giovedì 2 dicembre 2010

ASPETTANDO IL NATALE: L'AVVENTO


CHE COSA E'
L'avvento, e cioè l'Arrivo, è il periodo di quattro settimane che precede il Natale. Fa parte delle festività del ciclo natalizio ed è un periodo di preparazione al Natale.
I popoli di religione cristiana che celebrano la nascita di Cristo si preparano al Natale durante l'Avvento con il digiuno e la preghiera.

LE ORIGINI
Questa festa di preparazione ricalca una festa pagana. Ha le sue origini storiche nell'Adventus, detto parusia, che significava la presenza annuale della divinità, oppure anche l'anniversario della visita dell'imperatore, e di qui trae origine il tema del "Cristo che viene".

LA CORONA DELL'AVVENTO


Per segnare l'avvicinarsi del giorno in cui si ricorda la nascita di Cristo, il 25 dicembre, le comunità cristiane del Nord Europa utilizzano la corona dell'Avvento.
Nei Paesi di lingua tedesca il simbolo dell'Avvento è una corona, chiamata "Adventskranz".
Sono rami di pino decorati con 4 candele, che indicano le domeniche che mancano fino a Natale. Secondo la tradizione, la sera delle quattro domeniche che precedono il Natale, si accende una candela.

IL CALENDARIO DELL'AVVENTO


Il calendario dell'Avvento è una tradizione dei Paesi del Nord Europa, che si sta diffondendo anche in Italia. Anche i bambini sono coinvolti in questa attesta proprio attraverso il calendario dell'Avvento.
Un calendario dell'Avvento semplice può essere un foglio dove è illustrata la Natività. Per i bambini questo rappresenta un goloso conto alla rovescia, iniziando di solito dal primo dicembre fino a Natale. Nel foglio sono nascoste 24 caselle, una per ogni giorno che separa dal Natale. Ad ogni giorno del calendario corrisponde qualcosa come un dolcetto, un cioccolatino o un biscottino. I bambini aprono la casella del giorno e scoprono così riflessioni dolci e proponimenti.




LA STORIA DEGLI ANGELI DELL'AVVENTO

Gli angeli dell'Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale. Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.






L'angelo blu . Durante la prima settimana un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E' vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace.
Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.




L'angelo rosso.


Durante la seconda settimana un angelo con il mantello rosso scende dal cielo, portando con la mano sinistra un cesto vuoto. Il cesto è intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato. L'angelo rosso passa su tutte le case e cerca, guarda nel cuore di tutti gli uomini, per vedere se trova un po' di amore…
Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo. E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle.
Il rosso del suo mantello rappresenta l'amore.

L'angelo bianco. Nella terza settimana un angelo bianco e luminoso discende sulla terra. Tiene nella mano destra un raggio di sole. Va verso gli uomini che conservano in cuore l'amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell'Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati. Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l'amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l'amore nel cuore possono vedere l'angelo bianco…
Il bianco rappresenta il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.


 
L'angelo viola . Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola. L'angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d'oro. Manca poco all'arrivo del Signore.
Il colore viola è formato dall'unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l'amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.



Annamaria... a dopo

Meteo... e non solo

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si ride, si piange



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RIFLESSIONI

VIVI CON ENTUSIASMO


La gioventù non è un periodo della vita: è una forma del pensiero, è una condizione della volontà, una facoltà dell’immaginazione, una forza pura dei sentimenti, un predominio del coraggio sulla timidezza e della aspirazione di avventura sull’amore di comodità.
Nessuno diviene vecchio semplicemente perché vive un certo numero di anni : gli individui invecchiano solo perché disertano i loro ideali.

Gli anni rendono rugosa la pelle, ma rinunciare all’entusiamo rende rugosa l’anima.

Preoccupazione, dubbio, mancanza di fiducia, paura e disperazione, fanno piegare il capo e rigettare nella polvere lo spirito che vuole elevarsi.

Sia a sessant’anni che a sedici, vi è nel cuore di ogni essere umano l’amore per la meraviglia, la dolce sorpresa delle stelle e delle cose e dei pensieri che assomigliano alle stelle, indomabile sfida agli eventi, l’inesauribile giovanile appetito per il "poi" e la gioia del gioco della vita.

Siamo giovani quanto la nostra fede, vecchi quanto il nostro dubbio; giovani quanto la fiducia di noi stessi, vecchi quanto la nostra paura; giovani quanto la nostra speranza, vecchi quanto la nostra delusione.

Rimarrete giovani finché il vostro cuore sarà recettivo ai messaggi di bellezza, gioia, coraggio, grandiosità e forza della natura, dall’uomo e dall’infinito.

Quando tutto sarà a terra, quando il più recondito angolo del vostro cuore sarà ricoperto dalla neve del pessimismo e dal ghiaccio del cinismo, allora e solo allora sarete veramente vecchi.


Samuel Ullman



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Annamaria... a dopo

mercoledì 1 dicembre 2010

Meteo... e non solo







si ride, si piange

magra consolazione...





3 lettere...

riflessioni


IL DILEMMA

A ridere si rischia di apparire pazzi.
A piangere si rischia di apparire sentimentali.
A cercare gli altri si rischia di rimanere coinvolti.
A esprimere i propri sentimenti si rischia di essere respinti.
A esporre i propri sogni di fronte a tutti si rischia il ridicolo.
Ad amare si rischia di non essere corrisposti.
A continuare, pur con pronostici sfavorevoli, si rischia la sconfitta.

Ma bisogna saper correre dei rischi perché il rischio più grande nella vita è non rischiare nulla. Quelli che non rischiano nulla non fanno nulla, non hanno nulla, non sono nulla. E' possibile che evitino di soffrire, ma non possono imparare, sentire, cambiare, crescere od amare.
Solo chi rischia è libero.




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Annamaria... a dopo

martedì 30 novembre 2010

OMAGGIO AL MAESTRO DEL CINEMA ITALIANO- MARIO MONICELLI-

Apprendo la notizia della morte di M. Monicelli ieri sera a "Vieni via con me", il programma di F. Fazio con R. Saviano.
 Il conduttore interrompe per un attimo la declamazione degli "elenchi" per ricordare Mario Monicelli, morto poco prima all'ospedale San Giovanni di Roma.
 Fazio ricorda il regista dicendo "Non posso andare avanti, devo dirvi che è morto Mario Monicelli, lo avremmo tanto voluto qui, ma era malato e adesso non c'è più".
Apprendiamo quindi , noi telespettatori, da Fabio Fazio che il maestro della commedia all'italiana si è spento dopo una lunga malattia, o almeno immaginiamo.
Ovviamente  la redazione in chiusura lavora velocemente per inserire, nel consueto scambio di battute  "Vado via/ Resto qui" un omaggio a Monicelli con Fabio Fazio che legge: "Resto qui perché voglio vedere tanti film di Mario Monicelli" (come se non potesse vederli anche a Vladivostok, sarebbe stato meglio un "Resto qui perché questo è il Paese raccontato da Mario Monicelli" o qualcosa del genere) e via di seguito la filmografia del maestro. La foto di Monicelli campeggia sullo schermo.  Ma Monicelli non si è spento naturalmente, si è suicidato buttandosi dal balcone dell'ospedale San Giovanni di Roma all'età di 95 anni, come battuto e scritto immediatamente da tutte le agenzie, verso le 21. E' sembrato paradossale, dopo le continue frecciate al movimento "pro life"  e dopo l'apologia della fatale "scelta" (tra una "vita indegna" e una "morte dignitosa") che Fazio non abbia pronunciato la parola "suicidio" per Monicelli. Eppure non c'è niente di male a dire "suicidio", è una parola neutralmente "laica" come "eutanasia". Ma forse ieri non è sembrata troppo telegenica per venire pronunciata. In seguito, nei vari notiziari,  apprendo che anche il padre di Monicelli era morto suicida nel 1946.




Nato nel 1915 da una famiglia di origine mantovana e cresciuto a Viareggio, Mario Monicelli frequenta a Milano il liceo e si laurea in storia e filosofia, accostandosi al cinema grazie all'amicizia con Giacomo Forzano. Insieme a Alberto Mondadori, amico e collaboratore, oltre che cugino, dirige nel 1934 il cortometraggio Cuore rivelatore, a cui fa seguito, sempre nello stesso anno, un mediometraggio muto, I ragazzi della via Paal, premiato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Critico cinematografico dal 1932, negli anni tra il 1939 ed il 1949 fu attivissimo come aiuto-regista e sceneggiatore, collaborando a circa una quarantina di titoli. L'esordio alla regia ufficiale avviene in coppia con Steno, con una serie di film che i due registi realizzano su misura per Totò, tra i quali spicca il celebre "Guardie e ladri" (1951). Dal 1953 inizia a lavorare da solo. Nella sua lunga carriera ha collaborato con tutti i più importanti attori italiani. "I soliti ignoti" del 1958 vanta un cast eccezionale, composto da Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò e Claudia Cardinale, ed è considerato il primo vero film della commedia all'italiana.

L'anno successivo, Monicelli gira quello che molti considerano il suo capolavoro, il film che lo rende famoso oltre i confini italiani, "La grande guerra", Leone d'Oro alla Mostra di Venezia del 1959 e sua prima nomination all'Oscar. La seconda nomination all'Oscar arriva nel 1963 con "I compagni". Nel 1966 esce L'armata Brancaleone e nel 1970 Brancaleone alle crociate (1970). Tra gli altri film di rilievo vanno menzionati La ragazza con la pistola, terza nomination all'Oscar (1968), Romanzo popolare (1974) e i primi due capitoli della trilogia di Amici miei (1975, 1982) - quello conclusivo (1985) verrà infatti diretto da Nanni Loy - ma anche Un borghese piccolo piccolo (1977) e Il marchese del Grillo (1981) entrambi con grandi interpretazioni di Alberto Sordi, mentre tra gli ultimi spiccano Speriamo che sia femmina (1986) e Parenti serpenti (1992). Tra gli avvenimenti che avevano segnato di più la sua vita c'era senz'altro il suicidio del padre, Tomaso Monicelli noto giornalista e scrittore antifascista, avvenuto nel 1946.






Annamaria... a dopo

METEO...e non solo







si ride, si piange


Riflessioni

Da Lorenzo:

Me l'ha mandata un'amica. La trovo carina. E voi?
Un abbraccio.

Lorè, per la serie donne intelligenti...Ti abbraccio.


FAVOLOSA DIREI!?!

Una donna manager in carriera, temporaneamente per lavoro a Parigi,
riceve una lettera dal suo fidanzato, Roberto, che vive in un altro paese.
La lettera dice quanto segue:
"Cara Claudia, non posso più continuare la nostra relazione.
La distanza che ci separa è troppo grande.
Devo ammettere che ti sono stato infedele 10 volte da quando te ne
sei andata e penso che né tu né io meritiamo questo. Mi dispiace.
Per favore restituiscimi la foto che ti ho mandato.
Con amore, Roberto"
La donna, molto ferita, chiede a tutte le sue colleghe di lavoro che
le regalino foto dei loro fidanzati, amici, zii, cugini, fratelli
ecc..
Insieme alla foto di Roberto, mette quindi tutte le foto regalatele dalle amiche. Alla fine sono 57 le foto nella busta. Vi inserisce  anche un foglio che dice:
"Roberto, perdonami, non riesco a ricordarmi chi cazzo sei.
Cerca la tua foto nel pacchetto e restituiscimi tutto il resto."

MORALE:
ANCHE SE SEI TREMENDAMENTE ABBATTUTA, CERCA DI FOTTERE SEMPRE  IL TUO NEMICO!!!



Annamaria... a dopo

lunedì 29 novembre 2010

A STIDDA DI MILANU (con traduzione) - di S. MIGLIORE -


http://www.jndyos.com/Creazioni_psp/Amore_nella_notte_stellata.gif
 
Si tu fussi ‘na stidda
A notti mi passassi
A taliari lu celu
Ppi circari a Tia
E poi di iornu
Ti pinsassi sempri
E ti vulissi sempri ccu mia

S’inveci, comu Sì ,
Tu fussi Lia
A notti mi passa sulu
Pinsannu a tia
Ca si a Milanu
Luntanu , Luntanu , Luntanu.

Traduzione


LA STELLA DI MILANO

Se tu fossi una stella
La notte mi passerebbe
A guardare il cielo
Per cercare Te
Poi di giorno
Ti penserei sempre
E ti vorrei sempre con me.

Se invece, come sei ,

Tu fossi Lia
La notte mi passa solo
Pensando a Te
Che sei a Milano
Lontano ……. Lontano ….... Lontano.
 http://www.avvento.net/images_2007/stelle%20animate.gif
 
Annamaria... a dopo

Meteo... e non solo



riflessione

da Maria
Cara Annamaria e amici del blog, in questi ultimi giorni ho avuto modo di scambiare reciproche confidenze con un carissimo amico.  Abbiamo cercato di fare un pò di luce ognuno nell'animo dell'altro, forse solo per una sorta di desiderio di alleggerire  il  peso che ognuno di noi sopporta e che a volte pare più insostenibile.
Le soluzioni non sono negli altri, se mai in noi stessi.
Ma proprio qualche minuto fa ho ricevuto dal mio amico questa storia  che mi ha commossa per la sensibiità che egli ha avuto nel cogliere il senso delle mie parole.
Te la trasmetto, pensando che pubblicandola può essere fonte di considerazioni personali di chiunque si senta privo del tanto agognato bene.
Cara Maria, conoscevo questo racconto. Mi fu trasmesso,  tempo fà, da una mia cara amica nel corso di questa devastante malattia che colpì mio padre :  l' alzheimer. L'ho riletto con commozione e lo pubblico per tutti gli amici del blog,cosi come mi hai chiesto. Ti abbraccio. 

Era una mattinata movimentata, quando un anziano gentiluomo
arrivò per farsi rimuovere dei punti da una  ferita al pollice.
Disse che aveva molta fretta perché aveva un appuntamento alle 9:00.
Rilevai la pressione e lo feci sedere, sapendo che sarebbe passata
oltre un'ora prima che qualcuno potesse vederlo.
Lo vedevo guardare continuamente il suo orologio e decisi, dal momento
che non avevo impegni con altri pazienti, che mi sarei occupato io
della ferita.
Ad un primo esame, la ferita sembrava guarita: andai a prendere gli
strumenti necessari per rimuovere la sutura e rimedicargli la ferita.
Mentre mi prendevo cura di lui, gli chiesi se per caso avesse un altro
appuntamento medico dato che aveva tanta fretta.
L'anziano signore mi rispose che doveva andare alla casa di cura per
far colazione con sua moglie.
Mi informai della sua salute e lui mi raccontò che era affetta da
tempo dall'Alzheimer.
Gli chiesi se per caso la moglie si
preoccupasse nel caso facesse un po' tardi.
Lui mi rispose che lei non lo riconosceva già da 5 anni.
Ne fui sorpreso, e gli chiesi se va ancora ogni mattina a trovarla
anche se non sa chi è lei?
L'uomo sorrise e mi battè la mano sulla spalla
dicendo: "Lei non sa chi sono,
ma io so ancora perfettamente chi è lei
Dovetti trattenere le lacrime... Avevo la pelle d'oca e pensai:
'Questo è il genere di amore che voglio nella mia vita.
Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è
l'accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono
necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che
traggono il meglio da ciò che hanno o hanno avuto.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di
come danzare nella pioggia.
Sii più gentile del necessario, perché ciascuna delle persone che
incontri sta combattendo qualche sorta di battaglia e  
se dovesse perdersi, forse, nessuno andrà mai a cercarla.
                     
Il morbo di Alzheimer è una demenza degenerativa invalidante ad esordio prevalentemente senile (oltre i 65 anni, ma può manifestarsi anche in epoca presenile - prima dei 65 anni) e prognosi infausta. Prende il nome dal suo scopritore, Alois Alzheimer. La sua ampia e crescente diffusione nella popolazione, l'assenza di una valida terapia, e gli enormi impatti in termini di risorse necessarie (emotive, organizzative ed economiche) che ricadono sui famigliari dei malati, la rendono una delle patologie a più grave impatto sociale del mondo.




e ora ,sorridiamo con queste frasi divertenti che ci ha inviato la nostra amica Francesca

http://www.fantasygif.it/CibiBevande/person230.gif


      Hai sentito? Il nostro capo è morto.


      - Si.  É tutto il tempo che mi sto chiedendo chi sia morto   con  lui ?


      - Come sarebbe ...  "con lui "?


      - Ma sì, ho visto che c' era scritto:  "...con lui muore uno dei
      nostri più instancabili lavoratori... "


   
http://www.fantasygif.it/Humor/Risate/risate_107.gif


      Il capo all' impiegato:


      - É già la quinta volta che arriva tardi questa settimana; che cosa
      devo pensare?


      - Che è venerdì


      ***************************************


      Un imprenditore a un altro:


      - Come mai i tuoi impiegati arrivano sempre così puntuali?


      - Facile, 30 impiegati e solo 20 posti auto


      **************************************


      - Noi cerchiamo un uomo che non ha paura di nessun lavoro e che non
si dà  mai malato
     


     - Bene, mi assuma, che vi aiuto a cercarlo


     ****************************************


      - Rossi, lo so che il suo stipendio non è sufficiente per potersi
      sposare,  ma un giorno me ne sarà riconoscente.


      ****************************************


     - Capo, posso uscire due ore prima oggi? Mia moglie vuole andare per
negozi  con me "
>     
>
>      - Non se ne parla nemmeno
>
>
>      - Grazie capo, lo sapevo che non mi avrebbe lasciato nei casini
>
>
>      ****************************************
>
>
>      Perchè i barboni dormono nei cartoni della pasta?
>
>
>      Perchè dove c'è Barilla c'è casa!
>
>
>      ***************************************
>
>
>      Un bambino chiede alla zia:
>
>
>        "Zia, zia, perché non hai bambini? "
>
>
>      E lei:  "Perché la cicogna non me li ha portati "
>
>
>        "Cambiare uccello no. Eh? "
>
>
     ***************************************


     Il viaggiatore: Scusi è Seregno?


      Il capostazione: No! E' gnuvolo!


      ***************************************


      Tutti siamo stupidi ma a qualcuno bisogna spiegarlo


      ***************************************


      Quattro chirurghi discutono in ospedale della loro professione in un
momento di pausa.
     


      Il primo comincia:


        "Preferisco avere degli ingegneri sul mio tavolo operatorio. Quando
      li apro, tutto all'interno è numerato correttamente... "


        "Si, ma dovreste vedere gli elettricisti! Tutto è codificato a
      colori all'interno, impossibile sbagliarsi! ",


      aggiunge il secondo.


        "Io penso sinceramente che i bibliotecari siano i migliori.   Tutto è
      classificato in ordine alfabetico "




Annamaria... a dopo

domenica 28 novembre 2010

RELAX

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Il ragù..SCENA TRATTA DAL FILM - "Sabato,domenica e lunedi "

Le riflessioni di CIPRIANO : "LA FORZA DELLA PAROLA"


Sta diventando un vero e proprio fenomeno televisivo,
un autentico ciclone che sta sovvertendo quelle che
erano le abituali usanze televisive degli italiani.
Sto naturalmente parlando dell’evento catodico del
momento, la trasmissione di Fazio e Saviano su Rai 3
“Vieni via con me”.

Dico subito che sono personalmente molto felice di
questo successo per due elementari motivi: uno
oggettivo ed uno soggettivo. In primis sono rimasto
positivamente sbalordito che una trasmissione
sicuramente difficile, essenzialmente costruita sulla
attualità delle cose, con dura e cruda denuncia di
malaffari, stia avendo questo stratosferico indice di
ascolto, alla faccia di chi ne auspicava a prescindere
una chiusura censoria o in mancanza un vero flop.
Alla prima puntata sono stati superati gli otto milioni
di ascolti, e pensate che siamo sulla terza rete; i soliti
noti ne avevano attribuito gli esclusivi meriti al grande
ospite, il fenomeno Benigni, ma nella seconda e terza
puntata senza il grande attore, si sono superati
addirittura i nove e quasi undici milioni. Sono state
sbaragliate corazzate televisive di purtroppo grande
ascolto quale “Il Grande Fratello”, monumento alla
peggiore educazione televisiva.

Forse era arrivato il momento che gli italiani, almeno
nella loro parte più pensante, iniziassero a stufarsi di
riporre il cervello solo tra mutande, ballerine, situazioni
televisivamente insulse e banali, per cercare di capire
quello che sta realmente accadendo intorno.
Roberto Saviano, con la sola forza della parola, aldilà
di come la puoi politicamente pensare, ti fornisce in
ogni monologo e con ampia facoltà di prova (come
si conferma nel freddo linguaggio tecnico-legale) un
elenco delle nefandezze di cui noi poveri cittadini
siamo succubi ed asserviti.
E’ un po’ come essere svegliati dal torpore da uno
schiaffo in faccia, vedere una realtà che non si conosce
o che si evita accuratamente di vedere, come gli struzzi
con la testa nella sabbia.
Questa trasmissione ti fa fermare un attimo e fare una
scelta su quello che rimane da salvare e quello da
combattere in questa attuale società, una sorta di tirar le
somme, in cui Roberto Saviano è il simbolo del legalismo.
Tutte le vicende narrate spingono ad una forte
partecipazione televisiva, e talvolta messi senza alibi
davanti alle proprie responsabilità.

Nell’ultima trasmissione, quella dedicata in larga parte
al terrificante problema dei rifiuti in Campania,
nonostante io fossi a conoscenza delle nefandezze
elencate da Roberto Saviano ( a tal proposito nel
mese di marzo 2010 scrissi un articolo intitolato
“Il dito e la luna”) si rimane sempre sconvolti nel capire
come la malavita, il malaffare, la politica corrotta ed i
corruttori, abbiano trasformato questa nostra terra,
dagli avi chiamata “Campania Felix” e poi dopo la nostra
“Terra di Lavoro”, in una immensa discarica dove tra
quello che si vede ma soprattutto tra quello che non si
vede perché sta sotto, ci fa vivere quotidianamente sopra
una terra altamente inquinata da un incredibile numero
di materiali chimici.
Anni ed anni, decenni e decenni di oscure e silenziose
trame delinquenziali, hanno portato nelle nostre
discariche, milioni di tonnellate di rifiuti, dal Nord, dal
Sud o destinati all’Africa non importa, in molti casi
altamente tossici interrati senza scrupoli. Il tumore è un
cavaliere dell’Apocalisse molto paziente, ti presenta il
suo tragico conto anche dopo anni; ecco che tutti i
parametri sulla presenza dei tumori in alcune e ben
precise zone, sono schizzati verso l’alto. Acqua, aria
inquinata, frutta e verdure dalle forme più strane e
bizzarre; anche questa è la nostra “Gomorra” quotidiana.
Ritornando a questo brillante programma di successo,
non imperniato sullo sport o sulle canzonette, sicuramente
“tosto”, difficile al primo impatto, esso ti permette però
una volta tanto di esercitare l’arte della riflessione,
cercare di penetrare da solo con la tua testa, ragionare
su quello che intorno a te sta succedendo. Il “J’accuse”
che si ricava da queste denunce, credetemi, non ha colore
politico. E’ da stolti, da ignoranti e denuncia una pochezza
intellettiva chi accusa il programma di essere solo un
veicolo politico di un certo colore.

L’essere schiavi della camorra, il piegarsi alle quotidiane
vessazioni, il bere e mangiare cibi inquinati, vedere
morire di tumore un proprio caro, non è ne di destra ne
di sinistra. Non vorrei mai arrivare un giorno a condividere
quel certo detto : “I mascalzoni sono preferibili agli
imbecilli, perché i primi almeno ogni tanto si concedono
una pausa.”

Cipriano



Annamaria... a dopo

Le riflessioni di CIPRIANO : "IL DITO E LA LUNA"




IL DITO E LA LUNA - scritto da CIPRIANO

 pubblicato il   lunedì 15 marzo 2010

In una sera di plenilunio di tanti anni fa, un grande maestro zen
chiamò i propri alunni e disse loro: ”Vi insegno a parlare della luna
senza mai nominarla.”
Stese così il braccio destro e con il dito indice della mano la indicò.
Tutti i discepoli estasiati immediatamente guardarono il dito,
dimenticandosi della luna; il maestro zen a quel punto, senza
proferir verbo si allontanò, deluso e per sempre, da quei discepoli
…Questa vecchia e famosa parabola orientale, mi ha fatto riflettere
molto in questi giorni, anche in parallelo ad una notizia poco diffusa
dai massmedia nazionali, che riguarda lo sciopero totale della fame
che un ex politico nazionale, Angelo Bonelli, ha compiuto per protestare
contro “l’indifferenza ed il pregiudizio dell’informazione soprattutto
radiotelevisiva sui temi ambientali, dell’inquinamento e della salute”.
Nessuna considerazione strettamente personale o pratica (fuorvierebbe
dal problema !), ne facile ironia sugli scioperi della fame, arma forse
spuntata per i troppi abusi fatti, anche se sempre degna di rispetto.
…Un passo indietro: vivemmo tra il tragico ed il comico nel famoso
periodo che doveva portare l’umanità ad uno “sterminio della mucca pazza”,
termine scientifico Encefalopatia Spongiforme Bovina.
Dopo aver fatto pace con mucche e vitelli ecco un altro flagello animale
si stagliava cupo all’orizzonte dell’incerta umanità: L’H5N1, alias la febbre
aviaria, più popolarmente l’influenza dei polli.
Anche qui guerra totale contro tutto ciò che aveva delle ali.
Quando dopo il cessato allarme, tutti allegramente ripresero a
sgranocchiare nuovamente gustose coscette di pollo arrosto ed a rilasciare
dalla prigionia canarini, cardellini e pappagalli, ecco avanzare cupo il
terzo Cavaliere dell’Apocalisse, il più temuto e più annunciato di
tutti: L’H1N1, L’Influenza Suina.
Qui la storia è recentissima; tutti a diventare Specialisti da Nobel per la
medicina, una marea di visi coperti da mascherine che al massimo
servivano a non fare entrare vespe e calabroni nel cavo orale, ma nessuno
ha mai capito in realtà, a fronte di pochi morti (per carità, tutti degni del
massimo rispetto) perché sono stati inutilmente spesi (volutamente per
interesse di Case farmaceutiche? ) centinaia di milioni di euro per un
vaccino che quasi nessuno ha fatto (pare secondo alcuni studi fosse
poco sicuro ed efficace, perché affrettato) che è rimasto accatastato
nei depositi.
Anche qui, cessato allarme e fatta la pace con i tre porcellini, tutti a tirare
un sospiro di sollievo, e qui mi riallaccio alla notizia d’apertura, poco
pubblicizzata, dello sciopero della fame del politico Bonelli, su di un problema
veramente preoccupante, la devastazione ambientale ed il suo gravissimo
impatto sulla salute umana e sull’ecosistema.
Altro che febbre suina o bovina e canarina; da diversi decenni ormai è
provato che l’inquinamento atmosferico ed ambientale è causa di devastanti
effetti nocivi sulla salute, dai sintomi respiratori fino ad arrivare ai decessi
da malattie cardiopolmonari ed ai tumori al polmone, gola, stomaco, fegato
e vescica, con molte decine di migliaia di morti all’anno (altro che influenza).
Questi effetti sono associati all’esposizione, a breve e a lungo termine, ai
livelli abitualmente registrati di inquinamento tra la popolazione dei centri
urbani in tutto il mondo.
Nella Campania la situazione è ancor più insostenibile, essendo lecito
affermare che decenni di gestione illegale, incontrollata e delinquenziale
dei rifiuti, hanno prodotto gravissimi effetti sanitari, difficilmente misurabili.
Lo studio, commissionato dal Dipartimento della Protezione Civile, e’ stato
coordinato dal centro ambiente e salute dall’Organizzazione mondiale
della Sanità, con la collaborazione del Cnr, dell’Istituto superiore di Sanità
e della Regione Campania. Si e’ basato su dati provenienti dai nastri di
mortalità dell’Istat.
Le analisi, dice lo studio, ‘’hanno consentito l’identificazione di un’area
nella quale la mortalità generale e i tassi specifici per diverse patologie
tumorali, sono particolarmente elevati rispetto ai valori regionali’’.
Una zona che comprende numerosi comuni delle province di Caserta
e di Napoli.
I maggiori e più pericolosi casi di tumore si sono rivelati lungo l’asse sud
tra la provincia di Caserta e Napoli, nell’asse mediano che collega
Acerra-Aversa-Giugliano, zona tristemente famosa chiamata triangolo
della morte o terra dei fuochi per i continui versamenti abusivi di ogni
genere di rifiuti e continui incendi notturni di detti materiali altamente
tossici, nonché dell’inevitabile inquinamento delle falde acquifere.
L’analisi dei dati e’ ancora in corso ed il rapporto definitivo scrivono
gli esperti è ancora lontano dall’essere stilato.
E’ tuttavia già possibile evidenziare l’esistenza di un’associazione tra alcuni
effetti di salute (mortalità per alcuni tipi di tumore, incidenza di alcune
tipologie di malformazioni) e la prossimità a siti di abbandono incontrollato
dei rifiuti.
Allora amici, stiamo ancora a pensare all’aviaria o alla febbre suina?
Sull’ambiente e sull’ecosistema si gioca tutto il futuro dell’umanità;
l’inquinamento è giunto ad un livello ormai di alta mortalità, ma pare che
aldilà di tonnellate di dichiarazione di buoni intenti, tavole rotonde e quadrate,
roboanti impegni, la cataste di rifiuti nelle discariche dismesse sono
ancora la, di bonifiche non si vede l’ombra, e tutta la raccolta effettuata
non si sa che fine fa (sotto il tappeto ? …).
Ma non preoccupiamoci, tra pochi giorni ci saranno le votazioni per la
rappresentanze provinciali e regionali; ci saranno seri impegni dei
rappresentanti eletti e veloce soluzioni del problema.

Buongiorno amici! Cipriano

Meteo... e ..solo meteo ,oggi.