sabato 16 ottobre 2010

Le riflessioni di CIPRIANO - FUORI DI ZUCCA -

I veri amici non ti abbandonano mai!!!..Cipriano ne è la prova



    
La serata di martedì ci ha regalato una pagina
memorabile ed indimenticabile di come l’idiozia,
il gangsterismo quasi infantile frutto di totale
mancanza di senso reale, ( e qui mi verrebbe
addirittura la voglia di scusarmi con Lucky Luciano
o John Dillinger per avere preso indegnamente
a prestito il termine gangster), abbia dato di
stomaco a chi, e sono tanti, hanno vissuto di
persona a Genova o globalmente per televisione,
le gesta di quel branco di canaglie nazionalfascista
serbo, talmente ottusi che, con il pretesto di una
vetrina internazionale, hanno invece distrutto
(oltre che mezzo stadio Marassi) la reputazione
del popolo serbo, che tanta fatica sta facendo per
scrollarsi di dosso quella fama sinistra che si è
guadagnata nella recente guerra civile.
Ma veniamo a martedì; le avvisaglie già si erano
avute nel pomeriggio con i primi gravi atteggiamenti
aggressivi; prima l’attacco allo stesso pullman serbo
con il ferimento del portiere titolare, poi il migliaio
di hooligans serbi, ma più che ultras erano noti
nazionalisti para-fascisti, si sono fatti conoscere
dentro Genova ed una volta allo stadio, costretto
l’Uefa e l’arbitro a sospendere la partita,
tempestando la curva confinante ed il campo di
gioco davanti al loro settore, con un fitto lancio di
petardi e fumogeni, a quanto pare acquistati nella
stessa Genova poche ore prima.
Tutto il sistema dell’ordine pubblico è stato messo
in tensione massima dall’impatto con quella
gentaglia scatenata arrivata da Belgrado.


Un caos totale, con la polizia schierata in tenuta
da sommossa davanti ai tifosi serbi, la banda della
marina militare che quasi comicamente ed in modo
surreale, era in attesa dall’altra parte del campo per
poter rapidamente suonare i “sacri” inni nazionali;
i giocatori che sono entrati in campo per il
riscaldamento per poi rientrare negli spogliatoi.
Momenti di pura tensione e disgusto, con la figura
di un ultras serbo, tale Ivan Bogdanov, un gaglioffo
noto alla polizia serba, incappucciato a cavalcioni
sull’inferriata, senza che nessuno riuscisse a fermarlo.
Ma qui vorrei fermarmi nella narrazione del resto
dell’opera drammatica, perché penso che tutti,
o quasi, abbiamo visto e ricordiamo quelle scene.
Mi preme invece esprimere due considerazioni, una
di carattere generale ed una prettamente sportiva.
Con la prima vorrei manifestare la certezza del
comportamento altamente professionale delle forze
di Polizia Italiane per ciò che riguarda l’azione all’interno
dello stadio, al netto di critiche piovute soprattutto da
parte Serba (da qual pulpito …) e dalle autorità
internazionali di calcio, brave solo ad articolare parole
e pillole di saccenza.
Visti i soggetti facinorosi in questione, famosi in tutta
Europa ed in Patria per le loro gesta e violenza, se
la Polizia fosse entrata in quel budello di gradinata,
si sarebbe sicuramente scatenato un violento corpo a
corpo, più vicino ad un assalto alla baionetta sul Carso,
e quasi sicuramente adesso staremmo qui a parlare di
tragedia con qualche morto e tanti feriti. Bene hanno
fatto le Forze dell’Ordine a presidiare ed accerchiare il
settore, salvaguardando l’integrità di tutto il resto dello
stadio. Molte armi improprie vengono fatte, anche nei
nostri stadi e dai nostri teppisti, andando a rifornirsi di
tubi a mò di armi dai servizi igienici che vengono
puntualmente distrutti.
L’unico errore è stato fatto a monte facendoli entrare
alla frontiera, ma qui la colpa principale è dell’ autorità
serba che, nonostante conoscesse benissimo i gaglioffi
in partenza, si è guardata bene dal bloccarli (affinità
ideologiche ancora presenti …), o perlomeno avvisare
le autorità italiane della loro pericolosità, lasciando
tranquillamente la patata bollente nelle mani delle
Forze dell’Ordine italiane, che non hanno potuto
prenderli a pedate alla frontiera e rispedirli al mittente.
Ma allo stadio, confermo, hanno agito secondo il mio
modesto parere, con molta intelligenza.
E questo è importante.
Seconda questione, quella sportiva. Secondo il
regolamento internazionale, viste le responsabilità,
non ci dovrebbero essere dubbi sull’assegnazione
a tavolino della vittoria all’Italia per 3-0, e lunga
squalifica del calcio Serbo (affinché possa
ampiamente riflettere).
Ma conoscendo l’Uefa ed anche la Fifa, dove anche
lì la peggiore politica la fa da padrone, conoscendo
i sotterranei intrighi e raggiri ivi presenti, prendendo
atto che l’Italia, nell’Olimpo calcistico internazionale,
attualmente non gode di nessun prestigio e simpatia,
non mi meraviglierei se ci fosse qualche sorpresa,
e già c’è qualche strano segnale …Comunque vada,
ancora una volta abbiamo assistito al peggio che un
cervello umano possa dare spinta.
Pensate voi, cari amici che tutto ciò possa servire a
far finalmente collegare, il cervello con le membra,
ai prepotenti e gradassi incappucciati di casa nostra,
allo stadio ?
Rispondo scomodando Petronio “Necesse habent
cum insanientibus furere” .
Traduco: “In mezzo ai pazzi è necessario impazzire”.

Cipriano

HO SOGNATO COME…SI DISTENDE IL MARE, di ENZO



Un mare in fiamme
Ombre di abeti nella luna
Adagiata come una grossa perla
accanto ad un comignolo scarno

Un mare in fiamme
Placide onde poi irruenti
S’aggrovigliano sulla riva

Protendo lo sguardo
Ad un palazzo di due piani
Accovacciato sul trespolo
della sua gabbietta
Un canarino si raccoglie…muto
E fa del silenzio la sua liturgia

Un mare sempre in fiamme
Un sole allo spasimo
Un abbraccio di fuoco:
Due amanti fondono i loro lamenti
per perdersi nella resa finale
Sulla riva anch’essa
avvolta dalle fiamme dell’estasi

D’improvviso, poco lontano su un dosso
Un orsacchiotto di pezza
Tiene la mano di una bimba
Che ammira del mare
L’immenso  sublime
Non più in fiamme
Ora pacato  giace con le onde
Ormai esauste

Io intanto amo  rivedere ancora
Come si aggrovigliano le onde
Come si distende il mare


ENZO

venerdì 15 ottobre 2010

HO VISTO UN FILM ...PASSIONE

Vieni al cinema con me!
I pop corn li porto io...tu porta da bere!
Ciao ciao  da
                    

                                      
 
Ho visto un film…   La Passione

 

Regia   :   Carlo Mazzacurati
Interpreti   :   Silvio Orlando, Giuseppe Battiston, Corrado Guzzanti,  Cristiana
                       Capotondi, Stefania Sandrelli, Kasia Smutniak
Soggetto e  Sceneggiatura  :   Umberto Cantarello, Doriana Leondeff, Marco
                                               Pettenello, Carlo Mazzacurati                                     
Genere   :   Commedia
Produzione   :   Fandango, Rai Cinema
Distribuzione   :   2010
In concorso alla 67^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia
 
Le tragicomiche vicende del regista Gianni Dubois, ex promessa del cinema, che finalmente,dopo anni di faticosi contatti con agenti e produttori senza scrupoli,riesce ad ottenere la sua grande occasione: scrivere e girare un film con protagonista assoluta una giovane e popolarissima attrice televisiva.   Gianni, però, verrà assalito da una crisi creativa, aggravata da disagi ulteriori per una serie di problemi edilizi nella sua casa in Toscana: una perdita dell’impianto idrico ha rovinato un affresco del Cinquecento nella chiesetta adiacente.   Per evitare una denuncia, Gianni è costretto ad accettare una proposta del sindaco: dirigere la sacra rappresentazione del venerdì santo.   Così si ritrova a mettere in piedi una sorta di Via Crucis, con mezzi e interpreti improvvisati…ma un colpo di scena consentirà a Gianni di combinare in fondo qualcosa di buono.
 
Piace o …non piace…
Dall’inizio e fin  oltre la metà, il film arranca, innervosisce con vuoti e stanche farse, descrizioni di un mondo-cinema privo di talento e di senso: solo grazie alla follia di Corrado Guzzanti e a poco altro si riesce a continuare la visione…   Ma, a tre quarti, il film inizia a ricomporsi, raggiunge il suo senso, da commedia si fa dramma umano: il disappunto iniziale viene sostituito dalla commozione, poi dalla soddisfazione di incontrare e fare propria l’idea del regista.   Il film rimane, comunque, disomogeneo: il mito della provincia foriera di rinascite e riconciliazioni, supportato da una fiaba un poco fiacca… rinascere si può e si deve… ma la strada è ancora lunga.
Un Carlo Mazzacurati dolceamaro; incline all’ironia, ma pronto a suggerire anche l’emozione, specie quando, tra le pieghe della beffa,  si toccano i temi seri della Passione sul Golgota.   Un equilibrio attento di tutti gli elementi: all’inizio le disavventure del protagonista, espresse anche con umorismo.   Poi, la caricatura colorita ma misurata della cornice rurale, in cui i difetti emergono, suscitando il riso, spesso con commiserazione.   Lo stile di Mazzacurati  riesce a vestire di sacro un Golgota paesano e l’interpretazione di Orlando e Battiston, svela un’umanità sincera e profonda.


Annamaria... a dopo 

BENTORNATO ENZO!

Enzo, finalmente stasera aprendo la posta ho trovato le tue e-mail.
Bentornato "al lavoro". Ci sei mancato molto con le tue poesie, i racconti , le famose lezioni di sesso semiserie, ...e non solo. Ricominciamo con la pubblicazione di questa tenera poesia e mi immagino la figura che ti ha ispirato a scriverla. 
Un abbraccio da noi tutti.

 Prima il silenzio...
e poi…amore


stridori, livori
grida, mugugni
affanni …e poi silenzi
una fuga seguì
a due cuori devastati
a due anime impoverite
nelle grinfie della solitudine
si macerava un buio incupente

…poi d’improvviso un trillo
soave il suono
tenero e docile la voce:
Tu, ti rivelasti con garbo
tu. ti porgesti con inatteso sentimento
ti ripresentasti vera
con i segni della Solitudine comune:
che ha sfregiato entrambi
come entrambi il sole
ci ha già baciati
e ci ritrova di nuovo
insieme mano nella mano

ENZO



Annamaria... a dopo

Meteo... e non solo

 si ride, si piange

 DEPILAZIONE CON FILO ORIENTALE

Oggi ho fatto...   una depilazione al viso e per me era la prima volta!!!
Mi ha convinto Sad ,un amico Egiziano..
Devo dire che ero un pò perplessa ,avendo io una pelle molto sensibile.
Allergica a profumi e nichel.
Sad mi ha  tranquillizzato spiegandomi che si tratta di una tecnica orientale
senza nessuna controindicazione , usando semplicemente... un filo di cotone!
Mi sono  documentata scoprendo che la tecnica di depilazione filo orientale nasce, appunto, dalla tradizione dell’antico oriente, dove le donne imparano ad utilizzare un semplice filo di cotone molto resistente per la loro depilazione.

Questo filo si mette fra le dita delle mani come una spirale ed una parte dello stesso è legata al collo o stretto tra i denti, di chi depila, per poter far leva ed estirpare i peli in qualsiasi parte del corpo in cui si voglia operare.
Esso ha il potere “magico” di estirpare il pelo dalla radice, portandolo nel tempo ad indebolirsi a tal punto da non farlo più ricrescere.

Il risultato ed il tempo di applicazione, dipendono molto dalla robustezza del pelo e da come è stato trattato in precedenza, cioè se è stato estirpato correttamente o rafforzato da tecniche sbagliate.
Per praticare questa tecnica, occorre molta pazienza, molta abilità manuale e tanta pratica, per riuscire così ad estirpare correttamente il pelo alla radice adattandosi alle varie tipologie di clientela.
La tecnica del Filo Orientale non ha nessun tipo di controindicazione perché rispetta l’estrazione del pelo in modo molto naturale e quindi non crea alcuna irritazione alla pelle evitando l’insorgere di brufoli ed altro.


 grazie Sad!!

Ecco una dimostrazione ma, non spaventatevi, non è doloroso!


CON

QUA SI RIDE.....................CON FRACCHIA E LE "PATTINE CADDE"..BEDDA MATRI!



PER TE SAD!!!



Il 24 aprile del 1998, per la prima volta, il "feto" cantò innanzi al mondo intero. Sublime animazione realizzata con sapienti tecnologie per un video che ha segnato i tempi che furono e i suoni che verranno.



Annamaria... a dopo

giovedì 14 ottobre 2010

FRECCIAROSA: AD OTTOBRE LE DONNE VIAGGIANO GRATIS



Iniziativa a favore delle donne, che prende il nome di ‘Frecciarosa’: con Trenitalia ,per tutto il mese di ottobre ,potremo viaggiare  gratis in treno ad alta velocità  su tratte di media e lunga percorrenza .
Lo scopo dell'offerta, realizzata in collaborazione con il ministero della Pari Opportunità, è sensibilizzare le donne nel mese dedicato al tumore al seno, la neoplasia più diffusa nel genere femminile.


Nello specifico l’iniziativa è composta di due promozioni: la prima, chiamata ‘Promo Famiglia’ offre  la possibilità di viaggiare gratis dal lunedì al venerdì formando gruppi da tre a cinque donne con almeno un bambino. La seconda, che prende il nome di Sabato Rosa, permetterà alle signore di viaggiare gratis se in coppia.

In più sul treno Frecciarossa che collega Roma e Milano sarà presente un team di medici che illustreranno ai passeggeri le tipologie di tumore al seno, le forme di diagnosi e prevenzione. E’ possibile acquistare il biglietto fino al giorno precedente la partenza nelle biglietterie e nelle agenzie di viaggi autorizzate.

L’iniziativa si affianca al programma di prevenzione ‘Nastro Rosa’ organizzato anche quest’anno dalla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori), che prevede la possibilità di eseguire visite specialistiche in ben 360 ambulatori sparsi in tutta Italia.




Annamaria... a dopo

Meteo... e non solo

SI RIDE, SI PIANGE




Michele Santoro, 10 giorni di sospensione per il 

"vaffa..." ad Annozero.

Tra il conduttore di Annozero Michele Santoro e la Rai è un continuo braccio di ferro. Dieci giorni di sospensione e di mancata retribuzione sono stati inflitti al giornalista a partire da lunedì 18 ottobre. Sarebbe questo, a quanto si apprende, il contenuto della lettera consegnata ieri a Michele Santoro dall'azienda dopo il richiamo delle direzione generale per la puntata d'apertura del suo programma.
In pratica il provvedimento è stato adottato in seguito al  "vaffa...bicchiere" detto da Santoro in diretta aprendo la prima puntata di stagione in polemica con il dg Mauro Masi e con la circolare sul contraddittorio nei programmi. Annozero comunque domani andrà regolarmente in onda.

Pronta la risposta di Santoro
. "La sospensione di 10 giorni per Annozero è un attentato alla Tv sul quale il Consiglio di amministrazione Rai deve pronunciarsi". Lo scrive il conduttore in una lettera inviata al Presidente Paolo Garimberti e ai consiglieri Rai. "Il provvedimento disciplinare assunto nei miei confronti, con una procedura ad personam, è di una gravità inaudita e, contro di esso, reagirò con tutte le mie forze in ogni sede. Ritengo, tuttavia, che il Consiglio, anche senza entrare nel merito di questa 'punizione esemplare', debba pronunciarsi sulla decisione assunta dal Direttore Generale di metterla in atto cancellando due puntate di Annozero. Una punizione nei miei confronti - prosegue - si trasforma così in una punizione per il pubblico, per la redazione, per gli inserzionisti, per la Rai. E, in questo modo, si spezzano le gambe ad un programma di grandissimo successo, dopo averlo già sottoposto a una partenza ad ostacoli, dopo che ogni settimana deve andare in onda in un clima di tensione, dopo che Vauro e Travaglio sono costretti a fornire gratuitamente le loro prestazioni senza che vengano fornite motivazioni di sorta. Considero tutto questo un vero e proprio attentato alla televisione di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità".
Dura reazione di Di Pietro: "Masi si dimetta" - L'Italia dei valori parte all'attacco del direttore generale della Rai per la decisione di sospendere Michele Santoro per 10 giorni. "Chiediamo - dice Antonio Di Pietro - le immediate dimissioni di Masi. La sospensione di Santoro e, conseguentemente, di Annozero per 10 giorni è la conferma che l`ordine impartito da palazzo Chigi sulle epurazioni delle voci libere e sulla censura nei confronti delle opposizioni definite scomode è arrivato a destinazione".
"E` una situazione intollerabile non degna di una democrazia - protesta Di Pietro - l`articolo 21 della Costituzione continua ad essere seriamente minacciato e calpestato. Il direttore generale si ricordi che sta facendo il bene del suo padrone e non quello dell`azienda pubblica pagata con il denaro dei contribuenti.
da Annozero il "vaffa.."




e ancora vaffa....


Annamaria... a dopo

IL CASO SAKYNEH

E' di lunedi la notizia che le autorita' iraniane hanno arrestato il figlio e l'avvocato di Sakineh, la donna di 43 anni condannata alla lapidazione per adulterio e concorso in omicidio. Il ventenne Sajjad Qaderzadeh, e il suo avvocato Javid Hutan Kian, sono stati arrestati domenica sera, intorno alle 19, insieme a due giornalisti tedeschi nella citta' di Tabriz: le forze di sicurezza iraniane hanno fatto irruzione nello studio del legale dove era in corso un'intervista con i due reporter tedeschi. Le autorita' iraniane hanno riferito che i due giornalisti erano entrati con un visto turistico.


Dopo l'arresto non si e' avuta piu' alcuna notizia dei quattro e non e' chiaro dove siano stati portati. L'incertezza sulla loro sorte si aggiunge a quella per Sakineh, la donna condannata per adulterio alla lapidazione, pena poi convertira poi nell'impiccagione per concorso nell'omicidio del marito. Nei momenti concitati del blitz uno dei due giornalisti era al telefono con Mina Ahadi, portavoce del Comitato Internazionale contro la Lapidazione e la Pena di Morte. E' stato lo stesso Mina Ahadi a raccontare che il giornalista ha interrotto bruscamente la comunicazione quando le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nell'ufficio. Da qual momento Nina Ahadi ha tentato per varie ore di rimettersi in contatto con loro, ma senza successo: "Da allora i cellulari di Sajjad, Hutan Kian, e dei due giornalisti tedeschi risultano irraggiungibili"





 Né le autorità iraniana né, soprattutto, quelle tedesche hanno reso noti i nomi dei fermati e nemmeno è stato rivelato il nome della testata per la quale tali presunti giornalisti lavorassero. Inizialmente si era detto che essi fossero stipendiati dal Bild am sonntag. Tale notizia è però stata smentita dal giornale stesso.
Gli interrogativi che questa narrazione solleva sono evidenti. Se si poteva comunicare telefonicamente – evidentemente sì - che bisogno c’era di entrare in Iran con una causale di visto falsa (i due erano in possesso di un visto turistico)? Perché né la Ahadi, né la Merkel, né l’Associazione tedesca della stampa hanno ancora comunicato i nomi degli arrestati?

Annamaria... a dopo

mercoledì 13 ottobre 2010

IL SALVATAGGIO DEI MINATORI CILENI


Cari amici, dopo una breve pausa ,riprendiamo il blog con una bella notizia : sta finendo l'incubo per i 33 minatori  Cileni !
Intrappolati da oltre due mesi nelle viscere della terra a San Jose in Cile, stanno tornando in superficie stretti nella capsula Fenix.  L'operazione di salvataggio, denominata San Lorenzo, era slittata di alcune ore rispetto alle previsioni tenendo tutti con il fiato sospeso. Dopo alcuni test sulla capsula vuota, alle 23:38(ora locale) e' sceso per primo sul fondo del pozzo l'esperto minerario Manuel Gonzalez di cui la tv ha immortalato l'abbraccio con i minatori. La gioia per la risalita dei minatori e' stata esplosiva al Campamento Esperanza dove sono raccolte le famiglie dei minatori assediate dai cronisti e dalle troupe televisive di tutto il mondo. A Santiago del Cile la gente e' scesa nella Plaza Italia per festeggiare, cosi come i cileni a Washington si sono raccolti davanti alla loro ambasciata per seguire su un mega schermo le fasi del salvataggio con un tifo da stadio.


 





Annamaria... a dopo

lunedì 11 ottobre 2010

Meteo... e non solo







Cari amici, mi assenterò un paio di giorni. Riprenderemo con le ricette e i consigli di Maria ... e non solo !
Dopo tante brutte notizie di questi giorni (l'atroce morte di Sarah , i nostri soldati periti in afghanistan , la mamma uccisa a sassate dal marito, potrei continuare, ma mi fermo qui..) vi lascio con una storiella simpatica che mi ha mandato un amico e che voglio riportare qui nel blog per farvi sorridere un pò... a presto..aspettatemi!!


Per  sorridere un pò...



Veramente!!!!!

Un giorno il figlio del macellaio va da suo padre e gli dice:
-papà papà mi sono innamorato e sto per sposarmi !!!
-ma congratulazioni !!!e chi è lei ?
-è Carolina, la figlia del fruttivendolo ...
-ahhhhhhh ... noooooo ............
figlio mio ... ti devo confessare che ... non la puoi sposare .....
-perché papà ???
-ebbene ... in realtà Carolina è tua sorella
-ma ... ma ... come ??? perché ???
-eh, sai ... peccati di gioventù ...
Allora il figlio per dimenticare Carolina parte e va in India.
Dopo un anno torna e si ristabilisce in paese.
Passa un altro anno, quindi va dal padre e gli dice:
-papà papà mi sono innamorato e sto per sposarmi !!!
-ma congratulazioni !!! e chi è lei ?
-è Paola la figlia del calzolaio ...
-ahhhhhhh ... no ............
figlio mio .... ti devo confessare che .... non la puoi sposare .....
-perché papà ??? ancora ???
-ebbene sì ..... in realtà anche Paola è tua sorella
-ma ... ma ... come ??? perché ???
-eh, sai ... peccati di gioventù ....
Per dimenticare anche Paola, il figlio si arruola nella Legione Straniera ...
vaga per lungo tempo nel deserto e quando ritorna con il cuore infranto cerca di rifarsi una vita
Dopo una altro anno, un po' tremante, va dal padre ....
-papà papà mi sono innamorato e sto per sposarmi !!!
-ma congratulazioni !!! e chi è lei ?
-è Giulia la figlia del benzinaio ...
-ahhhhhhh .... no ............
figlio mio .... ti devo confessare che .... non la puoi sposare .....
-noooo ... di nuovo ???
-eh, sai ... peccati di gioventù .... però ti giuro che è l'ultima, poi non ce ne sono più...
Desolato, avvilito e piuttosto inca**ato stavolta il figlio va a sfogarsi con la madre...
Le racconta tutto ma lei, ad un certo punto, esplode in una fragorosa risata:
"figlio mio ... se venivi subito a parlarne con me !!! ... lui mica è tuo padre ... "
 

Annamaria... a dopo

Le notizie segnalate da CATERINA

Cara Caterina , riporto la notizia da te segnalata.  Aggiungo anche quella uscita sui giornali a settembre : un uomo è stato ritrovato morto ben dopo 20 anni!! Queste storie hanno veramente dell'incredibile.

 Dante Nencioni,
morto e dimenticato in casa per 7 anni
Nessuno ha mai suonato alla porta del pensionato, stroncato da un malore e rimasto cadavere nella sua villa di Frascati


Questa è la storia di un uomo senza storia. Un uomo rimosso dalla memoria di ogni consimile incrociato negli otto decenni in cui ha vissuto. Un uomo che non ha lasciato traccia negli affetti e nei ricordi di nessuno. Che si è lasciato alle spalle solo morti, o abbandoni, o indifferenza, o rancori, o labilità della memoria, o sciatterie dell’attenzione degli esseri umani verso gli altri esseri umani.

Nessuno può dire può dire come sia andata davvero, la vita di Dante Nencioni, in questa storia che va oltre la solitudine e l’indifferenza, in un non-luogo dove una vita può evaporare in una bolla vuota, eludere la memoria e i sentimenti, precipitare nel buco del nulla. Infatti non era nulla per nessuno, quel pensionato fiorentino, vissuto a Frascati per vent’anni, morto da solo a ottant’anni -presumibilmente nel 2003, per cause ignote - e rimasto per i successivi sette a deperire, come una cosa oltraggiata dall’umidità dell’altrui smemoratezza, sul pavimento del bagno di una villa isolata nella zona più prestigiosa di Frascati, che il tempo ha trasformato in un ossario.

Nessun parente. Soltanto due nipoti acquisiti, di Firenze, che appena si ricordano di lui. Due decenni a Frascati, eppure nessuno sa niente di lui. Un fantasma. Solo un’immagine sfocata nella memoria lunga di un paio di anziani che abbiamo rintracciato. «Massì, ”l’ingegnere”, simpatico, la renna e il cashemirino, la station wagon, distinto, capelli tinti, denti rifatti con gli impianti, molti soldi, parlava di aprire un Bingo a Roma, di andare a vivere in un residence». «Diceva, mi pare, di una figlia lontana con cui aveva litigato, e di una moglie divorziata e poi morta. Scendeva in piazza ogni tanto a prendere il caffè».

Eppure nessuno lo ha cercato, nessuno ha chiesto o si è mai chiesto di lui. Nessuno ha mai bussato per avere sue notizie al cancello di via Enrico Fermi 34, alto, massiccio, dissuasivo, così da inibire ogni sbirciata. Quattrocento metri quadri immersi in un giardino tutto arruffato dalle erbacce. Il tempo ha consegnato quegli ambienti, un tempo eleganti e rifiniti, all’avidità di una muffa implacabile, che si è accanita come un predatore su quella casa, su quel corpo, su quella morte, come, in precedenza, doveva aver divorato quella vita.

Perciò questa è una storia che si svolge in una terra di mezzo, dove la vita di un anziano può consumarsi in un silenzio irreparabile e perfetto come la morte, e può sfibrarsi come gli asciugamani ridotti a fili penduli che hanno vigilato sul corpo di Dante Nencioni come sinistre sentinelle funerarie. E chi lo sa se ha misurato l’entità diabolica del vuoto, Dante, già impiegato all’Agenzia delle Entrate di Roma, divorziato dal ’95, per l’anagrafe senza figli, mentre si accasciava sul pavimento del suo bagno, forse già privo di vita, o forse soltanto intrappolato in un malore che non avrebbe avuto alcun soccorso e alcun conforto. Sarebbe rimasto lì per altri anni, se l’acqua sputata dai tubi sgangherati dei suoi impianti non avesse indotto qualcuno ad avvertire i vigili urbani.

Nessuno di coloro che sono entrati in quella casa potrà dimenticare mai quello che ha visto. L’impatto con qualcosa di ancora più sinistro della devastazione che il degrado aveva minuziosamente prodotto sui mobili antichi di valore, le boiseries, i dipinti, le porcellane preziose, il buddha dorato quasi a grandezza naturale, il laboratorio con gli attrezzi da bricolage per lavorare il ferro e il legno, disposti in meticolosa simmetria. C’era qualcosa, in quell’abitazione, di ancora più inquietante delle ossa abbandonate tra la doccia e il lavandino come un mucchietto di rifiuti. Quell’ordine irreale, quei documenti archiviati e conservati nei faldoni con la pignoleria di un notaio, quei libri, corsi d’inglese ed enciclopedie, disposti in fila perfetta sugli scaffali. E in giro nessuna foto. E nella posta nessuna lettera, nessuna cartolina, nulla che non fosse un rendiconto, una bolletta, una pubblicità. E quella penna a sfera, quegli occhiali, quell’orologio d’acciaio sistemati in fila perfetta sul tavolino davanti al caminetto, accanto ad una copia chiusa di ”Porta Portese”. E quelle armi, regolarmente detenute, custodite con cura in una cassapanca. E quell’Alfa, protetta con devozione dai teli nel garage. E quel vuoto. E quella sensazione di asfissia.

Visitando quella casa il capitano dei carabinieri Marcello Sermoneta si è lasciato rinfrancare dal sollievo ripensando ai suoi cento metri quadri caotici, affollati da figli e da cani; il suo capo Giuseppe Iacoviello, che ha 31 anni, ha riflettuto sul fatto che prima o poi sarà ora di farsi una famiglia; a Barbara Luciani, comandante dei vigili del fuoco, si è stretto il cuore pensando alla sua bimba di 3 anni, che non ha fratelli. La solitudine produce solitudine. E neanche il postino, mentre nella cassetta si ammucchiavano all’inverosimile carteggi sterili da parte di entità neutre e sconosciute, ha pensato di insistere. Suonare due volte. Il postino non lo fa mai, si sa. Gli altri nemmeno.


Francesco Vicentini,
muore in casa, nessuno se ne accorge:
trovato mummificato dopo 20 anni
La tragedia nel Trentino. Il fratello, che vive nella stessa via, non aveva mai denunciato la scomparsa del congiunto
 

 Il corpo mummificato di un clochard è stato trovato nel letto di una vecchia abitazione a Cadine, sobborgo di Trento posto sulle pendici del Monte Bondone, divenuto famoso perché residenza di Ida Dalser, l'ex moglie segreta di Benito Mussolini. Lo stato del corpo di Francesco Vicentini, questo il suo nome, farebbe risalire la morte a un lasso di tempo tra i 10 ed i 20 anni. Nessuno ne aveva mai denunciato la scomparsa, nemmeno il fratello che vive nella stessa strada, e che aveva sinora dovuto rinunciare a vendere la casa in comproprietà, perché non riusciva a rintracciare l'uomo.
Nei giorni scorsi era stato notato il cedimento del tetto dell'edificio abbandonato e cadente, per cui il geometra del Comune è stato incaricato di fare un sopralluogo. Entrato dalla copertura sfondata, il geometra prima ha notato che la porta d'ingresso era chiusa a chiave, quindi con difficoltà ha raggiunto il piano rialzato, dato che la scala era caduta, e qui ha fatto la macabra scoperta. Il corpo mummificato dell'uomo era disteso su una branda. Addosso i carabinieri gli hanno trovato una piccola somma in lire, segno del tempo trascorso dalla sua morte, che gli inquirenti ipotizzano possa essere avvenuta anche 20 anni fa.
Il fratello della vittima, 72 anni, ha riferito che in passato Francesco, con il quale non aveva mai avuto rapporti stretti, aveva lavorato come camionista e che successivamente aveva cominciato ad allontanarsi da casa senza fare avere notizie. Per questo in tutti questi anni non si era preoccupato della sua scomparsa, che non era stata mai denunciata. Nessuno in paese lo aveva d'altra parte mai cercato o si era preoccupato per lui. L'uomo è descritto come persona che aveva grossi problemi di relazione e di alcolismo. Oggi avrebbe avuto 83 anni.

Caterina e Annamaria... a dopo

INNAMORARSI DI TE di S. MIGLIORE



Innamorarsi di te
È raccogliere un fiore
Innamorarsi di te
È ritornare bambino
Innamorarsi di te
È sognare l’amore
Innamorarsi di te
È guardare la luna
Innamorarsi di te
Raccogliere un fiore,
ritornare bambino,
sognare l’amore,
guardare la luna e ………
diventare poeta

TOTO'



Nuovo passo in avanti per la farmacia dei servizi, che presto si trasformera' anche in un presidio sanitario e in un centro di primo soccorso. Dal test di gravidanza ai massaggi, dalle medicazioni ad opera dei farmacisti fino alla prenotazione di visite specialistiche e alla possibilita' di effettuare analisi di prima istanza. Queste le novita' contenute nei decreti attuativi che Ferruccio Fazio ha trasmesso alla conferenza Stato-Regioni, che dovrebbe dare il via libera ai decreti entro fine mese.

Annamaria... a dopo