Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post

domenica 16 ottobre 2011

Le riflessioni di CIPRIANO - "Rosso riserva? ...Spingere a mano"





Nonostante la spaventosa crisi economica che
stiamo vivendo, nonostante l’impegno più di
chiacchiere che di fatti dei nostri rappresentanti
riguardante un drastico ridimensionamento nu-
merico, continuo a vedere gironzolare per strada
molte auto blu ministeriali o chiamiamole di ser-
vizio, con o senza lampeggianti, con o senza gli il-
lustri passeggeri.
Per esperienza vi posso tranquillamente dire che
più sono importanti i personaggi a bordo, meno
nell’occhio vogliono dare, più asini e presuntuosi
sono, più polizia e scorta si portano dietro, natura-
lmente con tanto di sirene e sgommare di ruote.
Voglio raccontarvi e ricordare a me piacevolmente
un certo avvocato Gianni Agnelli che arrivò un
giorno improvvisamente dove prestavo servizio,
in un taxi, da solo; scese aiutandosi con il bastone,
sbrigò sempre scrupolosamente da solo alcune
faccende, e ritornò tranquillamente nel mezzo
pubblico che l’aspettava, tra lo sguardo allibito ed
ammirato di alcuni presenti …Tutto questo qua-
dretto per portare a vostra conoscenza l’ennesi-
ma “notiziola” che forse molti di voi già conoscono.
Mentre ancora tante auto blu girano a vuoto,
alcune per servizi accompagnamento matrimoni
a personaggi “in”, aerei di stato che portano (a
nostre spese) individui strani e mercanzie varie,
ormai i mezzi delle Forze dello Ordine viaggiano
(quando sono in condizione di uscire) sempre più
con la luce della riserva carburante accesa.
Le denunce di questa tragica situazione sono
quotidiane, e provengono ormai da quasi tutte
le zone d’Italia.
L’ultima in ordine di tempo proviene dalla Polizia
Penitenziale, dove anche lì sono finiti i soldi per
il carburante e la giustizia rischia il disastro.
Al tribunale di Arezzo è già assoluta emergen-
za, e si è rischiato di dover liberare arrestati
anche pericolosi per l’impossibilità di celebrare
i processi con il rito direttissimo o di tenere le
udienze di convalida.
La paralisi dei mezzi del Nucleo traduzioni
detenuti della polizia penitenziaria di Sollic-
ciano ha cominciato a riflettersi anche sugli
uffici giudiziari di Firenze. Per ore è stato
impossibile far arrivare in corte d’appello
i detenuti che dovevano essere processati
davanti alla sezione penale.
Questa denuncia è di Francesco Falchi, vice-
segretario di una sigla sindacale della polizia
penitenziaria, che si dichiara letteralmente
“allibito” .
Sempre secondo il rappresentante, già da alcu-
ni mesi erano finiti i soldi per il carburante ed
i distributori, che avevano una convenzione con
il carcere di Sollicciano, avevano bloccato le card
speciali che consentono al Nucleo traduzioni di
alimentare i mezzi per trasportare i detenuti.
La situazione degli automezzi di servizio è anco-
ra più tragica, visto che sono quasi tutti vecchi,
la metà ferma perché guasta o inservibile, e quel-
li che possono uscire hanno gomme lisce, guasti
vari e diverse centinaia di migliaia di chilome-
tri sul groppone.
Questo è quello che vi dovevo come informazione;
molti e soprattutto gli spiritosi potranno obiet-
tare che di problemi ne abbiamo in quantità indus-
triale, e anche di più gravi. Che la Penitenziaria
porti i detenuti in ritardo alle udienze, ma suvvia,
cosa volete che sia qualche settimana di ritardo
a fronte di anni e anni di processi. In fondo meno
auto in circolazione vuol dire meno inquinamento
e meno traffico, non facendo altresì stressare i de-
tenuti e gli agenti accompagnatori con queste con-
tinue traduzioni.
Cari amici in divisa e borghese, perché non ci
mettiamo comodi e ci gustiamo uno di quei bei
film polizieschi americani; che invidia ...Quant
so’ bell i poliziotti americani; alti, affascinanti,
robusti, sempre con pistola carica e dieci carica-
tori di riserva, coca cola, mezzo litro di brodo di
caffè e panino farcito con pollo, salsiccia, formag-
gio, senape, pancetta, uova e tonno (totale 25.000
calorie), allorché partono come un razzo all’insegui-
mento dell’auto sospetta: la macchina del feroce e
crudele criminale sfreccia in una folle corsa sulle
larghissime superstrade, inseguito da cinquanta,
sessanta forse cento auto della polizia a sirene spie-
gate, tutte nuove e pulite come appena uscite dal-
l’autosalone, tutte con un solo agente a bordo che
guida, risponde alla radio, fuma, mangia il panino,
beve il caffè e spara dal finestrino. L’inevitabile
carambola di speronamenti, incidenti, sparatorie
con centinaia o forse migliaia di colpi esplosi, il
tutto coronato da tamponamenti a catena e col-
lisioni di auto, posti di blocco sfondati e le solite
trenta o quaranta auto della polizia che finiscono
rovinosamente fuori strada o incendiate.
Niente paura, negli Usa non si bada a spese, subito
arrivano dalla cittadina vicina altre settanta o ot-
tanta auto dello sceriffo del posto, che si pongono
subito all’inseguimento.
Alla fine il vile gaglioffo viene neutralizzato vivo o
morto, anche se il terreno è cosparso di centinaia
di nuovissime auto della polizia distrutte.
Haimè , i nostri inseguimenti invece sono molto
più “intimi”, quasi spartani, austeri e poveri, fatti
con molta austerità a velocità moderata, anche
perché di auto da buttare all’inseguimento ce ne
sono poche, e la spia segna rosso; gli stessi banditi
non è che se la passano meglio.
La cosa che però non vedrete mai, è la macchina
delle Forze dell’Ordine che si incendia di botto.
Cosa tecnicamente impossibile. Sono tutte senza
benzina!

Cipriano



domenica 9 ottobre 2011

Le riflessioni di CIPRIANO - "ATTENTI AL BABA'"






Quando l’ho letta alcuni giorni fa non volevo
crederci, ed ho quindi cercato conferma di
questa notizia, trovandola ovunque nei media.
La vicenda che vi racconto, risalente già ad
alcuni giorni orsono, ha davvero dell’incredibile.
Sembra tratta da un film o un romanzo comico.
I fatti. Una donna di Caserta, dopo avere
mangiato alcuni babà ad una festicciola del
nipotino, si è messa forse troppo allegramente
alla guida della sua bici.
Fermata dalla polizia, la signora ha dovuto
fare l’alcool test ed è risultata positiva! Già,
perché il tondo e goloso dolce è anche bagnato
notoriamente con un po’ di rhum, secondo la
più classica tradizione napoletana, che ha fatto
schizzare il tasso alcoolico nel sangue di quel
tantino che l’ha messa nei guai. Sembra una
storia accaduta in Svezia, in Svizzera o negli
immacolati e cristallini paesi nordici, invece e’
avvenuta nelle assolate lande casertane.
Il sempre attuale poeta latino Orazio sottoline-
ava che : - “Est modus in rebus: sunt certi
denique fi nes, quos ultra citaque nequit consi-
stere rectum” – tradotto in volgare : - C’è una
misura nelle cose; vi sono precisi confini, oltre
i quali e primo dei quali non può sussistere il
giusto - Come dire che nelle cose ci vuole
equilibrio, saggezza, normalità.
Così, mentre le nostre strade vengono attraver-
sate continuamente da auto, moto o camion in
folle corsa, a talvolta guidate da pirati della
strada, imbottiti di droghe o di alcool, che fanno
stragi di pedoni, ciclisti, persone sui motorini,
nonne mamme e bimbi nei carrozzini, che se
arrestati vengono condannati a pene vergogno-
samente irrisorie, ad una giovane donna caser-
tana e’ stata invece ritirata la patente di guida
perché trovata in lieve stato di allegra euforia
mentre era alla guida della propria bicicletta.
Non sono valse alla giovane donna le spiega-
zioni fatte alle forze di polizia che l’avevano
fermata, il chiarimento di non aver mai assunto
alcuna bevanda alcolica semplicemente in quanto
astemia. Ha solo candidamente confessato di
avere esagerato con i baba’ ( bagnati con il rhum
o limoncello) mangiati poco prima durante la festa
per il battesimo del nipotino.
La polizia giudiziaria in base alle nuove norme del
Codice della strada, che consentono di ritirare la
patente di guida anche a un conducente di una
bicicletta (in quanto anche questo tipo di mezzo e’
equiparato per legge ad auto e moto), ha ritenuto
opportuno applicare questo provvedimento alla
signora casertana. Certo è che gli italiani quando
vogliono sanno essere inflessibili e severi se, per
un reato più o meno simile, qualche tempo fa in un
paesino austriaco una ragazza trovata leggermente
allegra alla guida della propria auto da una pattuglia
di agenti, ha ricevuto un trattamento ben differente.
Colta sul fatto, la sventurata rea ha fatto vedere ai
severi gendarmi una torta adagiata sul sediolino
destro dell’auto, e che stava ancora sgranocchiando:
la famosa e pare squisita “Gugelhupf” imbevuta
secondo tradizione di vino dolce e caffè.
Tradotta in commissariato per le identificazioni di
rito, alla ragazza fu ridata subito indietro patente e
libertà,in cambio di un rimbrotto e la precisa ricetta
scritta del prelibato dolce, che fu naturalmente seque-
strato e consumato sul posto dagli agenti e dalla
stessa ragazza, rimessa in libertà dopo aver dimostrato
senza nessun dubbio di sorta, di essere non più in
preda ai fumi del dolce.
Bhé, da parte dei rigorosi ed inflessibili agenti
austro-ungarici, una prova di intelligente applicazione
della massima di Orazio.
Morale della storia, indipendentemente da come
questa vicenda va a finire, è chiara, inequivocabile,
evidente e palese a tutti : Golosoni di tutta Italia,
state alla larga dai posti di blocco, e sempre al grido
“A me o Babà! Dio me l’ha dato e guai a chi lo
tocca”.
Buon inizio settimana a tutti
Cipriano

domenica 11 settembre 2011

11 settembre 2001 - PER NON DIMENTICARE di CIPRIANO



11 settembre 2001 : quattro attacchi suicidi da parte di terroristi di al-Qa'ida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d'America.
Oltre ai 19 dirottatori, vi furono 2974 vittime come conseguenza immediata degli attacchi, mentre i dispersi furono 24. La gran parte delle vittime erano civili, appartenenti a 90 diverse nazionalità.


Il nostro amico Cipriano, dopo un periodo di silenzio, torna a scrivere per noi ricordando il tragico evento di 10 anni fa.


chi ha un po’ meno di venti anni ricorda benissimo quel

terrificante primo pomeriggio di un anonimo ma

maledetto martedì di settembre.

Ognuno di noi ha un aneddoto, una storia, decine di

particolari legati a quegli indecifrabili minuti, a quelle

ore passate increduli davanti alle televisioni, senza

sapere effettivamente cosa stesse accadendo. Intanto

dall’altra parte dell’emisfero, nella antica patria, sogno

giovanile di chi ha sempre creduto nella libertà, la storia

aveva scritto con inchiostro rosso indelebile una delle

pagine più tragiche e sciagurate.

Gli avvenimenti furono noti: alle 08 e 45 quel Boeing 767

della United Airlines si era schiantato su una delle Torri

Gemelle di New York, seguito subito dopo da un secondo

aereo, sulla Torre Sud, mentre un terzo aereo veniva

lanciato sul Pentagono, sede del Dipartimento della Difesa

a Washington. Il quarto aereo con 45 passeggeri a bordo

(il famoso United Airlines 93), destinato a schiantarsi sul

Campidoglio, precipiterà poco dopo in Pennsylvania,

presso Pittsburg, dopo una tragica ma eroica ribellione

dei passeggeri.

E’ l’inizio del giorno più lungo e doloroso nella storia

degli Stati Uniti d’America, mai colpiti così duramente al

proprio interno da un attacco suicida, immediatamente

paragonato a Pearl Harbour.

Ma le vittime stavolta furono molte di più.

Sono trascorsi 10 anni dal giorno in cui “nulla fu più come

prima”. L’America in primis scoprì la propria vulnerabilità

e quella che fu chiamata “perdita dell’innocenza”; quello

shock a cui va incontro un qualsiasi essere umano quando

vede crollare in pezzi la propria idea del mondo, la propria

sicurezza, la propria forza; lo stesso fu per l’intero mondo

occidentale, da allora in poi impegnato a fianco degli USA

nella ‘guerra globale contro il terrorismo’, fatta con alterna

fortuna e dagli scenari tuttora indefiniti.

giovedì 1 settembre 2011

RIFLESSIONI DI FINE ESTATE


Con l'ingresso di settembre, l'estate comincia ad allontanarsi. Anche se, a detta degli esperti ci aspetta, per fine settimana, un'altra ondata di caldo africano. Un pò ovunque i media ci regalano consigli pratici per aiutarci nella ripresa della vita quotidiana dopo giorni e giorni di ozio (meritato) o cambiamento di stile di vita. Sembra però che ,quest'anno ,solo un italiano su cinque abbia avuto il privilegio di andare in vacanza.


Lo stress da rientro (Maria sei stressata?... io no, anche se ...)



Se al rientro riscontrate senso di stordimento, calo dell'attenzione, mal di testa, digestione difficile, raffreddore, mal di gola, tosse e dolori muscolari, non allarmatevi possono essere tutte manifestazioni del cosiddetto stress da rientro, quello stato di tristezza post-vacanza che, secondo le statistiche, colpisce circa un italiano su dieci.

Le cause

Come già accennato prima la ragione del repentino mutamento del nostro umore è, il più delle volte, il rapido cambiamento delle abitudini: se durante le vacanze siamo stati rilassati e occupati in attività che non comportano particolari obblighi, il ritorno a casa e al lavoro rappresenta la ripresa dei ritmi di tutti i giorni e delle responsabilità della vita quotidiana.

Questi cambiamenti, soprattutto se avvengono in maniera brusca, possono causare problematiche nei delicati equilibri dell’organismo. Il corpo necessita di qualche tempo per "acclimatarsi" e abituarsi alle nuove condizioni di vita e, durante questo periodo, soffre. Da qui, l’impressione del sentirsi giù, distratti, poco efficienti, con la testa tra le nuvole.

Cosa fare

Tali sensazioni, che comunque spariscono in un po' di tempo, possono essere ridotte e contenute con qualche attenzione.

* È importante, per prima cosa, prepararsi in anticipo e in modo progressivo al cambiamento e programmare qualche giorno di riposo prima della data effettiva del rientro. In questo modo potremo arrivare alla fine della vacanza pieni di energie.
* Attenzione anche a riprendere la vita quotidiana in modo graduale non facendosi prendere dal panico dalla mole di lavoro che, probabilmente si è accumulata durante la nostra assenza.
* Almeno nella prima settimana è meglio puntare su piccoli obiettivi davvero essenziali e lasciare per un secondo momento i progetti di lavoro più complessi e ambiziosi.
* Un altro valido sistema è quello di fare ogni giorno dell'attività fisica, per mantenersi ancora attivi dopo le nuotate o le camminate fatte al mare o in montagna.
* Anche l'abbigliamento può aiutare: passare direttamente dalla tenuta bermuda e infradito al vestito completo con cravatta (o al taileur) può contribuire ad affaticare ulteriormente l'organismo.

Una curiosità: il nome dello stress post-vacanza, in inglese, è Post-Vacation Blues, da "blue" che significa anche tristezza, depressione. A questo significato si riallaccia anche il nome dello stile musicale blues, originariamente canto di tristezza, dolore e angoscia quotidiana, diffuso tra le comunità nere americane in schiavitù.


Lo stress post vacanza si combatte anche con l'uva


Dicevamo che dopo le vacanze estive, il rientro nelle città bollenti e la ripresa quotidiana del lavoro, che comporta un cambiamento drastico dei ritmi di vita, provoca inevitabilmente stress. Un valido aiuto per affrontare questo tipo di stress è rappresentato dai chicchi d'uva, come afferma la Coldiretti.

Come riferisce l'associazione, numerosi studi scientifici come la ricerca dell'Istituto di patologia vegetale dell'Università di Milano e pubblicata sul Journal of the Science of Food and Agricolture evidenziano che la melatonina scoperta nelle uve rosse potrebbe aiutare a regolare i ritmi circadiani negli esseri umani, proprio come fa l'ormone prodotto naturalmente dalla ghiandola pineale situata nel cervello.

La melatonina regola infatti il ritmo sonno-veglia e indica al nostro organismo quando è il momento di andare a dormire, oltre ad avere un'interessante attività antiossidante. In realtà la scoperta delle proprietà tranquillizzanti dell'uva è soltanto una delle prove scientifiche che conferma risultati noti nella tradizione popolare sulle proprietà tranquillizzanti della frutta che secondo le analisi scientifiche contiene sostanze che hanno la stessa azione del diazepam, il principio attivo presente in noti farmaci, che si trova soprattutto nelle mele, nella quantita' di 10-20 nanogrammi per grammo.

“In generale, - ha spiegato la Coldiretti - il consumo di alimenti con zuccheri semplici come la frutta dolce aumenta la produzione da parte dell'organismo di serotonina, il neuromediatore del benessere che stimola il rilassamento, dalle pesche alletipo mele, dall'uva al melone, dalle pere alle zucchine, ma anche pomodoro, peperoni e insalate sono - sottolinea la Coldiretti - ricchi di proprietà 'curative' che possono agevolare il ritorno ai ritmi di vita quotidiani”.

A questo punto mi domando , parlando sempre di stress quanta frutta dovranno mangiare gli italiani che hanno dovuto rinunciare alle vacanze e a questo genere di stress Post vacanze

Concludo parlandovi un pò della  Sicilia che risulta essere " la regina dell'estate 2011" in quanto a presenze.


Anche in tempo di crisi gli italiani che non hanno rinunciato alle vacanze e prediligono il mare hanno affollato la Sicilia, per quanto riguarda le mete in Italia e la Spagna per le vacanze all'estero. Luoghi accomunati dalla presenza del mare, da un clima e una cucina mediterranei dall'arte e dalla cultura.

In Sicilia sono molte le proposte di vacanza che spaziano dagli itinerari naturalistici, alle città d'arte, al mare in tutte le sue declinazioni: spiagge, scogliere, itinerari in barca e sport acquatici. Al successo della Sicilia come meta per le vacanze estive di italiani e stranieri hanno contribuito anche le Bandiere Blu assegnate da Legambiente. Salina, nell'arcipelago delle Eolie, è stata incoronata perla dell'estate con 5 vele, il massimo riconoscimento di Legambiente, per il quinto anno consecutivo. Salina è accompagnata da Pozzallo (Ragusa) da Fiumefreddo di Sicilia- Marina di Cottone (Catania), Ispica (Ragusa), Marina di Ragusa (Ragusa), Menfi (Agrigento), Noto (Siracusa), San Vito Lo Capo (Trapani).

Una vacanza in Sicilia significa anche risparmio grazie ai numerosi pacchetti e alle offerte di B&B, case vacanza e appartamenti in affitto turistico e ai voli low cost che hanno avuto una crescita esponenziale nei principali aeroporti dell'isola. I voli low cost hanno sostituito, anche per in periodo di alta stagione turistica, i voli tradizionali e i voli charter e i low cost per la Sicilia sono sul podio con prezzi medi per tratta molto concorrenziali rispetto ad altre regioni.

L'aeroporto di Catania Fontanarossa è uno dei maggiori aeroporti italiani per mole di traffico aereo in uscita e in entrata. Fontanarossa offre numerosi rotte nazionali con tratte da e per Roma, Olbia, Bologna, Firenze, Forlì, Pisa, Parma, Venezia e Milano. Inoltre l'aeroporto di Catania è leader per i voli da e per i principali scali per la Germania (Monaco, Francoforte, Hannover, Dusseldorf, Colonia-Bonn, Berlino, Amburgo, Stoccarda) e da e per la Spagna (Madrid, Barcellona). Da Catania esistono collegamenti diretti per Parigi, Londra, Mosca, San Pietroburgo, Praga, Vienna e Bruxelles.


L'aeroporto di Trapani Birgi è invece gettonatissimo per i voli operati da RyanAir, compagnia leader nell'offerta di voli low cost in tutta Europa e in Italia. Infine c'è lo scalo aereo Falcone Borsellino del capoluogo, Palermo, che accoglie il turismo di coloro i quali scelgono una vacanza siciliana per scoprire le bellezze di Palermo e della costa nord occidentale dell'isola. Nella Sicilia occidentale uno dei più conosciuti luoghi di soggiorno è San Vito lo Capo nei pressi del quale si trova la Riserva dello Zingaro, un tratto di costa da favola ricca di calette e sentieri immersi nella macchia mediterranea oltre a fondali particolarmente apprezzati dagli amanti delle immersioni.Oltre alle spiagge e al mare la Sicilia possiede un patrimonio storico architettonico e naturalistico di prim'ordine all'interno del quale si trovano i Beni Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Nell'Isola appartengono alla Lista dei Beni Patrimonio dell'Umanità l'Area Archeologica di Agrigento, le città Barocche del Val di Noto (Noto, Modica, Scicli, Ragusa Ibla, Catania, Caltagirone, Militello Val di Catania, Palazzolo Acreide); Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica, la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina e l'arcipelago delle Isole Eolie.

Un accenno merita anche Taormina, in provincia di Messina, patria del turismo d'elite nazionale e internazionale, rinomata per lo shopping, la vita notturna e per il panorama mozzafiato che si gode dal belvedere della piazza: l'occhio spazia dal mare alla cima innevata dell'Etna.

Amici fateci un pensierino quando programmerete le vostre future vacanze ... a Pozzallo in prov di Ragusa ci sono self-service e gastronomie da fare invidia alla mensa dei deputati: con 6 euro trovate primo, secondo(Anche base di pesce e con porzioni abbondanti) contorno e caffè !





Annamaria... a dopo


mercoledì 28 ottobre 2009

SI RAGIONA?- riflessione di Lorenzo-

Si ragiona?


No, in genere non si ragiona. Si grida, si polemizza, si esprime con forza, con foga, le proprie ragioni. Ripeto, proprie. Cioè di chi le esprime. E non c’è posto per le ragioni degli altri.

Oddio, questo è quasi normale. Ma, se le soluzioni non dipendono da noi, quale risultato si ottiene? Quello di avere un costante “magone”. Un rancore sordo che emerge di tanto in tanto attraverso i fenomeni di inquietudine che ho ricordato. Tutto ciò rimanendo nell’ambito della nostra comunità, del nostro piccolo ambiente.

Ma le comunità si allargano a contesti più ampi, alle città, alle regioni, alle nazioni, al mondo. E così diventiamo davvero sfasati. Va a finire che parliamo solo e sempre di noi e del nostro “particolare”. Facciamo spessissimo la figura di piccoli egoisti. E magari non è vero, non lo siamo di natura, all’origine. Solo, applichiamo un metodo, uno stato, alla nostra vita, che prescinde da questo, quello e quell’altro. Da questa cosa, da quella e quell’altra. Ho già detto degli stati d’animo che ne conseguono. A questo punto, non di rado troviamo rifugio in qualche campo che ci consoli .

Cominciamo di solito con l’autostima. E’ vero che non si può vivere senza autostima. Ma vivere sempre per raggiungere, mantenere e consolidare l’autostima è giusto? Così da accettare e proporre, ad esempio, messaggi pubblicitari di questo tipo: “E tu fai vedere chi sei!”, “Perché tu vali!”, “Te lo meriti!”, ecc.?

E poi c’è l’evasione : cinema, TV, spettacoli leggeri e, per i più giovani, le discoteche. Per non parlare delle droghe più o meno leggere, del sesso più o meno promiscuo e “diverso”. Tutte cose che “ti tirano su” sul piano della soddisfazione personale e “ti tirano giù” sul piano dell’interesse ai problemi sociali, collettivi, italiani ed esterni, delle masse (ripeto, non solo di quelle vicine, ma anche di quelle lontane, e soprattutto povere), dell’ambiente, degli animali….

Non voglio farla più lunga di quanto l’abbia fatta. Ma sono inquieto, molto. E questa inquietudine la vorrei presentare, quale occasione di approfondimento, a tutti voi amici di Annamaria


Lorenzo

lunedì 26 ottobre 2009

BUONI MOTIVI PER NON MANGIARE LA CARNE






come suggerito dal nostro amico Flavio, includo un documentario di forte impatto che parla degli allevamenti di animali da macello.










1. PERCHE’ gli animali non sono cose da mangiare ma esseri senzienti con la nostra stessa capacità di soffrire, di amare la vita e di avere terrore della morte. (Se gli animali non fossero in grado di soffrire o non avessero paura della morte non fuggirebbero terrorizzati davanti al predatore).

2. PERCHE’ la carne non è un alimento adatto all’essere umano strutturato anatomicamente per nutrirsi di frutta, semi e vegetali come i primati alla cui specie apparteniamo. (Se l’uomo fosse un animale onnivoro avrebbe gli attributi adatti ad inseguire e dilaniare la preda, oltre che l’apparato digerente tipico degli animali che mangiano la carne).

3. PERCHE’ la carne, alimento cadaverico, contiene putrescina, istamina, ammoniaca, oltre ai molti medicinali somministrati agli animali come sulfamidici, antibiotici, cortisoni, ecc. che entrano nel metabolismo di chi mangia la carne causando un gran numero di malattie anche tumorali. (Se fosse necessario per l’uomo mangiare la carne non si spiegherebbe l’ottima salute e la longevità di tutte le persone vegetariane).

4. PERCHE’ la carne, elemento estraneo per il nostro organismo, abbassa le difese immunitarie lasciandoci inermi di fronte a qualsiasi infezione batterica o virale. Ad ogni pasto a base di carne il nostro organismo ha un dispendio di energia pari a 5 Km di corsa.

5. PERCHE’ un’alimentazione sbagliata abbrevia la vita di un individuo: è come far viaggiare a gasolio un’automobile progettata per essere alimentata a benzina. (Se l’essere umano si alimentasse secondo la sua natura vivrebbe, come le altre specie animali, 7 volte il tempo del suo sviluppo, cioè circa 130 anni, età raggiunta solo dalle popolazioni vegetariane).

6. PERCHE’ gli allevamenti intensivi inquinano il suolo, le falde acquifere, l’aria, oltre ad essere causa principale di disboscamento: un hamburger costa 5 mq di foresta amazzonica. (Un manzo consuma derrate alimentari quanto 12 persone e beve 3200 litri di acqua per ogni Kg di carne).

7. PERCHE’ i campi di concentramento e di sterminio non possono essere condannati e maledetti solo se le vittime sono esseri umani e giustificati e benedetti se invece i condannati sono gli animali. (La lunga sofferenza degli animali negli innaturali allevamenti e l’agonia dei trasporti si concludono negli orrori dei mattatoi da dove esce il cibo maledetto).

8. PERCHE’ la carne scatena nell’uomo l’istinto dell’aggressività e della violenza, della sopraffazione del più debole, oltre l’angoscia, l’inquietudine, l’instabilità psichica. (Finché l’uomo si alimenterà come gli animali feroci non può che avere la natura degli animali predatori).

9. PERCHE’ mangiare carne è un’azione crudele: allo stesso modo di una razza che sentendosi superiore allevasse noi e i nostri figli a scopo alimentare. (Se all’uomo non importa la sofferenza degli animali perché dovrebbe importare agli Angeli la sofferenza degli uomini?)

10. PERCHE’ l’alimentazione carnea incide in modo più pesante e dispendioso sulle finanze individuali, familiari e collettive. (Con il costo di un Kg di carne si può acquistare un quantitativo di sostanze vegetali 10 volte superiore).

11. PERCHE’ solo con l’alimentazione vegetariana è possibile sfamare tutta la popolazione mondiale e scongiurare tensioni internazionali che nascono da gravi crisi alimentari. (I terreni coltivati a prodotti vegetali anziché a pascolo producono un quantitativo alimentare 15-20 volte superiore).

12. PERCHE’ rifiutando la carne ci si dispone a vivere secondo la legge dell’amore universale enunciata dai grandi Iniziati e dai grandi uomini di spirito e di pensiero di ogni tempo e paese che hanno esteso il concetto di “prossimo” e il comando “non fare ad altri ciò che non vorresti ti fosse fatto” dall’uomo ad ogni essere vivente.

13. PERCHE’ gli animali più forti, più resistenti alle fatiche, più longevi, più prolifici, più miti, sono vegetariani: l’elefante, il toro, il rinoceronte, il bufalo, il cavallo, il bue, ecc.. (La loro forza sconfessa la teoria che sono le proteine della carne a dar vigore: da dove le prenderebbero questi animali per formare le loro possenti masse muscolari?)

14. PERCHE’ l’alimentazione vegetariana dispone l’essere umano alla mitezza, alla serenità, alla conciliazione, alla tolleranza, al benessere psicofisico, quindi alla pace. (L’uomo è ciò che mangia. Se si nutre di violenza e di morte non può che subire, secondo la legge della causa-effetto, violenza e morte).

15. PERCHE’ con l’alimentazione vegetariana l’uomo ritorna al piano originale di Dio per l’uomo prima del Peccato, secondo il comando di Genesi 1.29: “Ecco, Io vi dò ogni erba che produce seme ed ogni albero in cui è frutto saranno il vostro cibo…” (Se Dio avesse autorizzato l’uomo a mangiare la carne trascurando la sofferenza delle vittime sarebbe stato un dio ingiusto e crudele, dal momento che l’uomo può benissimo sostentarsi senza spargimento di sangue).

16. PERCHE’ la realizzazione del Regno di Dio passa necessariamente attraverso la pace instaurata tra gli esseri umani e tra questi e tutte le creature. (Se l’uomo arrivasse ad abolire ogni violenza tra i suoi simili ma continuasse a torturare gli animali, a sfruttarli, a massacrarli nei mattatoi, la terra continuerebbe ad essere un inferno per gli animali e l’inferno e il paradiso non possono convivere nello stesso luogo. Finché l’uomo avrà una coscienza in grado di giustificare la mattazione non è pronto a realizzare il Regno di Dio).

17. PERCHE’ l’indifferenza verso il dolore degli animali ed il conseguente disprezzo della loro vita abitua l’uomo a convivere con l’idea della violenza e della sopraffazione del più debole rendendolo insensibile e crudele anche nei confronti del suo stesso simile. (Se fossi tu ad essere torturato o mutilato da qualcuno che non esita anche ad ucciderti per non rinunciare ad un suo piacere, certo non accetteresti di buon grado la legge del più forte).

18. PERCHE’ se si accetta come regola di vita la legge del pesce grosso che mangia quello più piccolo allora occorre anche accettare il sopruso dei prepotenti, le ingiustizie dei disonesti, la violenza dei criminali, l’oppressione degli invasori. (Solo dal rispetto del sacro valore della vita e della capacità di condividere l’altrui sofferenza può nascere una nuova coscienza umana in grado di realizzare un mondo migliore).