venerdì 10 dicembre 2010

Meteo... e non solo








Annamaria... a dopo

"SAKINEH E' LIBERA", MA MANCA LA CONFERMA DI TEHERAN




 Manca ancora la conferma ufficiale di Teheran  però sembra che  l'incubo di Sakineh Mohammadi Ashtiani sembra essere finito. La donna iraniana, condannata a morte per adulterio e complicita' nell'omicidio del marito, sarebbe tornata finalmente in liberta'.
L'annuncio della sua scarcerazione e' arrivato dalla portavoce della Ong tedesca contro la lapidazione, Mina Ahadi.


Sul web, dopo la diffusione della notizia, sono apparse alcune immagini che ritraggono Sakineh a casa assieme al figlio. Il viso della donna e' diverso da quello che ha fatto il giro del mondo. Le autorita' iraniane avrebbero deciso di liberare anche il figlio della donna e il suo avvocato, arrestati lo scorso 11 ottobre durante un'intervista con due giornalisti tedeschi.

                                    Sakyneh con il figlio


Le presunte immagini di Sakineh, scattate a Tabriz (nordovest dell'Iran) tra il 4 e il 6 dicembre, mostrano la donna da sola e in compagnia del figlio

Cauto il ministero degli Esteri tedesco che non ha confermato la notizia.
La storia di Sakineh, 43 anni e madre di due figli, ha fatto il giro del mondo dopo la sua condanna prima alla lapidazione per adulterio e successivamente all'impiccagione per complicita' nell'omicidio del marito.

Per lei si era mobilitata la comunita' internazionale che aveva chiesto con insistenza a Teheran di concederle la grazia.
La sua liberazione ha colto tutti alla sprovvista.


Seguiremo ancora la vicenda

Annamaria... a dopo

giovedì 9 dicembre 2010

METEO...e non solo






si ride, si piange


Babbo Natale va in questura per denunciare un furto...:

"Allora ispettore le ho detto di si. Io sono partito con ventidue renne e sorvolavo l'Europa in tutta tranquillità, quando sono arrivato in Italia... Mi ricordo solo che ho attraversato un gruppo di alture, di aver dato uno sguardo al carico e quando mi sono rivolto verso le renne erano solo otto. Ma come è possibile...!"

"Mmmmm o' fatt' è strano. Quante erano le alture?"
"Saranno stati tre monti!"

"E o' fatt' è chiare adesso! Nuie in Italia abbiamo la crisi... O' governo sta facenn' nu sacche e tagli con la finanziaria. BABB' NATAL'... E QUA LA CINGHIA LA DOBBIAMO STRINGERE TUTTI. Chill', o Ministr' dell'economia... Tremonti insomma, ha visto ventidue renne... e ha pensato... SO ASSAIE..!"



una scena molto divertente con il grande E. De Filippo da -Natale in casa Cupiello- 





Annamaria... a dopo

mercoledì 8 dicembre 2010

Meteo... e non solo





 Che tempo fa?

Con l'Immacolata entriamo nel vivo del Natale che, nella tradizione cristiana celebra la nascita di Gesù Cristo. Ma questa festa, al di là dell'aspetto religioso, è anche vissuta come festa legata ai bambini, agli addobbi natalizi, allo stare insieme in famiglia, alla solidarietà, allo scambio di regali, a Babbo Natale e alle vacanze. La festa dell'Immacolata Concezione  rappresenta  la prima festa mariana nel cielo dell'anno liturgico e in un certo senso da inizio al Natale. Di certo, non si può negare che in questo periodo di preparativi, siamo immersi nel caos più totale, avvolti da un frenetico desiderio di fare acquisti e prepararci per la sera della Vigilia. Oggi sarà un Italia divisa in due sul fronte meteo. Sarà tutto sommato buono al Sud, uggioso ed umido al Nord e su parte del centro. Non farà poi freddo anzi.  La neve cadrà a quote elevate, sopra i 1800-2000m. Verso sera ci sarà un miglioramento. Qualche pioggia ci sarà anche sulle Tirreniche con piogge in estensione dalla Toscana ad Umbria e Lazio. Sarà invece bello al Sud e sulle Adriatiche con transito di nubi  Molto mite su Sicilia, Calabria e Puglia dove si respirerà aria di primavera. Qui saranno possibili valori di temperatura superiori ai +20°C con punte sino a 23-25°!!!!
http://www.carloneworld.it/images/Natale_Special/gif_animate/babbonatale/noel.gif


 Almanacco

I principali santi festeggiati oggi
IMMACOLATA CONCEZIONE

S. Macario mart.
S. Sofronio vesc.
S. Eutichiano papa


Un consiglio quotidiano dalla saggezza popolare
"Chi si rinnova per Maria, scampa la malattia"

L'etimologia e il significato dei nomi

IMMACOLATA
Etimologia: Come Concetta, anche Immacolata è un nome recente, diffusosi dopo l'istituzione, nel 1854, del dogma dell'Immacolata Concezione della Vergine da parte della Chiesa. Il personale riprende il termine latino "Immaculata", ovvero "puro non macchiato".

Carattere: Con audacia e coraggio riesce a vincere le sue innate paure dovute a una forte suggestionabilità e a una fantasia eccessivamente stimolata dalle immagini. E' portata per un solo grande amore, anche se tende per spirito di contraddizione, a perdere tempo ed energie in flirt di breve durata. Generosa, i suoi piccoli ricercati regali restano impressi perché dimostrano che ha pensato molto e con affetto alle persone che li riceveranno.

Numero fortunato: 7

Carattere e personalità di chi è nato in questo giorno

Sei dotato di grande intelligenza ma devi imparare ad essere meno caotico e a canalizzare le tue energie in una direzione ben precisa. Ami lavorare, sei capace di importi ritmi durissimi e quel che produci suscita sempre ammirazione. La tua carriera ideale sarebbe quella di giornalista e scrittore. In amore sei protetto dalla fortuna e riesci a risolvere sempre brillantemente anche le situazioni più difficili.

 

Curiosità e fatti storici accaduti in questo giorno

"Il 7 dicembre dell'anno 185 degli astronomi cinesi vedono, per la prima volta, una supernova, una stella cioè che, giunta alla fine della propria vita collassa, provocando le più enormi esplosioni in natura."
Personaggi famosi di oggi e di ieri nati oggi
Maria Stuart - 1542
Giorgio Benvenuto - 1937
David Carradine - 1936
Kim Basinger - 1953

Invenzioni e scoperte effettuate in questo giorno
Medicina
é un annuncio molto importante quello che il 9 dicembre 1979 fa l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il vaiolo può considerarsi sconfitto in tutto il mondo, grazie alla campagna di vaccinazione più massiccia e ad ampio spettro mai realizzata. Si tratta della prima malattia infettiva che viene combattuta con una vaccinazione, ed è anche la prima volta che una patologia infettiva così frequente è sconfitta definitivamente. L'ultimo caso si è verificato a Merka, in Somalia, nell'ottobre 1977 e ha colpito il cuoco Alì Mayo Malin. Con un'unica eccezione, tuttavia, nel 1978, quando una ricercatrice dell'ospedale di Birmingham contrae la malattia, dopo essere stata accidentalmente contagiata dal virus in laboratorio.

 si ride e si canta con...  Babbo Natale


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Annamaria... a dopo

martedì 7 dicembre 2010

Meteo... e non solo





si ride, si piange



Due province montane, Bolzano e Trento, scalano la vetta della classifica 2010 per “qualità della vita”, in base allo studio sulla vivibilità nelle varie aree dell’Italia realizzata ogni anno dal quotidiano “Il Sole 24 Ore” e giunta quest’anno alla 21/ma edizione. Ultima in graduatoria è finita invece per la prima volta Napoli, preceduta da un nutrito gruppo di province meridionali. E Bolzano ha raggiunto il podio con un balzo di 7 posizioni rispetto al 2009, seguita a un solo punto di distanza dall’altra provincia autonoma, quella di Trento.
      La prima classificata dello scorso anno, Trieste, si accontenta di un quarto posto, dietro un’altra realtà montana, Sondrio. La “top ten” vede prevalere il Nord Italia con sette province, due sono al centro (Siena al 5/o posto e Bologna all’8/o), nessuna nel Mezzogiorno e una nelle isole, con Oristano al 9/o posto. Quest’ultimo raggiunto grazie al 1/o posto nella macro-area “ordine pubblico”, che la rende città più sicura in Italia.
      Quanto alle grandi città, perdono quasi tutte posizioni: Milano scende di due gradini al 21/o posto, mentre più forte è l’arretramento di Roma, che crolla al 35/o posto (perdendo undici posizioni). Tra le grandi aree urbane la meglio posizionata è Bologna che si trova uno spazio nella top ten, mentre province come Bari, Salerno, Catania e Palermo stanno sotto la 90esima posizione.
     A decretare il successo delle due realtà montane, le buone pagelle conseguite sul fronte del reddito, del lavoro, della sicurezza e dei servizi-ambiente-salute: Bolzano ad esempio è prima per occupazione femminile; Trento per il minor indice di inflazione. Su questi medesimi settori arranca invece Napoli: inflazione alta, mattone costoso, situazione lavorativa grave, ecosistema al collasso, emergenza reati.
     La ricerca si è svolta prendendo in considerazione sei “macroaree”, ossia Tenore di vita, Affari e lavoro, Ordine
pubblico, Servizi e ambiente, Popolazione e Tempo libero. Ciascuna macroarea è poi suddivisa in altri sei sottoindicatori significativi, per un totale di 36 fra settori e sottosettori.
“L’ultimo posto di Napoli nella classifica della qualità della vita si spiega con un altro ultimo posto della città, quello della classifica nei trasferimenti dallo stato”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino commentando la posizione di Napoli, che è fanalino di coda nelle classifice stilate dal Sole 24 ore ed Italia Oggi tra le città italiane. “Un’altra classifica di tre giorni fa – ha detto la Iervolino – evidenziava come ogni cittadino napoletano ha contributi da Roma molto inferiori rispetto agli abitanti delle città del Nord. Escludendo le regioni a statuto speciale come Valle d’Aosta, Trentino e Sicilia, che hanno contributi enormi, le regioni del Sud in generale hanno trasferimenti molto inferiori dallo Stato centrale. Basta paragonare, in proporzione, i dati di regioni come Lombardia e Piemonte con quelli di regioni come la Basilicata o il Molise”. Secondo la Iervolino, “questi dati smentiscono anche la favola secondo cui il Sud sarebbe più assistito dallo Stato rispetto al Nord, anche se a queste favole molti credono. Invece è il contrario, il Nord fa da catalizzatore delle risorse nazionali e questo, chiaramente, influisce sulla qualità della vita dei cittadini”.



 queen




Annamaria... a dopo

NUOVA SCOPERTA: UNA PROTEINA PUÒ RESTITUIRE LA MEMORIA PERSA



Avete dimenticato piccoli ma significativi particolari della vostra infanzia? O più semplicemente avete problemi con la memoria a breve termine, con nomi, numeri, indirizzi o cose importanti da chiedere o riferire? Non disperate, una ricerca americana potrebbe presto restituirci in modo definitivo ogni ricordo perso. Avete capito bene: un gruppo di ricercatori del Scripps Research Institute, in Florida, ha individuato la sostanza responsabile della formazione della memoria. Trattasi della miosina II, una proteina presente all’interno dei muscoli striati e responsabile del movimento e della crescita delle cellule. «Tramite i nostri studi – ha spiegato Gavin Rumbaugh, professore del Dipartimento di Neuroscienze dello Scripps Research Institute – stiamo per individuare le vie di segnalazione che attivano la miosina II nel cervello. A quel punto potremo sviluppare nuovi trattamenti per ripristinare la memoria e aiutare le persone che soffrono di disturbi cognitivi, come ad esempio l’Alzheimer».
La scoperta potrebbe davvero essere rivoluzionaria. «La miosina II – ha proseguito Rumbaugh – è implicata nell’incremento dei neuroni actina-F, polimeri che incidono sulla crescita e la trasmissione delle sinapsi, un processo utilizzato dal cervello per registrare le nostre esperienze». Attivando la miosina II attraverso la stimolazione cerebrale, in altre parole, migliorerebbe la comunicazione tra neuroni e di conseguenza la memoria dell’uomo. «Per fissare ricordi e informazioni il cervello attiva moltissimi processi cerebrali – ha concluso il professore – Se qualcuno viene interrotto, i dati non sono stabilizzati e vengono dimenticati. In tal senso la miosina II è fondamentale perché funge da regolatore centrale del processo: se riusciamo a controllarla attraverso i farmaci, potremmo governare i nostri ricordi».


Annamaria... a dopo

NOVE ANNI OR SONO - di LORENZO -



dedicato ad una cara amica


Così succede talvolta con gli amici.
Non li cerchi e non già perché hai
allentato i legami. Solo che stai
sereno, perché sei certo che a loro,
a te, tutto va bene. E questo stato
produce lontananza. Ma perché
dovresti preoccuparti? Con una
cara amica stavo così, fin quando
tutto cambiò, in un batter d’ali
d’uccello. Mi trovai, appunto,
cercandola, al telefono. Preciso che
cercavo il marito. E seppi in diretta
dell’incidente appena capitato, in quel
momento quasi. Un frontale, si dice.
Colpa dell’investitore, che, senza
rendersi conto, per superare un bus
fermo, perde il controllo del mezzo
e piomba sulla macchina della
mia amica, guidata dalla figlia.
Botta violenta, con relativo
sobbalzo aggravato dalla cintura.
Di solito dal colpo di frusta
si guarisce in quindici giorni
con l’ausilio di un semplice collarino.
Stavolta non fu così. Sfortunata
fatalità. Per lei, povera cocca, da
nove anni tetraplegica. Non ha
riacquistato l’uso di braccia
e gambe e vagola fra letto e carrozzina.
E posso dirvi ch’è  la più ottimista
fra noi. Tutto ciò per significare
che occorre riservarsi una scorta
di inquietudine, di allarme per ogni
possibile disgrazia. E che occorre
in tal caso reagire sempre in positivo
ai colpi mutevoli della fortuna.
Sembra facile, amici, ma non lo è.


Lorenzo

VISITE URGENTI A PAGAMENTO: PER IL CODACONS VANNO RISARCITE

Dopo essere stata rassicurata che Caterina sta bene, pubblico una notizia che ,sicuramente, la nostra carissima amica avrebbe segnalato a tutti noi. 
Ciao Caterina, torna presto !!

Liste d’attesa infinite, una triste consuetudine della sanità italiana. Devi fare un’ecografia, una Tac, una risonanza magnetica? Se sei baciato dalla stella di Gastone aspetti tre mesi (se hai la fortuna di essere un onorevole anche meno, come recentemente provato da un’interessante inchiesta di un quotidiano romano). Altrimenti meglio mettersi il cuore in pace: mediamente ci vogliono almeno sei mesi, qualche volta addirittura un anno. Una situazione recentemente denunciata anche dal Rapporto Pit Salute 2010, “Diritti non solo sulla carta”. Cosa può fare chi ha la necessità, ma non la possibilità di rivolgersi al privato per abbreviare i tempi? Un suggerimento arriva dal Codacons: bisogna ricorrere alle aule giudiziarie, far valere le proprie ragioni. Secondo l’associazione dei consumatori, infatti, la legge fissa e garantisce i tempi massimi per le prestazioni sanitarie: 30 giorni per le visite specialistiche, 60 per la diagnosi strumentale.
Le lungaggini e i ritardi della giustizia, altra nota dolente del nostro paese, sono purtroppo ben noti. Ma il Codacons, insieme all’associazione Articolo32, ha appena sostenuto la prima causa in materia portando davanti al Giudice di pace di Roma la vicenda di una psicologa. Dovendosi sottoporre a cure oftalmiche urgenti, la donna non poteva certo aspettare otto mesi come “suggerito” dalla lista d’attesa. E così prima si è rivolta a un medico privato, poi ha chiesto il rimborso delle spese effettuate al Sistema Sanitario Nazionale. «Se lo Stato non può garantire tempi dignitosi della sanità pubblica – ha spiegato Carlo Rienzi, storico fondatore del Codacons – allora deve introdurre indennizzi diretti in favore di quei cittadini che non possono attendere oltremodo e devono rivolgersi a studi privati, sostenendo costi maggiori. Il risarcimento è un loro diritto».

Annamaria... a dopo

lunedì 6 dicembre 2010

relax


 


Un giochino per bambine piccole piccole...come Viviana e Silvana

   

METEO... e solo meteo, oggi.






Il senso della vita non sta in ciò che ci accade
ma in ciò che impariamo da quanto ci è accaduto.
Mirror


Risate di gusto con il grande G.Proietti



 caricatura in occasione del premio "Er meio fico der bigonzo" 2006




 Buonumore Natalizio...


Annamaria... a dopo

ASPETTANDO IL NATALE : ORIGINI DEL PRESEPE

IL PRESEPE

LA NASCITA DI GESU'
Della Nascita di Gesù ne parla Luca, nei Vangeli canonici, mentre la gran parte dei particolari presenti nell'immaginario collettivo della Natività, come il bue e l'asinello, provengono dai Vangeli apocrifi.

L'INVENTORE DEL PRESEPE
L'idea di ricostruire la scena del Natale in una sorta di Sacra Rappresentazione è stata di San Francesco d'Assisi.
Nel 1223, ammalato e provato dalle discussioni e dai problemi che cominciavano a sorgere nell'Ordine da lui fondato, si era rifugiato nell'eremo del Greccio, in una valle del Reatino. Quindici giorni prima del Natale, come racconta il suo biografo Tommaso da Celano, Francesco chiese al castellano Giovanni di preparare in una grotta la ricostruzione della Notte della Natività.
La sera del 24 dicembre, gli abitanti del luogo, che erano in gran parte pastori e contadini, quasi a ripetere il racconto del Vangelo, accorsero alla grotta con torce e doni. Davanti alla grotta fu celebrata una messa alla quale partecipò come diacono il Santo che non aveva mai preso gli ordini sacerdotali.
A lui fu riservata la predicazione e il canto di una Antifona che cantò con voce dolcissima.
Erano nate così le più belle tradizioni della Festa Cristiana, la Messa di mezzanotte e il Presepe.

IL PRESEPE NEL MEDIOEVO
I primi cristiani raffigurarono prima nelle catacombe e poi nelle chiese i simboli e le scene della vita di Cristo. Durante il Medioevo venivano allestite le scene della Natività, con l'adorazione dei pastori, sotto forma di rappresentazione.
In seguito la Natività fu rappresentata con delle statue, sistemate stabilmente nelle chiese. Si diffuse poi la costruzione di ricchissime culle, chiamate rèpos, che ospitavano il Gesù Bambino, ed erano adorne di trine e campanellini d'argento.
Nel 1700 le statue diminuirono di proporzione ma aumentarono smisuratamente di numero. I personaggi erano costruiti con manichini di ferro, imbottiti con stoppa, con la testa di terracotta, gli occhi di cristallo e le estremità di legno. Per realizzare i costumi venivano tessute apposite stoffe con minuscoli disegni.
L'ambientazione riproduceva con molto realismo la vita della comunità che li progettava, per esempio le taverne venivano innaffiate di vino perché emanassero il caratteristico odore.
Era nato così il presepe, inteso come rappresentazione della Natività, con le statue collocate in un paesaggio.

IL PRESEPE STORICO E IL PRESEPE POPOLARE
Si è soliti fare una distinzione tra il presepe storico e il presepe popolare.
Il presepe storico è quello in cui il costruttore riproduce fedelmente l'ambientazione, gli edifici, i personaggi dell'epoca in cui è nato Gesù.
Il presepe popolare invece è quello in cui si ambienta liberamente la Natività, ispirato ai tempi e agli spazi in cui vive il progettista, oppure anche in luoghi fantastici o simbolici.
Nell'ambito dei presepi popolari, il presepe napoletano è antico e famoso.
Si compone di due parti distinte.
La prima è il "Mistero", costituito dalle figure del Bambino, della Madonna, di san Giuseppe, degli angeli, del bue e dell'asinello.
La seconda parte, complementare, è chiamata "diversorio", che comprende la taverna, l'annunzio e il mercato.

I MAESTRI DEL PRESEPE
I moderni maestri del presepe sono a Napoli, i maestri artigiani di via San Gregorio Armeno.
La tradizione del presepe è iniziata a Napoli intorno al 1700. In quell'epoca la quotidianità della vita popolana entrò a far parte della sacralità, nella scena della nascita di Gesù, con statuine che raffiguravano i vari artigiani intenti al proprio lavoro, per esempio con i cuochi mentre cucinavano e così via.
Con il passare degli anni la quotidianità del Presepe è cambiata insieme alla società, così i maestri artigiani di San Gregorio Armeno iniziarono a inserire nel presepe anche i personaggi di dominio pubblico, personaggi famosi come attori, uomini politici e calciatori.

LA VIA DEL PRESEPE
A Napoli una via è stata interamente dedicata ai Presepi. E' la via San Gregorio Armeno, che durante il periodo delle festività natalizie raggiunge il culmine di presenze. Sono infatti migliaia i visitatori che passano per la via San Gregorio Armeno alla ricerca del presepe più bello, delle statuite, delle casette e di piccoli particolari di vita quotidiana che magistralmente gli artigiani napoletani ricostruiscono per rendere vitale la teatralità e la magia dei presepi.
Nelle bellissime botteghe artigiane della via del Presepe, decoratori e plasmatori sono all'opera. Si può trovare di tutto e a tutti i prezzi, dalla riproduzione del piccolo banco del mercato con la minuscola frutta, a quella del macellaio, del pescivendolo con pesci piccolissimi, ma curati in tutti i dettagli.
Per gli appassionati e i collezionisti ci sono anche figurine uniche che, per la particolarità dei tessuti e dei materiali utilizzati per la realizzazione, possono costare prezzi da capogiro.





presepi nel mondo...
                                               presepe peruviano


                                                   presepe cinese 
              
                                                        presepe africano








continua...

Annamaria... a dopo

sabato 4 dicembre 2010

LA SCOMPARSA DI YARA -



Stasera saranno quattro le veglie di preghiera che si svolgeranno  per Yara. La prima e' quella delle 20,30 nella chiesa parrocchiale di Brembate Sopra, sara' tenuta dal parroco don Corinno Scotti ma partecipera' anche il vicario della Diocesi di Bergamo, monsignor Davide Pelucchi. Durante la veglia sara' letta una lettera di ringraziamento scritta dai genitori della ragazza scomparsa, che pero' non saranno presenti. L'ingresso sara' vietato alle telecamere. Le altre veglie si terranno nelle chiese di di Prezzate di Mapello, di Barzana e delle Cascine di Almenno San Bartolomeo.
 
LA LETTERA di Silvano Donadoni, presidente della Comunità dell'Isola Bergamasca (una libera associazione tra i Comuni della zona),  inviata  ai familiari di Yara, al sindaco di Brembate e ai sindaci dei paesi della zona. Nella chiusa, un appello agli eventuali rapitori: «Mi rivolgo a chi detiene ingiustamente Yara, proprio vorrei parlare al loro cuore e lanciare loro un accorato straziante appello, perché restituiscano Yara all'affetto, all'amore e al calore della sua famiglia, al suo pieno diritto a vivere la sua vita». «Quanto stiamo vivendo in questi giorni, qui, nei nostri paesi e nelle nostre case, ci prende tutti nel profondo, ci turba, ci angoscia», aggiunge Donadoni. «In cuor nostro, abbiamo sempre pensato, anzi, ci siamo imposti di credere e di sperare, che queste vicende non ci appartenessero, non potessero accadere dalle nostre parti, nei nostri paesi». «Riteniamo - prosegue - che il nostro tessuto di comunità potesse in qualche modo metterci al riparo da simili, devastanti esperienze, anche se già in passato la nostra Provincia ha pur vissuto momenti e situazioni orrende. Ora, con Yara, scopriamo e avvertiamo drammaticamente tutta la nostra accresciuta fragilità, sentiamo sulla nostra pelle, dentro le nostre case, una vulnerabilità che ci può di colpo riguardare e ferire»


La scomparsa  della piccola adolescente Yara ,ci porta inevitabilmente al ricordo  di Sarah,uccisa nello scorso mese di agosto.
Ecco l'intervista, fatta al Corriere,  da mamma  Concetta Scazzi  dove fa il paragone con la scomparsa di Yara


«Per mia figlia non sono venuti i cani dalla Svizzera»

«Per Sarah le ricerche sono state lente
a Bergamo c'è uno spiegamento di forze»




Concetta Serrano
Concetta Serrano

Per mia figlia non è stato così, per Sarah non sono venuti i cani dalla Svizzera e nessuno ha fatto quello che noi chiedevamo per le ricerche». Per Concetta Serrano Spagnolo, madre della quindicenne uccisa dai parenti il 26 agosto ad Avetrana, diventa inevitabile il paragone con quanto sta accedendo in provincia di Bergamo dove da otto giorni non si hanno più notizie della tredicenne Yara Gambisario. Due episodi straordinaria - mente simili, stessi laceranti sofferenze per le famiglie, assonante anche il nome delle ragazzine protagoniste della tragedia, Yara e Sarah. «Ma con una differenza sostanziale: gli sforzi nelle ricerche», insiste mamma Concetta che ha qualcosa da dire anche sul comportamento «troppo chiuso» della famiglia Gambisario: «Loro vivono protetti al caldo mentre noi abbiamo subito l’assalto dei giornalisti». La donna, la cui esistenza è cambiata da quel triste pomeriggio di fine agosto, non può resistere al risentimento e ai ricordi dei primi giorni delle ricerche dell a figlia. « Si doveva fare di più», sussurra oggi.
Signora Concetta, cosa nota di diverso tra il suo caso e quello che sta vivendo la famiglia di Yara? «Trovo di diverso le ricerche. Per mia figlia hanno utilizzato solo sei o sette cani che non erano nemmeno addestrati per cercare le persone, mentre lì stanno impiegando decine di unità cinofile e persino un cane specializzato che viene dalla Svizzera. Io sin dall’inizio ho chiesto l’intervento di questi cani organizzando anche una raccolta di firme per potenziare le ricerche».
Sarah Scazzi
Sarah Scazzi
Nota altre differenze tra Avetrana e Brembate Sopra?

«Lì le indagini sono state indirizzate subito verso il sequestro di persona, mentre per mia figlia si è perso troppo tempo dietro le più svariate piste: internet, facebook, della fuga d’amore o dell’allontanamento volontario. Quando si sono resi conto che la pista era un'altra, era già troppo tardi. Inoltre ho sentito che lì ci sono 500 volontari che girano per Yara ( prego con tutto il cuore che la ritrovino presto) mentre per mia figlia i volontari della protezione civile erano una decina».

E della famiglia Gambisario cosa pensa?
«Rispetto il loro dolore ma non mi piace come si stanno comportando verso l’esterno. Questa loro eccessiva riservatezza denota la volontà di snobbare tutti. Loro vivono il loro dolore al calduccio protetti dalle telecamere mentre noi abbiamo dovuto subire l’assalto delle televisioni come se tutto questo ci facesse piacere. Questo mi rode tanto. In quel paese i familiari non parlano, nessuno ha visto niente, sono tutti chiusi. Se lo avessimo fatto noi che siamo del Meridione ci avrebbero definiti omertosi».
Rispettando la sua opinione, c’è da dire purtroppo che sua figlia era già stata uccisa il giorno della scomparsa e purtroppo nessun cane addestrato o ricerche sofisticate avrebbero potuto cambiare le cose.
«Certo, però se avessero trovato prima il corpo forse i responsabili della sua morte non avrebbero avuto tanto tempo per nascondere le prove e inventarsi così tante bugie e ci avrebbero risparmiato tante sceneggiate televisive»
Pur condividendo la rabbia e il dolore, della Signora Concetta , non mi pare di ricordare pistole puntate alla tempia tutte le volte che i componenti della famiglia, Sabrina in testa, apparivano nei vari "Verissimo" Concedo solo l'esposizione mediatica della mamma per tenere alto l'interesse nelle ricerche.
 Uniamoci alla veglia di preghiera per la tredicenne Yara, lasciando da parte le polemiche

Annamaria... a dopo