giovedì 17 febbraio 2011

Le notizie segnalate da CATERINA

 

Farmaci contraffatti, a rischio l'acquisto sul web

Impiegati che «vendono ad amici e colleghi farmaci comprati online, riuscendo a ricavarci 3-6mila euro al mese». È questa una delle modalità più recenti in materia di farmaci contraffatti, a fare il punto sul fenomeno è Cosimo Piccinno, comandante dei carabinieri dei Nas, in occasione di un convegno sul commercio elettronico dei farmaci.


L'Unione europea vara norme severe sul controllo di legalità della filiera medicinale e sulle vendite online: ispezioni nelle aziende, sanzioni contro i trafficanti, marchio di qualità per le web-farmacie e un sistema per identificare le sostanze pericolose prima che entrino nelle case


Viagra, Cialis e Levitra sono i più venduti, seguono le molecole per i disturbi cardiovascolari e respiratori, ma anche antidepressivi e farmaci per l'Alzheimer. Ma dei medicinali venduti in Europa, l'1% sono contraffatti con i rischi che ne conseguono per la salute. Oltretutto, non sempre i prodotti taroccati rientrano nella cosiddetta categoria "life style"; spesso a essere falsi sono anche i salvavita: farmaci anticancro o per il cuore. Si vendono nelle farmacie online, sono rubati, rietichettati o del tutto privi di principio attivo. Sono i dati dell'indagine "Fake medicines: a global issue", realizzata e presentata dal gruppo socialdemocratico al Parlamento europeo in occasione del voto sulla legge contro i farmaci contraffatti, approvata oggi quasi all'unanimità (569 sì, 12 no e 7 astenuti).

"I medicinali falsificati sono assassini silenziosi - ha detto la relatrice, la portoghese della Sinistra unita (Gue), Marisa Matias - in quanto privi di effetto o poiché contengono sostanze tossiche che possono danneggiare, o addirittura uccidere, coloro che li assumono". Secondo Matias, inoltre, il mercato dei farmaci "taroccati" è cresciuto del 400% dal 2005.

In tutto il mondo, secondo l'indagine, la contraffazione uccide almeno 100.000 persone l'anno. Il fenomeno sta prendendo piede anche in Europa e ormai un cittadino europeo su cinque ha acquistato almeno una volta farmaci attraverso canali illeciti, come le farmacie che vendono in rete. A suo rischio e pericolo.


La ricerca del Pse afferma infatti che il 62% dei farmaci acquistati in rete è falso; il 95,6% delle farmacie on line è illegale; nel il 94% dei siti web l'identità del farmacista non è verificabile; oltre il 90% dei siti web in questione vende senza ricetta medicinali soggetti invece a prescrizione. E gli italiani, insieme ai tedeschi, sono i più inclini ad acquistare molecole soggette a prescrizione senza ricetta medica, su Internet o all'estero, nelle discoteche, nei negozi e tramite amici.

Per arginare questo business, il Parlamento Europeo ha approvato oggi le nuove regole  di sicurezza per le medicine in generale e in particolare per le vendite on line, per arginare il business dei medicinali falsificati nell'Unione europea. La legge europea prevede verifiche severe sulla sicurezza dei prodotti, una disciplina del commercio di farmaci su internet e sanzioni pesanti contro i trafficanti. Inoltre, instaura un sistema di monitoraggio e controllo che permetterà di identificare le sostanze pericolose prima che arrivino nelle case degli acquirenti. "Tutte le farmacie per corrispondenza - si legge nel provvedimento - sono tenute a esporre chiaramente nel proprio sito web un logo che certifichi il proprio codice di condotta e le coordinate necessarie per presentare reclami".

Per assicurare il rispetto delle buone prassi di fabbricazione, la direttiva prevede inoltre ispezioni nelle aziende da parte degli Stati membri insieme con l'Agenzia europea per il farmaco (Ema). Un controllo "pubblico", insomma, per prevenire eventuali casi di corruzione. Le caratteristiche di sicurezza devono garantire l'identificazione, l'autenticazione e la tracciabilità ininterrotta dei medicinali, dalla fabbricazione fino al consumatore.

Secondo il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in Italia il mercato illegale riguarda solo lo 0,1% dei farmaci distribuiti, ma il giro d'affari ha avuto un boom negli ultimi anni. "Se tra il 2005 e il 2008 - spiega il generale Cosimo Piccinno, comandante dei Nas - i farmaci contraffatti sequestrati sono stati 136.000, nel solo biennio 2008-2009 hanno segnato quota 1.593.000. Da gennaio al 14 febbraio 2011, inoltre, sono state segnalate 144 persone per questi reati, arrestate 10 e sequestrate 160mila tra fiale e compresse".


E le strategie, secondo Piccinno, stanno cambiando: "Ci sono da una parte i cittadini comuni che per arrotondare lo stipendio comprano prodotti farmaceutici on line e poi li rivendono ad amici e conoscenti. Poi ci sono organizzazioni vere e proprie che aprono un sito per una settimana, raccolgono clienti, poi chiudono il sito per non essere individuati dalle forze dell'ordine e continuano a vendere i farmaci a quei clienti attraverso un call center".

Ciò che preoccupa maggiormente nel nostro Paese, però, è la disinformazione. Il 40% degli italiani infatti non sa che l'acquisto di farmaci on line è illegale. A dirlo è un'indagine dell'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa). Il direttore generale dell'Aifa, Guido Rasi, ha spiegato che il 6% degli intervistati pensa che la vendita sia legale, un altro 34% è convinto che si possano vendere on line solo medicinali senza obbligo di ricetta. Solo il 19% sa che si tratta di una pratica illegale e la percentuale più alta, il 41%, non sa nulla in proposito. E ancora, nel 33% dei casi, gli italiani pensano che comprare medicinali su un sito web sia una cosa positiva e vantaggiosa.


FONTE-LA REPUBBLICA 

caterina

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