martedì 7 settembre 2010

Le riflessioni di CIPRIANO - IRREALITY SHOW -











Ritorna Cipriano con le sue "succose" riflessioni.
Ecco un suo commento riferito alla visita ,nel nostro paese, del leader libico M Gheddafi.




Saluti e baci al leader maximo libico Muammar Gheddafi
che da poco ci ha tolto il disturbo, dopo l’ormai consueta
e ciclica vacanza di lavoro, nel Paese e nella Capitale
una volta haimè ormai lontanissima, “Caput Mundi”.
Accenno brevemente e tralascio i numerosi particolari
( tra l’altro ampiamente trattati da tutta la stampa
nazionale ed estera) delle bizzarrie e stranezze di questo
singolare e pittoresco leader libico, temutissimo nel suo
Paese per la quarantennale durezza di governo, potente
ed inflessibile, furbo e sfuggente nei rapporti internazionali.
Singolarissima la sua relazione, anche personale, con
l’attuale governo Berlusconi.




Credo che da nessuna parte
d’Europa Gheddafi possa andare in giro come in Italia a
pronunciare discorsi anche poco rispettosi per la cultura
ed il rispetto di chi lo ospita, montare a mò di campeggio
estivo e dove gli aggrada la sua gigantesca e pittoresca
tenda, il cronico e scientifico ritardare gli appuntamenti
calcolati secondo l’umore e la convenienza del momento,
miscelando sapientemente la sua potente arroganza
cresciuta nella povertà da fanciullo nelle dune del deserto
e con l’odio verso gli occupanti italiani.Non ultimo quella
suggestiva sicumera da satrapo orientale del medioevo
nel circondarsi sempre ed ovunque di quelle formidabili ed
altrettanto colorite guardie del corpo di sesso femminile,
chiamate affettuosamente “le sue Amazzoni”.

Noi in questo momento pensiamo solo a fare soldi con
i libici; “les affaires sont affaires”, ed acqua in bocca.
Ma non era di questo che volevo parlarvi, bensì di
quell’esercito di hostess nostrane scelte tramite apposita
agenzia, per accompagnare Muammar Gheddafi nel suo
tour promozionale italiano, le quali a fronte di un misero
ingaggio (circa 60 euro netti, inferiore di molto a quello che
avrebbero preso se avessero fatto più dignitosamente un
qualsiasi lavoretto a tempo determinato), hanno anche
dovuto giurare di non parlare con i giornalisti e di non
rivelare alcun dettaglio circa questa esperienza, almeno
fino al termine della stessa.
Eccolo dunque il nostro ospite a catechizzare un folto
gruppo di giovani e belle italiane sui vantaggi della religione
islamica, quella che prima o poi (parole sue) sarà destinata
ad essere la religione dell’intero mondo.
Sono belle le fanciulle, e lo guardano in silenzio.
Sono state vestite sobriamente e hanno saputo quello che
devono fare, cioè niente.
Hanno dovuto ascoltare, forse assentire timidamente.
Insomma, come sempre, fare solo ed esclusivamente bella
presenza (stranamente la ultracombattiva onorevole
Santanchè non ha gridato all’oltraggio …).
Queste ragazze mi hanno fatto una profonda tristezza mista
ad un senso di rabbia. Sono le figlie di un ventennale incesto
televisivo, quello che continua a fare credere che basta un
po’ di faccia tosta, un bel fisico e naturalmente un “Reality”
o una situazione paradossale come quella in questione, per
cambiare in euro la propria esistenza.
Fanno testo le centinaia di migliaia di povere (e poveri) illusi
che fanno la fila per poter aspirare ai provini per i vari Grandi
Fratelli, Isole e rigurgiti vari. Basta avere il giro fortunato e
poter avvicinare il calciatore di turno, il potente che ti fa
entrare in un “giro” importante, l’occasione del signorotto di
turno che ti promette una vita da sballo se …; una seppur
lontanissima possibilità di una qualsivoglia telecamera e
tanti poveri cervelli vanno in immediato corto circuito.
Basta con i concorsi, basta con la ricerca di un lavoro difficile
ma dignitoso, basta con i mutui ed i prestiti, il marito o
la moglie in pantofole ed i mocciosi tra i piedi; il sogno
assillante è quello di guadagnare il massimo con il minimo
sforzo e naturalmente il cervello all’ammasso.
Questa è quella subcultura e filosofica di vita che soprattutto
certa televisione e precise lobby hanno immesso falsamente
ed ipocritamente nel fragile cervello dei nostri ragazzi in
questi tempi bui. E ben poco pare stiano facendo i genitori
nel dissuadere vigorosamente i propri rampolli dal seguire
queste strade fosche ed indistinte, dove tutto è miraggio ma
quasi nulla concretezza.
Personalmente quelle 500 ragazze in fila fuori l’ambasciata
libica a Roma in attesa di essere ricevute ed indottrinate dal
ras libico, con la profonda e non nascosta speranzuccia di
fare fortuna con qualche viaggio in Cirenaica in compagnia
del ricco beduino di turno, mi fanno sinceramente molta
tristezza.
Per 80 euro lorde, potevano trovare molto di meglio da fare.
  Cipriano

CARLA BRUNI E SAKYNEH

Come ben sapete nelle settimane  scorse Carla Bruni è stata pesantemente attaccata dalla stampa Iraniana
Il quotidiano Kayhan ha insultato la Première Dame che si era pubblicamente indignata per la sorte di Sakineh. ...Però,... peccato che sui diritti umani dei rom espulsi, la moglie di Sarkozy, non abbia detto una sola parola.verrebbe da chiedersi come mai. non abbiamo letto nessuna dichiarazione a sostegno della difesa dei diritti delle migliaia di rom che il governo di suo marito sta rimpatriando. Donne e bambini indifesi, compresi.

Brevemente .. la cantante aveva preso una posizione pubblica per Sakineh, così come Valery Giscard d’Estaing, Isabelle Adjani, Jane Birkin, Segolene Royal e lo stesso presidente Nicolas Sarkozy sul sito Le Règle du Jeu
.Nella sua lettera, Carla Bruni- Sarkozy si era indignata: “Non vedo il bene che può uscire da questo macabro evento, qualunque sia la giustificazione giuridica avanzata. Versare il vostro sangue, privando i bambini della loro madre, ma perché? Perché hai vissuto, perché hai amato perché sei una donna, una iraniana? Tutto in me si rifiuta di accettarlo“.
 La televisione di Stato iraniana ha risposto immediatamente, dicendo che Carla Bruni ha utilizzato questo caso per giustificare la propria immoralità, ma il quotidiano iraniano più radicale, Kayhan, che riflette lo spirito di iraniani neo-liberali si spinge anche oltre e in un articolo intitolato: “Le prostitute francesi si uniscono  alla lotta per i diritti umani”, ha pubblicato la seguente dichiarazione: “Recentemente, Carla Bruni, la moglie di Nicolas Sarkozy e l’ infame Isabelle Adjani, attrice francese di costumi corrotti, hanno espresso il loro sostegno a Sakineh. Carla Bruni è quella che ha lottato per rompere il matrimonio di Sarkozy e diventare la prima donna di Franca”.

Sulle offese a Carla Bruni, ecco un'intervista dello scrittore Marek Halter, firmatario della petizione per liberare Sakineh:

«Anch’io sono stato attaccato dalla stampa iraniana. Ma non mi hanno mai detto cose così orrende, perché sono un uomo… Nel Novecento, come diceva Goethe, il termometro per misurare l’umanità erano gli ebrei. Nel ventunesimo secolo, credo che siano le donne. Basta guardare come vengono trattate in un paese per capire qual è davvero la situazione. »

 «Il regime iraniano si permette di insultare e minacciare Carla Bruni-Sarkozy solo perché è una donna». Lo scrittore Marek Halter è in prima linea nella difesa di Sakineh, ha firmato la petizione promossa da un gruppo di intellettuali europei che in Italia, attraverso il sito di Repubblica, ha raccolto oltre 80mila firme. «Ancora una volta , dice Halter, l’Iran si dimostra un paese totalitario, governato da un gruppo di estremisti».

Com’è possibile pubblicare quelle frasi sulla moglie del capo dello Stato francese?

«Carla Bruni-Sarkozy è come Sakineh: è colpevole solo perché ha alzato la voce. In Iran, una donna non sottomessa viene trattata da prostituta e condannata a morte. Da tempo mi batto contro il regime di Teheran, sostenendo pubblicamente l’opposizione. E per questo anch’io sono stato attaccato dalla stampa iraniana. Ma non mi hanno mai detto cose così orrende, perché sono un uomo».

Pensa che ci saranno conseguenze sui rapporti tra Francia e Iran?

«Un amico all’Eliseo mi ha raccontato lo stupore, direi quasi il terrore, per le parole sulla première dame. Nel Novecento, come diceva Goethe, il termometro per misurare l’umanità erano gli ebrei. Nel ventunesimo secolo, credo che siano le donne. Basta guardare come vengono trattate in un paese per capire qual è davvero la situazione. Per questo Sakineh è il simbolo di tutte le donne iraniane, e rappresenta una battaglia per la libertà di tutti gli iraniani».

Crede che la mobilitazione e gli appelli come quello che ha firmato possano cambiare qualcosa?

«Intanto i nostri governi democratici ci devono ascoltare, e farsi portavoce della protesta. Nella mia esperienza di combattente contro i regimi totalitari, ho capito che bisogna sempre trovare un volto intorno al quale radunare le forze. In passato, lo abbiamo fatto con Sakharov per l’Unione sovietica. Ora lo stiamo facendo con Sakineh per l’Iran. Le mobilitazioni a Parigi, Roma o Washington arrivano anche in Iran. Quando ero piccolo, gli assassini agivano di notte. La Gestapo o il Kgb uccidevano all’alba per non farsi vedere. Ma chi ha un riflettore acceso sul volto, non può essere ucciso. Fino a quando illumineremo il viso di Sakineh, lei sarà salva».

Eppure il regime di Teheran non ha dato finora risposte positive.

«Hanno detto che non è ancora prevista una data per l’esecuzione. È un primo cedimento, un modo di lasciare la porta aperta a una soluzione. Non basta. Bisogna continuare a protestare finché Sakineh sarà liberata. Il presidente Ahmadinejad deve capire che non molleremo. Non importa se dice che non abbiamo diritto di interferire negli affari interni iraniani. È un vecchio metodo. Nel 1939, alla Società delle Nazioni, un ebreo alsaziano portò le prove di come venivano trattati gli ebrei in Germania. Goebbels rispose: “Ogni carpentiere è maestro del suo operato”. Era una frase terribile. Questa è la storia che si ripete. Ecco perché continuerò a battermi per Sakineh».

da la Repubblica del 1 settembre 2010

Annamaria... a dopo

sabato 4 settembre 2010

Meteo... e non solo





domenica


Come ben notate , in questo periodo il blog va a singhiozzo.
Sono ancora fuori sede e non sempre ho modo di collegarmi. 
Oltre che augurare un buon fine settimana a tutti Voi,
voglio fare tantissimi auguri ai nostri amici Enzo e Pino ..(.in gamba "ragazzi" e a presto!! )

 "arrivederci" di L. Battisti







EMOZIONI SUPREME - di Enzo -pubblicata il 12-06-2010

Il bacio è sentire il tuo respiro ansare
 Con la luce che t’illuminò

Il bacio è desiderio di scrutare
le tue penetranti pupille

Il bacio è sentire il cuore pieno
Le nari in moto come palpiti

Il bacio è sentire le labbra tue,
 Ondulate come due petali di rosa sbocciata,
Adornate dal  mento armonico
E da una fronte chiara e impavida

Con quel bacio mi donasti
Riflessi di emozioni supreme
In quel bacio  ponesti  fremiti folli
E rendesti la follia senza tempo.

ENZO


DOLCE RISVEGLIO - di PINO - pubblicata il 2-03-2010

Un lussurioso immenso parco verde

un accogliente antico castello

di fronte ad un incantevole mare.

Tu mia principessa ed io tuo principe

in quegli spazi estesi abitavamo

riveriti da rispettosi solerti governanti.


Arabi cavalli dalla testa affusolata

e collo elegante, sellati per noi,

guidavamo per i sentieri frondosi

ora al galoppo, poi come a passo di danza

deliziosamente fianco a fianco.


Una sosta ristoratrice alla fonte leonina

mentre si abbeveravano i magnifici corsieri

noi a braccia nude e mani cave

ci lanciavamo freschi getti d’acqua

come ragazzini giocherelloni.


Passione e amore, dolci come non mai

mescolati nel profumo della brezza marina,

il musicale stormire delle foglie

e  versi e canti della fauna selvaggina

tutto amore mio era divino.


Oh, i puntuali toni della sveglia,

è l’ora degli abituali doveri…

Che brusco risveglio!

Ma sono ugualmente felice

nell’osservarti che mi conforta

tanto notare; eri bella nel sogno,

e non meno ora appena sveglia.

PINO





Annamaria... a dopo

giovedì 2 settembre 2010

Meteo... e non solo



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si ride, si piange




 

Nas al Policlinico di Messina: "Gravi e pericolose carenze"



I carabinieri dei Nas stanno effettuando controlli a tappeto in tutti i reparti del Policlinico di Messina, in seguito alle denunce di alcuni pazienti.

L’obiettivo dei militari è quello di verificare la presenza di adeguate condizioni igienico-sanitarie e strutturali. Una trentina di carabinieri del Nas e del comando provinciale si trovano in questo momento, dunque, al Policlinico di Messina.
Il ginecologo Vincenzo Benedetto, uno dei protagonisti della lite in sala parto nel Policlinico di Messina, è interrogato in Procura a Messina dal procuratore aggiunto Ada Merrino e dal sostituto Federica Rende. Era stato lui stesso due giorni fa a chiedere di essere sentito. Nel pomeriggio Benedetto è stato ascoltato dall’Ordine dei medici di Messina che dovrà valutare la sua sospensione dall’albo professionale. La procura ha nominato un collegio di esperti per stabilire se c’é un nesso di causa ed effetto tra la lite tra i due medici, Benedetto e Antonino De Vivo, scoppiata nella sala parto del Policlinico, e le complicazioni della puerpera, Laura Salpietro, 30 anni, che ha dovuto subire l’asportazione dell’utero, e il blocco cardiaco del neonato, Antonio, che potrebbe avere subito danni in caso di mancanza di ossigeno al cervello.
“Ho fatto tutto quello che bisognava fare, essendo medico di guardia, per il migliore dei risultati per la signora Salpietro in quel momento specifico”. Lo ha detto il ginecologo Vincenzo Benedetto dopo essere stato sentito dal procuratore aggiunto Ada Merrino sulla lite avuta da lui con un altro ginecologo in sala parto al Policlinico di Messina. “Mi dispiace – ha aggiunto – per quello che è accaduto e mi dispiace per l’azienda sanitaria Policlinico che non meritava un cosa del genere e per tutti i colleghi che ci lavorano. Al Policlinico c’é personale medico e paramedico che lavora ogni giorno con gravi difficoltà e dà sempre il massimo”.
Non ci sono stati ritardi, dalla chiamata dell’anestesista, per il taglio cesareo, al suo arrivo sono passati 20 minuti”. Lo ha detto il ginecologo Vincenzo Benedetto, dopo essere stato interrogato stamani dalla procura di Messina sulla lite che ha avuto con un altro ginecologo, Antonino De Vivo, nella sala parto al Policlinico di Messina. “Non c’é stato nessuno scontro fisico di nessun tipo fra noi due – prosegue Benedetto – In tutti questi anni inoltre, non ho mai avuto a che fare con De Vivo. Lui è assegnatario di una borsa di studio e quindi gli è assolutamente vietata qualsiasi attività di assistenza. Non c’é mai stata rivalità personale tra noi due data la differenza di età”. “Ribadisco – prosegue Benedetto – gli auguri migliori per la signora Salpietro. Al momento opportuno quando si sarà risolto tutto e le acque si saranno calmate sarò disponibile a spiegare alla signora le cose come sono andate”.
“Abbiamo presentato una relazione al magistrato dove si evidenzia che già 3 anni prima alcuni medici avevano presentato una nota alla direzione sanitaria del Policlinico nei confronti del dottor Antonio De Vivo, nella quale si chiedevano dei provvedimenti nei suoi confronti per comportamenti analoghi alla vicenda che si è verificato di recente”. Lo ha detto l’avvocato Ettore Cappuccio, legale del professor Vincenzo Benedetto, uno dei due medici accusati di avere litigato nella sala parto del Policlinico di Mesina, all’uscita del Tribunale. “Abbiamo cercato – ha proseguito Cappuccio – di chiarire la vicenda e abbiamo presentato anche documenti e un tabulato telefonico”.
Per la prima volta stamani al Policlinico Laura Sapietro, 30 anni, la puerpera che ha avuto complicazioni dopo la lite in sala parto di due medici al Policlinico ha abbracciato il suo neonato. “La madre è venuta a vedere il bambino ed era molto emozionata”, dice il professor Ignazio Barberi, primario della Unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina. La donna è stata accompagnata in reparto con la sedia a rotelle e poi appena ha visto il piccolo Antonio si è commossa. Ha abbraciato forte il bambino e lo ha allattato. “Le condizioni del bambino stanno migliorando, ma dovremo fare ancora molti accertamenti”, dice il medico.
Scarse condizioni igieniche, farmaci scaduti e anche la carcassa di un pipistrello dentro il reparto di terapia intensiva coronarica: a rilevarlo dentro il Policlinico di Messina sono stati, su incarico del Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, i Carabinieri del Nas di Catania, collaborati dai colleghi di Palermo Catanzaro e Ragusa e da quelli del Comando Provinciale di Messina, presso il policlinico di Messina. La struttura, hanno fatto sapere i Nas in una nota, “é interessata da carenze igienico-sanitarie, strutturali e tecnico impiantistiche tali da costituire pericolo per la salute dei degenti e del personale operante in violazione alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e di degenza di cui al D.L.vo 81/2008, nonché presenza di farmaci accantonati nelle corsie dei vari reparti e mancato rispetto dei percorsi sporco/pulito.
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musica anni "80


Annamaria... a dopo

mercoledì 1 settembre 2010

Meteo...e non solo











si ride, si piange


la visita di gheddafi in Italia


Per la seconda volta in due anni, Gheddafi viene a Roma a insegnare l’Islam a gruppi di ragazze occidentali per convertirle. E sono le donne, e la loro libertà, il tratto distintivo dell’Occidente laico rispetto al mondo musulmano. Facciamo in fretta a liquidare l’episodio delle “gheddafine” come mero folklore: chi ha orecchie per intendere, sa che si tratta di un gesto di conquista, sia pure solo simbolico. Come l’ex presidente algerino Boumedienne prima di lui, anche Gheddafi ribadisce il principio secondo cui l’Islam sottometterà l’Europa demograficamente, con il ventre delle sue donne. E tutto ciò lo dichiara, apertamente, pubblicamente, a Roma, con la benedizione del nostro governo.

 


La popolazione libica, a maggioranza araba, è formata da una varietà di tipologie etniche tra cui spiccano i discendenti turchi, i Tuareg, i Berberi e quelli provenienti dall’Africa sub-sahariana.
Ognuno di questi gruppi oltre che l’arabo, lingua ufficiale, parla anche l’idioma tipico della propria tradizione, si trova tra i più anziani chi ricorda ancora qualche termine italiano, conseguenza del recente passato libico come colonia italiana. La religione più praticata è quella islamica di rito sunnita. 
Tra le arti, la musica e la danza, specialmente quelle ascrivibili alla tradizione libica, sono le più diffuse ed apprezzate, mentre altri ambiti culturali risentono della situazione di chiusura internazionale che negli ultimi anni la Libia si è trovata a vivere, anche se spiragli di aperture e collaborazione iniziano a comparire nelle forme di comunicazione legate al cinema, alla letteratura ed al teatro.






Annamaria... a dopo

martedì 31 agosto 2010

Meteo... e non solo




SARDEGNA




Divertiamoci con  Aldo , Giovanni e Giacomo ..Nico e i sardi , da "mai dire gol"






Annamaria... a dopo







                                

lunedì 30 agosto 2010

Meteo... e non solo




 tecnologia

Tv tuttofare, la sfida di Google e Apple


Una famiglia americana seduta a tavola a colazione. Mamma e papà sono davanti al notebook, la figlia è concentrata a giocare con la console portatile, il figlio sonnecchia mentre ascolta musica con il suo lettore. Una tv con due gambe e un grande occhio sullo schermo fa di tutto per essere notata. Non ricevendo segnali, si lascia andare sul divano, ormai dimenticata. Poi la scritta: "Alla tv mancate. La tv è stata reinventata". E' uno degli spot che cominciano a circolare in rete e che annunciano la rivoluzione promessa da Google. Niente più dualismo tra web e tv. Ora tutto finirà sul piccolo schermo: internet, musica, giochi, ma anche vasti archivi di film e programmi tv. Una sfida raccolta da Apple che il primo settembre dovrebbe svelare, insieme ai nuovi iPod, la sua iTv. E non sono i soli, anche D-Link con il suo Boxee punta a inserirsi nel mercato Usa. In palio ci sono gli spot tv, che valgono 70 miliardi di dollari all'anno. Se sarà una vera rivoluzione lo si vedrà. La società di Steve Jobs si era già lanciata nel settore con Apple tv senza grandi risultati. Anche in Italia tempo fa ci fu un simile, anche se molto più limitato, tentativo operato da Fredoomland, poi fallito. Ora, però, la discesa in campo contemporanea di due giganti come Cupertino e Mountain View rende lecito attendersi scossoni. Secondo le ultime stime di ABI Research, quest'anno il mercato pay crescerà del 7% nel mondo anche grazie alla discesa in campo di questi nuovi operatori. Il tentativo di Google e Apple è anche di creare una gamma di prodotti integrati utilizzabili a 360 gradi, basati tutti sullo stesso sistema operativo. Mountain View ha scoperto le carte a maggio, ma si attendono i dettagli. Il decoder, con piattaforma Android, si chiamerà Logitech Revue. Gli spot sono già confezionati, ma non si conoscono ancora né data d'uscita, né prezzo. Nei test avviati negli Usa il costo è di 200 euro. La iTv, invece, se le indiscrezioni saranno confermate, dovrebbe arrivare sul mercato entro fine anno al prezzo di 99 dollari. Il decoder di Apple, basato su iOs, lo stesso di iPhone e iPad, dovrebbe, tra l'altro, consentire di utilizzare tutte le applicazioni dell'App Store sul televisore, compresi i giochi. E' di pochi giorni fa l'indiscrezione secondo cui la società di Steve Jobs starebbe chiudendo accordi con la News Corp di Rupert Murdoch, oltre che con CBS e Disney, per consentire agli utenti iTunes di scaricare spettacoli tv al costo di 0,99 centesimi per 48 ore. Gli utenti di iTv e di Google Tv potrebbero inoltre accedere, ad esempio, ai servizi di operatori come Netflix, che per nove dollari al mese consente un accesso illimitato al suo archivio di 20mila titoli tra film e programmi televisivi. Non è chiaro se Apple e Google punteranno subito anche all'Europa. Le nuove offerte potrebbero comunque fare breccia nel mercato italiano, anche se alcuni servizi ormai consolidati negli Stati Uniti, dall'altra parte dell'oceano sono ancora allo stato embrionale. In Italia il fenomeno in corso è la discesa sempre più massiccia degli operatori tv sul web. Pochi giorni fa La7 ha annunciato un accordo per la visione di alcuni programmi in versione integrale su Youtube. La presenza Rai in rete è inoltre in costante crescita. Per quanto riguarda il Simulcast, da gennaio a luglio sono state 91,5 milioni le pagine viste, il 174% in più rispetto agli stessi mesi 2009. Su Youtube, invece, sono state 250 milioni le visualizzazioni dei video della tv pubblica, con un incremento dell'80% sul 2009.

di Ansa

Annamaria... a dopo