martedì 26 ottobre 2010

COME SCOPRIRE LE BUGIE


 

               

Si comunica con la parola, ma si comunica anche…con il corpo
                                                                       ovvero
                                               la comunicazione  “non verbale”

David J. Lieberman  ha scritto:

“L’onestà è alla base di ogni rapporto, sia esso d’affari o personale. Essere consapevoli delle reali intenzioni di una persona è innegabilmente importante, spesso costituisce un risparmio di tempo, denaro, energie e dispiaceri. Conoscere le vere intenzioni di qualcuno vi darà il potere di controllare la situazione, o perlomeno farà sì che non ci si approfitti di voi.

Intendo dire che a volte o spesso non riusciamo a cogliere il vero significato di un messaggio, di una frase. Gli altri non sempre dicono quello che pensano; a volte gli altri pensano una cosa ma ne dicono un’altra. quindi, voglio aiutarvi nel farvi capire o intuire le vere intenzioni di chi vi sta di fronte.

In altre parole, ci sono delle tecniche particolari che vi aiuteranno a comprendere se chi vi parla, vi sta dicendo una bugia, una “fesseria”, vi sta mentendo, oppure vi sta prendendo per i fondelli.

Vi parlerò degli indizi offerti dal linguaggio del corpo…e ce ne sono veramente tanti; Lieberman ne individua ben 46.

REGOLA IMPORTANTE: cosa dovete fare se vi accorgete che qualcuno vi sta mentendo?

Ascoltate bene tutto quello che vi dice. Aspettate finché non avete le prove che vi occorrono e solo allora affrontate la persona e ditegli il fatto suo, cercate di usare le informazioni a vostro vantaggio.

Prima di passare in rassegna i 46 indizi, ritengo utile farvi un’elencazione di una molteplicità di “messaggi”.


SEGNALI DI TENSIONE

-         grattarsi le braccia, le gambe, torso ecc.;
-         pizzicarsi il volto, il collo;
-         tirarsi le labbra;
-         deglutire;
-         mordicchiarsi le unghie;
-         schiarirsi la voce, dare un colpo di tosse;
-         tormentarsi o tirarsi le dita di una mano,
-         sfregare un piede contro l’altro;
-         tirarsi la cravatta, mettere un dito nel colletto e simili;
-         aumento del battito cardiaco, accelerazione della respirazione, innalzamento della temperatura e altre variazioni neurovegetative.


SEGNALI DI GRADIMENTO

-         passarsi la lingua sulle labbra;
-         mordicchiarsi il labbro inferiore;
-         portare le labbra leggermente all’interno;
-         protendere le labbra;
-         appoggiare l’indice o altro vicino o sulle labbra;
-         passarsi una mano fra i capelli;
-         giocherellare con un anello (o un braccialetto, una collana, ecc.)
-         accavallare le gambe in direzione dell’interlocutore;
-         replicare la posizione o il gesto dell’interlocutore;
-         portare un oggetto verso di sé, specie se non personale, seduti a un tavolo;


SEGNALI DI APERTURA

-         levarsi la giacca, cappotto o soprabito senza variazioni della temperatura che lo giustifichino;
-         disincrociare le braccia e/o le gambe;
-         togliersi gli occhiali;


SEGNALI DI ATTENZIONE E DI INTERESSE

-         portare il busto in avanti;
-         sollevare un piede;
-         sospendere un’azione in corso (per es. fumare);
-         orientare una parte del corpo verso una direzione (o una persona) diversa da quella in cui si è impegnati a fare qualcosa;
-         aprire la bocca, dischiudendo le labbra;
-         dilatazione delle pupille;

Segnali che saranno trattati nei prossimi interventi:
-          SEGNALI DI RIFIUTO: FASTIDIO, STIZZA, PERPLESSITA’, DISPREZZO;
-          SEGNALI DI RIFIUTO: SFIDA O COMPETITIVITA’;
-          SEGNALI DI RIFUTO: AGGRESSIVITA’ REPRESSA



Nel frattempo, vi dò il primo indizio del mentire.  I 46 indizi sono tratti da  “SCOPRIRE LE BUGIE”– David J. Lieberman – Edizioni TEA

                                                       
                                                        INDIZIO 1
                                          Il linguaggio degli occhi

Occhi, braccia, mani, gambe  rivelano con i movimenti i nostri sentimenti, il nostro stato d’animo.
Un segnale classico del mentire è quanto il nostro interlocutore evita, in parte o del tutto, di guardarvi negli occhi. Chi vi sta raccontando una bugia farà di tutto per eludere il vostro sguardo. Inconsciamente questa persona, sentendosi colpevole, non vorrà incontrare il vostro sguardo, guarderà di lato o in basso.
Al contrario,  quando una persona è sincera o si sente offesa da una falsa accusa, istintivamente il suo sguardo è fisso, cioè inchioda.





 .
Come  Pinocchio  tutti diciamo bugie per vari motivi.
Chi sostiene di dire sempre la verita’ non e’ sincero.

Mentire è un’arte che si apprende a circa tre anni quando il bambino riesce ad immaginare quello che pensano le altre persone. Per la prima volta sceglie di dire una bugia per evitare la punizione. Durante l’adolescenza, invece, la bugia è utile per proteggere il senso di sé.
Nella coppia spesso succede che chi dice le bugie neghi anche di fronte all’evidenza. Solitamente la vittima della persona bugiarda si fida poco di sé ed e’ pronta a fidarsi del bugiardo. In questo caso l’unico modo per difendersi e ritrovare stima di se stessi è prendere le distanze. A volte mentire può essere una malattia. Se si perde totalmente il contatto con la realtà, si finisce per credere veramente alle menzogna che si raccontano e non si riesce più a fare a meno di dirle,In questo caso sono patologiche . 

Raccontare bugie é un comportamento che ci permette di recuperare una lontana esperienza avuta nella nostra infanzia quando le bugie servivano a farci crescere,sperimentare il mondo e costruire la nostra identita’.
I nostri genitori per primi ci hanno raccontato bugie  descrivendoci le cose semplicemente per farcele comprendere e hanno utilizzato metafore, esemplificazioni (es: mangi come un porcellino),o  parole per indicare  l’oggetto ( vuoi il brum brum  per indicare qualcosa da bere). 

Il bugiardo deve avere buona memoria. Quintiliano

VARI TIPI DI BUGIE



1 la bugia bianca (detta white lie in inglese) si dice per educazione e per non ferire la sensibilità altrui ( questa pettinatura ti sta bene,sei dimagrita…)

2 la bugia pedagogica si racconta ai bambini per gratificarli
3 La bugia utilitaristica :si prende una scusa per non portare a termine un impegno o un incarico
4 La bugia per farsi vedere al meglio dall’altra persona per apparire più interessanti o attraenti
5 La bugia protettiva e’ la bugia che si dice al partner  per non far scoprire un tradimento
6 L’omissione che non  è una vera e propria bugia .In questo caso  si nasconde la verita’ o una parte di essa.
7 la bugia a fin di bene per risparmiare un dispiacere ad un’altra persona .Chi dice questo tipo di bugie vuole controllare l’altra persona .La persona bugiarda a fin di bene ha  una scarsa fiducia dell’altra persona e delle sue capacita’  di affrontare la realtà anche se non e’ positiva (e’ una svalutazione dell’altro)
In realta’ chi dice le bugie a fin di bene lo fa per proteggere se stesso e perche’ in fondo  ha paura della reazione di chi ascolta, di rovinare un rapporto,di non riuscire a gestire le proprie emozioni e quelle dell’altra persona.
Le bugie fanno parte delle nostre strategie di sopravvivenza.A volte essere bugiardi con alcune persone ci permette di essere sinceri con altre.

Una scusa è peggiore e più terribile di una menzogna, perché la scusa è una bugia guardinga. Alexander Pope

Il PROBLEMA NON E’ MENTIRE O DIRE LA VERITA’  ma a chi dire la verita’ e a chi mentire:una scelta.

Nel nostro sistema sociale la verità è  un valore solo a livello teorico.
Essere leali non significa dire sempre la verità in ogni circostanza e a qualsiasi costo. Tenere qualche segreto è una prova di indipendenza e maturità: sono i bambini che raccontano tutto alla mamma.Gli adulti sanno anche tacere piuttosto che dire la verita’ in modo brutale con l’obiettivo di ferire l’altro.
Anche chi confessa un tradimento lo fa per liberarsi dei sensi di colpa e scaricarli sul partner.Se si tratta di sbandate e’ giusto ferire il partner?E qui non sto difendendo i tradimenti che sono la spia di un disagio…
La bugia, è un comportamento strategico solo se isolata.Dire continuamente bugie innesca un circolo perverso,una escalation: menzogne sempre più grandi, usate per coprire le precedenti, stress per la paura di venire scoperti,necessita’ di avere una ottima memoria per tenere la contabilita’ di tutte le bugie.Prima o poi la verita’ viene a galla e,come si dice,le bugie hanno le gambe corte.
A meno che  non si abbia a che fare con persone che "vogliono" credere alle menzogne e non vogliono vedere (le classiche fette di salame sugli occhi).In questo caso non sono piu’ bugie ma inganni verso se stessi(il famoso…raccontarsela per quieto vivere)

Quale vantaggio hanno i bugiardi? Che quando dicono la verità non sono creduti. Aristotele

 
ENZO - ANNAMARIA




Annamaria... a dopo

Meteo... e non solo


un messaggio per la nostra cara amica Natalina
                                                                Natalina in giardino 
                                                               Natalina in sala da pranzo

 Nat , ecco un video di Celentano (uno dei tuoi cantanti preferiti ) con una bellissima canzone...Buona giornata, cara amica !!!



 http://buonditutto.myblog.it/files/gif_farfalla_gialla.gif

Annamaria... a dopo

lunedì 25 ottobre 2010

Le notizie segnalate da CATERINA -

Tv, la "vita indiretta" degli italiani
a picco la fiducia in Tg1 e Tg5

Secondo il sondaggio Demos-Coop sull'informazione vanno bene Sky e La7. Ballarò il talk show più affidabile. Il 55% pensa che il peso di Berlusconi sui media danneggi la libertà





Ormai è difficile distinguere fra media, politica e vita reale. È quasi un luogo comune. Tuttavia, è inevitabile, soprattutto in questi giorni. Mentre infuria il dibattito sulla censura ai programmi e ai giornalisti in televisione. Sui giornali-partito oppure al servizio dei partiti (personali). Mentre imperversa lo spettacolo quotidiano del dolore. Il sondaggio annuale sugli "italiani e l'informazione", condotto dall'Osservatorio Demos-Coop, d'altronde, offre una raffigurazione perfino "spettacolare" di questo Paese sospeso tra realtà e rappresentazione.


Ne isoliamo gli aspetti, a nostro avviso, più significativi.
 Il primo riguarda, non a caso, il ruolo (ancora) dominante della televisione. Oltre 8 italiani su 10 continuano, infatti, a informarsi quotidianamente in tivù, attraverso i canali nazionali. È stabile, rispetto all'anno scorso, la quota di persone - una su tre - che ricorre regolarmente ai quotidiani. Lo stesso discorso vale per internet. Mentre gli ascoltatori assidui della radio non solo tengono, ma crescono perfino un poco (43%: tre punti in più). Dunque, si profila uno scenario stabile. Nell'insieme, però. Perché all'interno si colgono cambiamenti molto significativi. 
 La variazione più evidente rispetto allo scorso anno coincide con il sensibile calo di fiducia subìto dai maggiori telegiornali di Rai e Mediaset. Ormai condividono lo stesso destino, come una sola, unica impresa: MediaRai. La fiducia verso il Tg 1 si attesta al 53%. Cioè, 10 punti meno di un anno fa, ma addirittura 16 rispetto al 2007. Il Tg 5 considerato "affidabile" dal 49% degli italiani: 8 in meno dell'anno scorso. Anche gli altri telegiornali di MediaRai calano. Ad eccezione del Tg 3, che mantiene un consenso molto elevato (63%) e, ancor più, dei Tg regionali Rai. I più apprezzati.



Cresce, invece, il gradimento verso i Tg de La 7 (ora diretto da Mentana), Sky e Rai news 24 (quest'ultima, presumibilmente, trainata dal Tg 3, che spesso ne diffonde le edizioni). Il che spiega, in parte, l'andamento deludente dei principali notiziari di MediaRai, confermato anche sul piano degli ascolti Auditel. La concorrenza è favorita anche da altri fattori. Sky e La 7, in particolare, sono ritenuti, non a torto, meno condizionati politicamente. Il posizionamento politico penalizza, inoltre e non a caso, soprattutto il Tg 1, la cui identità, presso il pubblico, appare sensibilmente cambiata. Era al centro, anzi: il Centro. Un Tg ecumenico. Oggi, invece, appare sempre più spostato verso destra. Visto che ottiene il massimo della fiducia tra gli elettori del Pdl e della Lega. Il "nuovo centro", invece, appare Sky Tg 24. Anche se occupa uno spazio più ridotto. Come quello politico, d'altronde.
  Al contrario dei notiziari, i programmi di dibattito e approfondimento politico e sociale non sembrano soffrire.

Ballarò si conferma la trasmissione più affidabile per gli italiani. Ma Anno Zero, di Michele Santoro, nell'ultimo anno, ha visto crescere molto il gradimento del pubblico. Come, d'altronde, Report di Milena Gabanelli. Trasmissioni apprezzate soprattutto dal pubblico di centrosinistra, rivelano il paradosso di questo Paese, schifato dalla politica, che, tuttavia, sente bisogno di politica. E si rivolge, per questo, alla televisione. Non a caso, cresce il gradimento dei due programmi de La 7: Otto e mezzo, condotto da Lilli Gruber (6 punti in più nell'ultimo anno, addirittura 11 negli ultimi tre) e L'Infedele di Gad Lerner (anch'esso 6 punti in più nell'ultimo anno). Contribuiscono al successo della rete, dettato, soprattutto, dal ruolo attribuito all'informazione. Porta a Porta e Matrix vedono scendere, di poco, la fiducia nei loro confronti. Forse perché si tratta di programmi spostati, sempre più, in direzione dell'infotainment.
Un terreno battuto, in modo esplicito, da altre trasmissioni, che, anzi, antepongono l'intrattenimento e, talora, la satira. Con risultati molto significativi. Striscia e le Iene, ma anche il salotto di Fazio risultano molto graditi e ottengono ascolti super. Il che precisa ulteriormente il paradosso precedente. La politica e i politici sollevano il disprezzo ma anche l'interesse popolare. Fanno spettacolo. Raccontano i fatti nostri (e vostri).


 Oggi, d'altronde, è difficile anche distinguere tra spettacolo e vita. Nell'omicidio di Sarah Scazzi, in particolare, i confini sono invisibili. La scena, ormai, è unica. Confusa. Affollata da personaggi numerosi e indistinti. I familiari e i congiunti della vittima, insieme a quelli dei presunti assassini e complici. Insieme ai conduttori e ai sedicenti opinionisti dei programmi del pomeriggio e della seconda serata. Poi i giornalisti. Gli inviati ad Avetrana. Embedded. Parte delle stessa rappresentazione. Certo: i programmi del pomeriggio hanno un pubblico ben definito. Donne, casalinghe, anziani e pensionati. Quelli che passano più di 4 ore davanti alla tivù ogni giorno. Ma abbiamo l'impressione che Avetrana sia divenuta teatro di uno spettacolo su cui tutti gettano lo sguardo, con attenzione diversa e intermittente.

 L'importanza della tivù non deve fare dimenticare le trasformazioni prodotte dalle nuove tecnologie della comunicazione. Internet, i Social Network, Twitter e Facebook, Skype. D'altra parte, il 40% degli italiani - soprattutto giovani e istruiti - è, ormai, connesso quotidianamente in rete. Dove si informa, chatta, compra, vende, partecipa, "si mostra". È la comunità in Rete, che forza i confini della società ridotta a una platea di spettatori.
 Eppure, mentre si assiste all'avvento dei nuovi media, il sondaggio dell'Osservatorio Demos-Coop sottolinea l'importanza dei media "tradizionali". Magari "innovati" e ibridati dalle nuove tecnologie, come avviene per i quotidiani online. Il che riproduce - e ripropone - l'immagine dell'Italia come un Paese, anzi: un "paese" raccolto davanti alla tivù. Dove si mette in scena lo spettacolo della vita, del dolore e del divertimento, della politica e della compassione. A cui tutti, o quasi, vorrebbero - e cercano di - partecipare. Se non da protagonisti, almeno da comparse. Di cui tutti si sentono parte. Per questo anche noi, come il 55% degli italiani, riteniamo che la posizione dominante di Berlusconi sui media danneggi la libertà di informazione. E, come il 62% degli intervistati, pensiamo che condizioni la vita politica nazionale. Tuttavia, siamo convinti che non basteranno leggi e regole nuove a ridimensionare l'influenza del Cavaliere. Perché viviamo in un paese mediale plasmato da lui. Pensiamo di assistere alla vita in diretta. E invece viviamo una vita indiretta.


 Annamaria... a dopo
 

Coniugi infedeli

 Il 55% degli italiani ha tradito

almeno una volta il proprio partner

 

Pare proprio che l’Italia sia un paese di infedeli, secondo il parere dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami). La città con il maggior numero di tradimenti è Milano, seguita subito dopo da Roma e molto spesso coloro che tradiscono utilizzano il social network Facebook..

 

Il primato - riferiscono gli avvocati - resta agli uomini con il 55% dei mariti che ha tradito almeno una volta contro il 45% delle mogli. Quanto alla "geografia" del tradimento, il 60% avviene sul luogo di lavoro mentre l`ora più a rischio è tra le 14 e le 15, ovvero nella pausa pranzo. Nel 70% dei casi si tratta di "scappatelle", mentre nel restante 30% di relazioni sentimentali stabili.
"I dati denotano una sostanziale crisi della tenuta della coppia: nel 50% dei casi le corna sono tollerate e stanno scomparendo gli Orlando furioso - commenta il presidente nazionale dell`Associazione, Gian Ettore Gassani - Si è elevata di molto l`età del traditore, con una media attuale, tra uomini e donne, di 44 anni".
I più inclini in assoluto a tradire il coniuge sono però i maschi cinquantenni, catturati dalla sindrome di Peter Pan. Tra le prede più ambite da parte del marito si piazzano senz'altro le amiche o conoscenti delle proprie mogli, mentre in ambito femminile i più ambiti sono i colleghi di lavoro, il personal trainer, il maestro di sci e quello di ballo
Vi è inoltre il fenomeno dei tradimenti di natura omosessuale, in cui ad esempio il marito tradisce la moglie con un altro uomo (7% degli uomini) oppure la moglie tradisce il marito con un’altra donna (4% delle donne). Nel nostro Paese va forte un social network ad hoc per i traditori, Gleeden,che conta circa 90 mila iscritti in Italia. Requisito fondamentale per Gleeden è essere sposati e voler tradire il coniuge.
Insomma, nell’era della banda larga, anche il tradimento si consuma via Internet che si conferma pertanto come strumento socialmente utile, nel bene o nel male (dipende dai punti di vista). Tuttavia non fa una buona pubblicità agli adulteri uno studio di uno scienziato giapponese, Katoshi Kanazawa, psicologo dell'evoluzione, che - informa l'Ami - ha elaborato una teoria secondo la quale i traditori sarebbero più stupidi della media e più inaffidabili nell'ambito lavorativo perché troppo distratti dai loro "love affair".
Nel 50% dei casi l'infedeltà viene scoperta curiosando sul cellulare del coniuge, nel 20% entrando furtivamente nella posta elettronica, nel 20% attraverso telecamere nascoste o cimici. Soltanto nel 10% dei casi la scoperta avviene attraverso lettere anonime, investigazioni o confessione del traditore.
 

Trascorri troppo tempo su internet.. su canali di social network? Ecco alcune regole da non trasgredire mai quando si fanno nuove conoscenze.

Una società di digital Pr e digital marketing communication, la FOUND, ha analizzato le relazioni personali e le cause di litigio all'interno di coppie che utilizzano abitualmente i più conosciuti social network della rete. Sotto accusa non 'lo strumento', ma il suo utilizzo da parte di alcuni utenti ... uno strumento da utilizzare con intelligenza e prendendo alcune 'precauzioni'.

 Qui di seguito le dieci regole da seguire consigliate dalla societa' Foud...

1)  Prima regola: mai passare più tempo nell'universo on line che in quello reale .. ( e qui forse d'inverno quando fa piu' freddo si "trasgredisce") 
2)  Il web da enormi possibilità, ma i social networks non vanno utilizzati come valvola di sfogo o un confessionale dove mettere in piazza e a disposizione di tutti i propri problemi o quelli di chi ci sta vicino ...
3)  Non crearsi un profilo segreto, senza informarne il partner. Se lo dovesse scoprire sarebbe autorizzato a pensare male sul motivo per cui lo avete fatto e verrebbe meno ogni fiducia.
4)  Mai eccedere sul personale , sia per quanto riguarda le immagini e i temi trattati.
5)  Pensate sempre bene a ciò che state postando sul vostro spazio o su quello di qualcun altro.
6)  Non diventare monotematici  e parlare solo dei social network e dei propri amici virtuali.7)  Condividere con il/la partner i propri interessi e i propri amici all'interno del social network.
8)  Se volete 'trasgredire' e utilizzare un social network come terreno di caccia per nuove avventure ricordate sempre che non è così difficile essere 'beccati' e che ciò significherebbe rovinare il vostro rapporto.
9)  Considerate sempre che chi vi parla dall'altra parte di uno schermo è avvantaggiato, con lui condividete solo le cose belle, mentre con il partner reale condividete tutto, anche gli aspetti meno piacevoli della vita di coppia.
10)  Decima ed ultima regola di Found: i social network sono divertenti, stimolanti, consentono di fare nuove conoscenze e ritrovare vecchi amici, ma non dimenticate mai che la vera vita è quella reale, di tutti i giorni, non cercate mai di sostituirla con quella virtuale e finta di un social network.

 



Tradimenti "virtuali" e addebito della sepazione


Può uno scambio di corrispondenza "romantica" in chat, essere considerato un tradimento e determinare l'addebito della separazione per violazione del dovere di fedeltà?
Avv. Pietramala Tiziana ci dice che....

Si dibatte molto sulla possibilità di configurare come adulterio l'incontro on line tra persone che nella vita reale sono coinvolte in un rapporto di coppia.

Molti vivono tale esperienza come un gioco, uno svago, un puro desiderio di raccontarsi.
In realtà non si tratta solo di una «moda», ma di un fenomeno in cui spesso entrano in gioco componenti psicologiche come la tristezza, la solitudine o la scarsa comprensione con il partner.

Purtroppo nella vita reale la vicinanza fisica non significa sempre dialogo e comprensione.
Qui si insinua il pericolo dell'altro on line. La chat diventa una sorta di universo parallelo in cui si esprimono liberamente pensieri, sensazioni profonde ed emozioni senza l'impaccio di una corporeità limitante ed ingombrante.

L’incontro virtuale può quindi rivelarsi ben più pericoloso e insidioso di un incontro reale, perché l'unione non è fisica, ma basata su scambi profondi di sensazioni, emozioni, intimità. Aspetti di coppia che forse con il partner si sono persi o, per assurdo, non si sono mai raggiunti. Così accade spesso che si cominci a “tradire” chattando. Prima lasciandosi andare a confidenze, poi pian piano cadendo nella rete del fascino di un altro/altra che ascolta.

Amore, passione, o solo bisogno di evadere dalla noia della quotidianità?

Certo è che questo modo diverso di incontrarsi può cambiare notevolmente la vita delle persone che ne sono coinvolte e dei partner, sia che lo si consideri come un tradimento platonico sia che gli si dia valenza reale.

Ma può parlarsi di vero e proprio tradimento?

Secondo la più antica e tradizionale concezione - seguita da alcuni autori ancora oggi - il dovere di fedeltà deve intendersi come l’obbligo reciproco dei coniugi di astenersi dall’intrattenere relazioni e/o rapporti sessuali con terzi (C. Cost. 18 aprile 1974, n. 99). La dottrina più recente, invece, ritiene che la violazione del dovere in esame si configuri anche nelle ipotesi di infedeltà sentimentale e addirittura di quella apparente.

In questo processo di evoluzione si inserisce la sentenza, estremamente rilevante, della Suprema Corte n. 9287 del 1997, la quale afferma che “…il dovere di fedeltà (…) consiste nell’impegno, ricadente su ciascun coniuge, di non tradire la fiducia reciproca ovvero di non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale tra i coniugi, che (..) non deve essere intesa soltanto come astensione da relazioni sessuali extraconiugali. La nozione di fedeltà va avvicinata a quella di lealtà, la quale impone di sacrificare gli interessi e le scelte individuali di ciascun coniuge che si rivelino in conflitto con gli impegni e le prospettive della vita comune. In questo quadro la fedeltà affettiva diventa componente di una fedeltà più ampia che si traduce nella capacità di saper sacrificare le proprie scelte personali a quelle imposte dal legame di coppia e dal sodalizio che su di esso si fonda”.

Nel contesto odierno, pertanto, la fedeltà viene intesa nel significato più ampio di lealtà e dedizione vicendevole: consiste nell’impegno dei coniugi di non tradire la fiducia reciproca, ovvero nel non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale. La fedeltà reciproca perde la connotazione dell’ esclusiva dedizione di carattere sessuale e non si riduce ad essa, estendendosi fino a comprendere la tutela e il rispetto della sensibilità e della dignità della persona dell’altro coniuge.

Ne consegue che tale dovere risulta essere incompatibile anche con quei comportamenti che ingenerano o possono ingenerare la convinzione - sia nel partner che nell’ambiente sociale in cui si vive - dell’avvenuta violazione della fedeltà. Sulla scorta di tale più ampia nozione di fedeltà si è affermato l'orientamento secondo cui sussistono i presupposti della separazione con addebito a carico del coniuge il quale, pur senza porre in essere un adulterio reale, intrattenga con un estraneo una relazione platonica, che, in considerazione degli aspetti esteriori con cui il sentimento è coltivato e dell'ambiente ristretto in cui i coniugi vivono, dia luogo a plausibile sospetto di infedeltà, comportando offesa alla dignità ed all'onore dell'altro coniuge (Cass. Pen. 2 febbraio 1972, secondo la quale la fedeltà si estrinseca nel dovere di astensione non soltanto da rapporti sessuali con terzi, ma anche da relazioni puramente sentimentali; Trib. S. Maria Capua Vetere 9 dicembre 1997; Cass. 14 aprile 1994, n. 3511; Corte App. Perugia, 28 settembre 1994) .
Analogamente, la sentenza della Corte di Cassazione n. 9742/1999 ha statuito che, nei casi in cui si deve stabilire a chi addebitare la separazione, l'adulterio apparente va considerato alla stregua di un autentico tradimento.


Per i giudici è punibile anche l'amore platonico, la semplice infatuazione per una persona che non sia il marito (o la moglie).

Dunque, il coniuge che avvia una relazione fatta anche solo di bigliettini, telefonate o e-mail si rende responsabile dell'evento separazione quando il giudice accerti che a tale violazione sia riconducibile, in concreto, la crisi dell’unione familiare, ossia verifichi l’effettiva incidenza di detta violazione nel determinarsi della situazione di intollerabilità della prosecuzione della convivenza coniugale.

E’ allora internet il nuovo nemico del matrimonio?

Secondo uno studio americano, le coppie separatesi a causa degli incontri in rete avevano gravi problemi che sarebbero ugualmente emersi determinando la crisi dell'unione. In ogni caso il fenomeno è in tale aumento che il navigare in rete troppo a lungo comincia ad essere inserito tra le nuove cause di separazione e di divorzio.



e voi cosa ne pensate del tradimento "virtuale"? 

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Annamaria... a dopo

Le notizie segnalate da CATERINA


 WIlly : 5 gradini  gli impediscono di andare al cinema 
                                          William Boselli con l'ex giocatore della Fortitudo Dan Gay

 Il Willy the king group,  è un' associazione  costuita a Bologna per sostenere un amico tetraplegico. Grazie alla straordinaria vitalità di Willy, che pur potendo muovere solo la testa cura il  sito (www.wtkg.it), portando avanti un progetto nelle scuole elementari e medie focalizzato sulla disabilità, il ruolo della famiglia e dell'amicizia, ma anche sulla bellezza della vita, perché felicità è ciò che siamo dentro, non quello che si vede fuori. Willy è un uomo felice, nonostante tutto. E un testimonial eccezionale di tali valori.

Incontrando i ragazzi e le ragazze delle scuole ci si rende conto di quanto siano sensibili ai temi del  progetto e ci credano i loro insegnanti, per non dire quelli di sostegno, che in questo strano Paese dai primati europei di cui non può certo andare orgoglioso, sono considerati orpelli di cui si può fare a meno. Secondo il Censis i disabili in Italia sono più di 4 milioni. Esistono leggi che tutelano la loro legittima aspirazione all'eguaglianza, ma troppo spesso non trovano applicazione.

I ragazzi che ha incontrato  Willy nelle scuole sono cresciuti con almeno un compagno meno fortunato. Deficit fisici, di cognizione, figli del disagio familiare. Per i ragazzi e le ragazze la disabilità non rappresenta né un ostacolo, né motivo di imbarazzo o, peggio ancora, di esclusione. Sono limpidi, spontanei nel manifestare i sentimenti, non hanno pregiudizi, non preferiscono ignorare il problema come di sovente accade nel mondo degli adulti, ma lo affrontano con candore.

Sabato scorso Willy, che ha 45 anni, è andato in una terza media alla Croce di Casalecchio. Si è trattenuto con gli studenti e i loro insegnanti per due ore. E' arrivato dritto al cuore dei ragazzi e i ragazzi al cuore di Willy. Dal pomeriggio hanno incominciato a scrivergli al sito del Wtkg, o su Facebook. Messaggi bellissimi, da cui è scaturito l'invito alla proiezione per le scuole del film di Ligabue. Willy ha vissuto la vigilia di questo nuovo appuntamento con trepidazione. Si è presentato puntuale alla multisala nel centro di Bologna, dove ad attenderlo c'erano già gli studenti. E' stata una festa, un'esplosione di gioia quando lo hanno visto arrivare sulla "Willymobile". Poi la mazzata. Il film è stato spostato dalla Sala A alla Sala B. Cinque gradini impedivano a Willy di entrare. Non è la prima volta che capita, anzi, ci è abituato. Ha girato la carrozza ed è tornato a casa. Così, invece di un incontro col loro l' amico con le ruote, gli studenti hanno avuto una lezione, Di vita!

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  Annamaria... a dopo

Meteo... e non solo






si ride, si piange


La Bresso non ci sta. Assorbito il colpo del consiglio di Stato che ha sostanzialmente dato torto all’impianto dei legali della ex presidente della Regione Piemonte sui ricorsi elettorali sospendendo il riconteggio delle liste contestate, Mercedes Bresso torna battagliera e annuncia una nuova importante coda sulla querelle giudiziaria delle elezioni.
”Il Consiglio di Stato – dice Bresso – poteva chiudere la vicenda Giovine, (un’altra delle liste contestate, ma al centro di un’inchiesta penale,ndr) e non l’ha fatto. Si sono riservati la decisione. Noi pensiamo che si possa adire la giustizia amministrativa senza attendere quella penale. Se ci daranno ragione sara’ la madre di tutte le battaglie”.
Ai microfoni di Sky Tg 24 Bresso ha anche aggiunto di attendere le motivazioni della ordinanza del Consiglio di Stato. ”Non sono critica perche’ non conosco le motivazioni. Per il momento il consiglio di Stato ha accolto la sospensiva e bloccato il riconteggio. Non ci ha detto le motivazioni perche’ ritiene, se lo ritiene, che queste liste (‘Al centro con Scanderebech’ e ‘Consumatori’) siano valide. Se Cota le conosce vuol dire che ha altre strade che non quelle regolari per sapere cosa intende dire il Consiglio di Stato”. Sempre in polemica con il governatore Bresso ha aggiunto: ”Se vogliono governare per il bene del Piemonte farebbero meglio come si dice in Piemontese a darsi un andi (una mossa, ndr). Attendiamo di sapere perche’ secondo il Consiglio di Stato quelle due liste che sono state giudicate nulle dal Tar, sarebbero invece valide. Lo stesso Consiglio di Stato ha rinviato a gennaio la discussione sulla violazione piu’ grave, quella sulla Lista Pensionati, che ha addirittura firme false, certificate in modo falso e illegittimo. Ho perso una battaglia, ma non la guerra e credo che questo non debba impedire a noi di fare l’opposizione e a Cota di governare il meglio che puo’ nell’interesse del Piemonte”. ”Stiamo lottando perche’ ci sia un po’ piu’ di legalita’ in questo paese – ha detto ancora Bresso -. La violazione della legalita’, in un momento essenziale per la democrazia come sono le elezioni, e’ ovunque punita in modo pesante perche’ e’ una cosa molto grave”.
Poi il colpo finale nei confronti di Cota: “Noi la giustizia la paghiamo già con le tasse, non è giusto che i cittadini paghino il riconteggio. Però visto che l’operazione era stata disposta a favore di Cota, se proprio ci tengono possono pagare loro”

fonte - gliitaliani.it



 Il ritorno degli anni Ottanta
Ecco Samantha Fox e Sabrina Salerno
Prima hanno stupito con le loro curve mozzafiato, poi hanno scoperto il mondo della musica e hanno inciso due grandi successi pop degli anni Ottanta. Sabrina Salerno e Samantha Fox tornano sulla scena più di vent’anni dopo, ma questa volta insieme. Le due icone sexy hanno  pubblicato  il singolo “Call Me”, cover della hit dei Blondie.





Aforisma della settimana "Accontentarsi"


Ho dei gusti semplicissimi;
mi accontento sempre del meglio.
(Oscar Wilde)

 

un'altra settimana sta per iniziare, speriamo con il sorriso..altrimenti...vi lascio questo!


Annamaria... a dopo

Le notizie segnalate da CATERINA -



I disabili nella scuola? "Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati". Il leghista Pietro Fontanini interviene a un convegno promosso dal Consorzio per l'assistenza medico-pedagogica a Palmanova e si scatena la bufera. Le dichiarazioni del presidente della Provincia di Udine, confermate da più testimoni e contestate dalla platea di 300 operatori sul tema della disabilità, trovano in serata la reazione "attonita e indignata" dell'assessore alla sanità Vladimir Kosic. Ma il primo a prendere le distanze, già al tavolo dei relatori, è Paolo Ciani, consigliere regionale del Pdl.
A riferire le parole di Fontanini è Francesco Martines, capogruppo del Pd in Provincia. "Ritengo queste affermazioni offensive nei confronti delle famiglie che vivono situazioni di disabilità - scrive Martines in una nota - e nei confronti di operatori che cercano in tutti i modi di rendere operative teorie e comportamenti di massima integrazione e inclusione nel mondo della scuola e nella società".




LA SMENTITA
ontanini, all'ora di cena, detta all'agenzia una smentita sul termine "ritardi". E precisa: "Quello che ho detto è che, rispetto al modello italiano che prevede l'insegnante di sostegno, si potrebbe pensare a quello in vigore in altri Paesi europei: la classe differenziata". E ancora: "Non mi sono espresso nei termini che mi sono stati attribuiti e mai affermerei simili cose. Ho riportato un'esperienza personale, da insegnante, riferita a una quinta della scuola secondaria superiore che si stava preparando all'esame di maturità". Tra l'altro, conclude Fontanini, "come Provincia finanziamo progetti per l'inserimento dei disabili nel mondo del lavoro".

LE CONFERME
Martines ribadisce però quanto riportato nella prima denuncia: "Ho verificato con decine di operatori presenti. Tutti furibondi". E pure Ciani, testimone diretto, smentisce Fontanini: "Quanto riportato è, purtroppo, corretto. Non a caso sono subito intervenuto prendendo le distanze. Non si capisce - aggiunge il consigliere del Pdl - quando Fontanini parla da presidente della Provincia o da segretario della Lega". Critico anche l'assessore Kosic: "Se rispondono al vero le affermazioni riportate, devo constatare il palese contrasto con quello che stiamo facendo con gli enti locali e le famiglie sul tema della disabilità. Ricordo che la legge nazionale 517/1977 ha abolito, con una scelta di umanità e rispetto, le "classi speciali" che altro non erano che ospedali psichiatrici per bambini".




L'OPPOSIZIONE
Pure dal Pd arrivano forti contestazioni. "Chi parla così dimostra di non capire niente", dichiara la deputata Alessandra Siragusa. Durissimo anche Gianfranco Moretton: Le dichiarazioni insane di Fontanini richiederebbero un percorso differente per lui e non per le persone meno fortunate". Secondo il capogruppo del Pd il presidente della Provincia di Udine "ha perduto il lume della ragione e del buon senso. Il suo agire ci porterebbe alla disgregazione della società allontanandola dall'obiettivo del vivere civile per un ambiente giusto ed equilibrato". Per Debora Serracchiani, infine, "quando un politico parla di ghettizzare i bambini disabili, vuol dire che non c'è più limite e che ci stiamo già muovendo in un territorio pericoloso".




Annamaria... a dopo