mercoledì 17 agosto 2011

BLOG IN FERIE (MA NON TROPPO)

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Ferragosto è parola di origine latina, deriva infatti da “Feriae Augusti”, che significa “riposo di Agosto”.

Nel mese di agosto venivano raccolti i cereali e quindi nell’antica Roma si festeggiava la fine dei principali lavori agricoli.
Ovvio che tale data nell’agricola Italia fosse motivo di grandi festeggiamenti e gli stessi animali da tiro (cavalli, asini e muli) si godevano la giornata di riposo, bardati con fiori.

Nel giorno di Ferragosto i lavoratori ricevevano una mancia dal padrone, gratifica che nel Rinascimento venne resa obbligatoria per decreto pontificio e chissà che l’attuale tredicesima non ne sia la moderna derivazione…

Già a Roma esistevano i Consualia, periodo di festa e riposo in onore di Conso, divinità protettrice dell’agricoltura.

Nel 18 a.c., con l’inizio dell’età imperiale, i Consualia divennero Augustali, in onore dell’imperatore Ottaviano Augusto.

Fortemente radicata nella tradizione pagana, la festività del Ferragosto fu poi riciclata dalla Chiesa, che, come per altre feste pagane, provò prima a sopprimerle per poi ammantarle di cristianità.






domenica 14 agosto 2011

FRUSTRAZIONI E CONFLITTO 1 ° E 2° PARTE - DI ENZO -



PER ERRORE DI "DISTRAZIONE", SIAMO IN VACANZA EH?... LA PRIMA PARTE DELL'ARTICOLO NON E' STATA PUBBLICATA. RIMEDIO CHIEDENDO SCUSA AI LETTORI E ALL'AMICO ENZO!




VI SENTITE FRUSTRATI?
Credo proprio di sì!

In qualsiasi periodo della vita e in qualsiasi momento…eh no, così non va, l’esordio deve essere diverso, più comprensibile.
Sapete cos’è una frustrazione?
Non tutti lo sanno, forse ne avranno una spiegazione, una definizione, un concetto appena sufficiente.

Diciamolo.
In psicologia clinica, con il termine frustrazione si indica l’operazione di un evento o di una condizione più o meno duratura che ostacola o impedisce il soddisfacimento di nostri bisogni o di desideri senza eliminarli.
Voi certamente mi direte: “Per cortesia, evitiamo le definizioni del gergo “tecnico”, lasciamo stare la definizione psicologica. Avete ragione! Andiamo rasoterra con il lessico..pardon…con il linguaggio.
Si parla di frustrazione quando un individuo s’imbatte in un ostacolo che non gli permette di soddisfare un bisogno, un desiderio o una tendenza. Più comprensibile, spero? Questa è una condizione molto frequente e normale, dalla mattina, quando dobbiamo alzarci anche se preferiremmo continuare a dormicchiare per un’altra mezz’ora, fino alla sera, quando vorremmo dormire ma non ci riusciamo per il grande inesorabile caldo.

Un certo tipo di frustrazioni riusciamo a reggerlo, e riusciamo ad andare avanti in modo soddisfacente. Solo di quanto in quando la cattiva frustrazione, quella infame, ci infastidisce in modo sensibile e cominciamo a esibire tipici comportamenti di risposta; i bei modi, quelli garbati, normali e naturali, vanno a farsi friggere e noi cominciamo ad essere aggressivi; l’aggressività è una reazione all’essere frustrati. Ancora più raramente la tolleranza alla frustrazione si esaurisce, in questo caso, la persona può soffrire in modo eccessivo che non gli permette più di avere una vita soddisfacente.

Attenzione, Gentili Lettori, uno stato del genere diviene così disturbante e anormale che si rende necessario- anche se è brutto dirlo - l’aiuto di uno psicologo.

Quante volte ci è mancato il coraggio di fare una cosa pur tanto desiderata? Quante volte nella vita ci è stato risposto:
“NO”!?
Noi, insomma, siamo tesi verso un certo obbiettivo, ma, spesso, incontriamo degli intoppi; gli intoppi, gli ostacoli, i NO ci creano un tossico stato d’animo. Tutti abbiamo i nostri problemi, le nostre beghe di tipo matrimoniale, beghe con familiari, con parenti, con amici, con estranei, nell’ambiente di lavoro. TUTTI siamo in ballo e dobbiamo “ballare”, cercando di cavarcela il meglio possibile e di adattarci a ogni novità. Questo è stato scritto dallo psicologo americano Frank S. Caprio, a cui Franz Alexander, noto psicanalista di Chicago, ha aggiunto:
“Lo stato di piacere deriva da un precedente stato di dispiacere; è difficile immaginare una soddisfazione che non abbia alle spalle una frustrazione.”

E LE CAUSE DELLE FRUSTAZIONI?
Meglio esaminarle in dettaglio!

Allora, Cari Amici, quali sono gli ostacoli che non ci permettono di raggiungere lo scopo? UNA C A T E R V A, tantissimi, numerosissimi, ma li dividiamo i 3 gruppi fondamentali:
  • quelle dovute all’ambiente fisico;
  • quelle dovute all’ambiente sociale;
  • quelle dovute alla persona stessa.

Cominciamo con l’ambiente fisico.
Le oggettive situazioni della vita: l’agricoltore è frustrato dalla grandine che distrugge il suo raccolto e rende inutili mesi di duro lavoro; l’automobilista che ha fretta è frustrato da un passaggio a livello abbassato o da un semaforo rosso; l’alpinista è frustrato dall’asperità di una parete che non gli permette di scalare la montagna; il bambino piccolo è frustrato nel suo bisogno di autonomia (movimenti) dal recinto del box in cui è stato messo.

L’ambiente sociale:
Rispetto a quello fisico, l’ambiente sociale è causa di frustrazioni più fastidiose e, talvolta, anche odiose:basti pensare al fenomeno del razzismo e a tutte le sue conseguenze, specialmente ai tempi d’oggi (vedi Lampedusa). La società e la famiglia avviluppano l’individuo in un gran numero di consuetudini, di riti, di doveri e di diritti,, che costituiscono spesso degli ostacoli alla soddisfazione dei suoi bisogni e delle sue esigenze fin dall’inizio della vita: si comincia con lo svezzamento, a non fare la pipì nelle mutandine, a controllare l’aggressività e a mangiare usando correttamente le posate e si arriva al dover rimandare di anni il matrimonio a causa delle condizioni economiche e al dover abbandonare il lavoro “per raggiunti limiti di età”.
Altri motivi di frustrazioni possono essere l’ingiustizia, l’ipocrisia, la disonestà. L’inganno, la maldicenza, la maleducazione, solo per fare degli esempi.

La persona:
L’individuo stesso può avere, in sé, le cause della propria frustrazione. Alcune di queste cause sono psicologiche, altre legate alla costituzione organica. Il conflitto tra motivazioni (un giovane vuole sposarsi presto, per esempio, ma vuole anche terminare gli studi per poter accedere a una carriera migliore) occupa una posizione di tale rilievo tra le cause psichiche della frustrazione. Ed ancora, un giovane molto timido, può avere difficoltà a relazionare con una ragazza. Una emotività troppo spiccata fa sì che uno scolaro, quando è interrogato, non riesca a rispondere come dovrebbe (in una scuola superiore,sono stato testimone di una esperienza diretta: un giovane, interrogato, cominciava a balbettare vistosamente).

La frustrazione, come abbiamo già detto, può derivare anche da limitazioni fisiche:
  • la statura troppo bassa non permette al bambino di raggiungere il giocattolo che è sul tavolo;
  • un difetto all’udito fa sì che non si possa godere completamente di un concerto, o non intendere bene il suono delle parole delle persone;
  • la deficiente funzione di un arto o la gracile o anomala costituzione fisica impediscono di partecipare ad attività sportive, o di altro genere o di fare certi lavori. Alfred Adler, allievo di Freud, poneva tali deficienze biologiche alla base di quanto definito “sentimento o complesso d’inferiorità. Chi di noi non si è mai sentito in condizioni d’inferiorità? Anzi, in circostanze ordinarie è la causa di qualsiasi progresso. Infatt, l’individuo tende a compensare il proprio senso di inferiorità con l’AMBIZIONE o lo sviluppo di ATTIVITA’ SPECIALI, spesso nello stesso campo in cui era svantaggiato: due citazioni, vi ricordate di quel giovane che aveva corso i 1oo metri, privo di entrambe le gambe, con l’ausilio di due elaborate stecche di un materiale particolare? Riusciva a fare dei tempi migliori di quelli di atleti normali; è stato poi escluso da gare con atleti normali perché ritenuto, “tecnologicamente avvantaggiato”. Ma l’esempio più famoso è forse quello del greco Demostene politico e logografo (uno dei primi scrittori greci di prose storico-geografiche) che, balbuziente (nap.cacaglio)com’era, divenne uno dei più grandi oratori della storia.

Secondo le teorie di Adler, il corso dello sviluppo della persona sarebbe un continuo processo di reazione al proprio senso di inferiorità, pur ammettendo che ci sono persone che non riescono a reagire.

Enzo...segue la 2° parte
IL CONFLITTO DI FRUSTRAZIONI


Frustrazioni: IL CONFLITTO

Gentili Lettori, vi siete mai trovati nella situazione:
  • di avere più desideri?
  • diverse tendenze?
  • più modi di soddisfare lo stesso bisogno?
  • di trovarvi di fronte a diverse strade (non quelle urbane) e dovevate prendere una decisione

…cioè FARE UNA SCELTA?

Allora, torniamo a noi e alle considerazioni che possono nascere qualora si presenti una frustrazione ma abbiamo più di un desiderio, vorremmo scegliere, si prospettano due o più o soluzioni. Chiariamo.
Al mattino ci alziamo, ci laviamo, ci vestiamo, facciamo colazione, usciamo di casa e andiamo al lavoro, a fare shopping o altro, pensando magari a un programma per la serata o leggendo un buon libro, invitando degli amici a casa, andando a cinema o vedendo la TV, oppure a una navigata in Internet… ecc. Per quanto complessa, questa sequenza di fatti è condotta a termine senza crisi: è un susseguirsi di tappe intermedie (alzarsi, lavarsi, e così via) per giungere all’obbiettivo finale: il lavoro.

Molto spesso, però, non ci troviamo di fronte a un’unica cosa da fare, a un unico modo di agire e a un unico obbiettivo. Succede, invece, che abbiamo, proprio nello stesso momento, più di un desiderio o bisogno, diverse tendenze, numerosi modi per soddisfare uno stesso bisogno o per realizzare una data tendenza. Ci troviamo, cioè, di fronte a parecchie strade, il che impone di prendere una decisione e scegliere quello, tra i due o più obbiettivi, che sembra preferibile e anche il modo più idoneo a raggiungerlo. Seguite le seguenti ipotesi.

La donna che ha paura di ingrassare decide di osservare una dieta rigorosa, anche se questa, evidentemente, le costa dei sacrifici. Un giovane, giunto alla fine delle scuole superiori deve esaminare quali sono i suoi interessi, le sue capacità e le sue possibilità economiche per decidere la strada da intraprendere: se fare il medico, l’ingegnere, l’insegnante di lettere o immettersi subito nel mondo del lavoro. Prendere o non prendere decisioni storiche anche nell’ambito amoroso.
Le grandi decisioni che mettono in gioco interessi fondamentali nell’esistenza di un individuo, e dalle quali scaturisce tutto un nuovo indirizzo di vita, possono venire considerate vere e proprie crisi della sua storia.
È evidente che non basta decidere una cosa, non basta fare un programma: non è sufficiente che la donna si dica: “Debbo mettermi a dieta.” Bisogna, anche, passare all’atto e la volontà consiste proprio nel sapere fare delle scelte e tradurre le intenzioni in azioni.
Ciò non è sempre facile. La donna, come già detto, ha deciso di mettersi a dieta, ma, nonostante ciò, a una festa di amici si lascia “tentare” da una bella porzione di torta. Potremmo interpretare la cosa dicendo che la donna non ha una sufficiente forza di volontà, la vera ragione, tuttavia, sta nel fatto che le tendenze che la spingono a mangiare (la golosità o il desiderio di non comportarsi in modo diverso dagli altri o l’essere giù di morale e desiderosa di “rifarsi”) sono, in quel momento, abbastanza forti da prevalere sulla paura di ingrassare. Orbene, quando l’uomo (o la donna) prova “contemporaneamente” molti bisogni, molte tendenze in contrasto tra loro (quali, la paura di ingrassare e la soddisfazione della propria golosità), viene a trovarsi in una condizione di “CONFLITTO”: egli ha, nel medesimo istante, due o più motivazioni, che hanno circa la stessa forza e richiedono azioni incompatibili tra loro.
“Il conflitto”, ha scritto uno psicologo americano, è come una guerra civile, perché è combattuto tra due forze opposte che agiscono all’interno della stessa persona.”
Gentili Ciucciotti e Ciucciottine interessati, ora cerchiamo di spiegare un altro tipo di motivazioni e cioè:
  • motivazioni che hanno la stessa forza;
  • e azioni incompatibili fra loro.

Un po’ complicato? Mbè, sarò semplice e spero anche chiaro. Vi richiedo un tantino di attenzione in più.
È comprensibile che, tra due desideri (obbiettivi, tendenze), non si ha conflitto se uno è molto più forte o importante dell’altro: colui (o colei) che può trascorrere una serata noiosa o partecipare a una festa piacevole, non vive una situazione di conflitto e prenderà rapidamente la sua decisione. Personalmente, ed è mia ferma convinzione, che le motivazioni che fanno decidere in un senso o in un altro, noi (io) le chiamiamo “le funi che tirano”: cioè, la fune che tira di più fa decidere nel “suo” senso.
Se, di contro, i due obbiettivi (le due funi) hanno circa la stessa forza, la decisione o l’atto di volontà possono essere molto difficili. Un giovane, per esempio, può trovarsi di fronte al desiderio di iscriversi all’università (ma rimandare il matrimonio a dopo la laurea) e quello di sposarsi subito (cercando un impiego che potrebbe dargli scarse soddisfazioni): la decisione, in questo caso, non è certo facile ed egli vivrà un periodo più o meno lungo e penoso di ripensamenti e di dubbi prima di scegliere una delle due strade.

Numerosi casi di indecisione e di apparente mancanza di volontà (ricordate l’esempio della donna che ha deciso di stare a dieta) sono dovuti proprio a una condizione di conflitto, in cui alcune tendenze diventano abbastanza forti da dominare altre tendenze opposte.

E veniamo alle”azioni incompatibili tra loro”: sono quelle azioni che non possono avvenire contemporaneamente; per esempio, non siamo in grado di stare in piedi e contemporaneamente seduti, così come è assurdo volere andare al mare e, nello stesso tempo, anche in montagna; ci sentiamo stanchi e desideriamo andare a letto, ma siamo stati invitati a una festa che ci attira per la presenza di una persona che riteniamo “interessante”, è ovvio che non potremo, nello stesso tempo, dormire e andare alla festa per incontrare quella persona.
Una battuta per concludere? Lamentiamoci pure delle frustrazioni incompatibili…ma se pensate che nella vita possiamo incontrare delle persone incompatibili…è ancora peggio.

Fine 2^ parte
3^ parte: “I VARI TIPI DI CONFLITTO” per chi reggerà la lettura! Ma la cultura è una cosa seria.

Enzo

giovedì 11 agosto 2011

MENU' SFACCIATO AL SENATO!!

Il menu del Senato: spaghetti a 1,60 euro, pesce spada a 3,55

Siamo tutti invitati a mangiare al senato ...?? VENGO ANCH'IO? NO, TU NO!

Prezzi fuori mercato che fanno arrabbiare il popolo del Web. Sulla Rete impazza la foto del menu del ristornate del Senato. Pietanze prelibate a costi ridicoli. Un dolce a 1,74 euro, bevande a 0,67. Ecco la "carta".

E' soltanto l'ultima puntata sulla Casta dei politici. Quella dei prezzi applicati dal ristorante del Senato sta facendo scoppiare la polemica sul web con la foto del menu condita dai commenti più duri. Difficile dare torto al popolo della Rete vedendo sfilare prezzi inconcepibili anche per una trattoria modesta: risotto con rombo 3,34 euro, carpaccio di filetto 2,76, dolce a 1,74. E ancora pesce spada a 3,55, spaghetti alle alici 1,60.

Mi viene in mente  in mente  che in una puntata delle Iene, della scorsa stagione ,  Luca e Paolo mettevano a confronto i pensieri dei nostri passati statisti con l'ultima chicca dedicata a quelli odierni, nella fattispecie l'On. Buttiglione in un'intervento al senato, disse più o meno queste parole "sono stupito che in un paese moderno e all'avenguardia come il nostro, che il senato della repubblica rappresenta degnamente, come sia possibile che il menù della bouvette sia sprovvisto di dolci", sembra sia stato accontentato - dolci al carrello € 1,74.
 
il video che vi propongo è dell' 8 marzo 2009

L’ EVASIONE D'AGOSTO ... FISCALE ! -da Liberalvox -

DAL 9 AGOSTO SPOT TV CONTRO

L'EVASIONE FISCALE

 L'ennesima presa in giro del governo e ancora una volta soldi sprecati !




IL FATTO. Il governo scopre col solleone che nel belpaese esiste l'evasione fiscale e affida non alla Guardia di Finanza, nè tantomeno all'Agenzia delle Entrate, ma ad un'agenzia pubblicitaria la "Saatchi & Saatchi", una campagna di "comunicazione istituzionale per sensibilizzare i cittadini sulla necessità e l’importanza di pagare le imposte. L’obiettivo - spiegano a Via XX Settembre - è ridurre l’evasione fiscale anche grazie ai comportamenti attivi dei cittadini e renderli consapevoli che senza entrate fiscali, non è possibile fornire servizi pubblici. In sintesi chi evade le tasse vive alle spese degli altri e danneggia tutti". La campagna pubblicitaria è articolata in due spot televisivi e due comunicati radio, che verranno anche declinati in affissioni nelle principali stazioni ferroviarie e negli aeroporti di Milano e Roma, nonchè in pagine pubblicitarie sui maggiori quotidiani e settimanali, dove - dopo vermi, zecche, pidocchi, pulci, piattole ed altri animalacci del genere dei cosiddetti "parassiti" - appare il volto giovane, accigliato, barba lunga di un tizio che più che un "evasore fiscale" sembra... quello di un cassintegrato!


IL COMMENTO. di Antonio Crispi - Cgil. Il Ministro Tremonti e il Governo da circa tre anni scoprono nel mese di agosto l’esistenza dell’evasione fiscale. Si minaccia, come al solito, una calda estate per gli evasori, definiti in uno spot “parassiti che vivono delle sostanze altrui”. Udite, udite, si minacciano controlli a tappeto per scoprire i proprietari di mega Yacht, di case di lusso estive e Suv. La realtà purtroppo è molto diversa. I dati ufficiali forniti dalla stessa Agenzia affermano il contrario. Il piano aziendale dell’Agenzia delle Entrate, a fronte di 10 miliardi recuperati nel 2010 dalla lotta all’evasione, si propone per il 2011 di incassare 8 miliardi cioé 2 miliardi in meno, 3 rispetto allo spot. Gli accertamenti ai fini delle Imposte Dirette e dell’Iva, passano da 167.000 consuntivati nel 2010, ai 130.000 programmati per il 2011 cioè meno controlli su professionisti ed imprese minori. Di fronte ad una evasione complessiva di 160 miliardi di euro il Governo ritiene di propagandare come fatto eccezionale il recupero di 11 miliardi!!! Va ricordato che nel 2010 l’evasione al di là di ogni propaganda è aumentata di 30 miliardi. La lotta all’evasione fiscale non si fa con spot o proclami, deve essere un impegno quotidiano, si devono inasprire le sanzioni, bisogna introdurre norme specifiche che rendano più difficile evadere le tasse e potenziare la macchina fiscale. Ricordiamo infine, che l’art. 7 del recente decreto sviluppo, oltre ad aver reso obbligatorio il coordinamento delle attività di tutti gli Enti che svolgono attività ispettive, aumentando la burocrazia, ha limitato la possibilità di più controlli sullo stesso soggetto nell’arco di sei mesi. Semplificazione Amministrativa, o incentivazione all’evasione?


mercoledì 10 agosto 2011

IL GOVERNO DEL FARE... giusta riflessione di Tonino -

Ma non era IL GOVERNO DEL FARE ?


(Tonino, secondo me ,e non solo ,ciurla nel manico ...)

Adesso tutti, ma proprio tutti, gli dicono di FARE, e Lui ( si, sempre lui putroppo) non FA !
L' Italia è nel guano, l' Europa da tempo sbraita contro il nostro governo perchè faccia le riforme, e Berlusconi appare riluttante e indeciso a qualsiasi richiamo.
Anche la padrona d' Europa ( Merkel) gli aveva fatto una telefonata di esortazione a tirar sù l'economia italiana.
Niente, se n'è andato in Sardegna ed ha mandato in pellegrinaggio i suoi scilipotini : Cucù, ci rivedremo a settembre !
Allora si sono incazzati tutti :
Obama( che da sempre lo odia),
la Merkel( che non lo può soffrire da quando le ha fatto gli scherzetti),
Trichet ( amico di Draghi e Capo BCE) gli ha dettatto( alla lettera) le misure da attuare, se non vuol fare la fine della Grecia.
Allora : indietro tutta !
Lui ed il suo ministro ( che dico? ) superministro dell'economia, a rotoli ,si fiondano davanti ai giornalisti e annunciano.
Che cosa nessuno lo ha capito, ma hanno così risposto alla matrigna ( BCE) che eseguiranno, a breve, le indicazioni urbi et orbi.
E' pur sempre il GOVERNO DEL FARE , no ?
Speriamo che faccia meno schifo di quanto ha fatto fino ad ora !
giarr

TEST Siete tesi o rilassati - proposto da ENZO




SIETE TESI O RILASSATI?
Io penso che …ma non lo dico!

In base ai test – ed è un buon motivo – la conoscenza di voi amiche si amplia a mò di un puzzle. Infatti, ogni test aggiunge tante “pezzi” all’icona psicologica di voi quali persone Amiche che io ho il piacere di conoscere. Con i test e le vostre risposte cerco di togliere le parti oscure (quelle ignote) per conoscervi meglio. E certe sorpresucce non mancano, non solo in senso negativo: a volte storco la bocca, altre volte sorrido.
Ho semplificato il punteggio; date una sola risposta a ogni quesito: A oppure B oppure C. Non devo condizionarvi, ma il mio “DUCKINO” prevede certi esiti.
Si comincia! Ecco le 10 domande!

01- Spesso mi arrabbio con la gente troppo facilmente.

Vero A
Una via di mezzo B
Falso C

02- Mi sento irrequieto come se cercassi qualche cosa che non so precisare.

Molto raramente A
Qualche volta B
Spesso C

  1. Talvolta dubito che le persone con cui sto parlando si interessino effettivamente a quello che dico.

Vero A
Una via di mezzo B
Falso C

  1. Non ho mai provato disturbi vaghi, come per esempio, dolori imprecisabili, disturbi digestivi, strane sensazioni al cuore.

Vero A
Incerto B
Falso C

  1. Discutere con certe persone è così seccante che mi manca la voglia di parlare.

Qualche volta A
Raramente B
Mai C

  1. Io sono tanto sensibile che certi rumori, come il cigolio di una porta, mi riescono insopportabili e mi danno brividi.

Spesso A
Qualche volta B
Mai C

  1. Se qualche cosa mi mette in grande agitazione, riesco in genere a riconquistare ben presto la calma.

Vero A
Incerto B
Falso C

08 - Mi viene da tremare e sudare quando penso a una cosa difficile da fare.

Sì A
Una via di mezzo B
No C

09 – Di solito, quando vado a letto, mi addormento rapidamente in pochi minuti.

Sì A
Una via di mezzo B
No C

10 – Talvolta entro in uno stato di tensione e di agitazione, quando penso alle cose da fare, al mio lavoro o ai miei affari.

Vero A
Incerto B
Falso C

VALUTAZIONI INTERPRETATIVE:
Maggioranza di C = Avete un alto grado di rilassamento; tendete a possedere un buon equilibrio emotivo e a essere calmo e disteso.

Maggioranza di A = L’alto grado di tensione emotiva vuol dire che siete teso, eccitato, inquieto, irritabile e impaziente. Pur sentendovi stanco, non siete capace di rimanere rilassato e riposare.

Risposte miste più o meno in egual misura = Una situazione più o meno equilibrata è data da risposte miste C e B;
molto meno equilibrata è data da risposte B + A

IN CONCLUSIONE: L’OTTIMO E’ C
IL PESSIMO E’ A


Ora potete rilassarvi !
Enzo





UOMINI E DONNE ... vogliamo sorriderne - di MARIA


Siete in vacanza? Da soli/e o in “dolce” compagnia? In 

ogni caso cerchiamo e troviamo qualche motivo per divertirci, senza sforzo però . . . fa troppo caldo per aggiungere altra fatica. Se proprio volete far aumentare la temperatura . . . provate con .. . un altro “IMPEGNO” . . . eh eh eh Vi sembro troppo provocatoria e maliziosa? Ma nooo!!! E’ che la vita all’aria aperte e le calde atmosfere estive invitano . . . all’AMMORE ! Nel frattempo sorridiamo ancora un po’ . . .

Un uomo sta camminando lungo una spiaggia californiana quando inciampa in una vecchia lampada. La prende, la strofina ed ecco che esce il genio. Il genio dice: "OK, OK. Mi hai liberato dalla lampada, bla bla bla. Questa è la quarta volta questo mese e tutti questi desideri incominciano a darmi fastidio. Così ti puoi scordare i classici tre desideri; ne hai soltanto uno."
L'uomo si siede e pensa per un po'. Poi dice: "Ho sempre voluto andare alle Hawaii ma ho paura di volare e soffro di mal di mare. Puoi costruirmi un ponte per le Hawaii così posso andarci in macchina?"
Il genio ride e dice: "E' impossibile! Pensa alla logistica. Come potrebbero i pali raggiungere i fondali dell'oceano? Pensa a quanto cemento armato ci vorrebbe, quanto acciaio. No, pensa a un altro desiderio". 
L'uomo prova allora a pensare a un altro bel desiderio. 
Alla fine dice: "Sono stato sposato e quattro volte e ho sempre divorziato. Le mie mogli dicevano sempre che non prestavo loro attenzione e che sono insensibile. Così desidero capire le donne ... sapere come si sentono dentro e che cosa pensano quando non mi parlano ... sapere perché piangono ... sapere che cosa vogliono realmente quando dicono "niente" ... sapere come farle veramente felici ..."
Il genio: "Mi dicevi ... quel ponte ... lo vuoi a due o quattro corsie?"


Perchè gli uomini preferiscono le vergini? . . . perchè non sopportano le critiche!
Su una cosa l'uomo e la donna sono daccordo? . . . entrambi diffidano delle donne.


Due ragazze parlano. La prima: "Scusa ma secondo te questo vestito è troppo scollato?". La seconda: "No ti si vedono solamente i peli sul petto". La prima: "Ma io non ho peli sul petto". La seconda “si, allora è troppo scollato”….




UNA "Ma 

non e' possibile che Francesco sia in ospedale. L'ho visto appena ieri sera in perfetta forma con una bella donna al ristorante."
L’ALTRA: "Appunto…..l'ha visto anche la moglie."
Lei: Tutte le volte che mi guardo allo specchio non posso fare a meno di ammirare il mio corpo perfetto. Credi sia vanità?
Lui: No! E' immaginazione.
Una coppia decide di sposarsi e il futuro marito decide di chiarire subito alcuni punti a cui non intende rinunciare: "Cara, prendi nota che ho delle abitudini ben radicate a cui non voglio rinunciare. Al lunedi' sera vado al cinema con gli amici, il martedi' sono in biblioteca per aggiornamenti culturali, il mercoledi' sera ci troviamo al bar per la schedina, al giovedi' c'e' il club del bridge che dura sempre fino a notte fonda, al venerdi' vado sempre a teatro, al sabato non posso mancare ad una puntatina in discoteca e alla domenica ci troviamo sempre in pizzeria fra ex compagni di corso". "Caro, anch'io ho delle abitudini fisse per cui capisco le tue esigenze... vedi, io scopo tutte le sere. Chi c'e', c'e'...". 
cascarci . . . 


potrebbe essere l' unica cosa dura che ha.

 mai.


 
Ed ora godetevi questi “brividi” musicali . . . e continuate ad amare . . .


 


http://www.partecipiamo.it/gif/lettere_2/mmm.gif ARIA

lunedì 8 agosto 2011

L'AGAVE - di MARIA -

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Ebbene si! Cari amici, non riusciamo a stare lontani da voi ! E, sia io che Enzo e Maria, tra un bagno e l'altro, siamo qua a tenervi e tenerci compagnia . Specialmente nelle ore più calde è un refrigerio chiudere le persiane e...raccontarcela. Siano essi articoli leggeri o di stretta attualità. Oppure, semplicemente, delle riflessioni estemporanee come quella che ci  propone ,oggi, Maria ...

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L’agave è una pianta che mi ha sempre affascinato. Ha una caratteristica che ritengo particolarmente drammatica: vive anche fino ai 20-30 anni, poi fiorisce e muore, un unico fiore a conclusione di una vita rigogliosa. In quel fiore c’è tutta la sua esistenza, tutte le lotte sostenute per giungere a quella manifestazione, unica ed irripetibile, come certi amori . . .


L’agave
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Sono anni che torno in questo angolo di paradiso
Il mare accarezza il cielo,
Che a sera ricambia tanta tenerezza
Con la passione di un bacio rovente,
Dato con le labbra del sole che tramonta.
A pochi passi una folta vegetazione
Tutte le sfumature del verde
Che si arrossano, come arruginite dai raggi roventi
Eccola, è sempre lì, nel suo fiero ergersi , l’agave
Un punto fermo in questo paesaggio, ma . . .ancora per poco
L’ho vista crescere, allargare il suo cespuglio e finalmente fiorire
Ma per quel fiore consuma tutte le sue energie,
Per poi morire dopo aver regalato
Il suo estremo dono d’amore . . . unico . . . esclusivo
Tornerò in questo angolo di paradiso
Chiuderò gli occhi e accanto alla sua ombra un’altra fluttuerà,
perché nessun segno d’amore scompare davvero.
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http://www.partecipiamo.it/gif/separatori/note_musicali_2.gif



http://www.partecipiamo.it/gif/lettere_2/mmm.gifARIA



domenica 7 agosto 2011

L'AMORE DOLOROSO NARRATO DA TRE SCRITTRICI SICILIANE



Momento d'oro anche per le scrittrici siciliane. in questa settimana gattopardiana di Santa Margherita Belice , si distinguono  tre autrici MARILENA MONTI (viaggio di cuore) 

BEATRICE MONROY( Elegia delle donne morte)

  VERONICA TOMASSINI (Sangue di cane).

Tre esempi di letteratura femminile, tre romanzi "duri" come un pugno nello stomaco  dove l'amore viene descritto come dolore. Tre romanzi avvincenti come un noir che producono un groppo al cuore, un nodo in gola gettando il lettore nella disperazione per fargli luce alla fine del tunnel, la speranza nella redenzione insinuando l'idea che nell'amore può esserci salvezza , ma che non è un finale scontato e nemmeno meritato dai buoni, ma che dipende da una serie di circostanze che possono assecondare le strategie individuali o mandare alle quaglie ogni disegno.Sono tre storie d'amore . Ma non quello sognato , immaginato da adolescenti ,raccontato da romanzi rosa , piuttosto quello irriconoscibile e doloroso che si vive nelle storie del nostro tempo globalizzato e postmoderno.
http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTjgVYRzqDcWE6WfbvVkaMr6gnNwxgFV8iZju7AW2FXlsfg8i1AKg&t=1

MARILENA MONTI 
-Cantautrice e scrittrice. Ha lavorato alla Rai Sicilia per più di venti anni. Autrice di testi e regista; per quattro anni è stata direttore artistico del Teatro Selinus di Castelvetrano.

 VIAGGIO DI CUORE

Ugo, insegnante e scrittore, è sottoposto a trapianto di cuore: donatore è il suo migliore amico morto in un incidente mentre Ugo è in lista d'attesa. L'intervento riesce alla perfezione ma Ugo è vinto da una cupa depressione che gli impedisce di vivere bene. Egli si convince che responsabile sia il cuore del suo amico incapace d'amare. Si chiude nel ricordo e nel rimpianto del proprio vecchio cuore, capace di emozioni intense e forti, ma neppure questo lo aiuta a star meglio. Il finale è sorprendente. Ugo in una estate desolata di solitudine in cui anche la moglie, stanca, lo ha abbandonato, parte per la Sicilia, terra che lui chiama "parente". Lì qualcosa di semplicissimo e straordinario, risolverà il suo destino.
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BEATRICE MONROY 
- vive a Palermo, è autrice di testi teatrali e radiofonici (Rairadio1 e Rairadio3), ha pubblicato raccolte di racconti e piccoli poemi per il teatro, ultimo un manuale di scrittura drammaturgica, Tutti in scena, manuale di drammaturgia, per le edizioni La Meridiana. Da più di un trentennio anima laboratori di scrittura e narrazione in giro per l’Italia.

"ELEGIA DELLE DONNE MORTE"


“I balconi erano coperti di cenere, di lapilli incandescenti spinti dal forte scirocco. Nella piazza, piena di sterpaglia secca, ogni tanto un tizzone ardente generava un incendio che veniva spento da un’anonima secchiata d’acqua.” ...

Un fuoco devasta le montagne attorno alla città, qualcuno ne approfitta per dare fuoco al grande Archivio, memoria di una città senza nome, una città fantasma e clone di Palermo. Chi ha dato fuoco all’Archivio? E perché?
Poi siamo in un’alba invernale davanti a una chiesa. Piove. Uno sparuto gruppo di donne si ritrova davanti al portone, la perpetua apre e le fa accomodare, le anziane hanno il velo in testa, le giovani no, tutte hanno lo sguardo impaurito e una gran fretta di confessarsi. A una a una si avvicinano al confessionale dove le attende il prete, nervoso anche lui, non gli hanno dato neanche il tempo di prendere il caffè. Parlano, parlano, si alzano e vanno a pregare davanti al Cristo appeso sull’altare con le carni sanguinanti. Sono donne che non ce l’hanno fatta, donne perdenti che, trovandosi a un bivio cruciale della loro vita, si sono ritratte affogando nel silenzio. Tutti i destini narrati hanno una comune origine in una notte di scirocco. Attraverso le confessioni si dipanano le storie di donne contemporanee di varie età, appartenenti a mondi diversi, tenute insieme dal ricordo di un incendio in un’estate di scirocco e narrate in un umido inverno d’abbandono.

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VERONICA TOMASSINI
- Siciliana di origini umbre, scrive sul quotidiano «La Sicilia» dal 1996.

SANGUE DI CANE



Ogni città d'Italia contiene al proprio interno un'altra città, nascosta e quasi invisibile: la città di chi campa di poco o niente, di chi non ha casa, di chi è arrivato da paesi lontanti, di chi trova l'unico sfogo vitale nel bere o nel farsi. Sangue di cane è la storia dell'amore impossibile - e tuttavia inevitabile, essenziale - tra una ragazza della città visibile e un uomo della città invisibile. La protagonista, una giovane di Siracusa, ha infatti incontrato il polacco Slawek, un tronco d'uomo che di professione fa il semaforista e che per sopravvivere allunga la mano chiedendo "Poco spicci, prego". È con lui che divide la sua quotidianità: Stawek è un alcolizzato, dorme nelle case occupate o nei vagoni morti. Stawek vive di espedienti. Il mondo dei giusti, la città visibile guarda oltre, nessuna concessione per gli amanti. Alle spalle dell'uomo c'è un matrimonio contratto in patria e un passato in cui il suo mestiere è stato quello della violenza, nel futuro invece ci potrebbe essere la costruzione di una nuova famiglia, anche perché dall'unione con questa ragazza siciliana è nato Grzegorz. Ma Stawek non sa smettere di essere un abisso. 


http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTjgVYRzqDcWE6WfbvVkaMr6gnNwxgFV8iZju7AW2FXlsfg8i1AKg&t=1 Annamaria