giovedì 24 febbraio 2011

BUONGIORNO!


si piange

Misseri maschera di carnevale per bimbi


Michele Misseri, esposto in vetrina. L'uomo accusato insieme alla figlia Sabrina dell'omicidio di Sarah Scazzi è diventato una maschera di carnevale, nel rione Sanità a Napoli. Cappello da contadino, gilet e una corda in mano, tanto per inquadrare immediatamente il personaggio. E' l'ultima trovata, di pessimo gusto, del carnevale napoletano. Ad escogitarla, un commerciante di abbigliamento per bambini, Mario Mazza che vende anche altri discutibili abiti di carnevale tra cui la maschera di Totò Riina.Il vestito è già stato venduto.Il costume è indossato da un manichino con le fattezze di un bimbo di circa sei anni che stringe in mano la corda che ricorda la tragica morte di Sarah Scazzi.


ALLA FACCIA DELL'UNITA' D'ITALIA...

La supplente rispedita in Sicilia
Così ha voluto la Lega Nord 

 

Una leggina toglie a molti insegnanti la cattedra nelle scuole delle regioni settentrionali. La norma voluta da un senatore del partito di Bossi è nascosta nel decreto "Milleproroghe"


La Lega rispedisce a casa Adriana e i suoi colleghi "terroni". Dal prossimo anno scolastico, moltissimi supplenti siciliani non potranno più lavorare nelle scuole del Nord: una leggina li costringerà a rifare le valigie e a tornare a casa. Un dramma che investe, tra mille altri, anche Adriana, insegnante palermitana in servizio in un piccolo centro della Toscana. "Ormai la mia vita è qui - racconta - Nonostante i disagi di un clima difficile, mi piace molto lavorare nella mia scuola in mezzo al bosco".
Dopo anni alla ricerca di una sistemazione, a 45 anni decide di fare le valigie per andare al Nord. In Sicilia non era stata certo con le mani in mano. Una decina d'anni fa aveva messo su una ditta di commercio all'ingrosso di supporti informatici, computer e materiale di cancelleria. "All'inizio le cose andavano bene. Fino a quando la grande distribuzione e la crisi non ci hanno messo in ginocchio, costringendoci a chiudere".

Lei però non si scoraggia. Ricorda di avere l'abilitazione all'insegnamento e nella primavera del 2009 fa domanda di inserimento in graduatoria: a Palermo per quella "a esaurimento" e in provincia di Massa Carrara per le "code" e le graduatorie d'istituto. Passano pochi mesi e arriva la prima telefonata. "L'anno scorso ho lavorato da dicembre a giugno in una pluriclasse di scuola elementare - racconta - Quest'anno mi hanno nominato a settembre su sostegno e lavorerò fino a fine anno".

In Lunigiana si trova bene. "Mettere su casa in un paesino di duecento abitanti - racconta - è stato naturale. Mi trovo bene con tutti: bambini, colleghe e gente del posto". Di siciliani, nelle scuole del Nord, ce ne sono tanti. "Non sono andata via da Palermo perché la mia terra non mi piace, ma solo per trovare il lavoro. Ed essere costretta a tornare da una norma discriminatoria mi sembra una follia".
Dopo diversi anni, Adriana pensava di avere finalmente trovato un equilibrio. "Ho potuto fare questo colpo di testa - spiega - perché non sono sposata e non ho figli, ma non è stato facile lasciare a 45 anni gli affetti e le amicizie. Ma cos'altro potevo fare?".

E adesso? "Preferisco non pensarci: mi si prospetta il baratro". Il meccanismo che la riporterà probabilmente a casa è complesso. Nel 2009 il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, riapre le graduatorie provinciali dei supplenti, ma solo per l'aggiornamento del punteggio: non è possibile spostarsi da una provincia all'altra. L'unica chance è di inserirsi, oltre che nella propria graduatoria, anche in altre tre province, ma solo "in coda" e non "a pettine", cioè col proprio punteggio. Per le graduatorie d'istituto, utilizzate per le supplenze brevi, c'è invece libertà di movimento su tutto il territorio nazionale. Per queste ultime, Adriana sceglie la Toscana e le va bene. Ma pochi giorni fa la Consulta dichiara illegittime le "code" perché violano il principio di uguaglianza tra i cittadini.

Il governo non sa che pesci prendere, ma al Senato nel frattempo è in discussione il decreto "Milleproroghe". E un senatore della Lega, Mario Pittoni, non si fa sfuggire l'occasione. Propone un emendamento, approvato a Palazzo Madama con il voto di fiducia e ora in discussione alla Camera, che prevede il congelamento delle attuali graduatorie "a esaurimento" fino al 31 agosto 2012 e l'inserimento "a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012" nelle graduatorie di dieci-venti istituti, ma solo nella stessa provincia in cui ci si trova inseriti nelle liste "ad esaurimento". Un combinato micidiale, che per Adriana e per migliaia di supplenti "emigrati" significa ritorno a casa e fine di tutti i sogni legati a un lavoro duraturo.

FONTE-La Repubblica
 La norma è palesemente anti-costituzionale.La signora Adriana si dia da farei n tal senso, lei e tutte le persone discriminate da questa norma razzista. O si decide che queste regioni del nord non fanno parte dell'Italia, oppure hanno il dovere di assicurare pari diritti a tutti gli italiani. La Corte Costituzionale, cara Adriana, le darà pienamente ragione e nessuno le toglierà il suo posto di supplente... scommetto che ha votato per Berlusconi...eh?


Unità d'Italia 1861 - Riassunto


Riassunto dell'Unità d'Italia (1859-1861) - Giuseppe Garibaldi, Cavour, Vittorio Emanuele II, Napoleone III, Giuseppe Mazzini, Roma capitale, Regno d'Italia, Spedizione dei Mille.



LA FORMAZIONE DELL'UNITÀ (1859-1861)


II guerra di indipendenza


> 1859 II generale austriaco Giulay tenta di preveni­re l'arrivo dei Francesi, ma viene fermato dall'allagamento del Vercellese e della Lomellina. Congiungimento dell'esercito piemontese e di quello francese giunto dalle Alpi e dalla Riviera genovese.
> 20 maggio
Vittoria dei Franco-piemontesi a Montebello.
> 23 maggio
Garibaldi con i volontari «Cacciatori delle Alpi» varca il Ticino a Sesto Calende. Battaglia di Varese e di S. Fermo.
> 30/31 maggio
Vittorioso fatto d'armi piemontese a Palestro.
> 4 giugno
I Franco-piemontesi, varcato il Ticino a Boffalora, battono gli Austriaci nella battaglia di Magenta. Successo del generale Mac Mahon.
> 8 giugno
Vittorio Emanuele II e Napoleone III entrano in Milano. Ritirata austriaca nel Quadrilatero; il comando è assunto personalmente dall'imperatore Francesco Giuseppe.
> 23-24 giugno
Battaglia di S. Martino e Solferino. Ritirata austriaca. La scarsa popolarità della guerra in Francia, osteggiata dalla corte e dall'imperatrice, il pericolo di un intervento prus­siano, la preoccupazione di Napoleone III che l'Italia (moti annessionistici del Centro) si avvii all'unità, spingendosi così oltre i limiti convenu­ti a Plombières, inducono l'imperatore francese a porre termine alla guerra col
> 11 luglio
Convegno di Villafranca. I due imperatori stipulano l'armistizio. Cessione della Lombardia fino al Mincio alla Francia, perché la conse­gni a Vittorio Emanuele II.
Dimissioni di Cavour.
> 10 novembre
Pace di Zurigo. Clausola della restau­razione dei legittimi sovrani nell'Italia Centrale (ma senza intervento armato). Le decisioni rela­tive alla situazione italiana sono demandate a un congresso delle grandi potenze.


I moti dell'Italia Centrale e le annessioni

> 27 aprile 1859Una grande manifestazione popola­re a Firenze guidata dal mazziniano Giuseppe Dolfi convince il Granduca ad abbandonare la città. Governo provvisorio presieduto da Bettino Ricasoli. Carlo Buoncompagni, commissario di Vittorio Emanuele II, non accetta la «dittatura» offerta al re dai Fiorentini. I duca­ti cacciano i loro sovrani; insurrezione di Bolo­gna e delle Legazioni; repressione delle truppe pontificie nelle Marche e in Umbria (eccidio di Perugia). A Parma, Modena e Bologna, dopo il richiamo dei commissari piemontesi (in base agli accordi di Villafranca), si formano le «ditta­ture» di Manfredi, Farini e Cipriani, e viene costituita (insieme alla Toscana) una forza militare comune agli ordini di Manfredo Fanti e Garibaldi. Il fallimento dei piani napoleonici (confederazione italiana, sotto l'egemonia fran­cese) sull'Italia orienta il governo britannico a favore della soluzione unitaria.
> 21 gennaio 1860
Ritorno al potere di Cavour, che succede al ministero Lamarmora-Rattazzi. Cavour indice i plebisciti in Emilia e Toscana.
> 11/12 marzo
La Toscana (con 366.571 voti contro 19.869) e l'Emilia (con 462.000 voti contro 1056) votano l'annessione al Piemonte.
> 15 aprile
Nizza e Savoia votano con un plebiscito per l'annessione alla Francia.


Spedizione dei Mille

A Ferdinando II di Napoli succede, nel 1859, il fi­glio Francesco II, incapace di dominare la diffici­le situazione interna.

> 4 aprile 1860
I rintocchi del campanile della Gancia danno il segnale della rivolta a Palermo. Il moto, represso in città, dilaga nelle campagne si­ciliane; il mazziniano Rosolino Pilo contribui­sce a tenere desta la rivolta; Francesco Crispi incita Garibaldi a uno sbarco.
> 5-6 maggio
Garibaldi salpa dallo scoglio di Quar­to (Genova) con un migliaio di volontari (cami­cie rosse) sulle navi «Lombardo» e «Piemonte». Cavour, che non approva le intenzioni del generale, tenta invano di fermarlo, mentre l'iniziativa trova consenziente Vittorio Ema­nuele.
> 11 maggio
Dopo una sosta a Porto Talamone, do­ve viene sbarcato un piccolo gruppo (Zambianchi) per tentare una spedizione contro lo Stato Pontificio, Garibaldi approda a Marsala. Navi inglesi ancorate nel porto favoriscono lo sbarco.
> 13 maggio
Proclama di Salemi; Garibaldi assume la dittatura dell'isola in nome di Vittorio Emanuele II.
> 15 maggio
Vittorioso scontro a Calatafimi. Il po­polo accoglie con entusiasmo il liberatore. > 30 maggio
Dopo una dura lotta di tre giorni, cui partecipa anche la popolazione della città, i garibaldini conquistano Salemi. Impadronitosi del­la Sicilia, Garibaldi varca lo Stretto di Messina e risale vittoriosamente la penisola verso Napoli mentre l'esercito borbonico si sgretola.
> 7 settembre
Entrata trionfale a Napoli. I successi del dittatore preoccupano le cancellerie euro­pee, tanto più che Garibaldi ha intenzione di marciare su Roma. Cavour ne approfitta per strappare a Napoleone III il consenso a una spe­dizione piemontese nelle Marche e nell’Um­bria.
> 18 settembre
I Piemontesi (generale Cialdini) sconfiggono le deboli truppe pontificie a Castelfidardo. Caduta di Ancona.
> 8 novembre
Vittorio Emanuele, giunto nel Na­poletano attraverso gli Abruzzi, si incontra a Teano con Garibaldi che rimette nelle mani del re il Mezzogiorno e parte per Caprera.
> 1860, ottobre-novembre
Nuovi plebisciti sanzio­nano l'annessione del Regno di Napoli, delle Marche e dell'Umbria.
> 1861, gennaio-marzo
Cessa l'estrema resistenza borbonica a Gaeta e Messina.

> 17 MARZO CON VOTAZIONE UNANIME, IL PARLAMENTO TORINESE PROCLAMA VITTORIO EMANUELE II «PER GRAZIA DI DIO E VOLONTÀ DELLA NAZIONE» RE D'ITALIA.
> 27 marzo

Dopo un discorso di Cavour («libera Chiesa in libero Stato») la Camera proclama Roma capitale del Regno d'Italia.
> 6 giugno 1861
Morte di Cavour.


Fonte: Atlante storico. Cronologia della storia universale dalle culture preistoriche ai giorni nostri, Garzanti Libri



si ride 





http://www.carloneworld.it/images/4_Humor/Gif/Evoluzione%20della%20specie.gif
Due fidanzati seduti su una panchina al chiaro di luna. "Amore mio," chiede lei "dov'è l'Orsa maggiore?"
"Ma cara," ribatte lui  "come ti viene in mente, in questo momento, di chiedermi dov'è tua madre?"                              "Papà, papà, voglio sposare la nonna!" - Il papà:" ma dai....non puoi sposare la nonna, perchè è mia madre!

http://www.worktobejudged.com/strippause/peca.html

 Prima di fare commenti bigotti o segnalare la pagina, guarda bene tutto il video!!!



http://www.carloneworld.it/images/4_Humor/Gif/SaltaLaCorrente.gif
 QUANDO SALTA LA CORRENTE


Un motociclista prende in pieno un passero...Si accorge che è ancora vivo,lo porta a casa e lo mette in una gabbbia per curarlo.
Il giorno dopo.. il passero si sveglia si guarda a destra e vede un pezzetto di pane con una piccola ciotola d'acqua, si guarda intorno vede le sbarre della gabietta: 'Oh Ca**o, ho ammazzato il motociclista!'
http://www.carloneworld.it/images/4_Humor/Gif/Scoiattolo_vendicativo.gif
SCOIATTOLO VENDICATIVO


Annamaria, con la collaborazione di Maria... a dopo

mercoledì 23 febbraio 2011

poetando, poetando - VENTO NEL DESERTO- di VERA


Primavera nell’aria.
All’improvviso un tuono!
Un lampo squarcia il cielo
rischiara il buio
strappa vesti e
drappi all’oblio.
Un vento si leva forte
alza la sabbia
cambia volto ai deserti
scompiglia mausolei
fa tremare troni,
denuda circuiti che vanno
dal cuore ai pensieri
rianima membra rassegnate.
Diventa brivido, scintilla di fuoco,
come guizzi di scorpione sotto la sabbia,
che caccia fuori la testa
e si raggomitola con il vento nel ventre
salta da duna a duna e gli balla sulla testa.
Vento che come musica, contagio,
passa da uomo a uomo
a ridestare orgoglio, speranza,
coraggio, assopiti,
a spezzare catene e gioghi rugginosi.
Semi ammollati
all’improvviso germogliano fiori
dal profumo prezioso, stordente,
della dignità e libertà
sazianti più del pane.
Uccelli d’acciaio
ubbidienti al demone
ubriacato da disumano potere
fan pioggia di fiamme
tingendo di sangue e di morte i granelli.
Ora la notte è buia e cupa
ma tornerà a brillare.
Per ormeggiare in paradiso
spesso si attraversa l’inferno.
Angeli e demoni in lotta.
Luna e stelle
ora indignate ora plaudenti
stanno a guardare.

VERA (semplice)

BUONGIORNO!



si ride, si piange
Questo per dimostrare come siamo visti "Oltralpe"(vignetta segnalata da Antonio)


Bossi:Berlusconi non disturba Gheddafi? Pessima uscita

l leader della Lega Umberto Bossi critica Silvio Berlusconi che sabato scorso, di fronte alle prime avvisaglie del massacro che si sta consumando nelle principali citta' libiche, aveva detto di non aver sentito il presidente Muhammar Gheddafi e che non aveva intenzione di disturbarlo.



Telefonata tra Gheddafi e Berlusconi



E' durata una ventina di minuti la telefonata del presidente del consiglio Silvio Berlusconi con Muhammar Gheddafi. Telefonata che è arrivata nel pomeriggio, subito dopo il discorso tenuto in tv dal leader libico.


 Nel corso della conversazione Berlusconi ha seccamente smentito Gheddafi che parlando in televisione aveva detto che i rivoltosi avevano usato razzi italiani.
Nel corso della telefonata si è fatta inoltre un'analisi della situazione e Berlusconi si è detto allarmato per l'uso spropositato della violenza e ha ribadito la necessità di una soluzione pacifica all'insegna della moderazione per scongiurare il rischio di una guerra civile dagli esiti imprevedibili.




la canzone di oggi

Annamaria... a dopo

Le riflessioni di CIPRIANO - "Godi fanciullo mio, stato soave "



Da pochissimo abbiamo superato il D-Day dei cuori
languidi, il Natale degli innamorati, la Pasqua dei
sentimenti, il giorno degli amori eterni; che cosa se
non il 14 febbraio, San Valentino.
Non mi soffermerò sui pur evidenti ed ovvi colossali
giri economici che questa ricorrenza comporta tra
famosi cioccolatini, pupazzetti grandi e piccoli, fiori,
cenette e pizze e tutta una miriade infinite di regali
grandi e piccoli che gli innamorati si scambiano
insieme a baci e promesse eterne, orali e scritte (sms,
face book e quant’altro).

Quel che mi colpisce adesso in questa epoca del terzo
millennio, è il vedere come gli innamorati d’oggi e nella
fattispecie parlo di quelli più visibili e teneri, gli adolescenti,
fermo restando l’inflessibile ardore nel credere il proprio
sentimento il più profondo ed eterno di tutti, finiscono
poi in quello che è la pura e nuda realtà di un contesto
che è cambiato a trecento60 gradi; una società questa
dove il tempo ha mutato il comportamento, lo stato delle
cose ed il complesso di occasioni e circostanze, con le
lancette dello scorrere del tempo implacabile turbine che
tutto cambia e modifica. Il totale è posto innanzi a te, in
contrasto con i tuoi ancor vivi ricordi, ben sapendo che
in questa epoca il giorno degli innamorati (aldilà della
tua personale situazione sentimentale), lo osservi ormai
con il freddo, seppur affettuoso, confronto e parallelo in
flashback.



Ti rendi conto dell’abisso che il tempo ha scavato tra
generazioni, nei rapporti sentimentali tra adolescenti,
ovviamente al netto del più profondo sentimento d’amore
che rimane identico a quello dei padri e dei nonni.
Vedi sempre più i ragazzi vivere il rapporto di coppia non
più come fattore isolato, ma insieme al gruppo di amici;
le immancabili effusioni, romantiche ed immutabili, non
più timidamente nascoste, ma scambiate con ostentata
sicurezza e sfrontata indifferenza al cospetto di amici,
pubblico e presenti.
La ragazze di oggi sono tutte carine, sportive, ben curate,
timidamente attraenti; una quantità praticamente inesauribile
di gentil sesso tutte belle da vedersi, un po’ a dispetto dei
giovani pari età dell’altro sesso, generalmente di bell’aspetto
ma in proporzione
sempre un po’ più svogliatamente trasandati, come vecchia
consuetudine insegna …Quel che colpisce, a parte tutta
una infinita
diversità di educazione e culture frutto di epoche differenti,
è il vedere come (e parlo da maschietto) sia facile per un
ragazzo di oggi avere un approccio, una complicità, una
avventura, un amore o chiamatelo come vi pare, con una
pari età femminuccia.
E’ una vecchia storia di noi ormai cinquantenni , anche i
più latin-lovers, magnificare le nostre vecchie avventure
con un “fu una sudata” o “mamma mia che fatica” per
ricordare le difficoltà ed il continuo lavorio sotterraneo
che si doveva fare per arrivare all’atteso “ Ok …”
(tutto compreso), con le ore ed ore passate sotto le
scuole ad aspettare …Ed i telefonini che erano ancora
di lì a venire.
E le ragazze? …Alzi la mano e si faccia avanti chi
afferma il contrario quando affermo che allora otto su
dieci erano “Racchie”; sia ben chiaro che detta condizione
fisica era dovuto alla minore cultura della cura della
persona, dal cibo e dalla dieta, dallo sport ora diffusissimo,
ad una moda adesso sexy e dinamica, ai tanti prodotti di
cosmesi, al modo totalmente differente di vedere la vita
che hanno alfine modellato una nuova razza.
Fatto sta che nel fatidico 14 febbraio del tempo che fu per
strada vedevi solo poche coppiette (quasi tutte ufficialmente
dichiarate) con effusioni moderate nei modi e nei termini;
poi c’erano le tante ragazze modello Anastasia (la sorellastra
di Cenerentola), sole a fare annoiate le famose “vasche” su
e giù per il Corso principale; poi c’erano le poche carine che
potevano anche permettersi il lusso di rimanere a casa,
tanto potevano scegliere quando volevano tra un battaglione
di pretendenti.

Il resto dei maschietti? Ma si, a giocare a pallone in attesa
di tempi migliori. Adesso li vedi felici e sfrontati; hai forse
un pizzico di nostalgia ma sei contento per loro, per la loro
incosciente sicurezza ed ironia tipica dei sedici anni.
Gli auguri sempre ogni bene anche se solo tu sai che
“dovranno ancora mangiare tanto pane duro ”, e che quelle
coppie di felici fidanzatini per un semplice e realistico
immutabile calcolo delle possibilità, dall’esperienza
dei capelli grigi, sai benissimo che, quando ci sarà il
tempo del matrimonio o loro vita di coppia, bhe …, uno
di loro non sarà lo stesso di adesso …A noi non resta
che augurare un mondo di felicità; vorrei dedicare a
questi nostri ragazzi la splendida, immortale ed
indimenticabile icona letteraria del Leopardi,
fotografia eterna degli slanci giovanili e delle loro attese:


…"Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita è come
un giorno d’allegrezza pieno,
giorno chiaro e sereno
che precorre alla festa di
tua vita. Godi fanciullo mio,
stato soave, stagion lieta è
codesta. Altro dirti non vò,
ma la tua festa ch’anco tardi
a venir non ti sia grave.”
Cipriano

 





martedì 22 febbraio 2011

BUON COMPLEANNO ANNAMARIA!!!







Cari amici oggi festeggiamo il compleanno della mia e vostra amica ANNAMARIA (mia omonima)...che regalo potevo inviarti attraverso il blog? una poesia? non so scriverle...un mazzo di fiori?...si ma virtuale...una torta? Impossibile...Annamarììì bando alle ciance Per il tuo compleanno vorrei che tutti i tuoi sogni si avverassero... soprattutto quelli alti, biondi e muscolosi! Buon compleanno!  

Che te ne pare? In attesa di incontrarci presto ,ti mando un grosso abbraccio e ricordarti che sono felice di questa nostra amicizia!!






dagli amici del blog!




poetando, poetando -MAURIZIA- TI STRAPPO DAL CUORE




TI STRAPPO DAL CUORE,
 
ANNULLO I MIEI PENSIERI,
 
BRUCIO I RICORDI,
 
SOFFOCO I MOMENTI ,
 
CANCELLO IL TEMPO E GLI ANNI

DIMENTICO? ...NO!!!

NON SI PUO’DIMENTICARE.
 
ADDIO MIO DOLCE PENSIERO,

ADDIO MIA FANTASIA.

MAURIZIA

lunedì 21 febbraio 2011

QUANDO IL PRINCIPE AZZURRO DIVENTA ORCO

Quest'articolo nasce per la rabbia di un maltrattamento subito recentemente da una mia carissima amica e "dedicato" a tutti quei mariti,fidanzati e compagni che si giustificano così "Per forza me le togli dalle mani".
la violenza nella coppia
cronaca del 20-febbraio-2011
Nella notte fra sabato e domenica, a Giffoni Valle Piana, i Carabinieri della locale Stazione, diretti dal Luogotenente Voria, hanno tratto in arresto V.G., 34enne incensurato, colto nella flagranza del reato di maltrattamenti in famiglia.
L’uomo è stato bloccato dai militari mentre, in evidente stato di ebbrezza, minacciava la coniuge, una studentessa universitaria 37enne, con un grosso coltello da cucina, dopo averla percossa per l’ennesima volta. E' stata proprio la donna ad allertare i Carabinieri.
L’episodio era l’ultimo di una lunga serie di maltrattamenti inflitti, tra le mura domestiche, da V.G. alla moglie, solo oggi denunciati da quest’ultima. L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Salerno.
 fonte- salerno in prima

 Il caso eclatante è avvenuto lo scorso anno quando
la Cassazione ha annullato la condanna a 8 mesi di reclusione nei confronti di un marito, perché l’uomo ha sostenuto con successo che non si trattava di maltrattamenti, in quanto la moglie ”non era per nulla intimorita”, ma solo ”scossa ed esasperata”da maltrattamenti e percosse che duravano da 3 anni.
Questa è l’ennesima vergogna maschilista di un paese che non tutela le donne che subiscono violenze.
  • 8 casi di violenza fisica e di molestia su 10 avvengono in casa, nel 70% per mano del partner.
  • Il 69% degli stupri è commesso da un partner.
  • Il 90% delle violenze non viene denunciato.

 quando il principe azzurro diventa un orco.
Quando si parla di violenza nel rapporto di coppia, si pensa immediatamente alle botte, invece la violenza può avere tante forme  più sottili ma non per questo meno dannose.

Tutti quei comportamenti che minano la autostima, la dignità personale, la voglia di vivere sono comportamenti violenti, anche se non  comportano un danno fisico.



La violenza, oltre che fisica, può essere psicologica :il partner violento spinge  la compagna ad isolarsi dagli amici e dai familiari, la critica continuamente, la sminuisce davanti agli altri e davanti a se stessa, la pedina e la  controlla.. Utilizzando come arma per riuscire nel suo intento il ricatto psicologico (tipo: se mi amassi faresti), la minaccia ( tipo: se mi lasci mi ammazzo)o la svalorizzazione della donna ( tipo : non sei niente senza di me). 
La violenza può essere sessuale : l'uomo violento impone  alla partner di avere rapporti sessuali contro il suo desiderio, o la costringe ad attività sessuali che sono per lei disgustose .Fa leva sulla sua paura di perderlo e la  minaccia che se non lo accontenterà,si cercherà una donna più disponibile.
La violenza può essere economica :il coniuge maltrattante sabota tutti i  tentativi di lavorare o di trovare lavoro della moglie ,  si fa mantenere da lei ,oppure le passa una cifra da fame in  modo che la moglie  debba umiliarsi  chiedendogli i soldi anche per comprare il pane e il latte.
In qualsiasi modo sia  esercitata la violenza lascia sempre una traccia nella personalità di chi la subisce.
 Come il principe azzurro si trasforma nell'orco
All'inizio del rapporto il partner violento si presenta nella sua veste migliore: è particolarmente affettuoso, premuroso, fa sentire la sua donna unica e speciale.

Con il tempo però si instaura quello che gli psicologi chiamano il" circolo della violenza".
Dopo ogni episodio di maltrattamento, lui si scusa, piange, promette di non farlo più e ..per un po' di tempo mantiene effettivamente le sue promesse: ridiventa l' uomo tenero e romantico dei primi tempi fino al prossimo episodio di violenza
E'importante sapere che questa difficile situazione è destinata a peggiorare: negli anni gli episodi di maltrattamento diventano sempre più frequenti e gravi.
Inutile sperare che al situazione possa risolversi da sola e che con il tempo, un uomo violento possa cambiare: lui cambierà sì, ma in peggio.
Perche' le donne non  lasciano un uomo violento
Molto spesso le donne trovano quasi impossibile lasciare un compagno violento, nonostante la relazione sia profondamente insoddisfacente.

Infatti l'effetto del maltrattamento è quello di distruggere l'autostima e le capacità decisionali in chi lo subisce.
Con il tempo la donna finirà per credere di essere colpevole, di non valere niente e di meritarsi il maltrattamento.
Gli uomini maltrattanti cercano di creare il vuoto intorno alla loro compagna, la isolano dai suoi familiari e amici, scoraggiano i suoi tentativi da autonomia e indipendenza (anche dal punto di vista economico).
Sola e senza appoggio, la donna maltrattata si convincerà di non essere in grado di affrontare la vita autonomamente e preferirà  restare in una relazione difficile ma conosciuta.
Inoltre ci può essere il timore ( fondato) che se decide di lasciare il compagno, lui  possa diventare ancora più violento e pericoloso.
Dott.sa Anna Zanon


Cosa fare se si è coinvolti in una relazione violenta? E' quasi impossibile uscire da sola  da una situazione del genere.  Soprattutto nei casi più eclatanti si ha bisogno di auto professionale. 




 A chi rivolgersi
 "La Casa per Le Donne  Maltrattate" in via Piacenza 14  a Milano (  tel.02/ 55015519) è un Centro di accoglienza che  fornisce informazioni legali , colloqui di sostegno con psicologi , gruppi di auto aiuto, servizi di orientamento al lavoro. Fornisce inoltre un elenco di tutte le strutture che si occupano di maltrattamento presenti nel territorio.   



http://web.tiscalinet.it/cadmi/guida/uscire/ris_lei.htm

Annamaria... a dopo



BUONGIORNO!



 Buon giorno Natalina!!



CHI SI PO' FARI (con traduzione) di S. Migliore


Chi si po’ fari
Quannu di notti c’è scuru

E ‘u suli a matina nun voli agghiurnari ?

Chi si po’ fari

Quannu veni di cianciri

E nun cci ‘hai cchiù lacrimi d’asciucari ?

Chi si po’ fari

Quannu fora c’è friddu

E nun cci ’hai cchiù focu ppi cuadiari ?

Chi si po’ fari

Quannu finisci l’amuri

E nun cci ‘hai cchiù vogghia di campari ?

Traduzione


CHE SI PUO’ FARE

Quando di notte c’è buio
E il sole la mattina non vuole sorgere ?

Che si può fare
Quando viene da piangere
E non hai più lacrime d’asciugare ?

Che si può fare
Quando fuori c’è freddo
E non hai più fuoco per riscaldarti ?

Che si può fare
Quando finisce l’amore
E non hai più voglia di vivere?

 TOTO'
 


 si ride, si piange



 
 
aforisma del giorno

Per perdere la testa, bisogna averne una! 

Albert Einstein
 
Annamaria... a dopo 

domenica 20 febbraio 2011

Le notizie segnalate da CATERINA

le canzoni di Sanremo


Al Bano canta la tragedia
di Eunice uccisa a Livorno

"Amanda è libera" è una canzone, ma anche una tragedia. Perchè la storia è quella di Doris Eunice Iuta, nigeriana di 28 anni, diventata prostituta e massacrata a coltellate.


Si intitola “Amanda è libera” la canzone di Al Bano al festival di Sanremo e racconta una storia vera: l’omicidio di Doris “Eunice” Iuta, ventottenne nigeriana che abitava a Pontedera ed era finita a fare la prostituta a Livorno. Fu massacrata con 13 coltellate, il suo assassino sta scontando una pena di 18 anni. L’idea della canzone è del paroliere Fabrizio Berlincioni, che firma il brano insieme allo stesso Al Bano e ad Alterisio Paoletti: Berlincioni ha immaginato il testo della canzone leggendo la notizia della tragica fine della giovane africana. 

Il sabato della vigilia di pasqua nel marzo del 2008 venne assassinata con 13 coltellate
in località via delle Sorgenti, la strada provinciale che da Livorno porta a Collesalvetti, la prostituta nigeriana Doris Iuta di 28 anni. Movente: la rapina. L'assassino, Alessio Nigrì, sta scontando 30 anni di carcere. Doris Mandava i guadagni alla famiglia. Albano Carrisi, 67 anni, canta la vicenda al prossimo Festival di Sanremo. “Amanda è un numero, l'han messa in regola lungo l'asfalto che è nero di povertà”. Così recita un verso di “Amanda è libera”, scritta con una formula quasi cantautorale con Fabrizio Berlincioni e Alterisio Paoletti, ispirata da un preciso fatto di cronaca. “Io – spiega Albano, l'ho immaginata arrivare in Italia con la prospettiva di un lavoro e in realtà sequestrata, irretita, finita sul marciapiede e poi uccisa. Lei era affascinata dall'idea che si era fatta di questo Occidente ricco”. Perchè una canzone su un tema così scabroso? “L'idea è venuta al mio autore Berlincioni. Un artista non può restare indifferente a quello che gli succede intorno. Quando sento storie del genere io penso alla mia vita da emigrato. Quando nasci in un paese povero la miseria ti rimane icollata e in storie come queste rivivi anche i tuoi disagi. Per un artista è doveroso utilizzare i mezzi che ha a disposizione contro la soppraffazione del potere esercitato dai delinquenti che non ti lasciano vivere una vita degna di essere tale”.
“Ci tengo poi a sottolineare – aggiunge Albano - che io non considero prostituta colei che viene costretta a farlo con la violenza e l'inganno. Questa è una canzone contro la violenza sulle donne o comunque contro la violenza verso il genere umano”.


CATERINA


Nei commenti ho trovato la testimonianza di una coppia ,vicini di casa di Doris(Amanda), che riporto qui di seguito
Anonimo ha detto...
Io abitavo nell'appartamento al piano di sotto e Doris era una ragazza solare,gentile e molto educata aveva grande dignità e amava molto il mio cane. Grazie Berlincioni. Quando seppi del fatto rimasi sconcertato. A me e a mia moglie resterà sempre un bel ricordo di Doris