sabato 22 gennaio 2011

Ho visto un film : MASCHI CONTRO FEMMINE - di MARIA


La mia fame di cinema non si esaurisce...dieta si, ma solo a tavola...                          Addirittura siederò in platea, senza pop corn...magari con un sacchetto di fettine di mela secche, vi assicuro, contrariamente a quello che potete pensare, uno snack dietetico davvero sfizioso.

Ho visto un film… MASCHI CONTRO FEMMINE

            
Regia   :   Fausto Brizzi                                                                                                                     I nterpreti   : Nicolas Vaporidis, Paola Cortellesi, Fabio De Luigi, Giuseppe Morrone,  Paolo                     Ruffini, Carla Signoris, Chiara Francini,  Giorgia Wurth, Sarah  Felberbaum, Lucia Ocone, Francesco Pannofino, Alessandro Preziosi, Claudio Bisio, Nancy Brilli, Luciana Litizzetto, Emilio Solfrizzi Sceneggiatura  :  Fausto Brizzi                                                                                                            Genere   :  Commedia                                                                                                                     Distribuzione   :   01 Distribution                                                                                                           Nazione   :   Italia 2010

Maschi contro Femmine è una commedia che ruota intorno al tema del conflitto tra uomini e donne: una giovane coppia alle prese con il primo figlio, che ha comportato la sospensione delle interazioni sessuali; due vicini di casa, diversi come il giorno e la notte;  un’impiegata tradita dal marito che rivive in un nuovo rapporto sentimentale; due migliori amici che condividono uno sgangherato appartamento, lei lesbica,  lui etero,  impegnati nella conquista della stessa ragazza. Nelle rocambolesche avventure quotidiane dei protagonisti, incontriamo personaggi vari ed unici nel loro genere: un chirurgo plastico, un benzinaio divertente e un po' volgare ed una dottoressa decisamente anticonvenzionale.

 
Piace o …non piace…

 
   Buon cinema di crisi, per accontentare chi, in questi  tempi di mestizia, chiede il divertimento disimpegnato,  il consumo che sazia senza imbarazzare lo stomaco. Il regista ha compreso che il  pubblico chiede film a sketches nostrani, che i grandi mattatori, capaci di reggere un intero film , non ci sono più. Allora assegnare a ciascuno una porzione di pellicola, con battute e dialoghi frizzanti e frasi costruite apposta per certi attori, diventa la formula più appropriata per servire un prodotto appetibile, al quale si può comunque riconoscere una perfetta sceneggiatura.

   

   Il film è ispirato al libro firmato a quattro mani da Brizzi e dalla scrittrice Pulsatilla e prelude ad un secondo capitolo, Femmine contro maschi, che mostrerà il punto di vista femminile. E’ un film corale, molto studiato negli incroci narrativi, che stimola spesso la risata. Una commedia ben studiata, un collage  di passioni litigarelle tra uomini e donne,  con qualche guizzo cinematografico nelle scene ambientate al Polo Sud ed in quelle girate al largo di Ancona.


 
Sono  nelle  sale  21 GENNAIO 2011



Vallanzasca – Gli angeli del male .

    Film molto atteso e discusso, racconta la storia del  “ boss della Comasina “, famoso per aver terrorizzato Milano negli anni ’70. Interpretato da Kim Rossi Stuart,  si avvale della regia di Michele Placido .                                                                                                                          
Immaturi 


di Paolo Genovese, racconta le sfortunate vicende di un gruppo di 38enni che si vedrà forzatamente riunito per ripassare l’esame della maturità. Nel cast cast Ambra Angiolini , Luca Bizzarri , Raoul Bova , Anita Caprioli , Barbara Bobulova , Ricky Memphis e Paolo Kessisoglu  

.

Qualunquemente di

Giulio Manfredonia con Antonio Albanese , Sergio Rubini , Lorenza Indovina , Nicola Rignanese e Davide Giordano . Cetto La Qualunque, latitante in esilio all’estero, torna in Italia dove si scontrerà con un ‘ondata di legalità a cui dovrà riabituarsi, creando situazioni paradossali.



Segui il tuo cuore . 
 
  E’la storia di Charlie,  interpretato da Zac Efron, guardiano di un cimitero dove è sepolto il fratello morto in un incidente di macchina. Charlie sceglie questo lavoro per poter rimanere accanto al fratellino ma il suo universo verrà sconvolto dalla bellissima Tess, interpretata da Amanda Crew. Tra gli altri interpreti Ray Liotta , Kim Basinger e Donal Logue .



Nawal – La donna che canta.

  E’ un film di Denis Villeneuve che arriva dal Canada e distribuito da Lucky Red.  Racconta le atrocità della guerra del Libano vista attraverso gli occhi dei due figli di Nawal. Dopo la sua morte, la donna lascia due lettere ai figli in cui rivela l’esistenza di un fratello e un padre. Da lì, la figlia inizierà a scavare nel passato della madre



Per i più piccoli e gli amanti dei cartoni, Animals United 3D distribuito da Moviemax
  
. Due amici, Billy il lemure e Socrates il leone , partono alla ricerca dell’acqua non essendoci stata l’annuale piena, affrontando deliziose avventure.



                 Buona    visione    da           Maria e Annamaria ...

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venerdì 21 gennaio 2011

Donne alla gogna nelle pubblicità

Dal lato B per vendere moto. Alle ginocchia per far comperare vodka. Spot e manifesti che usano le donne. Un sito pubblica il catalogo dei peggiori del mondo

Vorrebbero essere irriverenti e provocatori, ma in realtà risultano soltanto volgari e sessisti. Sono quegli spot che da anni inondano tv e riviste e che hanno sempre le stesse protagoniste: belle donne, spesso nude e sottomesse, usate per promuovere i prodotti più disparati. Il sitoweb francese Minutebuzz dedica un lungo reportage alle pubblicità che mercificano il corpo delle donne e stila la classifica degli spot più sessisti della storia.
DONNE E MOTORI – La prima réclame segnalata dal sitoweb francese è stata promossa dall’Aprilia in Spagna. Coniugare donne e motori è una tecnica antica che sembra non passare mai di moda. In questo caso l’azienda italiana aveva deciso di ridurre la taglia delle sue moto e così di seguito anche quella dei sellini. La “grande svolta” è stata raccontata nel seguente modo in un manifesto: Primo piano del lato B di una donna, nuda. Alle sue spalle un uomo in procinto di misurare “quella parte”. Lo slogan è eloquente: «Da oggi taglie più piccole».

CRAVATTE A DOPPIO SENSO - Dalle moto allo stile, il cattivo gusto non cambia. I grandi magazzini britannici Harvey Nichols, per esempio, si sono promossi così. Sul cartellone promozionale compaiono due assi cartesiani: utilizzati per dimostrare “scientificamente” la (antica) teoria secondo cui le donne per apparire belle devono imparare a soffrire. «Solo indossando tacchi molto alti -dichiara lo spot – le donne potranno conquistare uomini belli. Invece indossando scarpe basse o pantofole, riusciranno a sedurre solo uomini brutti e grassi». La terza pubblicità in rassegna è molto violenta. Per promuovere i capi del nuovo negozio nel quartiere Nolita a New York, la griffe Duncan Quinn ha concepito uno spot dove si vede un uomo che strangola una donna con una cravatta del marchio americano.

IL PIACERE DELLA VODKA E’ MASO - In rassegna anche uno spot poco riuscito della Bmw. Lo scopo era quello di promuovere auto di seconda mano della nota casa automobilistica tedesca. Sul manifesto appare una ragazza molto carina e lo slogan: «Una Bmw di seconda mano è come una bella donna. Tu sai che non sei il primo, ma comunque provi piacere». Il catalogo di minutebuzz prosegue con lo spot che reclamizza la bevanda ceca Fernet Stock: un uomo stanco di ascoltare la fidanzata, apre il tappo che si trova sulle spalle della ragazza. Morale: la sgonfia come fosse un palloncino. La pubblità della Vodka bulgara Flirt appare ancora più volgare: la donna protagonista è palesemente raffigurata come oggetto sessuale, felicemente sottomessa e soddisfatta. Sul manifesto una bella ragazza, raffigurata con le ginocchia ferite. E lo spot recita: «Donne, il vostro uomo vi costringe a inginocchiarvi? Riportate al vostro rivenditore una cassa di bottiglie vuote di Vodka Flirt e vi regaleremo delle ginocchiere, così la prossima volta che vi chinate, non vi farete del male».

LE BIONDE - Anche chi diffonde cultura non è esente da spot sessisti. È il caso di Tzomet Sefarim, una delle più grandi librerie israeliane. Per promuovere la giornata della lettura, qualche anno fa ideò questo spot: «Oggi tutti possono leggere. Anche le bionde». Continuando tra gli “orrori” della pubblicità segue quella di una birra a basso contenuto alcolico. La rappresenta una ragazzina con un grosso seno. Il messaggio non è chiarissimo ma perentorio: «Con un così basso contenuto alcolico, domani non potrai trovare scuse».

DOPPI SENSI - Più esplicita è la pubblicità di Imedeen, marchio svedese che vende “nutri-cosmetici”, integratori alimentari la cui finalità è migliorare l’estetica fisica. Come al solito la protagonista è una bella ragazza. Sul manifesto campeggia lo slogan a effetto: «Il segreto della mia bellissima pelle? Io ingoio». Maligno anche se meno volgare, l’uso del corpo femminile sull’edizione tedesca di Men’s Health, una delle riviste maschili più famose al mondo. Qui la donna in questione è fotografata in palestra, dichiaratamente distrutta dall’attività fisica. A commento la didascalia avverte: «Se lei fa dello sport, è solo per piacere a voi, uomini». Donne calpestate in nome del commercio. Dacrom, marchio di un filato ottenuto da polimeri che lo rendono resistente all’umidità, va ben oltre la metafora. Nella sua pubblicità mette una donna che non ha neppure più il corpo. È direttamente una pelle-tappeto, modello tigre appiattita sul pavimento. femminile solo per la testa di donna su cui poggiano piedi e calzoni maschile. Il pay-off recita: «È piacevole avere una donna in casa».

Fonte - Corsera -

  Penso che le cattive pubblicità si puniscono da sole quando il prodotto non vende. Io sono molto autoironica ma quando si esagera... sono ben poche le reclame  con i maschi che fanno lo zerbino per avere una caramella da una donna o  che fanno il maggiordomo, sempre di una donna, con il solo grembiulino addosso.


Annamaria... a dopo

STAMINALI PER SCONFIGGERE LA CALVIZIE



LE STAMINALI POSSONO RISOLVERE
IL PROBLEMA CALVIZIE

 Una  notizia che da speranza ad alcuni miei amici "pelatini"
Una cura definitiva per la calvizie. Non è un’utopia! Secondo gli studiosi tedeschi il segreto per bloccare la caduta dei capelli è nascosto nelle cellule staminali, sempre più al centro della...










Una cura definitiva per la calvizie. Non è un’utopia, ma il progetto di un gruppo di scienziati della Technical University di Berlino. Secondo gli studiosi tedeschi il segreto per bloccare la caduta dei capelli, un problema che spesso è fonte di numerosi disturbi psicologici, è nascosto nelle cellule staminali, sempre più al centro della ricerca scientifica negli ultimi anni. All’Istituto per la tecnologia della capitale teutonica gli esperimenti sono appena cominciati, ma c’è grande fiducia sull’esito finale. Gli studiosi hanno utilizzato le cellule prelevate da alcuni animali per ricostruire i follicoli piliferi negli essere umani e i primi risultati ottenuti sono piuttosto incoraggianti: nel giro di un anno le staminali dovrebbero essere in grado di assolvere la funzione voluta. Successivamente si potrà procedere alla seconda fase dei test.
«La nostra ricerca – ha spiegato il professor Roland Lauster, responsabile dello studio, sulle pagine del quotidiano britannico Daily Express – è il primo passo verso una cura definitiva per l’80 per cento delle persone che soffrono di calvizie». Dati e numeri importanti per gli scienziati tedeschi, che hanno ricevuto persino la benedizione degli animalisti, per una volta felici perché la creazione dei follicoli dei capelli in laboratorio potrebbe evitare il ripetersi di «dolorosi e ingiustificati» test sugli esseri viventi. Ma quanto bisognerà attendere per trovare in commercio l’attesa cura? «Siamo a buon punto – ha proseguito il professor Lauster – ma nelle nostre previsioni ci vorranno circa cinque anni per la diffusione del trattamento per la ricrescita dei follicoli piliferi».






Annamaria... a dopo

LE OVAIE ALLUNGANO LA VITA DELLE DONNE


La rimozione delle ovaie compromette l’aspettativa di vita delle donne. La notizia arriva da un gruppo di ricercatori che ha effettuato uno studio molto interessante. Inaspettati i risultati ottenuti...


La rimozione delle ovaie compromette l’aspettativa di vita delle donne. La notizia arriva dal Gerald P. Murphy Cancer Foundation di West Lafayette, nello stato americano dell’Indiana, dove un gruppo di ricercatori ha effettuato uno studio molto interessante. Diretti e coordinati dal dottor David J. Waters, gli scienziati hanno analizzato le reazioni di ben 29 mila pazienti all’intervento di isterectomia – appunto la rimozione delle ovaie – cui sono state sottoposte per curare o prevenire diverse patologie (in particolare il cancro ovarico o una malattia uterina benigna). Inaspettati i risultati ottenuti: nelle donne operate prima dei 50 anni d’età i ricercatori americani hanno riscontrato una decisa riduzione dell’aspettativa di vita legata a un aumento della mortalità per altre cause.
I dati raccolti – recentemente pubblicati sulla rivista scientifica “Aging Cell” – hanno indotto gli studiosi a lanciare un monito: nonostante l’isterectomia venga oggi eseguita come procedura standard anche per la prevenzione delle patologie benigne dell’utero, i provati malevoli effetti sulla longevità delle donne sconsigliano un suo utilizzo aprioristico. Prima di effettuare un intervento, quindi, bisogna valutarne bene la necessità. Del resto, come ha spiegato il professor Waters, anche tra i mammiferi animali la rimozione delle ovaie compromette l’aspettativa di vita. Prova ne siano i dati raccolti sulla storia clinica, l’età e le cause di morte di ben 119 cani di sesso femminile, in particolare Rottweiler: l’isterectomia eseguita nei primi quattro di vita ha inciso molto negativamente sulla salute e la longevità degli animali.



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giovedì 20 gennaio 2011

FREDDO E ANZIANI : È PIÙ PERICOLOSO DEL CALDO


ALLARME FREDDO, PER GLI ANZIANI È PIÙ PERICOLOSO DEL CALDOPer gli anziani il freddo è più pericoloso del caldo. L’abbassamento delle temperature incide in modo preoccupante sul tasso di mortalità. In particolare, per ogni grado inferiore alla media stagionale...


Per gli anziani il freddo è più pericoloso del caldo. «Secondo i dati a nostra disposizione – ha spiegato Niccolò Marchionni, presidente della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg)– l’abbassamento delle temperature incide in modo preoccupante sul tasso di mortalità. Più precisamente, per ogni grado inferiore alla media stagionale il numero dei decessi aumenta del 6-10 per cento, mentre quello dei ricoveri per malattie cardiovascolari o respiratorie cresce addirittura del 25-30 per cento». Dati allarmanti se confrontati con quelli estivi. «Diversi studi italiani e internazionali – ha proseguito Marchionni – hanno confermato l’effetto-killer del gelo, molto più pericoloso dell’afa: in estate, infatti, per ogni grado superiore alla temperatura media stagionale il tasso di mortalità tra gli over 65 aumenta “soltanto” del 3 per cento».
Come si spiegano questi dati? Negli anziani il freddo può innanzitutto essere letale perché responsabile dell’innalzamento della pressione arteriosa, fenomeno già notevolmente diffuso in questa fetta di popolazione, con nefaste conseguenze sull’attività cardiaca. «Circa il 60-70 per cento degli over 75 – ha osservato Marchionni – soffre di ipertensione e affronta il problema in modo sbagliato o, peggio, non se ne preoccupa affatto. Questo spiega l’aumento di infarti e ictus». In secondo luogo il freddo porta bronchiti e influenze stagionali, pericolose «soprattutto negli anziani perché soggetti più deboli: per questo raccomandiamo sempre l’adesione alla campagna vaccinale». Infine, durante l’inverno «abbiamo riscontrato un forte incremento del numero delle cadute – ha concluso il presidente della Sigg – in particolar modo nelle regioni del Nord per colpa del ghiaccio e del vento. Un pericolo ulteriore per la salute degli anziani».

Annamaria... a dopo

Come scoprire le bugie - indizio 11 - da ENZO... e non solo!



INDIZIO 11

   Nello stesso modo in cui vi allontanate da qualcuno che vi minaccia fisicamente, la persona che si trova in uno stato di svantaggio psicologico si sposta o  si allontana dal suo accusatore.

   Quando esprimete con passione le vostre idee, vi avvicinate al vostro interlocutore nel tentativo di convincerlo. Al contrario, il bugiardo esita a muoversi in direzione della fonte di minaccia, anzi, evita proprio di starle di fronte. Si volta di lato o in direzione opposta e di rado le sta davanti. Inoltre, stare a faccia a  faccia è tipico dell’individuo che cerca di confutare (oontrobattere  o  contestare) un’affermazione falsa. E questo non avviene quando c’è inganno.

   Cercate anche d’individuare un movimento in direzione dell’uscita. Sentendosi a disagio, è probabile che il bugiardo volga il busto verso l’uscita o addirittura vi si diriga. Se in piedi, può volgere le spalle al muro. Sapersi esposto psicologicamente fa sì che cerchi un rifugio fisico. Inoltre, sentendosi vittima di un agguato verbale, cioè minacciato, vorrà accertarsi di riuscire a vedere che cosa lo aspetta. La persona  sicura di sé e a proprio agio, invece,  non ha alcun timore di occupare una posizione centrale.

ENZO



LA CONSUETA RUBRICA 
SI RIDE E SI PIANGE


CHIUDIAMO CON UN VIDEO SEGNALATO DA UN'AMICA NAPOLETANA... SI RIDE

Sei Napoletano se riesci a fare battute anche in situazioni drammatiche
Sei Napoletano se sei fiero di esserlo come TOTO',CARUSO E MASSIMO TROISI e tanti altri che hanno mostrato la bellezza della napoletanità al mondo intero.
Sei Napoletano se hai sempre la risposta pronta per ogni danno che hai fatto
Sei Napoletano se apprezzi la buona tavola
Sei Napoletano se la domenica mangi alle 15.00 e finisci il giorno dopo
Sei Napoletano se quando giochi a tombola al primo numero dici ambo!
Sei Napoletano se al vigile che ti ferma senza cintura dici "DOTTO' MA STEV METTENN PROPRIO MO"
Sei Napoletano se almeno una volta nella vita sei stato raccomandato!!!
Sei Napoletano se non rispetti mai la fila
Sei Napoletano se prima di sapere di che argomento si tratta dici "ma io nun sacce nient''
Sei Napoletano se quando non ti viene un termine in italiano e lo sbagli, poi ti giustifichi dicendo che volevi dirlo in dialetto

IL FONDAMENTALISTA NAPOLETANO- Simone Schettino-



Annamaria... a dopo 

Le notizie segnalate da CATERINA

l'horror targato Barbara D'Urso






Annamaria e Caterina... a dopo

martedì 18 gennaio 2011

SALVATORE E LUCA

Non ce l'ha fatta Salvatore Catalano, 55 anni, uno dei sette operai rimasti ustionati nell'incendio avvenuto il 4 novembre scorso all'Eureco di Paderno Dugnano. Il bilancio dei morti sale così a tre. Catalano si trovava ricoverato nel reparto di Rianimazione del Centro Grandi Ustionati dell'ospedale Niguarda. Fin da subito le sue condizioni erano apparse gravissime: Salvatore aveva riportato ustioni su 90% del corpo.

 Il 55enne avrebbe dovuto sposarsi il 20 novembre scorso con la sua compagna Antonella Riunno. Vivevano insieme da tempo in un appartamento dell'Eureco, dove lui era operaio e lei lavorava come custode.
Lascia, oltre la compagna, una bimba di 10 anni.

Altro lutto nella  giornata di oggi .
In Afghanistan, perde la vita il soldato Luca Sanna.

In uno scontro a fuoco in Afghanistan, nella zona di Balamurghab, Luca, è stato colpito alla testa, all'interno della base, da un terrorista che indossava l'uniforme dell'esercito afghano. Nello scontro è rimasto ferito anche il caporale dell'8° Reggimento alpini, Luca Barisonzi, le cui condizioni sono gravi.Il caporalmaggiore Luca Sanna
 Apprendo ora che si sono aggravate maggiormente le condizioni  di Luca Barisonzi, . Secondo ambiente della Difesa, la pallottola è entrata dalla spalla e avrebbe compromesso una parte del midollo spinale. Barisonzi, 20 anni, caporale dell'8/o Reggimento alpini, è originario di Voghera (Pavia) ed è residente con la mamma a Gravellona Lomellina, vicino a Vigevano (Pavia).
La vittima era un militare "esperto"Il caporalmaggiore Luca Sanna, anche lui dell'8° Reggimento, aveva 33 anni ed era originario di Oristano. Sposato, aveva già compiuto un'altra missione in Afghanistan ed era ritenuto un militare "esperto" ed appassionato del suo lavoro.


LUCA IN MISSIONE  E SALVATORE SUL POSTO DI LAVORO. ENTRAMBI, SEGNATI DA UN DESTINO CHE CE L'HA PORTATI VIA, PER SEMPRE, LO STESSO GIORNO

Annamaria... a dopo

dedicata ad un amico che non c'è più - Se tornerai - Max Pezzali

MI MANCHI - di MIMMA -



Mi manchi sai!
Non so dove sei ne cosa fai,
Ti chiamo tutti i giorni ma sei irraggiungibile,
Vorrei sentire la tua voce,
per poter vivere,
Sai, a volte guardo il cielo,
ricordando le volte,
che lo abbiamo toccato con un dito,
Vorrei volare,
Ma senza di te non ne sono capace,
Se tu ora mi davi la tua mano,
per portarmi lontano,
avrei il coraggio di venire con te,
Ti chiamo, ti chiamo,
Ma non rispondi,
Non credo che mi hai dimenticata,
Ero la tua gemma preziosa,
quella gemma che tu stringevi al cuore,
Come ero felice,come eravamo felici,
Ti chiamo e ti chiamerò ancora,
finchè non sentirò la tua voce,
Mi basterà una sola sillaba,
ed io correrò da te.
   MIMMA



 http://www.lastellinadelweb.it/Gif%20animate/Barre%20e%20separatori/barre/10/separatori%20(367).gif

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lunedì 17 gennaio 2011

Sakineh: sospesa l'esecuzione per la condanna a morte

 
 
 
L'Iran ha sospeso la sentenza di impiccagione per concorso in omicidio del marito a carico di Sakineh Mohammadi, a causa del perdono concesso alla donna dai figli della coppia. Lo ha reso noto il capo della commissione parlamentare iraniana per i diritti umani, Zohre Elahian, in una lettera al presidente brasiliano Dilma Rousseff.
La condanna alla lapidazione per adulterio era stata sospesa l'anno scorso dopo le proteste di numerosi governi, ma sulla donna pendeva ancora la condanna all'impiccagione per concorso nell'omicidio del marito. L'anno scorso l'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, che aveva ottimi rapporti con l'Iran, aveva offerto asilo alla donna. L'offerta era stata rifiutata dalla autorità iraniane. "Sebbene la sentenza alla lapidazione non sia ancora stata completata - ha scritto Elahian alla Rousseff, successore di Lula - la sentenza all'impiccagione è stata sospesa a causa del perdono" concesso alla madre dai due figli (che sono anche figli del marito ucciso).
Recentemente la donna era comparsa alla tv iraniana in compagna del figlio e si era autoaccusata del delitto del marito. Davanti alle telecamere anche il figlio, dopo averla difesa a spada tratta, aveva confermato le accuse. Il programma televisivo era una patetica ricostruzione del delitto studiata del regime iraniano per dimostrare la colpevolezza della donna.
 
Annamaria... a dopo

IL PIACERE DI LEGGERE - TOP TEN DEL MESE

Oggi i computer sono diventati così popolari che molte persone li preferiscono ad un buon libro. Per molti addirittura la lettura è considerata più un obbligo che un piacere.
Ci sono molti tipi di persone, alcune amano la lettura e altre che non la amano. Ma una cosa è evidente: coloro che conoscono la grande gioia che proviene dalla lettura hanno vite più ricche e prospettive più ampie rispetto a chi non ama leggere.
“Incontrare” un buon libro è come incontrare un grande insegnante.
In un’intervista,  Alain Elkann, scrittore e giornalista, ha detto: “Chi ha letto dei libri e ha il gusto della lettura certamente si trova meglio di chi non li ha letti, perché leggere libri è come laurearsi continuamente, come continuare ad andare avanti, a studiare, a conoscere, nulla ti insegna più dei libri.”
Attraverso la lettura possiamo venire a contatto con centinaia di migliaia di altre vite oltre che con la nostra e possiamo comunicare con saggi e filosofi che sono vissuti anche migliaia di anni fa.
Leggere è come fare un’escursione. Si può viaggiare in ogni direzione e conoscere nuovi luoghi e nuove persone. Leggere trascende il tempo. I libri ci trasportano in altri paesi dove possiamo incontrare personaggi che possono diventare i nostri maestri di vita, che possono aiutarci a trovare le risposte ai nostri quesiti.
Secondo il matematico e filosofo francese Blaise Pascal (1623 – 62) le persone sono “canne pensanti”. E leggere è essenziale per pensare. E’ importante trovare il tempo per leggere e riflettere seriamente sulle cose.
Se il desiderio di leggere esiste non è possibile trovare dieci o venti minuti per farlo. Gli amanti della lettura utilizzano ogni momento libero  per leggere: mentre viaggiano in treno o prima di andare a letto o alla mattina, appena svegli. Ci si accorgerà poi, che, proprio in quei momenti preziosi ritagliati tra i vari impegni, si legge con una maggiore concentrazione. Di solito la “lettura di straforo” lascia un’impronta più profonda rispetto a quella in poltrona. Come ci sono belle e brutte persone, ci sono libri belli e brutti. Tutti noi viviamo in una rete intricata di relazioni. Se ci associamo con persone positive, la nostra vita ne sarà positivamente influenzata. Tuttavia, anche una persona essenzialmente buona ha una probabilità dal venti al trenta per cento di essere corrotta se passa troppo tempo in un ambiente disonesto. Leggere molti buoni libri coltiva e arricchisce la vita di una persona.
Per chi non è abituato a leggere e vuole imparare a farlo, può iniziare con un  libro semplice ma che parli di qualcosa che risulta interessante. Una volta capito il meccanismo della lettura e dopo aver sviluppato una certa familiarità con il leggere si può avanzare verso sfide più grandi, cioè libri più impegnativi. Imparare è un processo che dura tutta la vita. Il punto cruciale è far sì che la saggezza che i libri tramandano diventi veramente nostra.
E’ importante avere sempre un buon libro a portata di mano. Prendere nota di quello che si legge mette in moto i meccanismi della mente. Può essere utile annotarsi su un quaderno le proprie impressioni, riflessioni su quanto si legge o ricopiare le parti che si considerano particolarmente interessanti.
Anche Napoleone (1769 – 1821) annotava le proprie letture su un diario, sembra che fosse un avido lettore. Si dice che, benché impegnato nelle campagne d’Egitto e di Spagna, portasse con sé ogni genere di libri. La lettura era la sua forza trainante e gli dava l’energia per andare sempre avanti. Stendhal (1783 – 1842) scrittore francese che amava molto Napoleone, disse che come una locomotiva non può muoversi senza combustibile, anche lui appena sveglio leggeva almeno un centinaio di pagine, altrimenti non riusciva ad entrare nella giusta ottica delle cose. Per entrambi, la lettura era un combustibile per la mente e per l’anima. Dava loro l’ispirazione per generare nuove idee, affrontare gli ostacoli e andare avanti.

C’è un detto secondo cui "il genio deriva dallo studio".

Come un corpo sano ha bisogno di cibo nutriente, una mente sana trae sostentamento dalla lettura. I buoni libri arricchiscono le nostre menti. Qualcuno ha descritto i libri di poco valore come “messaggeri di degenerazione, trappole che conducono all’infelicità e insidiosi veleni”. I buoni libri, al contrario, sono meravigliosi come un insegnante divertente, un confidente fidato o un genitore. Contengono una sorgente di saggezza, una fonte di vita, splendente illuminazione e umana compassione.
La forza della lettura, in effetti, risiede nel fatto che permette di sviluppare la propria immaginazione e la capacità di pensare. Leggere permette di scolpire un qualcosa nella propria mente, nella propria vita. Dà sostanza alla crescita della persona.

I LIBRI PIU' VENDUTI


  1. "Io e te" - autore :

    Niccolò Ammaniti

    Si tratta di quell’aurea da fiction nostrana, da film che si lascia seguire volentieri ma che in fondo lascia ben poco. Ma partiamo dalla trama.
    Il protagonista si chiama Lorenzo, ed è un ragazzo di quattordici anni molto introverso. Se potesse, passerebbe le giornate leggendo Stephen King o davanti a un videogioco. Lorenzo, dato che i suoi genitori sono molto preoccupati per lui, dice di essere stato invitato da un’amica a Cortina. La madre, per la felicità, scoppia persino a piangere.
    Ma Lorenzo non è stato invitato da nessuna parte, e per scongiurare eventuali cazziatoni si chiude in cantina e telefona ogni tanto alla madre commentando le sue fantomatiche giornate in montagne, in attesa che la sua “vacanza” finisca. Un giorno, però, si ritrova tra i piedi la sorellastra, Olivia, una ragazza con molti problemi.In questa convivenza forzata Lorenzo dovrà ripensare il suo modo di comportarsi e Olivia scoprirà le qualità di suo fratello. I due diventano amici, complici, e il loro rapporto si chiude con una promessa, che non è detto che verrà rispettata…

    Cenni sull'autore...

    Niccolò Ammaniti è nato a Roma nel 1966. Ha esordito nel 1994 con il romanzo "Branchie". Nel 1995 ha pubblicato il saggio "Nel nome del figlio", scritto con il padre Massimo, e nel 1996 la raccolta di racconti "Fango" . Suoi racconti sono usciti nelle antologie "Gioventù cannibale"  e "Tutti i denti del mostro sono perfetti" . I suoi libri sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco e russo. E' del 1999 "Ti prendo e ti porto via"  mentre nel 2001 pubblica per Einaudi "Io non ho paura".
    Nicolò Ammaniti ritorna al fumetto, genere che ha contribuito a formare lo stile narrativo dello scrittore. "Fa un pò male" è il libro pubblicato nel 2004 (e che contiene tre brevi romanzi a fumetti sullo sfondo di una Roma minore, in una periferia pasoliniana ricca di storie e personaggi grotteschi.
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  2.  

    "Momenti di trascurabile felicità" - autore :

    Francesco Piccolo
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    "Il cimitero di Praga "- autore:

    Umberto Eco
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    "I segreti del Vaticano" - autore :

    Corrado Augias
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  5. "I dolori del giovane Walter" - autore:

    Luciana Littizzetto
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    "Impero" - autore:

    Alberto Angela
  7. http://www.massimilianobenvenuti.it/images/Gif_free/Misc2031.GIF

    "Io confesso" - autore:

    John Grisham
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  8. "La caduta dei giganti" - autore:

    Ken Follett
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  9. "Il sorriso di Angelica" - autore:

    Andrea Camilleri

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  10. "Appunti di un venditore di donne" - autore:

    Giorgio Faletti


    Oggi mi  soffermo sul libro di Faletti.
    Il romanzo appartiene ancora una volta al genere Thriller e sarà questa volta ambientato nel 1978 in Italia, durante quel periodo storico passato alla Cronaca come gli Anni di piombo. Sullo sfondo il rapimento firmato Brigate Rosse di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, il dominio del clan mafioso Badalamenti sulla Sicilia, le imprese criminali delle bande di Renato Vallanzasca e Francis Turatello a Milano.

    All'ombra della Madonnina, tuttavia, incomincia a emergere quel clima di dolcevita che nel decennio '80 darà vita a quell'epopea denominata "Milano da bere". Nel capoluogo lombardo si moltiplicano i
    NightSanta Margherita e un'altra a Paraggi.
    Tra ristoranti di lusso, bische clandestine e locali di cabaret (un mondo che Giorgio Faletti conosce bene), sbriga i suoi affari un uomo misterioso e affascinante, reso cinico da una menomazione che gli è stata inflitta per uno "sgarbo". Si fa chiamare Bravo e il suo ramo d'affari sono le donne. Lui le vende.
    La sua vita è simile a una notte infinita, il suo elemento naturale, che trascorre in compagnia di vagabondi e disperati, come il suo amico Daytona. L'unico essere umano con uui sembra avere un rapporto "normale", secondo i canoni della società, è un vicino di casa, Lucio, un chitarrista cieco che condivide con lui una curiosa passione per i crittogrami.
    Tutto ciò finchè nella vita di Bravo non entra una giovane donna, costretta dalla povertà a entrare nel giro della prostituzione, che risveglia nel protagonista sensazioni ormai dimenticate che l'handicap aveva nascosto. Tutto ciò non lo porterà a una nuova vita, migliore della precedente, ma a diventare un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un'organizzazione terroristica. Usato come capro espiatorio per una serie di omicidi senza colpevole, e per una terribile strage, è costretto a confrontarsi con quel mondo cui aveva cercato di sottrarsi rifugiandosi nell'oscurità della notte: faccia a faccia con qualcosa di molto più grosso di lui che fa sembrare i suoi loschi affari acqua di fonte...




    BIOGRAFIA DI GIORGIO FALETTI
     
    Giorgio Faletti è nato ad Asti, in Piemonte, nel 1950. Laureato in giurisprudenza, la sua vita professionale conosce almeno tre stagioni: la prima è quella di comico. Si fa conoscere al mitico Derby Club di Milano, dove si esibisce alla sera mentre esercita l'attività di pubblicitario. Dopo varie apparizioni televisive e un'apparizione in RAI. la consacrazione nazionale avviene nel 1985, con il programma Drive-in in onda su Italia uno.
    La seconda vita professionale di Faletti ha avvio all'inizio degli anni '90, quando si avvicina al mondo della musica. Inizia un’attività di cantautore incidendo l’album Disperato ma non serio. Il suo secondo album è Condannato a ridere, contenente Rumba di tango, brano col quale partecipa, in coppia con Orietta Berti, al festival di Sanremo del 1992,

    e Tutto nero, storia di un tassista di colore a Milano. Intanto scrive altre canzoni per Drupi, Bembo e i Dik Dik e collabora inoltre con Angelo Branduardi. Nel 1994 Faletti arriva secondo al festival di Sanremo con Signor Tenente, una canzone dedicata agli agenti di scorta, secondo posto e premio della critica.
    La terza vita professionale dell'artista astigiano è, infine, quella di scrittore:  nel 2002 Faletti pubblica il suo primo Thriller, intitolato Io uccido. Da allora è una sequela di successi, tra cui Niente di vero tranne gli occhi, Fuori da un evidente destino, Pochi inutili nascondigli e "Io sono dio". Ora,in libreria, con questo  nuovo libro   "Appunti di un venditore di donne."


    Descrizione

    1978: a Roma le Brigate Rosse hanno rapito Aldo Moro, in Sicilia boss mafiosi come Gaetano Badalamenti soffocano ogni tentativo di resistenza civile, all'ombra della Madonnina le bande di Vallanzasca e Turatello fanno salire la tensione in una città già segnata dagli scontri sociali. Ma anche in questo clima la dolcevita del capoluogo lombardo, che si prepara a diventare la "Milano da bere" degli anni Ottanta, non conosce soste. Si moltiplicano i locali in cui la società opulenta, che nella bella stagione si trasferisce a Santa Margherita e Paraggi, trova il modo di sperperare la propria ricchezza. È proprio tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine che fa i suoi affari un uomo enigmatico, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno "sgarbo". Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l'amico Daytona. L'unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi. Fino alla comparsa di Carla che risveglierà in Bravo sensazioni che l'handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l'inizio di una nuova vita bensì di un incubo che lo trasformerà in un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un'organizzazione terroristica. Un noir fosco su uno dei momenti più drammatici del dopoguerra italiano, in una Milano che oscilla tra fermenti culturali e bassezze morali.

    Sono stata davvero rapita da questo avvincente noir di grande impatto. Il finale poi, non è affatto banale! Continueremo con questa rubrica, dando anche una sbirciata ai libri per bambini

    Annamaria... a dopo





COLPO A SORPRESA DI BERLUSCONI

 “Ho la fidanzata”. Alibi perfetto contro accusa perfetta



Il colpo era già pronto in canna e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’ha piazzato durante il Tg “amico” Studio Aperto. Un inciso, mentre parlava di Ruby e di giudici, messo lì con apparente nonchalance: “E dopo la separazione ho una relazione stabile con una donna” ha detto il premier.

La mente di chi ascolta va subito a chiedersi chi sia la persona in questione. Ma è la domanda sbagliata che porta nel posto sbagliato. Non “chi?” ma “perché?” è il vero punto della questione. La fidanzata, infatti, è “l’alibi perfetto” con cui il premier si oppone alla “accusa perfetta” che i magistrati di Milano affermano di avere in mano.

I pm sono convinti di avere le prove dei rapporti sessuali tra Berlusconi e Ruby. Così convinti da volere addirittura il giudizio immediato. Con la fidanzata, invece, Berlusconi si prepara il terreno per una difesa di ferro, quasi impossibile da scardinare.

E’ una cosa letta in tanti romanzi e vista in tanti film: la donna in questione è nel posto giusto al momento giusto. Berlusconi, così, date alla mano potrà contestare punto su punto le accuse dicendo che la sua fidanzata era lì per la notte. Cosa normale, del resto. Ma dimostrare i “festini” con Ruby e le ore di “bunga bunga” sarà molto più difficile.

Chi sia la “fidanzata misteriosa”, insomma, è gossip giornalistico. Che esista e che sia stata ad Arcore nei giorni “giusti” è invece decisivo per l’eventuale processo.

Non a caso, il resto del discorso di Berlusconi a Studio Aperto è pura routine. Cose già dette e ripetute, dall’attacco ai magistrati: “Si è trattato di una gravissima intromissione nella mia vita privata da parte dei giudici, inaccettabile la diffusione di conversazioni private” fino all’urgenza di riformare la Giustizia (“Non si può andare avanti così. Non è un Paese libero quando alcuni magistrati conducono battaglie politiche contro chi ha cariche pubbliche. Si tratta di una casta di privilegiati, che puo’ commettere ogni abuso. Occorre fare immediatamente le riforme, tra cui quella della giustizia”).

L’arma di guerra, quella vera, è la fidanzata. Un’arma che cambia tutto. Nel primo pomeriggio di ieri, infatti, sembrava certo che Berlusconi non si sarebbe presentato in Procura. Gli avvocati hanno smentito. Ora che la difesa è pronta, tutto torna in discussione.

Annamaria... a dopo