martedì 1 maggio 2012

MAGGIO!







Maggio il “mese delle rose”







 Maggio è il mese delle rose, il fiore che dice tutto dal suo colore,esprime amore, candore, gelosia: ogni colore ha il suo riscontro. Ma è sicuramente anche il mese migliore per parlare di giardini e della loro antica simbologia. La natura in questo periodo dell’anno si mostra ai nostri sensi in tutto il suo completo splendore fatto di sensazioni, suoni colori e profumi. Con la primavera è ritornata l’energia vitale, dopo il letargo rappresentato dal lungo inverno.




 I giardini si riempiono di suoni e canti d’uccelli, colori dei fiori, simbolo della grande armonia tra l’uomo e la natura stessa. Passeggiando nei giardini di Maggio, le rose, che cominciano a fiorire da questo periodo, sono le regine incontrastate della natura che sboccia in tutto il suo splendore. Osservando i bocciolo delle rose, i petali e la loro grazia e leggerezza, si comprende come mai la religione ha attribuito a questo fiore il simbolo di purezza e bellezza. 


 Il Mese “Maggio delle rose” è dedicato a Maria Vergine, ma nell’antichità anche a Venere, la regina dell’amore che sconfigge l’inverno, con il sentimento, la leggiadria e la grazia e riporta la vita in tutte le forme e colori.




 Le rose sono da sempre simbolo del trionfo dell’amore sulla morte e segno di rinascita. Sin dai tempi antichi il giardino è ritenuto il luogo dove c’è energia con le leggi naturali ed il sentimento : per mezzo dell’opera dell’uomo, l’ambiente e le sue emozioni si fondono con quelle dell’uomo stesso, si uniscono alle sue emozioni, per il bisogno di comprendere e capire dove vive e ritrovarsi insieme alle cose da lui create.


 Oggi, soprattutto in Oriente, si ritiene che costruire un giardino sia una vera e propria opera d’arte. Nell’oriente infatti gli elementi che compongono il giardino, acqua, piante, montagnole, le pietre, sono considerate energie primarie dove l’uomo ritrova se stesso, il proprio essere, anche attraverso il suo lavoro creativo riconquistando energia bellezza ed armonia. I fiori simbolo così del mese di Maggio, sono considerati da sempre simbolo di solarità, gioia e sempre dall’antichità, benevolenza divina; essi hanno un proprio linguaggio che si esprime ed esterna attraverso i colori, le forme ed i profumi che essi emanano.




 Questo linguaggio per circa due secoli è stato espresso e manifestato nella poesia e nella letteratura. Oggi, attraverso il degrado dell’ambiente, il linguaggio dei fiori è passato in secondo piano e molte specie di fiori un tempo comuni sono in via d’estinzione.


 La Rosa viene considerata un fiore discreto, rappresenta la grazia femminile, ma nello stesso tempo serba al suo interno una grande energia vitale, quasi un segreto. Il giardino di maggio o delle rose esprime pura femminilità ed immagine dello spirito. Il suo ciclo di vita è sempre chiaro ed ordinato; molto spesso il giardino ha un muro di cinta che “trattiene all’interno” le energie positive che fioriscono. 




 La stessa immagine del nostro corpo che cresce attraverso le gioie e l’esperienza date dalla nostra anima che se ne nutre durante il ciclo di vita. Ritornando all’ambiente ed ai nostri giorni, difendiamo con forza anche i nostri fiori con i loro semplici colori e profumi : solo apprezzando di nuovo la terra con i suoi fiori e frutti ci riprenderemo a pieno il nostro pianeta. L’origine della rosa si perde nella notte del tempo. 




Già Confucio viveva in mezzo alle rose e compose un gran numero di poesie, che sono state riportate sui grandi vasi dei mandarini del celeste impero. Fra i 18.000 volumi della biblioteca dell’imperatore della Cina, 1800 sono trattati di floricoltura e di essi 600 trattano della coltivazione delle rose, nonostante che allora fossero conosciute solo due qualità: la bianca e la giallo paglierina. L’essenza di rose, in Cina, può essere usata solo dai membri della famiglia imperiale e dagli alti dignitari. Un sacchetto pieno di foglie, era considerato come un talismano contro i geni del male, le malattie e i brutti sogni. Nel Siam è credenza che il genio del bene sia nato in un boschetto di rose. Dalla pelle di Afrodite che usciva dalle onde grondante d’acqua, una goccia cadde a terra e fece nascere la prima rosa.


 I fiori furono tutti bianchi, ma un giorno Venere accorrendo a soccorrere Arom si punse ed il fiore s’imporporò del sangue della Dea.Un'altra versione narra che le rose diventassero rosse per la vergogna di aver dato tanto dolore alla dea. La leggenda maomettana, fa nascere la rosa dal sudore del profeta. La Roma imperiale fece un uso smoderato dei petali di rosa : Nerone fece piovere sui suoi convitati, petali per quattro milioni di sesterzi. L’imperatore romano Eliogabalo lo emulò e la pioggia di rose sommerse i suoi invitati; in quanto a lui, non si bagnava che in vino di rose. Cleopatra, ricevendo Antonio fece ammassare sul pavimento, petali per l’altezza di un’auna (anticamente pari a poco più di un metro) Verre, nella sua lettiga, giaceva su un materasso di rose e di esse si cingeva la testa ed il collo; Marziale diceva "Egiziani inviateci il grano, noi vi manderemo rose". Infine Apicio immaginò e lasciò ai posteri la ricetta del pudding di rosa.


 Il Medioevo, come per tutto il resto, fu un’epoca buia e Carlo Magno emise inutili decreti per valorizzarla. Verso il 1100, i crociati portano in Francia ed in Inghilterra delle rose asiatiche e quelle di Damasco. Nella stessa epoca i monaci benedettini presero affezione a questo fiore e lo coltivarono. Lutero aveva una rosa nel suo sigillo. In Svizzera le persone assolte avevano il diritto di portare la "rosa dell’innocenza". Narra una leggenda che Chloris, dea dei fiori, trovasse una ninfa morta in un bosco; la raccolse e la portò da Afrodite, dea della bellezza, e da Dionisio, affinché le donassero l'immortalità. Afrodite le donò la sua bellezza e Dionisio il profumo.




 Chloris portò infine la ninfa da Apollo, dio del sole, che la riportò in vita e così, nata a nuova vita, diventò la rosa e fu incoronata regina dei fiori. Regina dei fiori la rosa una pianta antichissima che negli anni ha dato luogo a più di 200 specie. Fin dall'antichità la rosa ha rappresentato un motivo floreale largamente usato, nell'arte pittorica, nell'architettura, ecc, nonché un simbolo di eleganza, di nobiltà e di decoro. Comperate pure una dozzina di rose rosse, o del colore preferito, ma sacrificatene una: dicono che regalare fiori in numero pari porta sfortuna . . . io, però, non ci credo ! 




Buon Mese Di Maggio a tutti . . . da Maria





COSA AGUZZA L'INGEGNO DEI BAMBINI

Non è sempre vero che gli adulti sono più furbi dei piccoli. Spesso il loro spontaneo ingegno lascia spiazzati...






Veramente geniali questi bambini!! E il piccolo Luca che riesce anche a farci sorridere con il tema affidatogli da papà Francesco... 



«Non ce la faccio ad alzare questi fogli, sono troppo stanco».
«Adesso sei stanco? E come mai fino ad ora avevi la forza di correre come un pazzo avanti e indietro?»
«Ma adesso non ho più la forza».
«Non mi interessa trova un modo per raccogliere queste cose da terra perché non possiamo, io e la mamma, essere sempre i vostri schiavi». (Genitori di tutto il mondo ribelliamoci alle angherie di dittatori 4enni)
DA1 si sdraia per terra con la faccia sul foglio A4. Si sente un risucchio dalla bocca e si alza col foglio attaccato alla faccia. Operazione ripetuta circa 7 volte. Ha trovato il modo per continuare a giocare non dandomi la soddisfazione di raccogliere il tutto come se fosse un compito.
«Tu, invece alzati da terra e metti in ordine i tuoi giochi che domani viene Paola (nostra collaboratrice per le pulizie) e lo sai che aspira tutto quello che trova». (Ormai la povera Paola è nell'immaginario  un mostro con una aspirapolvere gigante che risucchia anche i bambini se non stanno attenti).
«Io ho soonnooo».
«Ma se ti metto sul letto ti ricarichi in due secondi e ricominci! Per cui non mi dire che hai sonno proprio ora».
«Guaddaaaa occhiiii sono chiusi; vedi?»
«Si, si fai l'attore tu. Trova un modo e raccogli tutto non mi interessa».
DA2 vaga per il salone con gli occhi chiusi sbattendo in ogni dove, mentre DA1 gli indica quando abbassarsi per prendere il gioco con mani.
«Adesso basta, mi avete scocciato. Ma chi volete prendere in giro. Via in camera senza muoversi e ognuno sul suo letto».
«Ma io voglio…»
«Niente via. Non voglio sentire una parola».
LACRIME, MUGOLII, DISSENSI.
Mi sa però che me l'hanno fatta ancora. Per non alzare i giochi hanno preferito un cazziatone e qualche lacrima.
Ma si può essere così furbi a 4 anni?

«Una volta tanto ha finito i suoi compiti di scuola molto presto e allora gli ho dato una cosa da fare: Scrivi una intervista ad un personaggio famoso che ti piacerebbe intervistare, inventando anche le risposte che secondo te darebbe. Luca non voleva proprio scrivere e ha sbuffato per un sacco di tempo. Io ho insistito e alla fine mi ha portato quello che aveva realizzato.
Domanda: Signor King Kong come si sente ad essere il gorilla più grosso del mondo?
RISPOSTA: Aaaarrrghh
Domanda: Che cosa pensa degli uomini?
RISPOSTA: Aaaarrrghh
Domanda: Come si è sentito nel film quando è salito sull'Empire State Building?
RISPOSTA: Aaaarrrghh
Domanda: E quando nel film si è innamorato della bionda?
RISPOSTA: UUhh UUhh Uuuuuu
Domanda: E ha avuto paura di combattere contro il T-Rex?
RISPOSTA: Aaaarrrghh
E questo è tutto per l'intervista. Arrivederci».

«Papà ma pure King Kong era stanco di rispondere, vero?»
«Buonanotte».

La stanchezza aguzza l'ingegno…anzi la sfaticatezza, anzi no la paraculatezza!
Francesco Uccello

lunedì 30 aprile 2012

“Come Scoprire le Bugie” INDIZIO 25


Gli articoli precedenti riferiti agli indizi su come scoprire le bugie li trovate cliccando l'etichetta "punto e disappunto di Enzo" (nella parte destra della schermata)





REGOLA: Domande e affermazioni non dovrebbero essere formulate nello stesso modo.
Nel formulare una domanda o nel fare un’affermazione, il modo di parlare è diverso. Se qualcuno fa una domanda del tipo:
                     “Che cosa stai facendo?”
La testa si solleva in fine di frase, sull’ endo di FACENDO. Anche gli occhi tenderanno ad aprirsi durante la parte finale della domanda. Vi chiederete…”ma quanto è utile tutto ciò?”
Supponiamo che otteniate una risposta formulata come un’affermazione, ma modulata come una domanda. Ciò sta a indicare che la persona non si sente sicura di ciò che afferma e sta cercando una conferma da voi.
Se fate una domanda e chi risponde afferma senza esitazione “XYZ”, ma voce, capo e occhi si sollevano al termine della risposta, allora la convinzione di questa persona non è salda quanto vorrebbe far credere.

RIASSUMIAMO:

A) Risposte insincere a domande riguardanti opinioni e atteggiamenti richiedono più tempo a essere trovate;
B) Fate attenzione alle reazioni eccessive quando viene risposto a una domanda;
C) Chi mente potrebbe omettere i pronomi e parlare con voce monotona e inespressiva. Le parole usate potrebbero essere poco chiare, e così grammatica e sintassi. In altri termini, è probabile che si esprima con frasi confuse.;
D) Le affermazioni assomigliano molto a domande, Esempio:
DOMANDA: “Dove sei stato ieri sera?”
RISPOSTA DEL BUGIARDO: “ Vuoi sapere dove sono stato ieri sera?”
Attenzione, perciò, se non volete essere ingannati!

Enzo
Bibl. Scoprire le bugie

CONSIGLI UTILI


CAMOUFLAGE TRUCCO MIMETICO


            Cicatrici, acne irrisolta, rosacea, angiomi, vitiligine, possono rappresentare un disagio per chi non si sente in armonia con se stesso e desidera recuperare l’aspetto di sempre. Come fare? Un valido rimedio è il camouflage e vediamo di cosa si tratta.
            Il camouflage è una tecnica di trucco correttiva utilizzata per nascondere i difetti del viso, mimetizza gli arrossamenti della pelle, ustioni cicatrici dovute ad interventi chirurgici o incidenti, segni lasciati dall’acne, macchie brune e macchie scure (che possano comparire durante la gravidanza o l’allattamento).
            Ha tre obiettivi il camouflage: mascherare gli inestetismi, creare un effetto naturale sulla pelle ed assicurare una lunga durata.



            I prodotti necessari devono avere caratteristiche di ipoallergenicità, assicurare una copertura di lunga durata ed essere resistenti all’acqua. Per realizzare il camouflage servono una crema coprente colorata, stick correttori di diversi colori, una cipria fissante ed uno spray fissante.
            La crema coprente può essere fluida o compatta.
            Lo stick correttore, utilizzato per mimetizzare gli inestetismi, esiste in diversi colori, in base al tipo di inestetismo. Per l’angioma la tonalità di correttore ideale è il colore giallo.



            Couprose colore verde: cicatrici che sono i difetti più difficili da correggere, un correttore ombreggiante, e per le cicatrici ispessite un colore chiaro.
            Vitiligine: colore rosa.
            Macchie scure: correttore colore giallo.
            Occhiaie: se sono di color bruno usate un correttore beige chiaro; se sono tendenti al blu o violacee un beige giallo.
            Per fissare il camouflage occorre una crema fissante che dia al viso un aspetto naturale.
            Infine per rimuovere il camouflage occorre uno struccante in crema o una lozione specifica.
           

ANNAMARIA2


30 Aprile 2012 : GIORNATA INTERNAZIONALE DEL JAZZ




"Il 30 aprile non festeggeremo il jazz per le eccellenze e i virtuosismi raggiunti dai suoi creatori ed esecutori.  Non ci soffermeremo sulle modalità in cui personaggi come Charlie Parker e Thelonious Monk hanno saputo ispirare la narrativa di Julio Cortazar, né analizzeremo le influenze dei ritmi del jazz sulla prosa di Louis Ferdinand Céline o di Francis Scott Fitzgerald.   Niente di tutto questo.   Noi celebreremo la musica Jazz per la sua capacità del tutto unica, anche nel mondo della musica, di mettere in contatto e far dialogare tra loro culture diverse e per il carattere assolutamente rivoluzionario di questo dialogo, in grado di infrangere qualsiasi barriera di razza, religione, classe sociale".                                                                                                                        Così Giovanni Puglisi, presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco ha commentato su Rivista siti Unesco l’istituzione della prima Giornata internazionale della musica jazz.



Sull’importanza storica che il jazz ha avuto ed ha nella cultura mondiale non ci sono dubbi: è una forma d’arte internazionale indipendentemente da razza, religione, etnia o nazionalità. Questo ne fa un formidabile strumento di dialogo interculturale e la libertà creativa che lo caratterizza supera ogni confine e appartiene al mondo intero. Caratteristiche importanti in un mondo nel quale le differenze, magari artificialmente gonfiate per interesse di qualcuno, sono sempre più spesso causa di scontri e conflitti.
La notizia che l’Unesco ha deciso di decretare il 30 Aprile Giornata Internazionale del Jazz viene accolta con grande piacere non solo dagli appassionati della musica afroamericana. Il riconoscimento, che viene dall’organizzazione dell’Onu per l'educazione, la scienza e la cultura, ha infatti un valore che va oltre l’aspetto artistico per abbracciare il messaggio più vero e profondo del jazz, che è un messaggio di libertà, cultura e fratellanza di cui il mondo ha più che mai bisogno di questi tempi.
La ricorrenza, destinata a ripetersi ogni anno di qui in avanti verrà celebrata lunedì all’Auditorium Parco della Musica di Roma con un concerto che vedrà protagonisti nella Sala Petrassi un trio d’eccezione composto da Danilo Rea (pianoforte) Enzo Pietropaoli (contrabbasso) e Jeff Ballard (batteria). 
Tre stelle mondiali del jazz, chiamate a festeggiare questa prima edizione dalla  Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO in collaborazione con l’Università  IULM – Facoltà di Interpretariato di Roma, la Jando Music e la Fondazione Roma-Arte-Musei.                                                                                                           La formazione scelta per l’occasione è quella classico del trio piano - contrabbasso - batteria, lo “schieramento” più significativo e rappresentativo nella storia di questa musica, in particolare negli ultimi decenni.   Non a caso le esperienze più rilevanti nella carriera dei tre musicisti sono appunto legate a questo organico.                                                                                             
In occasione della “I Giornata Internazionale del Jazz”  Herbie Hancock -Primo presidente mondiale di questa iniziativa, suonerà a Parigi: innumerevoli sono le iniziative di concerti nel mondo ed in Italia.




Al Jazz ,definito dalla Conferenza generale dell’Unesco “…strumento di sviluppo e crescita del dialogo interculturale volto alla tolleranza ed alla comprensione reciproca…” saranno dedicati eventi imperdibili a livello locale, nazionale e regionale.
In tanti hanno risposto all'appello: Francia e Italia, Stati Uniti, Argentina, Brasile, Ecuador, Messico, Egitto, Uganda, Tanzania, Germania, Ungheria, Polonia, Spagna, Israele, India, Sri Lanka, Giappone, Filippine.                                                                                               Riconoscimento, questo, davvero importante per la musica afroamericana e per i suoi valori : il jazz viene definito musica di emancipazione e protesta per la sua valenza in quanto lingua sonora per il dialogo interculturale, senza tralasciare, inoltre, il valore intrinsecamente libertario e antirazzista.

Jazz in tutte le salse, jazz uguale veicolo di pace e dialogo, nonché stimolo all'ausilio reciproco fra le persone.
A Lecce si celebra la Giornata Internazionale del Jazz, grazie ad una cooperazione fra il Locomotive Jazz Festival di Sogliano Cavour e la libreria Liberrima con il patrocinio del comune di Lecce ed in collaborazione con un serie di partner
La non stop musicale di eventi e dibattiti si avvia al mattino presso il caffè “all'Ombra del Barocco” con il dibattito-aperitivo "Il jazz e la musica in Italia, in Puglia". Seguirà un cartellone ricco di appuntamenti che prevedono presentazioni e dibattiti su libri ispirati all’arte della musica.
Alla sera il Teatro Romano di Lecce ospiterà il Puglia Jazz Factory & Guest, concerto che vedrà esibirsi Raffaele Casarano (sax), Gaetano Partipilo (sax), Mirko Signorile (piano), Marco Bardoscia (contrabbasso), Fabio Accardi (batteria), sul palco anche la cantante jazz Maria Pia De Vito.
A seguire il caffè “All'Ombra del Barocco”  e  “Vite Vinotecheria Musicale” di Nardò – Le, ospiteranno, con ingresso gratuito, le Jam del Birdland,  jam session jazz nate nell'ambito del Locomotive Jazz Festival.


ll Suerte Caffe’ Letterario di Poggiomarino (NA) sarà presente a questa iniziativa il giorno 30 Aprile 2012 alle 21:00 con una Big Band  “Salvatore Oliva & Capperi Band “ -da Cuba a New York-
ll Suerte già attivo in numerose iniziative culturali, reading di libri con la presenza degli Autori, spesso presentati con accompagnamento degli strumenti del jazz, è attivo anche nel versante Jazz Live,  con la presenza di numerosi artisti della scena nazionale ed internazionale.
L’Orchestra di Salvatore Oliva, direttore artistico degli eventi musicali, è composta da tutti musicisti dell’agro-nocerino sarnese e nasce dall’ esigenza di esprimere un jazz in forma latina, fortemente orientato alla tradizione.  Il repertorio che l’ orchestra propone è ampio e diversificato, musicalmente seducente e di grande valore artistico, fondato su legami stilistici del mondo afroamericano del Novecento.

Anche a Crotone, il Circolo ARCI “Le Cento Città” intende onorare questo importante momento di riconoscimento mondiale nei confronti della musica Jazz e dei suoi “mostri sacri”, proponendo un concerto live di standard jazz.                                                                                    Si esibiranno: Raffaele Zumpano (pianoforte), Giovanni De Sossi (contrabbasso) e Carlo Caligiuri (batteria).                                                                                                      La serata , a partire dalle 21:30, vedrà esibirsi il trio Jazz introdotto da una serie di interventi sulla storia della musica Jazz.

Per l’occasione Radio1 Rai dedicherà la fascia oraria notturna fra il 30 Aprile e il primo Maggio esclusivamente al jazz dall’una alle quattro del mattino.



Su RAI3, in seconda serata,
Stefano Bollani e Caterina Guzzanti celebrano la Giornata Mondiale del Jazz con un viaggio musicale in diretta, in compagnia di grandi ospiti.
"Ambasciatore" di punta, Stefano Bollani, protagonista di "Sostiene Bollani Special", in diretta alle 23.15,  interagisce con Caterina Guzzanti, nei panni dell'allieva un po' impertinente e pronta a incursioni estemporanee. Nello studio, che per una sera si trasformerà in "casa del jazz", imperverserà il pianoforte di Stefano e il suo racconto di parole e note per un lungo viaggio musicale, tra "contaminazioni" e incontri con alcuni grandi ospiti come il fisarmonicista francese Richard Galliano.                              Con Stefano Bollani, anche il suo quintetto, I Visionari, con Mirko Guerrini al sax, Nico Gori al clarinetto,Stefano Senni al contrabbasso, e Cristiano Calcagnile alla batteria.
Mi piace ricordare alcuni protagonisti del jazz italiano del passato, che hanno dato lustro alla musica con la loro competenza e professionalità . . . Nicola Arigliano, Franco Cerri, Gianni Basso, Bruno De Filippi . . . che vi propongo in un video relativo alla loro partecipazione al festival di Sanremo 2005.
I love jazz ♥


Buon ascolto da . . . Maria


domenica 29 aprile 2012

GRILLO : tra il primo Bossi e il Gabibbo?







Sfilano al "loro" funerale come se il morto fosse "un altro" ( Travaglio)
Tonino


http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/28/grillo-contro-maciste/212164/

Il pensiero di un amico


A proposito di Grillo...
non è mai stato sfiorato neanche con un dito dalla casta politica e dalla magistratura, ha sempre potuto dire quello che ha voluto, inventandosi un tipo di opposizione ante litteram, di fatto è un intoccabile. I Casaleggio
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/18/Casaleggio_guru_web_grillo.shtml

 sono la facciata dalla quale arrivano i suggerimenti al comico, perchè questo è Grillo non dimentichiamolo, che tra l'altro abita in una bella villa a Nervi, si permette il lusso di mantenere 6 figli e ha redditi dichiarati da qualche milione di euro l'anno (e chi glielo fa fare di scendere in politica in prima persona?). Sarebbe interessante sapere di più su chi/cosa c'è dietro i Casaleggio, peraltro ex Telecom e quindi legati a doppio corda con oltre oceano, un giorno, ancora lontano, si farà chiaro anche su questo; nel frattempo l'M5S alle amministrative del 6/7 maggio in Sardegna è dato dai sondaggi oltre la Lega...




Ecco quanta dichiara Aldo Grasso  stamane dalle pagine del corriere.it . 



Prima della famosa battuta sui socialisti ladri patentati («Fantastico 7», 1986), prima di essere allontanato dalla Rai, Beppe Grillo era solo una scoperta di Pippo Baudo, una delle tante. Sì, è vero, si era distinto con due programmi poco convenzionali, «Te la do io l'America» (1981) e «Te lo do io il Brasile» (1984), diario di viaggio di un provinciale nei luoghi comuni di quei Paesi: comicità bonaria, racconto moderatamente dissacrante, niente di più.


Fuori dalla tv, Grillo ha cominciato a intraprendere un lungo viaggio nei teatri, nelle piazze, nei siti, una sorta di «Te la do io l'Italia», mantenendo intatto il meccanismo di fondo (la perlustrazione dei luoghi comuni), ma acuminando lo sguardo. Come ebbe a dire il grande Dino Risi, «Grillo è più attore adesso che non quando girava film».
Nel frattempo, il commediante è diventato lo spauracchio della politica italiana, il capofila di quell'antipolitica che sta facendo perdere le staffe a molti leader (che lui battezza come «dementi, dilettanti allo sbaraglio»). In un mondo in cui tutti necessariamente recitano, secondo le regole della politica pop, il suo successo deriva dal fatto che lui è il più bravo a recitare. Con un repertorio ormai collaudato («La Gasparri permette a un iPod Nano di possedere tre televisioni e venti giornali», «Le banche ti chiedono soldi e fiducia, però legano la biro a una catenella», «D'Alema è uno che si è finto di sinistra essendo di destra», «L'Udc è l'Unione dei carcerati», «Rigor Montis»...) irride la concorrenza con intolleranza. Lisciando il pelo al populismo, incanaglisce contro le tasse («se tutti pagassero le tasse si ruberebbe il doppio», «i controlli della Finanza sono un modo per istillare l'odio sociale») e finisce per offrire un insperato alibi agli evasori. Sono i rischi della demagogia, il paradosso del Buffone che volle farsi Re.
«Te la do io l'Italia» è uno spettacolo triste dove un buffone dice di farsi beffe di altri buffoni, dove il malumore e la rabbia si travestono da ultima risata, dove il «vaffa» esprime l'inconfessabile esultanza del proselitista, felice di incatenare gli altri nel nome della libertà.
Della la serie "avanti un altro ,dopo Berlusconi, abbiamo trovato un nuovo incantatore. Che la politica ed i politici facciano schifo sono d'accordo; che il Movimento di Grillo sia nei fatti migliore o meno peggio...staremo a vedere e intanto vi auguro una domenica serena, come sempre!


Annamaria... a dopo





sabato 28 aprile 2012

Vedremo un film . . .


Immagine 05 Sale cinema




Da ieri  27 aprile, nelle sale cinematografiche troveremo questi nuovi film 


Cinema (36)

Hunger

Il corpo umano come luogo ultimo della guerra tra individuo e società
                                                                                                                                             Regia di Steve McQueen. Con Michael FassbenderLiam CunninghamStuart GrahamBrian MilliganLiam McMahon
Genere  Drammatico - Gran Bretagna, Irlanda, 2008 - Durata 96 minuti circa –
Esce in Italia il primo lungometraggio del regista di Shame con Michael Fassbender. Ambientato nel 1981 nella prigione di Long Kesh, il film racconta il martirio di Bobby Sands, il soldato che tutt'ora viene commemorato in tutto il mondo per la sua drammatica decisione contro le scelte del governo inglese della Lady di Ferro Margareth Thatcher. Un film duro, violento, che racconta la storia di un uomo e delle sue idee, ma soprattutto sulla determinazione di portarle avanti.
 Cinema (33)


Maternity Blues –

Il bene dal male
Fra colpa e punizione
                                                                                                                                              Regia di Fabrizio Cattani. Con Andrea OsvartMonica BarladeanuChiara MartegianiMarina PennafinaDaniele Pecci
Genere  Drammatico - Italia, 2011 - Durata 95 minuti circa -
Quattro donne diverse tra loro, ma legate da una colpa comune: l’infanticidio. All’interno di un ospedale psichiatrico giudiziario, trascorrono il loro tempo espiando una condanna che è soprattutto interiore: il senso di colpa per un gesto che ha vanificato le loro esistenze. Dalla convivenza forzata, che a sua volta genera la sofferenza di leggere la propria colpa in quella dell’altra, germogliano amicizie, spezzate confessioni, un conforto mai pienamente consolatorio ma che fa apparire queste donne come colpevoli innocenti. Clara, combattuta nell’accettare il perdono del marito, che si è ricostruito una vita in Toscana, sconta gli effetti di un’esistenza basata su un’apparente normalità.

 Cinema (35)

La casa nel vento  dei morti

Nuova avventura del cinema italiano indipendente di genere

                                                                                                                                               Regia di Francesco Campanini. Con Luca MagriFrancesco BarilliNina TorresiSara Alzetta, Marco Iannitello                                                                                                              Genere  Horror - Italia, 2011 -  
Il film - siamo verso la fine degli anni ’40 - racconta le vicende di quattro disperati che, dopo aver compiuto una rapina in un ufficio postale, fuggono con il malloppo verso le montagne in cerca di rifugio.
Durante la fuga sono costretti ad attraversare a piedi pianure, fiumi, boschi e località impervie. Pur nelle difficoltà, il loro piano di fuga procede come previsto, ma quando tutto sembra andare per il meglio la loro avventura si trasforma in un incubo da cui non riescono ad uscire.


. . . da lunedì 30 aprile . . .
                                                                                                                       LennoNYC

John Lennon a New York, tra famiglia e attivismo politico
                                                                                                                                                          Regia di Michael Epstein. Con John LennonYoko OnoJack DouglasElton JohnRoy Cicala.
Genere  Biografico - USA, 2010 - Durata 115 minuti circa -
A quarant'anni dalla prematura morte di John Lennon, alla serie degli American Masters si aggiunge LennoNYC, film biografico che racconta la sua permanenza a New York in compagnia della moglie Yoko Ono e del figlio Sean. Quel periodo – erano gli anni Settanta - fu forse uno dei più significativi per Lennon, che si trovava in una delicata fase di transizione. Il trasferimento nella grande mela arrivava infatti subito dopo la rottura con i Beatles, grazie ai quali aveva raggiunto la celebrità, e in concomitanza con la stagione buia della città, stretta tra la crescita della malavita e il perdurare della crisi economica.

 

Cinema (33)


. . . mentre da martedì 1° maggio . . .


Hunger Games


Un film per il pubblico più giovane denso di contenuti e riflessioni

                                                                                                                                             Regia di Gary Ross. Con Lenny Kravitz, Jennifer Lawrence, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Stanley Tucci.                                                                                                                     Genere  Drammatico - USA, 2012. Durata 117 minuti circa. Da martedì 1                                                  
Tratto dal primo libro della trilogia di romanzi scritta da Suzanne Collins, il film racconta la storia di Katniss Everdeen, una sedicenne di un povero territorio che una volta era chiamato Appalachia, diventata un gladiatorie adolescente in un reality show in cui si tengono combattimenti fino alla morte tra ragazzi provenienti dai 12 distretti che compongono quel che è rimasto degli Stati Uniti, ora governati da un crudele governo totalitario.


Buona visione  . . .   a tutti da Maria