martedì 23 agosto 2011

I record Gli oggetti più strani rinvenuti - di Enzo -

Dopo diverse discussioni e qualche litigio  con Enzo mi sono decisa a pubblicare il suo articolo ...ero restia non per improvvisa crisi mistica ma (e lui lo sa) ritengo  l'argomento  di scarso interesse. Libertà di pensiero per entrambi non negando la pubblicazione





GLI OGGETTI PIU’ STRANI RINVENUTI…IN ESSA

Ore 17.00 – Terrazzo di Enzo – Pomeriggio – Temperatura 27 gradi centigradi.

ENZO Oh, sveglia, Duc!

DUCKY Ooh, chi…che c’è…?

ENZO C’è che ti fai delle pennichelle non stop…e russi come un contrabbasso scassato.

DUCKY Contrabbasso di tua sorella…che è anche la mia…rompiscatole!

ENZO Dai, prendi il caffè. L’ho appena fatto mentre ronfavi.

DUCKY Ti scuso perché…mmh è buono.

ENZO Buono? Speciale vuoi dire! Devo spedire il pezzo sui record al BLOG.

DUCKY …su cosa…ah, ho capito…sulla Lady Essa”.

ENZO Però nuova trattazione sulla VAGINA, parliamoci chiaro!

DUCKY Per i record, bene, che vuoi sapere?

ENZO Non voglio sapere nulla, Duc. Dimmi, quali altre potenzialità vanterebbe "Lady “Pipilla” o come preferisci chiamarla “Lady Farfalla” o Lady Farfallina” a seconda delle dimensioni!

DUCKY E’ lo stesso, ma andiamo subito al sodo...

ENZO E’ meglio!

DUCKY A causa di atti di manomissioni…toccamenti

ENZO …toccam…

DUCKY Oh, sei matto…? Insomma…contieniti con quella linguaccia, Enzo. Pensa che qualche persona ha potuto subire una specie di crisi mistica… e che all’improvviso potrebbe prendere i voti.

ENZO …una crisi va bene…ma prendere i voti! Sei esagerato.

DUCKY Così va meglio! Mi raccomando…dicevo…a causa di carezze particolari o incidenti, i medici…

ENZO Fratello Duc, fammi capire… mi dici il tipo di record di cui vogliamo parlare?

DUCKY …degli oggetti rinvenuti in “in essa” durante i toccamenti o a causa di incidenti intimi. Chiaro?

ENZO Chiaro, sentiamo.

DUCKY …stavo dicendo che i medici sono stati spesso chiamati a estrarre dalla Lady Pipilla”, un’ampia varietà di oggetti. Di solito le donne sapevano di aver qualcosa all’interno di e richiedevano assistenza medica.

ENZO Però “certe femmene” …secondo me, si trovano sole…mangiano troppo pepato o usano troppo peperoncino…il silenzio…il caldo…e sprofondano nelle fiamme del desiderio. Che ne pensi, Duc?

DUCKY Io credo che accadono incidenti durante “il percorso sui carboni ardenti”, insomma quando le fiamme del desiderio le avvolgono e capita, però che un corpo estraneo può trovarsi in “proprio lì” per motivi accidentali, benché la ciucciottina sia totalmente inconsapevole della sua presenza.

ENZO Vedi un po’ la distrazione! Durante le tue ricerche hai trovato qualche caso particolare?

DUCKY Sì, un caso insolito, bizzarro e particolare avvenne quando una signora cadde dalle scale caso letto nel testo “Chirurgia medica”, vol. 15 di D.W.T. Robert.

ENZO Bisogna sempre fare molta attenzione quando si scendano le scale…mi ricordo che io e una ragazza…sì Duc, non fare quella faccia…mi trovai con una ragazza sulle scale…soli io e lei e…

DUCKY Enzooo, non interessa a nessuno cosa facesti sulle scale con quella ragazza…continuiamo che è più serio… Accadde che una grossa scheggia del manico di una scopa spezzata le entrò nella “proprio lì” attraverso le natiche. Chiudi quella bocca,,,chiudila…! La disgraziata si fece male… proprio lì.

ENZO Ma no…!

DUCKY Ma sì…e per favore togliti quell’espressione da ebete dal viso.

ENZO Duc, come faccio a stare serio…con quello che mi racconti? Povera donna, chissà quanto avrà sofferto.

DUCKY Ti credo, eccome, ma stranamente, non se ne accorsero né lei né il personale del pronto soccorso che le prestò le prime cure.

ENZO E dimmi dimmi, come se la cavò la donna? Che successe dopo?

DUCKY Non ci crederai, curiosone, il pezzo rimase nell’apparato intimo della poveretta per…

ENZO Alt…fermati un momento…ma stai quieto…ti devo dire una cosa…Mi dici perché ti accarezzi le labbra ogni volta che dici “proprio lì”…ti sto osservando dall’inizio, sai. Perché?

DUCKY Ma cosa vai osservando? Il mio è un gesto di auto conforto…e nulla più. Sei tu che vedi malizie dappertutto. Se tu avessi avuto i baffetti alla Clark Gable…come piacciono a te, te li saresti accarezzati all’atto …della “nomina” e sai bene di quale cosa. Ora vogliamo continuare? …dicevo che il pezzo rimase “in lei” per tre mesi. L’oggetto dannoso fu rinvenuto e rimosso quando, passato questo lasso di tempo, la suppurazione la indusse a farsi visitare dal proprio medico curante.

ENZO Visto, ti ho seguito seriamente.

DUCKY Bugiardo…ogni tanto rompi.

ENZO Però, quante cose succedono sulle scale…a proposito, vuoi sapere cosa accadde sulle scale quella sera con quella raga…?

DUCKY Lo immagino…quindi risparmiami i dettagli, se no ti rendo la pariglia e ti descrivo un incontro erotico in una cabina telefonica.

ENZO Chi tu? In cabina telefonica? Non ti credo..racconta dai, Duchino, simpaticone mio!

DUCKY Enzù, dacci un taglio…sono cose intime e riservate e non vanno raccontate, altrimenti la privacy dove la mettiamo!?

ENZO Hai ragione, Senti, puoi dirmi l’argomento del prossimo pezzo sui record?

DUCKY Parleremo dello sciopero…

ENZO …e che centra lo sciopero?

DUCKY Hai capito bene… tratteremo di uno sciopero particolare.

ENZO Ah…particolare! E chi lo farebbe questo sciopero…particolare?

DUCKY Non lo farebbe nessuno… o meglio nessuna. E’ uno sciopero già fatto. Basta…basta così…non ti dico più nulla.

ENZO Se è quello che penso io…ci sono donne che…ogni tanto…all’occorrenza…scioperano.

DUCKY Enzu’, basta… stasera io non ho nessuna voglia di avvicinarmi alla cucina.

ENZO Dudù, io nemmeno. Si va alla “BELLA CAPRI” a impadronirci di due capricciose.

DUCKY Io avrei bisogno proprio di una bella “capricciosa”!

ENZO E a me no? a me piacciono i “capricci”; Ogni capriccio …una carezza!

DUCKY Così la vizi?

ENZO Io la devo “viziare”. Prendo UNO e pago DUE.

DUCKY E cioè?

ENZO Lei mi fa un capriccio e io le faccio due carezze…o due baci…a scelta!

DUCKY Non ti smentisci mai. Eh. Chi dice che ti conosce meglio di me, dice una bugia.

ENZO Dì quello che vuoi, ma io la “capricciosa” me la voglio gustare…piano piano…lentamente…come dice la canzone “’o doce sotto ‘a tazza fina mmocca m’addarrivà.

DUCKY Se hai bisogno di aiuto..chiamami pure. Sto a tua disposizione.

ENZO Duc, allora non capisci? Sei destinato a soffrire!

DUCKY Prima a poi me ne trovo una anch’io, stai attento.
Sono stufo di soffrire, scombinato!

ENZO Duckino mio, Le “Stelle Vere” sono rare!

DUCKY …ma non impossibili, Enzuccio!


Fine

Enzo

lunedì 22 agosto 2011

CHI SEI TU? - di SILVANA -

Dedicato a tutti quegli uomini che abusano di questo mezzo (internet) per mettere in pratica l'avversione per l'universo femminile, e anche umano aggiungerei. Un' esortazione dell'amica Silvana alla quale ci uniamo anche noi del blog!..se non ora quando, "maschietti "piccoli piccoli?


CHI SEI TU ?

Ehi, chi sei tu
per entrare nella vita delle persone
analizzare situazioni, formulare critiche
su comportamenti e sentimenti?
Tu che sei degno figlio
di una terra vittima di non cultura
che partorisce prevaricazioni e pregiudizi..
Tu che te ne stai notte e giorno
appollaiato in rete
e da lì osi pontificare....

Tu che non conosci il linguaggio dell'anima
ma solo quello legato al narcisismo.
Tu che ti abbarbichi alla dimensione virtuale
che è lontanissima da quella reale
in cui si vive, si gioisce, si condivide.
Soprattutto ci si rispetta
se di persone vere si tratta.

Tu che sei piccolo..piccolo,
invisibile davvero
e non solo perchè ti nascondi
dietro vane parole …
Stattene pure nel virtuale
il mondo della rete è quello giusto per te...
la vita è bella soltanto per chi sa volare
meglio per te la rete e blaterare...bla bla...


SILVANA

Lo “spostamento” delle festività civili nel decreto legge 138 del 2011


Feste la domenica. Anzi il lunedì. No… il venerdì!

Una delle disposizioni più ad “effetto” e, per questo, più criticabili del d.l. 138/2011 è quella riguardante lo spostamento delle festività civili. Il punto è previsto dall’articolo 1, comma 24: “a decorrere dall’anno 2012 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, da emanare entro il 30 novembre dell’anno precedente, sono stabilite annualmente le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguente ad accordi con la Santa Sede, nonchè le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni in modo tale che, sulla base della più diffusa prassi europea, le stesse cadano il venerdì precedente ovvero il lunedì seguente la prima domenica immediatamente successiva ovvero coincidano con tale domenica”.

La stampa quotidiana non sapendo come meglio sintetizzare la previsione ha lasciato intendere che le festività non “concordatarie” sarebbero coincise con la domenica. Le cose, come si nota leggendo la norma, non stanno così.

La manovra estiva 2011-bis nella realtà ha il ruolo di essere “anti-ponte lungo”. In effetti, in Italia, di ponti lunghi può esserci (molto, ma molto ottimisticamente) solo quello sullo stretto di Messina. Certo, l’idea di rinunciare ad un’opera faraonica come questa e di impiegare le risorse liberate in altre finalità, viste le necessità della finanza pubblica non sarebbe stata male.

Invece, le sorti del Paese sono rimesse alla rinuncia alle festività. Lo scorso anno, la manovra (sempre estiva) 2010 aveva ridotto o eliminato le spese di viaggi e di trasferta, apportando anche forti tagli alla cultura. Quest’anno eliminiamo qualche festa. La cosa atterrisce un po’: quando una famiglia affronta una crisi finanziaria, le prime cose che taglia sono cultura, viaggi e tempo libero…

Almeno si fosse adottata una scelta drastica: le feste non concordatarie siano una volta e per sempre da tenere in un certo giorno. Macchè. Le opzioni sono tre: accorparle alla domenica (che precede o che segue?), oppure al venerdì, o, ancora, al lunedì. Piccola segnalazione: esistono uffici pubblici o che svolgono servizi pubblici (si pensi a quelli postali), che lavorano anche il sabato, ma nessuno se n’è accorto.

Ad esercitare l’opzione, entro il 30 novembre di ogni anno, sarà il Presidente del Consiglio, con proprio decreto. Ponendo mente alla stucchevole e lunghissima gestazione della decisione se e in quale giorno celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, c’è da rabbrividire: il rischio è che ogni anno si possa ripetere la medesima avvilente manfrina.

Sì, perché è forte il sospetto che la scelta non sia stata dettata tanto dalla possibilità di accrescere di uno 0,2% il Pil, quanto di fare giustizia di festività non del tutto gradite a non pochi schieramenti politici oggi parte della maggioranza (si veda l’interessante articolo Ma il 25 aprile non si può spostare, di Alessandro Pace su La Repubblica on line del 17 agosto 2011). Da anni, ormai, le polemiche sul 25 aprile ed il primo maggio, condite da ostentate assenze (un po’ alla Nanni Moretti…) alle celebrazioni, infuocano. Eppure, il 25 aprile è la data della caduta definitiva della dittatura. Ed il primo maggio, oltre al valore simbolico di una festa che celebra uno degli elementi fondanti della dignità dell’uomo e della stessa Costituzione – secondo l’articolo 1, che non risulta essere stato ancora abolito, L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro – è anche una festa insanguinata, a causa della strage di Portella della Ginestra del 1947, una delle date fondamentali nella lotta, ancora purtroppo in piedi, della società civile contro la criminalità organizzata. Celebrare il 25 aprile o il primo maggio in una data diversa (un po’ come gli adolescenti fanno a scuola) non è, non può essere la stessa cosa.

C’è anche il dubbio che determinati valori e conquiste della storia unificante e del lavoro possano andare perdute: via le feste (persino quella del santo patrono, con un’inusitata perdita di potere dei vescovi, che forse non se ne sono ancora resi conto…), tra poco riduzione anche delle ferie o, anche, riduzione del pagamento durante le ferie, se non tornare alle ferie non pagate.

In nome, ovvio, della produttività. Quella di chi lavora e le tasse le paga.

Per gli altri, tanto, è sempre festa…

Luigi Oliveri

domenica 21 agosto 2011

BUON COMPLEANNO A ME!



Oggi è il 21 agosto , data molto importante per me . Si vabbè è il mio compleanno e ... come festeggiarlo insieme a voi? Idea!! Ho pensato di regalarvi la visione di qualche video divertente presi qua e la nel web. Ringrazio tutti gli amici che mi hanno fatto gli auguri attraverso altri canali e....buon divertimento gustando virtualmente una fetta di torta con me.





LA CANTANTE E IL SUO INGLESE...




CASTING AFRO-NINJA...





http://www.lastellinadelweb.it/Gif%20animate/Baci%20e%20abbracci/immagini/baci-3.gif


ANNAMARIA... a presto !

venerdì 19 agosto 2011

HO LETTO UN LIBRO -" Le Parole che non ti ho detto" di ENZO -

LE PAROLE CHE NON TI HO DETTO”

Autore: Nicholas SPARKS
Edizioni: Frassinelli

Storie, racconti, novelle, poesie, canzoni…d’amore: tutte vantano il denominatore comune del sentimento più grande, quello che fa piangere il cuore e l’anima; quello che rende felice e folle…o triste e cupo quel cofanetto segreto che si agita nella nostra parte più intima, più profonda; quello che ci fa vedere sempre in ogni luogo e in ogni istante l’immagine della persona che abbiamo, o che amiamo e non abbiamo vicina. Il romanzo “Le parole che non ti ho detto”, è una storia che merita di essere appassionatamente letta per il dramma che viene vissuto dai protagonisti. È una storia d’amore intensamente e amorevolmente vissuta da due persone prese dal vortice di un sentimento travagliato e vero, ma che il Destino rende amara con la sua veemente crudeltà.

“Una bottiglia con un messaggio all’interno naviga in mezzo all’oceano”…così comincia la narrazione…”La bottiglia venne lanciata in acqua in una calda serata estiva…poche ore prima che cominciasse a piovere…” E quel messaggio in essa contenuto fa da primo protagonista della storia.
…un messaggio affidato alle onde
un uomo che crede
un aver perduto per sempre l’amore
una donna convinta
di non averlo mai incontrato
un giorno, sulla riva del mare…

Lei scrive a lui: “ascoltando l’oceano sentirò la tua voce;
quando una brezza fresca,
mi accarezzerà la guancia,
sarà il tuo spirito che mi passa accanto”

Meritate di deliziarvi lo spirito con la lettura di questa “love story”.
Troverete il libro in tutte le librerie specializzate.

Enzo

Dal libro di Nicholas Sparks nel 1999  è stato tratto l'omonimo film Le parole che non ti ho detto. con protagonisti Kevin Costner, Robin Wright, Paul Newman e John Savage .




 Una frase celebre del film
Puoi scegliere, il passato o il futuro. Scegli e tira dritto.

mercoledì 17 agosto 2011

COME SCOPRIRE LE BUGIE secondo ENZO

 Ancora due indizi suggeriti da Enzo per scoprire le bugie...il prossimo articolo dell'amico Enzo avrà un bel bollino rosso ...e non è bugia!


INDIZIO 17
“come scoprire le bugie”

I LAPSUS

Può accadere, alcune volte, a tutti (a me e’ accaduto ) che diciate una cosa, mentre in realtà ne intendete un’altra.

Ciò viene definito “lapsus freudiano”, una breccia nel subconscio per cui le parole con cui vi siete male espressi rivelano e riflettono ciò che sentivate in quel momento, come pensiero interiore.
Ad esempio, una persona che voglia dire:
Abbiamo lavorato sodo al progetto: ci è voluta tutta la notte per completarlo, potrebbe invece lasciarsi sfuggire un :
abbiamo lavorato sodo al progetto: ci è voluta tutta la notte per copiarlo.

Sentite questa storiella riguardo a questi sbagli inconsci.

Un tale confessa a un amico di aver fatto un lapsus freudiano durante una cena con la moglie e racconta: “Volevo dire a mia moglie: ‘Mi puoi passare il sale, per favore?’ E invece le ho detto: ‘Non mi hai mai capito, brutta stronza.”.


FINE




Come scoprire le bugie

INDIZIO 18

RISPOSTE ASTRATTE CHE GENERALIZZANO

Se di fronte a una domanda, la risposta che una persona dà, spersonalizza e generalizza la domanda stessa, state in guardia. La persona vi sta mentendo, vi sta nascondendo qualcosa o non vi dice tutta la verità.

ESEMPIO
Supponiamo che chiediate a qualcuno:
Durante la nostra conversazione di ieri, sei stato sincero con me?”
Se lui o lei, vi risponde: “Certo che sì. Non ti direi mai una bugia. Lo sai che cosa penso dei bugiardi.” FATE ATTENZIONE!

Lo stesso, quando alla domanda : “Hai mai rubato durante l’impiego che avevi in precedenza?” viene risposto: “ No, credo che rubare al proprio datore di lavoro sia la cosa peggiore che si possa fare.” O ancora,
Mi hai mai mentito?” e la risposta è: "Sai che detesto certe cose. Penso che sia moralmente riprovevole.”

Allo scopo di apparire più convincente, il bugiardo offre, in una situazione specifica, rassicurazioni astratte a prova della sua innocenza: cioè, cercherà di rispondere in modo generico e astratto, dicendo quello che pensa sull’argomento, anziché fornire una risposta diretta e precisa.


Enzo

Quel che scrivo è attinente a ciò che succede ? di Giarr

Riflessioni in una notte di mezza estate...

  La BCE ha inviato una lettera al Berlusca con delle condizioni ( non è stata pubblicata)

Berlusconi ha glissato un pò, prima di esprimersi.
Le ragioni possono essere diverse :

a- sapeva già quel che doveva fare ed ha aspettato,drammatizzando sui tempi.
b-voleva spostare tutto ad "altri" e gli hanno imposto di anticipare i tempi.
Resta un fatto: non si è preoccupato di fermare il debito pubblico: tanto poi ci sarebbe stato il salvataggio "alla greca"
E se questa è l'ipotesi allora il diktat della BCE non poteva non essere "tagli lineari" come in Grecia, come in Portogallo ecc.
E' una linea di tendenza economica/finanziaria che le Oligarchie Bancarie Europee, americane ecc stanno mettendo in atto per :
abbassare diritti, aumentare le masse povere, abbassare sovranità alle nazioni, insomma rendere le masse sempre più "duttili".
Dei ricchi, alle oligarchie non gliene frega alcunchè : sono minoranze e servono allo scopo.
Quale ? Quello dei Prodi ( prima) e dei Berlusconi o Papandreu ( adesso).
Mi dispiace fare un simile ragionamento proprio a Ferragosto, ma è il mio modo di farvi sapere quel che vedo.
Accetto volentieri smentite.
Buon Ferragosto (anche se in ritardo...)
giarr

BLOG IN FERIE (MA NON TROPPO)

http://nonsoloorologi.myblog.it/media/00/02/774631376.jpg

Ferragosto è parola di origine latina, deriva infatti da “Feriae Augusti”, che significa “riposo di Agosto”.

Nel mese di agosto venivano raccolti i cereali e quindi nell’antica Roma si festeggiava la fine dei principali lavori agricoli.
Ovvio che tale data nell’agricola Italia fosse motivo di grandi festeggiamenti e gli stessi animali da tiro (cavalli, asini e muli) si godevano la giornata di riposo, bardati con fiori.

Nel giorno di Ferragosto i lavoratori ricevevano una mancia dal padrone, gratifica che nel Rinascimento venne resa obbligatoria per decreto pontificio e chissà che l’attuale tredicesima non ne sia la moderna derivazione…

Già a Roma esistevano i Consualia, periodo di festa e riposo in onore di Conso, divinità protettrice dell’agricoltura.

Nel 18 a.c., con l’inizio dell’età imperiale, i Consualia divennero Augustali, in onore dell’imperatore Ottaviano Augusto.

Fortemente radicata nella tradizione pagana, la festività del Ferragosto fu poi riciclata dalla Chiesa, che, come per altre feste pagane, provò prima a sopprimerle per poi ammantarle di cristianità.






domenica 14 agosto 2011

FRUSTRAZIONI E CONFLITTO 1 ° E 2° PARTE - DI ENZO -



PER ERRORE DI "DISTRAZIONE", SIAMO IN VACANZA EH?... LA PRIMA PARTE DELL'ARTICOLO NON E' STATA PUBBLICATA. RIMEDIO CHIEDENDO SCUSA AI LETTORI E ALL'AMICO ENZO!




VI SENTITE FRUSTRATI?
Credo proprio di sì!

In qualsiasi periodo della vita e in qualsiasi momento…eh no, così non va, l’esordio deve essere diverso, più comprensibile.
Sapete cos’è una frustrazione?
Non tutti lo sanno, forse ne avranno una spiegazione, una definizione, un concetto appena sufficiente.

Diciamolo.
In psicologia clinica, con il termine frustrazione si indica l’operazione di un evento o di una condizione più o meno duratura che ostacola o impedisce il soddisfacimento di nostri bisogni o di desideri senza eliminarli.
Voi certamente mi direte: “Per cortesia, evitiamo le definizioni del gergo “tecnico”, lasciamo stare la definizione psicologica. Avete ragione! Andiamo rasoterra con il lessico..pardon…con il linguaggio.
Si parla di frustrazione quando un individuo s’imbatte in un ostacolo che non gli permette di soddisfare un bisogno, un desiderio o una tendenza. Più comprensibile, spero? Questa è una condizione molto frequente e normale, dalla mattina, quando dobbiamo alzarci anche se preferiremmo continuare a dormicchiare per un’altra mezz’ora, fino alla sera, quando vorremmo dormire ma non ci riusciamo per il grande inesorabile caldo.

Un certo tipo di frustrazioni riusciamo a reggerlo, e riusciamo ad andare avanti in modo soddisfacente. Solo di quanto in quando la cattiva frustrazione, quella infame, ci infastidisce in modo sensibile e cominciamo a esibire tipici comportamenti di risposta; i bei modi, quelli garbati, normali e naturali, vanno a farsi friggere e noi cominciamo ad essere aggressivi; l’aggressività è una reazione all’essere frustrati. Ancora più raramente la tolleranza alla frustrazione si esaurisce, in questo caso, la persona può soffrire in modo eccessivo che non gli permette più di avere una vita soddisfacente.

Attenzione, Gentili Lettori, uno stato del genere diviene così disturbante e anormale che si rende necessario- anche se è brutto dirlo - l’aiuto di uno psicologo.

Quante volte ci è mancato il coraggio di fare una cosa pur tanto desiderata? Quante volte nella vita ci è stato risposto:
“NO”!?
Noi, insomma, siamo tesi verso un certo obbiettivo, ma, spesso, incontriamo degli intoppi; gli intoppi, gli ostacoli, i NO ci creano un tossico stato d’animo. Tutti abbiamo i nostri problemi, le nostre beghe di tipo matrimoniale, beghe con familiari, con parenti, con amici, con estranei, nell’ambiente di lavoro. TUTTI siamo in ballo e dobbiamo “ballare”, cercando di cavarcela il meglio possibile e di adattarci a ogni novità. Questo è stato scritto dallo psicologo americano Frank S. Caprio, a cui Franz Alexander, noto psicanalista di Chicago, ha aggiunto:
Lo stato di piacere deriva da un precedente stato di dispiacere; è difficile immaginare una soddisfazione che non abbia alle spalle una frustrazione.”

E LE CAUSE DELLE FRUSTAZIONI?
Meglio esaminarle in dettaglio!

Allora, Cari Amici, quali sono gli ostacoli che non ci permettono di raggiungere lo scopo? UNA C A T E R V A, tantissimi, numerosissimi, ma li dividiamo i 3 gruppi fondamentali:
  • quelle dovute all’ambiente fisico;
  • quelle dovute all’ambiente sociale;
  • quelle dovute alla persona stessa.

Cominciamo con l’ambiente fisico.
Le oggettive situazioni della vita: l’agricoltore è frustrato dalla grandine che distrugge il suo raccolto e rende inutili mesi di duro lavoro; l’automobilista che ha fretta è frustrato da un passaggio a livello abbassato o da un semaforo rosso; l’alpinista è frustrato dall’asperità di una parete che non gli permette di scalare la montagna; il bambino piccolo è frustrato nel suo bisogno di autonomia (movimenti) dal recinto del box in cui è stato messo.

L’ambiente sociale:
Rispetto a quello fisico, l’ambiente sociale è causa di frustrazioni più fastidiose e, talvolta, anche odiose:basti pensare al fenomeno del razzismo e a tutte le sue conseguenze, specialmente ai tempi d’oggi (vedi Lampedusa). La società e la famiglia avviluppano l’individuo in un gran numero di consuetudini, di riti, di doveri e di diritti,, che costituiscono spesso degli ostacoli alla soddisfazione dei suoi bisogni e delle sue esigenze fin dall’inizio della vita: si comincia con lo svezzamento, a non fare la pipì nelle mutandine, a controllare l’aggressività e a mangiare usando correttamente le posate e si arriva al dover rimandare di anni il matrimonio a causa delle condizioni economiche e al dover abbandonare il lavoro “per raggiunti limiti di età”.
Altri motivi di frustrazioni possono essere l’ingiustizia, l’ipocrisia, la disonestà. L’inganno, la maldicenza, la maleducazione, solo per fare degli esempi.

La persona:
L’individuo stesso può avere, in sé, le cause della propria frustrazione. Alcune di queste cause sono psicologiche, altre legate alla costituzione organica. Il conflitto tra motivazioni (un giovane vuole sposarsi presto, per esempio, ma vuole anche terminare gli studi per poter accedere a una carriera migliore) occupa una posizione di tale rilievo tra le cause psichiche della frustrazione. Ed ancora, un giovane molto timido, può avere difficoltà a relazionare con una ragazza. Una emotività troppo spiccata fa sì che uno scolaro, quando è interrogato, non riesca a rispondere come dovrebbe (in una scuola superiore,sono stato testimone di una esperienza diretta: un giovane, interrogato, cominciava a balbettare vistosamente).

La frustrazione, come abbiamo già detto, può derivare anche da limitazioni fisiche:
  • la statura troppo bassa non permette al bambino di raggiungere il giocattolo che è sul tavolo;
  • un difetto all’udito fa sì che non si possa godere completamente di un concerto, o non intendere bene il suono delle parole delle persone;
  • la deficiente funzione di un arto o la gracile o anomala costituzione fisica impediscono di partecipare ad attività sportive, o di altro genere o di fare certi lavori. Alfred Adler, allievo di Freud, poneva tali deficienze biologiche alla base di quanto definito “sentimento o complesso d’inferiorità. Chi di noi non si è mai sentito in condizioni d’inferiorità? Anzi, in circostanze ordinarie è la causa di qualsiasi progresso. Infatt, l’individuo tende a compensare il proprio senso di inferiorità con l’AMBIZIONE o lo sviluppo di ATTIVITA’ SPECIALI, spesso nello stesso campo in cui era svantaggiato: due citazioni, vi ricordate di quel giovane che aveva corso i 1oo metri, privo di entrambe le gambe, con l’ausilio di due elaborate stecche di un materiale particolare? Riusciva a fare dei tempi migliori di quelli di atleti normali; è stato poi escluso da gare con atleti normali perché ritenuto, “tecnologicamente avvantaggiato”. Ma l’esempio più famoso è forse quello del greco Demostene politico e logografo (uno dei primi scrittori greci di prose storico-geografiche) che, balbuziente (nap.cacaglio)com’era, divenne uno dei più grandi oratori della storia.

Secondo le teorie di Adler, il corso dello sviluppo della persona sarebbe un continuo processo di reazione al proprio senso di inferiorità, pur ammettendo che ci sono persone che non riescono a reagire.

Enzo...segue la 2° parte
IL CONFLITTO DI FRUSTRAZIONI


Frustrazioni: IL CONFLITTO

Gentili Lettori, vi siete mai trovati nella situazione:
  • di avere più desideri?
  • diverse tendenze?
  • più modi di soddisfare lo stesso bisogno?
  • di trovarvi di fronte a diverse strade (non quelle urbane) e dovevate prendere una decisione

…cioè FARE UNA SCELTA?

Allora, torniamo a noi e alle considerazioni che possono nascere qualora si presenti una frustrazione ma abbiamo più di un desiderio, vorremmo scegliere, si prospettano due o più o soluzioni. Chiariamo.
Al mattino ci alziamo, ci laviamo, ci vestiamo, facciamo colazione, usciamo di casa e andiamo al lavoro, a fare shopping o altro, pensando magari a un programma per la serata o leggendo un buon libro, invitando degli amici a casa, andando a cinema o vedendo la TV, oppure a una navigata in Internet… ecc. Per quanto complessa, questa sequenza di fatti è condotta a termine senza crisi: è un susseguirsi di tappe intermedie (alzarsi, lavarsi, e così via) per giungere all’obbiettivo finale: il lavoro.

Molto spesso, però, non ci troviamo di fronte a un’unica cosa da fare, a un unico modo di agire e a un unico obbiettivo. Succede, invece, che abbiamo, proprio nello stesso momento, più di un desiderio o bisogno, diverse tendenze, numerosi modi per soddisfare uno stesso bisogno o per realizzare una data tendenza. Ci troviamo, cioè, di fronte a parecchie strade, il che impone di prendere una decisione e scegliere quello, tra i due o più obbiettivi, che sembra preferibile e anche il modo più idoneo a raggiungerlo. Seguite le seguenti ipotesi.

La donna che ha paura di ingrassare decide di osservare una dieta rigorosa, anche se questa, evidentemente, le costa dei sacrifici. Un giovane, giunto alla fine delle scuole superiori deve esaminare quali sono i suoi interessi, le sue capacità e le sue possibilità economiche per decidere la strada da intraprendere: se fare il medico, l’ingegnere, l’insegnante di lettere o immettersi subito nel mondo del lavoro. Prendere o non prendere decisioni storiche anche nell’ambito amoroso.
Le grandi decisioni che mettono in gioco interessi fondamentali nell’esistenza di un individuo, e dalle quali scaturisce tutto un nuovo indirizzo di vita, possono venire considerate vere e proprie crisi della sua storia.
È evidente che non basta decidere una cosa, non basta fare un programma: non è sufficiente che la donna si dica: “Debbo mettermi a dieta.” Bisogna, anche, passare all’atto e la volontà consiste proprio nel sapere fare delle scelte e tradurre le intenzioni in azioni.
Ciò non è sempre facile. La donna, come già detto, ha deciso di mettersi a dieta, ma, nonostante ciò, a una festa di amici si lascia “tentare” da una bella porzione di torta. Potremmo interpretare la cosa dicendo che la donna non ha una sufficiente forza di volontà, la vera ragione, tuttavia, sta nel fatto che le tendenze che la spingono a mangiare (la golosità o il desiderio di non comportarsi in modo diverso dagli altri o l’essere giù di morale e desiderosa di “rifarsi”) sono, in quel momento, abbastanza forti da prevalere sulla paura di ingrassare. Orbene, quando l’uomo (o la donna) prova “contemporaneamente” molti bisogni, molte tendenze in contrasto tra loro (quali, la paura di ingrassare e la soddisfazione della propria golosità), viene a trovarsi in una condizione di “CONFLITTO”: egli ha, nel medesimo istante, due o più motivazioni, che hanno circa la stessa forza e richiedono azioni incompatibili tra loro.
Il conflitto”, ha scritto uno psicologo americano, è come una guerra civile, perché è combattuto tra due forze opposte che agiscono all’interno della stessa persona.”
Gentili Ciucciotti e Ciucciottine interessati, ora cerchiamo di spiegare un altro tipo di motivazioni e cioè:
  • motivazioni che hanno la stessa forza;
  • e azioni incompatibili fra loro.

Un po’ complicato? Mbè, sarò semplice e spero anche chiaro. Vi richiedo un tantino di attenzione in più.
È comprensibile che, tra due desideri (obbiettivi, tendenze), non si ha conflitto se uno è molto più forte o importante dell’altro: colui (o colei) che può trascorrere una serata noiosa o partecipare a una festa piacevole, non vive una situazione di conflitto e prenderà rapidamente la sua decisione. Personalmente, ed è mia ferma convinzione, che le motivazioni che fanno decidere in un senso o in un altro, noi (io) le chiamiamo “le funi che tirano”: cioè, la fune che tira di più fa decidere nel “suo” senso.
Se, di contro, i due obbiettivi (le due funi) hanno circa la stessa forza, la decisione o l’atto di volontà possono essere molto difficili. Un giovane, per esempio, può trovarsi di fronte al desiderio di iscriversi all’università (ma rimandare il matrimonio a dopo la laurea) e quello di sposarsi subito (cercando un impiego che potrebbe dargli scarse soddisfazioni): la decisione, in questo caso, non è certo facile ed egli vivrà un periodo più o meno lungo e penoso di ripensamenti e di dubbi prima di scegliere una delle due strade.

Numerosi casi di indecisione e di apparente mancanza di volontà (ricordate l’esempio della donna che ha deciso di stare a dieta) sono dovuti proprio a una condizione di conflitto, in cui alcune tendenze diventano abbastanza forti da dominare altre tendenze opposte.

E veniamo alle”azioni incompatibili tra loro”: sono quelle azioni che non possono avvenire contemporaneamente; per esempio, non siamo in grado di stare in piedi e contemporaneamente seduti, così come è assurdo volere andare al mare e, nello stesso tempo, anche in montagna; ci sentiamo stanchi e desideriamo andare a letto, ma siamo stati invitati a una festa che ci attira per la presenza di una persona che riteniamo “interessante”, è ovvio che non potremo, nello stesso tempo, dormire e andare alla festa per incontrare quella persona.
Una battuta per concludere? Lamentiamoci pure delle frustrazioni incompatibili…ma se pensate che nella vita possiamo incontrare delle persone incompatibili…è ancora peggio.

Fine 2^ parte
3^ parte: “I VARI TIPI DI CONFLITTO” per chi reggerà la lettura! Ma la cultura è una cosa seria.

Enzo