venerdì 3 febbraio 2012

METEO E ...NON SOLO




pensiero positivo del giorno


Ogni giorno compio piccoli passi per avvicinarmi ai miei obiettivi e tradurre in Realtà le mie Ambizioni e i miei Sogni.



Si ride, si piange






giovedì 2 febbraio 2012

EUROPA O CORRAL?




I fatti che osserviamo oggi hanno lontane origini !
Basta soltanto voler leggere la realtà.
Certo il cittadino comune non può far nulla.
Però tenersi informati può servire.


Saludos.
TONINO









NON FARLO BIBI






Stavo ascoltando Rapsodia in Blu ( di un celebre americano ) quando mi attira il seguente titolo "Non farlo Bibi".
                                 BIBI (Benjamin Netanyahu)



Ho continuato (in cuffia) ad ascoltare Gerswim e, contemporaneamente, a leggere il pezzo di Chiesa.
Beh, ascoltare la melodia del compositore americano e leggere nello stesso momento ciò che "un altro" americano vuol far suonare ai micidiali F35 di nuovo conio, fa un certo effetto.
Poichè il nostro "nuovo ministro-ammiraglio" li comprerà( 15 mld di euro), che l'abbronzato , come in Libia, non possa direttamente impiegarli è lecito immaginare che GLI ALLEATI FEDELI ( come in Libia) vorranno
fare una capatina in IRAN a provarli.
Provate anche voi ad ascoltare e leggere contemporaneamente.
Saludos.


TONINO

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/29/farlo-bibi/187531/

SCRITTURA CREATIVA - Lez 16

( lez - 15 data 16-gennaio-2012)

COME SI SCRIVE UNA STORIA


Sentite, create e scrivete ogni storia…con l’anima!


Secondo il pensiero di C. G. Jung, la psiche lavora essenzialmente per immagini, pertanto ciò che dobbiamo fare è imparare a sognare insieme ad essa.
Così è anche per James HILMANN: “La nostra vita nell’anima è vita nell’immaginazione, nella visualizzazione.” Conoscere la mente più profonda significa conoscerne le immagini e ascoltarne le storie. Dovete quindi, imparare a


VISUALIZZARE E SENTIRE


Con la mente potete fare tutto. Dirò di più. Chiunque può cercare di “conersare” con la propria anima, investendola del significato più adeguato dalla propria matrice culturale o dal credo professato, anche attraverso una lettera. Sentite questa.
Un giornalista quarantenne, paziente di Hillman, cadde in una profonda depressione legata all’invecchiamento: Hillman descrive il suo modo di scrivere “contratto” e ahggiunge che “egli era governato dagli umori,, dai bagordi e dall’ipocondria. In queste condizioni ebbe inizio la sua corrispondenza con l’anima.” Così inizio il carteggio tra la sua anima (chiamata Agatha) e William, lo scrittore.
William fa domande: “Ma adesso dimmi, cara Anima, cos’è tutto quello che mi sta succedendo? Cosa stai tramando?” e Agatha risponde: “Caro William, mi sorprendi. Mi sono preoccupato di darti dei suggerimenti per il tuo scrivere e, anziché seguirli, tu mi volti le spalle e mi accusi di essere la causa della tua ansia.” Le nostre immagini hanno una voce, parlano, si muovono, si esprimono; e poiché come Jung diceva, “l’immagine è psiche, dove è possibile sentire cosa vuole l’anima se non nelle immagini, che nell’intimo parlano delle nostre condizioni psichiche?”


Ricordate: SIETE IL REGISTA DEI VOSTRI PERSONAGGI E IL MAESTRO DELLE LORO COMUNICAZIONI


SUGGERIMENTO
Per ogni personaggio prendete un foglio di carta e su di esso annotate gli elementi che lo distinguono. Più avanti, riprenderò il suggerimento.


CREATE LE VOSTRE STORIE
Ci sono scrittori che creano le loro storie dalla realtà quotidiana (dalla realtà circa il 50% dei racconti, L. De Crescenzo); altri scrittori creano storie dalla loro fantasia, immaginazione, personaggi – è ovvio – compresi.


COS’E’ UN RACCONTO?
E’ un testo narrativo per lo più di contenuto reale o fantasioso o parzialmente fantasioso.


QUAL E’ LO SCOPO DI UN RACCONTO?
quello di descrivere una storia, un fatto reale o immaginario con lo scopo di intrattenere, divertire, educare, commuovere.


COS’E’ L’INCIPIT?
E’ l’inizio particolare, forte, strano, inconsueto, straordinario che deve attirare il lettore.


COS’E’ LA STESURA PRETESTUALE?
E’ l’intreccio, il fatto che si vuole raccontare.


COS’E’ LA STRUTTURAZIONE DI UN RACCONTO?
Significa che la storia deve sostenersi sui seguenti elementi indispensabili, essenziali:
- la situazione iniziale;
- la complicazione che modifica l’inizio;
- la peripezia, attraverso la quale si risolve la complicazione;
- lo scioglimento della complicazione;
- la nuova situazione risultante: tragedia, dramma, commedia.


COS’E’ LA SUCCESSIONE TEMPORALE?
E’ il tempo in cui si situa la storia.


COS’E’ IL DISEGNO DEI PERSONAGGI?
E’ la descrizione dei personaggi (su apposite schede, ricordate?) con le loro caratteristiche fisiche, intellettuali, morali, caratteriali, le movimentazioni gestuali, tic nervosi, e altro eventuale, il modo di comunicare.


Personalmente, io guardo, osservo i personaggi come su un palcoscenico e li faccio interagire.; come? “entro ed esco” da ogni personaggio mentre interagisce adottando il linguaggio specifico di ognuno di loro nei vari interventi comunicativi. Esempi: un avvocato si esprimerà in modo forbito, con retorica;
un falegname avrà un proprio modo di esprimersi meno qualitativo; un prete il suo modo e un bambino si esprimerà “come un bambino”.


NON SOLO, fate attenzione sempre allo stato emotivo dei personaggi secondo i vari stati d’animo, mentre agiscono o reagiscono.
Un’ultima cosa, Giacomo Leopardi ha scritto:
“Io per me, sapendo che la chiarezza è il primo debito di uno scrittore, non ho mai lodato l’avarizia dei segni (d’interpunzione), e vedo che spesse volte una sola virgola, ben messa, dà luce a tutto il periodo.”


E la virgola sarà la protagonista della penultima lezione; oggetto dell’ultima lezione saranno i TRE modi di narrare:
- Primo modo: l’IO NARRANTE in terza persona pura;
- Secondo modo: l’IO NARRANTE in terza persona soggettiva;
- Terzo modo: l’IO NARRANTE in prima persona.


Fine

Enzo

METEO E ...NON SOLO

pensiero positivo del giorno


Mi avvicino continuamente ai miei obiettivi, 
senza preoccuparmi degli ostacoli o delle difficoltà.


si ride, si piange












mercoledì 1 febbraio 2012

FACEBOOK :GRUPPI APERTI ANCHE PER CHIEDERE GIUSTIZIA

Tra i tanti gruppi aperti  in facebook ve ne sono alcuni , come questo che vi segnalo, che merita  attenzione 
http://www.facebook.com/group.php?gid=272564873302&v=wall



Vuole essere un gruppo di protesta contro, gli stipendi da fame dati nei call center 3.30€ LORDI all'ora. Dove ragazzi laureati e non lavorano in condizioni disumane!! stipati come batterie di polli anche in garage! E le concessioni date per lavorare in certi posti da chi vengono approvate? chi viene unto???


Tipo di privacy





Aperto: i contenuti sono visibili a tutti.



Da diversi anni ormai, lo sappiamo bene, la televendita è una realtà che costella questo nostro crepuscolo occidentale. I nostri telefoni sono diventati veicoli per proporci merci e prodotti di ogni genere. D'altronde i call center sono il prodotto di un tempo e del suo tipo di economia. Di che meravigliarsi? La crisi la creano gli esseri umani che, zelanti nella loro attività di rapina, scavano troppo a fondo nelle miniere urbane e nei vivai anonimi dell'umanità dormiente, risvegliando ciò che non si dovrebbe mai risvegliare, e cioè l'ombra della miseria e della disoccupazione. Quest'ultima è la faccia visibile e tangibile della crisi, cosicché chi va in cerca di lavoro si vede costretto ad accettare qualunque offerta. Da qui, il prodotto della crisi: un modo di offrire lavoro che è, nei fatti, un vero e proprio ricatto nei confronti di chi ha bisogno di trovare un'occupazione. Sì, una forma peculiare di ricatto in un contesto dove la crisi altro non è stato che un alibi, e non una causa reale, in più per aumentarne l'efficacia. Il problema dei call center è, oltre all'alienazione, che essi diventano oggi una delle poche strade da imboccare per avere una benché misera entrata. Di qui la costrizione che deriva dalla consapevolezza di questa ineluttabilità. Ci si trova nevrotici e depressi sotto le direttive di qualche squallido team leader per 400-500 euro al mese, ( se ti va di lusso, nota di Spazio Aperto) spesso arrotondati per difetto. Queste tipologie di lavoro sfruttano il bisogno creando altro bisogno, perché chi lavora nei call center non può vivere solo dei soldi ivi guadagnati, e sarà costretto, a spostarsi prima o poi alla ricerca di altro, povero come prima. Call center o altro lavoro atipico, non importa: siamo sempre lì, con un esercito di disperati che fa carte false per avere una paga da fame e che non ha (o non può avere) la forza di dire un “No” corale per far sì che le condizioni di lavoro siano giuste e le paghe eque. E che dire dei contratti a progetto? Co.co.pro: una sigla dietro alla quale si cela la mancanza assoluta di diritti e tutele, come ad esempio la malattia. Un sigla che con disinvoltura ci dice che la legge ha legalizzato ciò che in un mondo che definiamo evoluto, non dovrebbe nemmeno essere immaginabile.
fonte  Net1news 





Agenzia Diretta Vodafone a carattere nazionale seleziona 10 ambosessi 18-45 anni per l'inserimento immediato nel proprio organico. 

Gli addetti verranno inseriti con mansione di operatore telefonico outbound per presa appuntamento, non si effettua teleselling. 

Per Le figure in oggetto offriamo Stipendio fisso , incentivi sugli obiettivi raggiunti,affiancamento e corsi formativi, certificazione aziendale. 

Caratteristiche richieste: 

Diploma/Laurea 
Ottima conoscenza lingua italiana 
Buona dialettica e fluidità del linguaggio 
Conoscenza del pc 
Propensione al lavoro in team e al raggiungimento obbiettivi preposti 
Disponibilità Part time 4/6 dal lun-ven 9.00/21.00 su turnazione settimanale. 


Per fissare un colloquio è necessario inviare un curriculum vitae al seguente indirizzo e-mail : selezione.callcenter@alchima.com 


Ho ricevuto diverse segnalazioni , da persone che ci hanno lavorato, che questo annuncio non sarebbe per niente veritiero, anzi.   
Pare che non ci sia nessun fisso, ma solo retribuzione in base ai contratti strappati agli utenti con un tetto minimo, tra l'altro.



Annamaria... a dopo

METEO E ...NON SOLO





pensiero positivo del giorno


Decido di non dare mai nulla per scontato, nemmeno quando tutto sembra perso.






POVERA GRAMMATICA!



POVERA “SORELLA” GRAMMATICA,
     
Ammalata d’insipienza, pochi ti fanno visita, molti ti trascurano.

Poiché ci risiamo quasi costantemente, credo che sia necessario chiedervi  un po’ di attenzione; comincio a dubitare che…un po’ non basti.

Seguitemi, prego.

DALLA RIVISTA FOCUS

1.            Un mio collega ha comperato una televisione che è in grado di leggere sia il segnale digitale che quello “analgesico”  (voleva dire “analogico”).

2.            Il dizionario di mia nonna:

“Lo yogut  (per yogurt): la “carta d’indennità” (“identità”), “le mestulazioni  (per “mestruazioni”), e quando parla dei suoi figli appena nati dice che li aveva “appena comperati”.

3.            Il mio ragazzo deve operarsi al menisco. Mia nonna: “Secondo me gli fanno quell’operazione moderna con le cellule sterminali  (voleva dire “staminali”).
4.            Mia zia dice che sua nipote  si è laureata con 110 all’ora  (e lode)!.

5             Una signora del condominio: "Sono diventata “lo zampillo”  del vicinato (zimbello),

Credetemi, vi esento dalla lettura di tante altre “perle” ortografiche, ma ne avrei, tutte autentiche. Ciò che avete appena letto costituisce un coque di errori ortografici  commessi da persone “non titolate”, gene normale, anziana e non, che probabilmente non ebbe la possibilità di proseguire gli studi, ma quando leggo da tante parti  acculturate e titolate  svarioni grammaticali, mi viene, ve lo giuro, uno scoramento. Mi chiedo…se certe regole si conoscono, ma non si applicano, che vuol significare? Come mai non si applicano? Sono state dimenticate? Colpa dei polpastrelli insipienti che non sfogliano più i codici del galateo grammaticale? E il mio pensiero va agli "acculturati”.
 
Vi prendo tutti con le buone con due pensieri di due pensatori illustri.

“Dal punto di vista di Bhagavan (un maestro di meditazione) non ci sono discepoli, ma dal punto di vista del discepolo la grazia – cioè la cultura – del Guru è come un oceano. Se egli (il discepolo) viene con una tazza, otterrà soltanto una tazza. Non c’è utilità nel lamentarsi dell’avarizia dell’oceano; più grande è il recipiente, più egli sarà in grado di trasportare. Sta interamente a lui.”  Questo ha scritto Ramana Maharsi, bramino indiano.

Secondo pensiero (Confucio).

“Il maestro disse: “A chi è al di sopra  della media, si può parlare di cose ancora più alte. A chi è al di sotto della media non si può parlare di cose più alte.”

Allora, perché vi propongo questo omaggio? Ovvio, per farvi esprimere correttamente nel rispetto della “sorella” punteggiatura, tanto trascurata.

ED ECCO LA PUNTEGGIATURA!

Quando si parla, l’intonazione della voce o le pause sono in grado di comunicare con sufficiente precisione ciò che vogliamo esprimere. Con la punteggiatura si conferisce  ORDINE, CORRETTEZZA e COMPRENSIBILITA’ a quello che scriviamo. Tenete presente questo:
“OGNI PAROLA HA UN’INTONAZIONE”  che diamo quando parliamo; ma se scrivete dovete dare l’intonazione a mezzo dei segni d’interpunzione. Domanda! - 
-       Come si indicano le pause?
-           “    “         “       “    sospensioni?
-           “    “         “       “     la fine  o l’inizio di un nuovo periodo su un foglio di carta?

Un aiiuto ci viene appunto dalla punteggiatura, una serie di segni grafici convenzionali che ci aiuta a esprimere  con maggiore precisione ciò che vogliamo dire: eccoli:
-       il punto;
-       la virgola;
-       il punto e virgola;
-       i due punti;
-       il punto interrogativo;
-       il punto esclamativo;
-       le virgolette;
-       il trattino;
-       i tre puntini di sospensione;
-       le lineette.

IL PUNTO
Il punto è il segno di punteggiatura più forte, perché indica che la frase, il pensiero espresso, sono giunti a una conclusione.  Se vogliamo sottolineare ulteriormente che ciò che abbiamo appena scritto è da considerarsi come concluso, possiamo andare a capo; ancora maggior forza si ottiene interponendo tra l’ultima linea scritta e la successiva  una riga vuota,  che sottolinea come stia per cominciare un nuovo paragrafo.
Il punto viene utilizzato con le abbreviazioni e le sigle: etc. o ecc. (eccetera), D.L. (decreto legge) anche se con alcune sigle, particolarmente conosciute si può omettere (ONU, UNESCO).

Fine

Enzo

martedì 31 gennaio 2012

modi di dire dialettali : LA CAMPANIA



Da oggi ho pensato di riportare e spiegare alcuni modi di dire usati in Campania, non solo a Napoli. Anche per me sono state delle scoperte interessanti su espressioni che uso o sento spesso, intuendone il senso, ma senza conoscerne la fonte.  Mi piacerebbe che qualcuno di voi, volesse presentare e spiegare qualche detto della propria tradizione regionale


L'acqua 'e San Pietro martere

Questo detto fa riferimento ad un pozzo di acqua pura ed incorruttibile che era presente nel convento dei padri Domenicani di S.Pietro martire all'Universita' in via Luigi Palmieri. Si dice che questa acqua non l'ha mai bevuta una persona corrotta. A dire il vero, recatomi nel suddetto convento, non ho trovato traccia di questo pozzo. Puo' darsi che sia stato chiuso perche' nessuno vi beveva!!!

Fessarie 'e cafe'

Sono da riferirsi agli inutili e futili discorsi e discussioni che si svolgono seduti ad un tavolino di un bar a prendere un caffe'. Si introduce, appunto, in quelle discussioni che da inutili possono diventare serie tanto da compromettere amicizie o affari. Per rimediare e/o sospendere la cosa si dice "so' fessarie 'e cafe'".


'A sporta d''o tarallaro

'A sporta d''o tarallaro e' quel cestino che il venditore ambulante di taralli (figura oramai scomparsa dallo scenario partenopeo), porta sulle spalle o in testa. Il cestino, suo malgrado, e' costretto a girovagare insieme al suo proprietario nella speranza di svuotarsi al piu' presto. Lo si puo' riferire, quindi, ad una persona o cosa che e' costretta a continui spostamenti nella speranza che prima o poi si fermi.


Povero Maronna-Povero Cristo

Si e' fatta spesso, nel passato, molta confusione tra questi due termini. Vale quindi la pena, per i pochi che non lo sapessero, ripetere e separare i due concetti. Il Povero Maronna e' quel personaggio il cui prossimo gli si e' accanito contro. Il Povero Cristo e' invece avversato dalla sorte.


'A neve 'int' a' sacca

Molto tempo prima che il ghiaccio e i metodi di conservazione venissero prodotti artificialmente, i generi alimentari venivano conservati nella neve che veniva trasportata dalle montagne vicine (Molise, Irpinia e Monte Faito). Il trasporto da queste zone avveniva tramite carretti portati in tutta fretta. Si fa quindi riferimento a questi episodi per definire una persona che ha molta fretta e sembra che abbia 'a neve 'int''a sacca.


C'verimme !!!!      
MARIA... a dopo



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Meteo italia Oggi



pensiero positivo del giorno


Io ascolto con attenzione me stesso e gli altri



DONNE E ISLAM




Consiglio un libro di MALALAI JOYA 
“Finchè avrò voce”". La mia lotta contro i signori della guerra e l'oppressione delle donne afgane"


Malalai denuncia i signori della guerra e della droga che controllano il Paese, le pessime condizioni di vita del 70% della popolazione e la sciagura di nascere donna in Afghanistan.
La giovane autrice 28enne  vive sotto scorta dal 2008, quando a Kabul, osò denuciare i crimini dei capi mujahiddin e la schiavitù delle donne. 
Da allora ha subito continui attentati e minacce. Vive nascosta ma la sua voce è forte e piena di speranza.


Nel suo libro, “Finchè avrò voce”, Malalai Joya parla del vero proposito dell’occupazione statunitense e delle conseguenze disastrose della guerra...
La guerra in Afghanistan non è la guerra che avremmo dovuto combattere al posto dell’Iraq. Non si tratta di proteggerci dal terrorismo. Non si tratta di sedare l’avanzamento dell’estremismo islamico. Non si tratta di stabilire i diritti delle donne... 



Notizia di ieri:
Una donna nell'Afghanistan nord orientale è finita in manette per aver preso parte all'omicidio della nuora 22enne, "colpevole" di aver dato alla luce una femmina. Anche il marito della vittima è sospettato di essere coinvolto nel feroce delitto, ma al momento risulta latitante. L'omicidio è stato compiuto qualche giorno fa nella provincia di Kunduz. La neonata, che oggi ha due mesi, non è stata ferita. L'orribile delitto si è consumato nel villaggio di Mahfalay, nel distretto di Khanabad. Secondo quanto riferito alla Bbc dal capo della polizia distrettuale, Sufi Habib, "la madre, Stori, ha dato alla luce una terza bambina. Il marito e la suocera l' hanno strangolata per aver avuto una terza figlia". Secondo la ricostruzione del delitto, la suocera, che risponderebbe al nome di Wali Hazrata, avrebbe legato i piedi della vittima, mentre il marito la strangolava. "Viveva in un inferno, non in una casa", ha commentato il poliziotto, riferendosi alla lunga serie di soprusi subiti dalla giovane donna. Gli attivisti dei diritti umani hanno portato il caso all'attenzione dei media. In particolare il direttore di Kunduz Women's, Nadira Gya, ha condannato "il brutale delitto commesso contro una donna innocente". Anche i leader religiosi e gli anziani della zona hanno espresso indignazione per il barbaro assassinio. La nascita dei maschi è solitamente occasione di grandi festeggiamenti in Afghanistan: non altrettanto può dirsi quando a venire al mondo è una femmina che è spesso considerata alla stregua di un peso. Non è raro che alcune donne subiscano violenza se non partoriscono maschi e si tratta solo di uno degli orribili crimini di cui sono spesso vittime le donne in Afghanistan.




La storia di Stori è solo uno dei tanti episodi che testimoniano la condizione delle donne arabe. In un’intervista di pochi giorni fa, una suora pakistana, che opera in un centro della diocesi di Faisalabad, ha spiegato che “in Pakistan le donne imparano fin dalla tenera età che gli uomini hanno il diritto di picchiarle e maltrattarle”.
La religiosa assiste ragazze, donne e perfino bambine vittime di violenza, non soltanto in ambito familiare. La maggior parte di loro sono cristiane ma “chiunque venga, noi l’aiutiamo – continua la suora – Qualche volta si tratta di donne picchiate dai loro mariti o che hanno subito violenza domestica, qualche volta si tratta di molestie sessuali e anche di matrimoni forzati. Si tratta di donne che non hanno chance perché in Pakistan una volta che le persone sanno che la donna è stata violentata, per lei poi è molto difficile trovare un marito. Soprattutto le persone che vivono lì intorno non accettano che questa donna entri nelle loro case come nuora.”
Quando le si chiede di come vengano trattate le donne in base alla legge sulla blasfemia lei risponde: “ Se la denuncia- della donna- contro l’accusato arriva in tribunale, l’accusato o le persone a lui vicine vanno dalla famiglia della vittima e dicono: “se voi continuate con queste accuse, noi vi accuseremo di altri reati”. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite del 2010 un terzo delle donne afghane sono soggette a violenze di tipo fisico o psicologico e il 25% è vittima di abusi sessuali.


Ricordate Sakineh? Mi chiedevo che fine ha fatto...


“La donna è accusata di due crimini”
L'adulterio , punibile con la lapidazione; e l’altro è complicità nell’assassinio del marito”. l’uomo che la Sakineh amava ha ucciso il marito legale di lei. “Attualmente sta scontando 10 anni di prigione”. Le autorità Iraniane dicono che “non hanno le strutture per la lapidazione. Secondo il capo dell’ordinamento giudiziario, l’Ayatollah Amoli Larijani, “se l’obiettivo è l’esecuzione, e la lapidazione non è pratica, l’esecuzione dovrebbe essere portata a termine mediante impiccagione”. Tuttavia, hanno deciso di aspettare ,per ora, e discutere la questione con altri studiosi islamici fino a che una decisione chiara non verrà raggiunta”. Tanto c’è tempo, continuano le autorità: “Sakineh è in prigione, non c’è fretta di decidere”.E così la storia della donna che fu protagonista delle cronache internazionali ricevendo tanta solidarietà da tutto il mondo continua.






Annamaria... a dopo