturbanti e quelle che invece ci fanno star bene. La pratica della mindfulness, proponendo in veste attuale l’antico insegnamento della consapevolezza buddhista, diventa uno strumento prezioso nella nostra vita quotidiana. 

A un certo punto della vita arriva un momento “critico” in cui si deve scegliere tra la libertà (fatta di spensieratezza e leggerezza) e il legame solido (sicuro e prevedibile, ma a volte noioso). Come sopravvivere a questa dicotomia? 
«Già i Greci, nei loro miti, proponevano il modello dionisiaco - legato ai sensi - e il modello apollineo, basato sulla ragione. Questa ambivalenza, fisiologica e presente in entrambi i sessi, attraversa l’umanità e diventa una dicotomia non risolvibile con l’uso della ragione o della volontà, ma attraverso atti consapevoli. Questa frizione tra i due generi di desideri - leggerezza, sicurezza - rende stimolante la ricerca di altri modi di essere, a volte inaspettati».






Anche il cinema si occupa dell'amore ai tempi della crisi con il film "Amore oggi"e lo fa in maniera non convenzionale e senza effetti collaterali.


Senza prendersi troppo sul serio  questo film, realizzato per Sky Cinema da Inception, un gruppo di giovani registi, filmaker e autori nati sul web, racconta l’amore ai tempi della crisi economica, dei social network, del ribaltamento dei valori e talvolta anche dei ruoli. 

Sotto lo sguardo del profetico grande fratello orwelliano, tra il comico e il tragicomico, i temi affrontati nelle quattro esilaranti storie (Precari, Ragazza dei miei sogni, Narciso e Il Campione), analizzano il presente, ed è facile, in qualche modo, immedesimarsi nelle vicende di Andrea, Luisa, Mimmo, Valérie la ragazza dei sogni, Paride, Livia, Gaspare e Mario Marinelli, per quanto a tratti surreali possano sembrare. 




In Precari, Andrea (Andrea Bosca) e Luisa (Sara Zanier) ricordano le difficoltà incontrate per essere una coppia felice e realizzata e il loro incontro con un bizzarro medico specialista in fertilità (Rocco Siffredi).

In Ragazza dei miei sogni, Mimmo (Giancarlo Fontana) lavora come operatore video e riprende durante una processione una ragazza (Mily Cultrera Di Montesano), di cui si innamora e per cui farà di tutto per rintracciarla.

In Narciso, Paride (Edoardo Purgatori) viene mollato dalla fidanzata (Giulia Lapertosa) e per trasformarsi in un ragazzo alla moda decide di affidarsi agli allenamenti massacranti di un personal trainer.

In Il campione, Mario (Alessandro Tiberi) a causa di un incidente assiste all'inesorabile tramonto della sua fama da calciatore di serie A, con la stampa che si occupa solo ed insistentemente dei suoi flirt.



DATA USCITA: 08 maggio 2014
GENERE: Commedia
REGIA: Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi
ATTORI: Alessandro Tiberi, Andrea Bosca, Edoardo Purgatori, Giancarlo Fontana, Mily Cultrera di Montesano, Giulia Lapertosa, Sara Zanier, Ugo Piva, Caterina Guzzanti, Neri Marcorè, Enrico Bertolino, Rocco Siffredi
DISTRIBUZIONE: Inception S.r.l.
PAESE: Italia

Annamaria... a dopo



domenica 31 agosto 2014

BUONA DOMENICA NATALINA!





Era il 19-02-2010 e la nostra amicizia continua...ti voglio bene!

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg-ZAs18B0DXlNAhHsJI2HFrOWFToNLPItroG8U0ovt-KjtDoIEEVYi27ry_FSjElLjE6Hjad9DFokDkUltYNWJzAbUfv07lbP1qVy-cGgwib9DUVcK5FYKvEm0Xs3O1-NQNXEoSU2rjN4/s320/Natalina+con+Eldy+2.jpg


Cara NATALINA , come promesso eccoti una dedica attraverso questo video/canzone...sorridi sempre mi raccomando, sei meravigliosa!! Un caro saluto anche per MARIA. 








ANNAMARIA...a dopo

venerdì 29 agosto 2014

M'AMA NON M'AMA












-Prendendo spunto dal film  "La verità è che non gli piaci abbastanza", una pagina dedicata a tutte le donne-



La regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un ca.volo, è perché non gliene frega un ca.volo. Se ti tradisce, è perché non gli piaci abbastanza. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d'aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: quelli che ti vogliono e quelli che non ti vogliono. Tutto il resto è una scusa. E Tu, tu Donna, di mestiere fai l'avvocato, la commessa, la cameriera, l'insegnante, la casalinga, la commercialista, la modella, la ragioniera, l'attrice, la studentessa. Non la crocerossina. Quindi, aspetta che sia lui a chiederti di uscire. Perché va bene la parità dei sessi, le quote rosa e l'uguaglianza dei diritti, ma i tempi non sono poi così cambiati. Gli uomini restano pur sempre dei cavernicoli, sia pure incravattati, e come tali adorano il...sapore della conquista. Tieniti lontana dagli uomini sposati. Non lasceranno la moglie per te. Meno che mai lasceranno i figli per te. E non credere alla storia dell'amica della sorella di tua cugina, appena convolata a nozze con quello divorziato. Tu non sei l'eccezione. Tu sei la regola. Al bando quelli che ti costringono ad aspettare ore accanto ad un telefono che non suona. Non hanno perso il tuo numero. Non hanno investito un cane. Non hanno appena scoperto di avere un tumore alla prostata. Probabilmente sono al telefono con un'altra. Oppure sono gay. Fan.culo quelli che non declinano i verbi al futuro. Non sono analfabeti. Semplicemente non vogliono impegnarsi. Perché non gli piaci abbastanza. Li riconosci facilmente. Girano con un cartello appeso al collo, e la scritta: "Ci stiamo frequentando". Quando la senti, scappa. Non consumare le tue belle scarpe nuove (e neppure quelle vecchie) per correre dietro un uomo che non ti vuole. Usale, piuttosto, per prenderlo a calci in cul.o. Impara l'arte dell'essere donna. Impara l'arte di ottenere dagli uomini quello che desideri, non sbattendo i piedini, ma facendogli credere che siano stati loro a decidere. Impara a scegliere, invece che essere scelta.
(DAL WEB)
O forse citando una frase celebre del film: il lieto fine è sapere che nonostante le telefonate non ricevute e il cuore infranto, nonostante tutte le figuracce e i segnali male interpretati, nonostante i pianti e gli imbarazzi, non hai mai e poi mai perso la speranza...haaaaaaaaa l'ammmore...!

Gif Amore




Gigi: Un saggio una volta mi ha detto che se un uomo vuole stare con una donna farà in modo che succeda, a qualunque costo

Alex: E' vero

Gigi: Ma quando mi sono buttata fra le tue braccia non sembreva che volessi farlo succedere con me...

Alex: Certo sì sì, è così. Il fatto è questo: hai ragione, mi sono talmente abituato a tenermi a distanza di sicurezza da tutte le donne ed ad avere un potere che non sapevo più cosa si prova quando veramente t'innamori di una di loro. Non lo sapevo...

Gigi: Sono appena uscita col tuo amico Bill e lui potrebbe essere esattamente quello che mi ci vuole, senza drammi: telefona, dice una cosa e poi la fa 

Alex: Anch'io posso fare queste cose

Gigi: Ma non le hai fatte e sempre quel saggio mi ha detto che io sono la regola, che devo smetterla di pensare che un uomo può cambiare, che devo smetterla di pensare che...

ALEX LA BACIA

Gigi: Io sono l'eccezione

Alex: Tu sei la mia eccezione

BACIO.
Gif Amore


Annamaria... a dopo


mercoledì 27 agosto 2014

USA: CANE TORTURATO, SENTENZA STORICA






Gli animali domestici sono spesso le vittime indifese della violenza degli uomini. Dagli USA una storia che fa gelare il sangue. Un cane di nome Doe era stato trovato agonizzante in una strada di Quincy, negli Stati Uniti.

Era rimasto sconvolto anche il veterinario, scrive Il Messaggero. Solo un folle poteva aver infierito così su quell'animale, che presentava ferite profonde, lividi, tagli, ustioni e tante ossa rotte. Il dottore non ha potuto fare altro che addormentare per sempre il povero cane.

Pochi giorni fa Radoslaw Czerkawsky, il torturatore, è stato condannato a 55 anni di carcere: cinque anni per ciascuno dei 11 capi accusa. Una sentenza storica. Czerkawsky si era dichiarato non colpevole. Gli è stato ritirato il passaporto, la cauzione è stata fissata a un milione di dollari. I media statunitensi per una volta hanno seguito con attenzione la vicenda, in settantamila avevano firmato una petizione per chiedere l'arresto dell'uomo prima del processo.

La polizia, proprio sulla spinta dell'attenzione e dell'interesse intorno a questo fatto di cronaca, ha indagato come se fosse sulle tracce di un serial killer, scovando tracce di peli e di sangue nella casa del sospettato.

Con la galera tocca pure mantenerlo a questa BESTIA. Meriterebbe la tortura come quella che lui ha inflitto alla povera bestiola indifesa.

today.it

Annamaria ... a dopo

martedì 26 agosto 2014

RICETTE D’ESTATE . . .



GELATO O SORBETTO?




Un vero dilemma, risolvibile soddisfacendo entrambi i desideri ! 

In origine il gelato non era certamente quello che noi conosciamo. Nell'antichità, probabilmente, si refrigeravano frutta, latte e miele per farne cibo nutriente. Esiste uno studio europeo sui cibi conservati tra i ghiacci da parte di popolazioni Neanderthaliane, che nascondevano tra le nevi, a scopo conservativo, bacche e pezzi di carne, nonché frutti secchi.

 In seguito popoli più evoluti conobbero attraverso l'allevamento quello che era il latte ghiacciato, alimento tutt'altro che raro nei periodi invernali. Alla fine del IX secolo gli Arabi occuparono la Sicilia dove trovarono i nevaroli dell’Etna e le neviere, che per secoli rappresentarono la soluzione per il piacere dei prodotti freddi e per la conservazione. 



 Con il miele, unico dolcificante noto allora, non sarebbe stato possibile preparare una granita, che fu creata quando finalmente gli Arabi rinvennero in Sicilia la canna a zucchero. In Sardegna nascevano prodotti come la carapigna, ottenuto confezionando latte di ovino e frutta secca, in seguito sostituita con scorze di limone, con neve di montagna e che entreranno, solo in epoca rinascimentale, sui banchetti di sovrani d'Occidente come Carlo V re di Spagna. Già durante il Medioevo, in Oriente, si scoprì il modo di congelare i succhi di frutta ponendoli in recipienti circondati da ghiaccio, modalità di preparazione che fu appresa anche in Toscana, Val d‘Aosta, Sicilia e in altre regioni della penisola.


 Notizie più certe riguardo al gelato si hanno da Francesco Procopio dei Coltelli, un cuoco siciliano, che nel 1686 riuscì a preparare la miscela che tutti noi conosciamo oggi. Egli riuscì a introdurre alcune tecniche di refrigerazione presso le cucine dei re di Francia prima, e in seguito presso il Caffè Procope i Parigi, dove veniva servita una grande varietà di gelati. Secondo altri, il gelato fu preparato per la prima volta da un certo Ruggeri di Firenze, macellaio e appassionato di cucina, che grazie a un preparato che comprendeva panna, zabaione e frutta divenne ben presto famoso, tanto che fece fortuna a Parigi : egli preparò il gelato in occasione delle nozze di Caterina e’ Medici, Ma ora basta con la storia e vediamo come distinguere tra gelato e sorbetto: il gelato è fatto di latte, panna o anche uova, mentre il sorbetto è a base di sciroppo di zucchero e frutta fresca.



 Vi chiedo un altro po’ di pazienza : vorrei dirvi qualcosa sui gelati acquistati al supermercato e quelli acquistati e mangiati nei negozi artigiani, quelli con la scritta "produzione propria". Per parlare di questi gelati occorre sapere qual è la differenza tra surgelare e congelare. Il congelamento si ottiene portando lentamente un alimento a 20°C sotto zero. Con il surgelamento si porta rapidamente un alimento a 80°C sotto zero e poi si mantiene a 20°C sotto zero : quindi i surgelati che acquistiamo subiscono quest'ultimo trattamento. Invece il gelato diciamo che subisce un leggero congelamento, dal momento che non viene portato a 20°C sotto zero, pero'... Pero' il gelato acquistato al supermercato è nettamente differente dal gelato che si va a gustare al negozio artigiano.

 Il negozio artigiano, ammesso che noi ci siamo accertati che la scritta "produzione propria" corrisponda al vero, fa il gelato abbinando latte o panna o uova con zucchero e l'ingrediente che da' il gusto, tipo crema di nocciole, cacao, pistacchio, vaniglia e scaglie di cioccolato ( la stracciatella...) e basta. Questo gelato non arriva a 20°C sotto zero, ma deve rimanere morbido e sciogliersi in bocca dal momento che va mangiato subito, e l'artigiano lo sa; contiene solo i grassi propri dell'ingrediente principale. Infatti se lo andiamo a mettere nel nostro freezer (che si trova a 20°C sotto zero) dopo 3 ore diventa molto ma molto duro, anzi se ci mettiamo il sorbetto, che è sciroppo di zucchero e frutta, diventa un blocco di ghiaccio. Parliamo ora dei gelati cosidetti industriali, che prendiamo al supermercato.

 Le industrie che fanno tali gelati, sanno che l'acquirente, una volta arrivato a casa, mettera' il gelato nel freezer. Allora per fare in modo che tale gelato una volta tolto dal freezer si presenti comunque morbido, le industrie insieme al latte, zucchero e gli altri ingredienti, ci mettono molti grassi animali, conservanti, antiossidanti. In tal modo, aumentando i grassi, il gelato anche se va a 20°C sotto zero, rimane comunque morbido. Oltre a cio' si puo' conservare molto a lungo dal momento che ci sono conservanti e altre cose.

 Ma questo, che gelato è?!? Se vogliamo gustare un sano e buon prodotto, con relativa sicurezza, meglio cercare un artigiano che esponga in modo chiaro gli ingredienti utilizzati e gustare il suo gelato. Ma meglio ancora, sto cercando di imparare farlo da me! Primo modo di gelare il gelato. Il gelato o sorbetto che sia, deve gelare pian piano, mantecando costantemente. Quando non c'erano gli apparecchi elettrici attuali, la crema o lo sciroppo da gelare veniva messa in un contenitore di metallo, che veniva immerso in ghiaccio tritato, sale grosso e poca acqua gelata. 

 A questo punto la crema o sciroppo che sia, iniziava ad essere mescolata in modo continuo ed ininterrotto, sino a quando diventava un bel gelato morbido: se era pronto si capiva dal fatto che prendendone un po' con un cucchiaino bagnato si riusciva a formarne una pallina. Oggi esistono appositi elettrodomestici basati sullo stesso principio, solo che intorno alla vaschetta di metallo non c'è piu' il miscuglio di ghiaccio, sale ed acqua gelata, ma un piccolo frigorifero alimentato dal motore elettrico. Secondo modo di gelare. Il secondo modo dipende dal fatto se dobbiamo gelare un gelato o un sorbetto. 



Per gelare una crema fatta con latte, uova o panna, procedere come segue. Preparare la crema da gelare. Ingredienti per 4 persone latte: 500 ml - panna liquida: 250 ml - tuorli: 4 - zucchero: 80 gr - mezzo baccello di vaniglia Preparazione Mettete in una pentola panna, latte e vaniglia, portate a ebollizione e poi fate raffreddare. Montate i tuorli con lo zucchero fino ad avere un composto gonfio e omogeneo. Eliminate la vaniglia e mescolate insieme il composto di uova a quello di latte. Cuocete il tutto a bagnomaria per 10 minuti, poi fate raffreddare mescolando spesso. A questo punto potete incorporare quello che volete, frutta frullata, cioccolato fuso, caffè, ecc. Mettetela in frigorifero per un'ora. Poi mettetela in un contenitore di metallo (acciaio o rame), nel freezer. Ogni 15 minuti con un cucchiaio di legno aprite il freezer e mescolate ben bene la crema e poi rimettetela in freezer. Questo sino a quando avrete ottenuto il gelato dalla giusta consistenza. Ci vorranno dalle 2 ore e mezza alle 4 ore, dipende dalla crema . . . se usate la gelatiera, basteranno 40 minuti.

 Per gelare invece uno sciroppo mescolato con della frutta frullata, preparate il composto e fatelo freddare ; mettetelo in frigorifero per un'ora. Poi metterlo nelle vaschette per fare i cubetti di ghiaccio e mettere in freezer. Dopo 2 o 3 ore o appena sara' diventato ghiaccio, sbattete a neve fermissima un albume, togliete i cubetti e velocemente metteteli nel frullatore e riduceteli a crema, poi mescolateli all'albume sbattuto a neve e rimettete in freezer. A questo punto ogni 10 minuti mescolate il sorbetto sino alla giusta consistenza.
 In onore delle origini sicule della “cocca” Annamaria , ma per tutti i “golosoni”, vi propongo la ricetta per fare il GELATO ALLE MANDORLE


che potete fare in casa abbastanza facilmente : dovete solo procurarvi la pasta di mandorle, quella in panetti, preparati in modo molto accurato e genuino. Ingredienti : latte 300 ml – panna 200 ml – zucchero 50 g – pasta di mandorle 100 g – essenza di mandorla ½ fialetta – mandorle tostate 100 g - Preparazione : scaldate il latte in un pentolino e poi mettete la pasta di mandorle, mescolate bene per farla sciogliere, poi mettete lo zucchero e l’essenza di mandorle. Mettete la ciotola in frigo per far raffreddare questo composto. Montate la panna a neve ben ferma e poi mescolatela con il composto alle mandorle. Versate il composto nella gelatiera e impostate 40 minuti. In mezzo al gelato aggiungete le mandorle tostate (o caramellate) tritate e, volendo, divertitevi a decorare con le stesse mandorle, magari con qualcuna intera. 

 Se siete proprio pazienti e amanti delle preparazioni tradizionali e non usate la gelatiera, fate attenzione alla mantecatura perchè è necessario che il composto incorpori aria a sufficienza per non cristallizzarsi. Dovete prestare attenzione al vostro congelatore e verificare spesso che il gelato sia cremoso. Inoltre ricordate che il gelato senza gelatiera va consumato tutto in una volta altrimenti, se viene rimesso in congelatore, si solidifica e diventa duro.

 Ora basta !!! Mi è venuta una gran voglia . . . indovinate un po’ ? Di un buon gelato . . . al mio gusto preferito, pistacchio, con la granella i nocciola . . . slurp !!! Lo preparo per tutti ? Vi do appuntamento al prossimo incontro, per proporvi qualche curiosità ancora su questo alimento , lasciatemelo dire, lussurioso !!!


Buon gusto a tutti . . . da Maria !