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lunedì 9 aprile 2018

INTERMEZZO MUSICALE - MIO FRATELLO

Tu ça talii a mia pensa a taliari a tia
Lassami campari nuddu mi po' giudicari
Tu ça talii a mia pensa a taliari a tia
Lassami cantari chista è sulu na canzuni
Calatili tutti li occhi se vi truvati davanti a li specchi
Ca tuttu chiddu ca nun si pò ammucciari
Agghiorna come la luci do suli
Tira la petra cu è senza piccatu
Nun c’è cunnanna nun c'è cunnannatu
Haiu vistu lu munnu vutatu
La pecura zoppa assicuta lu lupu

Un brano di Biagio Antonacci cantato con Mario Incudine, giovane esponente della musica popolare siciliana che duetta con lui nel dialetto della sua regione utilizzando la storica tecnica del cunto. dedicato alle belle famiglie italiane.
Storia di due fratelli (nel video interpretati da Beppe e Rosario Fiorello) che si ritrovano con un nuovo incontro e un novo inizio.
Per tutti quei fratelli e sorelle "smarriti" e che hanno smesso di comunicare e di ricordarsi...un invito al perdono e alla fratellanza.


Testo
Mio fratello era forte ribelle e più bello di me
Avevamo una donna in comune e una macchina in tre
Mi faceva conoscere gente che poi malediva
Mi parlava di stati sovrani e di nuove famiglie
Mio fratello rubava le sedie per stare più su
Mi diceva che tanta fortuna sarebbe arrivata
In un piccolo pezzo di terra mio padre pregava
Lo guardava negli occhi e temeva di averlo capito
Salvo l'uomo che bussa alla mia porta
Salvo l'uomo che canta alla finestra
Salvo l'uomo che scrive
Salvo l'uomo che ride
Salvo l'uomo e sarà un giorno di festa
Mai più mai più mai più mai più dolor
Mio fratello un bel giorno è sparito
E non ha ringraziato
C'è mia madre che ancora lo aspetta per l'ora di cena
Lui non era cattivo ma aveva un destino scolpito
Non lo cerco perché se lo trovo lo ammazzo da me
Salvo l'uomo che bussa alla mia porta
Salvo l'uomo che canta alla finestra
Salvo l'uomo che scrive
Salvo l'uomo che ride
Salvo l'uomo e sarà un giorno di festa
Mai più mai più mai più mai più dolor
Tu ça talii a mia pensa a taliari a tia
Lassami campari nuddu mi po' giudicari
Tu ça talii a mia pensa a taliari a tia
Lassami cantari chista è sulu na canzuni
Calatili tutti li occhi se vi truvati davanti a li specchi
Ca tuttu chiddu ca nun si pò ammucciari
Agghiorna come la luci do suli
Tira la petra cu è senza piccatu
Nun c’è cunnanna nun c'è cunnannatu
Haiu vistu lu munnu vutatu
La pecura zoppa assicuta lu lupu
Salvo l'uomo che bussa alla mia porta
Salvo l'uomo che canta alla finestra
Salvo l'uomo che scrive
Salvo l'uomo che ride
Salvo l'uomo e sarà un giorno di festa
Mai più mai più mai più mai più dolor
Mai più mai più mai più mai più dolor

Annamaria

martedì 13 giugno 2017

SENZA TITOLO


Con Mooseca Enrico Papi copia Rovazzi?  Boh, chissà come la pensa la rete...



Annamaria

venerdì 5 luglio 2013

LA VOCE DI BARRY WHITE

Era il 4 luglio del 2003 quando si apprese della morte di Barry White. Aveva solo 58 anni e da tempo era malato. 



Nato nel 1944 a Galveston, Barry White è cresciuto in una delle zone più difficili della California e la sua adolescenza, come anche il resto della sua vita, sono state segnate in maniera indelebile dalle esperienze fatte in quegli anni.

A 15 anni Barry White lascia la scuola e inizia a frequentare delle compagnie poco raccomandabili, tanto che poco dopo finì in carcere: sette mesi di detenzione per furto di pneumatici. Fu questo il punto di svolta nella vita di Barry White, un’esperienza dura che lo portò a capire che il suo destino sarebbe dovuto essere un altro, e così cambio strada, tornando alla vecchia passione per la musica.

Sono gli anni ’60 e in questo periodo Barry White inizia a militare in diverse band, prima di tutte i The Upfronts, un gruppo studentesco nel quale cantava come basso e inizia anche a scrivere musica. Da quel momento la sua vita prende una direzione diversa: capisce che la musica è la sua vita e inizia a dedicarcisi con serietà ed impegno.

Sono gli anni in cui Barry White impara ad usare gli strumenti del mestiere e anche le case discografiche iniziano ad accorgersi di lui e della sua bravura come produttore. Il primo brano da lui prodotto a finire al primo posto di una classifica – e non di una qualunque, ma di quella Billboard – è It May Be Winter Outside di Felice Taylor.


Un altro punto importante nella vita di Barry White sarà l’incontro con le Love Unlimited – Glodean e Linda James e Diane Taylor – un trio femminile per il quale produrrà nel 1972 l’labum From A Girl’s Point of View We Give to You… Love Unlimited, che riesce a vendere più di un milione di copie.

A quel punto la UNI Records, la casa discografica della Love Unlimited, propose a Barry White di smettere di essere solo un produttore e di diventare egli stesso un cantante: nessun consiglio fu più azzeccato.

Il suo primo album I’ve Got So Much to Give, del 1973, è il primo passo per una strada lunga e piena di successo. Il disco, infatti, raggiunge il primo posto della classifica americana R&B. Stessa sorte, più o meno, per tutti i suoi altri album, 20 solo quelli di inediti, pubblicati tra il 1973 e il 1993.

Poi, data la sua mole, iniziano a manifestarsi i primi problemi di salute che lo portano ad allontanarsi sempre di più dalle scene. Negli ultimi anni della sua vita è costretto a diversi ricoveri fino a che, il 4 luglio del 2003, l’acuirsi di un blocco renale lo uccide.

Barry White è stato uno dei maggiori rappresentanti della musica leggere americana con il suo stile particolare dato sia dalla sua incredibile voce che dai testi delle sue canzoni, romantici, sensuali, spesso ammiccanti e ambigui. La sua popolarità negli States, come nel resto del mondo, è stata di grande livello, e lo continua ad essere anche adesso, a dieci anni dalla sua scomparsa.




Annamaria...a dopo

martedì 28 maggio 2013

CIAO " CIUFFO RIBELLE"



Little Tony, il cuore matto,  ci ha lasciati. Per tanti , per molti le sue canzoni sono state il modo per conoscersi ,ragazze e ragazzi, alle feste e alle balere dell'epoca (anni 60) E, grazie al mangiadischi e la sua bella voce era (quasi sempre) un successo. A modo suo faceva paura perché parlava di amor carnale, che a quei tempi  era un tabù, da noi. Un brano, sempre per l'epoca (1969) straordinariamente impetuoso era "BADA BAMBINA" Con tanta tristezza nel cuore, se ne va una parte bellissima della nostra gioventù. Ma, un Grande come Lui , un artista vero, sempre sorridente,allegro e simpatico continuerà a vivere nei nostri "cuori ...matti", come celebra la sua famosa canzone.



Little Tony, all'anagrafe Antonio Ciacci, comincia giovanissimo a esibirsi nei ristoranti dei Castelli Romani, cui seguono i locali da ballo, le balere e i teatri di avanspettacolo. Nel 1958 viene notato da un impresario inglese Jack Good, che lo convince a partire con i fratelli per l'Inghilterra, dove nascono 'Little Tony and his Brothers'.Rimane in Gran Bretagna per diversi anni, dove nasce la sua passione per il rock and roll che durerà tutta la vita e gli echi dei suoi successi inglesi arrivano in Italia dove tra il '58 e il '60 incide molti singoli tra i quali 'Johnny b. Good', 'Lucille', ma la prima vera occasione arriva nel '61 con il Festival di Sanremo dove in coppia con Celentano canta 'Ventiquattromila bacì, che ottiene il secondo posto. Il primo successo discografico è del '62, 'Il ragazzo col ciuffo", per tornare poi a Sanremo nel '64 con 'Quando vedrai la mia ragazzà. Con "Ridera" del '66 vende quasi un milione di copie.

Forse il suo piu' grande successo è 'Cuore matto', che canta a Sanremo nel '67 e che resta al vertice delle classifiche per molte settimane in Italia ma gli apre le porte di Europa e America del sud. Tra gli altri successi di Little Tony, 'La spada nel cuorè, in coppia con Patty Pravo (Sanremo 1970), e 'Profumo di mare' (dell"82, sigla della serie tv 'Love boat').

Negli anni '80, con Bobby Solo e Rosanna Fratello, da' vita al gruppo 'I Robot'. Nel 2004 ha collaborato con Gabry Ponte, attuale giudice di 'Amici' 2013 alla realizzazione del brano 'Figli di Pitagora'.

Nel 2008 torna al Festival di Sanremo per festeggiare 50 anni di carriera con un brano dal titolo simbolico 'Non finisce qui'.
Little Tony era stato colpito da un infarto nel 2006 durante un concerto a Ottawa.


 Annamaria... a dopo


mercoledì 15 maggio 2013

SUSAN FIROZ , PRIMA RAPPER AFGHANA





Susan Firoz, 23 anni ha tolto il burqa ed ha sposato la musica, diventando la prima rapper afghana. Una sfida aperta, contro l'integralismo islamico , fino a diventare un simbolo per migliaia di donne afghane. Il suo primo singolo, "Hamsaya ha" ("I nostri vicini") parla del dramma dei rifugiati



Susan, però, deve fare i conti con le minacce ricevute dai talebani contro di lei e la sua famiglia e affrontare la loro rabbia. Questo è il prezzo che deve pagare per seguire la sua passione di sempre.

Secondo alcune fonti  sta spingendo contro le norme sociali e le barriere costruite intorno alle donne in Afghanistan con il suo talento, per la musica e le parole. 

Susan ha dichiarato ad un giornale locale Afghano: "Quelli che mi stanno minacciando, mi dicono  'Ti rapiremo e ti violenteremo " oppure i tuoi fratelli o un membro della tua famiglia. Sto affrontando un sacco di problemi  ". E ancora :

-Che cosa è successo al mio popolo, che cosa mi è successo e che cosa è accaduto nel nostro paese è la ragione per cui sono diventata una rapper. Voglio esprimere i problemi attraverso la musica rap, molto comune in molti altri paesi ma  una nuova forma di espressione musicale in Afghanistan. L'approccio con il rap è iniziato quando la mia famiglia viveva in Iran e nonostante le sfide ero felice con la vita. Soprattutto quando mi confronto con la vita di tante altre ragazze ,in Afghanistan, che non hanno il permesso di ascoltare musica. 

Susan , spera che un giorno sia ricordata come una delle più grandi pop star dell'Afghanistan.

In bocca al lupo Susan!! 

Annamaria...a dopo

venerdì 1 marzo 2013

LUCIO DALLA a un anno dalla morte





Lucio Dalla è stato un musicista, cantautore e attore italiano. Musicista di formazione jazz, è stato uno dei più importanti, influenti e innovativi cantautori italiani di sempre. 


A un anno della sua scomparsa un omaggio al grande artista : torna in vinile "Notte di luna calante", brano di Modugno inciso da Dalla. La Rai lo omaggia con un maxi-live da piazza Maggiore a Bologna



domenica 12 agosto 2012

MUSICA!






FRANCO BATTIATO



Il brano che state ascoltando è stato scritto quasi 30 anni fa, a quattro mani, da Franco Battiato con Maria Antonietta Sisini, intitolato: "Lettera al governatore della Libia" interpretato insieme a Giuni Russo (che l'aveva già inciso da sola nel suo disco "Energie" del 1981) e inserito nell'album live (esistente anche in edizione spagnola) "Giubbe rosse" del 1989 (dalla pagina wikipedia: "La EMI Italiana è abbastanza lieta di presentare GIUBBE ROSSE il primo album dal vivo del cantautore siciliano").
GIUNI RUSSO

 Il governatore del testo è il generale Rodolfo Graziani (esplicitamente nominato da Battiato) che agì con spietata durezza durante la Guerra di Libia (1921-1931), regione di cui poi sarebbe stato nominato plenipotenziario da Mussolini. Oltre a Graziani, viene citato anche Al-Mukhtar, un religioso guerrigliero che in Cirenaica guidò la resistenza contro gli italiani: nel 2009, durante una delle sue visite nella nostra Penisola, Gheddafi aveva appesa al petto la sua foto.

Il pezzo suona profetico... Le strofe raccontano la tragedia della Libia e del suo popolo, vittima di un pazzo sanguinario. 

Presso una casa antica e bella
Piena di foto di regine e di bandiere
Aspettavamo il console italiano
La fine dell'estate fu veloce
Nuvole nere in cielo e qualche foglia in terra
Carico di lussuria si presentò l'autunno di Bengasi
Lo sai che è desiderio della mano l'impulso di toccarla
Ho scritto già una lettera al governatore della Libia

I trafficanti d'armi occidentali
Passano coi ministri a fianco alle frontiere
Andate a far la guerra a Tripoli
Nel cielo vanno i cori dei soldati...

Annamaria...a...? presto!

venerdì 3 agosto 2012

MUSICA!!





Il tormentone per eccellenza, Gioca Jouer di Claudio Cecchetto, compie 30 anni
Sì, perché dall'esordio negli anni '80 il brano non ha mai smesso di essere suonato e ballato un po' ovunque. Certo, forse le nuove generazioni non lo conoscono ma Gioca Jouer è ancora ben presente nell'immaginario collettivo.
Nata nel 1981 dalla mente del Dj Cladio Cecchetto e Giancarlo MeiGioca Jouer esordì come sigla del Festival di Sanremo dello stesso anno, festival guardacaso presentato proprio da Cecchetto. Fu il patron della kermesse di allora, Gianni Ravera, a scegliere il celebre brano per introdurre il festival della canzone. E fu un successo.
Per celebrare i 30 anni del Gioca Jouer i due figli di Cecchetto, Jody e Leonardo, hanno scovato tutte le esibizioni del ballo, le hanno montate in un video e lo hanno caricato su YouTube, per la gioia di papà Claudio.
"Non chiamiamola canzone ma gioco. È inutile ascoltarla e basta ma ci devi giocare, magari facendo un po' lo stupido. Credo in Italia, ma addirittura nel mondo, non esista un caso come questo", ha detto Claudio Cecchetto
In effetti Gioca Jouer in 30 anni di onorato servizio è stato ballato in sagre, compleanni, feste, discoteche e in mille altre occasioni. Ecco perché è ancora così amato da celebrarne il 30esimo compleanno.


 La celebre hit , è stata rivisitata e trasformata, in movimenti piu adatti ,anche per le olimpiadi di Londra 2012:

Annamaria




lunedì 5 marzo 2012

OMAGGIO A JOHN BELUSHI A 30 DALLA SCOMPARSA






A 30 anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordare un mito della comicità  americana, John Belushi. 


 Figlio di emigranti albanesi, John si fece notare fin dal suo esordio al Saturday Night Live, al quale partecipavano anche altri giganti della risata quali Bill Murray, Dan Aykroyd e Chevy Chase.


Amava dire delle sue interpretazioni e del suo tipo di comicità demenziale, molto vicina alle esigenze del pubblico e priva di intellettualismi:




"I miei personaggi dicono che va bene essere incasinati. La gente non deve necessariamente essere perfetta. Non deve essere intelligentissima. Non deve seguire le regole. Può divertirsi. La maggior parte dei film di oggi fa sentire la gente inadeguata. Io no"...





Forse pochi riescono a dividere la figura di John Belushi  in due parti: quella dell’attore comico e quella del cantante di successo. Il volto di Animal House 

The Blues Brothers

 ha realizzato, grazie a quest’ultimo film, ben quattro album e altrettanti sono stati pubblicati solo dopo la sua morte.
Portando il pubblico internazionale a scoprire (o riscoprire) il fascino del blues… alla portata di tutti.



Annamaria... a dopo





giovedì 1 marzo 2012

CIAO LUCIO!

Nella vita ci sono i miti e tu sei il nostro.Anche noi, come i tuoi vicini di casa, accendiamo la tua musica. Sarai sempre nei nostri cuori!











futura 


Chissà chissà domani 
su che cosa metteremo le mani 
se si potrà contare ancora le onde del mare 
e alzare la testa 
non esser così seria, rimani 
i russi, i russi gli americani 
no lacrime non fermarti fino a domani 
sarà stato forse un tuono 
non mi meraviglio 
è una notte di fuoco 
dove sono le tue mani 
nascerà e non avrà paura nostro figlio 
e chissà come sarà lui domani 
su quali strade camminerà 
cosa avrà nelle sue mani.. le sue mani 
si muoverà e potrà volare 
nuoterà su una stella 
come sei bella 
e se è una femmina si chiamerà futura. 
Il suo nome detto questa notte 
mette già paura 
sarà diversa bella come una stella 
sarai tu in miniatura 
ma non fermarti voglio ancora baciarti 
chiudi i tuoi occhi non voltarti indietro 
qui tutto il mondo sembra fatto di vetro 
e sta cadendo a pezzi come un vecchio presepio. 
Di più, muoviti più fretta di più, benedetta 
più su, nel silenzio tra le nuvole, più su 
che si arriva alla luna,si la luna 
ma non è bella come te questa luna 
è una sottana americana 
Allora su mettendoci di fianco,più su 
guida tu che sono stanco, più su 
in mezzo ai razzi e a un batticuore, più su 
son sicuro che c'e' il sole 
ma che sole è un cappello di ghiaccio 
questo sole è una catena di ferro 
senza amore, amore, amore, amore. 
Lento lento adesso batte più lento 
ciao, come stai 
il tuo cuore lo sento 
i tuoi occhi così belli non li ho visti mai 
ma adesso non voltarti 
voglio ancora guardarti 
non girare la testa 
dove sono le tue mani 
aspettiamo che ritorni la luce 
di sentire una voce 
aspettiamo senza avere paura, domani












domenica 5 febbraio 2012

MUSICA





CAPIRE IL TESTO DELLE CANZONI STRANIERE



Traduzione Malo

Sei apparso in una notte fredda 
con una puzza di tabacco putrido e gin 
la paura già mi percorreva 
mentre incrociava le dita dietro la porta 
il tuo viso da bel bambino 
se l'è mangiato il tempo attraverso le tue vene 
e la tua insicurezza maschilista 
si riflette ogni giorno nelle mie lacrime 
una volta ancora, no per favore 
sono stanca e il mio cuore non può sopportarlo 
una volta ancora, no amore mio per favore, 
non gridare che i bambini dormono 
mi tramuto in fuoco 
brucio i tuoi pugni di acciaio 
e dal colore scuro delle mie guance 
tirerò fuori la forza 
per guarirmi le ferite 

Cattivo, cattivo, cattivo, cattivo sei 
non si danneggia chi si ama, no 
tonto, tonto, tonto sei 
non crederti migliore delle donne! 

il giorno è grigio quando ci sei tu 
ed il sole appare di nuovo quando vai via 
e la pena del mio cuore 
io me la devo inghiottire col fuoco 
il mio viso di bambina carina 
è invecchiato nel silenzio 
ogni volta che mi dici puttana 
il tuo cervello diventa più piccolo 

una volta ancora, no per favore 
sono stanca e il mio cuore non può sopportarlo 
una volta ancora, no amore mio per favore, 
non gridare che i bambini dormono 
mi tramuto in fuoco 
brucio i tuoi pugni di acciaio 
e dal colore scuro delle mie guance 
tirerò fuori la forza 
per guarirmi le ferite 

Cattivo, cattivo, cattivo, cattivo sei 
non si danneggia chi si ama, no 
tonto, tonto, tonto sei 
non crederti migliore delle donne! 
sei cattivo perchè lo vuoi.
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