mercoledì 9 marzo 2011

BUONGIORNO da ENZO !! -Il partner “figo” ammaestrato da Eros-

 Amici e amiche mettetevi comodi ! Dopo una lunga assenza Enzo con l'inseparabile Ducky hanno molto da dirsi e da dirci...



IL PARTNER FIGO AMMAESTRATO DA EROS

Egocentrico – bello – brutto – problematico – romantico – incantatore con grande desiderio d’amore – colto - perfezionista – cercatore di stelle fulgide – comico – detentore e custode di molteplici difetti - un figlio di…una madre vera che lo ha sempre prediletto…insomma…uno “scombinato” da competizione che l’AMORE VERO può sciogliere come neve al sole.

Ducky: Enzo!

Enzo: Sì!

Ducky: Secondo te, la parola “figo” che cosa ti suggerisce?

Enzo: Eh, cominciamo bene, mi fai sorridere.

Ducky: Su, dimmelo.

Enzo: Un bel ragazzo, un bell’uomo, un “macho”, un bel tipo. Insomma, un
tipo discretamente o normalmente palestrato…
Ducky: …che vuole sempre essere il più bravo in tutto, cosa che è la sua forza, ma anche il suo problema.
Enzo: Secondo te, è un tipo da ammirare?

Ducky: Alle donne piace. Questo tipo di uomo o partner, “ammaestrato” da Eros, ha quasi sempre molto successo in campo professionale, soprattutto in quei circhi dove la sua affascinante capacità di tenere, per così dire, la palla sulla punta del naso viene ricompensata con cospicui riconoscimenti in monete e aringhe.

Enzo: Ehi, sei partito in quarta, basta stuzzicarti che subito ti accendi.

Ducky: Hai aperto le ostilità, e ora mi senti; questo figo te lo “pitto” a modo mio, eh!

Enzo: Sì, ok, va bene, ma possibilmente con la vena umoristica…Duc, su fammi sorridere, anzi sorridiamo che i guai ci stanno sorastando.

Ducky: Bene, ma mi sa mi sa che…non è che ti senti proprio tu un figo?

Enzo: Veramente, se c’è qualcuno che si sente figo di noi due, non sono io. Su, mattacchione, fai meglio ad andare avanti.


Ducky: A volte questo tipo esibendosi con tre palle, sette birilli e cinque cerchi, rischia di perdere l’equilibrio, a tal punto che, in certi momenti arriva addirittura a convincersi di essere lui stesso una palla, un cerchio o un birillo.

Enzo: Ah ah!

Ducky: Ridi ridi…fra poco riderai un po’ meno. Sappi che all’interno di un rapporto di coppia, questo spasmodico bisogno di applausi diventa un vero e proprio incubo, sia perché il tipo di figo ammaestrato da Eros, come ti ho già spiegato…

Enzo: Ché mi guardi?

Ducky: Lo so io perché!

Enzo: Continua con la tua prosopopea, scemotto; l’argomento mi affascina!

Ducky: Non ne dubito…dunque dicevo che gli applausi diventano un incubo perché lui vuole essere la sola star; e le sue performance, ulteriore assurdità, devono sempre avere la precedenza su ogni altra cosa, anche se si dovesse trattare, semplicemente, di fare una bolla con la gomma da masticare. Anzi, è proprio questa la sua caratteristica peculiare: esagerare l’importanza delle puttanate più insignificanti.

Enzo: Ehi, ma che stai bestemmiando, Duc! Anche le parolacce adesso. Insomma…

Ducky: Uffà, il figooo chiede talmente spesso di essere al centro di esibizioni da strapazzo (al ristorante, al cinema, sulle piste da sci, sui campi da tennis, che la sua compagna ad un certo punto, s’imbecillisce perché non riesce a stargli dietro.

Enzo: Una critica feroce, Ducky, lo stai massacrando! Mi sembra che tu stia esagerando. Non credo che il tipo che tu stai descrivendo sia così criticabile…o no?!

Ducky: Io lo vedo così e penso che questa tipologia di individuo può perdere il supporto del partner – uomo o donna – che spesso per non rischiare di doverci rimettere la salute, minaccia di farlo rinchiudere in un delfinario.

Enzo: Addiritturra?

Ducky: Esattamente: individui di questo genere sono dei veri e propri showmen o showgirls a tempo pieno, talmente preoccupati delle loro performance che, per riuscire ad amarli, bisogna avere uno strudel al posto del cervello. Amarli, secondo la loro stramba accezione dell’amore, vorrebbe dire, in euro, tenersi sempre un riflettore sulla testa ad illuminare, continuamente, la loro figura, in uno splendido primo piano, senza per questo dover essere ringraziati, ovviamente.

Enzo: Uh, sei incavolato forte!

Ducky: Il profilo suo non lo condivido, se lui si trovasse, per caso, sulla mia strada, lo distruggerei, gli toglierei…

Enzo: Togliere…cosa gli vorresti togliere, Duc?

Ducky: Il suo modo di amare in senso romantico e fisico.

Enzo: Sssst, non alzare la voce, Duc, non dirai mica sul serio?

Ducky: Ne posso dire tutto il male e l’ironia possibili…ma…

Enzo: …ma…?

Ducky: …ha un cuore d’oro: il suo più grosso pregio.

Enzo: Davvero? M’incuriosisci sempre di più..continua; voglio sentire il resto.

Ducky: Continuo eccome, pensa un po’…se il partner continua a ripetergli da tempo “non credo che siamo fatti l’uno per l’altro, lui finge indifferenza o se ne esce con frasi del genere “Pensa che bello quando ti arrabbi!

TRATTI DOMINANTI

Enzo: Ducky, quasi non ti riconosco più; che hai contro questo tipo? È bello e sa far l’amore e questo ti dà un fastidio enorme.

Ducky: Niente affatto! Sto solo tracciano un profilo descrittivo di un tipo così “ammaestrato da Eros”. Vuoi che smetta di parlarne? Cambio argomento, Enzo.

Enzo: Scherzi, dai, continua, ammaestra le profane!

Ducky: Non me la prendo mica, sai. Ti conosco dalla nascita.

Enzo: Ma va, continua invasato e…approfondisci il soggetto.

Ducky: …da quel grande narcisista che è, il figo ammaestrato (maschio o femmina che sia) continua a chiedere amore. Questo non perché voglia sapere come la pensano le donne, ma solo perché vuole essere sicuro di essere lui quello che riceve un numero maggiore di complimenti. Parla tantissimo di sé con il partner non perché voglia apparire come un libro aperto, ma solo perché è un maniaco egocentrico.

Enzo: Davvero, poeta da strapazz. Ma vedi!

Ducky: Guarda chi parla, da quale pulpito…sembri quasi tu per certi tratti…dominanti!

Enzo: Insomma, senti a me, vogliamo essere seri invece di fare sceneggiate?

Ducky: Alle donne di questo tipo dice: Donne, questo figo con finto distacco, vi racconta, del suo passato? State in guardia: non si sta confidando, si sta solo vantando. E di cosa vi sta parlando? Di arte? Di romanticismo? Di baci teneri e infuocati? No! Sempre e solo di se stesso!

Enzo: Duc, ti offendi se ti dico una cosa?

Ducky: Avanti dì, non mi offendo, sentiamo!

Enzo: Tu non stai bene. Duc, tu soffri, tu secondo me si nu’ scumbinato pecchè tieni ‘a capa malata…Comunque, sentiamo il seguito.

Ducky: E non mi faccio pregare. Da buon figo, esibizionista, questo individuo, anche quando litiga, non lo può fare normalmente. Come minimo deve fare una piazzata o una sceneggiata ad effetto; recita da prima donna offesa. Tu pensi che ammette le proprie colpe? Neanche morto. Ammette che possono esistere anche delle ragioni altrui? E quando mai!

Enzo: E se il partner si azzarda a mettere in discussione il rapporto? Lui che fa?

Ducky: Lo giudica irrispettoso e rivoluzionario.

Enzo: Li risolve i suoi problemi?

Ducky: Solo se viene minacciato con una scacciacani.

Enzo: Macché, quando s’incazza pare un leone.

FINE DEL RAPPORTO

Ducky: Enzo, gemello caro, quando il figo si è messo in testa che non lo considerate più “over the top”, the best, cioè il migliore, non ci sono né santi né madonne: se ne va.

Enzo: E se è lei a piantarlo?

Ducky: Se la donna lo vuole mollare, basta che metta in atto una “piazzata”, insomma una scenata coi fiocchi, il che potrebbe essere però…una tecnica a boomerang.

Enzo: La perdonerebbe qualora lei troncasse il rapporto?

Ducky: Se l’ha mollata lui, sicuramente. Se è stata lei a mollarlo, nessun perdono. Se l’ha mollata lui, lei farebbe bene a non richiamarlo.
Da quel grande attore che è, questo individuo-figo non lascerà mai capire di essersi sbagliato o che sta soffrendo come un cane; anzi, più soffre più è facile sentirsi rispondere “mai stato meglio di adesso! Si vede che dovevamo proprio lasciarci”.

Enzo: Unico, veramente unico, un tipo da trattare con le molle.

Ducky: Ti dirò di più…se rimane solo, si rimette subito in caccia per trovare qualcuna che gli dica “Ahò, quanto sei figo!”

TORNARE INSIEME

Enzo: Ma qualche volta torna sui suoi passi?

Ducky: Tornare insieme? Se non ci sono motivi molto particolari, no! Tornare insieme ad un tipo del genere significa, praticamente, sottoscrivere un atto notarile nel quale voi tapini o tapine vi impegnate a dovergli tutto anima compresa.

COM’E’ A LETTO

Enzo: Duc, Duc, dimmi un po’, questo figo…

Ducky: Ché sorridi? Parla psicolabile! Forse ho già capito quello che mi stai chiedendo.

Enzo: Mbè sì…insomma …a letto eh…com’è?

Ducky: Non bisogna stancarsi di ricordarlo, si considera, seppure a torto, una superstar. Perciò, immagina tu!

Enzo: Perché dici…a torto? Lo è o no?

Ducky: Mm…vedi, Enzo, io credo che…

Enzo: Ueh, e dai su…mi pare che ha le doglie…parla…che cavolo, nessuno ti sta minacciando.

Ducky: Sì ecco…lo è ma se sapessi come mi è antipatico.

Enzo: Ti è antipatico?

Ducky: Devo essere sincero?

Enzo: Certo che devi, che domanda!

Ducky: Ebbene, sì, non lo sopporto un tipo così, non sopporto la sua prosopopea, la sua superbia, il suo modo di approcciare le donne; non fa che vantarsi, non sopporto quel suo modo di creare atmosfere romantiche…sempre pronto…oh, è mia convinzione e modestamente credo di avere una chiara ed esatta conoscenza di questo tipo…!

Enzo: Ehi, oh, né, oooh…non ti scaldare così, stai solo descrivendo una tipologia di un uomo, non stai esponendo il quadro clinico e comportamentale dopo un corso di sedute psicoanalitiche.

Ducky: OK, va bene, mi hai fatto una domanda.

Enzo: Sì, caro, riguardava il letto…e le sue potenzialità, se così mi posso esprimere.

Ducky: Capito, il letto è come un palcoscenico, e lui deve mostrare tutta la sua bravura; la donna deve essere partecipe, e se è così, lui vi fa battere i pugni sul letto e, a quel punto lui si dimentica di se stesso e perde la sua identità quando anch’essa nella magia dell’incantesimo sente che lei si smarrisce nelle onde del mare riscaldate dai roventi raggi del sole.

Enzo: Non ho parole, Duc, gemello caro.

Ducky: Calmati, Enzo, non ho ancora finito.

Enzo: Ah sì?

Ducky: Ma solo per quanto riguarda l’Eros…che per lui è una performance. Se poi dopo il partner gli dice: “ E’ stato bellissimo!” non aspettarti, donna, che ti risponda. “Anche per me”. E’ molto più facile che dica “Posso fare di meglio.”

Enzo: Non la smetti più di denigrarlo, lo stai facendo, come si dice a Napoli…na’ mappina.

Ducky: Se lo merita, devi sapere che questo tipo d’uomo proviene da una famiglia in cui non si è mai sentito dire “Bravo cretino” ovvero gli dicevano “Cretino” e basta, come per tradizione, anni fa, il nonno diceva a suo padre.

Enzo: Poverino, Ducky, immagino i bocconi amari.

Ducky: Che fai, mi prendi in giro? Chiudi, stop! Sappi, comunque che con i genitori il rapporto è spesso conflittuale, perché lui, vorrebbe sempre, nel suo inconscio, che almeno una volta gli dicessero “Brabo cretino” o, almeno “Ma che bel deficiente!”.

Enzo: Ti dicono solo “cretino”?

Ducky: A me lo dicevano ma tu lo sei, uffà. Questo tipo cerca pure di impressionare i suoceri, di riuscire a fare colpo in qualsiasi modo possibile. Ciò capita spesso e i suoceri pronunciano la frase tossica:
“Ma guarda che razza di imbecille doveva trovarsi nostra figlia!”

Enzo: Non ti offendere, Duc, mi viene da ridere.

Ducky: Devi sapere tutto ormai…se il figo non si sente considerato se ne viene con la sua frase antitossica: “Voi non sapete con chi avete a che fare. Ahhh!

Enzo: Prendi fiato e rilassati…mettiti pure comodo che te la faccio io…

Ducky: Cosa?

Enzo: La camomilla!

Ducky: Cooosa?

Enzo: Hai capito benissimo…e se non ti fa l’effetto sperato, ti prenderò un calmante…una compressa…un sedativoooo. Gemello caro, ne gai proprio un gran bisogno e…chiudi quella boccaccia aperta…hai un’espressione ebetica…sembra che ti sia fatto una canna.

Ducky: Forse hai ragione…eh sì…mi sono fatto prendere la mano.

Enzo: La mano? Tu ti sei fatto prendere da tutto il corpo…Duc, non è possibile che un tipo così abbia tutti questi difetti, lo hai scannato, violentato, deturpato dentro e fuori. Ma secondo te anche se fosse un
figo” avrebbe tutti questi difetti? E poi che cavolo vuoi dire con l’espressione “ammaestrato da Eros? Avanti, spiegamelo!

Ducky: Che sa fare l’amore, ecco!

Enzo: E allora che bisogno c’era di farne un quadro tanto malevolo?

Ducky: Sai, Enzo, adesso ti dico proprio la verità…tutte quelle cose le ho prese da un libro ironico-umoristico. Ho pensato di fare uno scherzo…a te.

Enzo: A me, E come ti è saltato in mente? Io…un figo con tutti quei difetti? Sciagurato impunito, anzi ti dirò di più... sei uno “scombinato puro, da competizione.

Ducky: No!...la padella no…metti via quella padella…non farai mica sul serio…aih…chitemmuorte, mi hai fatto male, marò! Figo figo…e in parte, te lo voglio proprio dire, embè ti invidio…è più forte di me…ma ti voglio bene, un bene dell’anima. E so che anche tu…me ne vuoi.

Enzo: E come faccio a dirti di no. Te ne voglio, eccome!

Ducky: Mi fai un favore, Enzo?

Enzo: Chiedi, schiavo!

Ducky: Di tutto quello che ti ho detto, non farne parola con nessuno; sai le malelingue, il gossip specialmente per quelle persone a cui sono antipatico. Posso fidarmi?

Enzo: Ok, va bene, ti puoi fidare!

Ducky: Grazie, sei un gemello d’oro e, ancora un piccolo favore.

Enzo: Cosa c’è ancora?

Ducky: La padella…posala… e se mi posso permettere, tu che sei bravetto in cucina la potresti utilizzare per una gustosa parmigiana.

Enzo: Splendida idea, e ogni striscia di parmigiana la dedicheremo con un pensiero alle nostre amiche “ciucciottine” io a una in particolare ma è piccola piccola piccola!

Ducky: Una nana?

Enzo: Quale nana, è una polemica dal cuore d’oro,; pensa ci vuole un euro per farla parlare e 100 per farla tacere.

Ducky: Ora sei tu l’ingiusto!

Enzo: Io, l’ingiusto, s i a m o!

Ducky: D’accordo, s i a m o ingiusti.


FINE

ENZO




Annamaria... a dopo

poetando... poetando - da SIMONA - "DONNA"

non finisce con l' 8 marzo un pensiero rivolto alle donne... FESTA DELLA DONNA anche il 9 marzo e tutti i giorni a seguire...

Donna
Bocciolo di rosa
Virgulto – fanciulla.
Albero madre
Il tuo volto
fiorito dal sorriso
del mattino
di amicizia innevata
di vita virtuale
(la tua saggezza)
come mille madrigali
nella famiglia.
Tu costola d’Adamo
nel tempo
sarai linfa vitale
di sacrificio filiale
fino alla morte.
Tu bagliore vivificante
nella storia…
Musa immortalata
da sapienti arti…
Vessillo battagliero
per giusti diritti
di pace,
giustizia,
lavoro
e libertà.
Tu donna vincente
Sempre
nella gloria dei tuoi
fausti allori…
Sorridente al tempo
Tu l’una immortale
da cuore fanciullo…
farfalla
che palpita nell’anima
carezze di luna placida
SIMONA

Permettimi ,Simona ,di dedicare questi tuoi versi a piccole donne strappate alla vita da esseri  crudeli e vigliacchi

Yara


sarah



ciao Angeli


martedì 8 marzo 2011

I NOBEL RUBATI ALLE DONNE



Sono tante le scienziate che avrebbero meritato l'assegnazione del piu' prestigioso riconoscimento scientifico,andato ingiustamente a colleghi maschi 
 Non sono state poche le “donne di scienza” che, grazie ai risultati delle loro ricerche avrebbero meritato gli opportuni riconoscimenti ma non li hanno avuti. Sono figure di scienziate che la storia ufficiale ha ignorato anche negando loro la consacrazione di un Nobel. Dal 1901, anno dell'istituzione del premio della prestigiosa accademia svedese, sono state solo 11, su oltre 500 premi assegnati nel corso del XX secolo, le scienziate alla quali è stato conferito il riconoscimento per una disciplina scientifica nei settori della fisica, chimica e medicina (il Nobel per matematica e biologia non è previsto).
In questo contesto è emblematica la storia di Rosalind Franklin (1920 - 1958), che fornì le prove sperimentali della struttura del Dna. Per questa scoperta il Nobel lo ricevettero però i suoi colleghi Wilkins, Watson e Crick che realizzarono il modello a doppia elica grazie alle fotografie della diffrazione ai raggi X del Dna scattate proprio dalla Franklin, che Wilkins aveva sottratto dal laboratorio della scienziata.
Rosalind Franklin, nata a Londra nel 1921 da una ricca famiglia ebrea, era una brillante ricercatrice in cristallografia e fu una delle pochissime donne ammesse a Cambridge. Agli inizi degli anni ’50 la Franklin era ricercatrice al King’s College di Londra e lavorava col collega Maurice Wilkins alla rifrazione ai raggi x. Pare che fra i due la rivalità fosse forte e l’antipatia reciproca sarebbe poi sfociata nel furto, da parte di Wilkins, di uno dei documenti della collega. Si trattava della famosa radiografia passata alla storia come la “fotografia 51” del Dna. Quell’immagine, insieme a qualche altro documento sottrattole in seguito, fu determinante per la scoperta di Wilkins, Watson e Crick. Una scorrettezza che appare ancora più grave di fronte al fatto che, quando nel 1962 i tre vennero insigniti del premio Nobel, nessuno degli scienziati riconobbe il merito di Rosalind Franklin morta di cancro nel 1958, a soli 37 anni.
Fu Watson, nel suo libro La doppia elica pubblicato nel 1968, a dare un seppur tardivo riconoscimento ufficiale ai meriti della collega ma si dovette aspettare fino al al 1998, a 30 dalla sua morte, perché la foto della Franklin venisse collocata accanto a quella dei colleghi vincitori del Nobel alla National Portrait Gallery di Londra. Nel 2000, inoltre il King’s College ne ha ricordato l’opera intitolando una sua nuova ala come “Franklin-Wilkins Building”.
Peggio ancora andò a Jocelyn Bell-Burnell (1943) che scoprì, quando era ancora studente di Astronomia, i pulsar, corpi celesti la cui apparizione fu del tutto inaspettata, poiché non si inserivano nel contesto teorico dell'epoca. Il Nobel per la scoperta fu assegnato al relatore della sua tesi, il professor Anthony Ewish.
Lise Meitner (1878 - 1968), la prima donna a ottenere la cattedra di fisica presso una università tedesca. Fornì la prima interpretazione esatta della fissione nucleare, ma il Nobel fu assegnato solo ad Otto Hahn con cui aveva lavorato in questo campo.
Chien-Shiung Wu (1912 – 1997), partecipò al Progetto Manhattan. Il suo risultato scientifico più importante fu la dimostrazione, mediante un esperimento da lei sviluppato, che il "principio di parità" fino ad allora ritenuto intoccabile non è sempre valido in campo subatomico (nelle interazioni deboli). Per questa scoperta il Nobel andò ai suoi colleghi Tsung Dao Lee e Chen Ning Yang.
Annie Jump Cannon (1863 - 1941), prima donna eletta Direttore della American Astronomical Society, all'osservatorio dell'Università Harvard di Cambridge, Massachusetts, scoprì 300 stelle variabili, cinque nova e una "nova nana" (SS Cygni). E' ricordata soprattutto per la lunga ricerca, finanziata da Ruth Draper, durante la quale analizzò e catalogò circa 500mila spettri stellari. Ne teorizzò le differenze, gettando cosi le basi dello studio dell'evoluzione delle stelle. Il suo metodo per classificarle è tuttora in uso ma stranamente non meritò il Nobel.
Nettie Maria Stevens (1861-1912), una delle prime scienziate a farsi un nome nel campo della biologia. Nel 1905 ricevette il premio "Ellen Richards" e nello stesso anno pubblicò una ricerca che rivoluzionò le conoscenze biologiche sulla determinazione ereditaria del sesso attraverso i cromosomi, ponendo le basi teoriche e metodologiche sulle quali sarà poi fondato nel 1910 il famoso laboratorio delle mosche drosofile, diretto da T. H. Morgan (premio Nobel di genetica nel 1933).

BUONGIORNO !




Elie Wiesel, premio Nobel per la pace-1986:
“Sono molte le atrocità

nel mondo e moltissimi

i pericoli:

Ma di una cosa

sono certo:

il male peggiore è l’indifferenza.

Il contrario dell’amore

non è l’odio, ma l’indifferenza;

il contrario della vita

non è la morte, ma l’indifferenza;

il contrario dell’intelligenza

non è la stupidità, ma l’indifferenza.

E’ contro di essa che bisogna

combattere con tutte

le proprie forze.

E per farlo un’arma

esiste: l’educazione.

Bisogna praticarla. diffonderla,

condividerla, esercitarla

sempre e dovunque.

Non arrendersi mai”.

8 MARZO "GIORNATA DELLA DONNA"




Cari amici ed amiche, eccoci  alla  declamata festa o giornata della donna. Vi ripropongo un video che ho già mandato qualche tempo fa.



Vi consiglio anche di leggere  il libro 

Il corpo delle donne
di Lorella Zanardo

Collana: Serie Bianca
Pagine: 208
Prezzo: Euro 13,00
in breve...
Nel maggio del 2009 Lorella Zanardo ha messo in rete un documentario (www.ilcorpodelledonne.com), realizzato con Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi, che si proponeva di innalzare il livello di consapevolezza sull’immagine delle donne nella tv italiana. Oggetto e titolo: Il Corpo delle Donne. È stato l’inizio di un cambiamento e di una grande spinta per far riguadagnare centralità alle donne e misurare la loro incidenza sul tessuto sociale e culturale del nostro paese. L’autrice racconta  la genesi del documentario, le reazioni che ha suscitato, l’interesse inaspettato da parte delle giovani generazioni, la necessità di uscire dagli stereotipi per giungere a una nuova definizione del femminile. Inoltre, mette a fuoco nuovi strumenti di lettura dell’immagine televisiva e dei messaggi che questa veicola. E con il capitolo Nuovi occhi per la tv passa dalla denuncia alla proposta di strumenti che consentono di guardare la tv con consapevolezza. “Spegnere la tv oggi non serve,” dice Lorella Zanardo, “il vero atto innovativo è guardarla. Insieme a chi normalmente la guarda.”










La giornata internazionale della donna  è stata fissata per ricordare le conquiste economiche, politiche e sociali delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze che subiscono ancora in molte parti del mondo.

Che cosa succede quando l'anniversario dell'Unità d'Italia incontra le donne? Che cosa succede quando le donne decidono di riprendersi il Risorgimento, di scendere in piazza e dire 'la rimettiamo al mondo noi l'Italia'?

Succede che 150 anni di storia si ritrovano in un giorno, che non è il 17 marzo, nascita dell'Italia unita, ma l'8 marzo, data simbolo che quest'anno per molte sarà il proseguimento di quel 'Se non ora quando' che il 13 febbraio scorso ha visto la piazza riempirsi di un milione di donne (e di uomini) in tante città italiane. Succede che 150 anni di narrazioni sul ruolo delle donne nella vita del Paese diventano autonarrazione delle donne sul loro ruolo nella società italiana.


Con un compito, che è anche l'appello della manifestazione: 'Rimettiamo al mondo l'Italia'. Già, perchè non è la prima volta. Del resto si dice madrepatria, la parola nazione si declina al femminile, Italia è un nome di donna.


  Certo è che non sono state le donne a sceglierla, così come non sono loro a decidere oggi di raccontarsi come spesso fanno i mezzi di comunicazione. Maria Serena Sapegno, Nadia Urbinati, Ida Dominijanni e Olivia Guaraldo spiegano all'agenzia di stampa Dire (i loro interventi su
www.dire.it) che cosa c'è dietro l'immaginario italiano del genere femminile e che cosa vuol dire (nel bene e nel male) scendere in piazza martedì prossimo per riprendersi il Risorgimento e rimettere al mondo l'Italia.

«Dire 'rimettiamo al mondo l'Italia'- spiega Sapegno, professoressa di Letteratura italiana all'università di Roma La Sapienza e membro del comitato 'Se non ora quando?'- è un fatto simbolico, perché bisogna proprio cambiarla l'Italia, e devono cambiarla le donne. Serve una nascita simbolica di un'altra Italia. Vuol dire questo, non 'siamo tutte madri'».


Ci tiene a precisarlo, perché il dibattito sulla manifestazione (così come su quella del 13 febbraio) aperto all'interno al femminismo è tutto su questo. «Non vuol dire siamo di nuovo costrette in quel ruolo - precisa - ma che l'Italia ha bisogno che anche le donne la producano, perchè fino ad ora non è stato così».


E poi c'è «questo gioco verbale sul mondo: a causa di questa cultura orrenda tutto il mondo ride di noi. Ma se le donne possono raccontarla in un modo diverso, allora l'Italia si riapre al mondo. Oggi, dopo 150 anni, la rifacciamo noi, perchè c'è bisogno di una nazione più giusta e più egualitaria per tutti».


'Se non ora quando?': è d'accordo Olivia Guaraldo, professore aggregato di Filosofia politica all'università di Verona e coautrice di 'Filosofia di Berlusconi', «perché se c'è un momento in cui bisogna scendere in piazza è proprio questo, anche se i toni usati per convocare la manifestazione del 13 febbraio erano troppo tradizionali. Dire 'la dignità delle donne è la dignità della nazione' significa mettere in campo un'equivalenza che può essere strumentale, perché le donne vengono prese e usate quando c'è bisogno di rafforzare la nazione».


Per quanto riguarda l'8 marzo, Guaraldo spiega che «il Risorgimento evocato oggi potrebbe essere la necessità di mettere in discussione questi modelli», per far capire «alla società che non ci può essere una democrazia compiuta senza che al centro ci sia l'autodeterminazione femminile e la libertà femminile».


Ma per rimettere al mondo l'Italia - conclude - è necessario coalizzare diversi soggetti: non solo ed esclusivamente le donne, ma tutte le persone che non si riconoscono in questo Paese.


Non così per Ida Dominijanni, editorialista de Il Manifesto e membro della comunità femminile Diotima, secondo la quale "dietro le quinte della manifestazione del 13 e delle celebrazioni del 150esimo dell'Unità d'Italia si stia giocando un conflitto non dichiarato sulla figura della madre".


Perché "se si richiama l'immaginario che identifica la donna con la nazione, l'ideale onnipotente della donna che può far 'rinascere' l'Italia, il rischio è di ritornare alla figura tradizionale della madre garante dell'ordine patriarcale, così come etimologicamente suggerisce la parola madrepatria: madre del padre".


Per Dominijanni si tratta del "paradigma della donna brava, che lavora, mette al mondo dei figli e salva la comunità in pericolo, contrapposto alle presenze perturbanti delle ' donne permale' che circondano il Sultano".


Ma non è solo questo il punto: "A me pare evidente che il Berlusconi-gate, mettendo in scena l'estrema miseria di un certo modello di virilità, colpisca la dignità degli uomini prima che quella delle donne, e dovrebbe costringerli a mettersi di fronte alle proprie responsabilità e complicità rispetto a quel modello".


TUTTE LE INIZIATIVE

La discussione divide e appassiona, ma tra poche ore si torna in piazza. Basta con le mimose e i regalini, l'8 marzo deve tornare a essere una festa laica del lavoro delle donne e un momento per rilanciare le rivendicazioni: al grido di «riprendiamoci l'8 marzo», il Comitato «Se non ora quando» vuole dare in questo modo continuità a ciò che la piazza del 13 febbraio, quando ha mobilitato un milione di persone, ha espresso.

In una conferenza stampa, il gruppo di donne - attrici, registe, politiche, storiche, giornaliste - ha spiegato di aver scelto il simbolo della coccarda rosa per celebrare quest'anno la Giornata mondiale della donna. Un fiocco da appendere a una statua, a un albero, alla borsa, al motorino, alla finestra, alla giacca o al finestrino della macchina.


E anche un fiocco «virtuale» con cui «legarsi tutte, nel 150.mo dell'Unità d'Italia, per una rinascita del nostro Paese». Ma nessuna manifestazione organizzata: troppo vicino il 13 febbraio, e poi quella era la «loro» manifestazione mentre l'8 marzo è una data che vede storicamente protagonisti tutti i movimenti femminili.


A
Roma, comunque, ci sarà un «punto di presenza» a piazza Vittorio e altri tre punti in altrettante piazze della periferia; le 4 piazze saranno «collegate» da due camioncini che attraverseranno la città. Di rilievo l'iniziativa delle donne torinesi, che porteranno in dono alle «sorelle» della Locride alcune bandiere con il loro «Se non ora quando» da far sventolare nei loro paesi.
TUTTE LE ALTRE INIZIATIVE DI 'SE NON ORA QUANDO'

E all'universo delle donne italiane si rivolge la piattaforma di richieste che il comitato lancia in occasione della festa: congedo di maternità obbligatorio e indennità di maternità, congedo obbligatorio di paternità, norme che impediscano il licenziamento «preventivo» come le dimissioni in bianco sono le questioni rilevanti.

fonte-L'Unità

 un video per ricordarci di continuare la corsa...





Ed ora un omaggio per tutte le donne da AIR


Dedicata a tutte le mie amiche
e tutte le donne di questo mondo,
ricordando a tutti, che dovrebbero
essere festeggiate tutti i giorni
per ringraziarle della loro esistenza,
e per tutto il loro amore.

"Donna"

Donna... sei tu
la perfezione,
la bellezza
in mille sfumature,

colori variopinti
sempre vivi
profumano della tua essenza
con tutta la tua sensibilità.

Donna... tu sei luce,
con immenso amore
generi la vita,

è per te
che gira questo mondo,
senza di te
il buio totale,
notte fonda che fa paura.

Occhi colmi di speranza,
roccia nelle tue paure
fardello della tua vita,

ti hanno voluta sempre debole,
violentata, umiliata,
derisa in tutti i sensi

da esseri egoisti e spregevoli
che non sanno
il significato
della parola amore,

non c'è giustizia
nella tua storia,
nessuno ascolta la tua pena,

lacrime mute,
rigano il tuo viso,
sofferenze nel tuo cuore,
straziata la tua anima.

Donna... tu meraviglioso fiore
profumo di vita
che lasci una scia
in questo universo,

molte volte orgogliosa,
spesso bambina sognante,
timida e insicura,

ferita con tante cicatrici
ascolti il cuore
che prevale sulla ragione
donando tutta te stessa.

Nelle tue notti bianche
silenziose
ti immergi nel tuo universo
sei fatta così
vivi e soffri per amore,

non smetti mai di sognare
aspettando quel principe,
per vederlo
all'improvviso apparire,

vuoi cambiare la tua vita,
ti accontenti di poco,
un piccolo gesto affettuoso,

una carezza ricevuta
con infinito amore,
è linfa nuova nel tuo cuore

per farti volare in alto
nel rivedere nuovamente
i tuoi occhi brillare

e...
come una splendida rosa
ritornare a fiorire.

Vincenzo “Air"





UN DIVERTENTE FILMATO SPAGNOLO, MA COMPRENSIBILE...



4 RISATE AL VOLO ... da Maria

Due donne stanno parlando del nuovo postino:
"E' davvero molto bello, puntualissimo e si veste cosi' elegantemente..." fa una. "E cosi' in fretta!!" aggiunge l'altra.
                                                                                   
Un uomo e una donna si conoscono, si piacciono e dopo un po' si innamorano e quindi decidono di sposarsi.Alla notte di nozze, nel letto della camera matrimoniale di uno splendido hotel, lei gli dice: "Per favore caro, trattami bene... sono ancora vergine!". E lui strabiliato: "Come e' possibile, sei stata sposata tre volte!". lei: "Beh, il mio primo marito era uno psicologo, e l'unica cosa che voleva fare era parlarne. Il mio secondo marito era un ginecologo,e l'unica cosa che voleva fare era guardarla. Il mio terzo marito era un collezionista di francobolli... Dio quanto mi manca!".

 Sono talmente povero che ieri sono andato al bancomat.. Ho premuto il tasto "PRELEVA" ed è apparsa la scritta "TE PIACEREBBE!"


aforisma del giorno
Le donne si lasciano convincere da colui che ragiona, non dai suoi ragionamenti.
(Alphonse Karr)


In versione"American Beauty"un augurio speciale da S. Berlusconi


Annamaria... a dopo

lunedì 7 marzo 2011

LE NOTIZIE SEGNALATE DA CATERINA

Rette non pagate, l’Asl non può agire sui parenti


Importante sentenza a favore di Confconsumatori. Lo scorso 17 gennaio il tribunale di Parma ha disposto, relativamente alle rette di ricovero nelle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) a carico dei parenti degli anziani, che l’Asl non può sostituirsi all’anziano per agire nei confronti dei parenti.
Al figlio di un’anziana era stato chiesto, con un decreto ingiuntivo dall’Ausl 1 di Massa Carrara, il pagamento della rette maturate durante il ricovero della madre in una casa protetta dal settmebre 19997 al luglio 2003. Era emerso, infatti, che l’anziana ricoverata non era in grado di coprire le spese di ricovero per circa 59 mila 436,37 euro. Da qui il decreto ingiuntivo nei confronti del figlio, anche sulla base di una dichiarazione scritta con la quale il medesimo si era impegnato al pagamento della retta mensile.
Per il tribunale, il fatto che il parente dell’anziano sia tenuto agli alimenti, qualora questi versi in stato di bisogno, non consente all’ente pubblico di surrogarsi al parente ricoverato per agire nei confronti del figlio o del nipote. I giudici, inoltre,  hanno stabilito che quando, come spesso accade e come si era verificato in quel caso, al parente (figlio o nipote) viene  imposta la sottoscrizione di un documento con l’obbligo di versare in proprio la retta, la medesima deve essere interpretata come semplice richiesta di ricovero dell’anziano.
“Sono ormai anni che ci occupiamo della questione – dichiara l’avvocato Franchi legale di Confconsumatori che ha tutelato in giudizio l’interessato – e finalmente un tribunale civile ha riconosciuto la tesi dell’associazione e ha revocato il decreto ingiuntivo chiesto ed ottenuto contro i parenti di un anziano per il pagamento delle rette di ricovero. È di particolare rilevanza – continua – il fatto che la dichiarazione che gli enti erogatori il servizio continuano a far firmare ai parenti dell’anziano, quale condizione per il suo ricovero, sia stata interpretata in senso lato e non come assunzione dell’obbligo di provvedere al pagamento della retta”.
Anche sulla base di una precedente sentenza del tribunale di Ferrara e della Cassazione Confconsumatori invita, comunque, i parenti delle persone anziane, che si sono obbligate in proprio a corrispondere la retta di ricovero, ad inviare una lettera di recesso per sospendere i relativi pagamenti.

Caterina

LE RIFLESSIONI DI CIPRIANO " L'EROE DEGLI IMMONDI"

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhYnjhX2cY378ey737YC4RJS-G5X2wewKLtgT2tJinP18hP-cA-ODNsja0A7jg3tPubGWqKhyphenhypheneisdicSAHZ-T9tuCd1KNNJVyTI4KpW6pwGNSHiQzopHh_YQOPrXpSA947kWCoFyxAyJSc/s320/cipri%25C3%25A0.jpg
 http://www.megghy.com/gif_animate/webmaster/bandiera_italia/12.gif

Sono letteralmente frastornato di quanta acredine,
e assoluta indifferenza siano festeggiati, anche con
evidente fastidio, questi mal tollerati cento50 anni
di Unità d’Italia. In questi mesi ciò è stato sempre
visibile, con assoluta freddezza e disinteresse, è la
palese indifferenza di una larga parte della popolazione
(non solo al Nord) con in primis i politici, palesemente
distratti da “ben altre faccende” che non perdere tempo
dietro una lontana pagina di Storia.
Tra “gaffes”, imbarazzi e velenose polemiche, non
mi fa assoluta sorpresa (anzi …) leggere su internet
(notizia naturalmente ben oscurata sui circuiti più
popolari per ovvie ragioni di alleanze e bassa politica),
di tutta una serie di becere manifestazioni che hanno
come bersaglio sopratutto il povero eroe dei due mondi
Giuseppe Garibaldi, la cui colpa pare ormai sia stata
principalmente quella d’aver speso tempo, sangue e
sudore, per mettere insieme in una sola Patria chi
sostanzialmente non si ama, non rispetta, e nel migliore
dei casi se ne frega dell’altro, oltraggiando, cosa
estremamente più grave, tutti quelli che hanno donato
la propria giovane esistenza per questo ideale.
Tra l’indifferenza generale quindi leggiamo su internet
testualmente che “la decisione finale del governo di
istituire il fatidico 17 marzo del corrente anno come
festa nazionale per il 150mo anniversario dell’Unità
d’Italia, è vissuta tra le polemiche, soprattutto da parte
della Lega Nord, che in Lombardia vuole istituire
addirittura il 29 maggio come festa regionale in ricordo
della battaglia di Legnano.
Ci sono anche gesti di volgare provocazione come è
successo nel weekend a Schio, nella provincia vicentina,
dove un fantoccio che simboleggiava Garibaldi è stato
bruciato al posto della tradizionale “vecia” dei falò del
Carnevale. Lo riporta il quotidiano L’Arena.
Il “Garibaldi fantoccio” aveva inoltre un cartello con
scritto “l’eroe degli immondi”. Volgare caduta di stile,
(come al solito ... nota personale).
Naturalmente la popolazione invece che stigmatizzare
e condannare l’accaduto che fa? …Cosa volete che
facesse: Si è divisa. Il consigliere del comune di
Arzignano Giorgio Roncolato ha affermato senza se
e senza ma che Garibaldi: “Nella realtà degli storici
seri ha dimostrato di essere un bandito, vissuto di
espedienti e ladrocini in Sud America.
E che anche i famosi Mille erano una accozzaglia di
sbandati e predoni”. Come a dire, con l’immacolato
Veneto nulla hanno a che fare, mentre l’assessore
regionale Ciambetti naturalmente minimizza e se la
cava con la solita pezza peggiore del buco (non sia
mai detto che poi cadono le alleanze ed il potere
gestito con i leghisti): “È un gesto scaramantico, che
vuole esorcizzare non la figura del generale che fu,
per primo, esiliato dagli stessi Savoia, quanto chi
continua a negare dignità alle storie regionali”.
Signori, questa non è una lontana e piccola minoranza
di beceri “polentoni”, bensì una ben più consistente
corrente di pensiero, tenuta nella più oscura e falsa
ambiguità , anche da parte di tanti cittadini meridionali,
siano essi nostalgici e neoborbonici o pagnottisti in
servizio permanente.
Alla politica, che avrebbe il dovere oltre che governare
di tenere unito un popolo, pare non fregare granché,
visto che quel che conta sono solo i voti, che naturalmente
“non puzzano”, siano essi di becero-leghisti o di meridionali
nostalgici, quando non venduti al miglior offerente.
Dispiace per Peppino Garibaldi, ma lui dall’alto dei cieli
ci ha fatto ormai l’abitudine, e forse se l’aspettava pure.
D’altronde lui è stato sempre uomo di mondo …Anzi di
due mondi; ma quello che mi fa profonda tristezza, dolore
ed angoscia è pensare sempre a quelle tante centinaia di
migliaia di giovani vite, immolate nelle battaglie, lontane
da tutti gli affetti più cari, al servizio di ideali cui moltissimi
di loro hanno creduto: Un mondo migliore in una terra
libera, per i loro figli e per tutti quelli che sarebbero
poi venuti. Per questo, nel fiore della loro età, hanno
versato il loro sangue, patito la fatica più dura, la fame,
la sete, il dolore; hanno pianto e sofferto insieme gomito
a gomito, l’uno vicino all’altro immersi nella sporcizia,
nel freddo, lerci e sudici, tra topi e pidocchi,
scambiandosi nel fango o sotto il sole cocente un pezzo
di pane raffermo, un sorso d’acqua e mezzo sigaro, ben
sapendo che per molti di loro non ci sarebbe stato un
nuovo giorno. Lombardi, pugliesi, veneti, campani,
romani, calabresi, romagnoli, siciliani, professori e
contadini …Molti sono caduti abbracciandosi stretti,
come ultimo gesto di amore e fratellanza, e così li
hanno trovati, uniti insieme nel sonno eterno. Leghisti,
neoborbonici, pagnottisti, politici bunga-bunga, accattoni
morali, ma anche noi tutti che colpevolmente tolleriamo
questa marmaglia, dovremmo inginocchiarci chinando
il capo, vergognarci, e chiedere ai Caduti umilmente
PERDONO.

Cipriano




BUONGIORNO , DEDICHE E RINGRAZIAMENTI..

 Finalmente! Sembra che Enzo sia riuscito a risolvere alcuni problemi che l'hanno costretto ad allontanarsi per un pò e ci lascia questo scritto...

AGLI AMICI PER GLI AUGURI RICEVUTI
Lo so che sono in ritardo. Ma come sapete ho avuto serie difficoltà col pc. Gli auguri ricevuti da tante persone mi hanno reso reso felice per la molteplicità di essi. Il mio cuore ha apprezzato più di un percorso. Uno in particolare mi rende lieto e...triste; tracce indelebili restano come pietre miliari in me: il mio scrigno contiene una "rosa" da cui il Destino ha dovuto strappare un petalo. Inoltre,la sublimità dell'amicizia che mi è stata dimostrata mi ha notevolmente commosso. Un grazie, un abbraccio e un augurio a tutti Voi. Un pensiero e un saluto particolare a quel petalo strappato. Grazie, Amici cari, mi avete reso serio e io cercherò di ricambiare la vostra simpatia facendovi sorridere con i miei prossimi "pezzi". Bye!
ENZO

Si avvicina" la festa della donna" ,l'8 Marzo, e Lorenzo vuole farci una dedica dopo aver apprezzato la bella poesia di Maurizia...

Consentimi, Maurizia, e tutte le amiche del blog, di accompagnarmi a te nell'esprimere i miei sentimenti più belli alle donne.
Donna, senza di te il timore del buio, il silenzio del nulla, la disperazione di una vita senza amore. Deserto freddo di ghiaccio. Occhi che non vedono. Sgomento di esserci non sapendo perché. Ti amo.
Lorenzo
Da Maria, invece, qualche barzelletta per iniziare la giornata con il buonumore...

I grandi Dubbi!! Ma la femmina del San Bernardo come si chiama?

 INCRESCIOSO...Dicesi di uomo con un'erezione che cammina contro il muro e la prima cosa con cui lo tocca è il naso.


 Avete mai notato che quando si fa una cosa bella si dice: "Ho fatto una figata"
  e quando si fa qualcosa di sbagliato: "Ho fatto una cazzata?"


 ...un vero uomo non te la racconta la favola......
.... ma te la fa vivere...


 I libri mi piacciono perché non strillano, sono silenziosi, eppure dicono un sacco di cose.


 Ci sono persone indispensabili come l'aria... e altre inutili come il vento!


 Gli anni che una donna si toglie non li butta via. Li aggiunge all'eta' delle altre.


 Correre dietro alle donne non ha mai fatto male a nessuno. E' raggiungerle, che è pericoloso.
 

PIERINO MA SI PUO' SAPERE PERCHE' QUANDO VENGO IN CAMERA TUA TI TROVO SEMPRE A LEGGERE FUMETTI E MAI A STUDIARE ???
SEMPLICE PAPA'... PERCHE' ARRIVI SEMPRE IN PUNTA DI PIEDI !!!


  In Olanda hanno inventato la birra per cani. metà del mondo muore di fame, l'altra metà inventa minchiate!"


"Hai imparato a guidare?". "Sì!". "E qual è stata la cosa più dura?". "Il lampione davanti casa mia".


 Tra amiche: "Sai che gli opposti si attraggono?
E' per questo che le ragazze carine hanno uomini brutti!". "Hey, il mio ragazzo NON e' brutto!". "Appunto".


 DOMANDA....?????....come si chiama il cinese più brutto del mondo????....
Soshito Nakakata....!!!  

concludiamo con la preghiera della zitella...                                                                                                                          "Signore, non chiedo niente per me stessa, ma manda un cognato a mia sorella!"

si ride, si piange





da Annamaria e tutti gli amici del blog...a dopo e buona settimana
a tutti, con queste immagini
per le amiche...
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e per gli amici...

http://www.ilovegif.net/immaginianimateglitter_saluti2/buonasettimana/08/02_goodweek_buonasettimana.gif