mercoledì 4 aprile 2018

NON INNAMORARTI DI UN UOMO CHE NON RISPETTA LA SUA FAMIGLIA.








Trovare una donna che non tradiscenon ferisce , ama davvero e sulla quale puoi contaresi puòPiù difficile è trovare l'uomo che la meriti.




La famiglia è fondamentale nella vita di una persona. E’ un punto fermo, un porto sicuro in cui attraccare durante le intemperie della vita. Avere qualcuno che ci ama e che ci ama per davvero ci rende invincibili. Quando si è consapevoli che a casa c’è qualcuno da cui tornare ci si sente imbattibili perchè ,anche se alle volte non ci sembra , essere soli nella vita pesa. Una vita vissuta senza qualcuno con cui condividerla equivale ad una non vita.



Quando si è consapevoli di questo non si può fare a meno di coltivare i rapporti con le persone che ami. Quando dai il giusto valore alle persone che fanno parte della tua vita si arricchisce. Un uomo che non dà il giusto valore a questo non potrà mai amare veramente.

La famiglia costituisce le radici di ognuno, radici da cui partire e senza cui non esisterebbe futuro. Famiglia significa amore, condivisione, presenza. Quando si è troppo presi da se stessi, quando l’egoismo personale sovrasta il benessere delle persone che ci vogliono bene qualcosa non va.



Se incontri un uomo che non presta fede ai suoi impegni familiari quando è assente fisicamente ai compleanni, anniversari, battesimi etc è certamente l’uomo sbagliato.


E’ l’uomo sbagliato se non rispetta i suoi genitori, se non da valore al tempo trascorso con loro; che se hanno bisogno di lui scompare sempre. Se si comporta in questo modo con loro certamente non farà diversamente con i suoi figli; e dei bambini con un padre assente avranno certamente dei problemi in futuro qualsiasi cosa tu faccia.

Tieni alla larga un uomo che ti allontana dalla tua di famiglia, che cerca di farti litigare con le persone a cui tieni. E’ un uomo che non vuole il tuo bene, ma il suo.

Avere una famiglia è una delle più grandi fortune nella vita. Coltivala e non ti sentirai mai solo anche quando tutti gli altri ti hanno voltato le spalle; anche quando LUI ti avrà voltato le spalle, perchè se vuole metterti contro le persone che ami non ti ama e prima o poi se ne andrà via.

By Pianeta Donna

...
Amen...


Annamaria

martedì 3 aprile 2018

BUONANOTTE MAMMA

Una dedica di Mimma per la propria madre.
Piu' che una dedica è un ricordo di quanto realmente è avvenuto poco prima che diventasse un Angelo.
Il suo Angelo.





CHE FAI, ANCORA DORMI?
DAI NON SCHERZARE APRI GLI OCCHI,
TU MI PRENDI SEMPRE IN GIRO VERO?

E' IMPOSSIBILE CHE A QUEST'ORA DORMI ANCORA,
DI SOLITO ,COME ME, TI ALZI PRESTO,
ALLE QUATTRO DEL MATTINO VEDI SORGERE IL SOLE,

MMMMMMHHHH!

NON MI PIACE QUEL SORRISO,
CHE FAI PER DISPETTO
PER PRENDERMI IN GIRO.
OGGI E' DOMENICA,
ABITUALMENTE VAI A MESSA,
COM E' CHE NON HAI VOGLIA?

DAI MAMMA LO SCHERZO E' FINITO,
IL GIOCO NON MI PIACE PIU'.
ORA CAPISCO PERCHE' QUANDO GIOVEDI',
SONO VENUTA A TROVARTI,
TI BACIAI LE GUANCE MORBIDE COME UNA PESCA,
TU MI HAI SUSSURRATO:
SCRICCIOLO SONO STANCA VORREI RIPOSARE,
TI RISPOSI:
MAMMA C'E' TEMPO PER RIPOSARE.

UNA LACRIMA LUCCICAVA SUL TUO VISO,
OH MAMMA...NON AVEVO CAPITO,
CHE STUPIDA SONO STATA!!!
NON HO INTESO IL TUO ADDIO,
O DOLCEZZA DORMI PURE: RIPOSA,
SOGNA GRANDI PRATI FIORITI,
VERRO' A TROVARTI.

CIAO MAMMA MIA DOLCEZZA,
BUONA NOTTE A TE.




           MIMMA

sabato 31 marzo 2018

IL CAMMINO VERSO PASQUA



Pasqua una festività religiosa importante del calendario cristiano che rappresenta la vittoria di Gesù sulla morte con la resurrezione.

Oggi è il Venerdì Santo, un giorno molto importante.
In questo giorno la tradizione ricorda la morte di Gesù, alle tre del pomeriggio, ripercorsa in tutto il mondo con la Via Crucis.
Non accade in un giorno solo, però. La Settimana Santa comincia con la domenica della Palme. Le giornate più significative sono giovedì e venerdì Santo e sabato, il triduo pasquale.

Dall’ebraico pesah che significa «passaggio» derivano le parole greca e latina secondo il Vocabolario Treccani. La passione e resurrezione di Cristo è raccontata nei 4 Vangeli, con particolari diversi, e nelle lettere agli Apostoli a partire dalla domenica delle Palme, quella passata, per arrivare alla morte di venerdì e alla resurrezione nella notte fra sabato e domenica.



GIOVEDÌ SANTO
Giovedì santo è la giornata in cui si rievoca l’ultima cena di Gesù con gli apostoli per celebrare la Pasqua Ebraica. La tavola era probabilmente a semicerchio con Cristo al centro. I vangeli segnalano Pietro, Giovanni e Giuda Iscariota come le persone sedute più vicino a lui. È a questa cena che Gesù rivelò che uno degli apostoli lo avrebbe tradito.

Qui istituì il rito della Comunione in cui si ricevono il corpo e il sangue di Cristo. Oltre all’Ultima Cena si rievocano appunto l’istituzione dell’Eucarestia e del sacerdozio. Durante la Messa viene fatto il gesto simbolico della lavanda dei piedi, come Cristo fece con gli apostoli per dare esempio di umiltà.




VENERDÌ SANTO
È la giornata in cui si ricorda la morte sulla croce di Gesù sul monte Calvario e tradizionalmente se ne ripete l’intera sequenza con la via Crucis, la via della Croce o via dolorosa ricorda il percorso di Cristo con la croce verso il Golgota. Alle tre del pomeriggio si celebra la Passione, non una messa, ma le Letture, l’adorazione della croce e la comunione, con le ostie consacrate il giorno prima. Le campane tacciono in segno di lutto in questa giornata. Secondo il rito romano le campane suonano per l’ultima volta la sera del Giovedì santo, al canto del Gloria della messa vespertina, per poi tornare a suonare a festa durante la Veglia pasquale. Nel rito ambrosiano, invece, le campane suonano sino all’annuncio della morte del Signore, le tre del pomeriggio del Venerdì santo.




VIA CRUCIS
Tradizionalmente le stazioni della Via Crucis sono 14: dalla condanna a morte di Gesù alla deposizione del suo corpo nel sepolcro passando per le tre cadute, l’incontro con Maria e la morte sulla croce. Il Papa, a Roma, segue quella al Colosseo con le stazioni commentate, nel 2018, da alcuni studenti del Liceo classico Pilo Albertelli di Roma, guidati dal loro docente di religione, Andrea Monda.

La più antica tradizione della Via Crucis risale alle visite di Maria, madre di Gesù, ai luoghi della Passione a Gerusalemme, ma la maggior parte degli storici parte da San Francesco d’Assisi. Rinaldo di Monte Crucis, frate domenicano, racconta la sua salita al Santo Sepolcro attorno al 1294 per viam, per quam ascendit Christus, baiulans sibi crucem, per varie tappe, che chiama stationes. Non per tutti però era possibile il pellegrinaggio in Terra Santa, quindi si cominciarono a rappresentare le tappe del pellegrinaggio nelle chiese.



Uno dei maggiori ideatori e propagatori della Via Crucis fu San Leonardo da Porto Maurizio, frate minore francescano. Benedetto XIV, nel 1741, stabilì che non ci potesse essere più di una Via Crucis rappresentata per parrocchia. Nei secoli alle rappresentazioni per immagini si sono aggiunte le ricostruzioni con attori e figuranti.

IL DIGIUNO
In questa giornata è prescritto il digiuno ecclesiastico: un unico pasto durante la giornata con solo un’altra leggera consumazione. Si può bere acqua, non mangiare carne. L’obbligo va dai 18 ai 60 anni. I fedeli dai 14 anni di età in su sono invitati solo all’astinenza dalla carne. Il digiuno è segno di penitenza per i peccati di tutti gli uomini.



SABATO SANTO
La tradizione dice che Gesù resta agli Inferi per sole 40 ore fra il venerdì, questo sabato e la domenica. Non si fa la comunione in questa giornata e nella notte c’è la Veglia pasquale che celebra la Resurrezione di Cristo.

By V-Fair

Annamaria

domenica 25 marzo 2018

STANCHEZZA PRIMAVERILE




Il giorno 20 è arrivata la primavera astronomica!
Quella meteorologica è arrivata il primo marzo e quella che ben conosciamo, con temperature miti e sole, ancora stenta a decollare.
Però, finalmente, da oggi ci sarà più luce di sera anche se abbiamo dormito un'ora in meno.



Prepariamoci in tempo anche a fare i conti e contrastare, le varie allergie e la stanchezza tipica primaverile.
Io ho già iniziato un regime alimentare di cibi più energetici  per contrastare appunto l'astenia e la sonnolenza tipica di questa stagione...e voi?  Ecco alcuni consigli e quali sono i cibi ideali suggeriti  dagli esperti:





Pane integrale: 
i carboidrati danno subito energia, inoltre il pane integrale è meno calorico di quello bianco ma con più fibre, vitamine, tra cui quelle del gruppo B, e minerali, come ferro e calcio.

Peperoni: 
ricchissimi di vitamina C e di fibre, ma con pochissime calorie. Ecco perché i peperoni sono miracolosi per la salute. E la presenza di altre vitamine come E e B insieme ai minerali e oligoelementi potenziano di molto l’effetto benefico dei peperoni. 



Vuoi provare una ricetta gustosa con questo ingrediente? Lasciati ispirare dal calamaro nel peperone, con patate rosolate al profumo di timo. Ricetta qui.


Anguria: 
idrata e riequilibra potassio, sodio, zuccheri e vitamina B nell'organismo.

Mirtilli: 
antiossidanti, vitamina C e fibre sono un trio magico per la salute. Aiutano a combattere la stanchezza visiva e sono ideali per chi lavora davanti allo schermo del computer.





Acqua e limone: 
idratante, antiossidante e antinfiammatorio.

Carne magra: 
pollo, tacchino e coniglio contengono tirosina, vitamina B e sali minerali, che combattono la fatica e aiutano ad affrontare sforzi fisici.

Frutta secca: 
aiuta l'organismo a utilizzare l'energia nel modo migliore.

Yogurt: 
aiuta a recuperare le forze dopo l'attività fisica.




Spinaci, rucola, bietola e tutti i vegetali verdi:
sono ricchi di vitamine, vitamina C e A, che aiutano a combattere i cali di energia.



Salmone: 
antiossidante e antinfiammatorio. E se cerchi una ricetta da provare almeno una volta nella vita, salmone zenzero e arancia: un mix di salute e bontà!




Caffè: 
l’anti-stanchezza per eccellenza, il caffè contiene anche sostanze antiossidanti.





 Annamaria

giovedì 22 marzo 2018

PER GLI APPASSIONATI DI FACEBOOK



 Bufera su Facebook dopo il caso 'Cambridge Analytica'. "Le denunce riguardanti il cattivo uso dei dati degli utenti di Facebook sono una violazione inaccettabile dei diritti alla privacy dei nostri cittadini. Il Parlamento europeo indagherà appieno, chiamando le piattaforme digitali a darne conto": così su twitter il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, dopo lo 'scandalo Cambridge Analytica', l’utilizzo improprio di un’enorme quantità di dati personali prelevati da account Facebook, da parte di un’azienda di consulenza che ha lavorato per la campagna Trump.

TITOLO CROLLA IN BORSA - Il titolo del colosso Usa crolla in apertura a Wall Street dopo lo scandalo Cambridge Analytica. Il prezzo delle azioni del 're' dei social network è precipitato in apertura a Wall Street, influenzato dalle rivelazioni sulla violazione di milioni di profili di elettori americani da parte della società Cambridge Analytica. Pochi minuti dopo l'avvio delle contrattazioni alla Borsa di New York, il titolo ha iniziato a scendere in picchiata e, dopo poco più di un'ora, perde il 5,60% a 174,72 dollari, trascinando giù il Nasdaq, l'indice dei principali titoli tecnologici.




Zuckerberg si sta incavolando con questa storia dello spionaggio...questa sarà la sua vendetta.


Annamaria

lunedì 19 marzo 2018

SAN GIUSEPPE FALEGNAME E FRITTELLARO



Le zeppole di San Giuseppe sono un dolce tipico della cucina Italiana e derivano da una tradizione antica risalente addirittura all’epoca romana. Secondo la tradizione dell’epoca, dopo la fuga in Egitto con Maria e Gesù, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia in terra straniera e, per questo motivo, i romani gli diedero il simpatico appellativo di “frittellaro”.



Proprio per questo motivo, in tutta Italia, le zeppole sono i dolci tipici della festa del papà, preparati per festeggiare e celebrare la figura di San Giuseppe. Ogni città, provincia o regione ha ovviamente la sua variante delle zeppole ma l’elemento fondamentale che accomuna e contraddistingue questi dolci è che devono essere fritti in abbondante olio, proprio come tradizione vuole. Negli ultimi anni, però, ha preso piede anche una variante al forno delle zeppole che risultano così essere un po’ più leggere e meno caloriche rispetto alle classiche frittelle.



Ingredienti per 15 persone

Quantità Ingrediente
Pasta per zeppole: 250ml acqua
70 g burro
150g farina 
Scorza grattugiata di un limone
1pz di sale
2/3 uova
40g di zucchero
Per la crema: 30 g di farina
250g di latte fresco
½ di limone
3 tuorli d’uovo
Mezzo baccello di vaniglia
60g di zucchero
Per guarnire:
amarene sciroppate
zucchero a velo

Preparazione
Preparate la crema pasticcera, quindi lasciatela raffreddare. Nel frattempo preparate l’impasto delle zeppole versando l’acqua in un pentolino dal fondo spesso, aggiungendo il salee il burroa pezzetti e portando lentamente ad ebollizione. Non appena il burrosarà sciolto e l’acqua bollirà, togliete il pentolino dal fuoco e versate al suo interno la farina tutta in una volta; mescolate bene con un mestolo di legno fino ad amalgamare gli ingredienti e a ottenere una palla compatta.




Rimettete di nuovo il pentolino sul fuoco basso e girate il composto fino a quando vedrete formarsi una patina biancastra sul fondo del pentolino. Spegnete il fuoco, aggiungete lo zucchero, mescolate bene per amalgamare il tutto, poi versate l’impasto in una ciotola e lasciatelo intiepidire. Una volta tiepido, unite al composto la scorza del limonegrattugiata e le uova, una alla volta, aggiungendo la seguente solo quando la precedente sarà stata completamente assorbita.


Ritagliate dei quadrati di carta forno che abbiano i lati di 8 cm ; ponete il composto in una tasca da pasticcere munita di bocchetta a stella e spremete sopra ogni quadrato un dischetto di pastadel diametro di 5 cm che formerete con un movimento a spirale . Sul bordo esterno di ogni dischetto sovrapponete un anello di pasta come per formare una scodellina.


In un tegame dal bordo alto, ponete dell’olio per friggere che porterete alla temperatura di circa 170° C; l’olio non deve essere bollente, deve friggere dolcemente permettendovi di rigirare le zeppole più volte perché si possano gonfiare uniformemente. Quando l’olio avrà raggiunto la temperatura ideale, immergete non più di 2-3 zeppole ancora attaccate ai quadrati di carta forno sulle quali sono appoggiate; la carta si staccherà da sola dopo qualche secondo e potrete quindi toglierla dall’olio servendovi di una pinza da cucina . Rigirate le zeppole più volte nell’olio caldo fino alla completa doratura , quindi sgocciolatele con una schiumarola e ponetele a scolare dell’olio in eccesso su più fogli di carta assorbente da cucina . Quando avrete fritto tutte le zeppole, mettete la crema pasticcera in una sac a poche e spremetela al centro delle zeppole , aggiungete un’amarena sciroppata sulla sommità , o una ciliegiacandita e spolverizzate con zuccheroa velo.

By Maria

mercoledì 14 marzo 2018

LA "RETORICA"!



...si fa conoscere con tanti nomi,
ma ci vuole impegno per apprezzarla


Enzo e Ducky

Enzo: La retorica...la retorica merita il rispetto culturale, le virgolette e il punto esclamativo.  E’ come una “signora di grandissima classe” in fatto di stile e cultura.

Ducky:        Madonna santa,  fratello caro,  qui ti ci vuole un caffè doppio.  Gli argomenti sono il tuo pane quotidiano...se proprio fissato.

Enzo: Ma questo argomento, credimi, merita tutto il rispetto per i contenuti.

Ducky:        Sentiamo, intanto a che serve?

Enzo: - Serve per farsi ascoltare;
- Serve per colpire l’immaginazione di chi ci sente parlare o di chi ci legge;
        
- Come rendere convincente un argomento che non lo è;

- Totò, il grande principe della risata, ha detto “Signori si nasce”, e noi diciamo “Poeti si nasce”, ma “oratori”  si diventa;



- la retorica è tutto quello che viene dopo la grammatica: i segreti dello stile, dell’arguzia, della gestualità, del tono, dell’ironia, della drammaticità, dell’emozione nel parlare  a uno o più interlocutori o a un intero pubblico.

 Insomma ci insegna a COME PARLARE PER FARCI ASCOLTARE  e aggiungo anche PER FARCI CONOSCERE CULTURALMENTE.

Ducky:        Perché dicevi che la RETORICA ha tanti nomi?

Enzo: Come media,  ha 7 nomi detti sinonimi:  ampolloso, enfatico,  formale, magniloquente, pomposo, ridondante, stilistico.

I contrari sono 10, sempre in media:  breve, agile, severo, incisivo, stringato, essenziale, asciutto, lapidario, sintetico, conciso.

Detto in sintesi, la retorica è l’arte dello scrivere e del parlare con eleganza, secondo precise regole codificate:  nell’antichità classica il retore era un oratore forbito e maestro nell’arte del dire. In senso spregiativo retorico si riferisce a un discorso, altisonante e al tempo stesso vuoto di significato. Da queste sintetiche spiegazioni  emerge in primo piano la sua connessione con la comunicazione e il linguaggio. All’epoca in cui prevaleva una cultura e una tradizione orale l’oratoria, l’eloquenza, la capacità di parlare in pubblico, di convincere, di trascinare le folle, erano molto importanti. 

Ogni parola che abitualmente usiamo ha una storia e un significato che è mutato nel corso di secoli o di decenni.
Facciamo un esempio per capire.

Trovandovi con un amico su un filobus, se invece di dire “avviciniamoci all’uscita”  usate l’espressione “appropinquiamoci all’uscita”, il senso non cambia.  Semplicemente usate un’espressione antica e forse obsoleta che può essere ancora divertente o spiritosa. Se però dite “facciamoci largo verso l’uscita” il senso cambia, perché “farsi largo” presuppone una certa difficoltà nel raggiungere l’uscita.  E ancora: se dite “fiondiamoci verso l’uscita” quasi esprimete il timore  di non riuscire a fare in tempo a raggiungere l’uscita.

Non è chiara la differenza? Chiariamo subito!

Abbiamo adottato 4 (quattro) modi diversi, ossia avviciniamoci, appropinquiamoci, facciamoci largo, fiondiamoci  per esprimere un concetto analogo. Ciascuno di essi ha una storia e un significato proprio.  Questo semplicissimo esempio potrebbe essere analizzato in base a un criterio retorico molto importante.
Brevemente, la retorica è:

- il modo con cui parliamo e come esprimiamo le nostre idee;

- la scelta delle parole, delle immagini, dei modi di dire,  della
  della struttura della frase con cui comunichiamo ad altri;

- il calcolo dell’efficacia delle nostre parole sull’ascoltatore;

- la modalità scelta nella relazione con una o più persone ossia lo stile, il tono, la serietà ecc.

L’oggetto della retorica quindi non è che cosa dire ma  “COME DIRE “ un pensiero, un’idea, un sentimento  AFFNCHE’ LE NOSTRE PAROLE OTTENGANO IL MASSIMO RISULTATO:  convincere, persuadere, commuovere, sorprendere, suscitare ammirazione, avvincere, affascinare, sedurre e via dicendo.

La prima scuola di retorica fondava i criteri base dell’insegnamento sulla ricerca sistematica delle prove e sullo studio delle tecniche atte a dimostrare la vero simiglianza di una tesi. La retorica dunque nasce in un ambito giuridico; è una tecnica che permette di rendere più convincenti le argomentazioni di chi parla.


LA SOFISTICA: dalla Sicilia ad Atene V secolo a. C. si sviluppa la scuola filosofica dei sofisti. I sofisti erano considerati giocolieri della parola.  Il loro esercizio retorico seguiva la tecnica del contraddire usando, nell’argomentazione, l’inganno, la finzione, l’illusione, il falso ragionamento.
I sofisti ebbero sicuramente il merito di dare avvio, nel pensiero occidentale, a una profonda riflessione  sul linguaggio, sulla relazione tra le parole e le cose, sui segni (i vocaboli) con i quali descriviamo la realtà.

venerdì 9 marzo 2018

L’ARCUBALENU DI L’AMURI (L'ARCOBALENO DELL'AMORE)



Si ‘ncuntraru a Casa Bianca
E si dettiru la manu, si vasaru
Poi misiru ‘na firma
E si scanciaru la pinna…
E accussi, secunnu Iddi , ficiru la paci.
Tuttu lu munnu li vitti
‘Nni parraru li giurnali
E tutti li televisioni…

‘Ca dissiru:
“FINARMENTI A PACI E FATTA 
MISSILI NUN ‘CCI ‘NNE CCHIU’
E BUMMI NUN ‘NNI PONNU CCHIU’ ITTARI
C’E’ SCRITTU ‘NTA ‘DDA CARTA CA FIRMARU.”

Ma quannu mai…
E si poi unu cumincia a sparari
L’autru ‘cchi ‘cci dici
Vidi ca tu firmasti ca bummi nun ‘nni po’ ittari ?
A chi servi firmari carti
Si poi li Bianchi ‘ccu li Niuri nun si vasanu ?
Si poi li Russi ‘ccu li Gialli nun si strincinu la manu ?
‘Ppi fari veramenti la paci
S’hannu ammiscari li culura
Biancu, Russu, Niuru e Giallu
Pi fari finalmenti
L’arcubalenu di l’AMURI.



TRADUZIONE

L’ARCOBALENO DELL’AMORE
Si incontrarono alla Casa Bianca,
Si dettero la mano, si baciarono,
Poi misero una firma…
E si scambiarono la penna,
E cosi, secondo loro, fecero la pace.
Tutti il mondo li ha visti,
Ne parlarono i giornali
E tutte le televisioni…

Che dissero :
“FINALMENTE LA PACE E’ FATTA
MISSILI NON C’E’ NE PIU’
E BOMBE NON NE POSSONO PIU’ BUTTARE,
C’E’ SCRITTO IN QUELLA CARTA CHE FIRMARONO.

Ma quando mai ?????
E se poi uno comincia a sparare ?
L’altro che gli dice :
“Vedi che tu hai firmato che bombe non se ne puoi buttare?”
A che serve firmare carte
Se poi i Bianchi con i Neri non si baciano ?
Se poi i Rossi con i Gialli non si stringono la mano ?
Per fare veramente la pace
Si devono mischiare i colori
Bianco, Rosso, Nero e Giallo
Per fare finalmente
L’Arcobaleno dell’ AMORE.

TOTO' MIGLIORE

giovedì 8 marzo 2018

8 MARZO, GIORNATA DELLA DONNA!



Anche questo 8 Marzo giunge al termine. Ma anche oggi, purtroppo, la cronaca ci da notizia di maltrattamenti ai danni della donna: "a Varese un operaio ha picchiato e minacciato, ustionandole il collo con la sigaretta, la sua ex. Però la donna, come spesso accade, ha tentato di giustificarlo con le forze dell'ordine, accorsi per proteggerla.

notizia qui

Dico io: uomo non regalare mimose.
Non fare auguri ma regala (tutti i santi giorni) il rispetto, la verità, i sorrisi, alle donne... se proprio insisti potrebbe essere piu' utile e apprezzato un mazzo di asparagi o carciofi.
A tutte indistintamente pure "la comare Cozzolino di Laurenzana" amica della D'Urso ed anche alle donne stronze.



Eh si perchè ci sono anche le donne stronze in circolazione, da sempre! Anzi come dice "donna moderna" ne esistono due tipologie: 
-quelle che nascono stronze, egoriferite, superbe e che non vi aiuterebbero nemmeno sotto tortura. 
-e quelle che ,invece, lo diventano all'occasione, più semplici da annientare, ma ingestibili perché caratterialmente instabili.



La mimica della stronza
La prima stronza la riconosci immediatamente: la mimica facciale così come la sua postura rigida grida tutto di lei. Ogni volta che ti rivolge la parola ti fissa con gli occhi socchiusi come se stessi parlando in una lingua straniera irriconoscibile, la bocca 'imbronciata' come neanche Miranda Pristley ne "Il diavolo veste Prada" e le sopracciglia impercettibilmente alzate a sottolineare lo stupore. Scommetto che almeno una volta nella vita ti sei imbattuta in un tipo del genere! 

Non rispondere alle provocazioni

Quelle che nascono stronze sono superbe, antipatiche e, nemmeno sotto tortura, ti diranno mai che potresti avere ragione. Anzi, tendenzialmente queste persone godono nel mostrarsi superiori a te facendoti sentire inferiore e insicura. Ma c'è un modo per 'annientarla': ti basta ignorarla. Ma ignorarla non significa non rivolgerle la parola ma semplicemente non rispondere alle sue provocazioni: guardala senza interesse e con distacco perché con questo tipo di persone l’unico mezzo per renderle inoffensive è non dar loro alcun "peso".




Stronze a comando

Ma veniamo ora al secondo tipo di stronza, quella cioè  che si trasforma in tale 'a comando', a seconda della situazione: è molto sottile nelle sue manifestazioni e non ha mai un comportamento da vera stronza ma in qualsiasi momento, e soprattutto senza nessun preavviso, è pronta a denigrarti e metterti in imbarazzo in pubblico.


Quando le donne sono ingestibili

Purtroppo queste donne, anche se più semplici da sbaragliare, sono parecchio imprevedibili. E ingestibili. L'unico mezzo per annullare la sua presunzione è comportarsi allo stesso modo e farla sentire a disagio di fronte ad altre persone (sì, sappiamo che non è proprio bello!): non c’è cosa peggiore che pensare di essere giudicata da qualcuno.



Se devi chiama stronze perchè siamo quelle delle verità scomode, accomodati pure e goditi il nostro essere vere.




E stasera orzotto con gli asparagi! Ricetta qui

Annamaria

mercoledì 7 marzo 2018

POESIA DI PASQUA 2018

Gentile Redazione Le mando questa mia semplice poesia Veda se ritiene utile pubblicarla, grazie.



Anche se il dolce profumo primaverile stenta ancora a farsi sentire, pubblico con piacere la poesia di Franco.
Possiamo sempre chiudere gli occhi e immaginare i colori della natura a primavera. E magari anche un mondo davvero migliore perche' tutto è possibile... 




Il dolce profumo della primavera è arrivato, creatività e tanti bei colori ha portato, da ammirare,
madre terra con i suoi frutti fa sognare, ci dona la meravigliosa Pasqua da festeggiare.
Sogno una Pasqua, dove fiorisce la verità e l’amore per la vita, da globalizzare,
ci sia onestà e rispetto per la dignità della persona, favorendo la diffusione di un clima cordiale.
Sogno una Pasqua, dove la luce del sole ci illumina, e, ci unisca nel dire basta armi, sì alla costruzione della pace in ogni angolo del mondo,
si scommetta su ideali sani, che aprano la mente e il cuore, per portare calore umano al fratello bisognoso.
Sogno una Pasqua, dove si pratica l’amicizia, con grande volontà la vera solidarietà,
valore umano, forte e bello, che porta alle persone armonia, gioia e serenità.
Sogno una Pasqua, dove ognuno pratica il bene e la bontà, fa buone azioni con semplicità,
portando con dolcezza una carezza, un abbraccio, un sorriso, ai bambini, vecchi e ammalati, con  umanità.
Sogno una Pasqua, dove ognuno pratica etica morale, ecologica nella fratellanza, segue la luce interiore,
da forza per promuovere la globalizzazione dei valori umani, libertà, uguaglianza, giustizia, ci farebbe onore.
Sogno una Pasqua, dove si fanno meno discorsi ma più disposti ad ascoltare le persone che soffrono, con umanità,
portare loro dei diritti universali, diritto al cibo, alla salute, all’istruzione, attuando la vera fraternità.
Sogno una Pasqua, dove tutti insieme, con coscienza, ci mettiamoa sognare, ma sopratutto a fare.
Francesco Lena

lunedì 5 marzo 2018

PER CHI NON LO SLA , NON E' SOLO UNA CANZONE





Un'idea nata da Cristian Luisi contro la sclerosi amiotrofica si è concretizzata, insieme a comici sardi, in un video (emozionante) e in un cd.





I ricavati "Per chi non lo sla" verranno destinati all'associazione "Io sto con Paolo".
Molti artisti comici sardi hanno partecipato a realizzare questo video:Pino e gli anticorpi, Marco Bazzoni, Giuseppe Masia, Benito Urgu, Soleandro, Battor Moritteddos, Nicola Cancedda, Tenorenis, gli Amakiaus, Francesco Porcu, Marco Piccu, Daniele Contu e Alvin Solinas.

La SLA è una una malattia neurologica-degenerativa rapidamente progressiva, conosciuta anche come malattia di Lou Gehrig. Chi ne è affetto, in breve tempo diventa quasi totalmente paralizzato e perde la capacità di parlare. Tuttavia, c'è chi è ancora in grado di sorridere e comunicare, spostando gli occhi e dirigendo lo sguardo sullo schermo del computer, per ascoltare questa bellissima canzone che gli è stata dedicata.

Ecco come inizia

Per chi non lo sla, la vita è quel viaggio
che inizia quel giorno che trovi il coraggio
di andare avanti e cercar di capire
com'è che la notte si deve reagire

Vedi tu amico mio

Per chi non lo sla, c'è un mondo diverso
dove un sorriso non viene mai perso
nei giorni in cui tutto si fa un po' in salita
e agli occhi degli altri ritrovi la vita

Credi tu amico mio

Una soluzione cercala con me
Grida tu il mio nome, dillo a tutti che
di cercare insieme non si smetterà
dillo a tutti quanti.


Annamaria