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sabato 3 aprile 2021

BUONA PASQUA 2021

 





Auguri di una Pasqua, piena di umanità, per prendere cura dei nostri anziani, portare  un sorriso, una carezza, di ascoltarli, la loro genuina saggezza è ricca di veri valori umani.

Auguri di una Pasqua, di speranza per prendere cura degli ammalati, con gentilezza e coraggio, generosità, umiltà, stare vicini, portare una parola di sollievo, sarà un raggio di sole illuminerà il loro viso.

Auguri, buona  Pasqua,  di cura dei ricordi delle persone che sono andate, senza poterli tenere per mano, farci una promessa, non li dimenticheremo, il loro esempio sarà la luce,  che illuminerà il nostro cammino.

Auguri di una Pasqua, d’amore e di cura delle donne, indispensabile pilastro della nostra comunità e civiltà, c’è bisogno di coltivare la collaborazione, dialogo, condivisione, amare e sopra tutto stimare e rispettare.

Auguri di una Pasqua, di ascolto, dolcezza, da dedicare con cura a bambini, fare di più e meglio con amore, raggiungere l’obiettivo che tutti i bambini del mondo abbiano da mangiare, opere di bene fatte col cuore.

Auguri di una Pasqua solidale, cura dei migranti, salvarli i nostri fratelli in mare, con amorevole dedizione, venga fatta loro buona accoglienza, ospitalità, una generosa e fraterna integrazione.

Auguri di una Pasqua d’impegno, cura dei diversamente abili, sia garantito il diritto, salute e all’assistenza, siano abbattute ogni forma di barriere,  e ci sia un aiuto speciale per loro e per i famigliari.

Auguri di una Pasqua aperta al dialogo tra fratelli del mondo, dentro un progetto di pace e amicizia, basta costruzione di armi, strumenti di morte ma costruzione strumenti per la vita e di  giustizia.

Auguri di una Pasqua, di cura e più attenzione per la natura, per l’ambiente, delle sue infinite bellezze, il cielo, le montagne, il mare i fiori, tutte cose meravigliose ,da amare, ammirare e rispettare.

Auguri di una Pasqua piena di opportunità, per lavorare uniti giovani e meno giovani per il bene comune, per la costruzione di un mondo più giusto, migliore, quando finirà questo periodo buio per il COVID, sarà per tutti una bella Pasqua, piena di gioia, di resurrezione e tutto rinascerà.


Francesco Lena

mercoledì 4 dicembre 2019

NATALE 2019






La bellezza del Natale, è vedere le persone stare bene insieme nell’amicizia,
a festeggiare questa meravigliosa festa, in armonia, condivisione e con letizia.

La bellezza del Natale, è andare sul posto di lavoro, trovare più umanità e sicurezza,
al centro sia messa la persona, con meno sfruttamento e la salvaguardia della salute sia una certezza.


 

La bellezza del Natale, essere uniti nelle responsabilità, per dare ognuno il meglio,
progettando un futuro più giusto nell’uguaglianza e nella solidarietà con orgoglio.

La bellezza del Natale, acquisirebbe ancora maggiore valore se fosse garantito,
il diritto alla salute, per ogni cittadino e neanche un malato venga lasciato abbandonato.

La bellezza del Natale, sarebbe più sentita se il diritto all’ istruzione e allo studio,
fosse garantito a tutti in eguale misura e neanche uno studente venga lasciato indietro.

La bellezza del Natale, aumenterebbe il suo splendore, se nelle famiglie e nella società,
ci fosse più dolcezza, più rispetto, per le donne, vecchi e bambini, dentro un progetto di bella umanità.

La bellezza del Natale, sarà ancora più apprezzabile, se ci impegneremo  di più per l’ambiente con responsabilità,
perché sia più curato, più rispettato,  per migliorare tutte le ricchezze della natura e le sue belle qualità.

La bellezza del Natale, con la sua luce porti nelle persone, quell’umanità luminosa e pura,
apra i cuori per abbattere i muri dell’egoismo, costruire ponti e salvare le persone che fuggono dalle guerre con cura.

La bellezza del Natale, con la guida della stella cometa, diventerà speciale se sapremo amare, ascoltare e aiutare,
i cittadini del mondo che soffrono la fame, perché abbiano da mangiare e i bambini il diritto di giocare.

La bellezza del Natale, assieme ai valori umani di onestà, sincerità, solidarietà, giustizia sociale e con l’amore ci salverà,
potremo vivere in un mondo migliore, dove Gesù bambino splenderà, sarà ogni giorno per tutti un sereno Natale.

Francesco Lena

lunedì 25 novembre 2019

UNA ROSA ROSSA PER LA NONNA









Mentre stavo seduto
Sopra una panchina della villa
Vidi una piccolina con fare preoccupato
Avvicinati, gli dissi, che ti do una caramella.

Lei si avvicinò piano piano
Guardando di qua e di là tutta spaventata,
Quasi nascondendo quella rosa che teneva in mano,
Mi disse: “mi credi che questa rosa non l’ho rubata” ?

“Aveva lo stelo rotto
E se non la raccoglievo ora
Sarebbe seccata tutta
Te prendila e portala alla tua signora”.

Perché se ti vede Il giardiniere
A te non ti dice niente
A me invece mi porta dai carabinieri
Come se fossi una delinquente”.

Poi si mise a singhiozzare
E teneva quel fiore stretto stretto
E non poteva nemmeno parlare
Ma me lo ha detto e io ve l’ho scritto.

“Questa rosa veramente
C’è la volevo regalare a mia nonna
Che ci sente poco e non ci vede più.
Ma è buona e bella come la Madonna.

Queste parole mi fecero emozionare
E di colpo mi venne l’ispirazione
E per la paura che me le potessi dimenticare
Cominciai a scrivere in continuazione.

Strappai un foglio del quaderno
E ci dissi a quella piccolina:
“Porta questa rosa e questa poesia a tua nonna
Perché la sto scrivendo proprio per lei”.

Nonna Santa vecchierella
Ti vuole bene tanto
A Te questa nipotina
Non te lo scordare mai.

Ma quando Sali in cielo
Cerca mia madre Peppina
Asciugaci le lacrime con il tuo velo
E confortala di giorno, di sera e di mattina.

E la notte prima che si addormenta
Parlaci di quanto ci voglio bene
E con quanto amore il suo nipotino cresce
Anche se sa che la sua nonna più non verrà.

Dagli un bacio, accarezzala
Perché io non lo posso più fare
Stringila forte, abbracciala
E ricordale che non me la posso più scordare.




ORIGINALE IN LINGUA SICILIANA






NA’ ROSA RUSSA PPI’ LA NONNA

Mentri stavu assittatu
Supra nà panchina di la villa
Vitti na picciridda ccù fari preoccupatu
Avvicinati, ci dissi, ca ti dugnu nà caramella.

Idda s’avvicinò pianu pianu
Taliannu di ccà e di ddà tutta scantata,
Quasi ammucciannu ddà rosa ca tinia ntà manu,
Mi dissi: ”mi cridi cà sta rosa nun l’haiu arrubbata”?

“Avia lu stelu ruttu
E si nun la cugghìa ora
Avissi siccatu tutta
Te pigghiala e portaccilla a la t’ho Signura.

Picchi si ti vidi lu giardinieri
A tia nun ti dici nenti
A mia inveci mi porta nte carabinieri
Comu si fussi nà delinquenti”.

Poi si misi a singhiuzzari
E tinia ddu sciuri strittu strittu
E nun putia mancu parrari
Ma mi lu dissi e iù vi l’haiu scrittu.

“Sta rosa veramenti
Cci la vulia rigalari a mè nonna
Cà ccì senti picca e nun ci vidi cchiù
Ma e buona e bedda comu nà Madonna”.

Sti paroli mi ficiru emozionari
E di colpu mi vinni l’ispirazioni
E ppì lu scantu cà mi li putia scurdari
Cuminciai a scriviri in cuntinuazioni.

Strazzai un fogghiu di la quaderna
E ci dissi a dda picciridda:
portaci a rosa e sta puisia a tò nonna
picchì a staiu scriviennu prorpiu ppi idda.

Nonna Santa vicchiaredda
Ti voli beni assai
A tia sta niputedda
Nun ti lu scurdari mai:

Ma quannu tinn’acchiani ‘ncelu
Cerca a me matri Pippina
Asciucaci li lacrimi ccù lu tò velu
E cunfurtula di iornu, di sira e di matina.

E a notti prima cà s’addurmisci
Parlaci di quantu ci vogghiù beni
E ccù quantu amuri u so niputieddu crisci.
Puru si sapi ca so nonna cchiù nun veni.

Dunaci na vasata, accarizzila
Picchì iù nun lu pozzu cchiù fari.
Strincila forti, accarizzala
E ricordaci ca nun mi la pozzu cchiù scurdari.






TOTO' MIGLIORE
Annamaria

martedì 12 novembre 2019

PILLOLE DI POESIA




Una poesia lontana,

hai cambiato tante vesti,

percorso tante strade tante soste,

la vita è un vai e vieni di emozioni

come le dita sulle corde di un ricordo. 

Si torna un poco bambini con gli occhi

pieni di gioia come canti

lontani  che cadono come gocce di amore.



                                               Gu.

venerdì 18 ottobre 2019

L'ORTO





10 ANNI DI BLOG! 10 ANNI INSIEME!

Francesco, la dedichiamo ai politici? Coltivare situazioni in vista di un utile o di un vantaggio futuro? Anche questo blog che ogni tanto trascuro, fa parte del mio orticello. Purtroppo, strada facendo, qualche pianta ci ha lasciato. Recentemente ci ha lasciato Tonino, un caro amico, seppur virtuale, intelligente e molto combattivo, fino alla fine. Ciao Tonino!




Accanto alla Casa è bello avere un giardino,
coltivare anche l’orto, diventerebbe ancora meglio,più completo e carino.

Il piacere di coltivare l’orto è fatica, ma scopri l’utilità e la sua bellezza,
da grandi soddisfazioni,libera dalle tensioni, pensieri negativi,si respira aria sana godendo la sua purezza.

L’orto personale, sociale, comunitario è un luogo magico, favorisce la socializzazione, è creativo e inventivo,
dove si impara anche l’ecologia, la gioia di vivere sereni che è un bel positivo motivo.

Coltivare con impegno e passione l’orto, si impara l’arte dell’agricoltura e anche ad avere uno spirito libero,
seminare qualità di verdure,  mettersi in attesa della crescita , pronte per l’utilizzo a chilometro zero.

Con la bellezza dell’orto godi le meraviglie della natura, guardi il cielo, la pioggia, il vento, il sole i bei colori,
senti il canto degli uccelli, che sembra un concerto di musica ,favoriscono  a  vivere la vita con buoni umori.

La fatica e il sudore a coltivare l’orto viene sempre compensato,
dalle verdure che si raccoglie e si mangia, i suoi sapori, portano  beneficio per la salute e tutto gratificato.

Quando mi chiedono, come va l’orto, lo hai coltivato,
rispondo sempre, gode di ottima salute e che mi fa star bene vederlo bel ordinato.

Affacciandomi alla finestra a guardare il mio bel orto, vigoroso e colorato,
ho pensato se tutti coltivassero l’orto, i mezzi di trasporto verdure sarebbero dimezzati e l’ambiente meno inquinato.

W l’orto, luogo magnifico, creativo e salutare,
è molto bello starci a coltivare e amare.

Francesco lena

Annamaria

sabato 25 maggio 2019

SALLY












*  *  *

Sally, favolosa mora,
è la verde età tua amica
che ti fa radiosa ancora.

Sei eleganza di Venere, quando
abbigliata nelle pregevoli sete
si muovono le tue nobili linee.

La tua presenza è solare,
rinnova come la brezza
nei giardini di un lungomare.

E se gli anni per conto loro vanno
ti si ferma saldo l’aspetto giovanile
nella sua naturalezza.

Ti è indifferente il tempo che passa
né tanto o poco ti importa
di questo dio che ci fa arrugginire.

Tu Sally, serena
sorridi al tempo e all’avvenire.




PINO

domenica 12 maggio 2019

"MIA MADRE" DI EDMONDO DE AMICIS







Niente è più come prima senza di te. Mi manchi tantissimo. 
Auguri a tutte le Mamme da uno scugnizzo che legge in napoletano la splendida poesia «Mia madre» di Edmondo De Amicis.


«Niente ha sciupato ’o tiempo, oj vicchiarella, 
niente t’hanno lévato chianto e affanne: 
mo tiene sissant’anne 
e i’ cchiù te guardo e cchiù me pare bella. 
Songo chist’uocchie tuoje na calamita; 
tu parle? e ride ’e gioja chistu core. 
Ah, s’io fosse pittore, / te faciarria ritratte tutta ’a vita! 
Te pittarria quanno vicina viene 
e io te vaso chella trezza janca, / o quanno triste e stanca 
c’’o pizzo a rrisa m’annascunne ’e ppene. 
Ma si cercà putesse a Dio na cosa 
nun le cercasse ’e addeventà Raffaello 
p’arritrattà a cciammiello 
’sta faccia toja gentile cchiù ’e na rosa. 
Le cercarria ’e cagnà cu’ ’na parola 
vita cu’ vita e darte ’a giuventù, 
vederme io viecchio e tu 
p’’o sacreficio mio turnà figliola». 

Raffaele Pisani

Annamaria

martedì 26 febbraio 2019

VAI AVANTI CON CORAGGIO








Vai avanti con coraggio
sei nel tempo
riprendi il volo 
intraprendi una nuova strada
via le paure
libera il senso buono 
questa è la vita
guarda su nel cielo
togli i sassi dentro la tua anima.

Non arrenderti
il fuoco è dentro di te nei tuoi sogni
è tuo amico
cura le ferite 
ti apre nuove porte all'amore
vivi la vita con coraggio.




 Gu

domenica 30 dicembre 2018

LA PREGHIERA DELLA RANA










Cambiare il punto di vista è sempre possibile.
Chiudiamo l'anno 2018 con due aneddoti tratti dal libro di A. De Mello: una raccolta che appartiene a diverse culture, specialmente del medio oriente ma che fanno parte di tutta l'umanità; dove troviamo un filo di luce di saggezza e umanità che permettono di  ripensare in un'ottica diversa non solo alla  preghiera della rana ma a tante altre cose.
Si puo' togliere il "pregare" e sostituirlo con qualsiasi altra attività.





Una sera fratel Bruno era assorto in preghiera quando fu disturbato dal gracidare di una rana. Per quanti sforzi facesse, non gli riuscì di ignorare quel rumore e allora si sporse dalla finestra e urlò: “Silenzio! Sto pregando”. Poiché egli era un santo tutti obbedirono al suo ordine immediatamente. Ogni creatura vivente si zittì in modo da creare il silenzio necessario alla preghiera. Ma ecco che Bruno fu di nuovo interrotto, questa volta da una voce dentro di lui che diceva:

“Forse a Dio il gracidare di quella rana era altrettanto gradito dei salmi che tu stai recitando”.

“Che cosa possono trovare di bello le “orecchie” di Dio nel verso di una rana?” replicò Bruno sprezzante.

Ma la voce proseguì:

“Perché mai allora Dio avrebbe inventato un simile suono?”

Bruno decise di scoprirlo da sé: si sporse dalla finestra e ordinò: “Canta!” e l’aria fu piena del gracidare ritmato della rana, con l’accompagnamento di tutte le raganelle del vicinato.

Bruno si pose in ascolto con attenzione e subito non udì il frastuono, ma scoprì che, se smetteva di irritarsi, quelle voci in realtà rendevano più ricco il silenzio della notte.

Grazie a quella scoperta, il cuore di Bruno entrò in armonia con l’universo intero e, per la prima volta nella sua vita, egli capì che cosa significa pregare.




I quattro monaci rompono il silenzio

Quattro monaci decisero di osservare il silenzio per un mese. Iniziarono abbastanza bene, ma dopo il primo giorno uno disse: “Chissà se ho chiuso la porta della mia cella prima di lasciare il monastero”. E un altro: “Stupido! Abbiamo deciso di stare in silenzio per un mese e tu hai già infranto la regola!” Il terzo monaco esclamò: “E tu? Anche tu l’hai infranta!” Proclamò il quarto: “Grazie a Dio, sono l’unico che non ha ancora parlato!”
(Anthony De Mello – La preghiera della rana)




“C’è chi sposta un sasso e ne parla come se avesse spostato una montagna! E poi c’è chi sposta una montagna in silenzio.”

Buon Anno di “silenziose” sfide!





ANNAMARIA





domenica 23 dicembre 2018

M’ARRUSPIGGHIAI STANOTTI







Sapissi cchi mi successi stanotti…
…mi’nsunnai di caminari supra ‘na strata
fatta di celu e ‘lluminata di stiddi…
e luntanu davanti a mia cci ‘nnera una
cchiù russa e cchiù lucenti …
…ma quannu m’avvicinai
ccù tanta meravigghia
mi’ nnaddunai
ca dda stidda nun’era na stidda
ma eri tu , bedda picciridda
ca senza parrari, manu ccu manu,
mi purtasti ccù tia
‘nta ‘dda strata celesti di la fantasia.
...lu me cori , allura, cuminciò a battiri forti…
...e mentri ti stavu ‘pi diri:
“ti vogghiu beni”
...si grapiu lu celu …
...e nun vitti cchiù nenti…
...Nun vitti cchiù strata…
...Nun vitti cchiù stiddi…
...Nun vitti cchiù AMURI…
...Chistu mi successi stanotti .
...ti vulia diri “Ti vogghiu beni 
e ‘nveci m’arruspigghiai.



MI SVEGLIAI STANOTTE 
Sapessi che mi successe stanotte...
...mi sognai di camminare sopra una strada
fatta di cielo e illuminata di stelle...
e lontano davanti a me c'è n'era una 
più rossa e più brillante...
...ma quando mi avvicinai
con tanta meraviglia 
mi accorsi
che non era una stella
ma eri Tu, bella piccolina
che senza parlare, mano con mano 
mi portasti con te
in quella strada celeste della fantasia.
... il mio cuore, allora, cominciò a battere forte...
e mentre ti stavo per dire:
"ti voglio bene"
si aprì il cielo..
e non ho visto più niente...
non ho visto più strada...
non ho visto più stelle....
non ho visto più AMORE...
...questo mi successe stanotte.
ti volevo dire "Ti voglio bene"
è invece mi svegliai.


TOTO' MIGLIORE

Annamaria