giovedì 26 gennaio 2012
MO TE LO SPIEGO A PAPÀ CHI È MARCO
Dare spiegazioni ai bambini non sempre è facile quando in classe c'è un compagno diversamente abile, specie quando i bambini hanno paura. E sta a noi adulti trovare le parole giuste. Tipo queste, che ne dite?
" ... ma papà, Marco sbatte sempre le costruzioni sul tavolo"
"E la maestra cosa gli dice?"
"Che non si fa"
"Ma si arrabbia perché non riesce a costruire le cose?"
"No non si arrabbia, ma mmm èèèèè mm nervoso"
" Ma tu giochi con lui?"
"Uffa ma Marco non sa giocare"
"Bene, e allora perché non gli fai vedere come si costruisce un garage, o la torre dei pirati come facciamo noi?"
"Ma lui non sa pallare"
"Neanche tu sai pallare bene. Si dice parlare. Vedi? Diciamo che Marco parla in un altro modo, quasi come parliamo noi, ma tu devi imparare la sua lingua"
"Ma quello grida"
"Ascolta bene, non grida, ma forse ti sta chiamando"
"E' vero pure la maestra lo dice"
"Per cui quando credi che ti stia chiamando girati verso di lui e chiedigli cosa vuole"
"Papà, ma Marco ha sempre la lingua da fuori"
"E questa cosa ti fa paura?"
"Si"
"Guardati un po' nello specchio. Li vedi i tuoi capelli da pazzo? Sicuramente c'è qualche bambino che quando ti vede ha paura. Ognuno di noi ha delle cose belle e brutte, alcune fanno paura e altre no"
"E' vero Fabrizio porta sempre a scuola dei mostri che mi fanno paura"
"Ma a te piace giocare con Fabrizio?"
"Si, si"
"Allora Fabrizio non ti fa paura?"
"Papà, ma Marco rompe sempre i giochi"
"Perché tuo fratello nooo? Se voi lo escludete lui un po' si innervosisce"
"Ma lui non sa giocare"
"Eh no. Sei tu che non sai giocare come lui. Marco gioca in un altro modo. Prova a fare come fa lui"
"Ma lui sta sempre a terra"
"Benedetto figlio. Ma ora vuoi fare il preciso con me? Se a casa stai sempre per terra e fai scivolate in continuazione, mi vuoi dire che a scuola non le fai mai?"
"La maestra non vuole"
"Invece io sì. Lasciamo stare. Però facciamo una cosa, domani chiediamo alla maestra se una volta a settimana si può giocare tutti sdraiati a terra come fa Marco"
"Lo facciamo. L'altra volta la maestra ci ha fatto giocare sempre a terra"
"Brava la maestra e come mai?"
"Booooo"
"Diciamo che una volta si gioca come fate voi e una volta si gioca come gioca Marco"
"Papà, ma lo posso toccare?"
"A te ti possono toccare?"
"Si, ma a volte no"
"Bene pure per Marco è lo stesso. Devi cercare di capire quando è il momento e quando no. Se però lui grida non ti spaventare perché forse non hai capito che era il giorno in cui non potevi toccarlo"
"Io voglio bene a Marco"
"Perché non dovresti volerne. Amore mio Marco ti farà diventare un grande uomo perché ti insegnerà un'altra lingua, un altro modo di guardare, un altro modo di giocare. Pensa che tutti i bambini che non incontreranno Marco non potranno imparare queste cose e saranno meno fortunati"
"Pure la mamma di Marco è fortunata?"
"Tutte le mamme e i papà sono fortunati ad avere dei figli come voi"
"E perché la mamma di Marco a scuola pallava con la maestra e poi piangeva. Pecchè piangeva?"
"Non lo so. Ma tu sei sicuro che erano lacrime?"
"...No schezzo. Stava ridendo in un altro modo. Diversamente"
da-
http://www.style.it/mamma/mamme-e-papa/2012/01/12/mo-te-lo-spiego-a-papa-un-diversamente-dialogo.aspx )
Annamaria... a dopo
METEO E ...NON SOLO
PENSIERO POSITIVO DI OGGI
Io respiro consapevolmente assorbendo con Amore l'Energia dell'Universo
si ride, si piange
Io respiro consapevolmente assorbendo con Amore l'Energia dell'Universo
si ride, si piange
TEST - SIETE UN ANIMALE SOCIEVOLE -
TEST
SIETE UN ANIMALE SOCIEVOLE?
Il filosofo Aristotele, discepolo di Platone, maestro-precettore di Alessandro Magno, fondatore della “Scuola peripatetica” (qui le peripatetiche non c’entrano), affermava che l’uomo è un animale sociale, nel senso che è portato a vivere in mezzo agli altri. Socievole sta per: disponibile al rapporto con gli altri, aperto alle conoscenze e alle amicizie.
Come tutti sappiamo, vi sono, comunque, persone che sono più “socievoli di altre. Per “persona molto socievole” intendiamo una persona amante della compagnia, a cui piacciono le cosiddette occasioni mondane come ricevimenti e i balli, che stringe facilmente nuove conoscenze e che sta a suo agio in mezzo agli altri. Viceversa, per “persona poco socievole” intendiamo una persona che preferisce coltivare poche amicizie, che ama starsene per conto proprio, che stenta a trovare argomenti di conversazione quando si trova in mezzo agli estranei; insomma, il soggetto poco socievole è una specie di “lupo solitario”.
Carl Gustav Jung, il papà della psicologia analitica, considera la nostra personalità come quella tendenza all’introversione o all’estroversione.
L’introverso:
- si sente offeso facilmente;
- fa spesso sogni ad occhi aperti;
- arrossisce di frequente;
- si ritira di fronte alle circostanze sociali;
- ha paura di esporsi;
- si preoccupa per i possibili rovesci;
- incapace di prendere decisioni
- ha timore di quello che possano pensare gli altri;
- ha grande cura delle cose personali.
L’estroverso:
- di rado fa sogni ad occhi aperti;
- facilmente fa amicizia;
- non se la prende granché;
- ride spesso:
- sa perdere;
- parla agevolmente
- predilige lavori che comportano contatti sociali.
Ma voi, gentili Lettori, volete sapere “come siete”?
Rispondete, sempre con sincerità, alle 30 domande del TEST che vi propongo. Avete TRE risposte a vostra disposizione: “SI”, “SONO INCERTO”, oppure “NO”.
- Vi piace condurre una vita di società molto intensa?
SI SONO INCERTO NO
- Sentite spesso il bisogno di amici comprensivi che vi tirino su il morale?
SI SONO INCERTO NO
- In linea di massima, preferite leggere piuttosto che dedicarvi alla conversazione?
SI SONO INCERTO NO
- Siete piuttosto loquaci quando vi trovate in compagnia?
SI SONO INCERTO NO
- Di solito, siete capaci di lasciarvi andare e di divertirvi quando partecipate a un trattenimento?
SI SONO INCERTO NO
- Detestate di trovarvi in mezzo a un gruppo numeroso dove tutti scherzano e si prendono in giro a vicenda?
SI SONO INCERTO NO
- Vi parlate con la gente al punto da non lasciarvi mai sfuggire l’occasione di attaccare discorso con un estraneo?
SI SONO INCERTO NO
- Se doveste svolgere un’indagine commerciale, preferireste scrivere piuttosto che sbrigare la questione per telefono?
SI SONO INCERTO NO
- Vi fa piacere trascorrere lunghi periodi di tempo da soli?
SI SONO INCERTO NO
- Vi sentite rilassati e sicuri di voi in compagnia di altre persone?
SI SONO INCERTO NO
- Vi sembra di essere freddi e riservati più di quanto lo è la maggioranza delle altre persone?
SI SONO INCERTO NO
- Vi piace mescolarvi con una quantità di gente?
SI SONO INCERTO NO
- Vi è facile fare amicizia con persone del sesso opposto?
SI SONO INCERTO NO
- Quando siete con gli amici, raccontate barzellette e storielle divertenti?
SI SONO INCERTO NO
- Provate piacere a parlare e a giocare con i bambini piccoli?
SI SONO INCERTO NO
- Vi intimorisce entrare in una stanza piena di gente che non conoscete?
SI SONO INCERTO NO
- Avete mai pensato seriamente che forse sareste più felici se poteste vivere su un’isola deserta?
SI SONO INCERTO NO
- A volte vi sentite a disagio per l’eccessiva vicinanza fisica con altre persone?
SI SONO INCERTO NO
- Per voi conta molto riuscire simpatici a una quantità di persone?
SI SONO INCERTO NO
- Vi presentate per primi e spontaneamente agli estranei che incontrate nelle riunioni mondane?
SI SONO INCERTO NO
- Preferireste trascorrere una serata discorrendo con una persona interessante del vostro sesso piutosto che cantando e ballando con una numerosa brigata di amici?
SI SONO INCERTO NO
- Vi piace trovarvi al centro delle attività e degli impegni mondani?
SI SONO INCERTO NO
- Vi piace occupare i momenti liberi standovene per conto proprio, per esempio, facendo un solitario o risolvendo un cruciverba?
SI SONO INCERTO NO
- Siete portati a evitare la gente, per quanto vi è possibile?
SI SONO INCERTO NO
- Vi sentireste assai scontenti se vi privassero della possibilità di coltivare numerosi rapporti sociali?
SI SONO INCERTO NO
- Preferite concedervi uno svago in compagnia piuttosto che da soli?
SI SONO INCERTO NO
- Vi fa piacere il fatto di avere molti impegni sociali?
SI SONO INCERTO NO
- Vi piace ricevere ospiti?
SI SONO INCERTO NO
- Siete incline a limitare la cerchia delle vostre conoscenze a poche persone selezionate?
SI SONO INCERTO NO
- Vi capita spesso di sentirvi a disagio con altre persone?
SI SONO INCERTO NO
Valutazioni interpretative:
La risposta a ogni “SI” vale 1 punto.
La risposta a ogni “SONO INCERTO” vale “mezzo punto”.
La risposta a ogni “NO” vale “zero”.
La giusta misura sta nel mezzo cioè ai 15 punti.
Quanto più il vostro punteggio si allontana da 15 e si avvicina a 30, tanto più sarete socievoli. Il 30 rappresenta il soggetto molto socievole; il 15 rappresenta il soggetto mediamente socievole.
Più vi avvicinate al punteggio a “1” , più sarete considerati introversi, solitari e poco socievoli.
Fine
Enzo
mercoledì 25 gennaio 2012
DIMENTICARE - poesia di Mimma -
COSA DAREI PER DIMENTICARE,
FAREI DI TUTTO PER NON AMARE,
TI PENSO OGNI ISTANTE,
IL MIO CUORE BATTE SOLO PER TE,
DOLCE AMORE PERDUTO,
DIMENTICARE, MA COME FARE!!!
OGNI COSA MI PARLA DI TE,
IL MIO CUORE BATTE SEMPRE PIU' LENTAMENTE,
MA SE TI VEDO RITORNO A VIVERE,
MA QUANDO SCOMPARI NON VIVO PIU',
VORREI SOLO DIMENTICARE.
MIMMA

Con Facebook 34 mila posti di lavoro in Italia
Facebook non è solo condivisione, amici, divertimento o "roba da ragazzini". Il social network più frequentato del mondo, che presto arriverà a un miliardo di iscritti, incrementa infatti di 15,3 miliardi di euro il giro d'affari delle aziende europee e contribuiscono a generare circa 232.000 posti di lavoro, solo in Italia quasi 34 mila. Lo sostiene uno studio, commissionato dalla stessa Facebook a Deloitte, che analizza l'impatto della piattaforma nel mondo business dei Paesi dell'Europa a 27. La ricerca è stata presentata da Sheryl Sandberg, Chief Operating Officer di Facebook, durante la DLD conference a Monaco di Baviera.
In Italia le attività di Facebook arrivano a contribuire al Pil per 2,5 miliardi di euro, mentre i posti di lavoro che procura sono stimati in 33.800. L'impatto economico di Facebook si fa sentire anche in Germania (36.200 posti di lavoro e 2,6 miliardi generati), in Gran Bretagna (35.200 posti di lavoro e 2,6 miliardi), in Spagna (20.200 e 1,4 miliardi), Francia (21.900 e 1,9 miliardi).
La ricerca di Deloitte ha preso in esame il ruolo di Facebook per la crescita economica da quattro diversi punti di vista. Il primo è l'impatto diretto che ha il social network dando lavoro ad un importante team in Europa (si traduce in denaro per stipendi, edifici, attrezzature e fornitori); il secondo è la partecipazione al business, cioè il contributo all'aumento del fatturato delle aziende e al consolidamento del brand grazie alla pubblicità gratis e a pagamento ma anche alle fan page, ai "mi piace", alla comunicazione diretta con i consumatori. Un altro fattore riguarda l'impatto di Facebook sulle vendite in tecnologia (per molte persone è il fattore decisivo per la scelta di uno smartphone o tablet). Infine, molto importante, lo studio considera il ruolo dell'economia delle applicazioni (ogni giorno ne sono installate sul social network più di 20 milioni nel mondo): la Facebook "app economy" vale 120 milioni di euro in Italia e genera 1.600 posti di lavoro (in Europa rappresenta il 19% dell'impatto economico del social network).
fonte "il messaggero"
Annamaria... a dopo
METEO E ...NON SOLO
PENSIERO POSITIVO DI OGGI
Io sono un essere Divino
si ride, si piange
una ricetta al volo

Ingredienti per 2 persone:
Mezzo chilo di carote, una confezione di fiocchi di latte (150 grammi), una manciata di olive verdi denocciolate, 1 limone (solo succo), sale, 2 cucchiai di olio, pepe bianco.
Preparazione:
Pelare le carote, lavarle, spuntarle e grattugiarle con l'apposita grattugia, oppure ridurle a bastoncini molto sottili (julienne appunto: questo è il nome che si usa per questo tipo di taglio).
Versarle in una insalatiera.
In una ciotolina mettere i fiocchi di latte, versare l'olio, il sale, il pepe, il succo di limone, mescolare bene e versare sulle carote.
Tagliare le olive a rondelle e disporle sopra i fiocchi di latte. Tenere in frigo fino al momento di portare in tavola.
qualche aforisma...
Dizionario del Diavolo (The Devil's Dictionary)
Cavolo: ortaggio familiare ai nostri orti e alle nostre cucine, grosso e saggio all'incirca quanto la testa di un uomo.
Cervello: quella cosa con cui pensiamo di pensare.
Consiglio: consiste nel richiedere l'approvazione in merito a una decisione già adottata.
Conto Corrente: un'offerta volontaria al mantenimento della vostra banca.[Ambrose Gwynnette Bierce (1842 - 1914) scrittore statunitense]
La cosa più deliziosa non è non aver nulla da fare: è aver qualcosa da fare e non farla!
(Marcel Achard)
Annamaria... a dopo
Io sono un essere Divino
si ride, si piange
ESSERE UN GRAN PEZZO DI FIGLIOLA NON E'
TUTTO NELLA VITA, PERO' AIUTA!
una ricetta al volo
Julienne di carote e fiocchi di latte

Ingredienti per 2 persone:
Mezzo chilo di carote, una confezione di fiocchi di latte (150 grammi), una manciata di olive verdi denocciolate, 1 limone (solo succo), sale, 2 cucchiai di olio, pepe bianco.
Preparazione:
Pelare le carote, lavarle, spuntarle e grattugiarle con l'apposita grattugia, oppure ridurle a bastoncini molto sottili (julienne appunto: questo è il nome che si usa per questo tipo di taglio).
Versarle in una insalatiera.
In una ciotolina mettere i fiocchi di latte, versare l'olio, il sale, il pepe, il succo di limone, mescolare bene e versare sulle carote.
Tagliare le olive a rondelle e disporle sopra i fiocchi di latte. Tenere in frigo fino al momento di portare in tavola.
qualche aforisma...
Dizionario del Diavolo (The Devil's Dictionary)
Cavolo: ortaggio familiare ai nostri orti e alle nostre cucine, grosso e saggio all'incirca quanto la testa di un uomo.
Cervello: quella cosa con cui pensiamo di pensare.
Consiglio: consiste nel richiedere l'approvazione in merito a una decisione già adottata.
Conto Corrente: un'offerta volontaria al mantenimento della vostra banca.[Ambrose Gwynnette Bierce (1842 - 1914) scrittore statunitense]
La cosa più deliziosa non è non aver nulla da fare: è aver qualcosa da fare e non farla!
(Marcel Achard)
Annamaria... a dopo
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