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giovedì 8 novembre 2012

UN'EMOZIONE...CHE STA IN PIEDI



SIMONE FANTI IN PIEDI CON IL REWALK
L’emozione non ha voce, cantava Celentano… e il mio grido si è spento in gola giusto nel momento in cui mi sono alzato in piedi per la prima volta dopo dieci anni in sedia a rotelle. Un urlo liberatorio di goia, di tensione, di ricordi che di colpo tornano alla mente, un grido soffocato appunto per una lunghissima decade. Un urlo silenzioso. Tre bit e l’esoscheletro, mi ha sollevato leggero, come se fosse la cosa più naturale per un uomo. Normale per gli altri ma non per me, paraplegico a causa di un incidente motociclistico. Quell’azione semplice e banale che ognuno compie migliaia di volte a me era preclusa. Chiudete gli occhi e immaginatevi il mio viso. Il mio volto si è fatto bambino e ha assunto quella espressione fanciullesca dei bimbi che scoprono per la prima volta la forza del mare, quell’espressione che mescola gioia, stupore, paura di qualcosa di più grande di loro…
Puf e quasi per magia mi sono trovato in stazione eretta, in un equilibrio barcollante, a guardarmi intorno e tornare a vedere tutti un po’ dall’alto (al mio metro e 85 vanno aggiunti circa sette centimetri dovuti al macchinario, alle scarpe a alla retrazione del piede equino). Una magia tecnologica, due gambe bioniche e un piccolo computer che le guida. Nessun miracolo, ma l’ingegno dell’uomo. Da qualche tempo infatti, ho iniziato il progetto pilota che tra accelerazioni e rapide frenate  mi ha portato all’appuntamento con la stazione eretta.
La prima volta non si scorda mai… ma ero troppo stupito e impaurito per potermi godere di quei dieci minuti ( che mi sono sembrati un attimo). Il mio corpo impegnato a riassettarsi sulla posizione verticale. Il mio cervello invaso da mille pensieri contradditori: gioia e malinconia, paura e voglia immensa di spingermi oltre… e poi quella sensazione di sentirsi un birillo traballante sostenuto da un robot e dalla mani sicure della fisioterapiste. Una marionetta, un pupo siciliano sorretto da mille fili invisibili che danno vita a membra spente. E dietro a ciascun filo, le dita amorevoli di mia moglie, dei genitori, di mio fratello e dei mille amici.
Ed ecco il passato che riaffiora prepotente, carico di un fiume di ricordi che vorrebbero cancellare la gioia di questo momento. Non lo posso negare al ritorno dalla prima lezione (ne devono seguire almeno altre 20) mi sono sciolto in un pianto liberatorio… nelle lacrime le immagini del mio passato. Di quei primi 26 anni trascorsi da bipede… di quelle sensazioni, a contatto di pelle, che avevo nascosto nei reconditi dell’anima. Troppo faticose, troppo dolci-amare… emozioni che sono solo ricordi e non torneranno comunque più. E che lasciano ora spazio per le nuove… chissà magari quelle che genererà il muovere il primo passo.
SIMONE FANTI
da Corriere In Visibili

Annmaria... a dopo

lunedì 3 ottobre 2011

LO STUPRO DI ANIMALI E' LEGALE IN DANIMARCA


Anche noi del blog ci associamo alla petizione per far abolire la legge crudele ,che vige in Danimarca, nel praticare sevizie agli animali.

E’ ormai da mesi che leggiamo con disgusto che nella in-civile Danimarca
lo stupro sugli animali con sevizia è ritenuta pratica legale.
A parte i brividi che il solo termine può provocare nelle persone normali,
anche se doloroso ,è giusto per poter comprendere la gravità dell’atto, conoscere il modo in cui viene praticato.
Ebbene gli animali vengono catturati, tramortiti con percosse,legati e poi a turno

I MOSTRI approfittano di loro.

Queste menti malate nel praticare lo stupro quasi sempre spezzano anche
le ossa posteriori delle vittime che non riescono a sopportare quella pressione,

provocando la rottura e lacerazione degli organi interni e in questi casi è auspicabile

una dolce morte che possa sottrarli ad altre violenze.

Immaginate lo scenario: sporche risate di sporchi individui tra i i pianti, i guaiti,

sguardi persi e pieni di terrore che chiedono il perchè.....il perchè

di tanto dolore...barbarie....inflitta ad anime candide ed innocenti!!

Non esiste un motivo o una ragione, esiste solo la lucida sudicia follia umana!

Rimanere indifferenti ci rende complici!

Firmate la petizione adesso per dire basta ai “bordelli animali”!


un minuto del vostro tempo speso bene!!!

ATTENZIONE! IMMAGINE FORTE:

Talvolta solo guardare in faccia la realtà ci dà la forza necessaria per reagire!
la foto la trovate qui


Annamaria... a dopo

lunedì 28 marzo 2011

ATTUALITA' PRIMO PIANO, DALLA SICILIA

IKEA SBARCA IN SICILIA
La struttura, estesa per 30.000 metri quadrati, dei quali 19.000 dedicati all'esposizione, occupa 308 dipendenti, il 78% dei quali a part time; un altro centinaio di posti di lavoro saranno creati dall'indotto. Centottantotto di essi sono occupati a tempo determinato, 66 a tempo indeterminato, 47 con tirocinio, sette sono occupati con apprendistato. Il gettito tributario di Ikea in Sicilia sarà presumibilmente non inferiore ai 1.200.000 euro annui.

Inaugurato , con vodka, salmone, formaggi e 'taglio del tronco ', il primo punto vendita del colosso svedese in Sicilia






E anche la Sicilia ha la sua Ikea. Ieri mattina è stato ufficilamente aperto nella Zona Industriale di Catania il primo punto vendita in Sicilia del colosso svedese dell'arredamento. Nella cerimonia di inaugurazione, cominciata alle 7 del mattino, è stata servita una colazione svedese a base di vodka, aringhe, salmone e formaggi. Il taglio del nastro è stato sostituito, secondo la tradizione svedese, con il taglio di un tronco da parte dell'Ad di Ikea Italia Lars Petersson, dal sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, dalla Store Manager Franca Quaglia e dall'Expantion Manager Ton Reijmers. Presente anche l'Ambasciatore di Svezia Ruth Jacoby, il Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e il Presidente della Provincia Giuseppe Castiglione.
"Questa squadra - ha detto Petersson - ora è pronta per far godere anche ai siciliani il risultato di una geniale intuizione elaborata sessant'anni fa nel sud della Svezia: la possibilità di arredare le case di tanta gente con mobili di buon design e di qualità ad un prezzo giusto, coinvolgendo i clienti che acquistano in libertà mobili e complementi d'arredo, trasportandoli e montandoli da soli. E così facendo risparmiano"

"Avevo posto ad Ikea il tema della assunzione di alcuni lavoratori della ex Cesame. Da questo punto di vista non ho trovato quella disponibilità che è stata scritta in un protocollo nel 2005. Questa è stata la ragione di una incomprensione. Se in un tempo comunque non lungo questi lavoratori saranno assunti, piuttosto che pensare ai grandi fatturati, allora tutto bene..." ha affermato il presidente della Regione Raffaele Lombardo parlando con i giornalisti a Catania a margine dell'inaugurazione del negozio Ikea.
"Ikea - ha aggiunto Lombardo - non fa concorrenza ai nostri produttori, noi purtroppo ebanisti e falegnami non ne abbiamo più, quindi non c'è nessuna critica da fare da questo punto di vista. Poi il fatto che ci siano dei mobili di disegno moderno a prezzo abbastanza buono e per giunta abbastanza solidi credo che sia un vantaggio per le famiglie siciliane". "È uno stabilimento enorme - ha proseguito il presidente della Regione - che ha come caratteristica l'autosufficienza energetica: si produce con il fotovoltaico l'energia che si consuma e ciò vuol dire inquinamento zero utilizzando una energia che costa niente se non l'impianto, che è sostenuto da una certa contribuzione. Poi vi lavorano tanti ragazzi che potranno, a contatto con gli svedesi, imparare oltre all'Inglese altre lingue".
"Siamo orgogliosi che Ikea abbia deciso di investire in Sicilia ed in particolare a Catania. Oggi comincia un'esperienza di lavoro per centinaia dei nostri giovani, che sono stati selezionati con la massima serietà e trasparenza. Va riconosciuto, infatti, il gran lavoro svolto dal gruppo nell'aver vagliato oltre 40 mila curriculum e nell'aver premiato il merito, così come è giusto che sia" ha affermato il presidente della Provincia Regionale di Catania Giuseppe Castiglione commentando l'apertura del punto vendita Ikea a Catania. "La Provincia – ha aggiunto Castiglione - ha sempre considerato molto importante l’apertura del colosso svedese sia sotto un punto di vista occupazionale che economico e per questo si è attivata immediatamente per fornirgli la massima collaborazione, accelerando, ad esempio, l’iter autorizzativo della viabilità attorno allo stabilimento. Credo, infatti – ha concluso Castiglione – che le istituzioni tutte debbano sempre mettersi al servizio di coloro che investono nella nostra regione portando sviluppo e crescita nei nostri territori".

[Informazioni tratte da Lasiciliaweb.it, Adnkronos/Labitalia]

Per i poco più di trecento posti di lavoro Ikea ha ricevuto nei mesi scorsi 47.312 curricula. I 308 neo assunti sono stati selezionati tra i 2.000 candidati che hanno sostenuto il colloquio. A tutti gli altri candidati Ikea ha inviato una cordiale email dove ricorda che non si è dimenticata di loro, di tutti gli aspiranti alle posizioni lavorative, che per motivi tecnici non si è riusciti ad esaminare uno per uno. Ricordando che non bisogna perdere le speranze e che verranno conservati i nominativi nel database, si sottolinea la blanda possibilità futura di riproporsi per eventuali posizioni aperte. Inoltre regala un buono sconto di 10 euro per i candidati mai selezionati e mai valutati. Quale miglior modo per farsi pubblicità e quale miglior invito?






E SEMPRE DALLA SICILIA , ALTRI SBARCHI ALLARMANTI E PIETOSI
Lampedusa, nuovi sbarchi e allarme epidemia.
 Adesso l’incubo per gli isolani si chiama epidemia. Il rischio è reale, tant’è che il 28 marzo (OGGI)arriveranno gli ispettori sanitari della regione siciliana per verificare le condizioni igieniche in tutti i centri che ospitano circa duemila migranti e per effettuare sopralluoghi nei punti più critici: come la collina detta “della vergogna”, nella zona del porto, dove sono ammassati altri tremila tunisini, che vivono in tende di fortuna, tra blatte e sporcizia, altri vivono sotto i cavalcavia, o nell’area del depuratore, mentre i più fortunati si lavano nelle docce del campo sportivo. Intanto in base ai dati ufficiali dell’unità di crisi, risulta che dal primo gennaio a oggi sono sbarcati a Lampedusa complessivamente 18.501 migranti: nello stesso periodo del 2010 erano giunti nelle Pelagie in 27. Solo nelle ultime 24 ore a nelle Pelagie sono approdati 1.700 extracomunitari e ne sono partiti mille. Per Lombardo una soluzione può essere “l’uso di navi militari e civili come primo approdo per i migranti recuperati in mare, che poi vanno trasferiti altrove, non a Lampedusa: un’isola morta che ha perso la stagione turistica pasquale e rischia di perdere anche quella estiva”.
Video Lampedusa, 1200 sbarchi in 24 ore.


giovedì 10 febbraio 2011

- SARA TOMMASI - non è la vita che sognavo-



 Una ragazza( laureata alla Bocconi) che arrivata alla notorietà, grazie all'isola dei famosi, pensavo fosse sparita nel nulla e invece....
 Piange al telefono con la madre, scrive sms minacciosi direttamente al presidente del Consiglio, finisce in una clinica per curarsi. “Non è la vita che sognavo, se la vita da star è fatta di questo, lo capisco e rinuncio”. Prima la droga, i festini, le marchette, i rapporti diretti con il clan di Lele Mora e Fabrizio Corona, ma soprattutto con Silvio Berlusconi e suo fratello Paolo. Poi la disperazione e il crollo. La storia di Sara Tommasi che emerge dalle intercettazioni raccolte nell’inchiesta di Napoli è quella di una ragazza distrutta, prima dalle sue ambizioni, poi dal giro di Lele Mora e del premier. Oggi l’abitazione milanese di Sara Tommasi è stata perquisita dagli investigatori, che hanno sequestrato un personal computer.
Sono tante le conversazioni e gli sms in cui si coglie chiaramente una volontà di ribellione della ragazza a un sistema che ormai l’ha imprigionata. E la paura di restare coinvolta nello scandalo che sta montando. Al punto da arrivare a scrivere, il 15 gennaio 2011, giorno in cui esplode lo scandalo delle prostitute e dell’harem dell’Olgettina, un sms inequivocabile al premier Berlusconi: “Spero che crepi con le tue troie”. Già il 10 gennaio, sempre rivolgendosi a B, scriveva: “Silvio vergognati, mi hai fatta ammalare. Paga i conti dello psicologo”. Lo stesso giorno Sara Tommasi riceve la chiamata della segretaria della clinica “Delle betulle” di Appiano Gentile: “Sara, grazie alla raccomandazione di Berlusconi Paolo, è convocata presso la clinica “Delle Betulle” ad Appiano Gentile, per essere visitata .
Poi ci sono le carte della procura di Napoli. Il principale interlocutore di Sara era, appunto, Vincenzo Seiello, detto “Bartolo”, presunto organizzatore dei festini a pagamento ai quali partecipa anche la soubrette. “Ciao Sara per una serata tipo cena con un imprenditore la vuoi fare? 1500 euro? E mi fai sapere”, le scrive in un sms. La figura di Silvio Berlusconi emerge proprio da una telefonata tra i due, intercettata il 9 settembre 2010. La Tommasi dice di non poter partecipare a una serata con Bartolo perché “devo vedere una persona che non vedo da un sacco di tempo, che mi ha chiamato adesso”. Scrivono i magistrati di Napoli: “I fatti avrebbero insinuato che quella persona andava identificata nel presidente del Consiglio Berlusconi, perché subito dopo la sua scorta peronale fu notata da Seiello Vincenzo e Amirante Giosué, mentre indugiavano sotto casa della donna con l’intenzione di parlarle per convincerla a mantenere l’impegno”. Ecco le parole di Bartolo, che si dice sorpreso da ciò che ha visto: “Le guardie del corpo di Berlusconi! Se la sono venuta a prendere a questa e se la sono portata…guarda, è una cosa incredibile”. Circostanza, quella della scorta del premier a disposizione della Tommasi, smentita ieri da Palazzo Chigi: “E’ assurdo e diffamatorio”.Mahhh...
Ma è proprio nella fase della “ribellione” di Sara Tommasi che emergono meglio i legami e i collegamenti con il premier e con il giro di Lele Mora. Tutto inizia il 18 dicembre scorso, quando, in un sms a “Bartolo”, Sara scrive: “Mi spiace non voglio più avere niente a che fare con Corona e con Lele, né con questo mondo. Addio”. E ancora: “Né te né Lele né Fabrizio (Corona) né le marchette che volevi farmi fare nel giro squallido di Marina Berlusconi che volevate farmi fare o dei festini privati”. In una telefonata tra i due, lo stesso giorno, Sara è ancora più esplicita: “Mi sono stufata di lavorare, hai capito? Se devo andare a scopare tutto il mondo come sta succedendo con gente che mi perseguita con le droghe, a destra e sinistra…”. Questa mattina Marina Berlusconi, per commentare questa intercettazione, ha attaccato i giornali: “Non è un caso che anche stavolta il rilievo di gran lunga maggiore a queste farneticazioni sia stato dato dai soliti ben precisi giornali: quelli che, quando ogni giorno sproloquiano sulla macchina del fango, in realtà stanno parlando solo di se stessi e del loro comportamento”.
Dopo aver evocato la figlia di Silvio Berlusconi ,Marina, nel litigio con Bartolo la Tommasi tira in ballo anche il fratello di B. Paolo: “Ora scusate ma andatevente a fanculo Co e company dei miei stivali e ditelo anche a Paolo Berlusconi”.
A gennaio i comportamenti di Sara Tommasi diventano schizofrenici. Con Ermanno Dionisio, che dice di “volerla tutta per lui”, l’8 gennaio risponde: “O mi paghi a prestazione o t’inkuli! Ho già mille fidanzati. Sono diventata una troia. Ciao”. La risposta è: “Ok…markette sta bene bacio”. Ci sono poi i dialoghi e le accuse al premier il 10 gennaio, ma soprattutto il pentimento e la paura, in una telefonata disperata alla madre, intercettata il 19 gennaio, così trascritta nel fascicolo di Napoli: “Sono venuta (a Milano) per due appuntamenti, ma poi alla fine non sono serviti a un cazzo…e basta…ora sto qua a rompermi i coglioni, con la gente che mi droga a destra e sinistra. Non so più dove scappare ( sembra che stia per piangere), non so più dove scappare…guarda (ndr, poi piange)…sono perseguitata..da Berlusconi e da tutti…non so dove mettere le mani”.
Le angosce, le visite in clinica, la prostituzione che comunque, a fasi alterne, continua. La consapevolezza che la strada per il successo facile ha un prezzo altissimo. Un brusco ritorno alla vita reale. Che ricorda la storia di Virginia Sanjust, l’annunciatrice Rai travolta dal legame con Berlusconi che “l’ha scelta” nel 2003. Ecco come è finita la storia di Virginia, i questo estratto dal libro “Papi – uno scandalo politico” di Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio: “Passato il ciclone Berlusconi, la famiglia Armati-Sanjust ne è rimasta travolta e, a oggi, non ha ancora ritrovato un suo equilibrio. Federico Armati è ancora in forze al Cesis (ora denominato Dis) ma non è più utilizzato per attività operative. Come agente segreto è «bruciato» e si trova nella grottesca situazione di dover lavorare per un servizio che dovrebbe essere fedele al premier che lui ha denunciato e che considera il responsabile delle sue disgrazie. Virginia vive in condizioni ancor più difficili. Alla fine del 2004 ha deciso (secondo il marito, su consiglio di Berlusconi) di lasciare il lavoro alla Rai. La sua personalità fragile, privata dei due punti fermi che la sostenevano – il lavoro e il figlio, sempre affidato al marito – è entrata in profonda crisi. I continui regali e l’enorme disponibilità di denaro che Berlusconi le ha offerto per anni non le sono stati di aiuto. Anzi. Le più svariate sette religiose hanno preso ad aggirarsi come avvoltoi intorno a questa ricca e debole signora, nella speranza di spillarle soldi e favori. Lei, Virginia, s’è avventurata in lunghi viaggi in templi più o meno esoterici”.

Questa ennesima storia fa  ma veramente orrore. Abbiamo a che fare con l’impersonificazione del male? BASTA, CHE DIO LO FERMI, se gli italiani non VOGLIONO farlo. E troppi continuano imperterriti a sostenerlo, millantandone l’innocenza e coltivandone in realtà il mito deteriore. Come si può , in buonafede , a credere alla sua innocenza...



mi trovo d'accordo con quanto espresso da Lorenzo Chiavettta

Da un paio di giorni, regna sovrano un solo nome sui nostri giornali: Ruby!
No, tranquilli! non voglio star qui a riportare la cronaca dei fatti che ormai ritrovate su tutti i media nazionali e non. Per quello vi rimando ad altri più importanti siti.
Voglio solo scrivere un post di critica ai cattolici italiani (o presunti tali) che lo votano.
Forse, questi elettori hanno bisogno di un promemoria:
1) Berlusconi è andato a letto con l'escort Patrizia D'Addario, tra l'altro prima di rompere con Veronica Lario.
2) Il nostro premier è solito fare festini nelle proprie ville, facendosi adulare da giovanissime donne, a cui regala ciondoli e gioielli (a forma di tartarughina o farfalla).
3) Si dice che anche durante la sua recente visita in Brasile abbia partecipato ad un festino pieno di donne. O almeno così hanno scritto i giornali brasileri.
4) Qualche mese fa ha fatto la comunione, pur essendo divorziato.
5) Racconta barzellette fortemente antisemite o con annessa bestemmia.
6) Ha avuto una non meglio precisata relazione con Virginia Sanjust di Teulada, sempre durante il matrimonio con la Lario.
7) Poi c'è stata la minorenne, oggi maggiorenne, Noemi Letizia.
8) Mentre adesso abbiamo la new entry Ruby, col suo bunga bunga.

L'elenco potrebbe ancora continuare, ma già leggendo questi 8 punti, se io fossi cattolico - ma grazie a dio sono ateo, se mi passate la citazione - cambierei opinione sul nostro attuale premier. E invece ciò tra i nostri concittadini non avviene. Un po' perché, capirete, con tre reti televisive e la Rai in mano, le informazioni al riguardo sono filtratissime e vengono date come LUI vuole; e un po' perché il nostro è il Paese dei finti cattolici, dove si va in chiesa per Natale e Pasqua, si bestemmia, si commettono peccati di ogni tipo (tanto poi c'è la confessione che rimedia a tutto!), ci si sposa con rito cattolico solo per onorare la tradizione, si fa sesso prima del matrimonio e blablabla.
Che sia la volta buona che alle prossime elezioni cambi qualcosa?
Chi vivrà, vedrà.


Molto, troppo ciarpame in giro, queste ragazze che vendono il proprio corpo cosi facilmente ... sono certa che ci saranno giovani donne , come altre in passato, pronte a scrivere la storia .Siano  in politica , nell'mprenditoria, attrici,cantanti, scrittrici e tante donne nascoste tra le pieghe della vita quotidiana, dietro le pareti delle proprie faccende domestiche, ferme tra i propri incubi ed i propri sogni, in equilibrio tra il voler essere superdonne e l’istinto ad essere madri, tutte caratterizzate da quel potere speciale che è l’essere donna stesso.


Ecco una delle giovani donne che ammiro
Concita De Gregorio - direttore del quotidiano L'Unità-

Laureata all'Università di Pisa in Scienze Politiche, ha iniziato la professione nelle radio e tv locali toscane passando poi al Tirreno dove, per otto anni, ha lavorato nelle redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia. Nel 1990 è passata al quotidiano la Repubblica, dove si è occupata di cronaca e di politica interna. Ha pubblicato nel 2002 Non lavate questo sangue, diario dei giorni del G8 a Genova e un racconto per la rivista letteraria di Adelphi. Nel 2006 ha pubblicato  Una madre lo sa, tra i finalisti del Premio Bancarella 2007.Spesso è ospite Santoro "anno zero,  e in vari talk show
Dall'agosto 2008 è Direttore del quotidiano L'Unità.

martedì 21 dicembre 2010

INCIDENTI DI ROMA , commentati da Enzo e...Ducky


il fatto

  Roma sconvolta nei giorni scorsi dagli incidenti fra manifestanti e forze del’ordine. Una situazione fuori controllo in cui frange estreme del movimento degli studenti hanno cercato di assalire Montecitorio e si sono poi riversate per le vie del centro incendiando vetture, sfasciando vetrine e assalendo i blindati dei poliziotti.

Che hanno reagito con cariche. Gli incidenti si sono scatenati quando si è appreso che la Camera aveva votato la fiducia al governo Berlusconi. Gruppi di giovani che dal Pincio hanno lanciato centinaia di pietre su chiunque passasse da piazza del Popolo.  “Diverse auto bruciate in via Ferdinando di Savoia, dove un gruppo di ragazzi ha sfondato una vetrina della banca Unicredit e ha fatto irruzione nell’istituto di credito. Bruciati alcuni cartelloni.

                             23 abbagli







DUCKY: Enzo, hai saputo di quello che è successo a Roma?
ENZO: Certo, una cosa drammatica.
DUCKY: Ho letto al televideo e mi sono trascritto il testo.
ENZO: Leggo. “Il ministro della giustizia, Angelino Alfano, ha inviato ispettori ministeriali per eseguire degli accertamenti sulle scarcerazioni dei 23 manifestanti fermati dopo gli incidenti di Roma.
Per il “ragazzo con la pala”, invece, il gip del tribunale dei minori di Roma, Domenico De Biase, ha predisposto la “permanenza in casa”. Il giovane, figlio di un ex leader di Autonomia operaia, era stato fermato il 15 dicembre.
DUCKY: E’ tutto?
ENZO: Sì.
DUCKY: Allora ti dico subito che il ministro ha fatto bene a mandare gli ispettori ministeriali: loro devono accertare come sono andati i fatti.
ENZO: Tieni presente che gli ispettori forse hanno visto quello che
succedeva, alla TV.
DUCKY: Non tutti. Può darsi che non tutti erano alla TV, ma che altri o chissà quanti erano anche in mezzo alle forze dell’ordine.
ENZO: Esaminiamo i fatti, c’era un corteo che avanzava…avanzava “pacificamente”. Poi improvvisamente è scoppiato il finimondo…poi i le forze dell’ordine, attente, guardinghe e tese, si sono accorti che piovevano dall’alto sassi, randelli, oggetti di vario genere.
DUCKY: Quelli in gergo tecnico si chiamano “IFO” cioè Identified Flying Objects, Oggetti Volanti Identificati.
ENZO: Le Forze dell’Ordine, in mezzo al disordine, non hanno l’ordine di menare, ma di difendersi.
DUCKY: Mi dici per favore COME si dovrebbero difendere…porgendo un biglietto da visita, o un tesserino? I protestanti, stanchi di fare la protesta pacifica, hanno, tra le altre nefandezze, lanciavano, badi bene, non parallelepipedi di spugna, ma di …roccia, insomma SASSI.
ENZO: Mezzi di privati cittadini, mezzi di trasporto della Polizia, incendiati…!
DUCKY: E non per autocombustione! Aggiungi i negozi danneggiati.
ENZO: Le forze dell’ordine hanno portato via 23 ragazzi.
DUCKY: Hanno fatto bene il loro dovere per essere giudicati.
ENZO: I giudice si sarà detto: “Quei 23 ragazzi, bontà loro, si sono trovati al lato di un corteo; hanno pensato di unirsi agli altri pacifisti protestanti; ogni tanto trovavano a terra dei randelli e se li tenevano qualora fossero stati aggrediti; poi hanno trovato dei caschi e se li sono messi in testa pensando di essere brutti, sai com’è, uno vuole nascondere i difetti.
DUCKY Avrà pensato pure che quei “ragazzi nervosi” stanno sempre chiusi in casa, non fanno ginnastica, e allora si sono sfogati con tanta animosità.
ENZO: Danni tanti agli automezzi…ai negozi e anche a protestanti e ad agenti.
DUCKY: Non farmi ridere, Enzo; la cosa e’ seria. Il giudice ha anche pensato che gli automezzi erano vecchi e che erano da portare allo “scasso”, pardon demolitore;
ENZO: E i negozi danneggiati?
DUCKY: Quelli erano da restaurare e i prodotti erano articoli scaduti.
ENZO: Il giudice…
DUCKY: Sai, mi fa un senso pronunciare questa parola…comunque…dicevi?
ENZO: Dicevo che il giudice ha rimesso in libertà 22 ragazzi, perché bravi, e di 1 (uno), visto con una pala in mano – forse pensava che sarebbe nevicato - è stato molto più severo… deve restare a casa…poverino,
che pena stare chiuso in casa: nel linguaggio giuridico il lessico di registro è…”permanenza in casa”.
DUCKY: Enzo, diciamocelo chiaramente, di giudici “buoni” ce ne sono tanti, ma proprio tanti farebbero meglio a cambiare mestiere.

ENZO


Annamaria... a dopo

giovedì 14 ottobre 2010

IL CASO SAKYNEH

E' di lunedi la notizia che le autorita' iraniane hanno arrestato il figlio e l'avvocato di Sakineh, la donna di 43 anni condannata alla lapidazione per adulterio e concorso in omicidio. Il ventenne Sajjad Qaderzadeh, e il suo avvocato Javid Hutan Kian, sono stati arrestati domenica sera, intorno alle 19, insieme a due giornalisti tedeschi nella citta' di Tabriz: le forze di sicurezza iraniane hanno fatto irruzione nello studio del legale dove era in corso un'intervista con i due reporter tedeschi. Le autorita' iraniane hanno riferito che i due giornalisti erano entrati con un visto turistico.


Dopo l'arresto non si e' avuta piu' alcuna notizia dei quattro e non e' chiaro dove siano stati portati. L'incertezza sulla loro sorte si aggiunge a quella per Sakineh, la donna condannata per adulterio alla lapidazione, pena poi convertira poi nell'impiccagione per concorso nell'omicidio del marito. Nei momenti concitati del blitz uno dei due giornalisti era al telefono con Mina Ahadi, portavoce del Comitato Internazionale contro la Lapidazione e la Pena di Morte. E' stato lo stesso Mina Ahadi a raccontare che il giornalista ha interrotto bruscamente la comunicazione quando le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nell'ufficio. Da qual momento Nina Ahadi ha tentato per varie ore di rimettersi in contatto con loro, ma senza successo: "Da allora i cellulari di Sajjad, Hutan Kian, e dei due giornalisti tedeschi risultano irraggiungibili"





 Né le autorità iraniana né, soprattutto, quelle tedesche hanno reso noti i nomi dei fermati e nemmeno è stato rivelato il nome della testata per la quale tali presunti giornalisti lavorassero. Inizialmente si era detto che essi fossero stipendiati dal Bild am sonntag. Tale notizia è però stata smentita dal giornale stesso.
Gli interrogativi che questa narrazione solleva sono evidenti. Se si poteva comunicare telefonicamente – evidentemente sì - che bisogno c’era di entrare in Iran con una causale di visto falsa (i due erano in possesso di un visto turistico)? Perché né la Ahadi, né la Merkel, né l’Associazione tedesca della stampa hanno ancora comunicato i nomi degli arrestati?

Annamaria... a dopo

mercoledì 13 ottobre 2010

IL SALVATAGGIO DEI MINATORI CILENI


Cari amici, dopo una breve pausa ,riprendiamo il blog con una bella notizia : sta finendo l'incubo per i 33 minatori  Cileni !
Intrappolati da oltre due mesi nelle viscere della terra a San Jose in Cile, stanno tornando in superficie stretti nella capsula Fenix.  L'operazione di salvataggio, denominata San Lorenzo, era slittata di alcune ore rispetto alle previsioni tenendo tutti con il fiato sospeso. Dopo alcuni test sulla capsula vuota, alle 23:38(ora locale) e' sceso per primo sul fondo del pozzo l'esperto minerario Manuel Gonzalez di cui la tv ha immortalato l'abbraccio con i minatori. La gioia per la risalita dei minatori e' stata esplosiva al Campamento Esperanza dove sono raccolte le famiglie dei minatori assediate dai cronisti e dalle troupe televisive di tutto il mondo. A Santiago del Cile la gente e' scesa nella Plaza Italia per festeggiare, cosi come i cileni a Washington si sono raccolti davanti alla loro ambasciata per seguire su un mega schermo le fasi del salvataggio con un tifo da stadio.


 





Annamaria... a dopo

martedì 7 settembre 2010

CARLA BRUNI E SAKYNEH

Come ben sapete nelle settimane  scorse Carla Bruni è stata pesantemente attaccata dalla stampa Iraniana
Il quotidiano Kayhan ha insultato la Première Dame che si era pubblicamente indignata per la sorte di Sakineh. ...Però,... peccato che sui diritti umani dei rom espulsi, la moglie di Sarkozy, non abbia detto una sola parola.verrebbe da chiedersi come mai. non abbiamo letto nessuna dichiarazione a sostegno della difesa dei diritti delle migliaia di rom che il governo di suo marito sta rimpatriando. Donne e bambini indifesi, compresi.

Brevemente .. la cantante aveva preso una posizione pubblica per Sakineh, così come Valery Giscard d’Estaing, Isabelle Adjani, Jane Birkin, Segolene Royal e lo stesso presidente Nicolas Sarkozy sul sito Le Règle du Jeu
.Nella sua lettera, Carla Bruni- Sarkozy si era indignata: “Non vedo il bene che può uscire da questo macabro evento, qualunque sia la giustificazione giuridica avanzata. Versare il vostro sangue, privando i bambini della loro madre, ma perché? Perché hai vissuto, perché hai amato perché sei una donna, una iraniana? Tutto in me si rifiuta di accettarlo“.
 La televisione di Stato iraniana ha risposto immediatamente, dicendo che Carla Bruni ha utilizzato questo caso per giustificare la propria immoralità, ma il quotidiano iraniano più radicale, Kayhan, che riflette lo spirito di iraniani neo-liberali si spinge anche oltre e in un articolo intitolato: “Le prostitute francesi si uniscono  alla lotta per i diritti umani”, ha pubblicato la seguente dichiarazione: “Recentemente, Carla Bruni, la moglie di Nicolas Sarkozy e l’ infame Isabelle Adjani, attrice francese di costumi corrotti, hanno espresso il loro sostegno a Sakineh. Carla Bruni è quella che ha lottato per rompere il matrimonio di Sarkozy e diventare la prima donna di Franca”.

Sulle offese a Carla Bruni, ecco un'intervista dello scrittore Marek Halter, firmatario della petizione per liberare Sakineh:

«Anch’io sono stato attaccato dalla stampa iraniana. Ma non mi hanno mai detto cose così orrende, perché sono un uomo… Nel Novecento, come diceva Goethe, il termometro per misurare l’umanità erano gli ebrei. Nel ventunesimo secolo, credo che siano le donne. Basta guardare come vengono trattate in un paese per capire qual è davvero la situazione. »

 «Il regime iraniano si permette di insultare e minacciare Carla Bruni-Sarkozy solo perché è una donna». Lo scrittore Marek Halter è in prima linea nella difesa di Sakineh, ha firmato la petizione promossa da un gruppo di intellettuali europei che in Italia, attraverso il sito di Repubblica, ha raccolto oltre 80mila firme. «Ancora una volta , dice Halter, l’Iran si dimostra un paese totalitario, governato da un gruppo di estremisti».

Com’è possibile pubblicare quelle frasi sulla moglie del capo dello Stato francese?

«Carla Bruni-Sarkozy è come Sakineh: è colpevole solo perché ha alzato la voce. In Iran, una donna non sottomessa viene trattata da prostituta e condannata a morte. Da tempo mi batto contro il regime di Teheran, sostenendo pubblicamente l’opposizione. E per questo anch’io sono stato attaccato dalla stampa iraniana. Ma non mi hanno mai detto cose così orrende, perché sono un uomo».

Pensa che ci saranno conseguenze sui rapporti tra Francia e Iran?

«Un amico all’Eliseo mi ha raccontato lo stupore, direi quasi il terrore, per le parole sulla première dame. Nel Novecento, come diceva Goethe, il termometro per misurare l’umanità erano gli ebrei. Nel ventunesimo secolo, credo che siano le donne. Basta guardare come vengono trattate in un paese per capire qual è davvero la situazione. Per questo Sakineh è il simbolo di tutte le donne iraniane, e rappresenta una battaglia per la libertà di tutti gli iraniani».

Crede che la mobilitazione e gli appelli come quello che ha firmato possano cambiare qualcosa?

«Intanto i nostri governi democratici ci devono ascoltare, e farsi portavoce della protesta. Nella mia esperienza di combattente contro i regimi totalitari, ho capito che bisogna sempre trovare un volto intorno al quale radunare le forze. In passato, lo abbiamo fatto con Sakharov per l’Unione sovietica. Ora lo stiamo facendo con Sakineh per l’Iran. Le mobilitazioni a Parigi, Roma o Washington arrivano anche in Iran. Quando ero piccolo, gli assassini agivano di notte. La Gestapo o il Kgb uccidevano all’alba per non farsi vedere. Ma chi ha un riflettore acceso sul volto, non può essere ucciso. Fino a quando illumineremo il viso di Sakineh, lei sarà salva».

Eppure il regime di Teheran non ha dato finora risposte positive.

«Hanno detto che non è ancora prevista una data per l’esecuzione. È un primo cedimento, un modo di lasciare la porta aperta a una soluzione. Non basta. Bisogna continuare a protestare finché Sakineh sarà liberata. Il presidente Ahmadinejad deve capire che non molleremo. Non importa se dice che non abbiamo diritto di interferire negli affari interni iraniani. È un vecchio metodo. Nel 1939, alla Società delle Nazioni, un ebreo alsaziano portò le prove di come venivano trattati gli ebrei in Germania. Goebbels rispose: “Ogni carpentiere è maestro del suo operato”. Era una frase terribile. Questa è la storia che si ripete. Ecco perché continuerò a battermi per Sakineh».

da la Repubblica del 1 settembre 2010

Annamaria... a dopo

venerdì 16 aprile 2010

INCENTIVI-BOOM: IN 8 0RE BRUCIATO 7% DI CONTRIBUTI

Una valanga di telefonate è piombata sul call-center al via della nuova tornata di incentivi al consumo, tanto da mandare temporaneamente in tilt il servizio organizzato per gestire prenotazioni e informazioni. Sono stati più di centomila i contatti in otto ore, secondo i dati del ministero dello Sviluppo. Così, dalle 8 alle 16, è bastata solo una parte della prima giornata di disponibilità degli incentivi (proseguita poi fino alle 20) per bruciare il 7% dei 300 milioni disponibili, con contributi per 24mila acquisti, e «sconti» prenotati per 21,5 milioni di euro. Per il mercato dei motocicli gli incentivi saranno una meteora: fin ora è stato prenotato il 30% dei contributi disponibili, con 7.500 acquisti. C'è invece ancora ampia disponibilità per altri settori, come per gli incentivi per internet destinati ai giovani da 18 a 30 anni: sono arrivate 2.565 richieste su 400mila contributi disponibili, lo 0,64%; o per gli elettrodomestici, con solo l'1,5% di contributi erogati nonostante 8.300 acquisti, tra cui 3.817 lavastoviglie acquistate, 1.873 forni elettrici, 1.590 piani cottura, 973 cucine a gas, solo 17 cappe climatizzate e 7 pompe di calore per l'acqua calda. Nel complesso per il ministero è stato «un boom di prenotazioni e richieste di informazioni».
Non è mancato qualche disagio, si è parlato di un black-out nelle prime ore, ma la macchina organizzativa di Poste Italiane ha comunque retto l'ondata ed è riuscita presto a mettersi a regime gestendo un fiume di richieste, tra prenotazione dei contributi per acquisti di prodotti spinti dagli incentivi e informazioni a cittadini, imprese e rivenditori. «L'altissimo numero di telefonate - ha spiegato il ministero - ha provocato qualche comprensibile intasamento ma, secondo i gestori, dopo una prima fase di assestamento il sistema di prenotazione sarà in grado di soddisfare le richieste in tempo reale, come avvenuto la settimana scorsa per la registrazione dei rivenditori».
Federdistribuzione, che giudica «un successo» il debutto degli incentivi, parla di «attese anche di un'ora, con difficoltà ad accettare più prenotazioni per ogni telefonata». «Numeri minori in assoluto ma altrettanto significativi - rileva il ministero - per la nautica (470 motori fuoribordo e 76 stampi per scafi da diporto pari al 50% dei contributi), le macchine agricole (460 prenotazioni, 10% dei contributi)». Poi, tra l'altro, 24 gru a torre per l'edilizia, 459 macchine agricole, 105 contributi per immobili ad alta efficienza energetica, solo sei per inverter e motori ad alta efficienza nel settore dell'efficienza energetica industriale.

fonte: leggo