mercoledì 2 marzo 2011

le notizie segnalate da CATERINA

Cassazione: chi cade sul bus va risarcito,
anche se l'autista non ha colpa

ROMA - La caduta sull'autobus va sempre risarcita, anche se l'autista non ha colpa. Lo dice la Cassazione, secondo la quale, in caso di infortuni sul bus, il cittadino ha comunque diritto ad avere una indennità per i danni patiti. Pure se «modesto», data la mancanza di responsabilità del conducente dell'autobus, il risarcimento, comunque, spetta di diritto. In questo modo, la Sesta sezione civile ha convalidato il modesto risarcimento accordato al catanese Alfonso G. caduto sul pavimento di un autobus a causa di una brusca frenata. Una caduta che, come riferisce la sentenza 4442, non era da imputare al conducente dell'autobus, che «non aveva la possibilità di tenere una condotta di guida diversa e che era stato costretto a frenare per l'improvvisa invasione della corsia di un motorino cui ha attribuito l'esclusiva responsabilità dell'evento». Ad Alfonso G., comunque, era stata riconosciuta una modesta indennità dalla Corte d'appello di Catania, nel settembre 2009. Il passeggero ha fatto ricorso in Cassazione per chiedere più soldi.

Piazza Cavour ha respinto il ricorso e ha colto l'occasione per ricordare in quali casi operi la presunzione di responsabilità negli incidenti accaduti sull'autobus. «In tema di trasporto di persone - scrive la Suprema Corte - la presunzione di responsabilità di cui all'art. 1681 a carico del vettore per i danni del viaggiatore opera quando sia provato il nesso causale tra il sinistro occorso al viaggiatore medesimo e l'attività del vettore in esecuzione del trasporto, restando viceversa tale presunzione esclusa quando sia accertata la mancanza di una colpa in capo al vettore, come nel caso in cui il sinistro venga attribuito al fatto di un terzo viaggiatore».

Sulla base di questa considerazione, la Cassazione ha fatto notare che la sentenza impugnata «non si è affatto discostata da questo orientamento» visto che il conducente dell'autobus «era stato costretto a frenare all'improvviso». Il passeggero avrà in ogni caso diritto ad un modesto indennizzo per i danni patiti in seguito alla caduta.


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Quando il computer diventa un nemico
e crea problemi alla coppia




Leggiamo insieme questa e-mail di Federico. « Mi chiamo Federico e ho 32 anni. Due anni fa ho iniziato una storia d’amore con una ragazza. Fino a qualche mese fa le avrei scritto “una felice storia d’amore” ora non lo so più. Inizio col dirle che una delle cose che più mi è piaciuta della mia fidanzata era che il computer, internet e tutto ciò che ne deriva, erano per lei, strumenti “utili”, mezzi cioè da usare per lavoro, o per stretta necessità. Dopo di che, c’erano le rispettive famiglie, gli amici, che incontravamo vivendo piacevoli serate e la nostra storia fatta di piccole ma importanti cose quotidiane: andare al cinema, fare una passeggiata, cenare in un ristorante romantico e cose del genere che fanno tutte le coppie. Pensi che la mia ragazza non solo era una delle poche persone non iscritte a Facebook e a nessun’altro sito ma criticava chi, come la maggior parte dei suoi amici, si vantava di riuscire a costruire in breve tempo nuove amicizie con questo o con quello senza aver mai incontrato qualcuno di persona. Sono solo illusioni, ripeteva. Un bel giorno però nasce in lei il desiderio di ritrovare una vecchia amica d’infanzia, che si era trasferita, anni fa, con la famiglia all’estero per lavoro e mai più rivista. Inizia così la prima ricerca via web. Passa del tempo prima che la sua vecchia amica si faccia viva e probabilmente un tempo abbastanza utile per farla appassionare alla navigazione su internet. Il risultato è stato che, la mia ragazza, anche dopo aver ritrovato l’amica ha continuato in quella che è diventata ormai una vera e propria ossessione. Si sono ridotte notevolmente le nostre uscite, le nostre serate sono sempre più corte. Ad oggi le dico che non avrei mai immaginato di ritrovarmi come “rivale” un computer ma purtroppo è così. Ho cercato di parlargliene più volte ma lei mi risponde che sono io quello esagerato. Credo invece che l’esagerata sia lei che perde la cognizione del tempo quando sta davanti al computer. Questo suo atteggiamento toglie molto al nostro rapporto e non vorrei essere costretto a metterla davanti ad una scelta. Lei cosa mi consiglia?».
la risposta di Maurizio Costanzo
Non le nascondo che mi pone davanti ad un quesito difficile perché credo sia complicato far si che una persona abbandoni la “compagnia” di internet. Tra l’altro, so di casi in cui il marito o la moglie hanno preso a navigare insieme pur di non lasciarsi. Questa è una possibilità, l’altra è dire alla sua compagna che, giorno dopo giorno, si sente sempre più solo.

... e voi cosa ne pensate?

Ricordiamoci le 10 principali regole di Found da non trasgredire mai quando si utilizza l'universo social network:
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1) Mai passare più tempo nell'universo online che in quello reale;
2) Il web dà enormi possibilità, ma i social network non vanno utilizzati come valvola di sfogo o un 'confessionale' dove mettere in piazza e a disposizione di tutti i propri problemi o quelli di chi ci sta vicino;
3) Non crearsi un profilo 'nascosto', senza informarne il partner. Quando lo dovesse scoprire sarebbe autorizzato a pensare male sul motivo per cui lo avete fatto e verrebbe meno ogni fiducia;
4) Mai eccedere sul personale, sia per quanto riguarda le immagini e i temi trattati;
5) Pensate sempre bene a ciò che state postando sul vostro spazio o su quello di qualcun altro;
6) Non diventare monotematici e non parlare solo dei social network e dei propri amici virtuali;
7) Condividere con il/la partner i propri interessi e i propri amici all'interno del social network;
8) Se volete 'trasgredire' e utilizzare un social network come terreno di caccia per nuove avventure ricordate sempre che non è così difficile essere 'pizzicati' e che ciò significherebbe rovinare il vostro rapporto;
9) Considerate sempre che chi vi parla dall'altra parte di uno schermo è avvantaggiato: con lui condividete solo le cose belle, mentre con il/la partner reale condividete tutto, anche gli aspetti meno piacevoli della vita di coppia;
10) I social network sono divertenti, stimolanti, consentono di fare nuove conoscenze e ritrovare vecchi amici, ma non dimenticate mai che la vera vita è quella reale, di tutti i giorni. Non cercate mai di sostituirla con quella virtuale e 'finta' di un social network.
Annamaria & Caterina... a dopo

BUONGIORNO DA... MARIA !



 SI RIDE E..SI RIDE
Lei: "Ma insomma basta! E' possibile che per voi uomini il sesso sia solo penetrazione?
Ma non hai mai sentito parlare di preliminari?". Lui: "Certo! Cosa credevi che fossero i Mon cheri che ti ho portato?".

 "Ho fallito diversi esami all'università... un mio amico li ha sempre passati tutti al primo colpo.
Ora lui è ingegnere alla Microsoft, ed io, sono il capo della Microsoft".    (Bill Gates)

 "Tesoro, ma secondo te il nostro e' un rapporto a rischio?".
"Se si accendono adesso le luci della fine del primo tempo, sì".

 LUI: "Cara, davvero sono il primo a chiederti di fare queste cose?".
LEI: "Si, certo, tu sei il primo".
LUI: "Che brava ragazza! Davvero davvero il primo?".
LEI: "Beh, a tutti gli altri ho dovuto chiederlo io!"

 Lui: Non ti ho già visto da qualche parte? Lei: SI, e' per quello che non ci vado più.

  Quando gli operai si trovano, giocano a calcio. Quando i capi si trovano, giocano a tennis. Quando i dirigenti si trovano, giocano a golf. Morale: più grande è il potere, più piccole sono le palle!

 L'uomo avrà scoperto il fuoco, ma la donna ha scoperto come giocarci.

 Ci sono tre tipi di uomini: quelli sinceri, quelli fedeli e...la maggioranza

 una ricetta al volo ...


  La lasagna napoletana 
- Carnevale è  la festa dei bambini o dei piccoli paesi, dove è necessario sfogare il rigido controllo della comunità familiare esercitato nel corso dell’anno. La trasgressione pagana è dunque tutta nella creazione di un piatto esagerato, capace di far dimenticare la fame, di esorcizzarla, di essere così abbondante da poter dire basta, così ricco da restare vivi, il contraltare all’unica vera regola a cui i napoletani hanno dovuto sottostare dalla fondazione della città sino agli anni ’60, quella della fame e dell’incertezza delle calorie per la sopravvivenza.
                                                  
La ricetta per 10 persone
1 kg di sfoglie di lasagna
500 g ricotta
300 g caciocavallo
500 g carne di vitello e/o di maiale macinata
500 g di tracchiole e cervellatine
pecorino grattuggiato (non romano)
pane raffermo
4 uova
1 kg di pomodoro in conserva
2 cipolle
sedano
carote
sale
olio d’oliva extravergine
1 cucchiaio di sugna
a piacere
5 uova
una ventina di fette di salame napoletano o, in alternativa, di due salcicce secche lucane

Preparate il ragù partendo da una base di soffritto in olio e un pizzico di sugna di cipolle, mezza carota, un gambetto di sedano finementi tritati. Aggiungete tracchiole e cervellatine e fate indorare. A questo punto versate il pomodoro e partite con la pippiata di alcune ore: dovendo la cottura essere completata in forno, conviene fermarsi un po’ prima del classico ragù napoletano lasciando alla salsa la possibilità di conservare il colore rosso vivo. Una mia variante, improponibile se si è in famiglia, è aggiungere al ragù un cucchiaio di ‘nduja.
Preparate le polpettine, mescolando carne macinata, uova, pane raffermo precedentemente ammorbidito e pressato, pecorino, sale. Fatele a palline piccole e friggetele in olio extravergine d’oliva.
Lessate le lasagne avendo cura di lasciarle al dente perché avranno bisogno di una ulteriore passata in forno.
Bene: siete pronti per la costruzione della vostra casa. Uno strato di sfoglia, poi il ragù, la ricotta, una spolverata di pecorino.
Le polpettine ed eventualmente la carne sfilacciata a piccoli pezzi del ragù, il salame o le salcicce lucane, le fette di caciocavallo, le uova sode affettate iniziate a metterle a partire dal secondo strato insieme al ragù e alla ricotta. Salite fin che vi pare, più è alta meglio è.
Alla fine mettete molta salsa e lasciate in forno per una mezzoretta.
Da mangiare almeno due o tre ore dopo la cottura, quando il tutto si è assestato, magari riscaldando dolcemente a bagnomaria o al vapore, oppure lasciandola riposare nel forno ermeticamente chiuso. La Lasagna, a differenza degli spaghetti, non va mangiata troppo calda..




 Passo e chiudo ...per ora! Ciao cocca  e non esagerare con la caffeina.

Stellina, ma non ci siamo capite ,il caffè per gli altri ...altrimenti divento cosi.....



Stellina e Cocca, alias Maria & Annamaria... a dopo

martedì 1 marzo 2011

le notizie segnalate da CATERINA

C'è Matteoli in visita, il
bidello disabile stia a casa

La preside: "mai detta
una cosa simile"

 

La preside, Filomena La Pietra, ha imposto all'uomo di non andare a lavorare



LIDO DI CAMAIORE. Inaugurazione della scuola, alla presenza del ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli. Ma il bidello disabile è meglio non partecipi. La preside chiede che resti a casa. E' accaduto nel mese di ottobre, all'istituto (elementari e medie) Lido di Camaiore, ma la madre dell'uomo racconta oggi, tra le lacrime, la storia del figlio perchè a quell'episodio, che lei definisce 'vessatorio', ne sono seguiti altri.

Il bidello, 45 anni, assunto nel '98 in virtu' della legge 104 per le categorie protette (invalidi civili), lavora da oltre dieci anni nella scuola Lido di Camaiore. «Da giorni lui si preparava per quella cerimonia - racconta la signora Annarosa -, aveva pulito e aiutato gli altri ad allestire l'istituto. Ci teneva tanto, per lui era una festa. Ma il giorno prima, mi ha chiamato il vicepreside, dicendomi che sarebbe stato meglio per mio figlio stare a casa perchè loro non potevano seguirlo. Non ho capito e non capisco tuttora cosa significasse quella parola, 'seguirlo': mio figlio non ha bisogno di essere seguito. Prende due autobus per andare al lavoro, è educato, buono, disponibile. L'ho tenuto a casa con il pianto nel cuore, raccontandogli una frottola per non dirgli la cruda, cattiva verità di quell'esclusione».

Ma la vicenda non finisce qui. «Dopo poche settimane la preside, Filomena La Pietra, - racconta la signora Annarosa -, ha chiesto che mio figlio fosse sottoposto ad una visita per l'idoneità. La commissione, a Lucca, l'ha definito perfettamente idoneo, all'unanimità. Ma a questa dirigente non è bastato: ha fatto ricorso e chiesto una visita a Roma che faremo il 10 marzo».

«Quanto raccontato dalla madre del bidello disabile dell'istituto Lido di Camaiore, se confermato ed acclarato, è gravissimo e sconcertante. Se avessi saputo della discriminazione che si stava perpetrando, mi sarei rifiutato di partecipare all'inaugurazione della scuola». Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. «Al bidello e alla madre - aggiunge Matteoli - va tutta la mia solidarietà ed il mio rispetto»

 Ciao Annamaria


Se è vero si dovrebbero invertire i ruoli, la vicepreside alle pulizie ed il bilello al suo posto.
Quando al bravo Matteoli, prima fanno terra bruciata intorno ai più deboli, poi quando qualche mente malata come la preside si comporta di conseguenza, loro si fanno belli agli occhi degli stolti che ancora credono in loro.


Bravi a questi amici, si sono rifiutati per non lasciare solo il loro amico 

T VB 
 caterina

Preside vieta gita a alunno down, i compagni si ribellano

 


Rifiuto ragazzi di partecipare a viaggio senza loro compagno

La preside vieta la partecipazione ad una gita di uno studente down ed i compagni del ragazzo si ribellano, rifiutandosi di fare il viaggio senza il loro compagno ed ottenendo cosi' la riammissione del giovane disabile. La vicenda e' stata resa nota dall'avvocato Ida Mendicino, che e' la responsabile del Coordinamento regionale della Calabria per l'integrazione scolastica. L'episodio risale allo scorso mese di gennaio ed e' accaduto in una scuola media di Catanzaro
. Il ragazzo down al centro della vicenda si e' sempre ben integrato nell'attivita' scolastica, ottenendo anche, grazie al lavoro degli insegnanti di sostegno, un buon profitto. In piu' ha un ottimo rapporto con gli altri studenti, che lo hanno sempre aiutato e circondato di grande affetto. Proprio per questo la decisione della dirigente scolastica di escluderlo dalla gita ha provocato la ribellione dei compagni, che sono riusciti alla fine a farlo riammettere al viaggio, che si e' svolto poi regolarmente.

La discutibile iniziativa delle dirigente, tra l'altro, aveva suscitato anche la reazione dei genitori del ragazzo down, che avevano denunciato la vicenda alla polizia. L'avvocato Mendicino definisce il comportamento dei compagni dello studente ''un segnale importante di cambiamento in una generazione spesso tacciata di eccesso di individualismo e di scarso senso di solidarieta''' e rivolge ''un plauso ai ragazzi, che si sono dimostrati - afferma - vera speranza di maturazione del tessuto sociale rispetto agli esempi che spesso provengono dal mondo dei grandi''.

Il comportamento della preside, tra l'altro, secondo l'avvocato Mendicino, viola le note ministeriali secondo le quali ''le gite rappresentano un'opportunita' fondamentale per la promozione dello sviluppo relazionale e formativo di ciascun alunno e per l'attuazione del processo di integrazione scolastica dello studente diversamente abile, nel pieno esercizio del diritto allo studio''.

Successivamente alla sua decisione di escludere lo studente down dalla gita, la dirigente, ha riferito ancora Ida Mendicino, ha aggravato la propria posizione esprimendo ai docenti l'intenzione di non autorizzare in futuro alcuna uscita dello studente affetto da sindrome di Down. In piu' la dirigente ha chiesto ai compagni di classe di non fare sapere al ragazzo le date delle gite in programmazione, motivando tale richiesta con la scarsa capacita' del giovane disabile di apprendere a causa della sua infermita' genetica. Un comportamento cui ha fatto da contraltare la significativa reazione dei compagni di classe del ragazzo down.

 CATERINA

lunedì 28 febbraio 2011

le notizie segnalata da CATERINA

IL CASO

La preside usa lo spray urticante
tre ragazze finiscono in ospedale

notizia del 25 febbraio 2011

La vicenda all'istituto Besta, nella periferia est di Milano. Una studentessa spruzza per scherzo
e la dirigente la punisce con la stessa bomboletta: "L'ho fatto per farle capire la gravità del gesto"


Prima ha chiesto a tutti chi fosse il colpevole della bravata del giorno prima, lo studente che con lo spray al peperoncino aveva costretto all’evacuazione la sua classe e provocato irritazioni a volto a qualche compagno. Poi, individuata la responsabile, la preside si è diretta al suo banco, ha estratto la bomboletta e gliel’ha spruzzata sulla mano: «È per farti capire cos’hanno provato le tue compagne quando l’hai fatto tu». Bruciore, grida, panico. La mano della quindicenne s’arrossa e si gonfia, la nube di gas urticante si espande, la compagna di banco fatica a respirare. E ancora peggio per un’altra studentessa, asmatica.

Una spruzzata che voleva essere “educativa”, una legge del taglione alla buona, quella della preside dell’istituto Besta per le  lingue e scienze sociali in via don Calabria, zona Palmanova, a Milano. Ma che ha mandato tre quindicenni all’ospedale e su tutte le furie le loro famiglie, che ora minacciano di denunciare la dirigente scolastica. L’antefatto risale a mercoledì. Alla prima ora un’alunna di prima estrae dalla borsa lo spray al peperoncino che la famiglia le ha dato per la sua sicurezza, quando la sera torna dalla palestra. La sicura salta, una prima spruzzata a terra. Un’altra sul giubbotto di uno studente, che poi si tocca la faccia e diventa un peperone. Altri ragazzi accusano bruciori.

Al Besta, una scuola difficile come altri istituti di periferia dove non mancano episodi di vandalismo e teppismo, scoppia il caos: dalla scuola chiamano l’ambulanza, un poliziotto del commissariato di Lambrate di pattuglia nella zona nota i mezzi di soccorso ed entra per capire. La faccenda sarebbe finita lì. Ma quel giorno la preside è assente per una riunione di lavoro. La informano al telefono, e quando ieri mattina rientra e trova sulla sua scrivania il verbale dell’episodio accanto alla bomboletta sequestrata, decide di passare ai fatti. Prende lo spray, va spedita nella classe dov’è successo l’incidente, sgrida tutti, i nervi forse saltano: spruzza. Un altro caos. Ma questa volta tre quindicenni finiscono al San Raffaele.

«In tanti sono scoppiati a piangere per la paura — racconta una studentessa — Pensavamo che la preside scherzasse, quando si è avvicinata dicendo “ora ti mostro cos’hai fatto ai tuoi compagni”». La famiglia della quindicenne che aveva lo spray con sé a scuola, difesa dall’avvocato Gianluca Minniti, annuncia che sporgerà denuncia contro la preside, e così forse gli altri genitori. «È un fatto gravissimo — spiega la mamma — mia figlia ha fatto una bravata, avrei accettato anche la sospensione. Ma non esiste che la preside compia un gesto simile: è educazione questa? Poi non si è neanche scusata, faremo denuncia». Intanto la ragazza la sospensione la rischia comunque, sarà il consiglio di classe nei prossimi giorni a decidere.

Paola Tieri, la preside dell’istituto, spiega così il suo punto di vista: «I ragazzi spesso non sono consapevoli delle conseguenze degli scherzi pesanti che fanno. Volevo fargliele capire». Del rigore della preside si era già avuta una prova a gennaio dell’anno scorso, quando aveva sospeso per due giorni e costretto a pulire il cortile un gruppo di ragazzine per i pesanti insulti rivolti a una compagna via Facebook.

DONNE ITALIANE : DANIELA SANTANCHE'

DANIELA SANTANCHE' una donna con le palle??...O..?


Afferma nel marzo 2008: "Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali" e "Il voto a Silvio Berlusconi è il voto più inutile che le donne possano dare". |Daniela Santanchè, 26 marzo 2008

1º marzo del 2009 entra nel governo Berlusconi IV come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Attuazione del programma di governo, nomina che ha suscitato polemiche all'interno del centrodestra.

Altre sue affermazioni o che la riguardano
“Non l'ho mai data per fare carriera! Solo per soldi!”
- Daniela Santanchè
“Se sale al governo, lei sí che fará rialzare l'Italia.”
- Rocco Siffredi su Daniela Santanchè
“È graziosa come una svastica.”
- Giorgio Napolitano su Daniela Santanchè
“Maometto era un poligamo pedofilo!”
- E ad Abramo che tentò di uccidere il figlio Isacco non vogliamo dire nulla?
DA Nonciclopedia!
Figlia di una relazione clandestina tra Crudelia DeMon e Galeazzo Ciano, da piccolo (è ancora di sesso maschile) si trasferisce a Cuneo con la famiglia, cominciando subito a dimostrare tendenze femminili e dittatoriali, costringendo con la frusta i fratelli a fargli tutti i giorni manicure e pedicure.
Terminati gli studi liceali, dove si diploma con una tesi sull'importanza della cremazione degli ebrei nel fornire riscaldamento gratuito alla Germania durante il periodo della guerra, Damião fa ltre anni di leva militare a Cuneo. Entra subito nelle grazie dei generali raggiungendo il grado di comandante, per "meriti speciali", dopo soli tre giorni. Col potere guadagnatosi con impegno, crea degli squadroni della morte e tenta la conquista della regione dello Champagne, in Francia, senza ottenere però alcun risultato.
Dopo il servizio militare Damião decide di dare una svolta alla sua vita e cambiare sesso. Nonostante ciò, per motivi affettivi, decide di mantenere i testicoli. Ancora oggi, col garbo e la classe che gli è consona, tiene a ricordare a chiunque commetta l'errore di darle la parola che lei è una donna con le palle. È vero - ha dichiarato alla stampa Ignazio la Russa- a Montecitorio viene sempre a pisciare nei nostri bagni!
Lei stessa, in un'intervista al settimanale Rigurgiti fascisti ha dichiarato:
“Credo di non essermi mai fatta levare i coglioni per un buon motivo: perché così la gente poteva dire "Sei una donna con le palle!" E io: "Eccome!".”
- Daniela Santanchè

Curiositá 


  • Il cognome "Santanchè" é in realtà un soprannome datogli dalle amiche. Un giorno avrebbe detto "Io, in fondo, sono una Santa!" e tutte "Cheeee?!?", da cui Santanchè.
  • Daniela Santanchè ha tre lauree: Scienze Politiche, Ornitologia Applicata, Insultologia italiana e straniera.
  • Daniela Santanchè è sospettata di complicità nell'attentato dell'11 settembre.
  • Daniela Santanchè è una donna che si è rifatta da sola.
  • Daniela Santanchè è inventrice del tanga alla liquirizia.
  • Daniela Santanchè è cliente fissa del Billionaire di Flavio Briatore, altro famoso pappone.
  • La sua celebre dichiarazione, "Io non l'ho mai data per fare carriera" ha suscitato molte polemiche sul significato del complemento oggetto. Secondo Gigi Marzullo la frase era riferita alla sua borsetta di Gucci; Umberto Eco invece riteneva si trattasse di una mazzetta di soldi; Nessuno credeva che si trattasse della...
  • Daniela Santanchè si è assottigliata il naso, gonfiata le labbra e rassodata le tette, ma il cervello purtroppo è rimasto uguale.







Annamaria... a dopo

BUONGIORNO!

 poetando poetando da Maurizia e Annamaria2



GUARDANDO TE

 
Alzo gli occhi e vedo te dinnanzi a me
Visione sublime.
Il tuo viso
Il tuoi occhi
Il tuo sorriso
Scorci di primavera che
Non ricordavo più.
uno sguardo,e il tempo e le ore
non lasciano spazio fra noi.
Nulla è cambiato
Nulla ha mutato
quel magico tremore che vibra fra me e te.
Uno sfiorar di mani e gli occhi si illuminano.
I cuori pulsano amore da dare.
Lotta fra noi,i cuori soffrono
I pensieri si contrastano
La volontà ci nega.
Ci nega finché…
L’amore vince
L’amore vince su noi.
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 MAURIZIA


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 DA annamria2
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RICHIAMO ALLA LUNA

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O luna che splendi
            o luna che vedi
            o luna che ridi
            vedendo soffrire
            questo cuore malato
            che ha tutto perduto
che è triste e sperduto!...
O luna, in giro per il mondo,
non dici se torna?
Perché non rispondi?
Tu pure, o luna,
mi fai soffrire,
tu sai che sono queste pene,
tu sai che sento questa croce
e non sono felice.
O luna, non dici se torna?
Perché non rispondi?
Tu pure mi fai soffrire,
tu pure mi fai morire.

ANNAMARIA2
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I cani possono aiutare i medici a scovare il tumore alla prostata. La procedura è molto semplice, ma sicuramente stravagante: sfruttando le proprie capacità olfattive, gli animali sono in grado di fiutare la malattia nelle urine dei pazienti. L’innovativo metodo di prevenzione è stato sperimentato da un gruppo di medici e biochimici francesi guidati da Olivier Cussenot, professore di urologia e oncologia presso l’ospedale Tenon di Parigi, e recentemente riportato sulla rivista scientifica “European Urology”. I ricercatori hanno addestrato un pastore belga, una razza particolarmente abile nelle ricerche “olfattive”, ottenendo risultati incredibili: il quadrupede è riuscito a riconoscere la presenza del tumore alla prostata con una precisione del 91 per cento.
«Il nostro studio dimostra che l’urina degli uomini malati ha un odore particolare – hanno spiegato gli autori della ricerca – Un’asserzione semplice, ma rivoluzionaria: da oggi potremo perfezionare anche gli esperimenti biochimici utilizzati in laboratorio per l’identificazione del cancro alla prostata». Gli scienziati si riferiscono al test del Psa, analisi del sangue che mira a individuare le alterazioni di una particolare proteina presente nelle cellule della prostata. Un esame semplice, ma ancora molto impreciso: un Psa alto non indica necessariamente la presenza di un tumore, ma anche una semplice infiammazione. Per questo i risultati dei test devono essere analizzati e soppesati caso per caso dagli esperti, con pericolosi ritardi nei trattamenti medici e importanti conseguenze sulle possibilità e le speranze di guarigione in caso di malattia. Problematiche che potrebbero essere presto risolte con l’aiuto dei cani, non a caso i migliori amici dell’uomo.

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Aforisma del giorno
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Annamaria... a dopo

domenica 27 febbraio 2011

BUON FINE SETTIMANA

Cari amici ,congediamo questa settimana con una nota di dolore per i fatti che stanno succedendo in Libia.  .Affermiamo con forza la nostra solidarietà  al popolo libanese e preghiamo per le tante vittime, bambini e anziani in testa, che ingiustamente stanno subendo ogni tipo di violenza .

Mi auguro, almeno, che questo atto di ribellione  porti  un futuro  LIBERO e DEMOCRATICO abbattendo regimi dittatoriali autoritari e repressivi, come già avvenne per Caucesco e S. Hussein.

 Nella confusione attuale, in Medio Oriente e Nord Africa eccovi una lista dei paesi che hanno iniziato una rivolta (escludendo quelli che bene o male sembrano sempre sull'orlo della guerra civile) e quelli che potenzialmente ancora potrebbero rovesciare i loro governi

- Tunisia
- Egitto
- Yemen
- Bahrain
- Algeria
- Libia
- Iran
- Gibuti
- Mauritania
- Sudan
- Giordania
- Arabia Saudita
- Marocco
- Siria
- Libano

Tunisia ed Egitto sono in fase più avanzata (i vecchi regimi ormai sono stati abbattuti); Yemen, Giordania, Iran, Libia, Gibuti e Bahrain sono quelli dove la rivolta in questo momento è al massimo di intensità
Marocco, Siria, Libano e Arabia Saudita sono attualmente "tranquilli" ma si registrano dei fermenti nemmeno troppo sottopelle; Algeria e Mauritania sono in stato di rivolta ormai endemico, ma con un muro contro muro fra manifestanti e regime che finora non è degenerato ancora in lotta aperta. 

Vi lascio con ben 3 poesie ORIGINALI di Annamaria, Maurizia e Simona( figlia di un nostro amico lettore del blog)...Elena controlla ,ok??
Iniziamo il nostro angolo ...poetando poetando... con SIMONA ,dandole il benvenuto tra noi e faccio presente ad Elena che
 questa poesia è già stata pubblicata altrove (un blog amico)
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TRIONFO  DELL’AMORE
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Bacio sublime
Euforia dell’anima
“nel trionfo dell’amore”
Sprazzo di incontaminata poesia.
Tacito abbandono
Di due cuori
Nel mistero che attrae,
specchi intensi di passione
aurora opalescente di felicità
tunnel della procreazione
sentimento di due anime
vincolate dall’eterno.
“Spicchio di gioventù
che brucia le tappe.
Luna celeste musa
Propizia romantica
Di attimi immensi
nel silenzio del mondo
ad un passo dall’INFINITO

SIMONA

http://tk.files.storage.msn.com/x1pnp_rgmi5o521uts9n_bZYoTyX8ubTahDik6r41CHdAkmLaF_br5DWk9u9s1NERIJ1osae4U9ycCvvXqJlvF2_kui1yA6LG22CaIDeoP4IEbDKUEXzEsoyC-ieKtyq6rTjg3MplThCkk

 remix -je cherche Apres Titine  



ANNAMARIA... A DOPO -CON LE POESIE DI MAURIZIA E ANNAMARIA2







Le riflessioni di CIPRIANO - "GLI AFFARI SONO AFFARI"


    
Stiamo tutti con il fiato sospeso per quello che sta
accadendo in tutta la fascia Nord Africana, in preda
a sconvolgimenti e sommovimenti di popoli, in gran
parte stanchi dei regimi dittatoriali che in questi
paesi ormai da molti decenni hanno dispoticamente
e tirannicamente esercitato il potere.
In Tunisia Ben Alì è dovuto fuggire, l’antico “faraone”
Hosni Mubarak al potere anche lui in Egitto da lunghi
decenni, è stato deposto e non si sa dove adesso sia
ed in che stato di salute. Adesso tocca al colonnello
Gheddafi , che sta vendendo cara la pelle ed il suo
potere al prezzo altissimo di sangue innocente,
dall’assalto del suo popolo libico ormai stanco della
sua spietata, autoritaria e personalissima gestione
del potere.
Le diplomazie occidentali appaiono impotenti davanti
a quello che sta accadendo, proprio a causa della
personalità di Gheddafi, divenuto con gli anni sempre
più furbescamente socio in affari della comunità
internazionale il regime libico è più impermeabile a
pressioni esterne di quanto lo siano stati Egitto e
Tunisia. Al momento non possiamo assolutamente
immaginare gli sviluppi di questi fermenti e ribellioni,
che si sapranno quando le fiamme si spegneranno
e si capirà effettivamente cosa è successo e le reali
prospettive in campo, compreso quei “simpaticoni”
integralisti che fin ora sembrano stare nell’ombra.
Vorrei in questa sede parlare di casa nostra, della
nostra democrazia che, detto “per inciso e senza
peli sulla lingua” ha sempre realizzato ottimi affari e
intrattenuto egregi nonché singolari rapporti d’affari
con tutti questi dittatori, in verità in buona compagnia
con quasi tutti gli altri paesi europei ...“Pecunia non
olet”,  “Il denaro non puzza” dice chi se ne intende
di soldi; è verissimo che bisogna spesso mettere
avanti tutto gli interessi ed il benessere della
propria nazione e dei propri cittadini, e che bisogna
obbligatoriamente sempre dialogare con i Capi di
Stato e di Governo, soprattutto quelli che hai alle
porte di casa e sono ricchi di gas e petrolio, ma,
non bisognerebbe mai superare certi limiti e confini
con taluni personaggi.
Permettetemi di pescare tra le mie reminiscenze
scolastiche, laddove mi rinviene dalle anse della
memoria, il celebre detto del poeta latino Orazio,
quando affermava in materia che : “Est modus in
rebus: sunt certi denique fi nes, quos ultra
citraque nequit consistere rectum” tradotto in
volgare “C’è una misura nelle cose: vi sono precisi
confini oltre il quale e per primo non esiste il
giusto”. In parole povere “Nelle cose ci vuole
equilibrio, saggezza e normalità”, tutte cose che non
si sono viste per esempio nei rapporti del nostro Capo
di Governo con il libico Gheddafi. Abbiamo ancora
impresso nella mente la recente visita dello
stravagante dittatore in Italia, cavalli bianchi,
gradevoli hostess a pagamento a fingere di studiare
il corano, una lunga serie di strambe esibizioni
pubbliche e private tollerate oltre ogni limite,
all’ombra del suo onnipresente tendone itinerante da
circo equestre.
Molto modestamente, in un articolo su questo blog,
ebbi a dissentire sul modo bizzarro e strampalato di
condurre relazioni internazionali con detto personaggio;
non è assolutamente un caso se gli stessi libici,
stanchi oltre ogni limite, in questi tragici momenti ed
al prezzo di una sanguinosissima guerra civile con
tantissimi morti, stanno cercando di liberarsi di detto
boss.
Non è nostro compito e neanche dovere imporre la
nostra Democrazia (che detto tra noi non è
assolutamente esente da critiche) ad altri popoli,
laddove invece sarebbe saggio, insieme agli inevitabili
affari economici, avere una risoluta fermezza o
freddezza avverso comportamenti e situazioni non
tollerabili.
Intanto mentre da noi ci si interroga intimoriti sulla
probabilità che enormi masse di profughi sbarchino
sulle nostre coste siciliane, l’Europa si guarda bene
dal cercare congiuntamente e velocemente delle
soluzioni sagge e caritatevoli verso questi rifugiati,
nonché una linea di grande fermezza avverso quegli
stati dittatoriali e violenti; ma non è cosa nuova o di
oggi che la tanto decantata Europa Unita rassomiglia
invece sempre più a quella famiglia numerosa,
borghesuccia e benestante dove tutti hanno, chi più
chi di meno, la puzza sotto il naso e si fanno
scrupolosamente ognuno gli affari propri.
D’altronde …Les Affaires sont les affaires,
…Miei cari amici!

       Cipriano



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