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lunedì 4 novembre 2019

LIMONI: BUCCIA NON EDIBILE, OVVERO NON COMMESTIBILE!





In questi giorni è rimbalzata la notizia che in Sicilia, a Siracusa, in un centro commerciale è scattato il sequestro, da parte degli ispettori del Corpo Forestale della Regione siciliana, per una partita di limoni importati dalla Spagna trattati con Imanaxil, un funghicida potenzialmente pericoloso.

articolo qui




Dopo aver letto la notizia e fresca di spesa, vado a controllare l'etichetta dei miei limoni, appena acquistati al solito supermercato e...sorpresa! Ho acquistato (a Milano) una rete di  limoni provenienti dall'Argentina e trattati con imazalil e tiabendazol. E come si puo' notare dalla foto che ho scattato c'è scritto "buccia non edibile".

Ecco, cosa significa buccia non edibile?
Non edibile, sta a significare NON COMMESTIBILE. 

Con questa scritta viene segnalato che la buccia di questi limoni non può essere utilizzata in cucina (neppure se ben lavata) per aromatizzare dolci o pietanze varie.
Ma se uno non ci fa caso o non lo sa è probabile invece che la utilizzi anche in questo modo.
Ovviamente con tutti i possibili rischi per la salute.
"Non edibile", cioè: butta la scorza del limone.
Ma è un vero peccato considerando che è ricco di proprietà!!
Del limone la parte più benefica è proprio la buccia per la maggior quantità di vitamina C .



Questi agrumi extracomunitari, esteticamente accattivanti, si presentano bellissimi e lucidi agli occhi del consumatore.
Però,  per essere tali, hanno subito un trattamento di "bellezza e conservazione" visto che arrivano da lontano. Con schifezze (antimuffa e antifungino) dannose per la nostra salute.

Poi mi domando, la provenienza: ma in Italia abbiamo davvero bisogno di importare limoni dall'estero quando in Sicilia e in Campania ne abbiamo pure in abbondanza?

 Imazalil, Thiabendazole, Pyrimethanil, sono alcuni dei componenti che si trovano nelle etichette di limoni ma anche mandarini, arance, pompelmi e altri agrumi, per facilitare non solo la conservazione, ma anche l’aspetto brillante nel lungo viaggio dai paesi di origine.

Da oggi starò attenta: maggior controllo all'etichetta.
Agrumi solo made in Italy... meglio ancora, made in Siculy!

Annamaria 

giovedì 10 gennaio 2019

ALESSITIMIA ED EMPATIA










“Non sprecare mai l’opportunità di esprimere il tuo amore.”
-H. Jackson Brown-




È piuttosto singolare e curioso che a pronunciare la frase “Disegna, dipingi ed esprimi ciò che ti piace” sia stato un pittore francese molto timido e riservato come Pierre Bonnard. Che un uomo celebre per la sua sensibilità e sobrietà consigliasse di non lasciar trascorrere un solo giorno senza esprimere le emozioni e i sentimenti, senza rivolgere un ti voglio bene ai propri cari, è davvero sorprendente.

Se le persone più timide e riservate sono capaci di osservare la bellezza, capirla ed esprimerla dando prova di un’enorme sensibilità, chiunque potrebbe dire ti voglio bene a coloro che meritano il loro affetto e la loro amicizia. 

Lasciar fluire emozioni e sentimenti non è soltanto un buon comportamento, è anche necessario. Non bisogna credere che sbandierare le proprie emozioni sia negativo, anzi si tratta di  un’abitudine che protegge la salute mentale e fisica.


Alessitimia: la malattia di chi non esprime le proprie emozioni.
Non esprimere emozioni è un comportamento sociale che, nonostante sia largamente accettato, è negativo per la salute umana. Tanto che questo sintomo è considerato alla base di un disturbo identificato come alessitimia.

Donna triste
La alessitimia si manifesta in quelle persone che sono incapaci di riconoscere, esprimere o verbalizzare le loro emozioni. Ecco che allora non dare voce alle emozioni può causare seri problemi di comportamento e salute mentale. Esistono casi di depressione, isolamento sociale e somatizzazione a causa dell’incapacità di canalizzare e far uscire un fiume di sentimenti.

Tuttavia, l’alessitimia può anche provocare problemi fisici derivanti dalle difficoltà psicologiche. Per esempio, potrebbe causare mal di stomaco, infarti, ipertensione, ulcere e sindrome da colon irritabile, per citare solo alcune malattie.

L’alessitimia ha conseguenze ancora più nefaste. Vivere senza saper esprimere un ti voglio bene può provocare un grande deterioramento delle relazioni sociali. 

“Il pianto è, a volte, il modo di esprimere le cose che non si possono dire a parole”
-Concepción Arenal-

Casi estremi di alessitimia
Per parlare di casi estremi di alessitimia, ci avvaliamo di una particolare serie televisiva che qualche anno fa godeva di un certo successo in diversi paesi del mondo. Stiamo parlando di Dexter, il cui protagonista è interpretato dall’attore Michael C. Hall.

Il protagonista della serie, chiamato Dexter, aveva dei comportamenti al limite della psicosi a cause della sua incapacità di provare empatia, esprimere sentimenti e persino provarli. Per lui, dire ti voglio bene era una vera agonia.

Evidentemente, questo è un caso estremo e fittizio. Tuttavia, può servire come punto di partenza per cercare sintomi affini in ognuno di noi e capire se possiamo essere affetti da alessitimia in maggior o minor grado.

Non saper dire ti voglio bene: problema radicato nella società
Secondo la Società Spagnola di Neurologia, fino a un 10% della popolazione in tutto il mondo soffre di alessitimia, dunque è evidente che si tratta di un problema che colpisce un buon numero di persone, molte delle quali potrebbero essere prossime a noi.

Per poter riconoscere le persone affette da questa malattia, dobbiamo fare attenzione alla loro capacità empatica o espressiva. Anche coloro che hanno avuto ictus, tumori al cervello o traumi cranici potrebbero esserne colpiti.

Uomo triste
Il cervello permette a noi esseri umani di provare amore, allegria o paura e ci permette di relazionare i sentimenti e le emozioni con le parole. Una funzione mentale che va oltre il condizionamento sociale, che può essere, in realtà, un bisogno.

Secondo il dottor Pablo Duque, della Società Spagnola di Neurologia, “l’incapacità di riconoscere e verbalizzare emozioni e sentimenti è provocata da un’interruzione della connessione tra strutture cerebrali”.

È evidente che esprimere emozioni, mostrare sentimenti o dire un ti voglio bene non è solo  bello e piacevole, è anche una necessità psicologica che migliora la salute mentale e fisica.

Fonte La mente è meravigliosa

Ecco un test per valutare la tua capacità di esprimere le emozioni

CLICCA QUI



Annamaria

mercoledì 18 luglio 2018

IL SESSO FA BENE AL CUORE (INTESO COME MUSCOLO)










Inteso come muscolo perchè in questo caso le emozioni non c'entrano. Ad affermarlo sono alcuni medici della Federazione francese di cardiologia e aggiungono anche che è proprio l' estate la stagione migliore per ravvivare i rapporti a due (ma questo forse lo sapevamo già.)


Ecco cosa affermano questi ricercatori francesi e i dettagli a cui serve prestare attenzione:

"I benefici di un'attività sessuale regolare sono molteplici" spiega François Carré, cardiologo all'ospedale universitario di Rennes e ambasciatore della Federazione dei cardiologi francesi. "Un rapporto sessuale infatti comporta uno sforzo fisico moderato paragonabile a 20 passi di una camminata a ritmo sostenuto e, come ogni attività fisica, aiuta a rinforzare il miocardio, vale a dire il muscolo cardiaco, e permette di eliminare le tossine dell'organismo".



Ma non è tutto. "L'attività sessuale - spiega Claire Mounier-Vehier, cardiologa all'ospedale universitario di Lille e presidente della Federazione francese dei cardiologi - è un elemento importante della qualità della vita, anche nel paziente cardiaco o vascolare, e nel suo partner. Mantenere o riprendere la vita sessuale dopo un attacco di cuore è infatti importante per la coppia, perché agisce sia sul fisico che sul morale". 

Infine, avvertono i cardiologi, alcuni disturbi sessuali potrebbero essere rivelatori di problemi cardiovascolari latenti: la perdita di erezione spesso precede di 3-5 anni la comparsa di un episodio cardiovascolare acuto. E a sua volta la presenza di un problema erettile aumenterebbe del 25% i rischi per un uomo di sviluppare una malattia cardiovascolare. Da qui la raccomandazione degli esperti a non "aspettare che passi" ma a consultare subito un medico.


sabato 14 luglio 2018

IL SEGRETO DELLA FELICITA' E' AVERE SELF-CONTROL






A dircelo sono dei ricercatori della University of Chicago diretto da Wilhelm Hofmann.

Se pensate che chi fa sempre quello che gli passa per la mente, che si comporta come meglio crede, che non ha nessuna remora e seguire i suoi impulsi, che non si lascia andare alle tentazioni e alle emozioni è felice vi sbagliate!
Infatti un team di ricercatori della University of Chicago coordinato dal professor Wilhelm Hofmann e pubblicato sul Journal of Personal dimostra esattamente il contrario

Lo studio ha preso in esame 414 persone alle quali è stato somministrato un questionario per verificare, nella prima parte, a che livello era il loro self-control, ossia la loro capacità di controllare gli impulsi, le emozioni e le azioni. Nella seconda parte invece c’erano delle domande che servivano per misurare il grado di soddisfazione globale della loro vita.
Il questionario è stato fatto successivamente compilare ad altre 250 persone.
Il risultato è che le persone con più self-control sono più felici della loro vita sia a breve che a lungo termine. Evidentemente cedere a tentazioni ed a impulsi non rende felici anche se questi vengono soddisfatti. Mentre ,invece, concedersi ogni tanto uno sfizio e regolarsi sarebbe il segreto per una vita felice!




E allora, amici,  proviamo ad analizzarci con questo  simpatico test che ci aiuterà a scoprire se facciamo fatica a gestire le emozioni...




TEST AUTOCONTROLLO

1 - Al supermercato, ti accorgi dì aver dimenticato la lista della spesa
A Torni a casa a prenderla
B Improvvisi
C Cerchi di ricordarti quello che avevi annotato



2- Due tue amiche hanno litigato. Tu
A Prendi le parti di una delle due
B Provi a farle ragionare
C Non ti intrometti

3- Hai acquistato un prodotto difettoso
A Te lo tieni: non hai voglia di discutere con il negoziante
B Lo riporti indietro e rimproveri chi te l'ha venduto
C Telefoni, annunciando che darai battaglia

4- Il figlio di una coppia dì amici sporca il tuo divano. Tu
A Osservi soprattutto la reazione dei genitori
B Dici subito: «Non importa»
C Rimani in silenzio ma il tuo sorriso è forzato

5- Prima di un colloquio di lavoro
A Ti distrai facendo shopping
B Fai una bella dormita
C Ripassi mentalmente quello che vorresti dire

6- Per te litigare con il tuo partner è
A inutile
B Eccitante
C Stressante

7- Sei al lavoro e vieni a sapere che tua suocera è all'ospedale
A Inventi una scusa e vai via immediatamente
B Porti a termine quello che stai facendo, poi la raggiungi
C Condividi la tua preoccupazione con i colleghi

8- Ricevi una telefonata molesta
A Rispondi allo sconosciuto che ha sbagliato numero
B Gii urli di lasciarti in pace
C Lo avverti che la prossima volta chiamerai la polizia

9- Mentre guardi un thriller in televisione
A Fai mille ipotesi su come andrà a finire
B Ogni tanto cambi canale per allentare la tensione
C Mangi nervosamente patatine e noccioline


10- Sei in cima a una montagna. Pensi
A Beato chi vive qui
B Che paura!
C Il panorama è mozzafiato



Risultati del test

Risposte nel test con Maggioranza di A

Siete sempre lucidi e controllati. E sapete mantenere i nervi saldi anche nelle situazioni più difficili. Considerate che questo atteggiamento spesso non è del tutto spontaneo, ma rappresenta un modo per difendervi. Ogni tanto, lasciatevi andare ed esprimete la vostra grande sensibilità.

Risposte nel test con Maggioranza di B

Solo a volte detestate le discussioni e avete uno spiccato senso della misura. Però, quando vi sentite attaccati o volete far valere le vostre ragioni, vii fate prendere da un pizzico di ansia e di nervosismo che vi spingono ad entrare in conflitto con gli altri.

Risposte nel test con Maggioranza di C

Molto diffiicilmente siete impulsivi e, quando vii accalorate, spesso perdete le staffe. Gli altri lo percepiscono e con voi stanno un po' sulla difensiva. Se volete che le persone si avvicinino di più a voi, dovete imparare ad essere più calmi e riflessivi.


Annamaria

venerdì 25 maggio 2018

FARE SESSO AIUTA LA MEMORIA (SE LO FATE SPESSO)









Fare sesso fa bene e fa bene a tutte le età ma gli over 50, sessualmente attivi almeno tre volte a settimana, hanno una memoria migliore, anche se a breve termine.

Lo rivela uno studio dell'Università di Wollongong, in Australia, pubblicato online sulla rivista Archives of Sexual Behavior. L'effetto positivo, però, secondo i ricercatori è temporaneo, per questo bisogna praticare l'attività sessuale con frequenza.



Lo studio ha preso in esame complessivamente 6016 adulti di età pari o superiore a 50 anni (2672 uomini, 3344 donne), che hanno completato un test di memoria episodica e hanno anche risposto a domande relative alla salute, all'attività sessuale e alla vicinanza emotiva. Due anni dopo, è stato chiesto loro di ripetere nuovamente l'esercizio di memoria episodica. Dall'analisi dei risultati è emerso che, tenendo conto di quanto spesso i partecipanti si baciassero, toccassero o facessero sesso con i partner, nel breve periodo l'attività sessuale ha avuto un impatto sulla memoria, ma gli effetti non sono durati a lungo.



I ricercatori evidenziano anche che questo studio, come quelli precedenti sui topi, suggerisce che il sesso favorisca la memoria stimolando la crescita dei neuroni nell'ippocampo, una parte del cervello che viene attivata quando si eseguono attività di memoria episodica e spaziale.



La ricerca evidenzia che fare sesso ma anche solo baci e toccatine aiutano, anche se temporaneamente, la memoria.
Dunque se ci scordiamo dove abbiamo appoggiato gli occhiali, il cellulare o le chiavi della macchina , secondo gli studiosi, dovremmo avere sempre disponibile un partner.
Dunque se non volete avere problemi con la memoria, con l'avanzare dell'età, datevi da fare tra le lenzuola.
Ai single consiglio di iscriversi in palestra perchè anche l'esercizio fisico aiuta mentalmente: secondo un'altra ricerca eseguita presso il Centro per la Salute del Cervello dell'Università del Texas, praticare un’attività sportiva permetterebbe  di preservare più a lungo la memoria ed altre capacità cerebrali.

Annamaria



Articolo suggerito da Antonio L.






domenica 25 marzo 2018

STANCHEZZA PRIMAVERILE




Il giorno 20 è arrivata la primavera astronomica!
Quella meteorologica è arrivata il primo marzo e quella che ben conosciamo, con temperature miti e sole, ancora stenta a decollare.
Però, finalmente, da oggi ci sarà più luce di sera anche se abbiamo dormito un'ora in meno.



Prepariamoci in tempo anche a fare i conti e contrastare, le varie allergie e la stanchezza tipica primaverile.
Io ho già iniziato un regime alimentare di cibi più energetici  per contrastare appunto l'astenia e la sonnolenza tipica di questa stagione...e voi?  Ecco alcuni consigli e quali sono i cibi ideali suggeriti  dagli esperti:





Pane integrale: 
i carboidrati danno subito energia, inoltre il pane integrale è meno calorico di quello bianco ma con più fibre, vitamine, tra cui quelle del gruppo B, e minerali, come ferro e calcio.

Peperoni: 
ricchissimi di vitamina C e di fibre, ma con pochissime calorie. Ecco perché i peperoni sono miracolosi per la salute. E la presenza di altre vitamine come E e B insieme ai minerali e oligoelementi potenziano di molto l’effetto benefico dei peperoni. 



Vuoi provare una ricetta gustosa con questo ingrediente? Lasciati ispirare dal calamaro nel peperone, con patate rosolate al profumo di timo. Ricetta qui.


Anguria: 
idrata e riequilibra potassio, sodio, zuccheri e vitamina B nell'organismo.

Mirtilli: 
antiossidanti, vitamina C e fibre sono un trio magico per la salute. Aiutano a combattere la stanchezza visiva e sono ideali per chi lavora davanti allo schermo del computer.





Acqua e limone: 
idratante, antiossidante e antinfiammatorio.

Carne magra: 
pollo, tacchino e coniglio contengono tirosina, vitamina B e sali minerali, che combattono la fatica e aiutano ad affrontare sforzi fisici.

Frutta secca: 
aiuta l'organismo a utilizzare l'energia nel modo migliore.

Yogurt: 
aiuta a recuperare le forze dopo l'attività fisica.




Spinaci, rucola, bietola e tutti i vegetali verdi:
sono ricchi di vitamine, vitamina C e A, che aiutano a combattere i cali di energia.



Salmone: 
antiossidante e antinfiammatorio. E se cerchi una ricetta da provare almeno una volta nella vita, salmone zenzero e arancia: un mix di salute e bontà!




Caffè: 
l’anti-stanchezza per eccellenza, il caffè contiene anche sostanze antiossidanti.





 Annamaria

sabato 17 febbraio 2018

TAMPAX ALLA MARIJUANA




... CONTRO I DOLORI MESTRUALI: “PER RILASSARE I MUSCOLI E ALLEVIARE I CRAMPI”






Si chiama “Foria Relief” questo speciale tampone. Si legge sul sito dell’azienda : “È stato attentamente sviluppato per massimizzare il rilassamento dei muscoli ed esaltare le proprietà antidolorifiche della cannabis senza accusarne gli effetti psicotropi.

Questa pianta medica ha una lunga e trasversale storia di utilizzo come rimedio naturale per alleviare i sintomi legati alle mestruazioni. È nostra intenzione condividere le potenti proprietà medicinali di questa pianta e allo stesso tempo utilizzare le moderne tecniche di estrazione per standardizzare purezza e potenza, in modo da garantire a tutte le donne un’esperienza sicura e accessibile".



Ogni tampone contiene una speciale miscela di THC e CBD, cannabinoidi famosi per rilassare i muscoli e alleviare le tensioni e i crampi del corpo. Attraverso l’uso della supposta queste proprietà antispasmodiche e antidolorifiche agiscono direttamente sull’area in bisogno di sollievo.
La pianta medicamentosa agisce sul vostro corpo per trasformare in modo gentile ma profondo la vostra esperienza in maniera olistica a naturale”.

Per ora i tamponi sono in vendita negli Stati Uniti solo in California e Colorado, e per acquistarli è richiesta la tessera per la marijuana terapeutica. Se volete saperne di più visitateil sito di Foria

Annamaria






sabato 17 settembre 2016

LA SALUTE DELLE UNGHIE


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La violenza è semplice; le alternative alla violenza sono complesse.
(Friedrich Hacker)
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Le unghie sono costituite da una sostanza proteica, chiamata cheratina. In media, e durante tutto l'arco della vita, le unghie delle mani crescono 0,1 millimetro al giorno. Quelle dei piedi invece crescono di 0,05 millimetri al giorno.
L'unghia sana contiene il 18 per cento di acqua. Quando supera il 25% di acqua l'unghia diventa molto tenera e si spezza facilmente. Mentre invece se la percentuale di acqua scende al di sotto del 16% l'unghia tende a "sfogliarsi".

TENERLE SOTTO CONTROLLO
Le unghie possono essere la spia di piccoli malesseri e per questa ragione i dermatologi consigliano di controllarle spesso. Nella medicina tibetana cono considerate così importarti che il medico inizia la visita proprio esaminando le unghie del paziente. Qui di seguito un piccolo aiuto per interpretare i segnali.
UNGHIE FRAGILI
L'unghia sana è resistente, di colore rosato e ha una superficie uniforme e levigata. La tendenza a sfaldarsi potrebbe essere un segnale di deperimento generale, dovuto alla carenza di vitamine, come la vitamina A, B6, E, oppure di sali minerali quali il ferro, lo zinco, il selenio e il rame.
Potrebbe essere anche la conseguenza di una dieta drastica oppure ancora di trattamenti farmacologici prolungati.

UNGHIE GIALLE
Se le unghie sono gialle potrebbe dipendere da una malattia dell'apparato respiratorio, come pleurite, bronchite, sinusite cronica. In questo caso l'ingiallimento riguarda sia le unghie delle mani che quelle dei piedi.
Se invece le unghie sono violacee ci potrebbero essere problemi cardiocircolatori. Una cattiva circolazione provoca una scarsa ossigenazione dei tessuti, che diventano bluastri.



UNGHIE MACCHIATE


MACCHIE GIALLE:
Una macchia estesa di colore giallo-bruno è spesso riconducibile a un fungo, e quindi si parla di "onicomicosi". In questo caso bisogna intervenire subito per evitare il distacco dell'unghia.

MACCHIE BIANCHE:
Se invece la macchia è bianca, ma nella parte finale c'è una striscia rosa, si può sospettare una cirrosi epatica.

MACCHIE SCURE:
Le piccole macchie scure invece sono provocate da microtraumi e scompaiono in breve tempo. Se invece persistono potrebbe essere un neo benigno oppure un melanoma che cresce.



Onicofagia...che è ? come notate dalla foto è la (cattiva) abitudine di mangiare le unghie




La psicologia ha messo in relazione tre situazioni differenti: mangiarsi le unghie, disaccordi coniugali, stati emotivi. Le unghie sono indifese, diventano il bersaglio del cannibalismo quando dentro di noi si agitano insoddisfatte esigenze, vicinanze sgradevoli, lavori ingrati, amori spenti. Ce ne sentiamo offesi e scarichiamo sulle unghie l’aggressività. La dottoressa Anna Marie Davidson dell’Università del Kansas ha trovato il rimedio. Dopo aver raccolto cinquanta mangiatori di unghie dai diciotto ai cinquantaquattro anni (quindici donne, il resto uomini), li ha divisi in due gruppi e ha applicato queste terapie: a) placebo, cioè sostanza inerte gabellata per farmaco, b) istruzioni e convincimento. Ha anche associato queste terapie e alla fine ha dovuto concludere che la migliore è il convincimento: nella prima lezione si insegna anatomia e funzione delle unghie, nella seconda come conservarle, e come evitarne macchie e fratture, nella terza la circolazione delle dita e come migliorarla, nella quarta il massaggio delle mani o manicure. Ogni lezione dura venticinque minuti ed è settimanale. Ma al di la degli aspetti psicologici ci sono anche aspetti pratici da non sottovalutare come l’igene. Mangiare le unghie è dannoso per la salute in quanto può provocare il trasporto nella bocca di una grande molteplicità di germi. Tra i mangiatori di unghie rientrano anche i “mangiatori” della pelle e delle cuticole circostanti. Non sono da sottovalutare le disfunzioni che ne possono derivare, infatti ai bambini può provocare la deformazione del palato e di conseguenza denti crescono di traverso (a causa del continuo succhiare), l’onicofagia è diffusa anche fra gli adulti. Porre fine a questa tortura per le nostre mani è semplice, basta un po’ di volontà per ottenere ottimi risultati in poco tempo. Rosicchiarsi le unghie è un problema estetico, ma è può essere sintomatico di una personalità ansiosa e di uno stato di nervosismo. Come comportarsi ? Ecco i dettagli:






Individuazione della causa scatenate.

 Il primo passo per eliminare questo vizio è capire cosa lo provoca, in che momenti della giornata avviene: al semaforo, dopo una telefonata, in pausa caffè, mentre si guarda un film, ecc. Una volta indviduato il momento cruciale si dà il via al tipo di terapia da applicare. Negli ultimi anni sono state sviluppate diverse forme di terapia preventiva che includono: il ricoprire le unghie con una sostanza dal sapore sgradevole, come l’olio dell’albero del thè puro o diluito con olio di mandorle dolci; l’indossare un braccialetto; l’applicare le clips-unghie finte; il sostituire in vizio con un comportamento costruttivo; l’assunzione di alcuni farmaci che devono essere comunque prescritti dal medico; Possibili cure per i danni Per eliminare i danni provocati dell’onicofagia è consigliabile applicare ogni giorno sulle unghie prodotti specifici o dell’olio di germe di grano, che si trova in farmacia, per lenire la parte rovinata. A volte le unghie di chi soffre di onicofagia sono molto deboli e si spezzano facilmente. Per renderle più forti assumete integratori alimentari a base di ferro, cisteina e cistina che potrete trovare in farmacia in erboristeria e nei supermercati più forniti. Trattamento aromaterapico L’onicofagia solitamente è presente in persone tendenzialmente ansiose ed emotive che si mangiano letteralemente le unghie alla ricerca quasi ossessiva di un momento di distrazione. Nell’aromaterapia tradizionale, contro l’ansia sono utilizzati l’arancio, il basilico, il mandarino e la lavanda. L’olio essenziale di arancio dal profumo fresco, ricco, dolce-amaro è utile in caso di ansia, nervosismo, insonnia, ritenzione idrica, disturbi circolari, stanchezza, insonnia, stitichezza, disturbi digestivi, dermatiti, rughe, gengivite, stomatite. L’olio essenziale di Basilico dal profumo fresco, pungente, balsamico è consigliato nei casi di ansia con emicrania, cefalea, coliche, spasmi intestinali, affaticamento nervoso, superlavoro intellettuale, insonnia, stanchezza, dolori muscolari. La lavanda è tra i migliori profumi per alleviare l’ansia – ha un effetto di bilanciamento sul sistema nervoso, e aiuta anche a diminuire lo stress, depressione e persino l’insomnia. Un’altro ottimo profumo è lo Ylang Ylang. Questo profumo si ottiene dai fiori di un albero originario del Madagascar. L’olio essenziale è ottenuto per distillazione a vapore dei fiori freschi della pianta (specialmente quelli raccolti nei mesi di maggio e giugno, su terreni asciutti ad una certa altitudine).
 Invece, una metodologia che non ha controindicazioni e che da i risultati sperati è il metodo dei 21 giorni.
 Il metodo dei 21 giorni Seguite passo passo questo metodo, applicandolo a tutte le unghie.
 1° Giorno: Si inizia e non si torna indietro! Applica uno smalto rinforzante per difendere e proteggere le tue unghie. Quando è ben asciutto, stendi uno smalto dal gusto sgradevole, incolore e amaro che trovi in farmacia. In questo modo, ogni volta che avvicinerai le mani alla bocca ti ricorderai che vuoi smettere di mangiare le unghie. 
2° Giorno: Idrata le unghie! Stendi ancora lo smalto amaro in modo da rinnovare e rafforzare il sapore. Per evitare di rosicchiare le cuticole (le pellicine intorno alle unghie) anziché le unghie è bene ammorbidirle, renderle elastiche e flessibili con l’aiuto di una crema idratante. In questo modo le pellicine spariranno e non avrete voglia di toglierle con l’aiuto dei denti. 3°-5° Giorno: Lima le unghie! Comprati una lima e tienila sempre a portata di mano: potresti togliere le irregolarità del bordo in qualsiasi momento evitando di farlo con i denti. Continua con l’applicazione dello smalto amaro e della crema idratante per le cuticole.
 6° Giorno: Stai andando bene ! Cominci a vedere una piccola ricrescita di unghia, quanto tempo è passato dall’ultima volta! Procedi con la classica manicure, togli lo smalto e lima le irregolarità delle unghie. Lavati bene le mani e applica nuovamente lo smalto rinforzante e quello amaro. 
7°- 12° Giorno: Difendi i tuoi risultati ! Stendi ogni giorno lo smalto amaro. Mantieni morbide e idrata le cuticole. 
13°-20° Giorno: Stringi i denti ! La parte più difficile è ormai superata e il risultato finale non è così lontano, continua così! 21° Giorno: Complimenti! Congratulazioni l’obiettivo è stato raggiunto: sono tre settimane che non ti mangiucchi le unghie! Ti accorgi che hanno iniziato a superare il bordo delle dita. Ti sei sbarazzato di una piccola mania e hai dimostrato che puoi fare tutto quello che vuoi, se solo lo vuoi!

 Come comportarsi con i bambini 



Per affrontare il problema dell’onicofagia nel bambino, è importante che i genitori non drammatizzino. Rimproverare il bambino, farlo vergognare, metterlo alle strette serve solo ad aumentare il disagio e ad esasperare la situazione. Non servono a tal proposito, smalti amari o soluzioni simili che hanno lo scopo di evitare di mettere le dita in bocca, poiché l’impulso è irrefrenabile e non controllabile. L’unico approccio che possa sortire qualche effetto è parlare con il bambino delle sue ansie, cercandone i motivi; si può inoltre iscrivere il bambino ad uno sport, in modo che la sua aggressività possa sfogarsi in maniera costruttiva. 
Conclusione... 
In questa guida sono state illustrate le problematiche e le possibile cure. Per eventuali dubbi o chiarimenti è consigliabile consultare il proprio medico curante che saprà consigliare la soluzione più adatta, per risolvere il problema.

Natura36

Annamaria...a dopo





giovedì 23 giugno 2016

DIMAGRIRE CAMMINANDO SI PUO' ED E' GRATISSSS




Il fatto che ha piovuto sempre, ultimamente, ha rallentato le nostre camminate. Ma  ora con l'arrivo delle belle giornate calde (negli orari giusti) possiamo provarci e prepararci alla prova costume... io se tutto va bene saro' pronta per l'anno 2315 .... :-(






Studi scientifici hanno dimostrato che dimagrire camminando è possibile: ecco allora un piano di allenamento settimanale, che richiede zero euro, ma tanta costanza e determinazione

Se volete dimagrire, tonificare i muscoli e non spendere un capitale per rimanere in forma, provate a camminare: i ricercatori della London School of Economics hanno scoperto che le persone che sono andate a camminare a passo svelto per almeno trenta minuti ogni giorno tendono ad avere un più basso indice di massa grassa corporea e il girovita più piccolo rispetto a coloro che vanno regolarmente in palestra.

Il trucco sta nel cominciare: inserire gradualmente nella vostra routine quotidiana una camminata non solo ha effetti benefici sull’umore, ma può anche accelerare la perdita di peso. lo dice uno studio pubblicato su Biology Letters che  ha dimostrato che variare il passo può far bruciare fino al 20% in più di calorie che mantenere un ritmo costante.
Per aiutarvi in questa missione, ecco un piano settimanale tutto da seguire, proposto dal sito Prevention, che alterna ritmi frenetici con esercizi di tonificazione per ottenere i massimi risultati. Per facilitarvi il compito, misurate il vostro sforzo, o tasso di sforzo percepito, su una scala da 1 a 10, dove 10 è il massimo.

INIZIO
Cominciate la settimana con una camminata semiblanda (sforzo: 6) per 20-30 minuti. Spingetevi leggermente al di sopra della vostra zona di comfort.

FATE LAVORARE IL CUORE, CON UN ALLENAMENTO A INTERVALLI
Alternate 30 secondi di camminata veloce (sforzo: 7/8) e 30 secondi di camminata moderata (sforzo: 4), per 20-30 minuti.

SOLLECITATE I MUSCOLI
Ogni tre minuti di camminata, fermatevi e fate uno dei seguenti esercizi per 30 secondi: affondi, piegamenti sulle braccia, skip con le ginocchia alte, jumping jack (saltelli divaricando contemporaneamente braccia e gambe), squat. Ripetere per un totale di 20-30 minuti di passeggiata.

SOLLECITATE I MUSCOLI DELLE BRACCIA E DELLE SPALLE, LAVORANDO CON UN ELASTICO
Ogni tre minuti di camminata, tenete tese le estremità di un elastico davanti a voi all’altezza delle spalle. Allungate l’elastico, aprendo le braccia e cercando di tenerlo sempre all’altezza delle spalle. Fate 10-15 ripetizioni, poi riprendere a camminare con intensità di sforzo pari a 6. Se non si possiede un elastico, è possibile simulare il movimento, utilizzando manubri leggeri o due bottiglie d'acqua piene.


COMBINATE L'ALLENAMENTO DELLA SETTIMANA IN UN ALLENAMENTO MASTER
Fate 2 minuti di camminata veloce (sforzo: 6), 2 minuti di intervallo, 30 secondi di affondi, skip a ginocchia alte o squat, seguiti da 2 minuti di camminata (sforzo: 4-5) e 30 secondi di elastici, seguiti da 2 minuti di camminata (sforzo: 6-7). Ripetere per un totale di 20-30 minuti.

ANDATE A FARE UNA BELLA PASSEGGIATA, SE POSSIBILE, IN COPPIA CON UN’AMICA
Camminate a passo sostenuto (sforzo: 6) e ricordatevi di tenere una corretta postura: tirate in dentro gli addominali, stringete i glutei e spingete con i talloni.

STA  A VOI SCEGLIERE
Andate a fare una piacevole passeggiata di 30 minuti, ad andatura blanda, oppure camminate a passo molto sostenuto (sforzo: 8) per 15 minuti.

Inoltre........



Annamaria