sabato 1 febbraio 2014

GIA' LETTI MA SEMPRE GODIBILI


E’ arrivato il  C a r n e v a l e  ! 

MARIA



Mi sembra che secondo il calendario anche quest’anno siamo arrivati nel periodo di carnevale . . . eppure accendendo la televisione e leggendo i quotidiani, mi era parso di essere al centro di una tragica carnevalata da un bel po’ ! ! !                                                            Bon, bon, per un attimo mettiamo da parte la realtà che ci affligge e diamo un lungo sguardo “consolatorio” a quanto ci riserva questo periodo. Sul suo  significato sacro e profano (soprattutto) sappiamo tanto per cui vorrei solo fare una panoramica sulle città d’Italia che dedicano a questi giorni manifestazioni tradizionali, proprio per esorcizzare le negatività.                                                                                                                    Ognuna esprime a suo modo la voglia di allegria, pur sempre con un retrogusto amaro, che magari si può correggere con qualche “peccato di gola” !
Inizio allora una sorvolata sul nostro lungo Stivale, rincorrendo maschere, carri, coriandoli e stelle filanti e, perché no, annusando qua e là stuzzicanti profumi . . .





Partiamo dalla Val D’Aosta . . .

Carnevale storico della Coumba Frèide a ETROUBLES (AO), sede di un caratteristico Carnevale, in cui le maschere indossano costumi tipici rievocanti il passaggio delle truppe napoleoniche. Il corteo delle maschere al gran completo fa il giro del borgo e dei villaggi il giovedì e il venerdì grasso allietando con canti e balli le fredde giornate invernali.
A PONT-SAINT-MARTIN (AO) viene rievocata la leggenda di un certo eroe che sfidò il Maligno a costruire un ponte in una sola notte.
Il carnevale di ALLEIN (AO)





 è uno di quelli più antichi della valle del Gran San Bernardo. Animato da una cinquantina di figuranti locali vestiti da Landzettes: costumi tipici che rappresentano una sorta di trasposizione allegorica delle uniformi indossate dai soldati di Napoleone nel maggio del 1800.                                                                                                                           
Anche a COURMAYEUR (AO) il carnevale ha antiche origini.
In Piemonte . . .
Carnevale Sansalvatorese a SAN SALVATORE MONFERRATO (AL).                                                                                                                          Sfilata di carri allegorici per le vie del centro storico che i giovani del Centro Giovanile Oratorio Campanone organizzano fin dal 1959. Al termine della sfilata recita della "Businà d' San Salvadur", divertente poemetto satirico in dialetto locale.
La Beò de Blins, un antico carnevale alpino a BELLINO (CUNEO), è un'antica sfilata carnevalesca interpretata dagli abitanti di alcune borgate di Bellino. La festa segna un rituale consacrato dalla tradizione, anche se lascia ampio spazio all'improvvisazione e all'estro, sia dei personaggi sia del pubblico.





Carleve 'd Caraj – A CARAGLIO (CUNEO),  correva l’anno 1198 e una notte si levò, dal castello di Caraglio, un urlo di morte. Era l’ultimo grido del “Dusu”, aguzzino e despota signorotto di quel luogo, ucciso dalla giovane Cecilia con uno stiletto nascosto nella sua lunga e bionda chioma: nasceva la nuova città di Cuneo. Assistere al rogo del “dusu” IMMAGINE  rimanda il pensiero alla notte dei tempi, in una particolare e propiziatoria atmosfera, dove questo gesto significava anche il passaggio dal cupo e triste inverno alla rinascita primaverile.
Il Carnevale di IVREA (TO) è l'unico al mondo ad avere una trama precisa, a raccontare una storia i cui protagonisti sono personaggi ideali, simbolo di valori libertari e interpreti di antichi avvenimenti.
Ogni anno viene allestita e vissuta intensamente una nuova edizione dello Storico Carnevale anche ad ALBIANO D'IVREA (TO) con il coinvolgimento attivo di gran parte della popolazione.
Carnevale Moncalierese – A MONCALIERI (TO), tutto ebbe inizio nel 1887 con la realizzazione del primo impianto di illuminazione elettrica e la composizione della canzone "La Lunetta". Proprio quest'ultima diviene maschera dal 1966.
Carnevale della Città di RIVOLI (TO) con sfilata di carri allegorici e spettacoli pirotecnici.



Il Mercu Scûrot è senza dubbio la più importante, atipica, famosa manifestazione del Carnevale di BORGOSESIA (VERCELLI).
Il Carnevale Storico di SANTHIÀ (VERCELLI) risulta essere il più antico del Piemonte. Oggi si possono ammirare le imponenti sfilate di maschere e carri allegorici e la più grande Fagiolata d'Italia.
Sorvoliamo la Lombardia . . .
Il Carnevale dei belli e dei brutti, a SCHIGNANO (COMO), singolare e fortemente legato alla tradizione.
Carnevale Bagosso a BAGOLINO (BS). Conserva intatto il suo spirito indipendente e l’originalità del suo complesso cerimoniale, rimanendo una festa in cui ancora oggi Bagolino si identifica e si immerge coinvolgendo tutto il paese.
La Mascherata di DOSSENA (BG), conserva la festosità dell'antico carnevale contadino che solennizzava la fine di un ciclo stagionale sfavorevole e propiziava magicamente l'arrivo della Primavera.



CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (MANTOVA) Sfilata di carri mascherati per una giornata in allegria nelle vie del centro storico. Riproposto ogni anno con un'adesione spontanea ed unanime, il carnevale si basa sulla presenza delle vecchie maschere, indossate sempre dalle medesime persone e lasciate poi ai figli a mo' di eredità e sulla gara dei carri allegorici che ogni contrada è impegnata ad allestire.

Carnevale di sua maestà Re Gnocco a CASTEL GOFFREDO (MANTOVA) con distribuzione di gnocchi a tutti, carri allegorici e costumi medievali.
Carnevale Tiranes - TIRANO (SONDRIO). Il Carnevale Tiranese viene festeggiato nella prima Domenica dopo le ceneri in quanto, con una dispensa papale, viene seguito il calendario ambrosiano che permette di presentare il Carnevale in quaresima.
Sempre nella provincia di Sondrio, il Carneval Vecc a GROSIO.


In Trentino . . .
Atmosfere d'altri tempi rivivono durante la rievocazione storica del Carnevale Asburgico a MADONNA DI CAMPIGLIO (TN).
Carnevale asburgico  anche a ARCO (TN)
Ancora ad est, in Veneto . . .
Durante i giorni del Carnevale di VENEZIA



  la città è un fiorire di iniziative e di spettacoli, da quelli improvvisati sulla pubblica via da numerosi artisti di strada, a quelli pianificati dagli organizzatori. Ogni anno viene individuato un tema centrale che funge da filo conduttore e che viene sviluppato sotto i vari punti di vista, da quello più culturale a quello più strettamente spettacolare.
Carnevale della Monica - SALZANO (VE)                                                                               Lungo il percorso di oltre due chilometri vengono allestiti i chioschi con i tradizionali dolci del periodo come i crostoli e le frittelle, gli immancabili e colorati coriandoli.
Carnevale Noventano a NOVENTA DI PIAVE (VE)
Carnevale a BASSANO DEL GRAPPA (VICENZA)
Pievecarnevale a PIEVE DI CADORE (BELLUNO) con sfilata carri mascherati.
Carnevale Sappadino - SAPPADA (BELLUNO)                                                                                                Sfilate di gruppi mascherati o carri allegorici. Festeggiamenti nelle tre domeniche precedenti la Quaresima, dedicate nella tradizione locale a tre diversi strati sociali.
Carnevalissimo a SEDICO (BELLUNO).
Carnevalone a SAN GIOVANNI ILARIONE (VERONA).                                                                Sfilata di carri allegorici preceduti dalle maschere tipiche.
Carnevale Bovolonese - BOVOLONE (VERONA).
Carnevalando a FRATTA POLESINE (ROVIGO).
Carnevale surrealista a ESTE (PD).



Eccoci in Toscana



 . . .
A  VIAREGGIO (LUCCA),  la manifestazione risale al 1873 ed è sicuramente il più grandioso e spettacolare carnevale  in grado di esaltare le capacità creative italiane.
Carnevale Follonichese a FOLLONICA (GROSSETO)                                                                 Sfilata di carri allegorici nel centro cittadino.
Carnevalino di Sant'Ippolito a VERNIO (PRATO)                                                                                        Protagonista la pastasciutta, condita con un sugo a base di tonno e accompagnata dalle aringhe. La mattina del Carnevalino i componenti la "Compagnia dell’Aringa", mascherati nei modi più strampalati, con una canna in mano dalla quale penzola un’aringa, passano di casa in casa raccogliendo le offerte che servono per finanziare il festino.

E’ di turno il Lazio . . .


Una delle manifestazioni di carnevale più importanti del viterbese è il Carnevale di ACQUAPENDENTE (VT), che si unisce alla Sagra della Fregnaccia, una frittella fatta con acqua, farina, grasso del “cianchetto” del maiale, arricchita con formaggio pecorino o con zucchero per la versione dolce, o anche con cioccolata.
Molto persone in strada per accogliere il carnevale civitonico a CIVITA CASTELLANA (VT).


                                                                                   
Il Carnevale di RONCIGLIONE (VT)  è probabilmente il carnevale più grande e fastoso della provincia di Viterbo con sfilata dei Cavalieri Ussari, sfilate di maschere, balli, carri allegorici e corsa dei cavalli senza fantino.
Carnevale tiburtino a TIVOLI (ROMA)                                                                                                 Per tradizione le festività venivano aperte nella nottata che precedeva la festa di S. Antonio, e a dare inizio alla festa erano solitamente le "Livarole" o più precisamente "le Ghiogghiare" cioè le giovani raccoglitrici delle olive.
Carnevale Veliterno a VELLETRI (ROMA) con sfilata di carri allegorici.
Finalmente in Campania . . .
Le origini del Carnevale di CAPUA (CASERTA)




 si perdono nella notte dei tempi; risalgono addirittura ai secoli che precedettero la nascita del Cristianesimo, quando nel territorio, occupato dagli Etruschi, si stabilirono popoli italici di origine osco – sabellica.
Carnevale Agropolese ad AGROPOLI (SA)
Carnevale Battipagliese a BATTIPAGLIA (SA), solitamente abbinato ad una lotteria legata ai carri mascherati.
Carnevale Amalfitano – AMALFI (SA)                                                                                    Oltre ai carri allegorici, il gruppo "Amalfi Folk", offre al pubblico un'esibizione alternativa con intrattenimento per i più piccoli.


Carnevale Picentino ad  ACERNO (SA), spesso sotto la neve.
Carnevale Borbonico a ERCOLANO (NA)                                                                 Corteo con maschere e carri allegorici e arrivo alla Piazza principale dove i vari gruppi scolastici e degli Istituti per disabili si esibiscono in performance canore e folcloristiche.

Una capatina in Molise
 . . .
Carnevale a ROCCASICURA (ISERNIA)
Eccoci in Puglia . . .
Quello di MASSAFRA (TARANTO), è da cinquant'anni il carnevale dello Jonio con grandiosi carri allegorici e gruppi mascherati.
Il Carnevale di PUTIGNANO (BA) è il più lungo e di certo uno dei più antichi d'Europa.
Di corsa in Calabria . . .
CASTROVILLARI (COSENZA)                                                                                                     Due sono gli elementi che lo rendono unico e attraente: la varietà di maschere prodotte e la partecipazione di gruppi folcloristici italiani e stranieri che compongono le principali sfilate.

Un tuffo in Sardegna  ...
 .
A BOSA (ORISTANO)  il Carnevale Bosano con cortei in maschera e sfilata di carri.
Finalmente in Sicilia . . .
Carnevale di SCIACCA (AGRIGENTO).


                                                                                    Le imponenti sfilate di carri allegorici vengono guidate dalla maschera di Peppe Nappa, tipica del paese, che distribuisce caramelle, vino e salsicce.

Carnevale Mondellese a PALERMO.                                                                                             Sfilata dei carri allegorici, gruppi folcloristici, carretti siciliani, artisti nazionali ed internazionali, spettacolari giochi pirotecnici.
Ho fatto una panoramica che certamente risulterà incompleta e mi scuso per le omissioni involontarie.  Sarà un vero piacere ricevere da voi, amici lettori, ulteriori segnalazioni, per ampliare le nostre informazioni su questa manifestazione che, pur snobbata da tanti, mantiene la sua tradizione un po’ ovunque.
Chiaramente, dolce o salato, il carnevale si “accomoda” anche a tavola e quindi eccovi qualche proposta, o riproposta, spero sempre stuzzicante.




LASAGNA AL RAGU’ DI VERDURE


                                                                 Un’alternativa vegetariana alla classica “lasagnona” al ragù di carne !                                                                         
Ingredienti e dosi per 4 persone : 500 g di lasagne secche - 2 zucchine - 2 melanzane - 2 carote - 200 cc di passata di pomodoro - 1/2 bicchiere di vino bianco - 1 spicchio d'aglio - 1 confezione di besciamella - 150 g di parmigiano grattugiato - olio - burro – sale – pepe                            
Fate cuocere le lasagne per un minuto in abbondante acqua salata. Scolatele, immergetele in acqua fredda e lascatele raffreddare. Scolatele nuovamente e stendetele su un telo. Intanto pulite bene le verdure e tagliatele a cubetti molto piccoli; in una padella rosolate l'aglio con due cucchiai d'olio, togliete l'aglio e aggiungete le verdure. Mescolate e dopo pochi minuti versate il vino; lasciate evaporare mescolando e unite la passata di pomodoro, salate, pepate e terminate la cottura. Imburrate una pirofila, sistematevi sul fondo uno strato di lasagne, copritele con il sugo di verdure, ponete qualche cucchiaiata di besciamella e spolverizzate con parmigiano grattugiato. Sovrapponete altri strati di pasta coperta con il sugo fino ad esaurimento degli ingredienti, cospargendo l'ultimo strato con dei fiocchetti di burro. Cuocete in forno a 200°C per circa 20 minuti e servite caldo.



CIAMBELLINE DI PATATE DI CARNEVALE 

  
                                                                          
Ingredienti  : 300 g di farina - 250 g di patate - 30 g di burro fuso - 20 g di lievito di birra – 1 uovo intero più un tuorlo - 1 cucchiaino di zucchero - 1 pizzico di sale - un po' di latte tiepido                                                                                                                           
Bollite le patate e appena cotte sbucciatele e passatele allo schiacciapatate, fatele freddare un po' e unite il resto degli ingredienti, sciogliendo il lievito nel latte tiepido, impastando fino ad ottenere un bell'impasto. Fatelo lievitare in una ciotola, in luogo tiepido, per un paio d'ore. Trascorso questo tempo, riprendete l'impasto e formate delle palline grandi quanto un mandarino, che appiattirete e bucherete al centro. Fatele lievitare per un'altra ora su una spianatoia infarinata. Scaldate abbondante olio di arachidi e friggetele poche alla volta. Scolatele bene e passatele nello zucchero semolato preparato in un piatto, servendole subito, calde e fragranti.

CHIACCHIERE AL FORNO     

                                                                                   Certo la tradizione le vuole fritte ma, volendo evitare . . .
Ingredienti per 4 persone : 500 g di farina - 50 g di zucchero - Zucchero a velo - 3 uova intere - 1/2 bicchiere di grappa - Aroma di limone (o vaniglia) - 1 bustina di lievito - 1 uovo sbattuto con poco latte - 40 g di olio d'oliva (o 50 g di burro fuso)
Formate la fontana con la farina, disponetevi gli ingredienti ed impastate come la pasta all'uovo. Stendete la pasta, aiutandovi magari con la macchina, allo spessore di 2 mm. Formate le chiacchiere con la rotella o con gli stampini dei biscotti, pennellate con uovo e latte, cuocete in forno a 180°C per circa 8-10 minuti.  Fate raffreddare e cospargete con zucchero a velo.



CASTAGNOLE


Ingredienti per 6 persone : 125 g di farina di castagne - 90 g di farina bianca - 1 uovo - 1 bicchiere di latte - 70 g di zucchero semolato  - 10 g di lievito di birra – 40 g di uvetta -  1 bustina di vanillina sale - olio di arachidi - 2 cucchiai di zucchero a velo.
Intiepidite il latte e versatene metà in una ciotola sopra il lievito, unite il sale e mescolate bene. Setacciate le due farine dentro una grossa ciotola, con la vanillina; aggiungete le uova sbattute e lo zucchero. Versatevi la miscela di latte e lievito, impastate con un cucchiaio di legno, incorporate il latte rimasto e aggiungete l'uvetta. Coprite la ciotola con uno strofinaccio e lasciate lievitare l'impasto per un'ora in una stanza tiepida. Friggete l'impasto, prendendolo in piccole quantità con un cucchiaio e lasciatelo cadere, in una padella con l'olio caldo, spingendolo con un altro cucchiaio. Ripetete l'operazione fino ad esaurire l’impasto. Friggete le castagnole per circa 6 minuti, tenendole immerse nell'olio con un mestolo forato; scolatele e appoggiatele su fogli di carta da cucina. Sistemate le castagnole sopra un vassoio, spolverizzatele con lo zucchero a velo e servitele calde.


CICERCHIATE

Ingredienti per 6 persone  : 250 g di farina - 100 g di zucchero - 125 g di burro - 2 uova - 2 cucchiai di vino dolce - 4 bicchieri di olio di arachide - 300 g di miele – 1/2 cucchiaio di cannella in polvere - 2 cucchiai di confettini colorati - sale.
Setacciate la farina in un mucchietto sul piano di lavoro, formate una cavità al centro e versatevi le uova appena sbattute, lo zucchero, il burro a pezzetti e ammorbidito, un pizzico di sale. Impastate unendo il vino poco per volta. Lavorate l'impasto finchè non sia liscio e omogeneo, raccoglietelo a palla, infarinatelo, avvolgetelo in pellicola da cucina e lasciatelo riposare per un'ora in frigo. Infarinate il piano di lavoro e dividete l'impasto in tante palline grandi quanto una noce. Rotolate le palline sul piano fino ad ottenere dei bastoncini di 1/2 cm di spessore che taglierete in pezzetti grandi come un cece. Friggete le palline, poche per volta, in olio caldo e scolatele, con un mestolo forato quando sono dorate, appoggiandole poi su carta da cucina. Versate il miele in un pentolino e portatelo a bollore a fuoco molto dolce e lasciatelo bollire molto piano. Tuffate le cicerchiate nel miele e tiratele fuori quando ne sono ben avvolte, scolandole molto bene. Appoggiate le cicerchiate sopra un piatto da portata, formando una montagnola, spolverizzate con la cannella e distribuitevi sopra i confettini. Servite il dolce quando si è raffreddato.
Nota : è un dolce tipico del carnevale in Abruzzo, Umbria, Marche, Lazio. All’apparenza potrebbero sembrare gli struffoli campani, trattandosi di ricette molto simili. Ma se l’accompagnate con vin brulè, vin santo, passito o Marsala, vi assicuro che “dimenticherete” in quale regione vi trovate . . . ah ah ah  !



Un gustoso  c a r n e v a l e  a tutti da . . . M a r i a  !

giovedì 30 gennaio 2014

PER NON DIMENTICARE IL GIORNO DELLA MEMORIA DELLA SHOAH

Cara Annamaria, quando si tocca il tasto de "IL GIORNO DELLA MEMORIA" mi viene da piangere. Nessuno che ricorda i 90/mila morti nei Lager russi. Mio padre morì a Pakta Aral in Uzbekistan nel 1946, la guerra era finita già da tre anni, ma nessuno fece niente per far tornare i prigionieri italiani, anzi, ti allego un documento che molti conoscono ma nessuno ne parla. In poche parole, Bianco scrive a Togliatti(e lo chiamano uno dei padri della Patria) facendo presente che gli italiani prigionieri nei lager stanno morendo come le mosche e ne chiede il suo intervento. In quel periodo Togliatti era membro del Kominter e cosa risponde.... mi vergogno a scrivertelo, leggilo tu. Ciao un grosso abbraccio

Edoardo


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RICORDARE E' UN DOVERE!










mercoledì 29 gennaio 2014

DI COSA DOVREBBE SCUSARSI IL M5S GIRGIS SORIAL?






Appoggio in pieno quanto ha dichiarato Manlio Di Stefano, deputato del Movimento 5 Stelle, difendendo il collega  G. Sorial che ha dato del boia a Giorgio Napolitano: 



"Vi è parso eccessivo definire Re Giorgio Napolitano un boia? Beh vediamo di ragionarci su, un boia è colui che uccide il condannato a morte quindi Napolitano è stato accusato di aver ucciso qualcosa o qualcuno. Dunque facendo mente locale, in questi 2 mandati (già qui ci sarebbe da aprire un capitolo a parte), il Re ha ucciso: la democrazia, la Costituzione, il popolo italiano, la giustizia". E, dunque, "se boia vi sembra eccessivo allora trovate voi un aggettivo che racchiuda tutti questi crimini contro il popolo italiano".



"Sui media è partita già la caccia al grillino, tutti contro di noi, ci accusano di volgarità, di violenza, di essere irrispettosi delle istituzioni di cui facciamo parte, fate pure, tutto questo ci rinforza e ricorda agli italiani che non esistono divisioni tra maggioranza e opposizione, esiste il M5S contro tutti gli altri perché sono esattamente la stessa schifosa entità parassita" commenta ancora Di Stefano che attacca poi Renzi, accusando anche lui di voler condannare a morte il Paese.

"L'ottuso burattino del sistema che - scrive Di Stefano - in un solo mese ha resuscitato Berlusconi, parla di 'Stupidità e violenza senza eguali'. Grazie ebetino di Firenze, da parte di uno statista illuminato come te è un complimento, ci invita anche a 'non essere ostaggi di chi insulta' che, in politichese, si traduce in un tentativo di seduzione per lasciare il gruppo, inutile provarci caro il mio Renzusconi, ammetto che qualche problema interno l'avevamo ma la tua presenza ci hai compattati in difesa del paese che stai condannando a morte".




Dunque piena solidarietà a Sorial (M5S).
Ha tutta la mia stima nel momento in cui si fa portavoce del giudizio di milioni di italiani (inclusa la sottoscritta) dando del BOIA ad un presidente che non mi rappresenta! L'appellativo di BOIA è un eufemismo, considerando i retroscena inquietanti della "vergognosa" carriera politica di quest'uomo (vedi i rifiuti in campania, la trattativa Stato-Mafia ecc.)






Vi consiglio il libro di Ermanno Rea "Il mistero napoletano".
Vi darà uno spaccato del PCI di Napoli che invece di impedire la morte di Napoli come porto commerciale (un porto commerciale era incompatibile con la funzione di Napoli come base della VI flotta americana) si preoccupava di commentare le direttive dei congressi del Partito Comunista Sovietico.
Voi ed io non immaginiamo gli accordi presi sulla nostra testa durante la guerra fredda. .Napolitano era una figura di spicco del PCI napoletano all'epoca.

La trattaviva stato-mafia sarebbe poca cosa in confronto alle trattative di quegli anni.

Annamaria... a dopo



OVER 40 "SPAVENTATI DA POVERTA', BELLEZZA E SESSO


Secondo gli studiosi dell'università di Bath, nel Regno Unito, l'attenzione nei confronti della salute diventa fondamentale soltanto una volta superati i 60 anni...


Quali sono le preoccupazioni degli over 40? Pensano ancora all'amore, sono concentrati sulla salute e sul benessere fisico o magari angosciati da problemi finanziari? Un gruppo di studiosi del “Centre for Death and Society” dell'università di Bath, nel Regno Unito, ha cercato risposte a questi interrogativi investigando sui pensieri ricorrenti di oltre mille persone, uomini e donne di età superiore ai 40 anni. Preoccupazioni e aspettative, hanno sottolineato gli scienziati britannici, mutano con il passare del tempo e, come è naturale, molte persone (addirittura il 50 per cento delle donne e il 39 per cento degli uomini) hanno manifestato una certa apprensione per il futuro, spaventati dalla possibilità di dover affrontare gli anni della pensione in condizioni di povertà. 
Gli altri risultati ottenuti dall'indagine, del resto, sono meno scontati e per questo molto interessanti. Una buona parte delle donne over 40 intervistate nel corso della ricerca britannica (più del 30 per cento) ha confessato di temere gli inesorabili cambiamenti del fisico, dichiarandosi in ansia per il proprio aspetto. Il 32 per cento degli uomini, invece, ha manifestato problemi o comunque preoccupazioni per la propria sessualità. Come si spiegano questi risultati? A sentire la dottoressa Kate Woodthorpe, sociologa del “Centre for Death and Society” e responsabile dello studio, sulla visione e le aspettative delle donne influisce spesso la condizione di vedovanza: per questo molte rappresentanti del gentil sesso, piuttosto che per la sessualità, sono preoccupate per questioni economiche e dunque poco attente, rispetto ai desiderati, al proprio aspetto fisico. L'attenzione nei confronti della salute, invece, cresce soltanto con il passare il tempo, diventando fondamentale dopo i 60 anni.

Annamaria... a dopo


CHI DICE DONNA...29





DUCKY                “Le lodi che meglio commuovono le donne veramente belle sono quelle che s’indirizzano al loro spirito.” Detto da Philip Dormer Chesterfield.


ENZO                   Che pensiero profondo!


DUCKY                Un proverbio italiano: “Chi si loda s’imbroda.”


ENZO                   Purtroppo è vero, dovrebbero essere gli altri a lodare.


DUCKY                Qua ti voglio, LONTANANZA. “Le lontananze brevi animano l’amore, quelle lunghe lo fanno morire. Honoré-Gabriel Mirabeau.
                               Durano con lontananze lunghe,  anche se Mademoiselle de Sommery afferma che “Essere lontani da chi si ama è non possedere che la metà di se stessi.”


ENZO                   Molte volte sì, ma non sempre un amore muore; ci sono amori che


DUCKY                Non riesco ad afferrare bene il senso…non saprei….sembra un detto sublime…e anche una sciocchezza..  Un proverbio dice “Più uno si allontana più il cuore brama. Ma…chi la pensa in un modo e chi in un altro.. Leggo. “La LUSSURIA è il più capitale dei peccati capitali.” Gaston Derys.


ENZO                   La lussuria è uno sfrenato impulso verso  i piaceri sessuali: è fare sesso in modo eccessivo e disordinato. E questo,, secondo me, non va bene, c’è una misura in tutto, anche nel sesso.


DUCKY                Insomma, il troppo storpia.  E veniamo alla magrezza. “La vera bellezza è quella della falda magra.”? Enzo?



ENZO                   Specifico,  anche qui c’è una precisazione da fare. Troppo grassa non mi piace, troppo secca nemmeno…però se c’è una certa abbondanza non mi dispiace, anche se molti credo che prediligono un corpo normale.  Duc,, abbracciare una donna da dietro e sentire le mani che si riempiono di due superbi seni è un preziosismo di notevole valenza erotica.


DUCKY                A me vengono in mente le mozzarelle di bufala del Salernitano, che quando le stringi cominciano a gocciolare, sai quel liquido bianco vivo.


ENZO                   Prosaico sei,  perché devi fare sempre queste battute sceme? E’ più forte di te, vero?


DUCKY                Charles Dupuis, “L’amore è una malattia che ciascuno deve avere una volta almeno.


ENZO                   Certo,  altrimenti  non sarà mai cos’è l’amore.. L’amore è una malattia che ha tre periodi:  desiderio, possesso e sazietà.


DUCKY                Il desiderio, se uno ama una persona,  c’è, possono mancare il possesso e la sazietà. Fratello caro,  tutta colpa della lontananza…


ENZO                   Maledetta  lontananza, è una spina nel cuore.  Continua, Duc!


DUCKY                MALDICENZA.  La maggior parte delle donne preferisce che si dica male della loro virtù che della loro bellezza e del loro spirito. Lo dice Bernard Fontenelle.


ENZO                   Non saprei cosa dirti,  forse  preferiscono  mostrare la loro bellezza e il loro carattere.  Certo è che quando ci si mettono hanno una lingua molto tagliente specialmente contro altre donne.


DUCKY                MALE, “la donna è un male necessario.”  Secondo Pierre de Bruyis, lo è..  ora ti dico altre massime. “Il vino e le donne sono i precettori di tutti i mali, se non ne sono gli autori.” “Si dice sempre delle donne peggio di quello che si dovrebbe, ma meno di quello che si potrebbe.”


ENZO                   Fratè, sai che ti dico…?


DUCKY                No, dimmelo!


ENZO                   Non è che le donne hanno più difetti di noi uomini, loro hanno i loro difetti e noi abbiamo i nostri. Punto.


DUCKY                MALINCONIA, “La malinconia è un desiderio di desideri.” Autore, Leone Tolstoj. Chapeau, Gemello!


ENZO                   E’ la più veritiera definizione:  si desiderano cose che non si possono realizzare …e si è presi dalla ipocondria.


DUCKY                LA MALIZIA…!


ENZO                   Asp….questa la so…detta da un santo, figurati, San Bonaventura. Questo santo ha detto così. “Qualunque malizia è ben poca cosa in confronto alla malizia delle donne, che è la maggiore fra tutte…le malizie..


DUCKY                Enzo, finiamo con un pensiero dolce  e a favore delle Ciucciottine, altrimenti ci prendono a padellate come minimo.


ENZO                   Subito! “La bocca continua spesso a dire “io ti amo” quando le maniere dicono il contrario.”


DUCKY                E’ questo me lo chiami un pensiero lusinghiero? Ma fammi il piacere, Enzo.


ENZO                   Rimedio subito. “L’amore, per quanto piacevole, piace più per le maniere e i modi con cui si mostra che per se stesso.”


DUCKY                Gemè, ora concordo  pienamente:  donne e  uomini  sgarbati depongono assai male nei rapporti d’amore, e non sono quali i familiari, gli amichevoli, di lavoro eccetera.


ENZO                   Basta,  fratello caro. Sono quasi le 7 e mezzo: è ora di preparare la cena.  Ho voglia di patatine fritte  con salsicce e broccoli. Su, diamoci da fare, stasera prepareremo insieme.


DUCKY                Meno male, secondo me “ti sei passato la mano per la coscienza”.: massima  di Ducky lo psicolabile.


ENZO                   Ti credo, sei  veramente il massimo dei…psicolabili!

ENZO


martedì 28 gennaio 2014

SUPERBATTERI IN AVANZATA : ORMAI SONO PIU' FORTI DEGLI ANTIBIOTICI


Negli ultimi anni il numero dei malati resistenti alle cure più aggressive è cresciuto in modo preoccupante soprattutto nei paesi dell'Europa meridionale...


Gli antibiotici sono importanti, ma possono diventare pericolosi se utilizzati in misura eccessiva. Negli ultimi anni il numero dei malati resistenti persino alle cure più aggressive è infatti cresciuto in modo preoccupante. L'allarme è stato lanciato dal direttore del “Centro europeo di controllo delle malattie” Marc Sprenger. «Il problema riguarda diversi microrganismi – ha spiegato il professor Sprenger – ma soprattutto l'aumento di alcuni ceppi di Klebsiella pneumoniae: in Italia il numero di infezioni resistenti alle cure più aggressive, in particolare ai farmaci del gruppo del carbapenem (medicinali da somministrare in vena in ambiente ospedaliero), sta crescendo in maniera sensibile». 
Il dato è preoccupante. Finora il problema dei super batteri sembrava confinato alla Grecia, ma negli ultimi anni la percentuale dei malati italiani resistenti alle cure antibiotiche è quanto meno raddoppiato. «Il pericolo è grande – ha osservato Sprenger – e in tal senso dobbiamo sfatare alcuni miti. Innanzitutto i super-batteri sono in deciso aumento e non colpiscono soltanto le persone deboli o gli anziani. In ospedale, per esempio, il rischio di contrarre infezioni pericolose è forte se il personale sanitario non è sufficientemente scrupoloso. Le condizioni igieniche sono fondamentali, dunque meglio lavarsi le mani spesso». 
Ma per quali motivi i super-batteri sono così comuni nell'Europa meridionale? «In alcuni paesi mediterranei c'è un ricorso eccessivo e inappropriato agli antibiotici – ha osservato il professor Sprenger – per ragioni spesso culturali. Credere che questi farmaci possano curare in modo efficace raffreddori o influenza di tipo virale è sbagliato». La verità è un'altra: utilizzare gli antibiotici senza scrupolo abbatte ogni difesa e favorisce la proliferazione dei super-batteri, mutati per resistere ad ogni attacco. «Come si può evitare questo rischio? Promuovendo la cultura della responsabilità tra medici e pazienti, utilizzando i farmaci in modo appropriato e attribuendo la dovuta importanza alle misure igieniche fondamentali. Poi bisogna migliorare i controlli e soprattutto sviluppare nuovi strumenti in grado, laddove necessario, di effettuare una diagnosi precoce per combattere efficacemente i super-batteri».

Annamaria... a dopo

PREVISIONI (AZZECCATE) SULL'ESITO DELLE PRIMARIE PD DEL 9 DICEMBRE 2013




Previsioni sull’esito delle primarie del Pd  (scritte sabato 7 dicembre 2013, cioè un giorno prima dell’evento propagandistico-sistemico e pubblicate il 10 dicembre 2013)


by Eugenio Orso

Ho praticamente indovinato tutto (vedere i quattro punti), sia l’ordine di arrivo dei candidati sia la dimensione della partecipazione dichiarata. Nel “cinodromo” di queste truffatorie correvano tre cani e la vittoria del primo – Renzi – era già stata stabilita a tavolino. Poi Cuperlo, per rassicurare gli adepti dell’apparato, e infine Civati, per simulare un’alternativa nei territori di confine con m5s. La mia previsione della partecipazione (scritta sabato scorso) era di circa tre milioni, o un po’ di meno ma non troppo.

Che dire? Se la corsa è truccata, conoscendo un po’ i meccanismi della truffa liberaldemocratica ed europoide la previsione è facile. Una parte rilevante della popolazione italiana è costituita, ormai, da autentici idioti politici e sociali, sempre più impauriti, ricattati e impoveriti, disposti a lasciarsi truffare e sfruttare propagandisticamente. Buon per l’immondo pd … Tutto secondo il copione nell’ennesima corsa truccata.



Preciso, a scanso d’equivoci, che questo post è di sabato 7 dicembre. Nel post, ho deciso di sbilanciarmi e fare le previsioni sugli andamenti elettorali, un giorno prima della vergognosa kermesse “democratica. Come segue:

1) Matteo Renzi segretario. (a) E’ annunciato. Anzi, prestabilito e non solo nell’aria. Renzi deve estorcere consenso “a destra”, in ambienti berlusconiani o ex berlusconiani, ripianando i probabili vuoti elettorali dovuti all’avanzare dell’astensione. Può sfruttare la dissoluzione del cosiddetto blocco di centro-destra, ridimensionato, scomposto e ricomposto con l’uso abbondante della magistratura (che ha assestato colpi mortali alla lega prima e a Silvio Berlusconi poi), secondo le convenienze neocapitalistiche e delle élite euroglobali. (b) Renzi è supportato, forse con qualche riserva, ma poco importa, dai poteri forti esterni che manovrano pd, sindacati, magistratura e il basista istituzionale Napolitano. Ha avuto una specie d’investitura “in europa” e in germania, qualche tempo fa. (c) Renzi, quasi quarantenne, incarna in forme nuove il riciclo del “giovanilismo” e del “nuovismo” veltroniani (ricordate?), è portatore di efficaci slogan truffaldini e annuncia – adesso! – il falso rinnovamento della politica. Un abile imbroglione come tutti i capoccia piddini, ma in più “telegenico”, spregiudicato e piacione. (d) Renzi è un liberista della peggiore specie, mascherato da rinnovatore e “rottamatore” del vecchio. Può condurre, o almeno supportare validamente in quanto segretario del pd, la fase finale di demolizione dell’Italia. Non è solo un buffone che mette il chiodo e si confronta col Fonzarelli di Happy Days, sulle copertine di giornali scandalistici di bassa lega (Chi di Signorini), non è soltanto una sorta di Giorgio Mendella con il microfono in mano alle convention della Leopolda, oppure l’emulo di “centro-sinistra” di Silvio Berlusconi, ma è molto pericoloso, con i suoi “renzinomics”, per il paese e le prospettive future di sopravvivenza di tutti noi.

2) Un certo consenso, com’è già annunciato, lo avrà Cuperlo, che nella recita disgustosa delle primarie rappresenta l’apparato del pd e incarna una falsamente rassicurante “continuità”. L’apparato sopravvive e incassa consensi (virtuali, perché le primarie non sono elezioni con tutte le formalità e i crismi del caso, con controlli imparziali e adeguati, ma semplicemente una “festa privata”). L’apparato burocratico e sub-politico non muore, non svanisce. Men che meno a causa delle primarie “autoprodotte”. Resta comunque sullo sfondo, meno in evidenza per mere ragioni propagandistiche, ma continua ad esistere e a far danni all’Italia (non quanti potrà farne Renzi, ma ce la metterà tutta anche in futuro). Nonostante l’illegittimità dell’attuale legge elettorale, il tanto vituperato “porcellum”, Napolitano nominato presidente da un parlamento eletto con il “porcellum” è ancora in carica e presidente resterà, manovrando il pd, come in passato, con o senza Renzi alla segreteria e Cuperlo a incarnare l’apparato. D’Alema non se n’è andato e non se andrà, nonostante i battibecchi ad amplificazione mediatica con Renzi. Eccetera.

3) Qualche consenso lo incasserà anche il finto oppositore, l’alternativo da burla Civati, che si è dichiarato pronto, da parte sua, a concedere le “nozze gay”, piuttosto che un lavoro stabile e un reddito dignitoso agli italiani. Costui, nel recente passato, è stato sospeso dal pd. Tutta propaganda, perché se qualcuno è veramente pericoloso lo cacciano, espellendolo all’istante, senza lasciarlo per un po’ in un limbo e poi riammetterlo, come è accaduto con il suddetto. Civati, quale terzo candidato in ordine di preferenze nella recita propinata al popolino (specie se “di sinistra”), serve a mostrare che esiste un’alternativa, che la democrazia c’è e funziona, anche se alternativa e democrazia, per come funziona il sistema, non possono che essere simulate. Il programma è sempre quello siglato da Trichet-Draghi nel 2011, è unico, è stabilito dalle élite euroglobali e tale resterà. Difesa dell’euro con il sangue del popolo, riduzione della spesa sociale e degli apparati pubblici con la scusa del debito, riforme “strutturali”, con particolare attenzione per il mercato del lavoro (e le pensioni) e privatizzazioni che spolpano il paese. Pippo Civati, finto alternativo nella recita delle primarie, nella “festa privata” democratica, serve a trattenere consensi che altrimenti potrebbero svanire. E lui, complice come tutti gli altri, lo sa bene.

4) La partecipazione non sarà alta come in passato, per l’”investitura” del segretario di partito o del “candidato premier”. Ricordiamo i 4 milioni ai tempi di Prodi, gli oltre 3 milioni e mezzo per Veltroni segretario e i 2 milioni e ottocentomila per Bersani, “premier” mancato. La crisi morde come non mai e con la democrazia di facciata, le primarie e la legge elettorale gli italiani non mangiano (parafrasando la Santanchè). I seggi allestiti sono migliaia e i “volontari” impiegati, a quanto dichiarato, centomila. Per combattere il “populismo” antieuropoide con la disgustosa ritualità democratica non si bada a spese, mentre stando saldamente al governo si tagliano redditi e mezzi di sussistenza pauperizzando molta parte della popolazione. Sicuramente domani in tarda serata (oggi è sabato 7 dicembre, lo ricordo ancora) manipoleranno il dato per gonfiare la partecipazione. Faranno di tutto, di più e di peggio per millantare una partecipazione elevata, o almeno non in totale crollo. Compra di voti, supporto della criminalità organizzata, promesse e ricatti a soggetti deboli, voti multipli dei più fidati e dei farabutti, eccetera, eccetera. E’ fondamentale far credere che gli italiani partecipano al rito numerosi e con entusiasmo. In caso di partecipazione un po’ più scarsa che in passato, ci penseranno media e talk-show a intorbidare le acque. Anzi, per la sua importanza questo non dovrebbe essere il punto 4 ma addirittura il primo punto. Perché se il vincitore è già stabilito a priori (in sequenza storica Prodi, Veltroni, Bersani, Renzi, due “premier” e due segretari), il dato della partecipazione diventa cruciale. Fa parte del gioco e dell’imbroglio democratico. La volta precedente, con Bersani “premier”, subito dopo la chiusura delle urne i piddini hanno dichiarato 4 milioni di voti, mentendo spudoratamente. Guarda caso gli stessi delle primarie “prodiane”. Il primo annuncio, amplificato al massimo dai media sistemici, è quello che conta, nonostante le smentite successive, che passano un po’ in sordina. Questa volta – e qui mi sbilancio con la previsione – cercheranno di accreditare circa tre milioni di voti, forse un po’ meno di tre ma non troppo di meno, che poi potranno tranquillamente scendere a due o a poco più di due. Assai poco probabile che la partecipazione – estorta, idiotizzata, di scambio, di tessera, millantata, gonfiata con voti multipli, alimentata dalla camorra, dalla mafia, dalla ‘ndrangheta – scenda a un milione o al di sotto di questa soglia. E che loro lo ammettano candidamente in prima battuta.

Ho finito. La previsione c’è. Mi sono sbilanciato. Oggi è sabato 7 dicembre 2013. Domani ci saranno le primarie da operetta, lo spettacolo democratico inscenato per gli idioti. I risultati finali mi daranno ragione? Vedremo.




...e l'operetta continua:  la coerenza non rientra tra i principi dei dirigenti PD che per 20 anni hanno rappresentato una realtà ufficiale di contrapposizione a Berlusconi, mentre in realtà condividevano con Lui tutto ciò che ha portato il nostro Paese all'attuale degrado. Renzi dice che vuole ridurre i costi della politica ma è il PD con il PDL che li ha portati ai livelli sconsiderati di oggi. Molti italiani dimenticano facilmente, ma molti altri non credono più ai vecchi partiti.

Annamaria... a dopo

lunedì 27 gennaio 2014

LA VERA STORIA DEI GIORNI DELLA MERLA

Il 29, 30 e 31 gennaio sono i mesi piu' freddi dell'anno. Ma non è stato sempre così: tanto tempo fa gennaio aveva 28 giorni poi una volta i merli, che allora erano bianchi, sottovalutarono la potenza del Generale Inverno. E quello si arrabbiò davvero.

C’era una volta …una favola per tutti.



… prima che le leggi della natura fossero spiegate dagli scienziati a farla da padrone era il terribile Generale Inverno che mandava neve e gelo sull’intero globo terracqueo. Il suo potere era concentrato nei mesi di dicembre e gennaio mentre già in febbraio il vecchio Generale era influenzato dalla giovane primavera e si faceva più mite. Anche i mesi non erano uguali a quelli di oggi, infatti gennaio aveva solo 28 giorni e febbraio 31.

In uno di quei freddissimi mesi di gennaio la terra era ricoperta da una coltre bianca e anche i merli erano bianchi, ma proprio tutti bianchi tranne, come oggi,  il becco giallo.





Fu così che un anno il 28 gennaio i merli uscirono dai loro nidi contenti che il periodo per loro più difficile stesse per finire. Già si vedeva qualche filo d’erba spuntare da sotto la neve e sotto i primi pallidi raggi di sole cominciarono a prendersi giuoco del buon vecchio Generale Inverno. Soprattutto le merle femmine che, come nella gran parte delle specie animali, avevano la lingua più lunga inziarono a vantarsi dello scampato pericolo: “anche quest’anno ce l’abbiamo fatta”, “il Genarale inverno non fa più paura a nessuno”, “ha appena la forza di rinfrescare per un paio di mesi”, “domani sarà febbraio e il vecchio Generale non sarà più capace di fare niente”…

L’orgoglioso Generale tollerò per un po’, ma poi sentendosi sbeffeggiato da quegli insignificanti uccellini (al suo cospetto erano effettivamente piccoli e indifesi) montò su tutte le furie e sbottò: “voi bianchi pennuti mi avete stancato, vi farò pentire di avere preso in giro il potentissimo Generale Inverno! Avete voluto scherzare, ma adesso la pagherete!” Ciò detto raccolse tutte le sue forze, gonfiò il petto e con le sue grosse manone strappò tre giorni a febbraio e li attaccò alla fine di gennaio. Quindi scatenò la più grande bufera di tutto l’inverno: vento gelido e neve per tre giorni come non si era mai visto.

I merli che stavano festeggiando in anticipo la fine dell’inverno smisero subito di ridere e scherzare e cercarono conforto nei loro nidi. Ma il vento era troppo potente e il gelo arrivò anche lì. Allora cercarono riparo tra gli alberi o sotto le tettoie ma il freddo li raggiunse implacabile. Alla fine per trovare un po’ di tepore si rifugiarono nei camini delle case. Passò quindi il 29 gennaio e il freddo aumentò, passò anche il 30 gennaio e continuò a nevicare, arrivò il 31 gennaio e fu il giorno più freddo di tutto l’anno.

I merli si salvarono restando appollaiati per tre giorni nei tiepidi camini in cui si erano rifugiati. La sera del 31 gennaio la tempesta si placò e la temperatura iniziò a risalire, il Generale Inverno aveva terminato la sua prova di forza e, soddisfatto, poteva lasciare spazio a un febbraio in cui avrebbe condiviso il tempo con la fresca primavera.

Finalmente i merli poterono uscire dai loro ripari di fortuna. Iniziarono a becchettare i primi fili d’erba che già spuntavano per placare i morsi della fame. Appena furono più tranquilli finalmente alzarono gli occhi e guardandosi gli uni con gli altri videro che qualcosa era cambiato: le loro bianche piume dopo i tre giorni trascorsi nei camini si erano impregnate di fuliggine ed erano diventate tutte nere. Provarono a lavarsi in qualche pozza di neve sciolta, si strisciarono le piume nelle prime foglioline verdi,  si becchettarono le penne l’un l’altro … non ci fu niente da fare: il nero non se ne andò e il loro piumaggio bianco fu perso per sempre.

Il Generale Inverno si godette lo spettacolo, quindi tirò fuori il suo vocione e disse in tono stentoreo: “che questo serva da lezione a voi e a tutti gli animali: non si scherza con le stagioni, con il freddo, con il clima. Non ci si può prendere gioco della Natura. Da oggi in poi gennaio avrà 31 giorni e i suoi ultimi tre giorni saranno i più freddi dell’anno. Per ricordare a tutti questa storia voi merli, che più di tutti avete scherzato, porterete per sempre queste penne nere”.


Da allora tanti anni sono passati ma ancora oggi gennaio ha 31 giorni e il 29, 30 e 31 gennaio sono i giorni più freddi dell’anno e sono detti i giorni della merla. I nerissimi merli stanno lì a ricordarci questa storia dalla quale abbiamo imparato che se durante l’inverno c’è un giorno di sole è meglio goderselo in silenzio, allentarsi la sciarpa, togliersi il berretto, alzare lo sguardo e sorridere al cielo blu, il Generale Inverno apprezzerà. Per tutti gli altri giorni dell’anno dovremmo guardarci bene dal sottovalutare la forza della Natura per non rischiare di ritrovarci un giorno tutti neri come gli spazzacamini di Mary Poppins.

Certo oggi il darwinismo,  l’archeologia, l’antropologia culturale,  la fisica dell’atmosfera e la diffusione massificata del goretex e degli uccellini da appartamento ci insegnano che la storia, forse, non è andata proprio così ma a volte è meglio raccontare la leggenda.
by Paolo Flamigni

“When the legend becomes fact, print the legend” ["L'uomo che uccise Liberty Valance"]

Annamaria... a dopo

QUEI DUE




Lei a destra
Distesa sulla sabbia
Tiepida?
Come faccio a saperlo da qui?
E’ immobile? Dorme?
Non so, ha gli occhi chiusi
Distesa supina, prende il sole
A quest’ora è ancora caldo
Il mare com’è?
Le onde si rovesciano placide sul bagnasciuga
Chi c’è vicino a lei?
Un ragazzo…anzi no…è un uomo
Capelli bianchi, corti
Bravo, voglio sapere tutto
Devi essere preciso
Lei indossa…poso dirlo?
Certo, non m’impressiono
So come va il modo della moda delle donne, dillo!
Indossa un “due pezzi”, non tanto piccolo!
E’ una donna molto graziosa,
viso con lineamenti morbidi
 i capelli sono biondi corti
Dimmi di lui
E’ seduto sulla sabbia
Le sue braccia circondano le gambe
Il sole?
Grande, nitido e rosso
Sta lambendo i confini del mare
la spiaggia si sta svuotando
Un uomo, con un costume rosso
China la testa mentre chiude l’ombrellone
Una madre infila la maglietta azzurra
a un bambino che ride
e la madre non smette di sorridere
Dimmi della coppia
Lei è ancora distesa sulla sabbia?
No, ora si è seduta sul lettino di alluminio
Lui che fa?
Si è alzato e solleva lei…
sono l’uno di fronte all’altro
le sistema una ciocchetta di capelli
ora…
Dimmi su!
Lui le prende il viso tra le mani
E muove le labbra
Ha borbottato qualcosa
Come “borbottato”?...ha sussurrato!
Eh sì…ha sussurrato…e sussurra di nuovo…
Lei gli sorride commossa
Gli tende le braccia
E lui l’accosta a sé con vigore
Quei due hanno bisogno di amore

Hanno bisogno di me e tu, Destino

Obbedirai al precetto dell’Amore.

L’uomo e la donna si accingono a raccogliere
Le poche cose
Lei si china a infilarsi le scarpette di gomme
E un fogliettino di carta svolazza verso le sue mani
Lo raccoglie e dice:
“Tesoro, guarda qui!” e glielo porge.
“Oh, è una figurina della…Madonna.
“Vuol dire che tu ed io apparteniamo
A una specie “protetta”.


Enzo